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“Parole dal silenzio” beato Lanuino

foto sigla

Cari amici voglio oggi proporvi la seconda puntata della trasmissione “Parole dal silenzio”, andata in onda lo scorso 17 novembre in diretta streaming su vari canali socialmedia. Ormai è un appuntamento mensile, questa rubrica dedicata alla spiritualità certosina ed alle figure di Santi e Beati della famiglia monastica di San Bruno. Questa seconda puntata, idealmente segue la precedente, ed è stata imperniata sulla figura del beato Lanuino, il primo successore di Bruno, “Socius Fidelis”, alla guida dell’eremo di Santa Maria del Bosco. Oltre al sottoscritto ed all’amico Marco Primerano, è stato presente anche l’amico Antonio Zaffino.

Per tutti coloro che non hanno visto la puntata in diretta streaming, ecco il video della seconda puntata.

Buona visione

Lanuino, sulle orme di Maestro Bruno

Lanuino, sulle orme di Maestro Bruno

-Certosa_Serra_San_Bruno_-_Beato_Lanuino


Oggi 11 aprile 2016, si celebra il nono centenario della morte del beato Lanuino avvenuta l’11 aprile del 1116. Alla morte di Bruno, la comunità certosina fu comprensibilmente scossa e confusa, e nonostante appariva logica la successione di Lanuino come guida spirituale della certosa, diversi tra i trentadue monaci ed i venti fratelli conversi vi si opponevano. Fu così che il Pontefice Pasquale II interpellato sulla querelle, decise di inviare un suo legato. Il cardinale Riccardo vescovo di Albano, si recò nella certosa calabrese per dirimere le vertenze ed appianare la situazione. Egli presiedette l’elezione di Lanuino che avvenne regolarmente, ed a testimonianza di ciò, voglio allegarvi una lettera che il Papa inviò al nuovo priore di Serra, la missiva è datata 26 novembre 1101.

“Ciò che desideravamo ardentemente e speravamo con tutto il cuore, per grazia di Dio è avvenuto. Poichè al ritorno del nostro fratello, il vescovo Riccardo di Albano, abbiamo saputo che la pace e la concordia dell’eremo, si è ristabilita e che tu sei il successore di Maestro Bruno di santa memoria. Che tu abbia, dunque, il suo stesso spirito, il medesimo rigore della disciplina del monastero e la stessa costanza delle abitudini, perchè Noi con l’aiuto del Signore, e del suo spirito ti concediamo personalmente l’autorità e la potestà che questo Maestro ricevette dalla Sede Apostolica per la sua provata sapienza e religione. Desideriamo che durante la prossima Quaresima tu ci venga a trovare per parlare faccia a faccia dei segreti del cuore…”

I rapporti di Lanuino con il Pontefice si andarono stringendo nel corso degli anni successivi, e spinsero Pasquale II in data 20 febbraio 1113 a conferire al Priore certosino la facoltà di scomunica e di interdizione, autorizzandolo a svolgere il “magisterium disciplinae” nei confronti di anacoreti rei di crimini e sacrilegi nei confronti della Chiesa. Fino al giorno della sua morte Lanuino, assolse quindi vari delicati incarichi per il Papa, grazie alla fiducia ed alla stima ricevuta, diventando quasi un delegato pontificio. Fu una pietra miliare per la storia dell’Ordine certosino e della certosa calabrese, e degno successore di Bruno seguendone le sue orme sul sentiero della lode a Dio. Ho inoltre il piacere di offrirvi il caloroso messaggio che il P. Priore Dom Basilio ha voluto inviare ai Serresi, in occasione di questo evento celebrativo.

La Certosa

di Serra San Bruno

 Carissime sorelle e fratelli,

abbiamo oggi l’occasione di celebrare, a pochi anni dal IX centenario della morte di S. Bruno, quello del suo migliore amico, compagno e successore: il Beato Lanuino che è salito al cielo il giorno 11 aprile 1116. In questo stesso luogo Bruno e Lanuino hanno vissuto insieme, hanno condiviso le gioie e le fatiche della vita eremitica, hanno costruito una comunità monastica, che raggiunse il numero di più di 30 monaci ed è diventata celebre ovunque per il suo fervore e la sua austerità.

La loro amicizia e la loro collaborazione era così nota alle autorità che tutti i documenti sia Papali che normanni erano sempre rivolti ad entrambi. Alla morte di S. Bruno, la comunità dei monaci elesse Lanuino come Maestro dell’eremo (allora si chiamava così il Priore) e il Papa Pasquale II con bolla del 26 novembre 1101 si volle congratulare con lui invitandolo perfino a Roma per la Quaresima e nominandolo visitatore apostolico per tutti i monasteri di Calabria. Nei 15 anni del priorato di Lanuino la Comunità dei Monaci Certosini conobbe una grande fioritura tanto da diventare il punto di riferimento spirituale non solo per tutta la regione, ma anche in diverse parti del sud Italia.

Le ragioni che hanno permesso tale feconda continuità sono da cercarsi nel particolare rapporto che legava Bruno e Lanuino e che era caratterizzato dai due elementi fondamentali di ogni vita religiosa ed anche di ogni vita cristiana: la paternità e l’amicizia.

San Bruno fu innanzitutto un padre per Lanuino e, da parte sua, Lanuino ha saputo riconoscere questa paternità e rispettarla. La capacità di essere veramente figlio, cioè di saper riconoscere che un padre mi ha generato, mi ha amato e mi ha stimato tanto da fidarsi di me è un elemento essenziale della crescita spirituale di ogni persona. Crescere nella fede e anche nell’umanità vuol dire porsi in continuità con i propri padri e rendere feconda tale continuità; questo messaggio è molto importante per i giovani di oggi che vivono una certa crisi della paternità che rischia di segnare tutta la loro vita; bisogna quindi riscoprire il ruolo del padre, di tutti i padri che nel cammino ci hanno dato vita e ci hanno fatto crescere, bisogna amare con gratitudine queste figure che ci sono state donate dall’unico e vero Padre, il Signore Misericordioso che custodisce con ogni amore i suoi figli.

Bruno e Lanuino erano però anche legati da un profondo rapporto di amicizia, tanto che furono sepolti insieme, ed ancora oggi le loro ossa si trovano nella stessa urna sull’altare della Certosa; la tradizione infatti ci riporta il detto “In morte quoque non sunt divisi” (Anche nella morte non sono separati). L’amicizia è quindi l’altra qualità cristiana che è indispensabile per una vera maturazione spirituale: un uomo che sa veramente essere amico è anche capace di una relazione autentica col Signore Gesù che, rivolgendosi ai suoi discepoli dice loro “Vi ho chiamati amici” (Gv 15,15). La capacità di avere un sincero rapporto di amicizia quindi non è soltanto una qualità umana, ma profondamente spirituale, perché indica la misura in cui la persona sa donarsi e sa essere sincera. Anche questo è un messaggio molto importante per i giovani che oggi sono sempre più alla ricerca di contatti, ma spesso rischiano di mancare di autenticità nelle relazioni.

In fondo ciò che dice Gesù dell’amore che dobbiamo avere gli uni per gli altri: “dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13) è innanzitutto un atto di fecondità, direi quasi di generazione, verso le persone che si amano: dare la vita vuol dire innanzitutto fare vivere, così come fa un padre con suo figlio. Ecco perché paternità ed amicizia, i due valori che Bruno e Lanuino presentano alla nostra attenzione, sono alla base di ogni autentica vita cristiana. Chiediamo quindi a questi nostri due Patroni di darci la grazia di vivere fino in fondo la nostra continuità col loro insegnamento e con il loro esempio e vogliamo affidare loro non solo la comunità certosina che ancora oggi vive per la fecondità di tale paternità e di tale amicizia, ma tutta la città di Serra San Bruno e tutti i fedeli che oggi onorano il Beato Lanuino, il caro figlio e amico del nostro Padre Bruno.

Serra San Bruno, 11 aprile 2016

Dom Basilio M. Trivellato

Priore della Certosa

Voglio ricordare come la memoria del beato Lanuino sia ancora viva, oltre che in certosa, anche tra la popolazione di Serra San Bruno, pertanto segnalo la lodevole iniziativa dell’inizio dell’anno celebrativo del nono centenario della sua morte. Nella giornata odierna, infatti, si svolgerà alle ore 19:30 una Messa Solenne nella Chiesa di Santa Maria del Bosco che darà avvio alle solenni celebrazioni.

locandina celebrazioni

Preghiera al Beato Lanuino

Preghiera al Beato Lanuino

blanuino

Oggi 11 aprile, ricorre la celebrazione del beato Lanuino amico e primo successore di Bruno alla guida della certosa calabrese di Serra. Voglio proporvi questa preghiera dedicata al compatrono della certosa di Stefano del Bosco, composta da Dom Elia Catellani

Preghiera al Beato Lanuino

O Beatissimo Lanuino,

l’Amore intenso di Dio ti ha portato con S. Bruno nella solitudine delle Serre per vivere unicamente di Lui e per Lui, fonte di Vita, di Grazia, di Gioia. Aiutaci e sostienici nella nostra Fede, perché, attraverso le vicende di questa vita terrena, teniamo sempre fisso il nostro sguardo a questa Fonte Divina. Il Signore ti ha dotato di qualità naturali eminenti. Hai saputo orientarle al servizio di una vita di preghiera, di una comunità di fratelli, manifestandone la fecondità spirituale e il benefico influsso nella società. Che il tuo esempio e la tua potente intercessione richiamino tante anime giovanili a non temere la rinuncia ai beni effimeri di questo mondo e a corrispondere generosamente all’appello del Signore per il bene dell’Umanità afflitta dalle passioni incontrollate, dall’egoismo, dalla discordia, dalla violenza. Tu sei sempre stato operatore di pace, animato da un cuore buono e misericordioso e da un giudizio equilibrato. Hai risolto dissapori, hai ricondotto prigionieri alle loro famiglie, hai visitato e rappacificato comunità, hai creato “comunione”. Continua, Padre beatissimo, quest’opera di bene in questa tua terra che hai percorso e visitato, e dove hai fondato i primi nuclei abitati. Continua, Ti supplichiamo vivamente, a riconciliare gli animi, ad effondere il tuo Spirito e la tua preghiera su questa regione che hai tanto amato e beneficato. O Celeste compatrono , fa trionfare l’aspirazione all’unione e rendila, unendoci maggiormente al Cristo Signore, ora e per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

Con approvazione ecclesiastica, Dom Elia Catellani, monaco brunoniano.

Il beato Lanuino

BEATO LANUINO

(Normandia sec. XI – Serra San Bruno 11 aprile 1116).


Le notizie sull’infanzia di Lanuino sono scarne, di lui sappiamo che nacque in Normandia nel sec. XI da un nobile famiglia. In adolescenza giunse in Italia, a Roma, dove cominciò i suoi studi e sviluppò la sua vocazione monastica, che lo portò ad entrare nel 1087 alla Grande Chartreuse. Qui vi giunse attratto anche dalla fama di Maestro Bruno, con il quale da subito entrò in sintonia. Nel 1089 quando Urbano II chiamò Bruno a Roma, egli volle portare con sé Lanuino, apprezzato per le sue qualità, ed il quale inoltre avendo soggiornato per studi nella città eterna sarebbe potuto essere per lui un valido aiuto. Da questo momento in poi il Maestro ed il fedele discepolo non si separeranno mai, difatti dopo aver trascorso due anni come consiglieri del Pontefice, si ritireranno in Calabria per dare vita all’eremo di S. Maria della Torre. Lanuino, ricoprirà nel nuovo convento l’incarico di Procuratore, , e sarà per Bruno il suo collaboratore più vicino, una sorta di alter ego, dal 1091 difatti tutti i documenti inviati dai Normanni e dal pontefice saranno indirizzati ad entrambi. Alla morte di Bruno, il 6 ottobre del 1101, ed a seguito di un Capitolo composto da trentadue monaci presieduto da un delegato del papa (il vescovo di Alba), Lanuino viene eletto maestro, diventando il successore di Bruno alla guida della comunità monastica calabrese. Il papa Pasquale II con una bolla del 26 novembre 1101 si complimenta con lui invitandolo a Roma per la successiva Quaresima per potergli tributare tutta la stima che ha nei suoi confronti. Negli anni successivi difatti Lanuino parteciperà per volontà del pontefice, a diversi concili: nel 1102 a Roma  al primo Lateranense, ed in seguito a Firenze, Guastalla e Benevento. Ciò testimonia la forte personalità dell’erede di Bruno, che operò per sanare diverse dispute nella Chiesa di Catania ed in Calabria. Tale attività di riformatore ecclesiastico per il pontefice, che gli conferì il titolo di gran Priore, Maestro e Padre di Anacoreti, non lo distrasse dal condurre egregiamente la comunità certosina, difatti animato da una forte energia seppe consolidare la certosa con nuove costruzioni, che portarono anche ad un conseguente aumento del numero dei monaci. Lanuino fu anche colui che architettò la grangia di San Giacomo di Montauro, che nacque nel 1114 al fine di accogliere gli eremiti certosini troppo anziani, o quelli infermi non più in grado di sostenere la ferrea vita monastica in certosa. Questo eremo “satellite”, erano destinato anche per coloro che si accingevano a prendere i voti ossia i novizi, che potevano così gradatamente iniziare il loro percorso monastico, prima di accedere alla certosa. Dopo aver retto sapientemente la sua comunità per quasi venti anni, la vita di Lanuino volse al termine, morì infatti l’11 aprile del 1116, e dopo i solenni funerali svolti nella chiesa di S. Stefano, alla presenza di moltissimi fedeli accorsi per la sua notorietà, il suo corpo fu sotterrato nel cimitero all’interno della certosa, accanto alle spoglie mortali del fondatore dell’Ordine certosino. Si narra che in seguito, sotto il priorato di Lamberto, che successe a Lanuino come Priore, i corpi dei due santi furono esumati, riposti in una urna e traslati nella piccola chiesetta di Santa Maria della Torre. A seguito delle vicissitudini accorse alla certosa calabrese, queste reliquie furono nascoste per molto tempo, riapparvero nel 1502, e da allora sono gelosamente custodite dai certosini che hanno provveduto a sistemarle sull’altare maggiore della chiesa della certosa di S. Stefano, nell’urna con la dicitura “in morte quoque non sunt divisi”. Il pontefice Leone XIII, il 4 febbraio del 1893 confermò il culto, concedendo il titolo di beato a Lanuino, che verrà poi celebrato dai certosini l’11 aprile, data della sua dipartita.

Preghiera:
Signore, che hai fatto del Beato Lanuino il compagno
del nostro Padre San Bruno nella vita solitaria;
donaci, per i meriti di entrambi, di
raggiungere le benedizioni eterne del cielo.