• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    novembre: 2020
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 618 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


La Grangia di Carpiano

Grangia castello

Torno oggi a parlarvi di una grangia, etimologicamente deriverebbe dal francese arcaico “granche”, che a sua volta verrebbe dal latino volgare “granica”, ed indicherebbe il luogo dove si conserva il grano (granarium).

Furono vere e proprie fattorie, in cui fratelli conversi e donati lavoravano sotto la direzione di un magister grangiae, essi oltre a lavorare in loco dormivano, mangiavano e pregavano. Si resero indispensabili quindi la costruzioni di un dormitorio, un refettorio ed una cappella (oratorio).

Oggi, in questo articolo, vi parlerò della Grangia di Carpiano.

La storia

Nel 1300 Carpiano era uno dei feudi della famiglia Pusterla di Milano, giustiziata interamente dai Visconti in seguito ad una sentenza emessa per una fallita congiura. I possedimenti, tra cui il Castello di Carpiano, andarono, nel 1395, a Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, Conte di Pavia e Duca di Lombardia. La costruzione della Certosa di Pavia fu voluta da Gian Galeazzo Visconti, che inaugurò i lavori il 27 agosto 1396, ponendo la prima pietra del cantiere. Proprio in questo periodo Gian Galeazzo Visconti cedeva definitivamente i territori di Carpiano e la chiesa di Torre del Mangano ai Padri certosini, da lui chiamati ad erigere la certosa dove voleva essere sepolto.

Inizialmente, durante la prima fase dei lavori dell’imponente complesso monastico, i primi monaci guidati da Dom Pietro da Montevito già priore di Asti e Dom Bartolomeo Serafini risiedettero nell’antico castello di Torre del Mangano e nel Castello di Carpiano, per poi occupare gradualmente i primi ambienti conventuali, che furono edificati. Agli inizi del 400 i possedimenti certosini a Carpiano si estendevano ormai fino ad assorbire la totalità delle strutture del borgo, comprese case e botteghe di piccoli artigiani. Avviene la trasformazione in Grangia Castello, così era chiamata, di proprietà della Certosa di Pavia. Questa struttura divenne il centro di tutta l’attività rurale del paese, essendo adibita a cascina e granaio. I certosini, come era loro consuetudine, bonificarono queste terre rendendole fertili grazie a nuove tecniche irrigue e al miglioramento del sistema d’irrigazione, introducendo la tecnica della marcite.

I certosini continuarono ad amministrare in contemporanea il castello ed il paese, tanto che nel 1649 vennero investiti anche dei diritti feudali inerenti alla parrocchia di Carpiano, la chiesa di S.Martino Vescovo, già fondata nel 1518. Anche se poi cominciarono ad abbandonare gradualmente la gestione diretta dei fondi agricoli e in generale dei loro possedimenti, nonchè la cura delle anime, che cominciarono a delegarla ad un parroco di loro nomina. Il castello diventava così superfluo per le esigenze conventuali e nel 1590 fu concesso in affitto alla famiglia De Castellatiis. I certosini di Pavia mantennero comunque il feudo sino al 1784, anno in cui l’Imperatore Giuseppe II d’Austria soppresse gli ordini monastici. Da quel momento vi si sono avvicendati vari possessori e la struttura si è deteriorata nel tempo Dal gennaio 2010 l’intero complesso è disabitato, è stato infatti abbandonato dall’ultimo conduttore agricolo e zootecnico. Si pensa di ristrutturare l’intero complesso ma nel frattempo diverse opere d’arte e decorazioni in marmo sono andate perdute. Negli ultimi tempi la Pro Loco di Carpiano assieme ad altre associazioni carpianesi si sono messe in moto in collaborazione con l’associazione Italia Nostra per salvaguardare l’antica Grangia Castello.

La struttura

La modifica del Castello di Carpiano iniziò nel 1549 allorquando, i Padri certosini, ricostruirono la struttura, che nella forma originaria risaliva al XIV secolo. Essi chiesero l’autorizzazione a Ferdinando Gonzaga di ricostruire il Castello nella sua forma antica (“rehedificari facere castrum, servata forma veteri” dal documento del 26 giugno 1549). Successivamente nel 1575 i certosini ottennero dal Vicario della Curia Arcivescovile, Carlo Borromeo, il permesso di celebrare la Messa nell’oratorio da loro fatto costruire secondo i dettami dell’Ordine nella Grangia Castello, esso venne ufficialmente benedetto nel giugno del 1641.

Con la ristrutturazione promossa dai monaci, il castello fortificato di Carpiano divenne una Grangia-Castello, dalla forma rettangolare con quattro torri angolari (oggi ne sono visibili tre), e la bassa torre d’ingresso.

Sul fianco della torre di sud-ovest si trova una loggetta creata con piccole colonne tortili in marmo di Candoglia (lo stesso del Duomo di Milano ) provenienti dalla certosa e pareti affrescate con dipinti della seconda metà del XVI secolo ancora oggi visibili. L’entrata al castello, è una pseudotorre più bassa delle altre torri, un tempo dotata di ponte levatoio sul fossato che circondava il castello. una volta era completamente affrescata con la figura della Vergine, della Certosa di Pavia, di rose del Carmelo e di gigli della convalle. La Vergine, protettrice dell’Ordine Certosino, era raffigurata con una scritta che diceva: “MARIAVIRGO-ORA-PRO-NOBIS“. Sull’entrata si trovava la porta che conduceva alla foresteria, da un lato, e dall’altro le scale che conducevano alle sale del piano superiore. Opposte alle sale si trovavano le stalle. Sul lato corto si trovavano le sale del refettorio, il chiostro, il passaggio a volta e l’oratorio dedicato a San Bruno (affreschi del 1544) consacrato nel 1645, ambienti un tempo riccamente affrescati. Tutte le decorazioni in marmo (provenienti dalla certosa ) e gli affreschi (che portano la data del 1577) presentano la scritta GRA-CAR (visibile anche nella chiesa) che significa GRAtiarum CARtusia. Ancora oggi sono visibili e ben conservate delle sale particolari al piano terreno come la ghiacciaia, già refettorio, con copertura a cupola, si innalza con volte a crociera. Le sale del piano superiore del prospetto sud, sono dipinte con colori bianco e rosa e tutte dotate di grandi camini visibili anche all’esterno, grazie ai comignoli di gusto quattrocentesco. Due mulini vennero costruiti nel 1726 (questa data è incisa sui supporti delle pale, assieme alla solita sigla GRA.CAR) ed ancora oggi si possono ammirarne i resti.

A seguire potrete vedere lacune immagini di quella che era una importante ed imponente grangia certosina. Speriamo, che possa presto essere restaurata e poter ritornare al suo antico splendore.

2 Risposte

  1. Por caridad me pueden remitir sus artículos en español

  2. Speriamo che tanta bellezza e tanta storia non rimanga ignorata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: