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Il busto di San Bruno restaurato

 

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Cari amici, come vi ho testimoniato in precedenti articoli il busto reliquiario del Nostro amato San Bruno ha subito un delicato intervento di restauro. Dopo alcuni mesi possiamo ammirarne attraverso immagini eloquenti, il superlativo risultato ottenuto, che ha portato brillantezza al meraviglioso busto conservato nella certosa di Serra San Bruno. Lo scorso venerdì 19 novembre, si è tenuto nei locali del Museo della Certosa, un incontro di studio riguardante il restauro, vi sono state relazioni dello storico Tonino Ceravolo (“Depositio, inventio, memoria. Le reliquie di San Bruno nell’età medievale e moderna”) e del professor Domenico Pisani (“Il busto argenteo di San Bruno. Aspetti storico-artistici”), oltre ad un’intervento del Padre Priore Dom Ignazio Iannizzotto, ed alcune considerazioni del dott. Antonio Adduci, responsabile del restauro del Busto argenteo.

I video che seguiranno offertici dalla redazione degli amici di “On the News”, a cui vanno i miei ringraziamenti, ci consentiranno di partecipare da remoto a questa splendida iniziativa.

Circa le potenti immagini un grazie particolare all’amico Raffaele Timpano, che come sempre ci offre delle fotografie stupende.

La Monachella di San Bruno è beata!

Monachella beata

L’articolo odierno è rivolto a tutti i miei lettori, ma soprattutto a coloro che seguono questo blog dal 2010, allorquando pubblicai un’articolo su “La Monachella di San Bruno“. Ebbene, trascorsi diversi anni la causa di beatificazione di questa pia donna, è andata avanti fino alla recente proclamazione di beata, avvenuta lo scorso 3 ottobre. Il 18 dicembre 2017 papa Francesco aveva autorizzato la promulgazione del decreto con cui Mariantonia Samà è stata poi dichiarata Venerabile e, il 10 luglio 2020, quella del decreto relativo a un miracolo ottenuto per sua intercessione, aprendo la via alla sua beatificazione.

Un breve video riassume la vita della neo beata Mariantonia Samà, ed a seguire una preghiera da rivolgere alla Monachella di San Bruno.

VIDEO

https://gloria.tv/?embed=%2B&post=4jS6wBkZQNqBEbutk2PC4wAGR

Preghiamo.

Padre misericordioso,

non cesseremo mai di ringraziarti

per aver donato a queste terre del Sud

la dolce ed umile creatura Mariantonia Samà

che a te si consacrò

donandoti il suo cuore e la sua sofferenza.

Giacque immota in un letto

per quasi sessant’anni

senza un lamento, una lacrima,

un moto di sconforto.

Ella trovò nella preghiera

e nell’Eucaristia la forza

per sorridere agli altri

che venivano a lei per essere ascoltati e consolati.

Pregando Te e la Beata Vergine, Salute dei malati,

divise il pane che le veniva donato

con i tanti indigenti

del contado.

Così visse.

Morì fissando dal giaciglio

il quadro del “suo Bel Gesù”.

Volle offrire il suo lungo e ininterrotto dolore

per riparar le offese al Sacro Cuore

e rendere più santi i ministri ordinati.

O Padre, concedici oggi la grazia che imploriamo per sua intercessione…

Proclamata Beata dalla Chiesa, concedici la gioia

di saperla glorificata come santa

in cielo e sulla terra.

Amen.

[Tre Pater, Ave, Gloria]

La certosa di Trisulti riapre!

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Carissimi amici, sono lieto di annunciarvi la riapertura della certosa di Trisulti.

Ma facciamo una premessa, la certosa fu abbandonata dai certosini nel 1947, e da quella data fu affidata ai monaci cistercensi della Congregazione di Casamari. Questi fino al 2015 facevano da custodi al complesso monastico prezioso scrigno di tesori architettonici, artistici, storici e religiosi. Ma a causa della penuria di monaci cistercensi, gli ultimi che la abitarono erano ormai vecchi e malati, se ne dispose la chiusura. Dopo varie traversie, nel 2018 fu affidata alla associazione “Dignitatis Humanae Institute”, la quale avrebbe dovuto gestirla per 19 anni con l’intenzione di aprire, nell’antico monastero, una scuola sovranista. Da quel momento, tante sono state le polemiche e le inchieste giornalistiche che hanno rivendicato la certosa come bene comune, al punto che lo scorso 15 marzo è stata revocato l’affidamento, e la certosa è stata riconsegnata il 26 luglio ad una società della Regione Lazio che in soli tre mesi con il sostegno del Ministero della Cultura, proprietario della struttura ha predisposto la riapertura del sito. Dopo i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che hanno interessato la struttura nei mesi estivi, infatti, il Ministero della Cultura e la Regione Lazio, hanno presentato il nuovo corso della gestione del bene, definendone anche le modalità di fruizione.

Ciò detto, lo scorso 8 novembre, è stata annunciata dalle autorità presenti, su tutti il Ministro della Cultura ed il presidente della Regione Lazio, la riapertura ufficiale. Inoltre, è stato ribadito che l’ingresso alla certosa sarà libero e gratuito per tutti i giorni della settimana e si potranno tornare a visitare tutti gli ambienti monastici, ovvero l’antica farmacia ed i suoi splendidi giardini, la piazzetta con il belvedere panoramico, la Chiesa, il grande chiostro rettangolare su cui si affacciano le antiche celle dei monaci, il monumentale refettorio interno, e la peschiera.

Di notevole valore la Biblioteca Statale monumentale, che è dislocata nel Palazzo di Innocenzo III e nel Palazzo della Meridiana, e che conta circa 36mila volumi storici e 5mila pergamene, consultabili da tutti coloro interessati ai testi per motivi di ricerca e studio.

In seguito, invece, verranno resi visitabili anche il piccolo chiostro ed il cimitero dei monaci, nonchè la sala capitolare con i suoi dipinti murali e gli altari realizzati alle fine del ‘700, ambienti questi appena restaurati. Un’altra splendida notizia è che con la riapertura della certosa, riprenderanno nella chiesa dedicata a San Bartolomeo, le funzioni religiose (solo nei giorni festivi), restituendo così il ruolo di luogo di culto tanto sentito dal territorio e dalla comunità locale. La Santa Messa verrà celebrata quindi la domenica alle ore 11.

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Apprendo e diffondo con voi, questa lieta notizia, finalmente dopo tante traversie la splendida Certosa di Trisulti ritorna ad essere un luogo che potrà essere ammirato da tanti turisti che vorranno apprezzarne le bellezze artistiche ed assaporare le tracce della quiete monastica e della spiritualità che questo sito emana.

A seguire un video con gli interventi degli intervenuti.

Dal Giappone una originale richiesta

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L’articolo odierno trae spunto da una e mail ricevuta dal Giappone, in essa un lettore del blog mi chiede informazione circa un liquore da lui bevuto ed acquistato in Italia tanti anni fa! In allegato alla missiva vi erano delle fotografie che hanno chiarito di cosa esattamente si trattasse. Ho dunque deciso di spiegare a lui ed a tutti voi la storia e l’origine di quella bottiglia da lui posseduta.

Trattasi dell’Amaretto, prodotto nella certosa di Farneta.

Ma da quando e fino a quando ciò avveniva?

Agli inizi degli anni Settanta fu impiantata l’attività di distilleria, utilizzando alcune ricette provenienti dalla vicina Certosa del Galluzzo di Firenze. Furono così prodotti diversi tipi di liquore, tra cui ricordiamo il Gran Liquore Certosa Verde, con 15 qualità di erbe, 5 tipi di scorze di agrumi, 45° C; il Gran Liquore Certosa Giallo, 300 C, digestivo con essenze di agrumi ed erbe aromatiche; la China, l’Amaro Certosino, il Nocino, l’Elisir di Caffè, e l’Amaretto del nostro amico nipponico, il Rhum, l’Alchermes e l’Elisir della Salute, realizzato secondo un’antica formula, con resine naturali ricavate da conifere e con 16 qualità di erbe tonico-digestive, lasciate in infusione nell’alcol a cui erano aggiunte le resine (48°C).

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Purtroppo, alla fine degli anni novanta, nuove normative in materia di igiene e di sicurezza degli impianti, che avrebbero costretto i religiosi a profonde e costose modifiche delle attrezzature, impedirono ai monaci di proseguire tale produzione. «La burocrazia – spiegò il Priore di Farneta – cominciava a richiedere un impegno troppo gravoso. Qui sono sempre stati impiegati metodi artigianali nella lavorazione e ci sarebbe stato difficile adeguarci alla nuova normativa. Ci avrebbe distolto dal nostro compito fondamentale, che è quello di dedicarci alla pregheria. Ora avremo più tempo per questo e ne siamo contenti, così come la casa madre in Francia». Dispiace per coloro che erano fedeli acquirenti dei nostri prodotti, aggiunse il Priore, «Ma quello che era importante era il dosaggio, la giusta miscela tra le erbe. La ricetta è passata nel corso dei decenni da fratello a fratello e che resterà un segreto custodito dalle mura del convento».

La chiusura della distilleria della certosa a Farneta segnò comunque la fine di un’epoca, ringrazio l’amico giapponese che mi ha dato la possibilità di raccontare una antica tradizione scomparsa.

Preziose dunque sono le pochissime bottiglie che ancora sono in circolazione.

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La Certosa di Granada: “Un viaggio nel tempo”

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La Certosa di Granada

“Un viaggio nel tempo”

E’ con immenso piacere, che voglio condividere con voi la gioia di questa recente produzione video sulla certosa di Granada.

Il film diretto dal regista Óscar Parada e dal Produttore Radio Activity, con lo sceneggiatore Ceferino Navarro, curatore della Certosa. Grazie al sublime lavoro dell’intera squadra, lo spettatore sarà coinvolto nella scoperta di questo gioiello del barocco, attraverso lo sguardo di un monaco dal XVI al XVIII secolo, il quale ci trasmetterà la spiritualità di questo luogo pregno di arte, storia ed architettura.

Al fine di conservarne la memoria, e testimoniare il valore artistico di questa certosa monumentale, gioiello del barocco spagnolo, con al suo interno quella che è stata definita la “sagrestia più bella del mondo“, è stato realizzato un prodotto eccellente.

Questo film documentario sulla Certosa di Granada, intitolato “Un viaggio nel tempo” oltre a pubblicizzare questo luogo particolare della città andalusa, ha una finalità lodevole. Difatti, si potrà vedere integralmente su internet all’indirizzo web http://www.granadacristiana.com ad un prezzo di riproduzione simbolico, che sarà investito nell’installazione di un ascensore per accedere al portone principale del monastero, a beneficio soprattutto degli anziani e di chi usa la sedia a rotelle.

Per ingolosirvi vi allego un breve trailer.

Consiglio vivamente a tutti i cartusiafollower di non perdere questa gemma.

Buona visione

Ricognizione delle Reliquie del Busto di San Bruno.

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Carissimi amici lettori di Cartusialover e devoti di San Bruno, ecco per voi un documento video davvero eccezionale, oserei dire la testimonianza di un momento storico. E’ con grande emozione che, condivido con voi tutti il video ed alcune foto realizzate dall’amico Bruno Tripodi, il quale ci aveva già regalato immagini del primo atto del restauro del busto reliquiario, del quale vi avevo relazionato in un articolo dello scorso otto ottobre.

In occasione del restauro del busto reliquiario di San Bruno eseguito dal Dottor Antonio Adducci, opera del 1516, realizzata a Napoli, lo scorso 18 ottobre 2021, alla presenza del Priore Dom Ignazio Iannizzotto ed alla comunità certosina, visibilmente emozionata, si è proceduto all’apertura del busto argenteo, alla ricognizione ed al prelievo della reliquia del Santo Patriarca San Bruno.

Assisteremo alle varie fasi del sistema di accesso alla reliquia, che ha inizio con l’apertura dello sportello sottostante mediante apposita chiave, dal quale si accede per poter raggiungere tre perni che tengono unita la testa al tronco. Una volta svitate queste tenute si può separare il volto dal cappuccio ed accedere così alla reliquia.

Per gentile concessione della Certosa pubblichiamo questo video di Bruno Tripodi, al fine di rendere fruibile un documento di rara importanza per la comunità tutta.

Buona visione

Grazie Bruno Tripodi, che ci hai regalato queste immagini molto emozionanti!

E soprattutto GRAZIE alla espressa volontà del padre Priore Priore della Certosa calabrese Dom Ignazio Iannizzotto, per cui è stato possibile documentare l’apertura del busto argenteo che custodisce i resti del fondatore dell’Ordine. Ecco per voi il video e le foto, mentre per l’approfondimento storico sulle reliquie vi rimando all’articolo degli amici de “Il Vizzaro”.

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Un sogno realizzato

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Sono trascorsi ormai tre anni, da quando vi annunciai che dopo 40 anni riapriva al pubblico la seicentesca “chiesa delle donne” della certosa e Museo di San Martino. A seguito di un importante restauro, si svolse in quella circostanza una Santa Messa. Vi era l’auspicio che potessero riprendere vita costantemente le celebrazioni liturgiche. Purtroppo, per intoppi burocratici e soprattutto per la sopraggiunta terribile pandemia di Coronavirus, ciò non è avvenuto nell’immediato. Ma le vie del Signore sono infinite!

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Lo scorso 7 ottobre, il giorno successivo al dies natalis di San Bruno, ho potuto vedere realizzato un mio sogno, ovvero quello di veder celebrare e partecipare ad una Messa solenne in onore del fondatore dell’Ordine certosino.

Grazie alla Direzione del Museo e certosa di San Martino, sostenuta dal mio smodato impegno per tale realizzazione, ed alla Curia, si è potuta svolgere tale celebrazione. Alle ore 11, ha avuto inizio la funzione religiosa tenuta dal Rettore don Massimo Ghezzi a cui è stata affidata la cura della Chiesa delle Donne. A seguito di questa raccolta ed emozionante funzione, nella quale si è sancita la volontà di rendere questo sito un punto di riferimento religioso, che vada ad integrarsi con la nota fama internazionale di attrattore turistico e culturale, del museo di cui fa parte. Le immagini che seguono, ed il breve contributo video nel quale sono ripreso nel leggere un breve profilo di San Bruno, sono state realizzate dall’amico Enzo Tafuto.

Il mio cuore trabocca di gioia per aver realizzato questo sogno.

Video 

2021, una inedita Novena

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Da domani 27 settembre, come da consuetudine, da questo blog è possibile seguire la Novena a san Bruno. Pertanto da domani e fino al 5 ottobre, vigilia della festività di San Bruno, vi saranno le nove fasi della speciale preghiera di devozione. Come saprete da qualche anno vi è una intera sezione dedicata, con la raccolta delle varie Novene che vi ho proposto nel corso degli scorsi anni. Non era facile trovarne una inedita, ma quest’anno ci sono riuscito e… ve la proporrò. L’autore è Dom Gerardo Marìa Posada ed il testo introduttivo che segue è stato scritto dai suoi confratelli.

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Tutti noi certosini ringraziamo Dom Gerardo Maria Posada († Porta Cœli, 2003) per i suoi lunghi anni di studio e riflessione sulla vita e lo spirito di san Bruno, che ci ha lasciato le sue due note biografie su nostro padre, una per l’occasione del IX° Centenario del suo ingresso in Certosa, intitolato: Maestro Bruno, padre dei monaci, nel 1984. Un altro, nel IX° Centenario del suo ingresso nella gloria: San Bruno. Carisma y vida, nel 2001. Oltre a queste due opere ed a qualche altro studio sul santo, Dom Gerardo aveva composto una Novena a san Bruno, che lasciò inedita. È destinata a coltivare l’amore e la devozione al nostro Fondatore. La compose intorno al 1980, mentre scriveva la sua prima biografia. In occasione del V° Centenario dell’approvazione del culto liturgico di N.P. San Bruno da parte di Papa Leone X, nel 1514, ci è sembrata una buona occasione per far partecipare gli altri fratelli e sorelle del nostro Ordine a detto novena e, in generale, a tutti coloro che provano per lui una singolare devozione. Come in tutti i suoi scritti, Dom Gerardo unisce qui il rigore scientifico dei dati biografici addotti, con una sobria devozione. Egli, da ex gesuita, una volta confessò ai suoi discepoli: “È stato studiando la biografia di nostro padre che sono arrivato a capire la semplicità certosina“. Speriamo che questa novena ci aiuti anche a penetrare quella santa semplicità, quella quies, che è nell’ideale di ogni figlio del maestro Bruno, quell’eremita assetato di Cristo, che con vigore di padre seppe sempre avere il cuore di una madre per guidare i suoi figli verso l’unione con il Signore nella solitudine del deserto. È giusto qui confessare che altre novene più brevi sono dirette solo a chiedere a Dio una grazia concreta per intercessione del santo. Questa, al contrario, esige da noi un tempo di quiete, esige un clima spirituale particolare, perché con esso vogliamo fare qualcosa come una lectio orante sulla vita del nostro Padre. Più che chiedere una grazia concreta preconcetta, i momenti di silenzio che vi si trovano ci invitano a implorare dalla stessa Bontà l’amore e le virtù che sono state riversate sul suo servo buono e fedele nelle diverse sfaccettature della sua vita. Il testo, come si dice, è lungo, ma nulla impedisce che si possa ridurre; Ciò si può fare soprattutto in relazione ai canti ai quali il suo autore invita, che non sono specificati nell’originale e che noi, nello spirito dell’autore di questa novena, abbiamo concentrato sulla figura e sullo spirito di san Bruno. Approfittiamo di queste righe per ringraziare i nostri fratelli della Cartuja San José in Argentina per la loro generosità nel digitalizzare l’originale di questa novena, dattiloscritta, e per i loro consigli tempestivi.

Cartuxa Nossa Senhora Medianeira, 13 ottobre 2013, Festa di tutti i santi certosini

Il “medico dei poveri” è beato!

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Cari amici è con il cuore colmo di gioia che voglio comunicarvi che il “medico dei poveri”, è stato proclamato beato!

Da questo blog, nel lontano 2014, vi proposi un’articolo volto a farvi conoscere l’insigne Dr.José Gregório Hernández, il medico venezuelano con un trascorso da certosino. Il suo operato al servizio degli umili portò quest’uomo ad offrirsi a Dio anche se in maniera diversa da come egli avrebbe voluto. Nel 1949, dopo trent’anni dalla sua morte, a seguito di diverse grazie documentate, ebbe inizio il processo di canonizzazione. In seguito Josè Gregorio è stato dichiarato venerabile da papa Giovanni Paolo II il 16 gennaio 1986, e da quel momento l’intero popolo venezuelano e non solo ne attendeva la beatificazione. Il 9 gennaio 2020 la Commissione Medica della Congregazione per le Cause dei Santi ha approvato il miracolo attribuito alla sua intercessione, lo stesso è accaduto il 27 aprile 2020 con la Commissione Teologica. Il 19 giugno 2020, la Congregazione per le Cause dei Santi ha promulgato il decreto con l’autorizzazione di Papa Francesco per la beatificazione del Venerabile Dott.José Gregório Hernández, quarto Beato del Venezuela. La beatificazione è l’ultimo passo prima della canonizzazione come santo. Fino ad ora nessun venezuelano è stato dichiarato santo dalla Chiesa cattolica.

Ebbene questo giorno tanto atteso è arrivato!

Lo scorso venerdi 30 aprile, lo stadio dell’Università Centrale del Venezuela è stata la sede della beatificazione del “Dottore dei Poveri”, in una cerimonia presieduta dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ex nunzio in Venezuela, svoltasi insieme a tutti i vescovi ed al popolo venezuelano.

La cerimonia purtroppo si è svolta con una capienza limitata a causa della pandemia di coronavirus.

Sabato 1 maggio, invece a Isnotú (Stato di Trujillo), città natale del nuovo beato, si terrà la Messa di Ringraziamento presieduta dal Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Cardinale Marcello Semeraro.

In una Lettera Apostolica firmata da Papa Francisco egli ha fissato come data per la celebrazione liturgica del Dr José Gregorio Hernández il 26 ottobre di ogni anno, che coincide con la data della sua nascita e che “è già per i venezuelani una tradizione celebrare quel giorno”. Il Santo Padre come riportato, ha accolto “con grande affetto” la notizia di questa beatificazione. Ha aggiunto che durante gli anni trascorsi in America Latina ha notato “il grande affetto del popolo del Venezuela” per il dottor José Gregório Hernández. “È stata una grande impressione, pochi santi sono così amati. Sono impressionato di vedere in questa persona un grande scienziato e grande insegnante e, d’altra parte, grande servizio e sollecitudine per i poveri ”.

In questo terribile momento, nel quale l’intero pianeta si trova a dover affrontare la crisi sanitaria ed economica che sta flagellando milioni di persone, possa l’intercessione di questo nuovo beato, che tanto ha fatto per i più deboli e sofferenti, concederci la viva speranza che presto tutto possa terminare.

Beato José Gregorio Hernández

ora pro nobis

immaginetta

Un dono natalizio dall’Ordine certosino

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Cari amici lettori di Cartusialover, sono lieto di annunciarvi in questo ultimo mese del 2020, una buona notizia. Un vero dono di Natale da parte dell’Ordine certosino. Difatti, da qualche giorno è online una nuovo sito dell’Ordine, volto alla diffusione ed alla conoscenza della vita monastica iniziata da San Bruno. Una grossa novità è rappresentata dal fatto che vi è una sezione dedicata interamente al poco conosciuto ramo femminile, del quale da questo blog spesso vi ho parlato. Ad arricchire queste pagine vi è un prezioso documento filmato, finalmente, ora anche in versione inglese oltre a quello originario in francese e coreano.

Da questo momento in poi potrete trovare il video “Une vie en Chartreuse: de la nuit du monde à la Nuit Pascale“, in maniera permanente nella sidebar di destra per poterlo vedere ogni volta che vorrete. Oppure acquistarlo online.

Da quasi novecento anni le monache certosine abbracciano una vita di solitudine sull’esempio di san Bruno.

Al di là dell’apparente monotonia della vita quotidiana, scandita dal suono della campana, dalla liturgia delle ore e dei tempi, esse ci invitano a un viaggio interiore attraverso le età della vita: Fervore del primo amore, tempo di aridità di guerra spirituale, ed infine, serenità da cuore a cuore con Cristo.

Per la prima volta le monache certosine hanno aperto le porte per cercare di trasmettere, attraverso il linguaggio sensibile dell’immagine, il suono ed alcuni testi scritti, che sono l’essenza della loro vita contemplativa.

Preghiera, lavoro, studio, attività quotidiane … in Francia, Italia o Corea del Sud, questo montaggio di 49 minuti ci permette di condividere la loro vita quotidiana, spogliata e ricca di vita interiore.

Un tuffo nel silenzio certosino, come un balsamo quando il trambusto della vita ci travolge.

Per ulteriori informazioni sulla loro vita, vi invito a consultare il nuovo sito dedicato al ramo femminile dell’Ordine certosino:http://chartreux.org/moniales/index.php/en/

Qui VIDEO versione in Francese

23 Une vie en chartreuse