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Fratello Pedro Geinoz

Fratello Pedro Geinoz

Donato di La Valsainte

Abito Fratello Donato

Pedro Geinoz, di origine svizzera, faceva il falegname nella ‘Valle de la Gruyère’. Un uomo retto, di carattere dolce, natura aperta, un cristiano senza paura, era come coloro che non transigono mai con la coscienza. Abitando ad alcune ore dal monastero, trascorreva le sue domeniche con i «buoni Padri». Ogni volta che ci andava, tornava con alcune strane impressioni. Erano i primi tocchi della grazia. Egli non sospettava, per ora; ma non cessava di ascoltare. La voce dall’Alto diventava ogni giorno più distinta, e egli la percepiva come: «Non è in La Valsainte che Dio ti chiama, come ha già chiamato molti dei tuoi compagni? Se questa è la tua volontà, ti rifiuterai di seguirla?» Questo dubbio divenne per lui un tarlo, Geinoz tornò alla Certosa con la ferma intenzione di non fare ritorno.

Ricevette l’abito santo e fece la donazione con un entusiasmo ammirevole e una soddisfazione visibile. Ben presto si distinse per una serie di rare qualità e insolite virtù.

Come istruzione, possedeva solo una piccola formazione dei giovani della sua condizione. Il Dio della scienza si impegnò a completarla. In poco tempo, il buon fratello acquistò conoscenze prodigiose, delle quali non sapeva nemmeno una parola un paio di mesi prima. Si direbbe, a sentirlo, che era un dottore della ‘Sorbonne’. Che ammirazione nella scuola di un tale maestro!

Egli, nella sua semplicità, sembrava molto naturale. Non cambiò nulla delle sue abitudi. Lo testimonia il seguente fatto…Colpito da una malattia che lo faceva soffrire molto, chiese al Vicario di indicargli un palliativo efficace.

«Ah! egli dice, se solo potessi dedicarmi a qualsiasi occupazioni…diventare utile!

A cosa pensi, Fra Pedro? Hai ancora fede? Invece di perdere tempo a lamentarti, gettati ai piedi del Bambino Gesù e pregaLo di guarirti.»

Il povero uomo non chiese più niente. Si prostrò davanti al tabernacolo e con la voce piena di lacrime esclamò:

«Signore Gesù, il Vicario disse che non ho più fede. Per dimostrargli il contrario, restituisci la mia salute, senza la quale non sarò più di una bocca inutile.»

E Pedro Geinoz si alza guarito!

Morì ancora giovane, in un incidente, schiacciato da un oggetto di legno il 29 novembre del 1642.

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La “certosa urbana” di Bologna

pianta

Oggi voglio parlarvi della cosiddetta certosa di città o urbana, sita in Bologna, e chiamata così per distinguersi dalla certosa suburbana, ovvero San Girolamo di Casara fondata nel 1334. Premesso ciò, va detto che i monaci certosini avevano acquistato nel 1356, da una comunità monastica femminile, un edificio destinato a xenodochio, sito nella attuale Via S. Isaia al civico 35/37.

Qualche anno dopo, precisamente nel 1435, questo edificio fu consacrato a S. Anna a seguito della donazione del beato Niccolò Albergati della reliquia del cranio della santa. Difatti il pontefice Eugenio IV, nel settembre del 1433 aveva chiamato Niccolò Albergati per affidargli il difficilissimo incarico di presiedere il concilio di Basilea. L’insigne certosino apprezzatissimo per le sue spiccate doti di diplomatico, fu poi dirottato in Francia dove il 12 luglio del 1435, ad Arras, sancì la prima riconciliazione tra Filippo di Borgogna ed il re di Francia e con il re Enrico VI d’Inghilterra. Quest’ultimo, con un atto di estrema gratitudine, fece dono al legato pontificio Albergati della reliquia del cranio di S. Anna. Questo prezioso regalo fu donato dall’Albergati ai confratelli bolognesi, i quali lo conservarono proprio nello xenodochio da poco acquistato erigendo una chiesa intitolata alla madre della beata Vergine Maria. Per glorificare questa sacra reliquia, i certosini chiamarono il pittore Gioacchino Pizzoli che realizzò un ciclo di affreschi atti a glorificare la santa e le sue virtù. Oltre ad una raffigurazione della Grande Chartreuse. Questi affreschi sono un esempio dei capolavori della pittura del Settecento bolognese. Ancora oggi si possono ammirare degli splendidi capitelli di arenaria  intarsiata delle arcate a tutto sesto del portico. Su uno di questi troviamo incisa la scritta CAR, ovvero l’abbreviazione di “Cartusia”, a memoria della antica proprietà monastica. Quando nel 1797 la comunità monastica certosina fu soppressa, anche questo bene fu incamerato dallo Stato e la chiesa, nel 1808 fu chiusa al culto. Nel 1862 gli ambienti furono destinati ad ospitare una scuola, nel 1892 la Scuola fu intitolata alla grande bolognese Laura Bassi. L’immobile è stato poi ampliato negli anni ’60, mentre la chiesa è ritornata nel 1973 ad essere aperta al culto ed a cura dei monaci cristiani ortodossi che l’hanno consacrata a San Basilio.

Una curiosità a conoscenza di pochi, che spero abbiate gradito.

affreesco Pizzoli 1

affresco Pizzoli 2

Il giovane ebreo alla ricerca di Dio

Nell’articolo di oggi vi parlerò della storia del celeberrimo Teologo cattolico Dietrich Von Hildebrand e di un suo allievo dell’Università di Fordham nelgli Stati Uniti.

La storia che sto per narrarvi è la storia di una conversione.

Premettiamo subito che Von Hildebrand nato in una famiglia protestante, si era convertito al cattolicesimo nel 1946, diventando poi “il Dottore della Chiesa del XX° secolo” definizione di papa Pio XII.

La storia legata a questo teologo che voglio divulgarvi si riferisce a quando nel 1946, al termine della seconda guerra mondiale, il Professore Von Hildebrand insegnava alla Fordham University. Tra i tanti giovani studenti, vi era un ragazzo ebreo che era stato ufficiale di marina durante il coflitto mondiale appena conclusosi. Egli aveva cominciato a studiare filosofia alla Columbia University, ma ben presto si rese conto che non era quella la sua strada nella vita. Fu così che un amico gli suggerì di recarsi a Fordham, e più specificatamente di contattare il Professor Dietrich. Iniziò così un rapporto empatico tra i due.

Il giovane confidò al Professore, che stando al fronte, ed ammirando tra tanto dolore e sofferenza un tramonto del sole nel Pacifico, intuì di voler cominciare una vita volta alla ricerca di Dio.

Il Professore rimase colpito da quelle parole, e frequentando il giovane apprese da lui che molti insegnanti erano basiti e si mostrarono non disponibili a convertire al cattolicesimo un giovane ebreo.

Dietrich Von Hildebrand, questo immenso teologo, riuscì con le sue parole non solo a convertire il giovane alla religione cattolica, facendogli da padrino al Battesimo, ma come vedremo egli fu testimone anche della vocazione monastica che spinse il giovane a diventare un monaco certosino!

20 Dom Raphael in motherhouse

Un giovane Dom Raphael in Grande Chartreuse

Ma chi era questo giovane?

Raphael Neil Diamond, nacque a Brooklyn negli Stati Uniti il 22 aprile del 1923, fece diversi studi, tra cui anche la musica ed il canto gregoriano, oltre alla teologia e filosofia come abbiamo visto alla Fordham University. Il mentore Von Hildebrand e la passione per il canto gregoriano lo spinsero dapprima a diventare cattolico ed in seguito a decidere di entrare nella Grande Chartreuse nel 1952, laddove fece la professione solenne l’8 settembre del 1954. Fu ordinato sacerdote il 22 marzo del 1958, Dom Diamond fu inviato dall’Ordine a Skyfarm in Vermont per seguire la creazione della nascente certosa americana. Nel 1966 ritornò in Europa e nominato Vicario della certosa di Parkminster, ma nel 1968 fece ritorno nel Vermont per sorvegliare la materiale realizzazione della certosa della Trasfigurazione, e sovrintendere alla organizzazione dell’avvio della vita monastica. Fu dapprima rettore, poi nel 1971 fu eletto Priore e vi rimase in carica fino al 1995. Dom Diamond fu anche Visitatore della Provincia di Francia dal 1987 al 1991. terminò la sua vita terrena il 16 giugno del 1996, dopo quarantaquattro anni di vita certosina.

20 Dom Raphael 1996 in America (1)

Dom Raphael nel 1996, una delle sue ultime immagini

Ho ritenuto utile rendere nota questa vicenda di conversione, poco nota, ma che ancora una volta ci mostra l’imprevedibilità della vita, condotta per noi dai disegni imperscrutabili della Divina Provvidenza. Da giovane soldato ebreo che voleva cercare Dio a primo Priore della certosa della Trasfigurazione, una inenarrabile esistenza.

Fratello Guilherme Raymond

Fratello Guilherme Raymond

Professo di Scala Dei

Corpus Domini

 

Oggi per la ricorrenza del Corpus Domini, ecco a voi una breve narrazione di una “vita esemplare di un fratello converso certosino, vita vissuta, come vedremo, in odore di santità.

Questo buon fratello era professo della Grande Chartreuse e rinnovò i suoi voti a Scala Dei, dove arrivò lì come un ospite.

Fu un uomo di grande virtù, un santo in ogni senso della parola. Non è per caso che registriamo qui questa nota, in sua lode. In essa non c’è nulla di esagerato. Due o tre fatti lo dimostreranno.

Un giorno, mentre si dirigeva ad un’altra camera, un mucchio di demoni in forma di allegri bambini, corsero al suo incontro gridando con tutte le loro forze: «Oh! santo, santo! Venite a vedere il santo!» Arrivando alla cella, il buon Fratello prese una catena di ferro e si flagellò fino il sanguinamento. “I santi! Ecco quel che fanno i santi. Ricetta infallibile contro la superbia”.

Quando era responsabile dell’obbedienza della cucina, aveva l’abitudine di scappare ogni mattina durante la Messa conventuale. Ma dove egli correva? Andava in chiesa al suono della campana del ‘Sanctus’, per adorare la Divina Eucaristia nelle mani del sacerdote. Dalla porta del coro dei fratelli dove si manteneva in ginocchio, non essendo in grado di vedere l’altare, fu più di una volta sollevato dagli angeli.

Un giorno in cui il lavoro lo teneva in cucina, si prostrò al momento della consacrazione e vide distintamente l’ostia santa sull’altare.

La sua morte fu come quelle che ogni religioso può invidiare. Essa arrivò il 24 Aprile 1439.

 

Litania per san Bruno

Oggi è il lunedì successivo alla Domenica di Pentecoste, e come antica consuetudine a Serra San Bruno, in Calabria, si celebra una festa che culmina con una sentita processione in onore del santo certosino che dà il nome al paese. Voglio offrirvi una litanìa ed una preghiera, da recitare, in onore del nostro amatissimo san Bruno.

busto di san Bruno in processione

 

Signore, abbi pietà di noi.

Gesù Cristo, abbi pietà di noi.

Signore, abbi pietà di noi.

Gesù Cristo, ascoltaci.

Gesù cristo, esaudiscici.

Padre celeste che sei Dio, abbi pietà di noi.

Dio Figlio, Redentore del mondo, abbi pietà di noi.

Spirito Santo che sei Dio, abbi pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.

Santa Maria, Regina dei confessori, prega per noi.

San Bruno, prega per noi.

Tu che dalla culla hai dato i segni della tua santità futura, prega per noi.

Tu che dalla tua giovane età hai fatto prevedere che saresti uno dei Padri della vita monastica, prega per noi.

Tu, l’apostolo di molti Paesi, prega per noi.

Tu, la gloria della Chiesa di Reims, prega per noi.

Tu che coraggiosamente hai combattuto per la giustizia contro un pastore indegno, prega per noi.

Tu che, Dottore dei Dottori, hai stupito la Chiesa per la tua scienza profonda, prega per noi.

Tu che, vincintore dell’onore mondano, hai generosamente rinunciato alle dignità ecclesiastiche, prega per noi.

Tu che sei stato sempre e ovunque il seguace del bene, l’onore del clero, prega per noi.

Tu che hai fuggito dalle città rumorose per cercare la quiete e la solitudine, prega per noi.

Tu che ti sei ritirato sulle cime delle montagne, affinché la tua anima prendesse più liberamente il suo volo verso il Cielo, prega per noi.

Tu, fondatore dell’eminente Ordine Certosino, prega per noi.

Tu, il cui spirito, dopo nove secoli, si perpetua ancora inalterato fra i tuoi discepoli, prega per noi.

Tu che, raffigurando la vita di San Giovanni Battista, sei diventato l’angelo ed il fiore del deserto, prega per noi.

Tu che sei il modello della penitenza, prega per noi.

Tu che sei un ulivo caricato di frutti e si slancia dal seno delle rocce ripide, prega per noi.

Tu che, come una vite fertile, hai esteso dappertutto i tuoi ceppi numerosi, prega per noi.

Tu che assomigli ai gigli che crescono in mezzi ai campi, prega per noi.

Tu che brilli sul bel cielo di Francia come la stella scintillante alle prime luci del giorno, prega per noi.

Tu, il cui cuore poteva solo esclamare sotto l’ispirazione dell’amore: Oh Bontà Divina! prega per noi.

Tu, l’amante sincero della solitudine, della preghiera e del silenzio, prega per noi.

Tu, l’amante ed il modello della semplicità, prega per noi.

Tu che, vivendo nella carne come se non la avesse, hai imitato sulla terra la vita degli angeli nel cielo, prega per noi.

Tu che sei stato strappato dalla dolcezza del deserto per obbedire alla voce del Vicario di Gesù Cristo, prega per noi.

Tu che sei stato uno dei più fermi sostenitori della Chiesa, una delle colonne del tempio del Signore, prega per noi.

Tu che, di modo magnanimo, hai rifiutato le dignità che ti sono state destinate dal successore di San Pietro, senza però rifiutare il lavoro, prega per noi.

Tu che sei stato il consigliere dei principi e dei Pontefici, prega per noi.

Tu che così divinamente hai interpretato le Scritture, prega per noi.

Tu che hai coronato la più santa delle vite attraverso la più santa delle morti, prega per noi.

Tu, la cui tomba restituisce la salute ai malati tanto quanto hai credibilità presso Dio, prega per noi.

Tu, protettore speciale dei certosini e delle anime contemplative, prega per noi.

Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, ascoltaci, Signore.

Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi, Signore.

Prega per noi, San Bruno,

Affinché siamo degni delle promesse di Cristo.

PREGHIERA

Oh Dio Onnipotente e Eterno, che prepari nel cielo posti speciali a coloro che rinunciano al mondo, chiediamo umilmente alla tua immensa bontà, per l’intercessione del nostro benedetto Padre Bruno, tuo confessore, la grazia di compiere i voti che abbiamo emesso alla nostra professione e raggiungere la felicità che hai promesso a coloro che sono fedeli fino alla fine.

Per Nostro Signore Gesù Cristo.

Amen.

 

Cartusiae vintage: Calci

Cartusiae vintage

Calci

1

Siamo giunti al terzo appuntamento con le immagini antiche di certose e certosini. Oggi vi offrirò alcune foto sbiadite della stupenda certosa di Calci, un tuffo nel passato quando vi era la presenza monastica in quegli ambienti affascinanti, oggi visitabili come museo.

Lascio a voi apprezzarle….

Buona visione

Maggio il mese di Maria

vicente_carducho._la_virgen_maria_y_san_pedro_se_aparecen_a_los_primeros_cartujo

Cari amici lettori, cominciamo questo mese di maggio nel quale vi saranno articoli prevalentemente dedicati alla Vergine Maria, alla quale chiediamo insieme opportuna protezione. Pertanto…

Sub Tumm praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrice, Nostra deprecationes despicias ne in necessitatibus, Sed un periculis cunctis Libera nos sempre, Vergine gloriosa et Benedicta.

(Sotto la tua protezione fuggiamo, santa Madre di Dio; Non disprezzare le suppliche di noi che, ma liberaci sempre da tutti i pericoli, o Vergine gloriosa e benedetta).

Intendo parlarvi dell’origine della devozione particolare alla Vergine Maria dei monaci certosini. Mi avvarrò per la descrizione di ciò, di un dipinto di Vicente Carducho che brillantemente raffigura tale episodio.

La tela, difatti, ci riferisce di ciò che avvenne qualche tempo dopo che san Bruno (febbraio 1090) dovette lasciare la sua comunità, per recarsi a Roma su richiesta del pontefice Urbano II. I suoi primi confratelli, erano profondamente sconfortati per la perdita della loro guida spirituale, che amavano tanto. E nonostante la presenza di Landuino, che guidava i certosini rimasti, ebbero sbandamenti e tentazioni che fecero vacillare la loro fermezza in quegli ideali eremitici. Accortosi di ciò Maestro Landuino invitò quei confusi confratelli, ad unirsi in preghiera per recitare inni e lodi alla Beatissima Vergine. Nel mentre i religiosi erano intenti alla preghiera, il cielo notturno, sullo sfondo del dipinto raffigurato con il nero, venne squarciato da una nube luminosissima che presto dileguò le tenebre illuminando a giorno la notte!

Sorpresi da tale prodigioso fenomeno, i pii religiosi alzarono contemporaneamente lo sguardo verso il cielo, scorgendo una figura di anziano con un vaporoso e ricco mantello. Riconobbero in quella sagoma San Pietro, portatore di un messaggio di pace e di conforto, il quale invitò i monaci a perseguire nel loro intento, essendo quella la via della Croce che volge al Paradiso. Oltre ad esortarli a perseverare nel rigore di vita certosina, Pietro affidò i loro turbamenti incitandoli alla devozione alla Vergine Maria, che appare nella parte alta del dipinto.

Ogni giorno le comunità monastiche certosine dovranno recitare l’officio alla Madonna, e riferì loro quanto detto da Maria: “il vostro Ordine durerà quanto durerà il mondo!

A seguito di questo evento, i certosini rinfrancati e tranquillizzati provvidero ad elevare come protettrice dell’Ordine la Gloriosissima Regina del Cielo.Santa Maria de Casalibus, fu infatti la prima intestazione del primo insediamento certosino.

Questa è quindi l’origine della devozione mariana, che si compie quotidianamente in ogni certosa da oltre nove secoli. Oltre all’ufficio divino, i monaci certosini recitano ogni giorno in cella l’ufficio della Vergine Maria, inoltre quasi tutti i giorni un sacerdote del monastero celebra una messa in onore di Maria, e tutti i sabati, se non ricorre una festa, la messa conventuale è una messa celebrata in onore alla Santa Vergine.