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  • Memini, volat irreparabile tempus

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Il volto dei certosini che salvarono i dipinti di Goya

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Circa dieci anni fà, da questo blog vi parlai della straordinaria intercessione dei certosini di Aula Dei, per evitare la distruzione delle undici pitture a olio realizzate dal grande pittore Francisco Goya. I certosini sono stati da sempre i custodi dei dipinti che Goya realizzò tra il 1772 ed 1774 e che adornano le pareti della chiesa. Le tele dedicate alla vita della Vergine e di Cristo, inizialmente erano undici, attualmente se ne conservano solo sette in parte restaurate, le quattro mancanti furono sostituite nel 1903 da dipinti dei fratelli Paolo ed Amedeo Buffet.

Ma vediamo di chiarire quanto accadde.

I certosini furono allontanati nel 1835 dalla certosa di Aula Dei per la Desamortización di Mendizábal, successivamente vi fecero ritorno nel 1901, in quella occasione si restaurò l’intero complesso e le opere d’arte presenti. Il restauro fu affidato all’architetto francese Pichard che era intenzionato a distruggere ciò che era stato danneggiato per poter ricostruire. Ciò avvenne anche per i quadri e le sculture particolarmente rovinate.

Grazie alla tenacia di due certosini, il Padre Priore Dom Leonard Gorse ed il suo Vicario Dom Anastasio Malasignè, i quali si opposero alla distruzione delle tele particolarmente danneggiate decidendo di rimpiazzare soltanto le quattro più deteriorate, fu possibile salvare i capolavori di Goya, che ancora oggi possiamo ammirare. Va detto, per la precisione, che i religiosi non conoscevano ancora la attribuzione di quei dipinti. Soltanto qualche mese più tardi, infatti, giunse in certosa lo storico tedesco Augusto L. Mayer, che stava scrivendo una biografia d’artista e studiandole, conclamò che quelle tele erano opere di Goya.

Quei certosini di cui conoscevamo il nome, oggi hanno un volto!

La novità sorprendente, è che sono state recentemente ritrovate alcune fotografie scattate nella certosa spagnola, da Aurelio Grasa nel 1917, che permettono di dare un volto ai monaci che hanno impedito la scomparsa dei dipinti di Goya, di cui tra l’altro quest’anno ricorre il 275° anniversario della nascita.

cartujos-retratados-en-1917-a-peticion-del-consul-de-francia-en-zaragoza

Ma perchè furono scattate quelle fotografie?

Il 9 settembre 1917, il noto fotografo Aurelio Grasa realizzò alcuni scatti tra i certosini di Aula Dei, su richiesta del governo francese, che voleva essere informato a causa della prima guerra mondiale, dei cittadini francesi presenti in Spagna.

Il 13 maggio 1917 il Priore Dom Gorse scriveva: ′′ Per ordine delle Cortes spagnole, in occasione della guerra europea il console di Francia a Saragozza chiede un ritratto dei religiosi stranieri di questa casa e a tal fine è venuto oggi il giovane signore Aurelio Grasa con suo padre Joaquin, commerciante di Saragozza per scattare le fotografie “.

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Gli inconsapevoli eroi

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Dom Lèonard Victor Gorse, nacque a Tulle nel 1840 e da giovane fece parte della “Société des Missions Etrangères de Paris”, una società missionaria internazionale per la quale fu inviato in Cina. Solo successivamente egli decise di entrare tra i certosini nella Grande Chartreuse facendo professione il 16 febbraio del 1868. In seguito, nel 1872, fu Vicario e Maestro dei novizi nella certosa di Le Reposoir, poi procuratore a Le Glandier nel 1874 ed ancora sotto procuratore alla Grande Chartreuse. Nel 1885, fu nominato Priore nella certosa di Montreuil, e l’anno seguente Convisitatore. Nel 1897 Dom Gorse divenne Priore di Valbonne, successivamente, fu nominato priore della certosa spagnola da restaurare di Aula Dei. Padre Gorse si mise subito al lavoro e ripristinò le dipendenze perché fossero vivibili e una cappella quella della Madonna del Pilar, per svolgere le funzioni religiosi. Lo vediamo quindi protagonista dei fatti che vi ho narrato, Dom Gorse morì il 6 ottobre del 1934 come Antiquior di tutto l’Ordine.

Di Dom Anastasio Malasigné sappiamo che fu anche un valente pittore e fu colui che ha ripristinato le lunette dipinte dal confratello Fra Jusepe Bautista Martinez, che appartenevano alla certosa ma che all’epoca si trovavano depositate al Museo di Saragozza.

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Le tele di Goya, potranno così essere ammirate nella chiesa certosina di Aula Dei per le celebrazioni del 275° anniversario della nascita del più grande pittore spagnolo del suo tempo.