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“Salto al cielo”, la seconda certosa di Jerez

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Nell’articolo odierno, voglio portarvi a conoscenza dell’esistenza di una costruzione chiamata “Salto al Cielo”, nota anche come la seconda certosa di Jerez. Essa sorse su proprietà dei monaci, ricevute in donazione. Queste terre furono donate da un nobile di Jerez nel 1667, quando era priore della certosa Dom Gabriel María González (1666-69), il quale volle rimanere anonimo. La tenuta Salto al Cielo dista otto chilometri dalla certosa della Defension, è situata tra le autostrade Cortes e San Isidro del Guadalete, tra le deliziose campagne di Jerez. La sagoma di un’imponente cupola sorprende chi la osserva, appare adagiata su una collina che sembra uscire dal nulla tra vigneti e terreni agricoli, e da cui si vede il letto del fiume Guadalete.

Ma per quale motivo fu costruita questa seconda certosa?

Essenzialmente due furono i motivi, il primo è legato al fatto che così come le grange, spesso venivano utilizzate come ricovero per quei monaci malati il luogo dove era situata la cappella Salto al cielo aveva aria salubre. Qui infatti venivano trasferiti quei monaci affetti da patologie respiratorie, che si aggravavano per la permanenza nelle umide celle della certosa. Si diffuse tra la popolazione che il nome Salto al cielo derivasse dal fatto che questo posto essendo in altura, avrebbe consentito ai monaci che fossero morti, di essere più vicini a raggiungere il Paradiso!

In realtà, la costruzione di Salto al Cielo fu dovuta al re di Spagna Carlo IIIche nel 1784 volle creare una congregazione autonoma certosina spagnola Congregación Española Cartujana, retta da un superiore o vicario generale. Sotto di essa erano raggruppate le sedici certose che fino ad allora erano state organizzate in due Province, quella della Catalogna, con nove Case, e quella della Castiglia con sette.

La minaccia della rivoluzione francese che stava per scoppiare avrebbe isolato le certose spagnole dalla Grande Certosa. La petizione reale fu trasmessa a Papa Pio VI (1775-99) e nel 1787 fu emessa una bolla “In quae Tempora” che ordinava che i futuri vicari generali che avrebbero governato la futura Congregazione avessero una certosa permanente. Testualmente: “Nel prossimo capitolo verrà designato il Monastero in cui risiederanno il Vicario generale e il suo Definitorio e dove di volta in volta dovranno essere tenuti i seguenti Capitoli“. Ebbene, nel 1787, in virtù di detto Breve Pontificio, fu preparato un Capitolo generale per la nascente Congregazione nella certosa di El Paular, ma di questo vi parlerò in un prossimo articolo.

Salto al Cielo, in effetti, fu eretta a causa di una necessità derivante dal fatto che la congregazione delle certose spagnole si riuniva insieme ai sei membri del Definitorio nella certosa della Defension a Jerez. Ciò creò una situazione di disagio per la sovrapposizione di attività, ovvero le riunioni della congregazione e la regolare vita monastica, la cui quiete venne turbata. Pertanto si decise di delocalizzare in una seconda certosa, concepita esclusivamente per ospitare lì il Padre Generale e il suo Definitorio. Insomma una casa generalizia per la congregazione spagnola certosina. L’inizio della costruzione di questa “mini-certosa”, o certosa satellite, si ebbe tra il 1793 e il 1794. Il primo edificio costruito fu una cappella attaccata a tre arcate del Chiostro. La costruzione è a pianta circolare, e le sue pareti bianche senza decorazioni o affreschi danno una sensazione di freschezza, quiete e silenzio. La forma circolare del recinto si distingue dalle convenzionali sale capitolari, bensì fu concepita essenzialmente per le assemblee di un Capitolo Generale.

L’enorme cupola e sormontata da un gran oculo, la fa assomigliare ad una immensa lanterna da cui penetra la luce del sole, che diffonde una deliziosa illuminazione. Nel chiostro, rimasto incompleto, furono edificate sette celle. Intorno al 1808, furono parzialmente completati i lavori cominciati quattordici anni prima, ma gradualmente la funzione di questo insediamento si trasformò, acquisendo una connotazione agricola e zootecnica. Fu destinata ad allevare la nota razza equina, cavallo certosino, ed i tori razza “miura“. La sola chiesa rimase come oasi di spiritualità, nella quale la presenza dei monaci era utile per coloro che lavorano ed accudivano gli animali. Successivamente, il destino di Salto al Cielo, fu legato ai terribili eventi che si susseguirono, cominciati con l’invasione francese e proseguiti con le conseguenziali confische del 1820 e del 1835. Il governo liberale venderà questa fattoria insieme ad altre proprietà certosine della zona. Si susseguirono diversi proprietari che assistettero al graduale degrado di questo eremo. Grazie a Dio, dal 1967 gli attuali proprietari la famiglia López de Carrizosa, ha restaurato e dato dignità a questo luogo. Oggi Salto al Cielo è una florida azienda agricola, ove si trova anche una cantina che offre vini provenienti dalle vigne circostanti. 

3 Risposte

  1. Mi colpisce il prato verde in un mare di siccità…Ancora oggi, come allora, la Certosa è luogo di bellezza ordinata e fresca.

  2. La cercanía al Atlántico de la citada cartuja, hace que el verano andaluz sea mas confortante, sobre todo las noches, cuando la brisa marinera sopla de poniente y los inviernos los hace menos húmedos.. La Cartuja de la Defension también se edificó mas o menos orientada a poniente. La Cartuja, de la Defensiòn desgraciadamente fue desocupada por l aorden por la orden y actualmente las habitan una comunidad femenina contemplativa.
    En 1992 tuve la ocasión de visitar con alguna asiduidad la Cartuja de Santa Maria de la Defensiòn, con motivo de la Exposición Universal que se organizó en Sevilla en esa época, fui requerido por el Padre Prior para tratar algunos temas de la Cartuja de Santa Maria de las Cuevas al ser el icono principal de la celebración, pues se celebraba en los terrenos de la antigua cartuja incluida el monasterio y el papel que desempeñó la Orden Cartujana en dicho evento.
    Rogandoles mis mas sinceras disculpas por extenderme en este comentario, pero es que personalmente fue unos momentos de mi vida mas importantes, el conocer a la orden del padre Bruno y poder compartir algunas vivencias con ellos.
    Fraternal abrazo.
    Manuel. SSCC.

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