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La Biblioteca monumentale nella certosa di Trisulti

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Nei primi giorni dello scorso mese di novembre, vi ho annunciato da questo blog la lieta notizia della riapertura della certosa di Trisulti. Da quella data, migliaia di visitatori hanno potuto ammirare questo magnifico luogo, ed apprezzarne le ricchezze artistiche in essa conservate. Inoltre come dal video che potrete vedere in basso, sono state ripristinate le funzioni religiose (solo nei giorni festivi), restituendo così il ruolo di luogo di culto tanto sentito dal territorio e dalla comunità locale. La Santa Messa verrà celebrata tutte le domeniche alle ore 11. Ma oltre agli antichi ambienti monastici, nella certosa di Trisulti vi è un altro edificio di notevole valore, dove troviamo il Palazzo di Innocenzo III ed il Palazzo della Meridiana. In essi è dislocata la Biblioteca Statale Monumentale, ovvero una delle undici biblioteche monumentali italiane. In essa sono conservati circa 36mila volumi storici e 5mila pergamene, consultabili da tutti coloro interessati ai testi per motivi di ricerca e studio. A seguire il video della prima Messa tenutasi il giorno della riapertura, presieduta dal Vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa, ed immagini della famigerata biblioteca, con il suo ricchissimo e prezioso contenuto. Un patrimonio arrivato fino a noi e da conservare gelosamente per le future generazioni.

Un regalo edificante

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Ormai ci siamo, con l’approssimarsi delle prossime festività natalizie ognuno sarà impegnato in una forsennata corsa ai regali, dimenticando il vero significato del Santo Natale. La globalizzazione ci ha condotto verso un sistema di vita iperconsumistico, lasciandoci conseguentemente naufragare in un periodo di crisi economica, oltre che in un epoca contraddistinta da una diffusa povertà morale. La terribile pandemia, che ha contraddistinto gli ultimi due anni, ha provocato poi ulteriori danni sulla psiche umana. Ma non è mia intenzione chiosare oltremodo su questi argomenti, pur riconoscendo, come spesso esprimo, che tentare di ricercare o sviluppare la propria essenza spirituale attraverso la miniera inesauribile del sapere offertoci dalla spiritualità certosina, possa essere una possibilità per la salute dell’anima.

Ciò detto, ed a proposito dei doni da fare a noi stessi, e perchè no a parenti ed amici, verso i quali vogliamo dimostrare il nostro amore attraverso una piccola attenzione, possa esservi utile questo mio consiglio. Questa volta voglio suggerirvi un regalo edificante, il meraviglioso libro dal titolo “Alla Scuola del Silenzio Un itinerario di contemplazione. Antologia di autori certosini” edito da Rubbettino, con la prefazione del teologo don Armando Matteo, e da pochi giorni in vendita nelle librerie ed online. Un compendio di testi di autori certosini che risulta essere un utile strumento per elevare il nostro spirito, offrendoci alcuni spunti per meditare sul vero senso del Natale e non solo, nel tentativo da me auspicato, di poter edificare nel cuore di ciascuno di noi una “piccola certosa”, all’interno della quale dialogare con l’Assoluto.

Grazie all’editore e grazie a voi che vogliate ascoltare il mio consiglio.

La lettura di questo libro risulta davvero imperdibile!

Vi allego il link dove poterlo acquistare online:

Dalla prima di copertina:

«Lettura, meditazione, preghiera, contemplazione. Questa è la scala dei monaci, mediante la quale essi sono sollevati dalla terra al cielo». Così scriveva Guigo II, priore della Certosa di Grenoble, intorno agli ultimi anni del XII secolo. E questo continua ad essere l’esercizio d’ascesi a cui ogni monaco certosino è quotidianamente chiamato. Questo volume raccoglie i frutti spirituali di oltre nove secoli di contemplazione e li offre al lettore d’oggi alla ricerca di uno strumento di preghiera e meditazione. Da San Bruno di Colonia a Guigo I e II, da Marguerite d’Oyngt a Nicolò Albergati e ancora a Dionigi, Lanspergio, Le Masson e, più vicini a noi nel tempo, a Pollien, Simoni, Guillerand, Poisson, i brani proposti sono suddivisi per grandi temi che guidano il lettore nel suo cammino. Alla fine del volume un indice tematico e un denso profilo biografico di ciascuno degli autori presenti consentono di attraversare le pagine del libro anche secondo itinerari personali, che lasciano a chi le legge la libertà di costruire il proprio percorso. Il libro si propone, così, come un piccolo scrigno capace di rivelare i suoi innumerevoli tesori a chi voglia coglierli con cuore puro e aperto al dialogo con l’Assoluto.

 

 

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Libro simboleggiato come fuoco che alimenta cibo per l’anima (tarsia lignea coro conversi certosa di San Martino)

NEWS: E’ online il nuovo sito ufficiale dell’Ordine certosino

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Cari amici Cartusiafollowers, è con gioia immensa, che diffondo la notizia di questa novità e voglio condividerla con tutti coloro che mi seguono su questo blog. Sono lieto di annunciarvi la nuova versione del sito ufficiale dell’Ordine certosino, andata online lo scorso 8 dicembre, che completa la sua realizzazione, e che potrete raggiungere al seguente indirizzo https://chartreux.org/wordpress/it/ . Esso è stato rielaborato ed arricchito con tanti contenuti che descrivono la vita monastica per tutti coloro che vogliono essere aiutati nel discernimento, ed eventualmente condotti verso l’impegnativa vita certosina. Per questo, vi ricordo che come annunciatovi da Cartusialover, vi è anche un precedente sito specifico per le vocazioni. Non sono stati trascurati gli aspetti storici, con la narrazione delle vicende storiche che i certosini hanno vissuto in oltre nove secoli di vita. Ciò sarà possibile attraverso la consultazione di link multilingue concepito in sette lingue, e più precisamente in francese, spagnolo, inglese, italiano, coreano, tedesco e portoghese. Di semplice consultazione, presenta una sezione dedicata al ramo maschile dell’Ordine ed una sezione dedicata al ramo femminile. Ed a proposito di quest’ultimo, voglio segnalarvi un’altra importante novità, che ci giunge dalla Corea.

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Precisamente dalla certosa femminile dell’Annunciazione, la quale ha rinnovato il proprio sito internet, raggiungibile all’indirizzo: https://cartusionuns.kr/ . In esso sarà possibile scorgere contenuti inediti, come immagini e manufatti realizzati dalle monache certosine coreane, inoltre una precisa descrizione delle giornate ci farà immergere nel clima che si vive all’interno della certosa. Il sito è in lingua coreana e purtroppo al momento non vi è possibilità di link in altre lingue, ma utilizzando un comune traduttore online si potrà risolvere questo handicap.

La decisione presa dai vertici dell’Ordine, credo sia in linea con quello che io ho percepito in questi anni. In un’epoca, dove la società è fortemente minata nelle fondamenta risultando impoverita, i giovani hanno voglia e desiderio di cercare Dio attraverso una vita semplice basata sulla ricerca dell’essenziale. Pertanto entrare in comunicazione con le nuove generazioni, attraverso un nuovo accattivante sito internet, credo sia una scelta encomiabile, poiché potrà consentire ai giovani di entrare in contatto diretto con l’Ordine certosino, ritenuto apparentemente quasi etereo. La mia umile speranza è che Cartusialover abbia potuto contribuire, sia pure in misura impercettibile, ad innescare, quel volano presso tutti coloro che frequentando questo blog, siano stati incuriositi, attratti e spinti a conoscere meglio il mondo certosino. Se ciò è realmente accaduto, confido che accada ancora in futuro e ne sarei gratificato poichè ciò rappresenterebbe per me il raggiungimento completo del mio obiettivo. Il link dei nuovi siti, da oggi verranno riportati nel blogroll sulla colonna di destra. Possa San Bruno benedire questa lodevole iniziativa, che dovrà contribuire a consolidare per molti altri secoli la già quasi millenaria e straordinaria storia certosina.

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Il busto di San Bruno restaurato

 

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Cari amici, come vi ho testimoniato in precedenti articoli il busto reliquiario del Nostro amato San Bruno ha subito un delicato intervento di restauro. Dopo alcuni mesi possiamo ammirarne attraverso immagini eloquenti, il superlativo risultato ottenuto, che ha portato brillantezza al meraviglioso busto conservato nella certosa di Serra San Bruno. Lo scorso venerdì 19 novembre, si è tenuto nei locali del Museo della Certosa, un incontro di studio riguardante il restauro, vi sono state relazioni dello storico Tonino Ceravolo (“Depositio, inventio, memoria. Le reliquie di San Bruno nell’età medievale e moderna”) e del professor Domenico Pisani (“Il busto argenteo di San Bruno. Aspetti storico-artistici”), oltre ad un’intervento del Padre Priore Dom Ignazio Iannizzotto, ed alcune considerazioni del dott. Antonio Adduci, responsabile del restauro del Busto argenteo.

I video che seguiranno offertici dalla redazione degli amici di “On the News”, a cui vanno i miei ringraziamenti, ci consentiranno di partecipare da remoto a questa splendida iniziativa.

Circa le potenti immagini un grazie particolare all’amico Raffaele Timpano, che come sempre ci offre delle fotografie stupende.

La Monachella di San Bruno è beata!

Monachella beata

L’articolo odierno è rivolto a tutti i miei lettori, ma soprattutto a coloro che seguono questo blog dal 2010, allorquando pubblicai un’articolo su “La Monachella di San Bruno“. Ebbene, trascorsi diversi anni la causa di beatificazione di questa pia donna, è andata avanti fino alla recente proclamazione di beata, avvenuta lo scorso 3 ottobre. Il 18 dicembre 2017 papa Francesco aveva autorizzato la promulgazione del decreto con cui Mariantonia Samà è stata poi dichiarata Venerabile e, il 10 luglio 2020, quella del decreto relativo a un miracolo ottenuto per sua intercessione, aprendo la via alla sua beatificazione.

Un breve video riassume la vita della neo beata Mariantonia Samà, ed a seguire una preghiera da rivolgere alla Monachella di San Bruno.

VIDEO

https://gloria.tv/?embed=%2B&post=4jS6wBkZQNqBEbutk2PC4wAGR

Preghiamo.

Padre misericordioso,

non cesseremo mai di ringraziarti

per aver donato a queste terre del Sud

la dolce ed umile creatura Mariantonia Samà

che a te si consacrò

donandoti il suo cuore e la sua sofferenza.

Giacque immota in un letto

per quasi sessant’anni

senza un lamento, una lacrima,

un moto di sconforto.

Ella trovò nella preghiera

e nell’Eucaristia la forza

per sorridere agli altri

che venivano a lei per essere ascoltati e consolati.

Pregando Te e la Beata Vergine, Salute dei malati,

divise il pane che le veniva donato

con i tanti indigenti

del contado.

Così visse.

Morì fissando dal giaciglio

il quadro del “suo Bel Gesù”.

Volle offrire il suo lungo e ininterrotto dolore

per riparar le offese al Sacro Cuore

e rendere più santi i ministri ordinati.

O Padre, concedici oggi la grazia che imploriamo per sua intercessione…

Proclamata Beata dalla Chiesa, concedici la gioia

di saperla glorificata come santa

in cielo e sulla terra.

Amen.

[Tre Pater, Ave, Gloria]

La certosa di Trisulti riapre!

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Carissimi amici, sono lieto di annunciarvi la riapertura della certosa di Trisulti.

Ma facciamo una premessa, la certosa fu abbandonata dai certosini nel 1947, e da quella data fu affidata ai monaci cistercensi della Congregazione di Casamari. Questi fino al 2015 facevano da custodi al complesso monastico prezioso scrigno di tesori architettonici, artistici, storici e religiosi. Ma a causa della penuria di monaci cistercensi, gli ultimi che la abitarono erano ormai vecchi e malati, se ne dispose la chiusura. Dopo varie traversie, nel 2018 fu affidata alla associazione “Dignitatis Humanae Institute”, la quale avrebbe dovuto gestirla per 19 anni con l’intenzione di aprire, nell’antico monastero, una scuola sovranista. Da quel momento, tante sono state le polemiche e le inchieste giornalistiche che hanno rivendicato la certosa come bene comune, al punto che lo scorso 15 marzo è stata revocato l’affidamento, e la certosa è stata riconsegnata il 26 luglio ad una società della Regione Lazio che in soli tre mesi con il sostegno del Ministero della Cultura, proprietario della struttura ha predisposto la riapertura del sito. Dopo i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che hanno interessato la struttura nei mesi estivi, infatti, il Ministero della Cultura e la Regione Lazio, hanno presentato il nuovo corso della gestione del bene, definendone anche le modalità di fruizione.

Ciò detto, lo scorso 8 novembre, è stata annunciata dalle autorità presenti, su tutti il Ministro della Cultura ed il presidente della Regione Lazio, la riapertura ufficiale. Inoltre, è stato ribadito che l’ingresso alla certosa sarà libero e gratuito per tutti i giorni della settimana e si potranno tornare a visitare tutti gli ambienti monastici, ovvero l’antica farmacia ed i suoi splendidi giardini, la piazzetta con il belvedere panoramico, la Chiesa, il grande chiostro rettangolare su cui si affacciano le antiche celle dei monaci, il monumentale refettorio interno, e la peschiera.

Di notevole valore la Biblioteca Statale monumentale, che è dislocata nel Palazzo di Innocenzo III e nel Palazzo della Meridiana, e che conta circa 36mila volumi storici e 5mila pergamene, consultabili da tutti coloro interessati ai testi per motivi di ricerca e studio.

In seguito, invece, verranno resi visitabili anche il piccolo chiostro ed il cimitero dei monaci, nonchè la sala capitolare con i suoi dipinti murali e gli altari realizzati alle fine del ‘700, ambienti questi appena restaurati. Un’altra splendida notizia è che con la riapertura della certosa, riprenderanno nella chiesa dedicata a San Bartolomeo, le funzioni religiose (solo nei giorni festivi), restituendo così il ruolo di luogo di culto tanto sentito dal territorio e dalla comunità locale. La Santa Messa verrà celebrata quindi la domenica alle ore 11.

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Apprendo e diffondo con voi, questa lieta notizia, finalmente dopo tante traversie la splendida Certosa di Trisulti ritorna ad essere un luogo che potrà essere ammirato da tanti turisti che vorranno apprezzarne le bellezze artistiche ed assaporare le tracce della quiete monastica e della spiritualità che questo sito emana.

A seguire un video con gli interventi degli intervenuti.

Dal Giappone una originale richiesta

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L’articolo odierno trae spunto da una e mail ricevuta dal Giappone, in essa un lettore del blog mi chiede informazione circa un liquore da lui bevuto ed acquistato in Italia tanti anni fa! In allegato alla missiva vi erano delle fotografie che hanno chiarito di cosa esattamente si trattasse. Ho dunque deciso di spiegare a lui ed a tutti voi la storia e l’origine di quella bottiglia da lui posseduta.

Trattasi dell’Amaretto, prodotto nella certosa di Farneta.

Ma da quando e fino a quando ciò avveniva?

Agli inizi degli anni Settanta fu impiantata l’attività di distilleria, utilizzando alcune ricette provenienti dalla vicina Certosa del Galluzzo di Firenze. Furono così prodotti diversi tipi di liquore, tra cui ricordiamo il Gran Liquore Certosa Verde, con 15 qualità di erbe, 5 tipi di scorze di agrumi, 45° C; il Gran Liquore Certosa Giallo, 300 C, digestivo con essenze di agrumi ed erbe aromatiche; la China, l’Amaro Certosino, il Nocino, l’Elisir di Caffè, e l’Amaretto del nostro amico nipponico, il Rhum, l’Alchermes e l’Elisir della Salute, realizzato secondo un’antica formula, con resine naturali ricavate da conifere e con 16 qualità di erbe tonico-digestive, lasciate in infusione nell’alcol a cui erano aggiunte le resine (48°C).

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Purtroppo, alla fine degli anni novanta, nuove normative in materia di igiene e di sicurezza degli impianti, che avrebbero costretto i religiosi a profonde e costose modifiche delle attrezzature, impedirono ai monaci di proseguire tale produzione. «La burocrazia – spiegò il Priore di Farneta – cominciava a richiedere un impegno troppo gravoso. Qui sono sempre stati impiegati metodi artigianali nella lavorazione e ci sarebbe stato difficile adeguarci alla nuova normativa. Ci avrebbe distolto dal nostro compito fondamentale, che è quello di dedicarci alla pregheria. Ora avremo più tempo per questo e ne siamo contenti, così come la casa madre in Francia». Dispiace per coloro che erano fedeli acquirenti dei nostri prodotti, aggiunse il Priore, «Ma quello che era importante era il dosaggio, la giusta miscela tra le erbe. La ricetta è passata nel corso dei decenni da fratello a fratello e che resterà un segreto custodito dalle mura del convento».

La chiusura della distilleria della certosa a Farneta segnò comunque la fine di un’epoca, ringrazio l’amico giapponese che mi ha dato la possibilità di raccontare una antica tradizione scomparsa.

Preziose dunque sono le pochissime bottiglie che ancora sono in circolazione.

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La Certosa di Granada: “Un viaggio nel tempo”

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La Certosa di Granada

“Un viaggio nel tempo”

E’ con immenso piacere, che voglio condividere con voi la gioia di questa recente produzione video sulla certosa di Granada.

Il film diretto dal regista Óscar Parada e dal Produttore Radio Activity, con lo sceneggiatore Ceferino Navarro, curatore della Certosa. Grazie al sublime lavoro dell’intera squadra, lo spettatore sarà coinvolto nella scoperta di questo gioiello del barocco, attraverso lo sguardo di un monaco dal XVI al XVIII secolo, il quale ci trasmetterà la spiritualità di questo luogo pregno di arte, storia ed architettura.

Al fine di conservarne la memoria, e testimoniare il valore artistico di questa certosa monumentale, gioiello del barocco spagnolo, con al suo interno quella che è stata definita la “sagrestia più bella del mondo“, è stato realizzato un prodotto eccellente.

Questo film documentario sulla Certosa di Granada, intitolato “Un viaggio nel tempo” oltre a pubblicizzare questo luogo particolare della città andalusa, ha una finalità lodevole. Difatti, si potrà vedere integralmente su internet all’indirizzo web http://www.granadacristiana.com ad un prezzo di riproduzione simbolico, che sarà investito nell’installazione di un ascensore per accedere al portone principale del monastero, a beneficio soprattutto degli anziani e di chi usa la sedia a rotelle.

Per ingolosirvi vi allego un breve trailer.

Consiglio vivamente a tutti i cartusiafollower di non perdere questa gemma.

Buona visione

Ricognizione delle Reliquie del Busto di San Bruno.

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Carissimi amici lettori di Cartusialover e devoti di San Bruno, ecco per voi un documento video davvero eccezionale, oserei dire la testimonianza di un momento storico. E’ con grande emozione che, condivido con voi tutti il video ed alcune foto realizzate dall’amico Bruno Tripodi, il quale ci aveva già regalato immagini del primo atto del restauro del busto reliquiario, del quale vi avevo relazionato in un articolo dello scorso otto ottobre.

In occasione del restauro del busto reliquiario di San Bruno eseguito dal Dottor Antonio Adducci, opera del 1516, realizzata a Napoli, lo scorso 18 ottobre 2021, alla presenza del Priore Dom Ignazio Iannizzotto ed alla comunità certosina, visibilmente emozionata, si è proceduto all’apertura del busto argenteo, alla ricognizione ed al prelievo della reliquia del Santo Patriarca San Bruno.

Assisteremo alle varie fasi del sistema di accesso alla reliquia, che ha inizio con l’apertura dello sportello sottostante mediante apposita chiave, dal quale si accede per poter raggiungere tre perni che tengono unita la testa al tronco. Una volta svitate queste tenute si può separare il volto dal cappuccio ed accedere così alla reliquia.

Per gentile concessione della Certosa pubblichiamo questo video di Bruno Tripodi, al fine di rendere fruibile un documento di rara importanza per la comunità tutta.

Buona visione

Grazie Bruno Tripodi, che ci hai regalato queste immagini molto emozionanti!

E soprattutto GRAZIE alla espressa volontà del padre Priore Priore della Certosa calabrese Dom Ignazio Iannizzotto, per cui è stato possibile documentare l’apertura del busto argenteo che custodisce i resti del fondatore dell’Ordine. Ecco per voi il video e le foto, mentre per l’approfondimento storico sulle reliquie vi rimando all’articolo degli amici de “Il Vizzaro”.

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Un sogno realizzato

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Sono trascorsi ormai tre anni, da quando vi annunciai che dopo 40 anni riapriva al pubblico la seicentesca “chiesa delle donne” della certosa e Museo di San Martino. A seguito di un importante restauro, si svolse in quella circostanza una Santa Messa. Vi era l’auspicio che potessero riprendere vita costantemente le celebrazioni liturgiche. Purtroppo, per intoppi burocratici e soprattutto per la sopraggiunta terribile pandemia di Coronavirus, ciò non è avvenuto nell’immediato. Ma le vie del Signore sono infinite!

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Lo scorso 7 ottobre, il giorno successivo al dies natalis di San Bruno, ho potuto vedere realizzato un mio sogno, ovvero quello di veder celebrare e partecipare ad una Messa solenne in onore del fondatore dell’Ordine certosino.

Grazie alla Direzione del Museo e certosa di San Martino, sostenuta dal mio smodato impegno per tale realizzazione, ed alla Curia, si è potuta svolgere tale celebrazione. Alle ore 11, ha avuto inizio la funzione religiosa tenuta dal Rettore don Massimo Ghezzi a cui è stata affidata la cura della Chiesa delle Donne. A seguito di questa raccolta ed emozionante funzione, nella quale si è sancita la volontà di rendere questo sito un punto di riferimento religioso, che vada ad integrarsi con la nota fama internazionale di attrattore turistico e culturale, del museo di cui fa parte. Le immagini che seguono, ed il breve contributo video nel quale sono ripreso nel leggere un breve profilo di San Bruno, sono state realizzate dall’amico Enzo Tafuto.

Il mio cuore trabocca di gioia per aver realizzato questo sogno.

Video