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Attendendo il Santo Natale (parte seconda)

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Ecco per voi, la seconda parte del lungo sermone. Meditiamo su queste sagge parole, nell’attesa del Santo Natale.

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Le disuguaglianze della nostra anima che rendono difficile la penetrazione per il soffio dello Spirito Santo, e che di conseguenza ostacolano lo sviluppo della nostra vita interiore, sono i nostri affetti e le nostre inclinazioni incontrollabili, tutto amore e tutto odio, ogni gioia e ogni dolore. che hanno per oggetto la creatura e che, di conseguenza, ci allontanano da Dio. Diciamo prima qualche parola sull’affetto che possiamo provare nelle nostre relazioni esterne: amicizia per le persone o attaccamento alle cose.

Senza dubbio, non ci è proibito amare i nostri fratelli, abbiamo anche il dovere di amarli. Non ci è nemmeno vietato, nel senso stretto del termine, di amare un collega più di un altro. Ma è certo comunque che, per i contemplativi, l’ideale dell’amore puro e disinteressato è amare tutti gli uomini con tutto il cuore, senza nemmeno chiederci se uno ci piace più degli altri, secondo quanto dice il Vangelo: “Sii come il tuo Padre celeste che fa splendere il suo sole sui buoni come sui malvagi”.

Quando proviamo un affetto speciale, chiediamo lealmente perché amiamo questo compagno piuttosto che gli altri? Nella grande maggioranza dei casi, non tarderemo a scoprire che la base della nostra preferenza non è altro che l’amor proprio; è perché questo confratello è più gentile con noi, perché ha fiducia in noi, perché i rapporti con lui sono più piacevoli, perché lui stesso ci mostra affetto. Tutte ragioni che più o meno si riducono all’autostima e che non avrebbero presa su di noi se fossimo veramente soprannaturali e se avessimo dato il nostro cuore totalmente al Buon Dio. È ovvio che tali affetti ostacolano il nostro rapporto con Dio, diminuiscono il fervore e la profondità della nostra vita spirituale. Chi ama veramente gli uomini, li ama tutti in Dio, con un amore troppo immenso per potersi attaccare all’uno o all’altro. Notatelo bene, questa indifferenza del contemplativo è ben diversa dall’indifferenza di chi è troppo egoista per amare. L’egoista ha un cuore troppo piccolo per amare qualcosa di diverso da se stesso; il contemplativo ha un cuore troppo grande per attaccarsi a qualcosa di diverso da Dio.

Se il nostro cuore, fatto per Dio, è troppo grande per attaccarsi a un uomo, molto di più è troppo grande per attenersi a una cosa. Eppure spesso accade che perdiamo il nostro equilibrio interiore perché ci aggrappiamo a un oggetto o, più spesso ancora, a un’occupazione. È soprattutto per noi monaci contemplativi, è per noi certosini che san Paolo ha dato questo consiglio: “fare le cose come non farle” (1 Cor 7,30). Il difetto contro il quale ci vuole mettere in guardia presenta per noi, mi sembra, due forme principali: l’attaccamento a un lavoro che ci è stato affidato dai nostri superiori, o la curiosa ricerca di un’occupazione estranea al nostro lavoro. .

Nella prima forma non credo sia necessario espandersi; troppo spesso abbiamo esempi di religiosi ai quali dobbiamo prestare ogni tipo di cura, per sapere se questo o quel lavoro, questo o quel carico piace loro, se possiamo cambiare la loro obbedienza senza perderli. coraggio…

Capite cosa intendo: possiamo, e dobbiamo anche far conoscere ai nostri superiori i nostri bisogni e anche le nostre capacità. Ma è comunque vero che dobbiamo essere sempre pronti a sacrificare le nostre preferenze personali, non appena sentiamo che Dio ci chiede di farlo.

Su questo punto, purtroppo, ci somigliamo tutti e la nostra povera natura umana si attacca come un’ancora a tutto ciò che incontra. Ecco un’altra forma che spesso assume il nostro attaccamento alla terra: i religiosi che di tanto in tanto non sono molto persi in Dio sperimentano attacchi di curiosità che è naturalmente più o meno difficile soddisfare per un oggetto o per l’altro. Qualcuno vuole un libro, un altro vuole scrivere a varie persone, ecc. Tale curiosità crea nell’anima una preoccupazione e quindi un disturbo. L’anima non è più uguale, non è più calma e serena e Nostro Signore se ne va. Abbiamo urgente bisogno di fare quello che ci consiglia San Giovanni Battista: “livellare l’anima, raddrizzare le vie del Signore”.

Quanto detto finora riguarda il nostro attaccamento alle soddisfazioni esterne, ma ci sono altri piaceri ai quali la nostra autostima si attacca in modo più sottile e comunque molto pericoloso per la solidità della nostra vita spirituale. Queste sono le consolazioni, le dolcezze, gli accessi di fervore e di grazie sensibili che molte persone ricevono quando iniziano la loro vita interiore. Ci mettiamo alla presenza di Dio, percorriamo la Via Crucis, diciamo le litanie della Beata Vergine e il nostro cuore è tutto caldo, tutto tenero. Abbiamo momenti deliziosi alla presenza del Santissimo Sacramento: ci sentiamo pieni di fuoco e ardore per il servizio di Dio. Sfortunatamente, tali stati non durano; prima sono intermittenti e poi, dopo pochi mesi o pochi anni, noi ci accorgiamo che stiamo diventando sempre più freddi e secchi e ci chiediamo se è la vita interiore che è diminuita e se siamo ancora nell’amicizia del Buon Dio.

Ma anche qui va ricordato che le gioie, anche queste gioie purissime, sono pur sempre solo accidenti dell’anima: non si deve mai attribuire loro un’importanza secondaria. Senza dubbio, quando il Buon Dio ci manda tali dolci e tali impulsi, dobbiamo accettarli con gratitudine e sforzarci di trarne vantaggio essendo molto fedeli e molto generosi. Ma dobbiamo sapere che queste grazie non costituiscono santità o vita interiore. Se li abbiamo usati come dovremmo, se ne andranno per fare spazio a grazie più profonde, per un attaccamento molto più puro e più solido della fede e della volontà che abbraccia Dio nella siccità e nelle tenebre. con appassionata testardaggine. Chi vive così senza sentire forse altro che il soffio gelido delle tentazioni e dei dubbi, ma fedele, immobile, aggrappato in qualche modo a Dio: questo somiglia davvero al Divino Crocifisso, è un figlio di Dio. Accumula tesori di luce per la vita eterna e il giorno in cui i veri volti degli uomini saranno finalmente rivelati, gli angeli si prostreranno davanti alla sua bellezza!

Continua…