• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    novembre: 2020
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 618 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


Il canto dei certosini III

Monaci negli stalli del coro per il Mattutino

Prosegue oggi l’approfondimento sul canto certosino, estratto dal testo scritto da Dom Benoit du Moustier Lambres, quindi fonte fedele, ed esplicativo sul canto dei certosini.

Ecco a voi il terzo capitolo….

LE CHANT DES CHARTREUX

Dom BENOIT-M. LAMBRES, O. Cart. (certosa di La Valsainte)

MA DA DOVE PROVIENE IL CANTO DEI CERTOSINI

Dal tempo prima di Guigo, che fu priore dal1109 al 1136, sono rimasti solo pochi manoscritti che possono raccontarci cosa si cantava alla Chartreuse. C’è il Sacramentario 751 della Grande Chartreuse, che contiene i canti dell’Ordinario della Messa; il Tonale della Messa e dell’Ufficio il ms. I24 di Grenoble, dove si può ancora vedere il quilisma nella salmodia introita del 7 ° modo; il ms. 824 della Grande Chartreuse, che nella sua prima parte contiene l’Office des Morts e quello de Beata, entrambi con le loro note incipit in neumes in campo aperto (notazione lionese?) E che a volte sembrano suggerire leggere variazioni se sono si confronta con le melodie del tardo Antiphonaire; e forse i due fogli antifonari, ms. 828 della Grande Chartreuse, gli unici antifonari certosini rimasti del XII secolo.

Da dove provenivano i testi liturgici e le melodie dei primi certosini?

San Bruno veniva da Reims, dove era stato educato; due dei suoi primi compagni erano stati canonici di San Rufo; un terzo, il cappellano Ugo, era un prete; prima di giungere alla Certosa, san Bruno era stato eremita a Seche-Fontaine, sotto la protezione di san Roberto di Molesmes; infine, la sua fondazione definitiva nella regione della Chartreuse ebbe rapporti con l’abbazia benedettina di Chaise-Dieu e con il suo priorato di Mont-Cornillon. Qui ci sono molte possibilità di provenienza per i loro primi libri liturgici; per non parlare del loro nuovo protettore, il vescovo Sannt’Ugo di Grenoble, che avrebbe potuto provvedere. Tutto questo terreno è ancora insufficientemente esplorato. Nel XVII secolo, il certosino Petrus Sutor, riporta un’antica tradizione secondo la quale i certosini prendevano in prestito i loro libri liturgici principalmente dalla chiesa primaziale di Lione. Per quanto riguarda il canto, il confronto dettagliato del Graduel cartusien con quello di Lione – un ottimo esempio di questo è ancora il folio stampato a Lione nel 1738, ci ha mostrato che i Certosini hanno molte delle loro varianti in comune con Lione, ma ancora più spesso le abbiamo trovate nei mss. derivante dalla metropoli rivale di Vienne: 8o0, che nella sua parte non certosina è di Valence, il ms. Vai e la graduale JVi. Molto spesso, le varianti del graduale certosino corrispondono a quelle del graduale ms. U 866 (I33) di Grenoble, scritto tra I450 e I460, l’unico Grenoblois graduale che ci è rimasto.

Possiamo quindi concludere che, ancor più della versione di Lione, quella di Vienne ha influenzato il canto certosino. Questa influenza fu esercitata soprattutto attraverso Grenoble, la città episcopale più vicina alla Certosa, di cui Sant’Ugo fu cofondatore e per tutta la vita protettore. Anche l’elenco certosino dei Repons-graduels e dell’Alleluia dopo Pentecoste è quasi identico a quello del manoscritto di Grenoble . Le notazioni usate nei mss più antichi cartusiani puntano nella stessa direzione. Dei due graduali A33 e S, che sono entrambi quasi contemporanei di Guigo, il primo ha una notazione in cui le influenze lionesi si intersecano con le influenze di Metz, mentre il secondo è nella vecchia notazione Aquitania. Le Tonale de la Grande Chartreuse ms. 75I, dell’inizio del XII secolo, è anche nella vecchia notazione Aquitania, come lo sono anche i 4 fogli rimanenti dell’antifonario cartusiano del XII secolo. I neumi in campo aperto des incipit dell’Ufficio dei Morti e quello de Beata del ms. 824 contemporanei di Guigo, sono probabilmente lionesi. Se non vogliamo precisare altro, dobbiamo almeno ricordare che la tradizione musicale dei Certosini si colloca, insomma, nel ramo aquitanico della grande tradizione gregoriana. Sull’origine dell’Antifonario certosino, i confronti con i principali antifonari dei secoli Ioe, Ie e I2e: quelli di Hartker (Paleogr. Music., 2e serie, t. I), di Mont-Renaud (Pal. Mus. ., t. XVI), da Lucca (Pal. Mus., t. IX), da Lione ms. 537, non ha rivelato un vero parente. Tutto ciò che si può dire è che il contenuto dell’Antiphonaire des Carttreux del tempo di Guigo è certamente romano, con alcune peculiarità gallicane. Le riconciliazioni con i rari documenti di Lione sono troppo poco caratteristiche e le differenze troppo numerose (DAL I049). Ci mancano termini di paragone dell’origine di Grenoble. Le altre possibilità indicate all’inizio di questa terza parte sono ancora da esplorare.

La mancanza di documenti da Grenoble è molto deplorevole, poiché il risultato della nostra ricerca sull’origine del Graduel cartusien sembra suggerire che, per l’Antifonaire, dovremmo guardare nella stessa direzione; soprattutto perché, come vedremo, Sant’Ugo di Grenoble fu coinvolto nella compilazione finale dell’Antifonario dei Certosini

3 Risposte

  1. Per favore, email un piccolo esempio di questa antica canta Chartreuse. Voglio vedere questa antica notazione. Graze. Grainne

  2. Ma cosa devono provare i monaci, durante, per esempio, il Mattutino…
    Dopo tanti anni sapranno a memoria ? Si distraggono anche loro ? Oppure vanno in estasi, in trance, o niente di tutto ciò,…Forse si sentiranno più vicini a Dio ? …Chissà. ..

  3. PREGATE PER MIA FIGLIA CHE SI CONVERTA GRAZIE ANNA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: