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Un prologo allo “Speculum”

beata Margherita d'Oingt

Il mese scorso per celebrare la beata Beatrice d’Ornacieux, vi ho proposto un testo composto dalla beata Margherita d’Oingt. Essa fu una donna molto colta, che scriveva in latino e francese, è fu la prima autrice ad aver usato la sua lingua madre, il franco-provenzale, per scrivere il proprio pensiero. Descrisse la vita esemplare e i miracoli della consorella, Beatrice d’Ornacieux, ma non solo, scrisse anche vari testi tra cui lo “Speculum sanctae Margarete“. In esso ci viene narrato della visione di Cristo che si presenta a lei con un libro chiuso in mano. Finalmente questo si apre, e lascia intravedere che il suo interno è formato da due sole pagine che brillano alla maniera di uno specchio bellissimo!

Vi annuncio che nelle prossime tre domeniche vi offrirò questo capolavoro della beata Margherita d’Oingt.

Nell’attesa, oggi vi propongo una rara lettera della beata certosina indirizzata a

Dom Hughes d’Amplepuis Priore della certosa di Valbonne, confidente, padre spirituale e parente di Margherita d’Oingt. In questa epistola la certosina prova a spiegare le motivazione che l’hanno spinta a scrivere, lo “Speculum” a seguito delle sue visioni.

Plaque_Marguerite_de_Oingt

Ecco per voi una sorta di prologo allo “Speculum”

Mio carissimo padre,

Non ho scritto questo testo per darlo a te o ad altre persone da leggere, né per sopravvivere alla mia scomparsa; perché non sono chiamato a fare un lavoro o a mettermi in mostra. L’ho scritto solo per promuovere la mia memoria di tutte queste cose, e ricordarmi del mio Creatore ogni volta che il mondo mi distrae da lui.
Mio dolce padre, non so se quello che è scritto in questo libro è conforme alle Sacre Scritture ma so che colui che l’ha scritto si è rallegrato di Nostro Signore una notte, così in alto che gli sembrava di vedere tutte queste cose. E quando era tornata in sé, le aveva scritte tutte nel suo cuore in modo tale che non poteva pensare ad altro, e il suo cuore era così pieno che non poteva mangiare, bere o dormire. e che presto si trovò così debole che i medici pensarono che fosse persa.

Pensava che se avesse messo per iscritto queste cose, come le aveva messe il Signore nel suo cuore, la sua anima sarebbe stata alleggerita. Iniziò a scrivere tutto nel libro, nello stesso ordine in cui le era venuto al cuore, e mentre le parole erano scritte sul libro le lasciavano andare il cuore. E quando aveva tutto scritto, era guarita. Credo fermamente che se non avesse annotato tutto sarebbe morta o impazzita, perché erano passati sette giorni da quando dormiva o mangiava, senza aver fatto nulla per trovarsi in tale stato.

Ed è per questo che credo che sia stato scritto per volontà di Nostro Signore.