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Per il Battesimo di Nostro Signore

Nativita_Guido_Reni (Coro della certosa di San Martino)

In occasione della festività dell’Epifania, eccovi uno splendido sermone capitolare di un priore certosino rivolto alla sua comunità. In esso il lettore potrà apprezzare la sobrietà dell’espressione, priva di effetti oratorici. Una dottrina profonda, un nutrimento semplice e forte per la nostra anima.

E come promessovi, ancora un piccolo dono, da oggi la seconda tranche del   CD ” In Principio“, nella sezione canti certosini 

 

Battesimo di Nostro Signore

Miei venerabili padri e cari fratelli,

In questa giornata di Epifania la Chiesa attinge non solo alla manifestazione di Gesù ai Magi, ma alla sua manifestazione al mondo al suo battesimo.

Questa manifestazione, in verità, sembra di gran lunga la più importante, perché ci rivela i tre grandi misteri della nostra fede: i misteri dell’Incarnazione, della Redenzione e della Trinità.

Giovanni Battista, dice il Vangelo, ha annunciato Gesù “in ogni momento e in tutti i luoghi”. Lo ha testimoniato, piangendo: “Colui che viene dopo di me è passato davanti a me perché è esistito davanti a me”, e si dichiarò indegno a disfarsi della cinghia dei suoi sandali. Attraverso queste parole, diviniamo il mistero dell’Incarnazione. Guardando Gesù, Giovanni rivela la sua divina personalità: “Era davanti a me”. Gesù, un giorno, ripeterà questo detto: “Prima che fosse Abramo, io sono”. Questo è il primo mistero che dobbiamo venerare in questo giorno. La Parola, Figlio di Dio, che vive da tutta l’eternità, viene tra noi. Ci pensiamo abbastanza? Abbiamo per Gesù questo rispetto per il Battista, questa umiltà? In parole forse e sentimenti, ma in pratica non perdiamo il fatto che Gesù è il Figlio di Dio, che è il Verbo incarnato che vive nella Chiesa ed è presente nel Santissimo Sacramento? È il mistero dell’Incarnazione vivo tra noi? Inoltre, Giovanni non solo presenta Gesù nella sua divina grandezza, ma anche lui ci presenta come uomo nella sua grandezza terrena. “Ti battezzerà nello Spirito e nel fuoco, ha la cesta in mano per pulire la sua zona e raccogliere il grano nella sua mansarda, e brucerà la balla in un fuoco incomprensibile”. Così Giovanni introdusse Gesù alla folla in tutta la sua grandezza umana e divina. Darà lo Spirito, l’amore che è un fuoco, sarà il giudice di cui hanno parlato i profeti, il padrone delle nazioni, la testa di ogni uomo. La dimensione di Cristo appare così gigantesca e Giovanni si inchina davanti ad essa nel suo nulla, come noi dobbiamo fare.

Ma, davanti a questo quadro, qui è un altro: il mistero della Redenzione. Gesù viene in mezzo ai peccatori per essere battezzato: “Vedi l’Agnello di Dio che porta i peccati del mondo”, esclama Giovanni Battista. Così Gesù, capo dell’umanità, il Messia, il Dio incarnato, ora glorificato, viene a essere battezzato da Giovanni. E Giovanni, che riconosce la sua miseria, la sua necessità dello Spirito, si ricompone innanzitutto: “Io che ho bisogno di essere battezzato da te”. Ma Gesù risponde: “Lasciami fare ora, perché è giusto fare tutta la giustizia”. E ‘vero. Per ora, Gesù viene tra i peccatori, egli assume i nostri peccati, diventa sua, quindi è giusto che si umili, riconosca davanti al Padre e agli uomini la sua miseria come capo dell’umanità peccaminosa. Il battesimo di Gesù è il primo passo delle umiliazioni di Cristo, il primo passo verso la Croce che salva il mondo. Lo contiene già in germe.

Questo mistero della Redenzione, condividiamo la solidarietà così come il mistero dell’Incarnazione che ci ha dato Gesù come un capo. Se si profila come un peccatore fra i peccatori, cosa dobbiamo pensare e fare, che sopportano i nostri propri peccati e che, come religiosi, devono sopportare i peccati dell’umanità? Cristo ha posto l’umiltà alla base della nostra redenzione, dobbiamo metterlo alla base della nostra fino a quando siamo gradualmente portati alla morte della croce. Essere umili, accettare il peccato e la miseria, non distinguersi dagli altri, portare con dolcezza e verità il peccato del mondo e, innanzitutto, i fallimenti di coloro che ci circondano, purificarli con noi e permetterli di per ricevere lo Spirito d’amore. È questo secondo mistero che ci è rivelato dall’Epifania, la festa della manifestazione di Gesù.

Ma il battesimo di Gesù è anche la rivelazione della sua vita e gloriosa Trinità, è la gloria della risurrezione che si alza: “Ecco, i cieli si aprirono a lui ed egli vide lo Spirito di Dio scendere. come una colomba che viene sopra di lui, ed ecco, una voce dal cielo disse: “Questo è il mio Figlio diletto, in cui ho diletto”. L’umanità santa si manifesta già nella sua gloria con tutta la Trinità. Lo Spirito Santo è in Gesù, lo possiede, lo conduce al Padre e il Padre lo guarda con tutto il suo amore. L’intera Trinità è lì, rivelata, apertamente manifestata, già portando Cristo e con lui tutti gli uomini che ha riscattato nel suo eterno movimento d’amore.

La missione di Cristo, dopo questa rivelazione, può ora cominciare, ha già tutta la sua dimensione. Il battesimo di Cristo già illumina l’intero Vangelo e deve illuminare tutta la nostra vita. Non è la prefigurazione del nostro battesimo, della nostra missione? Come il giorno del battesimo di Gesù nel giorno del nostro battesimo lo Spirito Santo scese su di noi, e il Padre ci ha detto che il suo amato figlio, e ci coinvolge ora per l’eternità i tre grandi misteri della nostra fede: l’Incarnazione, la Redenzione e la Trinità. Così sia.

Epifania 1969