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  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

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Una testimonianza dal Cile

novizio in cortile

Ecco per voi una testimonianza di un caro amico che ha vissuto anni fa una esperienza in  Certosa, e come lui stesso dice, in maniera sanguigna scrive “tutto ciò che mi è venuto fuori dal cuore”.

Largo alle sue parole…

“Scrivo di questo meraviglioso Ordine, da un paese in cui non esistono certose, il Cile, probabilmente perché siamo stati evangelizzati chiedendo ordini e non ordini monastici; nondimeno ciò non fu un impedimento, tanto che con un libro di orientamento professionale conobbi la vita certosina all’età di quindici anni (oggi 73), innamorandomi di lei ed in seguito della vita contemplativa in generale.

Attraverso le letture ed ora grazie ad internet, cosa lasciano quegli uomini che diventano monaci, e iniziare a conoscere la loro vita quotidiana seguendo la spiritualità che si può intravedere. Una cosa fondamentale, è che devi avere un’enorme vocazione, un dono di Dio, per poter condurre quel tipo di vita, in caso contrario, credo che il sottoscritto non avrebbe trascorso 3 notti di clausura; Con questo, è possibile abbattere il fatto che è andato al chiostro a causa di una certa delusione amorosa, impossibilità di affrontare la vita e altre ipotesi obsolete; nient’altro che la ricerca di Dio consentirà di rimanere in quelle case benedette, monumenti di preghiera dove ci si abbandona a Dio.

Stando in Spagna molti anni fa, non potei trattenermi dallo scrivere alla Certosa di Miraflores per richiedere un possibile ritiro spirituale; Ho ricevuto una risposta molto gentile dal Priore dell’epoca, Padre Chávarri, (Dom Eduardo Chavarri Zunzunegui)che mi informava che solo se avessi voluto dimostrare la mia vocazione avrei potuto farlo, e non l’ho fatto e credetemi fratelli è ciò di cui mi pento ancora oggi. L’amore e l’ammirazione per la vita contemplativa sono stati un denominatore comune per tutta la mia vita e se qualcosa rimarrà in sospeso sarà quello, solo immaginare il contrario mi fa sorridere in questo momento.

Cercare Dio, penso sia la cosa più importante, se aggiungiamo silenzio, la sola preghiera è l’equazione perfetta.

Sono sicuro che non è solo la decisione del candidato, ma anche la comunità che decide se farlo rimanere, ma se non si prova non si potrà mai sapere.

Ho trovato amici e sacerdoti che mi dicono che vorrebbero diventare certosini la mia risposta è l’invito a provare di fare un’esperienza, che deve essere molto utile, se si è benedetti da Dio bene, altrimenti è comunque una benedizione.

Vedere il film “Il grande silenzio” produce così tanta gioia e sviluppa il desiderio di volare nel tempo e di conoscere Dio, faccio un appello…. per favore chi sente che questa irrequietezza non lo lascia tranquillo, a volte ce solo una opportunità nella vita il tempo trascorre e non succede più, credetemi amici siate certi che non ve ne pentirete.

San Bruno ha saputo unire così bene la vita eremita e cenobitica che così facendo ha inoculato le due vocazioni in una inutile radicalità.

Il silenzio e la solitudine in sé non servono molto in questo cason se non sono veicoli per conoscere Dio.

C’è un dolore nel mio cuore per il fatto che la Certosa di Evora sia finita, penso che andranno a Montalegre, a Dio piacendo che sia per preservare l’Ordine e nient’altro.

Cari fratelli, ho scritto di cuore nel far conoscere i miei sentimenti più profondi per l’Ordine della Certosa, nella mia esperienza personale con lei.

Grazie per tutto quello che fai Roberto, e per la diffusione in rete, che Gesù ti benedica e Maria si prenda cura di te e faccia lo stesso con questo prezioso dono che il Signore ci ha fatto con questo benevolo Ordine.

O’Bonitas.

R. E. (Chile)

Cile

Una Risposta

  1. Carissimo fratello, non vivere di rimpianti, Dio non vuole. Rimaneremmo certosini nel cuore per sempre se ne abbiamo desiderio ed in Paradiso saremo vicini a loro.
    Sono moglie, madre e lavoratrice ma certosina di desiderio.
    Desideri e non rimpianti…
    Dio ti benedica.

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