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Il busto di San Bruno restaurato

 

B

Cari amici, come vi ho testimoniato in precedenti articoli il busto reliquiario del Nostro amato San Bruno ha subito un delicato intervento di restauro. Dopo alcuni mesi possiamo ammirarne attraverso immagini eloquenti, il superlativo risultato ottenuto, che ha portato brillantezza al meraviglioso busto conservato nella certosa di Serra San Bruno. Lo scorso venerdì 19 novembre, si è tenuto nei locali del Museo della Certosa, un incontro di studio riguardante il restauro, vi sono state relazioni dello storico Tonino Ceravolo (“Depositio, inventio, memoria. Le reliquie di San Bruno nell’età medievale e moderna”) e del professor Domenico Pisani (“Il busto argenteo di San Bruno. Aspetti storico-artistici”), oltre ad un’intervento del Padre Priore Dom Ignazio Iannizzotto, ed alcune considerazioni del dott. Antonio Adduci, responsabile del restauro del Busto argenteo.

I video che seguiranno offertici dalla redazione degli amici di “On the News”, a cui vanno i miei ringraziamenti, ci consentiranno di partecipare da remoto a questa splendida iniziativa.

Circa le potenti immagini un grazie particolare all’amico Raffaele Timpano, che come sempre ci offre delle fotografie stupende.

Le ricette dei certosini (7)

ricettario cartusia

Prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi, in questo mese, altri tre gustosi consigli culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.»

Genesi 1:29

Zuppa di verdure

Ingredienti
Una zucca piccola

2 Carote piccole

2 Porri

100 Gr Bietola

100 Gr Spinaci

1 gambo di Sedano

1 Patata media

1 Cucchiaio Olio

1 Cucchiaino Sale

1 Pizzico di Pepe nero

Svolgimento

Lavare accuratamente tutte le verdure da utilizzare, zucche, porri, carote, bietole, spinaci, sedano. Si possono aggiungere patate. Tutto molto ben tritato. 53 Lasciare sul fuoco finché tutto è tenero. Aggiungere sale, pepe e un filo d’olio.

Funghi Empanadas.

Ingredienti
1 Kg Funghi

1 Cucchiaio Olio

1 spicchio di Aglio

1 rametto di Prezzemolo

1 Limone

A piacimento Pepe o peperoncino

Panini di Vienna

Svolgimento

I ceppi dei funghi vengono rimossi e lavati e sciacquati bene nell’acqua; poi scolateli e fateli asciugare, spezzettandoli e saltandoli nell’olio a fuoco vivace; si aggiunge poi prezzemolo tritato con aglio, sale, pepe e succo di limone. Così preparati si lasciano cuocere per venti o trenta minuti. Nel frattempo si prendono dei panini viennesi e si tagliano a metà, per il lungo; si tolgono loro le briciole e si friggono nell’olio, ma poco senza tostarli. Fatto ciò, si imbottiscono, mettendo un cucchiaio di funghi cotti in ogni metà e versandoci sopra il condimento preparato in anticipo. Pietanza semplice, ma gustosa!

Torta Flan con Semola.

Ingredienti

1/2 L Latte

100 Gr Zucchero

50 Gr Burro

1 cucchiaino di Sale

1 fialetta di Acqua Fiori d’arancio

100 Gr Semola

4 Uova.

Svolgimento

Far bollire il latte; aggiungere lo zucchero, il burro, il sale, l’acqua di fiori d’arancio e il semolino; Cuocere per dieci minuti a fuoco basso, mescolando continuamente con una spatola di legno. A cottura ultimata, lasciate raffreddare un po’ sul tavolo. Mettere le uova dopo averle aperte e sbattute. Amalgamare bene il tutto, quindi versarlo prima in una teglia unta. Cuocere a bagnomaria per circa mezz’ora.

il cibo in cella

A Pleterije una visita speciale

la certosa di Pleterje dall'alto

La certosa di Pleterje dall’alto

L’articolo di oggi è un breve reportage su una visita ricevuta dalla comunità certosina di Pleterije. La scorsa domenica 7 novembre, il Vescovo di Novo Mesto Andrej Saje, in carica dal 30 giugno scorso, nel corso di un suo tour ha raggiunto la certosa di Pleterije, dove dopo aver officiato la Santa Messa, ha voluto avere un incontro con i monaci. Nel breve colloquio ha ringraziato tutti per il loro impegno spirituale, che associato alla preghiera ed alla penitenza, seppur nel nascondimento della clausura danno un sostegno alla Chiesa locale ed universale. La visita si è conclusa con una foto ricordo di gruppo.

Le immagini che seguono ci testimoniano questo caloroso incontro.

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La Monachella di San Bruno è beata!

Monachella beata

L’articolo odierno è rivolto a tutti i miei lettori, ma soprattutto a coloro che seguono questo blog dal 2010, allorquando pubblicai un’articolo su “La Monachella di San Bruno“. Ebbene, trascorsi diversi anni la causa di beatificazione di questa pia donna, è andata avanti fino alla recente proclamazione di beata, avvenuta lo scorso 3 ottobre. Il 18 dicembre 2017 papa Francesco aveva autorizzato la promulgazione del decreto con cui Mariantonia Samà è stata poi dichiarata Venerabile e, il 10 luglio 2020, quella del decreto relativo a un miracolo ottenuto per sua intercessione, aprendo la via alla sua beatificazione.

Un breve video riassume la vita della neo beata Mariantonia Samà, ed a seguire una preghiera da rivolgere alla Monachella di San Bruno.

VIDEO

https://gloria.tv/?embed=%2B&post=4jS6wBkZQNqBEbutk2PC4wAGR

Preghiamo.

Padre misericordioso,

non cesseremo mai di ringraziarti

per aver donato a queste terre del Sud

la dolce ed umile creatura Mariantonia Samà

che a te si consacrò

donandoti il suo cuore e la sua sofferenza.

Giacque immota in un letto

per quasi sessant’anni

senza un lamento, una lacrima,

un moto di sconforto.

Ella trovò nella preghiera

e nell’Eucaristia la forza

per sorridere agli altri

che venivano a lei per essere ascoltati e consolati.

Pregando Te e la Beata Vergine, Salute dei malati,

divise il pane che le veniva donato

con i tanti indigenti

del contado.

Così visse.

Morì fissando dal giaciglio

il quadro del “suo Bel Gesù”.

Volle offrire il suo lungo e ininterrotto dolore

per riparar le offese al Sacro Cuore

e rendere più santi i ministri ordinati.

O Padre, concedici oggi la grazia che imploriamo per sua intercessione…

Proclamata Beata dalla Chiesa, concedici la gioia

di saperla glorificata come santa

in cielo e sulla terra.

Amen.

[Tre Pater, Ave, Gloria]

Dal Giappone una originale richiesta

amarettofoto1

L’articolo odierno trae spunto da una e mail ricevuta dal Giappone, in essa un lettore del blog mi chiede informazione circa un liquore da lui bevuto ed acquistato in Italia tanti anni fa! In allegato alla missiva vi erano delle fotografie che hanno chiarito di cosa esattamente si trattasse. Ho dunque deciso di spiegare a lui ed a tutti voi la storia e l’origine di quella bottiglia da lui posseduta.

Trattasi dell’Amaretto, prodotto nella certosa di Farneta.

Ma da quando e fino a quando ciò avveniva?

Agli inizi degli anni Settanta fu impiantata l’attività di distilleria, utilizzando alcune ricette provenienti dalla vicina Certosa del Galluzzo di Firenze. Furono così prodotti diversi tipi di liquore, tra cui ricordiamo il Gran Liquore Certosa Verde, con 15 qualità di erbe, 5 tipi di scorze di agrumi, 45° C; il Gran Liquore Certosa Giallo, 300 C, digestivo con essenze di agrumi ed erbe aromatiche; la China, l’Amaro Certosino, il Nocino, l’Elisir di Caffè, e l’Amaretto del nostro amico nipponico, il Rhum, l’Alchermes e l’Elisir della Salute, realizzato secondo un’antica formula, con resine naturali ricavate da conifere e con 16 qualità di erbe tonico-digestive, lasciate in infusione nell’alcol a cui erano aggiunte le resine (48°C).

amarettofoto2

Purtroppo, alla fine degli anni novanta, nuove normative in materia di igiene e di sicurezza degli impianti, che avrebbero costretto i religiosi a profonde e costose modifiche delle attrezzature, impedirono ai monaci di proseguire tale produzione. «La burocrazia – spiegò il Priore di Farneta – cominciava a richiedere un impegno troppo gravoso. Qui sono sempre stati impiegati metodi artigianali nella lavorazione e ci sarebbe stato difficile adeguarci alla nuova normativa. Ci avrebbe distolto dal nostro compito fondamentale, che è quello di dedicarci alla pregheria. Ora avremo più tempo per questo e ne siamo contenti, così come la casa madre in Francia». Dispiace per coloro che erano fedeli acquirenti dei nostri prodotti, aggiunse il Priore, «Ma quello che era importante era il dosaggio, la giusta miscela tra le erbe. La ricetta è passata nel corso dei decenni da fratello a fratello e che resterà un segreto custodito dalle mura del convento».

La chiusura della distilleria della certosa a Farneta segnò comunque la fine di un’epoca, ringrazio l’amico giapponese che mi ha dato la possibilità di raccontare una antica tradizione scomparsa.

Preziose dunque sono le pochissime bottiglie che ancora sono in circolazione.

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Le ricette dei certosini (6)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, scelte per voi, ed estrapolate da un antico ricettario certosino.

Comunque, qualunque cosa tu faccia, mangi, beva o qualsiasi altra cosa, fai tutto ad onore di Dio. Corinzi (10,31).

Lenticchie alla spagnola

Ingredienti

1/2 Kg Lenticchie
1 Foglia di Alloro
1 Una testa d’aglio
1 una fetta di pane
1 ciuffetto di prezzemolo
Sale q.b.
1 cucchiaio di farina
50 Gr. Burro o olio

Svolgimento

Mettere a bagno le lenticchie il giorno prima. Metterle sul fuoco con acqua fredda con alloro e aglio. A parte soffriggere nell’olio una fetta di pane, gli spicchi d’aglio, il prezzemolo, il sale e la farina. Schiacciare e passare attraverso il passatutto. Quando le lenticchie saranno cotte, versateci dentro questo soffritto. Fate bollire il tutto per qualche minuto. Servire caldo.

Zucca gratinata

Ingredienti

1 Kg. Zucca
1 Pizzico di sale
50 Gr Burro
1/2 litro di latte
3 Uova
100 gr di formaggio
1 pepe
Noce Moscata a piacere

Svolgimento

Sbucciare la zucca, tagliarla a metà, tagliare con la punta del coltello l’interno della superficie piana di ogni metà in diagonale che si incrocia in senso opposto, che forma un angolo perfetto, al fine di facilitarne la cottura. Si mettono in un recipiente con burro e sale in forno, la giriamo in modo che non brucino, a cottura ultimata aggiungiamo uova, latte, formaggio, noce moscata macinata e sale. Si mescola bene per farla aderire alla superficie con una spatola di ferro; Cuocere in forno e rosolare. Servire caldo.

Salmone con salsa di cipolle

Ingredienti

1 Kg. Salmone
1 Una Cipolla
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di farina
1 bicchierino di Vino bianco
1 tazza di brodo
1 foglia di Alloro
Sale q. b.
1 Peperoncino o pepe

Svolgimento

Tritare le cipolle; mettetelo in una casseruola con l’olio; lasciate insaporire un attimo e poi aggiungete la farina; continuare sempre a farlo raffreddare fino a quando la cipolla non prende colore; bagnare con il vino bianco, il brodo, il sale, il pepe, l’alloro; portare a bollore e versarlo sulle fette di salmone dopo averle messe in padella; portare a bollore a fuoco rapido per almeno trenta minuti. Vedi se è un buon sale. Servire con la salsa.

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Un dolce restauro

busto e varia

Nello scorso mese di settembre, presso il Museo della Certosa di Serra San Bruno sono cominciati i lavori di restauro del del busto argenteo di San Bruno e della sua base. A causa della pandemia per il secondo anno consecutivo non si è svolta la tradizionale processione del 6 ottobre, e pertanto in previsione di ciò si è approfittato per restaurare, dapprima la base. La Varia, è stata ripulita tra l’altro da tutto lo zucchero che si è sedimentato sulle lamine, a causa del rituale e gioioso lancio di confetti dei devoti partecipanti alle processioni. Nel corso di questo dolce restauro, sono stati ritrovati anche bigliettini con richieste di “grazia” e formule ex voto. In seguito si è proceduto al restauro del busto reliquiario, il quale sarà poi coperto da una nuova protezione trasparente in policarbonato che sostituirà quella in plexiglass ormai malridotta.

Varia

Il tronetto processionale settecentesco (in dialetto calabrese Varia) è stato realizzato nel 1797 dall’artista napoletano Luca Baccaro. I quattro lati della Varia sono rivestiti di lamine d’argento lavorate a sbalzo con motivi fitomorfi; al centro di ogni lato vi è un medaglione d’argento incorniciato con rami di palma di bronzo. Il lato A raffigura una scena con i monaci certosini risparmiati dal terremoto del 1783. Nel lato B si vedono i monaci che ringraziano Dio per lo scampato pericolo. Nel lato C è riprodotto lo stemma della famiglia Taccone di Sitizano, donatrice della Varia, e nel lato D lo stemma della Certosa. La Varia viene posta sotto al busto reliquiario argenteo di San Bruno, risalente al 1516, e conservato nella chiesa conventuale della Certosa.

Nelle immagini che seguono, dell’amico Bruno Tripodi, osserviamo i restauratori al lavoro e l’apprezzamento del Padre Priore di Serra Dom Ignazio Iannizzotto. Quest’ultimo ha rilasciato una intervista, nella quale con la sua dolcissima voce ci spiega alcuni aspetti del restauro. Un grazie speciale agli amici de “Il Vizzaro”.

Celebrando San Bruno

 

San Bruno..

Carissimi amici lettori di questo blog, eccoci giunti al 6 ottobre giorno del dies natalis del nostro amato San Bruno. Per questa lieta ricorrenza, voglio omaggiarvi di un piccolo dono. Da oggi vi proporrò estratti di in testo molto singolare concepito in maniera alquanto originale da “un certosino“, il quale ha voluto porre delle domande al Fondatore dell’Ordine certosino. Si, avete compreso bene… la fantasia di questo certosino l’ha spinto ad immaginare di essere un sorta di giornalista che pone domande a San Bruno, in un’intervista impossibile. Ecco per voi l’introduzione, che ci aiuta a comprendere le motivazioni che hanno spinto l’autore di questo testo geniale.

Nell’articolo odierno leggeremo la presentazione e la prima domanda.

Buona Festività di San Bruno a tutti!!!

6 dialogo

DIALOGO CON SAN BRUNO

Presentazione

Il 1984 ha portato un grande evento al mondo certosino. Così grande che si celebra solo ogni cento anni e, quindi, non tutti i certosini hanno l’opportunità di celebrarlo.

È vero. Nel 1984 l’Ordine Certosino ha celebrato il IX centenario della sua vita nella Chiesa. Il Capitolo generale del 1983 aveva già avvertito che la commemorazione di tale evento doveva essere certosina, cioè non rivolta all’esterno, ma all’interno. Pertanto, se avessimo intenzione di realizzare qualcosa in questo Centenario, ciò che realizzassimo dovrebbe essere per un aumento della nostra consegna al Signore e un aumento della comprensione e dell’esperienza della vocazione che abbiamo ereditato dal nostro Fondatore. Sarebbe il miglior ringraziamento per i 900 anni di vita che Dio ci ha donato, al servizio della sua Chiesa.

Infatti, come partecipanti allo stesso carisma e vocazione di san Bruno, era necessario come cosa naturale e dovere filiale, il desiderio di conoscere meglio quel carisma e questa vocazione. E, naturalmente, questo richiedeva un contatto personale, intimo, segreto – nella “cella” del cuore e non solo nella cella materiale della clausura – con il nostro Padre e Fondatore. Non per nulla egli è il “canale” della grazia per tutti i suoi figli. E solo avvicinandoci a questo “canale” che Dio ci dona, potremo bere senza sosta l’acqua vivificante che ci giunge attraverso di essa.

Nei piani di Dio “tutto è grazia”; non poteva non esserlo anche la celebrazione di quel IX Centenario certosino. Tutti i figli di San Bruno sono stati invitati a celebrarlo con il massimo fervore e devozione.

E accadde l’imprevedibile: che un certosino della Certosa “X“ non avesse altro da fare, che diventare “giornalista” in quello stesso Centenario. Disposto, quindi, a svolgere questo “ufficio”, non aveva altro che il ricordo di “intervistare” suo padre, San Bruno.

Se quello che si celebra è il IX Centenario della fondazione dell’Ordine Certosino, diceva a se stesso, non c’è niente di meglio che proporre al Padre di questa Famiglia certe domande che aleggiavano nel suo spirito e sulle quali vorrebbe avere una risposta autorizzata. Quindi, ovviamente, per questo non c’è niente di meglio di un “intervista” nello stile di quelli che si fanno in questo mondo.

Non è il caso di riferirsi alle peripezie che tale avventura ha comportato, per esempio, per raggiungere il cielo; per superare la negazione del “portiere celeste”, basato sull’idea che un certosino vivente non poteva né entrare in paradiso né San Bruno poteva andarsene; per ottenere che il “colloquio” desiderato avvenisse nel vestibolo, per non mancare di rispetto alle procedure celesti; e, infine, per far accettare a San Bruno, che in questo mondo era così poco amico di parlare delle sue cose, accettasse di parlare con un certosino del XX secolo, ora che è fuori tempo…

Si dice che i giornalisti ottengano tutto. Non so se è vero; Quel che è certo è che il nostro certosino, potenziale giornalista, è stato fortunato e ha fatto a modo suo: ha realizzato la prevista intervista al suo Fondatore. Gli serve per qualcosa essere un Padre.

Fortunatamente per noi, si è anche ricordato di scriverla. Dieci anni dopo quel Centenario, la scrittura è caduta nelle mie mani e ho avuto l’idea di tradurla in portoghese.

Questo è ciò che, in queste pagine, presento e offro nella speranza che sia utile.

L’autore ci dice che non ha scritto tutto quello che ha visto e sentito e non tutto quello che avrebbe voluto scrivere dopo quella singolare “intervista”. Tuttavia, il testo corrisponde alla verità di quanto discusso; l’autore si scusa abbondantemente se, nelle idee trascritte, qualcosa è meno chiaro. Ma confessa che è molto difficile scrivere tutto ciò di cui si discute in un’intervista con un cittadino del cielo.

Per finire, si tenga presente che non era un “giornalista” professionista ma solo “occasionale”; amatoriale, come si dice ora.

Fatto questo avvertimento, che ho ritenuto necessario, mi limito a tradurre il testo originale.

La mia intenzione? Solo questo: che sia umile memoria del passato IX Centenario della fondazione del nostro Ordine e che, a Dio piacendo, quando avverrà la commemorazione del X Centenario, un altro figlio di San Bruno che l’abbia letto sia incoraggiato a ripetere l’avventura del certosino che ci ha lasciato questo lavoro e che si avventuri ad intervistare ancora il nostro Padre e Fondatore, o meglio, a continuare l’intervista qui descritta. “Audaces fortuna juvat” ovvero “La fortuna aiuta gli audaci”.

INTERVISTA A NOSTRO PADRE SAN BRUNO

Cos’è essere certosino?

Dopo la necessaria presentazione del giornalista improvvisato, che San Pietro, come Portiere del Cielo, la fece gentilmente.; dopo la non meno necessaria spiegazione della presenza di un certosino all’ingresso del Paradiso; e, naturalmente, dopo alcuni abbracci commossi, il nostro “giornalista”, pieno di fiducia filiale e senza alcun timore, perché la paura non esiste in quella dimensione, si è espresso così:

Certosino Giornalista (d’ora in poi CG):

Caro padre S. Bruno, perdonami se sono venuto a distrarre la tua contemplazione celeste. Ma guarda, come ti ha spiegato San Pietro, stiamo per celebrare il IX Centenario della nostra Famiglia; Mi sono quindi sentito spinto a fare questa “visita straordinaria”.

Succede che a noi, uomini terreni, ci dicono che eri – e sei! − un mare di bontà; che hai avuto una bontà meravigliosa, come riflesso della bontà divina che tanto avevi sperimentato; e che nessuno si allontanava dalla tua presenza sconsolato e triste.

Questo ricordo mi ha dato le ali per venire a trattare con te delle domande sulla vita certosina, che hai iniziato 900 anni fa e che ci hai lasciato in eredità. E, prima che mi dimentichi, infinitamente ti ringraziamo per averci lasciato questa eredità! Vi preghiamo di trasmettere questa gratitudine al nostro buon Dio “che ci ha scelti e ci ha condotti nella solitudine per unirci a Sé, per intimo amore”.

Inoltre, scusami se non ti lascio parlare, ci viene insegnato, da quando siamo entrati nel deserto certosino, che siamo una Famiglia, di cui tu sei Padre e Fondatore e che, come tale, sei presente in mezzo a noi.

Sì. Ci viene detto che sei presente, non solo perché viviamo la vita che ci hai comunicato; non solo perché partecipiamo alla tua vocazione ed ereditiamo il carisma che hai ricevuto dallo Spirito per tuoi figli; ma anche perché, continuando ad essere nostro Padre, tu sei il “canale” scelto da Dio per comunicarci incessantemente qualcosa della tua vita. Immagino per comunicarci qualcosa della tua santità, dei tuoi esempi, del tuo amore, della tua mentalità e della tua guida.

Se non fosse troppo audace, si direbbe che, come Padre, in un certo senso ti “incarni” nella vita dei tuoi figli. È evidente che con questo non vogliamo pensare alle chimeriche “reincarnazioni” che alcuni mondani immaginano.

Inoltre, ci ricordiamo, e lo sai benissimo, che dobbiamo “assomigliare” a te. E ci viene assicurato che anche i genitori in Cielo nutrono un affetto speciale per quei figli che, in ordine di grazia, sono più simili a loro.

E soprattutto, non possiamo nemmeno dubitarne.

Dico questo perché il Vaticano II − di cui suppongo tu sia ben informato − ha invitato ed esortato tutti i religiosi a sistemare la nostra attenzione e il nostro sguardo spirituale sui nostri rispettivi Fondatori. Il Concilio, infatti, ci dice che «il vostro carisma non ha origine in una mentalità “conforme al mondo presente”, ma è frutto dallo Spirito Santo, che opera costantemente nella Chiesa” (ET 11).

In verità, Padre, questo ci riempie di gioia e di contentezza, perché possiamo considerarti come il “canale di Dio” attraverso il quale ci arriva il dono della vocazione, la grazia per viverla, le grazie per conservarla e gli opportuni ausili per trasmetterla, pura e incontaminata, alle generazioni future.

Perdonami, Padre, queste spiegazioni precedenti, ma ho pensato che fossero opportune per “giustificare” la nostra intervista e la mia comparsa davanti a te, così…

S. Bruno (d’ora in poi SB)… “inaspettata ed audace”.

CG – Quindi, se me lo permetti, ti farò alcune domande sulla nostra vita. Lo farò con filiale fiducia e spero che mi risponda con la tua paterna benevolenza. D’accordo?

SB – Sì. E se qualche domanda è avventata, cosa propria dei mondani, rimarrà senza risposta.

CG – Perfettamente! Veniamo a ciò che conta. Come ti dicevo, abbiamo ricevuto per tua mediazione la grazia di essere certosini. Vuoi dirmi cos’è per te essere certosino?

6 copertina tonda

 

Cosa risponderà il Nostro amato San Bruno a questo insolito intervistatore?

Lo scopriremo in un prossimo articolo…

Le ricette dei certosini (5)

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Per la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi, cari lettori, altri tre suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? “Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.

Matteo 6:31

Maccheroni con Cipolla.

500 Gr. Maccheroni

1 L. Acqua

1 Cucchiaio di Sale

1 Cipolla

100 Gr. Burro o olio

1 Pizzico di Pepe nero

Formaggio grattugiato se lo si preferisce

Svolgimento

Cuocere i maccheroni in acqua bollente salata. Fateli bollire a fuoco basso. Quando sono cotti a tre quarti, versarli nello scolapasta per scolare. Mescolare in una casseruola; aggiungere la cipolla tritata e tostata nell’olio o nel burro. Amalgamare bene il tutto; girarlo più volte con una spatola di legno. conditela con sale e pepe, se lo si gradisce formaggio grattugiato Quindi servirlo.

Patate con Baccalà alla certosina

Ingredienti

1 Kg di patate
1/2 Kg di Merluzzo
1/2 litro di latte
100 Gr di Burro
100 gr di formaggio grattugiato
Acqua a piacimento.

Svolgimento

Sbucciare le patate e tagliarle come per cuocerle. Pulitele bene e mettetele sul fuoco con acqua e sale finché non saranno morbide; Il baccalà deve essere stato in acqua per una notte, per togliere il sale – ancor di più se è denso – anche se tagliato a pezzi. Una volta a punto, si cuoce, non molto, si toglie e si rimuovono pelle e spine. Le proporzioni sono quasi le stesse ma, in ogni caso, mettere più patate. Le patate fanno una buona purea non troppo densa, si può migliorare con il latte cotto. Sbriciolate il baccalà con le mani pulite e unitelo alla purea. (Se il baccalà non è ben salato, le patate vengono cotte senza sale). La massa risultante viene messa nei contenitori oliati, lasciando circa un centimetro o qualcosa di più vuoto. Mettere un buon formaggio grattugiato e qualche cubetto di burro, oppure si possono ungere con olio finissimo, e si mettono in forno fino a che siano cotte. Sfornare facendo attenzione a non scottarsi e servire ben caldo!

Cetrioli in insalata.

1 Kg. Cetrioli

1 cucchiaino di Aceto

1 Cucchiaino di Sale

1 Pizzico di Pepe nero

1 cucchiaio di Olio.

Svolgimento

Sbucciare i cetrioli; dividerli e togliere i semi; tagliare a fettine sottili, marinare per un’ora in aceto e sale; scolateli e aggiungete pepe, olio e aceto.

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Una lieta notizia

 

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Cari amici voglio iniziare questo mese di settembre con una bella notizia, seppur scarna di particolari ma di gran rilievo. Condivido con voi, la gioia di aver appreso che lo scorso 22 maggio nella piccola cappella esterna della certosa statunitense della Trasfigurazione, un giovane sacerdote è stato ordinato certosino.

Si tratta di Rob Kennedy, ex seminarista diocesano, il quale ha deciso di diventare un Padre certosino. Dom Maximus Marie Kennedy è il suo nuovo nome a seguito della intima cerimonia presieduta dal Vescovo Salvatore Matano di di Rochester.

L’unica preziosa immagine ci testimonia la sobrietà della funzione, al neo certosino giungano le nostre preghiere per il suo cammino monastico affinchè sia lungo e luminoso. Che San Bruno lo protegga!

s. bru