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L’amore e la croce 1

genuflesso in devozione

Ho scelto per voi amici di Cartusialover, un testo concepito da un certosino, sul senso profondo della croce e dell’amore che dobbiamo nutrire per essa, e per il suo significato essenziale. Essendo il testo molto lungo ho preferito dividerlo in due articoli. Ecco a voi il primo dei due. Vi invito alla riflessione ed alla meditazione.

… Per vivere per Dio, sono stato crocifisso con Cristo” (Ga 2,19).

Il Monte Calvario

L’amore e la croce

La croce è sospesa sull’eremo: è un monito. Tutto qui fiorisce all’ombra della croce e in essa vieni a ripararti.

Bene, è immediatamente per attirare la tua attenzione su di esso. Il mondo da cui vieni non gli dà un volto migliore che ai tempi di san Paolo: follia per alcuni, scandalo per altri (1 Cor 1,23). E anche chi lo predica non lo fa senza grande timidezza.

La vita dell’eremita ha senso solo alla sua luce. Cristo vi avverte: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce quotidiana e mi segua” (Lc 9,23). Dovrai soffrire ogni giorno e soffrire volentieri. Sei debole e sensibile come ogni uomo e quella prospettiva non è del tutto piacevole. Anche per un’anima generosa, l’unica attrazione della croce è il suo rapporto con Gesù.

Il Figlio di Dio si è incarnato per soffrire. Il suo primo atto cosciente nel momento stesso del suo concepimento fu quello di offrirsi come vittima per espiare i nostri peccati: “Sacrifici e offerte non volevi ma hai formato un corpo per me. Gli olocausti e le espiazioni per i peccati non ti sono piaciuti ; poi ho detto: Guarda, io vengo … per fare la tua volontà, o Dio “(Eb 10,51).

Quella volontà era che lui soffrisse e versasse tutto il suo sangue per noi. Lo dirà dopo: (Vita mia) “nessuno me lo toglie, lo offro io stesso … tale è l’ordine che ho ricevuto dal Padre mio” (Gv 10,18).

Gesù entra pienamente nei disegni paterni e, conformando perfettamente la sua volontà a quella del Padre, sceglie positivamente di soffrire: “Invece della gioia che gli è stata proposta, ha sopportato la croce” (Eb 12,2), cioè tutta una vita di lavoro e di dolore, del corpo, del cuore e dell’anima: tutto in lui è stato trafitto dall’amarezza della Croce.

Grazie a questo tremendo sacrificio siamo ciò che siamo soprannaturalmente, “santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo” (Eb 10,10), (Pie 2,21-25). Non è necessario insegnare all’eremita che “il discepolo non è al di sopra del maestro, né il servo al di sopra del suo Signore” (Mt 10,24). Se corri il rischio di dimenticarlo, ascolta San Pietro: “Se facendo del bene devi soffrire e sopportarlo con pazienza, questo è gradito a Dio. Perché questo è ciò che sei stato chiamato a fare, perché anche Cristo ha sofferto per te, lasciandoti un esempio perché tu possa seguire i suoi passi, colui che non ha commesso alcuna colpa “(1 Pie 2,20-21). Anche se fosse innocente, dovrebbe conformarsi al suo Maestro, anche se la sua sofferenza non era di alcuna utilità per nessuno o per niente. Per la sua struttura, il cristiano è crocifisso, e il motivo è quello di san Paolo: “Con Cristo sono crocifisso, perché non vivo più, è Cristo che vive in me” (Ga 2,19), e “Cristo vuole continuare la sua passione nelle sue membra “(Col 1,24). Esaminati: la croce è profondamente impressa nella tua carne e nella tua anima da tutti i sacramenti, fin dal Battesimo in cui ti hanno detto al momento della firma: “Ricevi il segno della Croce sulla fronte e sul cuore” (Rituale). Era una salvaguardia e un programma di vita. La conferma ha aggiunto una precisione: la Croce è il tuo copione di combattimento: “Ti segno con il segno della Croce e ti confermo con il crisma della salute”. L’Eucaristia, la Penitenza, rivitalizzano quel segno per ricordarvi che tutto, nell’ordine della grazia, vi è giunto per mezzo della Croce; quella, quindi, è una benedizione, ma anche un peso, e che sarai giudicato in base ad essa.

Continua…

3 Risposte

  1. GRAZIE DI CUORE MOLTO BELLA

  2. Cada día tengo mas claro hemos venido a sufrir por Cristo, nuestra Pascua inmolada.

  3. «Il Figlio di Dio si è incarnato per soffrire» . Je dirais plus exactement: le Fils de Dieu s’est incarné pour aimer … et, conséquemment, cet amour l’a poussé à souffrir pour notre salut.

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