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“Meditationes”

copertina

Cari amici lettori, da questa prima domenica dell’anno parte una nuova proposta, che spero gradiate. Vi offrirò una delle opere più importanti di Guigo I, quinto priore certosino della Grande Chartreuse, molto attivo anche in campo letterario ed autore di una raccolta di numerose “Meditationes”. Per la precisione sono 480, e costituiscono per il loro contenuto la summa della teologia medievale. Fu per questo che gli scritti di Guigo furono definiti  da san Bernardo “scintille sfavillanti”.

Cominciamo con le prime, e…buona lettura e meditazione!

  1. Vedi quali violente emozioni suscitano in te cose innominabili, più di quanto non faccia il Signore, e quante persone si lasciano trascinare da desideri immondi piuttosto che dal Signore.
  2. Vergognati di fare ciò che non è bene per te nè mostrare nè vedere in altri.
  3. La verità va posta nel mezzo, come qualcosa di bello. Non giudicare chi l’avesse in orrore, ma compatiscilo. Tu che desideri raggiungerla, perchè la rigetti quando ti sono rimproverati i tuoi vizi?
  4. Considera ciò che deve sopportare la verità. Si dice all’ubriacone: “Tu sei un ubriacone!”. Lo stesso si dice al lussurioso e al chiacchierone. Ed è vero. Essi presto si adirano e perseguitano la verità in colui che la predica, fino ad ucciderlo (Mt 23, 34). Vedi,invece,quanto è onorata la menzogna. si dice a individui pessimi, schiavi di tutti i vizi: “Buoni signori!”, ed ecco si calmano, gioiscono e venerano la menzogna in colui che parla in questo modo.
  5. Senza apparenza nè bellezza, è inchiodata alla croce, va adorata la Verità.

     

     

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Per il Battesimo di Nostro Signore

Nativita_Guido_Reni (Coro della certosa di San Martino)

In occasione della festività dell’Epifania, eccovi uno splendido sermone capitolare di un priore certosino rivolto alla sua comunità. In esso il lettore potrà apprezzare la sobrietà dell’espressione, priva di effetti oratorici. Una dottrina profonda, un nutrimento semplice e forte per la nostra anima.

E come promessovi, ancora un piccolo dono, da oggi la seconda tranche del   CD ” In Principio“, nella sezione canti certosini 

 

Battesimo di Nostro Signore

Miei venerabili padri e cari fratelli,

In questa giornata di Epifania la Chiesa attinge non solo alla manifestazione di Gesù ai Magi, ma alla sua manifestazione al mondo al suo battesimo.

Questa manifestazione, in verità, sembra di gran lunga la più importante, perché ci rivela i tre grandi misteri della nostra fede: i misteri dell’Incarnazione, della Redenzione e della Trinità.

Giovanni Battista, dice il Vangelo, ha annunciato Gesù “in ogni momento e in tutti i luoghi”. Lo ha testimoniato, piangendo: “Colui che viene dopo di me è passato davanti a me perché è esistito davanti a me”, e si dichiarò indegno a disfarsi della cinghia dei suoi sandali. Attraverso queste parole, diviniamo il mistero dell’Incarnazione. Guardando Gesù, Giovanni rivela la sua divina personalità: “Era davanti a me”. Gesù, un giorno, ripeterà questo detto: “Prima che fosse Abramo, io sono”. Questo è il primo mistero che dobbiamo venerare in questo giorno. La Parola, Figlio di Dio, che vive da tutta l’eternità, viene tra noi. Ci pensiamo abbastanza? Abbiamo per Gesù questo rispetto per il Battista, questa umiltà? In parole forse e sentimenti, ma in pratica non perdiamo il fatto che Gesù è il Figlio di Dio, che è il Verbo incarnato che vive nella Chiesa ed è presente nel Santissimo Sacramento? È il mistero dell’Incarnazione vivo tra noi? Inoltre, Giovanni non solo presenta Gesù nella sua divina grandezza, ma anche lui ci presenta come uomo nella sua grandezza terrena. “Ti battezzerà nello Spirito e nel fuoco, ha la cesta in mano per pulire la sua zona e raccogliere il grano nella sua mansarda, e brucerà la balla in un fuoco incomprensibile”. Così Giovanni introdusse Gesù alla folla in tutta la sua grandezza umana e divina. Darà lo Spirito, l’amore che è un fuoco, sarà il giudice di cui hanno parlato i profeti, il padrone delle nazioni, la testa di ogni uomo. La dimensione di Cristo appare così gigantesca e Giovanni si inchina davanti ad essa nel suo nulla, come noi dobbiamo fare.

Ma, davanti a questo quadro, qui è un altro: il mistero della Redenzione. Gesù viene in mezzo ai peccatori per essere battezzato: “Vedi l’Agnello di Dio che porta i peccati del mondo”, esclama Giovanni Battista. Così Gesù, capo dell’umanità, il Messia, il Dio incarnato, ora glorificato, viene a essere battezzato da Giovanni. E Giovanni, che riconosce la sua miseria, la sua necessità dello Spirito, si ricompone innanzitutto: “Io che ho bisogno di essere battezzato da te”. Ma Gesù risponde: “Lasciami fare ora, perché è giusto fare tutta la giustizia”. E ‘vero. Per ora, Gesù viene tra i peccatori, egli assume i nostri peccati, diventa sua, quindi è giusto che si umili, riconosca davanti al Padre e agli uomini la sua miseria come capo dell’umanità peccaminosa. Il battesimo di Gesù è il primo passo delle umiliazioni di Cristo, il primo passo verso la Croce che salva il mondo. Lo contiene già in germe.

Questo mistero della Redenzione, condividiamo la solidarietà così come il mistero dell’Incarnazione che ci ha dato Gesù come un capo. Se si profila come un peccatore fra i peccatori, cosa dobbiamo pensare e fare, che sopportano i nostri propri peccati e che, come religiosi, devono sopportare i peccati dell’umanità? Cristo ha posto l’umiltà alla base della nostra redenzione, dobbiamo metterlo alla base della nostra fino a quando siamo gradualmente portati alla morte della croce. Essere umili, accettare il peccato e la miseria, non distinguersi dagli altri, portare con dolcezza e verità il peccato del mondo e, innanzitutto, i fallimenti di coloro che ci circondano, purificarli con noi e permetterli di per ricevere lo Spirito d’amore. È questo secondo mistero che ci è rivelato dall’Epifania, la festa della manifestazione di Gesù.

Ma il battesimo di Gesù è anche la rivelazione della sua vita e gloriosa Trinità, è la gloria della risurrezione che si alza: “Ecco, i cieli si aprirono a lui ed egli vide lo Spirito di Dio scendere. come una colomba che viene sopra di lui, ed ecco, una voce dal cielo disse: “Questo è il mio Figlio diletto, in cui ho diletto”. L’umanità santa si manifesta già nella sua gloria con tutta la Trinità. Lo Spirito Santo è in Gesù, lo possiede, lo conduce al Padre e il Padre lo guarda con tutto il suo amore. L’intera Trinità è lì, rivelata, apertamente manifestata, già portando Cristo e con lui tutti gli uomini che ha riscattato nel suo eterno movimento d’amore.

La missione di Cristo, dopo questa rivelazione, può ora cominciare, ha già tutta la sua dimensione. Il battesimo di Cristo già illumina l’intero Vangelo e deve illuminare tutta la nostra vita. Non è la prefigurazione del nostro battesimo, della nostra missione? Come il giorno del battesimo di Gesù nel giorno del nostro battesimo lo Spirito Santo scese su di noi, e il Padre ci ha detto che il suo amato figlio, e ci coinvolge ora per l’eternità i tre grandi misteri della nostra fede: l’Incarnazione, la Redenzione e la Trinità. Così sia.

Epifania 1969

Montalegre. Sei secoli di silenzio certosino

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Ancora una lieta notizia, per cominciare l’anno nuovo!

Lo scorso 19 ottobre ha avuto inizio, presso il Museo di Badalona, una mostra fotografica dedicata ai seicento anni della certosa di Montalegre, di cui già vi avevo relazionato. La mostra sarà aperta fino al 14 gennaio, e tutti coloro che saranno interessati potranno conoscere l’antica storia di questa certosa attraverso foto ed immagini di Oriol Casanovas ed Antonio Guillen.

Inoltre è stato presentato il libro, di recente pubblicazione, dal titolo “Montalegre. Sei secoli di silenzio certosino“, illustrato con foto degli autori citati, è stato scritto da Jaume Oliveras, grande intenditore di Montalegre e del carisma certosino. La sua attenta prosa ci avvicina alla vita del monastero e la sua architettura rivela alcuni fatti inediti e spiega come solo certi eventi storici sono stati in grado di alterare la vita dei monaci, guidati sempre dal silenzio, dalla spiritualità e austerità. Il progetto, che comprende una mostra, un libro e diverse conferenze, è stato realizzato con la collaborazione del priore della certosa di Montalegre, del Comune di Tiana, degli amici della certosa ed in particolare dell’architetto Pere de Manuel.

A seguire un video con immagini della certosa di Montalegre tratte dalla televisione spagnola(catalana) Cat/tv 3, all’interno del quale potremo ascoltare una breve intervista all’autore del libro Jaume Oliveras. Alcune foto, a colori ed in bianco e nero, arricchiranno questo articolo dedicato a questa splendida mostra, vi allego inoltre altri due link con molte altre immagini interessanti .

 Foto Museo Badalona

Foto Oriol Casanovas

Una collana editoriale internazionale dedicata alla Certosa di Serra

biblioteca Serra

E’ con immenso piacere, che voglio diffondere questa lieta notizia giuntami dalla certosa di Serra san Bruno.

Prestigioso e importante riconoscimento internazionale per il ruolo che la Certosa di Serra San Bruno ha avuto, nei secoli, nella storia del monachesimo certosino. La casa editrice austriaca Analecta Cartusiana, afferente all’Istituto di Anglistica e Americanistica dell’Università di Salisburgo e principale editore al mondo per quel che riguarda le pubblicazioni sull’universo delle Certose, inaugura la nuova serie Collectanea Cartusiae Sanctorum Stephani et Brunonis, interamente dedicata al monastero serrese. La serie sarà diretta da Tonino Ceravolo e si articolerà secondo un progetto editoriale che prevede come prima uscita l’edizione del manoscritto settecentesco Breve Compendio della vita di San Brunone Cartusiano raccolta dagli autentici Diplomi della sospesa Real Certosa di Santo Stefano del Bosco di Bonaventura Bova, per proseguire con una serie di volumi che renderanno noti al pubblico e agli studiosi fondamentali documenti inediti conservati nell’archivio del monastero serrese. Tra le prime uscite si segnalano:

  • Documenta Cartusiae Sanctorum Stephani et Brunonis. 1. Dom Pio ASSANDRO*, Cronaca contemporanea della Certosa dei SS. Stefano e Bruno, dalla sua ripristinazione nel 1856 fino al 1887 quando fu riacquistata (XIX secolo)
  • Documenta Cartusiae Sanctorum Stephani et Brunonis. 2. Il ritorno dei certosini in Calabria nel XIX secolo (1840 – 1866)
  • Documenta Cartusiae Sanctorum Stephani et Brunonis. 3. Il ritorno dei certosini in Calabria nel XIX secolo (1867 – 1900)Uno spazio sarà riservato anche a Vito Capialbi e al suo Ad Theatrum Chronologicum Cartusiae SS. Stephani et Brunonis de Nemore, edito nel 1853 e riproposto nella nuova collana, per il suo valore intrinseco, insieme con altri scritti dell’erudito monteleonese su biblioteca, archivio e monaci della Certosa di S. Stefano. Tale nuova serie rappresenta la prosecuzione naturale dell’interesse che, negli ultimi tempi, Analecta Cartusiana ha indirizzato verso la casa religiosa serrese, come dimostrano, tra l’altro, anche i due volumi, di imminente uscita, Monasticon Cartusiense (Provincia Sancti Brunonis) – nel quale Tonino Ceravolo e Fabio Tassone hanno curato il lungo capitolo dedicato alla Certosa di Serra – e “In morte quoque non sunt divisi”. Da Bruno a Lanuino: l’esperienza monastica dell’eremo di Santa Maria della Torre, che raccoglie gli Atti del convegno nazionale di studi che si è svolto presso il Museo della Certosa nel giugno del 2016.

*Assandro, Pio-Maria Nato a Venaria (Torino) il 29 ottobre 1849, professo della certosa di Valbonne il 2 febbraio 1873, fu in seguito rettore della certosa di serra san Bruno dal 1891 al 1894, e Vicario di quella di Calci, dal1894 al 1896. Egli morì nel 1902 nella certosa di La Cervara.

Biblioteca Serra 1

Del ricorrere a Dio nella solitudine.

nella cella in solitudine

Dello spirito interiore di un certosino

(Riflessioni utili per i novizi per facilitarne il loro esercizio)

A conclusione di quest’anno, voglio proporvi questo breve ma intenso testo di un certosino, concepito per sostenere i novizi nella pratica dei propri esercizi. Sarà il primo di una lunga serie!

A chi io ricorro nel mio isolamento, se non a te, o mio Dio! Sono solo con te solo. Sono lontano/a dai miei genitori, dalle mie conoscenze; Ho lasciato amici e famiglia per essere nel deserto

Ecce elongavi fugiens et mansi in solitudine (ps.54:78)

Signore, sei tu il mio rifugio, il mio sostegno, il mio aiuto in tutto le mie tentazioni, in tutte le mie pene. Tu sei la mia parte, la mia unica parte: Parse mea Deus
Tutti i desideri del mio cuore sono venuti a te, ho espresso i miei desideri ai piedi degli altari. Mi sono dato tutto a voi per la professione religiosa, essa è tutto per me, Signore, se devo servire me stesso con questa espressione. Sei Tu il mio padre, mio Consolatore. Che cosa succederebbe se tu venissi via? Tu hai promesso il centuplo a coloro che hanno lasciato tutto nel tuo nome, dammi questo centesimo.
Petizione della tua grazia, donami ogni giorno nuove luci per non attaccarmi che a Te, O mio sovrano, mio unico bene in questo ritiro, dove posso dire, come il Profeta, che sono nella dimenticanza degli uomini, che mi considerano come separato da loro nella società, morto civilmente a causa dei miei impegni:
Oblivioni datus fum, tamquam mortuus a corde (Ps.30)
Un certosino

Testimonianza di un giovanissimo

cappa nera

Cari amici lettori, ho ricevuto di recente, da un giovanissimo aspirante postulante, la testimonianza che segue, il quale ha voluto esternare la sua esperienza. Alcuni giorni vissuti alla certosa di Farneta, che gli hanno palesato un mondo di serena beatitudine, al quale il giovane non si sente ancora pronto.

interno Farneta

Decisi di contattare la certosa più vicina a me, con una mail. Mi sorpresi che essendo un ordine così lontano dal mondo risposero in così poco tempo: mandai la mail la mattina e la sera mi risposero. Mi preparai per fare questa esperienza con la novena a San Bruno, chiedendo la sua intercessione affinché passassi questa esperienza da vero certosino. Arrivai in certosa a piedi, più mi avvicinavo al grande portone più già mi inserivo in un ambiente di silenzio, e più il mio cuore batteva. Suonai il campanello e mi rispose un monaco, non credo che sapesse del mio arrivo dal tono della mia voce. Quando mi apri vidi un giardino molto grande e bello; un certosino, molto sorridente e simpatico, mi aspettava con lui parlammo del più e del meno, di cosa studiavo e anche del film Il grande silenzio. Aspettammo insieme il maestro dei novizi, il quale quando arrivò mi accompagnò in una cella e successivamente mi portò il cibo. La stanza era molto accogliente, c’era un inginocchiatoio molto antico e molto usato, un tavolo per le letture con un davanzale con alcuni libri sulla spiritualità certosina e sulla vita di San Bruno. Mi lasciò mangiare e mi disse che sarebbe passato più tardi per parlarmi. Dopo il pasto, dissi le mie preghiere con il breviario della certosa stessa. E finito ciò, mi diedi alla lettura dei libri che c’erano in stanza. Quando venne il maestro dei novizi, mi chiese di come arrivai a contattare i certosini e della mia vocazione. Gli feci alcune domande sugli statuti, sul fatto delle visite dei genitori e degli spaziamenti, normale per me data la mia tenera età. Il maestro dei novizi è stato molto simpatico e disponibile, mi spiegò come funzionava anche l’ufficio notturno, il momento che amo di più della giornata certosina, perché nella notte dove il mondo commette le più aspre crudeltà i certosini, pregano Dio.

la comunità nel coro

la comunità nel coro

Finito il colloquio andammo in chiesa per i vespri, mi hanno portato nella parte alta della chiesa, (la tribuna) il maestro dei novizi mi preparò i libri, molto vecchi, si sentiva che erano stati usati molto. Devo dire che non ho trovato difficoltà nel seguire la preghiera, venendo da un contesto ben diverso. Sono stati dei vespri bellissimi. Mi venne a riprendere perché non sapevo la strada, ci dirigemmo in cella, e successivamente mi portò la cena, impostammo la sveglia per la notte e mi disse di dormire presto per reggere le ore di preghiera. Quando ebbi finito di mangiare pregai la compieta e cercai di andare a dormire, credo di aver dormito ben poco dato l’orario in cui iniziava l’ufficio notturno e il mio diverso e consueto orario di veglia sonno. Come al solito il maestro venne a prendermi, mi fece indossare una cappa nera senza cappuccio, poiché avevo il permesso di stare nel coro per l’ufficio notturno, ci dirigemmo in chiesa in assoluto silenzio. La chiesa era nel buio più totale, solamente la luce del tabernacolo faceva intravedere il monaco che aveva la corda per la campana. Mi fece accomodare sul coro e alcuni monaci iniziarono ad arrivare pian piano e si susseguivano a prendere posto. Un monaco accanto a me, che non era il maestro dei novizi ebbe la accortezza di prepararmi tutti i libri, seguivo tutti i loro movimenti, anche se non conosco il latino cercavo di seguire la preghiera, si sentiva come una grande pace e una profonda contemplazione. Il Priore batté due colpi al coro e la preghiera iniziò. Dopo circa due tre ore ci dirigemmo in cella per impostare la sveglia per la messa conventuale delle sette. L’indomani mi venne a prendere per la messa, preparò i libri, rimasi sorpreso del fatto che la consacrazione era tutta in silenzio. Per la comunione scesi al coro. Dato che era domenica, i monaci avevano le loro attività e quindi il pomeriggio non mi venne a trovare nessuno. Ma finita la messa mi fece girare la certosa, mi descrisse i vari ambienti, dalla sala del capitolo al refettorio. Mi fece vedere anche la cella per la messa in solitudine e anche una cella del chiostro abbandonata. E la cella del maestro dei novizi, la sua era estremamente bella, quando ebbe finito di farmi visitare la certosa gli dissi… peccato per l’età perché a quest’ora sarei già dentro! Il pomeriggio ahimè sperimentai l’accidia, non avendo nulla da fare, avevo voglia di scappare e di tornare al mondo, perché pensavo al mio futuro e non volevo vivere una vita con quel sentimento. Per fortuna la domenica tutti gli uffici vengono fatti in chiesa con tutti i monaci così almeno ho visto un po’ di persone. La notte l’ufficio notturno fu molto simile a quello del giorno precedente. Il giorno successivo era quello della mia partenza, il maestro dei novizi mi venne a parlare gli dissi dell’accidia e mi si mise a ridere perché era normale che la sperimentassi poiché era la prima volta che facevo una esperienza del genere. Il maestro dei novizi mi accompagno dal priore per presentarmelo, un uomo anche lui molto simpatico anche lì gli dissi: speriamo diventi il mio priore – e lui scherzosamente mi disse – io sono qui a meno che il Signore non venga a prendermi o per un terremoto o carestia. Il maestro dei novizi mi diede anche alcuni libri da leggere per il mio futuro. Credo che sia stata una bellissima esperienza, ma per quei pochi giorni che sono stato in certosa non ho ben percepito se quella è la mia strada. Nel congedarmi, mi sono accordato che alla fine di questo anno di studi, ritornerò per una settimana o per un periodo più lungo. Pregate per me!
Nell’attesa che la Provvidenza indichi il cammino a questo giovanissimo, preghiamo per lui, come egli ci chiede, e affidiamo la sua tenera vocazione al san Bruno.
targa ingresso

Buon Natale 2017

La Grande Chartreuse

Voglio iniziare questo articolo facendovi i miei più sinceri e calorosi auguri di Buon Natale, con la speranza che giungano a tutti voi, nel cuore delle vostre case e delle vostre famiglie. Il mio auspicio è che possiate vivere questi giorni di festività natalizie in salute, in pace e serenità.

In questo giorno in cui celebriamo la nascita di Gesù Bambino è abitudine comune scambiarsi doni, e Cartusialover, come di consueto, anche quest’anno vuole fare a tutti voi, un piccolo dono. Una sorpresa che spero sarà gradita, un nuovo contenuto audio il CD “In Principio”, con canti dei monaci della Grande Chartreuse che cantano il Vangelo secondo san Giovanni.
Date le dimensioni del CD, lo pubblicherò in due parti, 26 tracce disponibili da oggi ed altrettante nella festività dell’Epifania. Avrete così l’opportunità di poterle ascoltare durante questi momenti di relax e quiete delle festività natalizie.


Da oggi sarà presente la copertina del nuovo cd, sulla sidebar di destra, nella nuova sezione “Canti certosini” che si aggiungerà alle altre già presenti. Auguro a voi tutti buon ascolto e…soprattutto

BUON NATALE 2017

e

FELICE ANNO NUOVO

da

CARTUSIALOVER…e non solo

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