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  • Memini, volat irreparabile tempus

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Silenzio certosino 8

Silence c

SILENZIO E MISTERO DI DIO

I Misteri sono luci abbaglianti

I misteri non sono ombre nere davanti alle quali dobbiamo chiudere gli occhi e tacere: sono al contrario luci abbaglianti di cui dobbiamo riempire lo sguardo pur riconoscendo che divorano e non sopportano tutta la loro gloria. È guardandoli, è parlando di loro che ci prepariamo ad accogliere da quaggiù ciò che il buon Dio vuole donarci e a ricevere un giorno la luce piena che sarà alla base della nostra beatitudine. È così che il buon Dio premia il nostro desiderio di vederlo.

Il Grande Mistero della Divina Presenza nell’Anima

Mi congratulo con te per aver visto, insieme al dolcetto, la tenera mano che lo presenta. È in esso e attraverso di esso che l’indulgenza del tempo è fonte e sgorgo di vita eterna. Ed è sapendola riconoscere che accogliamo questa vita e ci arricchiamo di veri tesori. Nessuno di noi ci pensa abbastanza. Quell’esistenza diventerebbe grande e bella se potessimo così mantenerci in costante contatto con Colui che è la bontà stessa, che può e solo sa dare, e che, attraverso il battesimo, si è installato nel profondo delle nostre anime. diffondi lì la sua vita e la sua gioia! Come tutto cambierebbe d’aspetto se sapessimo unirci semplicemente, di volta in volta, a Colui che ha fatto del nostro cuore la sua dimora e che ci invita a farsi nostra dimora: “Resta in me, Colui che mi ama, lì custodisce miei comandamenti, e noi entreremo in lui e prenderemo dimora in lui… Colui che mangia la mia carne e beve il mio sangue, quello abita in me e io in lui”. È un mistero, senza dubbio! Ma l’affermazione è così chiara, e lui l’ha accompagnata con così tante prove di potere e verità! E poi, un mistero? Cos’è quello? Questa è una verità che non capiamo. Ecco un affare! Credere senza capire? Ma facciamo proprio questo, tutti, tutti, dalla mattina alla sera! Prendi i pensieri, i sentimenti, i modi di essere e di agire di Gesù e saremo uniti a Lui; il nostro spirito diventerà uno con il suo; Lui vivrà in noi e noi in Lui. Ecco perché devi studiarlo!

La mia anima è un tempio

Mio Dio, credo a quello che mi hai detto. Credo che la mia anima in grazia con te sia un tempio dove realmente risiede il Dio tre volte santo, il Dio in tre persone. In te e attraverso di te possiedo questo Dio, possiedo queste tre Persone. Mostrano in me quella vita eterna che è il loro reciproco e infinito amore; mi comunicano questa vita; mi fanno entrare in questa grande circolazione del loro essere unico che il Padre riversa tutto nel suo Figlio e che il Figlio restituisce al Padre e fa ritornare tutto nel Padre; vivono in me questo dono misterioso pieno di tutto il loro essere che è il loro Spirito comune, il loro amore unico. Mi chiedono di donarmi come si donano e mi insegnano a farlo.

Egli è la pienezza zampillante

Non possiamo incoraggiarci troppo a meditare spesso su questa definizione che Dio ha dato di se stesso: Deus est caritas. Troveremo lì la risposta a tutti i dubbi, la consolazione di tutti i dolori. Abbiamo sperimentato l’egoismo che regna in questo mondo. Gli esseri che sanno e che vogliono donarsi non sono legione. Ciò deriva dal fatto che si ha ben poco da essere, e di conseguenza ben poco da dare. Tra quelli che sembrano farlo, molti si danno a se stessi, cioè non si danno affatto. Cercano negli esseri solo di completarsi a vicenda e non di finirli. Qui sta l’infinita superiorità del buon Dio: egli è amore, cioè dono di sé. Egli è la pienezza scaturita che ha bisogno di riversarsi nel nostro nulla per riempirlo del suo essere infinito. Darsi è dunque il proprio essere, la propria vita, la propria gioia. Quanto più siamo deboli e vuoti, impotenti e incompiuti, tanto più Egli trova in noi la capacità di accoglierlo. Così il nostro stesso amore consiste anzitutto nell’accogliere la sua effusione di vita, così come il suo stesso amore consiste nel diffonderla. Questo amore è alla base di tutto: ma va scoperto. Una luce ci è data divinamente per fare questa scoperta: è quella che chiamiamo la luce della fede. La fede è partecipazione alla luce di Dio. L’anima credente vede in tutti gli uomini, le cose, gli avvenimenti ciò che Dio stesso vede. Lo vede nel suo Spirito d’amore che le viene comunicato. Lei vede solo questo amore che in tutto si dona: Deus Caritas.

Nota: Il prossimo capitolo sarà pubblicato domenica 16, poichè domenica prossima sarà Pasqua.

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