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  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

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FAQ 1

 

Cartusialover Faq monk

Cari amici, con l’intenzione di fare chiarezza sugli aspetti più pratici della vita certosina, ho deciso di pubblicare da oggi e per le prossime domeniche di questo primo mese dell’anno una FAQ. In seguito essa sarà inserita in una sezione apposita.

Ma che cosa è una FAQ?

Le Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, sono letteralmente domande poste frequentemente, alle quali conseguono una serie di risposte date alle domande che vengono poste, o che si ritiene verrebbero poste, più frequentemente dagli utilizzatori di questo blog, su temi inerenti la vita certosina.

Il senso è anche quello di stimolare coloro che mi contattano perchè attratti da questo stile di vita monastico, e magari poco informati e/o non correttamente su di essa. L’intento è dunque quello di fare da volano al discernimento vocazionale di quanti mi contattano e che non riescono ad orientarsi. Premetto che le risposte alle domande poste, appartengono ad una FAQ diffusa anni orsono in rete sul sito dell’Ordine certosino.

Ma cominciamo….

Quanti monaci vivono in certosa?

Attualmente siamo in 18, tra monaci del chiostro (Padri), conversi (Fratelli) e novizi.

Qual’é la differenza tra monaci del chiostro e fratelli conversi?

I monaci del chiostro trascorrono la loro giornata nella solitudine dei loro eremi (celle), collegate tra loro da un chiostro. La pregano, lavorano, studiano, mangiano, dormono, Escono dai loro eremi soltanto per i tre incontri liturgici in chiesa. Sono sacerdoti oppure destinati ad esserlo.

I Fratelli conversi consacrano la loro vita al servizio di Dio, dedicandosi maggiormente al lavoro manuale. Hanno pure loro un eremo (cella) più piccolo di quello dei Padri, e partecipano alla liturgia comunitaria, ma il loro lavoro lo realizzano principalmente fuori dalla loro cella, nelle diverse zone del monastero chiamate obbedienze: panetteria, cucina, dispensa, lavanderia,sartoria, eccetera.

Come si diventa monaco certosino?

Per prima cosa c’è la chiamata Divina, manifestata in tanti modi diversi, ma che sempre sboccia nel desiderio di consacrare la propria vita alla preghiera ed alla ricerca di Dio nell’amore, insieme con un’attrattiva per la solitudine unita ad una capaciyà d’adattamento pure alla vita comunitaria.

Chi sente questa chiamata Divina scrive al Maestro dei novizi, manifestando il desiderio di fare un’esperienza contemplativa nella nostra comunità. Durante l’esperienza si discerne insieme al Maestro se è il caso di ripeterla nel futuro o continuare con le successive tappe della formazione, così come sono descritte negli Statuti.

Perchè siete diventati certosini?

Le motivazioni per le quali siamo diventati certosini variano a secondo delle esperienze personali di ognuno di noi. Tutti siamo d’accordo di affermare che avevamo provato il desiderio di dedicare tutta la nostra vita a Dio che ci ha amato per primo. Il Signore Gesù ci ha sedotto e ci ha condotto al deserto per parlarci al cuore. Ma ascoltiamo la testimonianza di alcuni certosini:

  • Cercavo di dare gloria a Dio consacrandogli la propria vita nel nascondimento della solitudine, dove non c’è posto per la vanagloria o l’egoismo, ma solo il Padre eterno che vede e ama nel segreto.
  • Ho capito che non avrei potuto dare un maggiore apporto alla chiesa e al mondo intero che quello di vivere in una costante intercessione in Gesù Redentore presso il Padre.
  • Ho trovato in certosa quell’ambiente di semplicità evangelica che cercavo da qualche tempo per donarmi con autenticità a chi ha offerto la propria vita per me.
  • Facendo esperienza della mia propria miseria ho scoperto l’infinita misericordia divina che ha riempito per intero il mio povero cuore spingendomi a vivere in solitudine con Lui.
  • Per me è stato fondamentale la testimonianza di vita dei miei fratelli durante la mia prima esperienza, ciò che mi ha spinto a chiedere di vivere con loro questo meraviglioso e faticoso cammino di continua conversione interiore.
  • Dopo una vita lontano dal Signore , a 40 anni ho fatto l’esperienza del suo amore trasformante che mi ha invitato a dedicarmi per intero alla sua lode ed alla contemplazione del suo santo Volto.

Avete mai qualche ripensamento?

Durante tutto il periodo di formazione e fino alla professione solenne il monaco è incoraggiato a ripensare le motivazioni per le qualiha scelto di cominciare questo cammino. Dopo la professione solenne i momenti difficili possono pure presentarsi. Se portati avanti nella preghiera e nell’abbandono al Signore, si rivelano un momento di grazia, anche se doloroso , per purificare il proprio cuore liberandolo da ogni egoismo e per vivere sempre più profondamente il proprio si al Signore pronunciato ogni giorno, nella speranza di arrivare alla pienezza della sua vocazione.