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Statuti delle monache dell’Ordine Certosino (cap. 9)

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Libro 2
Formazione

CAPITOLO 9

La maestra delle novizie

1 La maestra alla quale è affidata la formazione delle novizie deve distinguersi per il suo giudizio, la sua carità, il suo fervore nell’osservanza; deve avere la necessaria maturità ed esperienza delle cose dell’Ordine. La maestra delle novizie deve essere profondamente innamorata della nostra vocazione e percepire ciò che è specifico delle monache di clausura e delle monache laiche o donate. Avrà il senso della diversità dei caratteri e sarà aperta alle esigenze dei giovani; d’altra parte, pur avendo intimamente a cuore la perfezione spirituale delle novizie, sappia scusare davanti a loro le colpe altrui. (San 9,1)

La maestra delle novizie del chiostro

3 L’insegnante farà vivere alle sue novizie la vita in cella con la sua austerità. Dovrà addestrarle, senza dubbio dall’inizio, ma soprattutto durante l’ultimo anno, ad esercitare la loro responsabilità ed a usare la loro libertà in solitudine. (St 9.4,7)


La maestra delle novizie converse e donate

5 La maestra delle laiche e delle novizie sarà amica del silenzio e della contemplazione. Questa funzione può essere svolta dalla cella. In questo caso, per evitare di essere monopolizzati dalla cura degli affari temporali, la loro amministrazione potrà essere ripartita, a giudizio della priora, tra una celle ed una semicella. (cfr St 20.1.2)
6 La maestra educa le novizie ad una vita di preghiera, radicata nella fede e nella carità, e nutrita dalla pura sorgente della Parola di Dio; devono imparare ad armonizzare questa vita di preghiera con gli elementi specifici della loro vocazione: solitudine, silenzio, liturgia, lavoro. (St 20,3)
7 Ma la madre in cella, che la sua incaricata mette in contatto quotidiano con le suore, le formerà ancora più efficacemente alla pratica delle virtù e alla vita di preghiera con il suo stesso esempio. Questo insegnamento, infatti, è comunicato dalla vita più che dalle parole. (San 20,5)
8 Durante gli anni di prova, ai novizi sarà concesso più tempo in cella per consentire loro di lavorare alla loro formazione spirituale. (St 20,3)
9 Le converse rimarranno affidate alla loro maestra fino alla loro professione perpetua, le donate fino alla loro donazione perpetua o al loro ingresso nel regime del rinnovo triennale della donazione. Ci alleneremo entrambi ad esercitare la loro responsabilità e la loro libertà nella solitudine e nell’obbedienza, soprattutto negli ultimi due anni. (cfr St 20.1)
10 Le converse anziane, specialmente le guide dell’obbedienza, hanno un ruolo attivo da svolgere con le giovani suore che lavorano con loro, offrendo loro, durante le giornate, l’esempio della regolarità, della virtù e della preghiera. Tuttavia, per rispetto del silenzio interiore e della grazia propria di ciascuna, di solito si astengono dall’intraprendere conversazioni, anche spirituali, perché non devono intervenire in questo modo nella formazione delle loro sorelle. (San 20,9)