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Dom Ludolfo di Sassonia sulla Pentecoste

Ludolfo sax Calci

Per celebrare con voi la festa della Pentecoste, quest’anno ho scelto per voi una meditazione estratta da “Vita Christi” di Dom Ludolfo di Sassonia. Una elencazione di “cose necessarie per servire Dio nella vita spirituale“. Che lo spirito Santo scenda su tutti noi. Vi auguro una felice domenica di Pentecoste!

Lo Spirito è la suprema guida dell’uomo, la luce dello spirito umano. (Papa Giovanni Paolo II)

Molte cose sono necessarie all’uomo che vuole godere e servire Dio nella vita spirituale: 1)La chiara e perfetta notizia dei suoi difetti e delle sue debolezze; 2) rabbia grande e fervente contro le sue inclinazioni naturali e la sua cattiva volontà; 3) grande paura che devi avere per le offese fatte fino ad ora contro Dio, perché non è certo se abbia soddisfatto e fatto pace con Dio; 4) grande paura e tremore che deve avere per non cadere di nuovo a causa della sua fragilità in peccati simili o maggiori; 5) forte disciplina, dura correzione del corpo per governare i cinque sensi corporei e sottomettere tutto il tuo corpo al servizio di Gesù Cristo; 6) evitare virtuosamente ogni persona e ogni creatura che lo inciti non solo al peccato, ma anche a qualche imperfezione della vita spirituale, come ad un demone infernale; 7) dolce e continuo ricordo dei benefici di Dio, che ha ricevuto fino ad ora e ogni giorno riceve da Gesù Cristo, il Signore, con ringraziamento; 8) per rimanere in preghiera notte e giorno; 9) portare la croce di Cristo, che ha quattro braccia: la prima delle quali è la mortificazione dei vizi mortali; il secondo, l’oblio di tutti i beni temporali; la terza l’eliminazione di tutti gli affetti carnali degli amici e la quarta l’abominio e l’annientamento di se stessi. Manteniamo sempre la nostra mente nei cieli e tendiamo con tutto il cuore al Signore che ci chiama in molti modi. Come dice sant’Agostino: “Vedendo Cristo e trattenendo sempre il nostro cuore, combattiamo per la battaglia è breve e il premio è eterno. E non cessiamo mai di lottare, solo; perché tutta questa vita presente è milizia, conflitto, lotta. E come non ci manca mai un avversario che ci intrappoli, a cui il nostro spirito è sempre pronto a resistere, perché il nostro è perché non importa quanto vinciamo, comunque c’è sempre qualcosa da vincere.