• Translate

  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

    luglio: 2020
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 557 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


Tre short video dalla Corea (terza parte)

Ufficio notturno

Cari amici per voi i terzi tre brevi estratti video del film “La casa alla fine del Mondo”, di cui vi ho parlato in un precedente articolo. Oggi vi propongo gli estratti della terza ed ultima parte. A corroborare i video vi sono i testi tradotti dal coreano, grazie all’aiuto di una rete di amici.

Testo in inglese

Testo in spagnolo

Testo in portoghese

Questi i titoli introduttivi.

L’Ordine certosino fu fondato nel 1084 da San Bruno a Chartreuse in Francia. Da quel giorno la storia è continuata con il silenzio le poche parole del dialogo ed il totale abbandono.

Attualmente, 370 monaci in 11 paesi in tutto il mondo dedicano tutta la loro vita in stretta solitudine e silenzio per seguire la verità dell’eternità.

E 15 anni orsono, a seguito della speranza di Papa Giovanni Paolo II, fu istituito il primo convento certosino in Asia, qui in Corea del Sud.

PARTE TERZA video 1

 

(Da 1 min)

Il nostro cuore è un altare vivente dove offriamo costantemente pure preghiere al Signore. (Statuti della comunità certosina 4-11)

Il nostro principale sforzo ed obiettivo è lasciarci immergere nel silenzio e nella solitudine, in una cella solitaria e silenziosa.

La cella è una terra santa in cui il Signore ed il suo servitore possono parlare insieme. (Statuti della comunità certosina 4-1)

Solo all’uomo puro è permesso vedere Dio nel suo cuore. Per raggiungere questo livello, è necessario un grande abbandono. (Statuti certosini 6-4)

La terra è unita al cielo, ed il divino è unito alla natura umana.

La giornata è lunga ed il percorso è arido ed insensibile per raggiungere la primavera nella terra promessa. (Statuti certosini 4-1)

(Da 3min30)

La casa alla fine del mondo

Monastero di clausura certosino

Possiamo lavorare insieme tre volte all’anno.

I sacerdoti saranno, infatti, lieti di avere queste opportunità di partecipare alle funzioni del monaco del coro. (Statuti certosini 22-14)

(Da 6min15)

Ho una domanda. Cosa si vuole dal candidato certosino?

Non esiste una richiesta specifica. Quindi, siamo pronti ad accettare solo i candidati che Dio ha provveduto per le nostre famiglie.

Ma la cosa più importante è “se i candidati sentono che l’ordine certosino è come la loro casa”. Penso che sentano, per se stessi, che l’Ordine certosino sia come la loro casa.

La cosa più importante è incontrare la nostra vita certosina e sperimentare faccia a faccia il nostro Ordine Certosino.

In realtà, incontrando le nostre vite, sperimentando l’ordine certosino ed il fascino per Dio, la passione per la preghiera…Sento anche che sono importanti.

(Da 8min15)

Comunità

Dovrebbero avere non solo il desiderio di solitudine, ma anche il desiderio di una vita comune – Statuti certosini 8-3.

I raccolti dei rispettivi giardini sono condivisi da 11 fratelli.

PARTE TERZA video 2

 

La casa alla fine del mondo.

Monastero di clausura certosino

Il monaco Lee ha emesso i voti qualche tempo fa.

(Lo spaziamento – dialogo fra monaco Lee ed un monaco anziano)

Sto pregando…Fare questo voto significa il mio matrimonio nella mia vita. Perché è la mia unione eterna con Gesù.

Sarebbe un peccato sposare la persona sbagliata tra un uomo e una donna. Ma ho sposato Dio. Immagino che sarai felice.

Ma come posso vivere in unione eterna con Gesù? So che è al di sopra delle mie capacità. Sto pregando perché penso di aver bisogno dell’aiuto di Gesù.

Santa Maria ti aiuterà a pregare bene.

(Da 1min50 – l’arrivo della famiglia del monaco Lee)

Nonna, non ricordi? Abbiamo pregato qui insieme l’anno scorso.

Sorella Piache è la sorella maggiore del monaco.

La sorella Piache appartiene al convento di nome “I Piccoli Servi della Sacra Famiglia “e il Convento gestisce un ospedale gratuito. I senzatetto, gli anziani soli, le classi povere, i lavoratori stranieri sono trattati qui gratuitamente con la terapia.

(Da 4min5 – l’incontro del monaco con la famiglia)

Hai cantato molte canzoni prima, in macchina.

Vuoi che canti una canzone adesso?

L’anno scorso, caro monaco Lee, eri così debole con il digiuno che non riuscivi a parlare bene. (dice la mamma)

Allora, tua madre ha sofferto l’anno scorso.

Quando ti vedo, mio figlio, così sano, grazie …Grazie Dio!

Nonna, questa volta tuo nipote si è sposato.

Stai mentendo, vero?

Parlo sul serio. Veramente mi sono sposato.

Sono anche sposata. (dice la sorella)

Sai chi ho sposato?

No!

Dio, è lì. (il monaco indica il crocifisso)

Hai fatto un buon lavoro.

Facciamo un pasto,

Mi dispiace, ma non posso. (dice il monaco)

Secondo le regole, non posso mangiare nulla con la mia famiglia, tranne l’acqua.

Nonna, immagino solo che lo mangio nella mia mente insieme a te. Sarò felice di mangiare del tutto.

Nonna, buon appetito.

Sono contento che tu abbia preso il pasto, nonna.

Ti auguro buon appetito.

(Da 6min40 – pranzo in cella)

La persona della comunità sa di essere estranea a tutto ciò che è del mondo da non poter disporre più di nulla, neppure di se stesso. (Statuti 10-11)

(Da 7min30 – riunione in stanza)

Nel mio secondo anno del liceo, ho deciso di diventare un sacerdote che trasmette l’amore di Dio. Sono entrato in seminario subito dopo il diploma.

Ed infine, nel secondo semestre della quarta elementare, ho detto al mio sacerdote che mi sarebbe piaciuto unirmi al monastero.

“Potrebbe essere una tentazione”, ha detto il sacerdote.

Ma le voglie non sono scomparse e sono diventate più forti di prima.

Sono riuscito ad unirmi al monastero all’età di 26 anni.

Il motivo per cui mi sono unito a questo Ordine certosino…

Sono certo che vivrò questa vita, solo guardando il mio Dio e anche sicuro di potergli dare tutto.

L’altra ragione è che quando finirà la mia vita, sarò sicuro che non mi pentirò mai della mia vita.

Prima di entrare nell’Ordine, queste due convinzioni non sono mai state scosse fino ad ora. Non saranno mai scosse in futuro.

PARTE TERZA video 3 (Fine)

 

La casa alla fine del mondo.

Monastero di clausura certosino

Mentre il mondo cambia, la croce resta ferma. Ogni giorno voglio approfondire quel segreto.

(Da 36secondi – dialogo tra il Padre ed il Fratello)

Padre, cosa vuoi fare di più adesso?

Voglio mostrarti che Dio è veramente vivo in mezzo a noi davanti al mondo.

Anche noi vogliamo farlo.

Anche altri monaci vogliono farlo, nei loro rispettivi luoghi. Vogliono anche farlo, al loro posto.

Fratello, cosa vuoi fare di più adesso?

Aiutare le persone…Voglio aiutare le persone. (si è emozionato)

(Da 3min55)

Il Signore ci ha chiamati per rappresentare tutte le creature. Quindi, dobbiamo pregare per tutti, i vivi e i morti. (Statuti certosini 21-13)

(Da 6min50)

I monaci lasciano tutto e vivono solo in base all’essenziale.

Trovano una profonda amicizia con tutti nel mondo attraverso la loro vita. Perché viviamo in Dio tutti insieme.

Ma se dovessimo rendere uno dei Suoi misteri nostro, avremmo bisogno di tempo.

Potrebbe sembrare impossibile passare una vita in un monastero.

Abbiamo bisogno di tutta la nostra vita per entrare nell’unità di Dio.

Siamo uniti a tutti, separati da tutti. Davanti al Dio vivente, siamo nel nome di tutti. (Statuti certosini 34-2)

“Stat Crux dum volvitur orbis”

Mentre il mondo gira, la croce resta ferma.

Grazie, l’Ordine Certosino, la Conferenza episcopale cattolica di Corea e vescovo, Rene Dubon.

San Bruno Corea

Tre short video dalla Corea (seconda parte)

copertina doc Korea

Cari amici per voi i secondi tre brevi estratti video del film “La casa alla fine del Mondo”, di cui vi ho parlato in un precedente articolo . Oggi vi propongo gli estratti della seconda parte. A corroborare i video vi sono i testi tradotti dal coreano, in varie lingue, grazie all’aiuto di una rete di amici. 

Testo in inglese 

Testo in portoghese 

Testo in francese 

Testo in spagnolo

Questi i titoli introduttivi.

L’Ordine certosino fu fondato nel 1084 da San Bruno a Chartreuse in Francia. Da quel giorno la storia è continuata con il silenzio le poche parole del dialogo ed il totale abbandono.

Attualmente, 370 monaci in 11 paesi in tutto il mondo dedicano tutta la loro vita in stretta solitudine e silenzio per seguire la verità dell’eternità.

E 15 anni orsono, a seguito della speranza di Papa Giovanni Paolo II, fu istituito il primo convento certosino in Asia, qui in Corea.

PARTE SECONDA video 1

(24secondi)

Il nostro impegno e la nostra vocazione consistono principalmente nel dedicarci al silenzio e alla solitudine della cella. Questa è infatti la terra santa e il luogo dove il Signore e il suo servo conversano spesso insieme. (Statuti Certosini 4-1)

(52 secondi)

Il nostro cuore è un altare vivente dove offriamo costantemente pure preghiere al Signore. (Statuti certosini 4-11)

(1min22)

Solo all’uomo puro è permesso vedere Dio nel suo cuore. Per raggiungere questo livello, si richiede un grande abbandono. (Statuti Certosini 6-4)

(1min56)

La terra è unita al cielo, ed il divino è unito alla natura umana.

La giornata è lunga ed il percorso è arido ed insensibile per raggiungere la primavera nella terra promessa. (Statuti certosini 4-1)

(2min24)

La casa alla fine del mondo

Monastero di clausura certosino

(L’arrivo del vescovo)

Vescovo Dupont, 90 anni.

Nel 1954 fu inviato in Corea da Parigi dalla ‘Foreign Mission Society’, Francia.

1969 – 1990 Ha prestato servizio nella prima diocesi cattolica della diocesi di Andong, in Corea.

Il vescovo Dupont è stato di aiuto sin dalla preparazione per stabilire un monastero 20 anni fa.

(4min20)

I monaci discutono gli argomenti con il vescovo Dupont una volta al mese, su un tema libero.

Benvenuto!

Abbiamo un microfono, qui…(monaco)

(Vescovo)

Quindi, non posso battervi, perché siete preparati a tutto.

C’è il rischio di rivelare la mia età…Quindi, sono molto preoccupato.

Allora, parliamo dell’argomento di oggi?

(Monaco)

Ho scelto un argomento.

Ho scelto il tema “povertà”.

(Vescovo)

Quanto povero devi essere per vivere! Non avrai una buona risposta.

Ora…fammi ascoltare qualcosa…

(6min)

Forame (fessura)

I pasti vengono serviti una volta al giorno.

PARTE SECONDA video 2

La casa alla fine del mondo

Monastero di clausura certosino

La povertà sarà tanto più gradita al Signore quanto più sarà volontaria. Ciò che merita lode non è l’aver perduto le comodità del secolo, ma l’avervi rinunziato. (Statuti Certosini 28-10).

(Dialogo)

Per la prima volta, nel mio caso, ho mangiato una banana. L’ho mangiata quando ho mangiato mezzo pasto.

Sai come ho assaggiato la banana?

Salata.

Sì, avevo altri due o tre cucchiai di riso e poi il sapore salato è gradualmente scomparso.

Mi sembrava di aver mangiato il riso senza accompagnamento. E mi sentivo come se stessi contando sulle banane.

Da allora non ho più mangiato una banana.

Per me è più semplice mangiare solo riso cotto. È più comodo mentalmente ed anche in realtà.

Mi sembra più difficile semplicemente tagliarlo perfettamente. Ma pensavo che fosse più facile in qualche modo.

Ora sono disposto a digiunare, senza scendere a compromessi con il digiuno.

Ma forse in Corea del Nord…molti di loro non hanno scelta. Mi dispiace per loro.

Quindi se hanno il riso cotto senza accompagnamento, saranno molto felici.

Preghi per i nordcoreani?

Sì, le mie preghiere includono tutto il mondo.

(6min12)

(Preghiera)

Santo Padre, ami particolarmente i poveri, dal momento che il Santo Figlio te li ha mostrati,

Aiutaci a seguirLo nello spirito di povertà, in modo che possiamo raggiungere la felicità di vederti in paradiso.

Preghiamo per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, tuo Figlio che vive e regna con te, Padre, nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

(6min 52)

Caro – Carne

Entrò nella certosa 29 anni fa.

Ha 52 anni, ed è un monaco di chiostro (Padre).

Il lavoro è un servizio per cui ci uniamo a Cristo che non venne per essere servito ma per servire. (Statuti Certosini 5-4)

PARTE SECONDA vídeo 3

Musca – Le mosche

La casa alla fine del mondo

Monastero di clausura certosino

(1min24)

7 anni fa arrivò al monastero.

34 anni, monaco del coro.

(2min54)

(Ricreazione)

È una coccinella.

Non penso sia una coccinella.

Le creature di Dio nel monastero sono davvero belle.

Quando penso a Dio che crea, che prende cura di loro…come posso ucciderle!

Racconta la storia ai fratelli in cucina che catturano le zanzare ogni giorno.

(4min35)

(Dialogo)

Ci sono troppe zanzare. Forse, le zanzare sono 60 fino a 100 nella mia stanza.

Mi piacciono le zanzare. Sono un loro amico.

Sei un amico delle zanzare? .

Perché tutti gli animali e gli insetti sono miei amici, ma non mi piacciono le zanzare.

Va bene…perché sono stato morso sulla mia mano dalle zanzare e non mi fa male.

Le zanzare coreane sono diverse dalle zanzare tedesche.

Non ho visto le zanzare volando in Germania.

Le zanzare coreane camminano bene…ma le zanzare tedesche no.

Cattura le zanzare!

È più difficile catturare le zanzare coreane.

Perché? Non so molto sulle zanzare coreane qui.

Non li conosci…forse le zanzare coreane sono più intelligenti delle zanzare tedesche…

Quando sei arrivato in Corea, cosa hai provato?

Ho provato molto shock, spiritualmente e fisicamente in un nuovo ambiente.

Ho avuto molte deficienze spirituali 15 anni fa. Sono stato in grande agonia. Ma Dio mi ha aiutato. Senza l’aiuto di Dio e di Santa Maria Vergine, non avrei potuto vivere in Corea.

Avevo bisogno di più tempo per adattarmi al nuovo ambiente in Corea in quel momento. Perché, prima di tutto, ho sentito che la vita nel monastero era un po’ difficile. Dopo che il tempo passa, ci abituiamo alla vita nel nostro monastero.

Di solito, i giovani hanno un deficit spirituale.

Quindi capisco l’agonia dei giovani.

Ti sto dicendo … spero che si abituino alla vita nel nostro monastero.

Dopo che il tempo passa, ci abituiamo.

Tutto ha bisogno di tempo per arrivare a questa orbita.

Ci vuole tempo per fare bene.

Quando sentiamo agonia e defict spirituale, il nostro Signore ci aiuterà.

Buon Appetito.

Anche a te, buon Appetito.

 

 

 

 

Speciale “San Bruno e la Pentecoste”

busto in processione

Cari amici lettori questo articolo è legato alla inedita trasmissione in streaming, andata in onda su Facebook lo scorso sabato 16 maggio. La ripropongo in versione integrale per tutti quegli amici lettori che non hanno potuto assistere alla diretta, e che me ne hanno fatto esplicita richiesta. La trasmissione in oggetto, è stata organizzata all’interno della rubrica “On the News”, ed è stata intitolata Speciale “San Bruno e la Pentecoste”. Alla diretta alla quale sono stato invitato a partecipare insieme agli amici ed esperti Antonio Cavallaro, Domenico Pisani e Marco Primerano, abbiamo discusso ed esposto i significati relativi alla Pentecoste ed a San Bruno. Un excursus storico molto interessante, con il racconto ed immagini assolutamente inedite. Un ringraziamento speciale da parte mia alla gradevole e competente conduzione degli amici serresi Antonio Zaffino e Biagio La Rizza. Va sottolineato che si è pensato a questa nuova forma di comunicazione sull’argomento Pentecoste, poichè a causa dell’emergenza Coronavirus, la rituale processione del busto di San Bruno che si sarebbe dovuta svolgere martedi 2 giugno, non si potrà effettuare per evitare rischiosi assembramenti. Gli amici serresi hanno perciò ideato questo gradevole programma nel tentativo di lenire la sofferenza e la mancanza del rito della processione molto sentito tra la popolazione di Serra San Bruno, del quale spesso vi ho riportato immagini e video.

Vi lascio alla interessante trasmissione, che spero vogliate gradire.

Link alternativo

Concludo segnalandovi una singolare “coincidenza”, ci siamo ritrovati a parlare dell’avvenimento del 16 maggio 1505, sabato 16 maggio 2020. Spero sia un buon segnale della protezione di San Bruno, con l’augurio che possa esterdersi su tutti voi.

Tre short video dalla Corea (prima parte)

21 stat corea copertina tre articoli con video

Cari amici per voi i primi tre brevi estratti video del film “La casa alla fine del Mondo”, di cui vi ho già parlato. Oggi vi propongo gli estratti della prima parte. L’appello lanciato nel precedente articolo ha avuto un felice esito. E’stato infatti raccolto da una cartusiafollower della Repubblica d’Irlanda, che mi ha messo in contatto con un suo amico della Corea del Sud. Egli ha provveduto a realizzare la traduzione dei testi dal coreano all’inglese, con grande professionalità ed amichevolmente. Un’altra cartusiafollower del Brasile, poi, ha provveduto a tradurlo in italiano. Come da tradizione certosina, nel rispetto dell’anonimato.

Ed ecco che con grande gioia posso offrirlo a voi tutti.

Testo in inglese

Testo in portoghese 

Questi i titoli introduttivi.

L’Ordine certosino fu fondato nel 1084 da San Bruno a Chartreuse in Francia. Da quel giorno la storia è continuata con il silenzio le poche parole del dialogo ed il totale abbandono.

Attualmente, 370 monaci in 11 paesi in tutto il mondo dedicano tutta la loro vita in stretta solitudine e silenzio per seguire la verità dell’eternità.

E 15 anni orsono, a seguito della speranza di Papa Giovanni Paolo II, fu istituito il primo convento certosino in Asia, qui in Corea del Sud.

La casa alla fine del mondo.

Monastero di clausura certosino.

Undici monaci formano la comunità. Loro vengono da Corea, Francia, Spagna, Germania e Croazia.

PARTE PRIMA video 1

(6min57)

Bisogna che i monaci del chiostro, calcando le loro orme, dimorino come essi in eremi sufficientemente remoti dalle abitazioni degli uomini e in celle al riparo dai rumori sia del mondo, sia della casa stessa. (Statuti Certosini 3-1)

(8min)

Il nostro impegno e la nostra vocazione consistono principalmente nel dedicarci al silenzio e alla solitudine della cella. Questa è infatti la terra santa e il luogo dove il Signore e il suo servo conversano spesso insieme. (Statuti Certosini 3-1)

(9min13)

Quanto più austera è la vocazione che abbiamo abbracciato, tanto più siamo obbligati alla povertà in tutte le cose che sono di nostro uso. È necessario infatti che seguiamo l’esempio di Cristo povero se vogliamo aver parte alle sue ricchezze. (Statuti Certosini 3-3)

PARTE PRIMA video 2

(L’Ufficio Notturno)

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

San Bruno, 1030-1101, Fondatore dell’ordine certosino.

(Salmo)

Il creatore immortale di tutte le cose.

Regni nella notte e nel giorno,

Sei il Creatore che mantiene i confini del tempo nella stagione senza monotonia.

Ora i galli che annunciano l’alba fanno il loro pianto.

La luna, il guardiano della notte profonda del Signore, la lanterna della notte per i viaggiatori, rompe i confini della notte “.

(Da 2min10)

Il nostro cuore è un altare vivente dove offriamo costantemente pure preghiere al Signore. (Statuti certosini 4-11)

La terra è unita al cielo, ed il divino è unito alla natura umana.

La giornata è lunga ed il percorso è arido ed insensibile per raggiungere la primavera nella terra promessa. (Statuti certosini 4-1)

(Da 4min10)

Conversatio – Conversazione

Le informazioni necessarie saranno consegnate in messaggi scritti.

Gli Statuti proibiscono la comunicazione attraverso l’Internet, il telefono, i giornali, la radio…con il mondo.

(Da 5min55)

Lode a Gesù! (i due certosini si salutano)

I monaci stranieri hanno un breve periodo di lezioni di conversazione in coreano sotto l’autorizzazione speciale del Priore.

Ora stiamo iniziando la nostra lezione di coreano

Quanti anni hai ?

Sono un vecchio. Ho 62 anni, età europea.

Ma, in età coreana, ho 64 anni.

Quanti anni hai, Padre?

Ho 52 anni.

Allora, quando sei entrato nel monastero?

Sono entrato nel monastero trentanove anni fa.

E siamo arrivati in Corea il 13 marzo 2004.

Sono passati 15 anni da quando siamo arrivati qui. 

PARTE PRIMA video 3

(Lo spaziamento)

I monaci fanno passeggiate settimanali tranne durante la Settimana Santa. (Statuti certosini 22-10)

Ogni persona deve camminare insieme ad un altro, scegliendo lungo la strada per parlarsi a turno. (Statuti certosini 22-12)

E la macchina ed il cellulare … Non mi interessano.

Non voglio davvero conoscere la tecnologia esterna o altro.

Quelli sono semplicemente meravigliosi a prima vista.

Come possono capire le nostre vite?

Alcune persone ci capiscono, mentre francamente, altre non ci capiscono.

Perché vivono così la loro vita?

(Da 1min45)

Quando sei stanco di dedicarti a regole rigide e cose spirituali, le nostre nature piuttosto sensibili ottengono vitalità e si rinfrescano attraverso la bellezza e il fascino delle foreste/campi. (Stati certosini 22-10).

Vuoi nuotare?

Sì, ho sempre voglia di nuotare.

Oh, ti è piaciuto nuotare? Non sapevamo nuotare.

(Da 3min10)

Stai attento! il cane può morderti.

Gesù ti ha protetto per cinque secondi.

(Da 3min27)

Assomigli a Don Chisciotte.

È un uomo molto coraggioso, vero?

È un po’ sciocco.

La gente comune dice che le persone dovrebbero essere un po’sciocche.

Stolto può anche significare che il tipo di persone ha un cuore semplice e puro.

Puoi sentire Dio nella natura, giusto?

Possiamo vedere Dio quando vogliamo davvero vederlo disperatamente.

Tuttavia, normalmente, crediamo solo a ciò che vediamo, come il giudice Sancho Pansa.

Esatto, allora possiamo vedere Dio, quando vogliamo davvero vederLo.

È meglio cambiare partner di conversazione.

(Da 5min10)

Il nostro cammino deve promuovere una più profonda unità nella fratellanza e il progresso spirituale nelle nostre anime. (Statuti certosini 22-12).

Non siamo nulla, perché Dio è tutto.

Gesù è la strada.

Dobbiamo sacrificare noi stessi e il nostro egoismo.

Il nostro egoismo deve essere sacrificato.

Io parlo un po’ coreano.

(Da 6min40)

Abnegatio – Abbandono

Si è unito all’ordine certosino cinque anni fa. (39 anni, monaco)

È stato scritto nella Bibbia per rispettare i tuoi genitori. Perciò, apriremo la nostra solitudine per consentire a genitori e parenti in visita per due giorni all’anno. (Statuti certosini 6-9).

Voglio esprimere il mio plauso a questa particolare rete che si è costituita in nome dell’amore verso l’Ordine certosino, al fine di favorirne la sua conoscenza nel mondo. Grato a tutti!

cartflag

Dagli U.S.A. un messaggio per la pandemia

Certosa trasfigurazione veduta aerea

Certosa Trasfigurazione veduta aerea

Cari amici lettori, ho ricevuto pochi giorni fa una lettera da un caro amico dell’ IFSB, il quale mi ha voluto donare un delizioso messaggio ricevuto dalla certosa americana della Trasfigurazione. Un gesto amorevole che ho apprezzato molto, poichè mi ha offerto la possibilità di pubblicare il testo, e donarlo a tutti voi.

Il Padre Priore Lorenzo Maria T. De La Rosa Jr. della Certosa della Trasfigurazione, scrive con il cuore questo messaggio, che ritengo sia per noi tutti un autentico balsamo per il nostro spirito sofferente in questo terribile periodo di pandemia. Ringrazio infinitamente il mio amico ed Padre Priore.

padre priore

Il Padre Priore Lorenzo Maria T. De La Rosa Jr.

15 aprile 2020

IV post Resurrectionem

Lodato sia Gesù Cristo! Grazie mille per le tue precedenti lettere, cartoline e auguri di Pasqua che di cuore ritorno fraternamente!

Vorrei in primo luogo dire ed esprimere la mia speranza e preghiera che tu e la tua famiglia stiate bene e al sicuro, ogni giorno diventando sempre più un giorno santo e grato del Signore per voi, sia che il sole sorga o scenda, sia che il vento soffi a nord o sud, est o ovest. La grazia indistruttibile della Pasqua mantiene intatta la sua forza e bellezza nel dolore e nella gioia, nella malattia e nella salute!

Ora, posso qui condividere con voi due storie di santità, una storia di risurrezione, direi, da due giovani di cui probabilmente avrete già sentito parlare: (1) uno è il nostro collega americano di nome Charles Untz, che era un Vermonter ma si trasferì più tardi nel Minnesota. È morto a 18 anni, solo venti anni fa, tragicamente colpito da un’auto. È il bambino che nella gioia del cuore ha servito ogni giorno alle 6:30 del mattino! Una notte, una mamma frenetica gli si avvicinò per controllare i ragazzi durante un accampamento estivo a causa di una tempesta piuttosto pesante, dicendo “e se qualcuno morisse!” La sua umile risposta fu calma e seria: “Non sei pronto?” Charles era sempre pronto, ogni giorno ogni sera quando la sorella morte arriva come un ladro! L’anno scorso, l’arcivescovo è stato aggiornato con la continua influenza spirituale di Charles, con trentotto favori attribuiti alla sua intercessione come: persone che ritornano in Chiesa, vocazione sacerdotale, guarigioni, purezza, una vita di preghiera rafforzata, consolazione alla morte, apertura alla vita e pace nei momenti difficili. (2) L’altro santo uomo si chiama Carlo Acutis, un italiano morto a 15 anni. Come Carlo, andava alla messa ogni giorno e non perdeva tempo in cose inutili. Aveva fame di paradiso dicendo: “Siamo sempre stati attesi in paradiso“. La sua primissima regola per diventare santi è questa: “Devi volerlo con tutto il tuo cuore!” Sì, la santità è possibile, un appello universale, in effetti, ma dobbiamo volerlo con tutta la nostra mente, cuore e anima! Papa Francesco ha approvato un miracolo che gli è stato attribuito quando un bambino brasiliano è stato guarito da una rara condizione del pancreas, aprendo così la strada alla sua beatificazione.La via della santità vissuta così magnificamente da questi santi adolescenti, persino da nostro padre San Bruno secoli fa, può sembrare diversa dalla strada attuale, desolante, che ci affronta oggi tutti: la pandemia di coronavirus e ciò che ci espone: anche troppa malattia e morte, troppa paura e panico, troppe cose sconosciute! L’incertezza è onnipresente! Eppure entrambi i percorsi possono convergere e raccontare la stessa storia di risurrezione perché lo stesso invito alla santità è presente senza neppure battere ciglio! In mezzo a questa malattia devastante, ci ricorda ciò che conta davvero, cosa pregare e focalizzare: il nostro rapporto con Dio, la nostra fede, la nostra mortalità, il nostro amore fraterno gli uni per gli altri! Di fronte a questa feroce pandemia, siamo sfidati a guardare nei nostri cuori, a rivalutare le nostre priorità e a fare una scelta: o cedere alla paura o confidare nella Provvidenza, concentrarci su ciò che muore o soffermarci sull’uno cosa necessaria ”, per chiedere in tutta onestà e sincerità“ Ho permesso a me stesso di andare alla deriva dal Signore e ho permesso di diventare noioso e debole le stesse cose che mi nutrivano e mi rendevano più fervente O sono rimasto saldo nella mia fede di fronte alle prove della vita che cercano di scuoterlo? ” In altre parole, questo momento di crisi e qualunque sfida affrontiamo in futuro, voi bravi laici in prima linea sul campo di battaglia con lo stendardo di Cristo e della sua Chiesa, e noi monaci nel chiostro uniti alle vostre mani in preghiera e cuori, mettiamoci faccia a faccia con la domanda cruciale e ultima: sceglierò di rendere questo momento di prova un momento per approfondire la mia intimità con Dio, un’opportunità per rendermi una persona migliore, un figlio e una figlia più premurosi e più santi di il padre celeste? Questo non sarà facile perché già vediamo come questa contagiosa pandemia mantiene alcune persone paralizzate fisicamente, emotivamente, economicamente, anche spiritualmente, permettendoci di cadere in preoccupazioni e ansie inutili e talvolta dannose, verso la disperazione e la mancanza di fiducia nella fiducia di Dio a volte incomprensibile ma sempre amorevole Provvidenza. Ciò che un santo ha detto è incoraggiante: “Qui cado e lì mi alzo. Quest’ultimo è ciò che conta. Quindi continua con quella lotta interiore, anche se vai al passo della tartaruga. Avanti! “Quindi, ci alziamo, andiamo avanti con O BONITAS sulle nostre labbra e nei nostri cuori anche prima dello spettacolo straziante di innumerevoli malattie e morti che questo coronavirus ha portato davanti ai nostri occhi lacrimanti. Questa pandemia ha fatto a pezzi i cuori umani, che ricorda “il sipario del santuario improvvisamente diviso in due, da cima a fondo” (Matt. 27:51) quando Gesù “ha rinunciato al suo Spirito” (ibid.). Il blocco globale come misura precauzionale ricorda il “blocco dei discepoli giù per le porte del luogo in cui erano per paura degli ebrei “(Gv 20, 19).La politica di coprifuoco e quarantena imposta dai paesi di tutto il mondo in cui la polizia si aggira e controlla le strade per assicurarsi che le persone non siano violate, ricordando ai capi sacerdoti e ai farisei che chiedono a Pilato di “emettere un ordine per tenere sotto controllo la tomba di Gesù fino al terzo giorno ”(Mat. 27:64).

Qui nella Certosa, dobbiamo ringraziare moltissimo Dio e così poco di cui essere veramente ansiosi a meno che noi stessi non creiamo una moltitudine delle nostre preoccupazioni che non fanno altro che caricarci e rendere il nostro viaggio spirituale pesante, lento e faticoso quando dovrebbe essere leggero e mai preoccupante! Tu, nell’isolamento e nella sicurezza della tua casa, e soprattutto, con la tua fede viva e attiva “ti isola” tu e la tua cara famiglia dal contagio di disperazione e paura e vi tiene separati e tuttavia in un modo che ancora vi mantiene ” insieme ”e forma legami fraterni con coloro che soffrono e non hanno fede perché“ a parte tutto, a tutti noi siamo uniti ed è nel nome dell’intero universo che stiamo davanti al Dio vivente ”(Statuti 34.2)! Non possiamo permetterci di “essere infettati” dal “virus” dell’ansia e della paura che porterà inequivocabilmente via la pace e l’amore di Dio in noi e lo diffonderà agli altri! Il coronavirus va e viene; ma quel legame fraterno forgiato dalla fede, dalla speranza e dall’amore permane! Perché siamo persone di fede, mentre stiamo facendo del nostro meglio per prenderci cura della sicurezza del nostro corpo senza eccessi, scegliamo di andare oltre concentrando deliberatamente la nostra mente e il nostro cuore su Colui che da solo ci assicura: “Non lasciare che il tuo i cuori sono turbati. Abbi fede in Dio e fede in Me. ” (Giovanni 14: 1).Il Dio che cura il corpo e calma la mente e il cuore è molto generoso nel donare se stesso DOVE TROVA UNO SPAZIO, una stanza che non ha nulla al suo interno se non i mobili umili e poveri della nostra disponibilità a Lui. Non chiede niente di più, niente di meno! La nostra capacità di tenere aperto quello spazio è testata sia dall’epidemia di coronavirus che dall’epidemia di paura. Quando quello spazio allunga le sue braccia e dice “Signore, sono disposto ad andare oltre con te, ovunque, qualunque cosa, qualunque cosa tu voglia fare”, allora arriva istantaneamente con la velocità di un razzo per riempirci e portarci alle altezze noi stessi non so nemmeno che siamo in grado di raggiungere! Ma la domanda centrale rimane sempre la stessa ogni miglio del volo: siamo disposti a essere portati al limite stesso in cui non possiamo più sentire la nostra forza di credere, per continuare a credere dalla pura forza di Dio? Se la nostra fede rivolge il SÌ MARIANO a quella domanda, quindi, sia che si tratti della pandemia della paura o della pandemia del coronavirus, indica e viaggia senza deviare verso la risurrezione perché la stabilità della fede ci assicura che da questo crogiolo emergerà un nuovo la vita, una nuova creazione! “Noi che viviamo”, dice San Paolo, “siamo continuamente abbandonati alla morte per amore di Gesù, così che la vita di Gesù possa manifestarsi nella nostra carne mortale” (2Cor. 4:11).

Dal tramonto che si è profilato ieri, l’alba della Resurrezione di oggi si avvicina infinitamente ancora di più! Sono bastati tre giorni brevi perché la morte si spezzasse e si spezzasse vittoriosa nella vita! I cuori che ieri erano tristi e abbattuti ora “bruciano dentro di noi” (Lc 24, 32) mentre qui facciamo la nostra passeggiata verso l’Emmaus del Monte. Equinozio e le delicate strisce di luce penetrano anche nelle spesse pareti di granito del nostro monastero per diffondere il suo splendore nel chiostro della nostra Certosa e dei nostri cuori! E tu, niente di meno: nella montagna di casa tua e nel calore della tua cara famiglia, e nel chiostro dei tuoi buoni cuori! Il coronavirus, la malattia e la morte che ha portato e la paura che continua a provocare ha in qualche modo “trasformato il sole in oscurità e la luna in sangue” (Atti 2:20) e ci ha portato a una seria meditazione su “memento mori “Cioè, un promemoria della nostra stessa morte! Ma oggi, sì, oggi, in questa bellissima Pasqua e “glorioso giorno del Signore” (ibid.), Questo è stato sconfitto e sconfitto definitivamente nell’arena dei nostri cuori in un modo invisibile ma molto reale e molto profondo anche se continuiamo ad essere sul campo della battaglia spirituale per la nostra santificazione e la salvezza delle anime! Laddove questa doppia pandemia porta solo il messaggio di oscurità e morte, io (e credo anche a te) voglio credere, e credo con tutto il cuore che il nostro Signore appena risorto sta dicendo a ciascuno di noi personalmente, anche ora, nel mezzo di questo virale processo e pur vivendo con gratitudine la nostra vita terrena e la nostra rispettiva vocazione, ciò che ha detto al buon ladro di molto tempo fa e che cosa nel Vangelo di Giovanni ci ha assicurato molto paterno, come ha fatto nelle giovani vite dei due Carlo ( qui ricordiamo anche un terzo Carlo, il nostro caro fratello Charles nella nostra stessa famiglia, che ha effettuato una cura miracolosa del dito nero (cancrena?), malato e mai curativo di uno dei nostri monaci qui, nonché un priore in un altro monastero che ha anche invocato l’intercessione di fratello Carlo!), Che ora in cielo tutti e tre condividono la sua gloriosa risurrezione: “Nella casa di mio Padre, ci sono molti luoghi di abitazione .. e io preparerò un posto per te … e tornerò a prendere tu con Me, quello dove sono io anche tu b e!” (14: 1-3). Dal Golgota (Gv. 19:17) del Venerdì Santo e dal silenzio assordante della tomba vuota (Lc. 24: 3) del Sabato Santo, “piangiamo, piangiamo e piangiamo per un po ‘” (Gv. 16:20) , ma oggi l’alba di luce rilassante, l’attesa pausa del giorno ha finalmente dissipato l’oscura “ora di mezzogiorno” (Gv. 19:14)! Il giorno che il Signore ha fatto è arrivato! Il nostro “dolore si trasforma in gioia … e i nostri cuori si rallegrano di una gioia che nessuno – sì, nessuno – può toglierci” (ibid.)! Resurrexit Dominus Vere!

Davvero il Signore è risorto! Alleluia! Amen!

Che noi possiamo vivere le nostre vite ogni giorno come un giorno di risurrezione e quindi sperimentare il paradiso in terra ogni giorno!

Affido te e tutti i tuoi cari alla cura materna di Maria e alla sollecitudine paterna del suo gentile sposo, Giuseppe!

O Bonitas!

Dedicato a Gesù Risorto, con Maria, Giuseppe e San Bruno,

br. Lorenzo Maria T. De La Rosa Jr.

Dalla Corea un nuovo film

staticmap

Visione satellitare della certosa

Carissimi amici lettori di Cartusialover, ho il piacere di annunciarvi una lieta notizia. Lo scorso mese di dicembre la tv nazionale della Corea del Sud, KBS, ha mandato in onda un documentario dal titolo “La casa alla fine del Mondo”. Un dettagliato ed interessantissimo reportage sulla certosa Nostra Signora di Corea , diviso in tre parti, trasmesse il 19, 25 e 26 dicembre, della durata complessiva di circa tre ore! Un vero capolavoro realizzato a quindici anni di distanza da “Il grande silenzio” girato nel 2005 da Philip Groning nella Grande Chartreuse. I produttori hanno trascorso del tempo all’interno delle mura certosine, contemplando e meditando sulla vita monastica degli undici monaci di varie nazionalità che abitano la certosa. Sono state catturate splendide immagini in alta definizione, il tempo che scorre lento e che vede l’avvicendarsi delle stagioni sotto lo sguardo silenzioso e contemplativo dei certosini. I silenzi assordanti, accompagnati dai rumori naturali che squarciano la quiete della solitudine in cella, splendidi inoltre i pochi momenti comunitari ed i pochi dialoghi ripresi con estrema discrezione. Una meraviglia!

Situata in un luogo remoto ed isolato ai piedi della valle montana del Sangju, Gyeongbuk, nella certosa, si svolge la vita dei monaci che perseguono la verità dell’eternità in uno spazio ristretto scelto da loro stessi. Come sappiamo, vivono in un profondo silenzio, e ciò ci offre l’opportunità di riflettere sul significato vero della vita. Attualmente vi sono 11 monaci. Tra questi, sei sono Padri di cui due coreani un francese, uno spagnolo, un tedesco ed un croato I cinque Fratelli conversi sono tre coreani, un tedesco ed uno spagnolo. Sorprendentemente questo film è stato concepito per il mercato asiatico, di sicuro per portare a conoscenza la vita monastica certosina in quel continente, e magari per reclutare nuove vocazioni. Fin qui vi ho esposto una descrizione di questo nuovo film dedicato alla vita certosina, ma voglio esporvi le mie intenzioni per poterne condividere la visione con voi tutti. Oggi vi propongo solamente un breve trailer, ma in un prossimo articolo vi offrirò degli estratti, che dividerò in tre articoli che saranno pubblicati ad Aprile, a Maggio ed a Giugno. Per ora solo estratti, in attesa di ricevere le autorizzazioni dalla KBS per poter eventualmente diffondere a scopo divulgativo l’intero film. Speriamo che ciò possa realizzarsi al più presto. Va detto che il film è in coreano con sottotitoli coreani, pertanto i pochi dialoghi restano incomprensibili a tutti coloro che non conoscono questo idioma asiatico. Ma le sole immagini sono un vero tesoro.

Pertanto già da oggi voglio fare un appello a tutti voi lettori ed ai vostri amici o conoscenti, che vogliano collaborare, a titolo amichevole, con la traduzione dei testi del video dal coreano ad una lingua europea (inglese, francese, spagnolo, italiano, portoghese) per consentire una maggiore comprensione e conseguente diffusione e divulgazione al fine di far conoscere sempre più l’Ordine certosino in tutto il pianeta.

Chiunque voglia e soprattutto sia in grado di tradurre può contattarmi al seguente indirizzo di posta elettronica: cartusialover@hotmail.it

Ora largo ai trailer!

Trailer parte prima

Trailer parte seconda

Trailer parte terza

 

 

Millecinquecentesimo articolo

10 1500 posts

Da quel lontano nove settembre del 2009, quando pubblicai il primo articolo dopo aver concepito questo blog, per dare seguito al precedente sito, ad oggi ho scritto ben millecinquecento volte. Tutti questi articoli destinati ad un pubblico sempre in crescita esponenziale, con 520 “seguaci” (cartusiafollowers) iscritti per ricevere sulla propria posta elettronica ogni nuovo articolo. A questi si aggiungono quanti, da ogni angolo del pianeta hanno consultano e visitato Cartusialover. Credo che dobbiamo ringraziarci reciprocamente, poichè dopo oltre dieci anni e millecinquecento articoli, il nostro rapporto continua piacevolmente. Mi sono imbattuto virtualmente, ma non solo, in tantissime persone affascinanti, con le quali si è instaurato un rapporto interattivo, ho ricevuto consigli e ne ho dati a chi me li ha chiesti. Sono lieto di aver aiutato ad indirizzare il cammino vocazionale di giovani attratti dalla vita certosina, ma che non ne conoscevano a sufficienza la millenaria storia, che spero aver illustrato. In tanti mi avete espresso quanto vi conforta leggere testi, meditare sermoni o ascoltare i canti certosini, vero balsamo per l’anima. Ho imparato tanto mentre studiavo e lavoravo per offrirvi articoli attendibili ed attraenti, volti a catturare la vostra attenzione. Ho provato ad illustrarvi ed a chiarire i vari aspetti della vita monastica certosina, ed a nutrire me e tutti voi, con la profonda spiritualità dei testi che vi ho proposto. Sono soddisfatto di essere riuscito a diffondere e divulgare la conoscenza di quello che da sempre ho definito “universo certosino”. Grazie!!!

Stat Crux Cartusialover

Un novizio portoghese

bruno-padre-carlos-rosmaninho

Padre Carlos Rosmaninho ora Bruno

Eccoci giunti al mese di aprile, nel quale ci accingiamo a celebrare la Santa Pasqua. Ho per voi cari amici una lieta notizia che apre questo mese che ci giunge dalla Spagna. Lo scorso primo febbraio, alle ore 15, nella certosa iberica di Porta Coeli, nei pressi di Valencia, padre Carlos Rosmaninho ha preso l’abito certosino, cominciando così il periodo del noviziato.

Una eccellente notizia, poichè questo sacerdote è di nazionalità portoghese e quindi si unirà ai quattro anziani monaci che come ricorderete hanno lasciato la certosa portoghese di Evora, a seguito della triste chiusura. La cerimonia svoltasi in certosa, ha avuto inizio nella sua cella con l’imposizione dell’abito da parte del Padre Priore Dom Luis Nolasco, anch’egli portoghese. Successivamente la semplice cerimonia è proseguita nella sala capitolare, alla presenza dell’intera comunità monastica ed alcuni amici e familiari, che prostratosi sul pavimento ha chiesto misericordia per poi essere abbracciato dai confratelli. Ha fatto seguito un sermone pronunciato dal Padre Priore, poi la comunità lo ha accompagnato in processione nella sua cella, laddove egli ha ricevuto il nuovo nome da lui prescelto. La scelta di padre Carlos è stata Bruno di Santa Maria della Grazia e del Trionfo del suo Cuore Immacolato. Ovviamente il riferimento è a san Bruno ed al patrono della diocesi di Setúbal. La cerimonia si è conclusa con i canti dei Vespri nella chiesa della certosa.

Padre Carlos Rosmaninho ora Bruno comincia il suo cammino da novizio, che durerà due anni, al cui termine potrà emettere i suoi primi voti religiosi, che successivamente saranno rinnovati e che lo condurranno ad essere definitivamente un nuovo Padre certosino. Affinchè questo percorso arrivi al completamento, nel giorno del suo inizio, vi invito a pregare per questo giovane portoghese. La Grazia di Dio con l’intercessione di san Bruno, gli illumini questo cammino da lui scelto ed esaudire la sua vocazione. La linfa certosina portoghese possa alimentare e nutrire sempre le vocazioni dell’Ordine.

Icona Bruno

In certosa al tempo del Coronavirus

serracovid

Cari amici lettori non avrei mai voluto scrivere un’articolo sul tema riguardante questa immane tragedia che il genere umano sta affrontando. Ma la comunicazione deve adattarsi ai tempi, pertanto in questo periodo nel quale siamo tutti costretti in una clausura obbligata nelle nostre case, percepiamo, seppur lontanamente, la scelta volontaria di chi opta per la vita monastica eremitica. Vi propongo una interessantissima intervista al Padre Priore della certosa di Serra San Bruno, che torna ad esprimersi sul tema. Alcune ore fa in piena quarantena, gli sono state poste delle domande alle quali ha risposto illustrandoci su come si vive in certosa al tempo del Coronavirus.

Dom Ignazio Iannizzotto

In che modo state vivendo questa situazione di emergenza da Covid-19 all’interno della Certosa di Serra San Bruno? Avete cambiato qualcosa negli stili di vita e in quei momenti di agape comunitaria e fraterna che la regola consente?

«La regola certosina comporta già una notevole separazione dal mondo che, in qualche modo, corrisponde a ciò che le autorità ci stanno chiedendo e quindi la nostra vita in concreto non è cambiata molto. I momenti di fraternità all’interno della clausura in fondo sono equiparabili a quelli di una normale famiglia che vive nella propria casa, tuttavia abbiamo voluto che alcuni aspetti della nostra vita sottolineassero la nostra comunione con tutti coloro che vivono con sofferenza questo periodo. Penso soprattutto alla privazione dell’eucaristia per tanti fedeli, per questo abbiamo deciso di rinunciare ad un segno molto importante nella liturgia certosina, che si è mantenuto fin dai primi secoli: la comunione al calice per tutta la comunità. Ripeto, oltre ad una scelta di prudenza igienica, per noi è soprattutto un far memoria, attraverso questa rinuncia, della più grande rinuncia a cui sono costretti tanti nostri fratelli e sorelle. Abbiamo anche scelto di fare lo “spaziamento” settimanale dentro le mura del monastero soprattutto per evitare nella gente ambiguità riguardo la possibilità o meno di fare passeggiate».

La Conferenza Episcopale Italiana nel comunicato del 12 marzo ha affermato che si può contare su un’azione orante continua per il Paese, che proviene dai monasteri…

«Penso che questo virus, che è dilagato proprio durante la Quaresima, sia un’occasione per noi monaci di andare al cuore della nostra vocazione di comunità orante “separati da tutti, ma uniti a tutti”. Questa coscienza del compito prioritario della preghiera riconduce tutte le nostre comunità all’essenza della vita monastica. Dobbiamo sentirci responsabili delle Messe che possiamo continuare a celebrare nei monasteri e della liturgia che continuiamo in coro. Ci è stato dato questo privilegio non certo perché siamo migliori, anzi, forse proprio perché non lo siamo! Dobbiamo essere più che mai consapevoli che nessuna delle nostre preghiere va vissuta senza sentirci uniti a tutta la Chiesa e a tutta l’umanità, raccogliendo l’implorazione di tutti ed offrendo al Padre la nostra impotenza, il nostro timore, la nostra speranza».

La necessità di contenere e contrastare il contagio da Coronavirus impone a tutti noi di restare a casa e di stravolgere così le nostre abitudini. Non è semplice limitare gli spostamenti e vivere per settimane all’interno delle quattro muova domestiche. Mentre voi monaci scegliete già una vita che si stabilizza in un luogo, la Certosa, in questo caso, tanto da fare persino voto di stabilità. Che consigli si sente di offrire a chi ci legge, per sfruttare al meglio questo periodo di “quarantena”, anche come occasione di crescita spirituale?

«Il rapporto col tempo è una delle chiavi fondamentali della vita spirituale. In questo periodo l’esperienza che tutti stanno facendo è quella del “fermarsi”, si tratta di una dimensione nuova, a cui non si era abituati, infatti è diventato quasi impossibile nella cultura occidentale moderna; neppure per le vacanze ci si ferma veramente, niente può arrestare la nostra corsa affannosa per approfittare della vita, delle del tempo ed anche delle persone. Fermarsi invece vuol dire ritrovare il presente, la vera realtà della vita e del tempo. Nel Salmo 45 Dio ci invita a fermarci per riconoscere la sua presenza tra di noi: “Fermatevi! Sappiate che io sono Dio, eccelso tra le genti, eccelso sulla terra” (Sal 45,11-12). Dio ci chiede di fermarci, non ce lo impone, ci chiede de fermarci come ci si ferma davanti ad una persona amata, o davanti a qualcosa di bello che ci riempie di silenzio. Fermarsi davanti a Dio significa riconoscere che la sua presenza, riempie l’istante e quindi soddisfa pienamente il nostro cuore».

Che cosa la tradizione monastica e, in particolare, quella certosina hanno da insegnare sull’importanza di scandire con regolarità e ordine i momenti della giornata?

«Si dice che i monaci vivano al ritmo della campana… In realtà la nostra regola ci insegna soprattutto a vivere ogni momento della giornata con quell’attenzione e quella disponibilità all’ascolto, che può aiutarci a riconoscere la ricchezza di tutta la realtà. Ogni cosa che facciamo, ogni attività che dobbiamo svolgere, anche il riposo, tutto ha una grazia propria, un tesoro che ci viene svelato e donato, se sappiamo fare tutto senza affanno e con regolarità. La nostra giornata deve essere quindi “sinfonica”, ogni cosa deve avere il suo valore e ogni cosa va fatta al suo momento giusto, senza creare disordine e senza attaccarsi all’una o all’altra attività a scapito delle altre: tutto contribuisce al bene di coloro che amano Dio e tutto è ricco di grazia».

In queste settimane i fedeli cattolici sono anche chiamati al digiuno dall’eucarestia: è una quaresima particolare, questa, in cui davvero si fa esperienza del “deserto”. Le Messe con il popolo sono sospese nella maggior parte del mondo occidentale, e non solo. Nella storia del monachesimo il digiuno dall’Eucarestia è ricorrente: in Oriente come in Occidente chi si ritira dai centri urbani per abbracciare una vita di silenzio e di contemplazione, eremitica, se non è sacerdote, non ha la possibilità di accedere all’Eucarestia, anche per anni. Su questo che cosa può dire il monachesimo all’uomo di oggi?

«La pratica quaresimale del digiuno eucaristico sopravvive ancora nel Rito Bizantino e, in forma minore, nel Rito Ambrosiano. Da noi, nei tempi passati, i fedeli si accostavano alla comunione piuttosto raramente, tanto che vi era il precetto che diceva di fare la comunione “almeno a Pasqua”. Oggi le cose sono cambiate e la possibilità di accostarsi quotidianamente all’Eucaristia è molto importante per la vita dei fedeli, tuttavia è anche importante mantenere vivo il bisogno e il desiderio di ricevere il Corpo di Cristo, per riscoprire che ciò che ci viene donato è un mistero straordinario e per niente scontato. Nell’amore non c’è niente di peggio dell’abitudine e questo vale e soprattutto nell’amore per il Signore: Lui ci dona sé stesso in un atto di sacrificio che deve sempre trovarci colmi di desiderio e di gratitudine, di gioia e di timore. In questi giorni mi capita di pensare a quando finalmente sarà possibile per i fedeli riaccostarsi agli altari per ricevervi l’Eucaristia, immagino le loro lacrime, la gratitudine, la lode del cuore: sarà una vera Eucaristia!»

Questi giorni per la vostra comunità sono coincisi anche con la scomparsa del certosino Dom Elia Catellani, un uomo di grande spiritualità. Che ricordo Lei ha di Dom Elia?

«Quello che è notevole nella storia spirituale di D. Elia è la percezione che lui aveva della sostanziale unità della sua vocazione, pur nella molteplicità di vicende che ha attraversato. La sua forte propensione pastorale, il desiderio di incontrare la gente, di accogliere tante anime bisognose di conforto, tutto ciò che alla fine lo avrebbe portato a vivere fuori dalla Certosa, lui non lo ha mai vissuto in modo conflittuale o polemico, ma quasi con la semplicità di un bambino che non si pone problemi, con una grande libertà spirituale. Ed è proprio questa la dote monastica di D. Elia, che mi sembra importante evidenziare: una grande libertà spirituale, unita però ad un forte senso degli obblighi che aveva come religioso e come sacerdote. Se da una parte lui è stato sempre molto scrupoloso, così come anche fedelissimo al dovere della preghiera, d’altra parte la sua apertura mentale gli consentiva di accogliere, comprendere ed aiutare tutte le persone che si rivolgevano a lui, sia in Certosa che fuori. Infatti tutti lo ricordano sempre disponibile, sempre accogliente, sempre sorridente, quando gli si chiedeva un aiuto di qualsiasi tipo. La gioia che D. Elia sapeva esprimere ricorda quella caratteristica di San Bruno che si legge nel titolo funebre scritto, in occasione della sua morte, dai monaci di Calabria: Semper erat festo vultu (Aveva il volto sempre lieto). Chiunque ha conosciuto D. Elia ricorderà con affetto quel volto “sempre lieto” che lo faceva tanto somigliare al nostro Padre Bruno, una letizia che si trasmetteva a tutte le persone che lo incontravano, una letizia che con semplicità mostrava il vero valore delle cose che contano e di quelle che passano. Una letizia che sapeva esprimersi con un delicato sorriso, come quello che è rimasto sul suo volto perfino dopo il decesso e che tutti ricorderemo».

Ringrazio l’autore dell’intervista, che ha consentito a Dom Ignazio di illuminarci in questo tempo tormentato, con le sue parole sulle quali vi prego di riflettere e meditare…

Voglio in questo articolo invitare tutti a pregare per tutte le vittime, i loro congiunti e tutti gli ammalati di questo terribile morbo, che sta flagellando il nostro pianeta.

PREGHIERAdel-rosario-755x491

 

 

 

Emergenza Covid-19.Un messaggio dalla certosa

nos

Cari amici lettori del blog, in maniera del tutto inaspettata, a causa dell’ imperversare del maledettamente noto Coronavirus, pubblico questo articolo straordinario. Ma credo, che il suo contenuto possa provare a lenire le preoccupazioni e le sofferenze legate a questa emergenza. Si tratta del testo di un messaggio diffuso poche ore fa da Padre Priore della certosa di Serra San Bruno, Dom Ignazio Iannizzotto. Non aggiungo altro, vi lascio alle sue parole.

logoc

Cari fratelli e care sorelle,                                                              10 marzo 2020

non avremmo mai pensato di trovarci in una situazione tale che si dovesse sospendere la celebrazione della Santa Messa per il pubblico, non solo nella cappella esterna della nostra Certosa, ma anche in tutte le chiese. Tuttavia dobbiamo attenerci alle indicazioni che le autorità hanno stabilito, nella consapevolezza che la responsabilità di tutti sarà l’unica via per superare questo momento di emergenza.

In questi giorni sono arrivate in Certosa molte telefonate di persone che volevano esprimere il loro dolore e la loro costernazione per la privazione della Messa e dell’Eucaristia. Vi siamo vicini con tutto il cuore e offriremo ogni giorno la vostra sofferenza sull’altare.

Noi certosini da sempre celebriamo l’Eucaristia in clausura separati da tutti, ma la nostra Eucaristia è stata sempre celebrata per tutti e in comunione con tutti. Adesso la straordinaria circostanza in cui ci troviamo ci chiama a vivere ancora di più questa speciale comunione: noi continueremo ogni giorno, come sempre, la solenne celebrazione comunitaria del Santo Sacrificio e lo faremo insieme a tutti voi, offrendo la nostra comunione soprattutto per coloro che in questo momento sono privati della partecipazione all’Eucaristia.

In questa situazione non bisogna lasciarsi andare spiritualmente, diventando apatici nei confronti della vita spirituale, ma piuttosto intensificare l’unione col Signore con la preghiera, offrendo a Dio la nostra impotenza, la nostra sorpresa, il nostro timore.

Ogni giorno, i monaci certosini, andando alla Messa conventuale delle 08.00, pregheranno in modo speciale per tutti coloro che non possono parteciparvi, vi invitiamo quindi ad unirvi alla nostra preghiera e alla consacrazione che farà il sacerdote sull’altare. Così come vi chiediamo di unirvi a noi anche per i Vespri, che vengono celebrati ogni giorno alle 17.00, alla fine dei quali faremo una preghiera speciale per l’epidemia.

Possa l’intercessione della Vergine Maria e di San Bruno nostro Padre liberarci da questo male e ridarci la gioia della fraternità.

Un caro abbraccio a tutti, in comunione di preghiera.

Fr. Ignazio

Priore della Certosa

 

Preghiamo tutti insieme il nostro amato

San Bruno