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La Nube della non-conoscenza

 

NUBE

Introduzione e Prologo

Cari amici lettori, da oggi comincia con la pubblicazione in questo articolo dell’introduzione e del prologo una nuova iniziativa editoriale, che proporrò il sabato e la domenica. Vi offro la lettura di un testo di grande spiritualità volto ad aumentare la nostra evoluzione. “La nube della non conoscenza“, il cui autore intenzionalmente anonimo spiega al lettore chiaramente che egli finora ha trascorso il suo tempo, che è qualcosa di molto prezioso e irrecuperabile, del tutto inutilmente. L’affermazione centrale, contenuta nella seguente frase, suona molto moderna: «Il tempo è fatto per l’uomo e non l’uomo per il tempo».

Il titolo di questo libro, a dir vero, enigmatico del primo trattato mistico scritto in lingua moderna da un anonimo probabilmente un certosino inglese di Beauvale nel Nottinghamshire, vissuto nella seconda metà del sec. XIV. E’ scritto in forma di manuale indirizzato a un giovane novizio dell’attività contemplativa, ed alla «conoscenza» del Signore ottenibile soltanto attraverso, appunto, la «non conoscenza». «Ché se mai lo vedrai o sentirai in questa vita, sempre sarà in questa nube e questa oscurità.» la Nube risulta essere uno dei migliori scritti di argomento ascetico e spirituale della sua epoca, un vero capolavoro! Le fonti cui attinge, e delle quali offre scarsi riferimenti, sono senz’altro i Padri del deserto fino a Cassiano, senza dubbio Agostino e Gregorio Magno, nonché i mistici medievali tra cui Bernardo, Ugo di s. Vittore, Guigo II il Certosino, Bonaventura e Ugo di Balma. Questa una breve introduzione al testo, ma ora cominciamone la lettura, apprezzandone anche la fluidità di espressione.

Buona lettura!

LA NUBE DELLA NON-CONOSCENZA

O Dio, che vedi i segreti dei cuori e conosci i nostri pensieri, infondi in noi il tuo Spirito santo, perché purificati nell’intimo, possiamo amarti con tutta l’anima e celebrare degnamente la tua lode. Amen.

PROLOGO

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Chiunque tu sia a essere venuto in possesso di questo libro (forse è di tua proprietà o semplicemente l’hai in custodia o lo devi consegnare ad altri oppure lo tieni in prestito), con tutta l’energia e la forza compatibili con il vincolo della carità ti prego e ti scongiuro, per quel che sta alla tua volontà e saggezza, di non leggerlo e di non farne menzione ad alcuno, scrivendone o parlandone, e di fare in modo che nessuno lo legga, ne scriva o ne parli, a meno che si tratti di uno che, a tuo giudizio, è veramente intenzionato a seguire Cristo in maniera totale e perfetta. E a seguirlo non solo nella vita attiva, ma fino al punto massimo della vita contemplativa a cui può giungere in questa vita, per grazia di Dio, l’anima perfetta ma ancora legata a questo corpo mortale. Inoltre, dovrebbe essere uno che, a tuo avviso, già da molto tempo mette in pratica quelle virtù della vita attiva che lo rendono adatto alla vita contemplativa. In caso contrario, questo libro non gli si addice in alcun modo. E ancora ti prego e ti scongiuro con l’autorità che proviene dalla carità: se mai uno dovesse leggere, scrivere o parlare di questo libro oppure sentirlo leggere o sentirne parlare da altri, imponigli, come io faccio con te, di leggerlo in tutta la sua interezza. Può darsi, infatti, che ci sia qualche argomento, all’inizio come in mezzo, lasciato in sospeso e non trattato con la dovuta completezza in quel particolare contesto: sicuramente lo si farà più avanti, tutt’al più alla fine del libro. Cosicché, se uno dovesse vedere un certo brano e non un altro, potrebbe facilmente cadere in errore. Perciò, per evitare un simile errore, prego sia te che gli altri, per amore di Dio, di fare quanto ho detto. Non era affatto nelle mie intenzioni che i ciarloni, gli adulatori, i falsi modesti, i criticoni, i pettegoli, i maldicenti, i linguacciuti e ogni sorta di mettimale vedessero questo libro. Non è per essi che ho scritto. Per questo vorrei che ne facessero a meno loro e anche tutti quegli uomini, dotti o ignoranti, che sono semplicemente curiosi. Sì, fossero anche buone persone, eccellenti nella vita attiva, questo libro non fa per loro. Non così per quelli che, sebbene «attivi» come forma esteriore di vita, tuttavia per ispirazione dello Spirito di Dio, i cui giudizi sono insondabili, si trovano ben pronti per grazia ad avere parte, non di continuo, come nel caso dei veri contemplativi, ma di quando in quando, alle profondità della contemplazione. Se fossero uomini di tal genere a vedere questo libro, ne trarrebbero sicuramente, per grazia di Dio, un grande conforto. Questo libro si divide in 75 capitoli, l’ultimo dei quali indica dei segni ben sicuri attraverso cui l’anima può verificare se è veramente chiamata da Dio al lavoro della contemplazione, oppure no. Amico spirituale in Dio, ti prego e ti scongiuro di considerare, con la dovuta attenzione, le modalità e il cammino della tua vocazione. E ringrazia Dio di tutto cuore, così che tu possa, in forza della sua grazia, star ben saldo in quello stato, grado e modo di vita che hai intrapreso generosamente contro tutte le astuzie e gli assalti dei nemici materiali e spirituali, e possa così ottenere, in premio la corona della vita eterna.