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Guigo II e la Vergine Maria

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Eccoci giunti al mese di maggio notoriamente dedicato alla vergine Maria.

Le origini di questa tradizione risalgono all’Antica Grecia, quando il mese di maggio era dedicato alla dea della fecondità. Anche nel Medioevo troviamo usanze simili, incentrate sul festeggiare la fine dell’inverno, poiché il primo maggio era considerato un momento di rinascita.

L’idea di un intero mese dedicato a Maria Vergine nasce in epoca barocca: sebbene non proprio a Maggio, era usanza dedicare trenta giorni ad esercizi spirituali in onore di Maria. Ed è proprio in questo periodo, tra il XVI e il XVII secolo, che maggio divenne il mese della Madonna: per tutta la durata del mese fu disposto il culto di pregare la Vergine ogni giorno. Questa tradizione divenne particolarmente diffusa durante il XIX secolo, fino al giorno d’oggi.

Premesso ciò, ho il piacere di donarvi questa splendida Meditatio di Guigo II

Madonna-del-latte Refettorio certosa di Pavia

Madonna-del-latte,  Refettorio certosa di Pavia

O Vergine delle vergini, mia Signora, bellissima d’aspetto “in cui gli angeli desiderano fissare lo sguardo” (1Pt 1,12), volgi, ti prego, verso di me, il tuo sguardo verginale; degnati di intingere la punta del tuo dito nella tua anfora, per bagnare anche solo con una goccia d’acqua, la mia lingua affaticata e riarsa. Io so, mia Signora, io so con quale incomparabile amore e benevolenza tu guardi ognuno dei servi del grande Abramo per offrire la bevanda della tua misericordia, non solo ad ogni uomo che la chiede, ma anche ai suoi cammelli (cfr. Gen 24,19). (…)

Tutta bella sei, amica mia, in te nessuna macchia” (Ct 4, 7); bellissima di viso, castissima di corpo, santissima di spirito e, ciò che è particolarmente splendente in te, prontissima a soccorrere le necessità dei miseri. Infatti tu sei colei che per prima attinge alle più profonde sorgenti della misericordia, porti la tua anfora piena di grazia sulla spalla della tua potente comprensione. Che fece dunque quella fanciulla che era tua figura, o mia Signora? “In fretta – dice la Scrittura – calò l’anfora sul braccio” (Gen 24, 18) e, non contenta di dare da bere soltanto a colui che lo chiedeva, “anche per i tuoi cammelli – disse – ne attingerò, finché finiranno di bere” (Gen24,19). Ciò significa, o Vergine beatissima, che tu fai bere dalla tua anfora anche me, peccatore deforme, gobbo e tortuoso. Tu compatisci veramente le nostre miserie, ben al di là di ciò che possiamo chiedere, sperare o pensare. (…)

O Vergine, bellissima per il tuo volto e per la tua verginità, concedi anche a me ti supplico, questa bevanda, e prepara per me un luogo in cui dimorare per questa notte, poiché presso di te, come dici, c’è un vasto luogo per alloggiare. Questa terra su cui moriamo è stretta, e gli uomini ne traggono motivo per litigare: Mia è la terra, mia la sorgente, mio il bosco. Ma con te lo spazio per dimorare è vasto. (…) Introducimi, Madre di misericordia, nella casa di tuo Padre, perché non rimanga fuori, non sia consumato dal gelo e dal freddo e non sia assalito dai terrori della notte. Introducimi, perché dopo essermi lavato i piedi io riposi (…) finché «spiri la brezza del giorno e si allunghino le ombre» (Ct 2, 17).

Tu mi ricondurrai al tuo sposo Isacco. (…) Infatti tu sei veramente colei che il Signore ha preparato per il figlio del mio Padrone (cfr. Gen24,44), per essere sua madre, sua sposa e sorella. ( ..) Tu sei realmente prescelta ed eletta su tutte le donne; sei piena di grazia, “il Signore è con te” (Lc t,28).

Il Signore, Dio Padre, ti ha preparata per il Signore, Dio suo Figlio, affinché tu ci prepari per lui. Tu che ti degni di prendere posto sul dorso di questo cammello che si inginocchia dinanzi a te, prepara il tuo Figlio stesso per noi; rendicelo favorevole nel giorno in cui si leverà a percuotere la terra col soffio della sua bocca.

(Meditatio VII)

Una Risposta

  1. Bellissimo e vero meditatio alla Vergine Maria per Maggio. Ma anche la festa di S. Giuseppe. Grazie

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