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La Grangia del Ceci

Mappa Rizzi Zannoni (grangia del cece)

Nell’articolo odierno, vi parlerò del complesso sistema di organizzazione delle grange certosine. Vi ho già parlato della prima grangia concepita dal beato Lanuino, il primo successore di san Bruno alla guida della certosa calabrese di Serra. La grangia di San Giacomo di Montauro, nacque nel 1114 essa viene attrezzata con gli strumenti idonei alla raccolta e lavorazione dei prodotti agricoli, come mulini, frantoi, magazzini ecc. Altro scopo era quello di accogliere gli eremiti certosini troppo anziani, o quelli infermi non più in grado di sostenere la ferrea vita monastica in certosa. Questo eremo “satellite”, era funzionale anche per coloro che si accingevano a prendere i voti, ossia i novizi, che potevano così gradatamente iniziare il loro percorso monastico, prima di accedere alla certosa. Nel corso degli anni la gestione agricola, grazie ad ulteriori donazioni, si estese su altri territori limitrofi. Accadrà quindi che per poter meglio controllare i propri enormi possedimenti terrieri, i monaci faranno sorgere decine di nuove grange ( Gasperina, Gagliato, Rocca di Neto, Giampilieri).

Siccome la Grangia di Montauro sorgeva su di una collina a 350 m.s.l.m, si rendeva necessario concepire nuovi presidi sulla fascia costiera. A partire dalla fine del ‘500 il territorio viene riorganizzato con la creazione di ulteriori strutture di controllo e gestione dei terreni quali i casini (Casino del Ceci, Casino dei Militi) per la lavorazione e la conservazione delle materie prime vennero realizzati nuovi mulini, frantoi e filande.

La Grangia del Ceci detta anche Casino o Torre del Ceci, domina gran parte del territorio costiero appartenente alla Grangia di Montauro. La struttura, che risulta oggi in stato di abbandono, si andò sviluppando negli anni intorno ad una torre centrale con base quadrangolare. Questo torrione centrale che, probabilmente, fu realizzato negli anni finali del 1500, presenta caratteristiche simili alla torre campanaria della Grangia di Montauro. Vi è poi una una corte centrale, dove furono concentrate varie strutture, tra cui una chiesa e impianti di trasformazione dei prodotti del territorio. Troviamo un frantoio, magazzini, stalle semisotterranee, concimaie, una calcara, ed una grossa cisterna. Su di un portale che ha resistito allo scorrere del tempo è ancora visibile la data 1662, esso infatti con gli altri pochi ruderi superstiti hanno superato il violento terremoto del 1783, che sconvolse la Calabria distruggendo molti edifici, compresa la certosa ed i suoi possedimenti, tra cui le sue numerose grange.

L’intero complesso della Grangia del Ceci divenne di proprietà privata a seguito delle vendite di beni ecclesiastici operate dalla Cassa Sacra e fu regolarmente abitato fino alla metà del ‘900. Nelle immagini che seguono possiamo ammirare quel che resta della importante grangia costiera certosina.