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“Speculum” secondo capitolo

Margherita d' Oyngt (certosaCalci)

Cari amici eccoci giunti al secondo capitolo del testo “Speculum” di Margherita d’Oingt.

Ho rispettato la divisione in tre capitoli, e per una maggiore diffusione vi sarà la versione in inglese ed in francese. 

The Mirror 2

Le Miroir 2

Il manoscritto originale, di questa meravigliosa opera, è conservato presso la biblioteca municipale di Grenoble.

Ecco a voi il secondo capitolo

Marguerite d’Oingt

SPECULUM

14. Qualche tempo fa era in preghiera, dopo il mattutino, e guardava il suo libro come al solito. All’improvviso, senza che se ne accorgesse, vide il libro aperto, mentre fino ad allora aveva solo contemplato l’esterno.

15. L’interno era come un bellissimo specchio e non aveva più di due pagine. Da quello che ha visto nel libro, non dirò molto perché non c’è né intelligenza per afferrarlo né bocca per dirlo. Al massimo vi dirò quello che Dio mi darà la grazia di dire.

16. In questo libro ha aperto un luogo di gioia, così grande che il mondo intero è piccolo in confronto. E da questo luogo scaturì una luce gloriosa con un triplo alone di colori, come da tre persone; non possiamo dire di più.

17. Da lì è venuto tutto ciò che è buono. Da lì è venuta la vera saggezza mediante la quale tutte le cose sono fatte e create. Da lì è proceduto il potere a cui tutto si piega. Da lì emanava una dolcezza così grande e una consolazione così grande che gli angeli e le anime erano soddisfatte e non potevano desiderare. Da lì si diffondeva un odore che era dolce e le attirava tutte le virtù del cielo. Da lì è nata una tale conflagrazione d’amore che tutta la felicità del mondo è solo amarezza nei suoi confronti. Da lì è stata espressa una tale gioia che nessun corpo umano può nemmeno percepirla.

18. Quando gli angeli ei santi contemplano la bellezza di Nostro Signore e ne sperimentano la bontà e la dolcezza, si rallegrano così tanto che iniziano a cantare una canzone sempre nuova la cui melodia è dolcissima. Questo dolce canto scorre da uno all’altro, dagli angeli ai santi, dal primo all’ultimo. E appena esce un altro prende il suo posto. E questa canzone durerà all’infinito.

19. E i santi godranno per sempre del loro Creatore, come i pesci bevono l’acqua di mare, senza fine, giorno dopo giorno, senza mai stancarsi né vederla diminuire. Sarà sempre così; i santi daranno da mangiare e placheranno la loro sete della grande dolcezza di Dio. E più assaggiano, più chiederanno. E questa dolcezza non potrebbe essere esaurita più dell’acqua del mare. Perché come l’acqua dei fiumi sgorga dall’acqua del mare e tutti alla fine vi ritornano, così anche la bontà e la dolcezza di Nostro Signore, sebbene siano diffusi ovunque, torna sempre da lui. Ed è per questo che non possono mai essere esauriti.

20. E anche se i santi non facessero altro che immaginare la grande bontà di Dio, non potrebbero riuscire a concepire l’immensa carità mediante la quale il grandissimo Signore mandò sulla terra il suo benedetto Figlio.

21. Ma pensa che nasconde in lui ancora molte altre ricchezze. Supera tutto ciò che può essere immaginato e desiderato da tutti i suoi santi. Ed è questo il significato dell’iscrizione che è incisa sul primo fermaglio del libro: “Deus erit omnia in omnibus”.

22. Sulla seconda chiusura del libro è scritto: “Mirabilis Deus en sanctis suis” Dio è ammirevole nei suoi santi! Nessuno può immaginare quanto sia ammirevole Dio nei suoi santi.