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Dom Marianus Marck, da principe a certosino

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Il monaco certosino che oggi intendo farvi conoscere ha una storia personale particolare, che mi preme raccontarvi.

Friedrich Alfred, principe di Sassonia-Meiningen, nacque il 5 aprile 1921 a Jena. Egli ha ha vissuto con la sua famiglia in Turingia, prima di frequentare un liceo classico a Stoccarda dal 1930, dove si è poi diplomato con un diploma militare. Fu arruolato come soldato nel 1939, ma a causa di una grave polmonite, fu presto in grado di lasciare l’esercito dopo un periodo trascorso in ospedale. Dal 1942 studia silvicoltura e filosofia a Friburgo, per poi studiare teologia nel 1947, a Bamberg. Dall’ottobre del 1947 all’ottobre 1950 lo troviamo all’Università dei Gesuiti di Innsbruck. Friedrich voleva diventare un prete. Il 31 luglio 1949 fu ordinato diacono. Il principe di Sassonia-Meiningen prese una nuova decisione, il 15 giugno 1950 entrò nell’abbazia benedettina di Niederaltaich. Fin dall’inizio ha portato il nome Marianus Marck.

Non voleva essere “il principe”. Solo il suo abate, infatti, conosceva le sue nobili origini!

Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1950 dal responsabile locale Ordinarius, il vescovo di Passau, Konrad Landersdorfer. Il 1° novembre 1953, giorno di Ognissanti, scrisse una lettera di addio alla sua famiglia ed ai suoi amici. Due giorni dopo, il 3 novembre 1953, padre Marianus lasciò il suo monastero, l’abbazia benedettina di Niederaltaich. Il 18 novembre 1953 fu il giorno in cui Marianus Marck arrivò nella Grande Chartreuse. A 32 anni, durante il postulato padre Marianus indossava ancora l’abito monastico dei benedettini prima di essere vestito, trascorsi tre mesi, da novizio, .

Il giorno della Candelora, il 2 febbraio 1959, il monaco Marianus Marck emise i voti solenni, la professione perpetua, nella Grande Chartreuse. Nel 1962 Dom Marianus soggiorna per alcune settimane nella certosa svizzera di La Valsainte. Egli fu incaricato di sovrintendere ai preparativi per il trasferimento della certosa di Hain da Düsseldorf a Marienau in Allgäu. Si trattava di gestire le trattative immobiliari, i costi ed i piani di costruzione. I suoi superiori credevano che come nobile tedesco potesse avere maggiori facilità di rapportarsi con le autorità tedesche.

Durante questo periodo egli scrisse anche un memorandum dal titolo “La costruzione di una certosa”. Dom Marianus avrebbe gradito che la nuova certosa tedesca fosse stata posta sotto il patrocinio del Cuore di Maria. I superiori dell’ordine inviarono Dom Marianus alla certosa di Parkminster in Inghilterra nel settembre 1962. Qui averbbe dovuto dedicarsi alla contabilità. Dopo il suo ritorno alla Grande Chartreuse, quasi otto anni dopo, il 9 luglio 1970, fu nominato temporaneamente sacrestano. Subito dopo, dovette viaggiare di nuovo, poichè il il 23 agosto del 1972 fu inviato alla certosa della Trasfigurazione nel Vermont, negli Stati Uniti. Su richiesta del priore lì, gli viene affidata la carica di procuratore. Come tale, fu anche responsabile della formazione dei fratelli monaci fino al 1991. Fino al marzo 1994 è stato anche vicario del priore.

Ma purtroppo da quel momento divenne chiaro che Dom Marianus si stava ammalando, divenne smemorato e fragile. I medici diagnosticarono il morbo di Parkinson e la demenza di Alzheimer. Fu trasferito in una casa di cura, accompagnato da due suoi confratelli.

Dom Marianus Marck morì il 18 settembre 1997 ed il giorno successivo fu sepolto nel cimitero della certosa americana.
Il segreto del suo titolo nobiliare, fu tenuto fino alla sua morte, molti che lo conobbero hanno saputo solo dopo tanti anni, che Dom Marianus era un aristocratico di altissimo livello. Si è saputo che egli si trovava nella lista dei possibili candidati per sposare la principessa britannica Elisabetta, l’attuale regina del Regno Unito. L’unica condizione che fu posta al giovane principe di Sassonia-Meiningen Friedrich Alfred, fu quella di diventare protestante. Egli rifiutò categoricamente, e dopo poco decise di entrare in certosa. Sua sorella Regina Helene Elizabeth Margarete Prinzessin von Sachsen-Meiningen, era sposata con Otto von Habsburg, figlio del Beato Carlo, l’ultimo imperatore austro-ungarico.

Fin qui, vi ho narrato la storia di questo certosino dal passato nobile, che ha rinunciato a tutto per trovare Dio nel silenzio e nella solitudine della clausura certosina. In un prossimo articolo, vi proporrò il titolo funebre dedicatogli da Dom Andrè Poisson.

Dom Marianus Marck in USA

Sulla quiete turbata a Marienau

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Cari amici lettori, l’articolo odierno è volto a fare chiarezza su quanto è circolato sul web la scorsa settimana circa la certosa tedesca di Marienau. Andiamo per gradi. Su di un blog si è diffuso un articolo dal titolo alquanto allarmistico: Monaci certosini in fuga dal visitatore.
Ma a cosa si riferiva? e quale era il contenuto dell’articolo? Il riferimento è che, nell’unica certosa tedesca attualmente attiva, negli ultimi anni alcuni Padri hanno cominciato a celebrare seguendo l’Antico Rito certosino in latino. Ciò sarebbe avvenuto, nonostante non siano stati incoraggiati né dall’attuale Priore Generale Dom Dysmas de Lassus, nè dal suo predecessore Dom François-Marie VelutL’ex abate benedettino, lo svizzero Mons Martin Stefan Werlen è stato nominato commissario del monastero certosino di Marienau. Ho appreso, da fonti certe, che nel 2017, su richiesta del Capitolo Generale, la Santa Sede ha nominato Mons Martin Stefan Werlen come assistente (non come “visitatore”) presso il superiore della certosa di Marienau. Egli visita la certosa ogni mese, incontra i monaci individualmente e parla regolarmente alla comunità. Docile esternamente, avrebbe però diviso la comunità e seminato sfiducia tra i monaci. Werlen avrebbe cambiato la guida della comunità. Il precedente priore infatti è stato sostituito da Oliver Thiel, che ha adottato il nome religioso Dom Moses Maria, e che ha ricevuto un mandato di due anni come “rettore”. Werlen avrebbe fatto pressioni per diffondere l’uso della comunione sulla mano ed avrebbe introdotto in biblioteca libri moderni. Un Padre ed un Fratello converso, legati ai vecchi usi certosini e scettici su Werlen, sarebbero stati costretti a trasferirsi nella certosa di Pleterje, in Slovenia. Successivamente, si sarebbero trasferiti presso la Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX) in Austria. Il priore della FSSPX a Vienna ne ha fatto menzione in una sua omelia.

Mons Martin Stefan Werlen e Dom Moses

Mons Martin Stefan Werlen                                                      Dom Moses Maria

Come potete immaginare questa notizia molto forte e destabilizzante ha scosso tutti, ed ha creato tanta confusione.
Questo blog ha preferito attendere qualche giorno prima di scrivere, per dovere di cronaca, quanto accaduto. Ho ritenuto attendere una risposta dei vertici dell’Ordine certosino, che non si è fatta attendere e, che vi riporto senza entrare nel merito della questione.
Per la precisione, la risposta del Priore Generale Dom Dysmas de Lassus ha fatto seguito ad un quesito posto dall’International Fellowship Of St. Bruno (IFSB), un gruppo laico vicino ai certosini, sui recenti eventi accaduti a Marienau, ed appena descritti.
Nella sua risposta alla IFSB, De Lassus difende la nomina di Martin Werlen descrivendolo come un valente psicologo preparato, ma come vi dicevo vi riporto la risposta testuale, ponendomi in maniera equanime rispetto ai fatti accaduti

Risposta di De Lassus citata dalla IFSB:
“Il monastero certosino di Marienau ha ricevuto un Assistente Apostolico la cui missione è la risoluzione di una situazione di tensione che il precedente priore aveva lasciato sviluppare troppo a lungo e che minacciava di diventare esplosiva.La missione di don Werlen non è dottrinale. Siamo a conoscenza del fatto che le sue posizioni dottrinali non sono sempre ideali, ma i commenti degli ultra conservatori a questo proposito sono così ovviamente esagerati che non c’è nemmeno bisogno di rispondere. Ciò che è intollerabile è il potere [con cui] gli ultra-conservatori si sono impossessati della comunità, non permettendo ad alcuno se non a loro stessi di esprimere opinioni, perché nessun pensiero diverso è accettabile. Due monaci se ne sono andati. Però, non tutta la comunità la pensa come loro, al contrario, le lettere inviate dai monaci al Reverendo Padre lo provano. Quel che desidera la maggior parte dei monaci è vivere in pace la vocazione. La missione di don Werlen è tornare a rendere ciò possibile, nient’altro.”
Questo articolo ha l’intento di fare chiarezza con quanti mi hanno contattato per sapere cosa stava accadendo alla comunità certosina di Marienau, in attesa di un eventuale ulteriore chiarimento ufficiale dell’Ordine, che prontamente vi comunicherei, ho deciso di pubblicare questa risposta ufficiosa di Dom Dysmas. In ogni caso, uniamoci in preghiera da rivolgere a san Bruno, affinchè i certosini tedeschi, ritrovino la quiete che in queste settimane è apparsa turbata.

san Bruno

Una vita in silenzio

Una vita in silenzio

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Cari amici, voglio oggi proporvi un’intervista rilasciata, nel 2005, ad un giornale tedesco, da un monaco certosino della certosa di Marienau.

Il religioso in questione, è Dom Johannes Maria Augsburg, nato a Manfred Hausser l’8 luglio del 1965 e discendente di una nota e ricca famiglia di banchieri.

L’incontro avviene a seguito dello Spaziamento, a cui il giovane partecipa con non poca impazienza, poichè desideroso di ritornare alla quiete della sua cella monastica. Il silenzio e la solitudine sono una costante nella vita di questo giovane che ha scelto di aderire all’Ordine religioso il più austero della Chiesa Cattolica.

Una vita in silenzio.

“Volevo una vita che mi conducesse nella profondità, e mi facesse arrivare a Dio. Trambusto e loquacità mi fanno male”. Queste le parole di padre Johannes Maria, che aggiunge, ” la questione della ricerca di “Dio” è andata gradualmente crescendo nella mia storia personale. Prima era una curiosità, dopo una ricerca, e ora un impegno per la vita “. La decisione di unirsi all’Ordine certosino avvenne all’età di 20 anni alla fine del 1985, quando egli abbandonò gli studi in giurisprudenza, e tra lo stupore e l’incredulità della facoltosa famiglia, il giovane entrò nella certosa tedesca di Marienau. Quando fece ingresso al Noviziato era in compagnia di 10 giovani, di cui soltanto due hanno poi conseguito la professione solenne.

La vita nel monastero non è facile. Non c’è il riscaldamento in inverno, ma solo una piccola stufa a legna in ogni cella. Lì, nella cella, in completo silenzio e nella solitudine,fatta di digiuni, preghiera, lavoro e breve riposo notturno. Anche se gli estremi in certosa non vengono accettati, coloro che praticano estremi digiuni ed anche coloro che non dormono a sufficienza vengono allontanati. Si richiede un equilibrio difficile da raggiungere. A questo proposito il Maestro del Novizi aggiunge ” dopo tre anni trascorsi nella cella non si può far finta di nulla, deve rendersi conto fino a che punto si è disposti a spendere la propria vita alla ricerca di Dio”. “In un tale confronto con se stessi, solo colui che ha una incrollabile vocazione alla solitudine può perseverare”, dice, in caso contrario, “la solitudine ed il silenzio diventano un inferno.”

In certosa non c’è tempo per la pigrizia. La vita quotidiana di un monaco è chiaramente definita. Nella sua struttura di base, ci sono i tempi per la preghiera e per gli intervalli di due o tre ore, anche di notte. Durante il giorno, il monaco ha a sua disposizione nella sua cella un giardino privato ed anche un laboratorio per il lavoro. Padre Johannes ci racconta di aver realizzato al tornio alcune conchiglie di legno per ornare il suo orticello, inoltre nella propria cella ogni monaco deve tagliarsi la legna necessaria per alimentare la stufa. Egli ci dice inoltre che “l’Ordine è come una mamma che si prende cura di me, e sembra incredibile ma non ho mai percepito la sensazione di avere del tempo vuoto”. Ho effettuato da novizio gli studi di Teologia qui in monastero, difatti la certosa di Marienau ha ereditato la grande biblioteca della vecchia “Rottenburger”dal vescovo Georg Moser.

“Le opere di intrattenimento e leggere, sono state da noi donate, abbiamo conservato la letteratura seria, la cui consultazione è consentita ai monaci. Nonostante la nostra clausura, riceviamo un giornale della diocesi, con notizie dal mondo. E’ grazie ad esso che il Priore comunica alla comunità le varie intenzioni di preghiera, e ciò che accade nel mondo “, dice il maestro dei novizi “Abbiamo inoltre una cappella all’esterno, nella quale è consentito l’accesso a tutti i fedeli che lo desiderano, aperta a tutti i visitatori, anche alle donne, la cui visita è vietata nel monastero.” Solo due volte l’anno, genitori e fratelli dei monaci possono venire a fare visita in certosa ed eventualmente assistere alle funzioni liturgiche dalla tribuna posta in Chiesa. Si conclude questa testimonianza, con la considerazione che l’aspettativa di vita dei monaci che vivono in certosa, complice il regime alimentare puramente vegetariano, è in media di 82 anni e almeno dopo circa 50 anni di silenzio e vita claustrale si verrà sepolti nella nuda terra avvolti nell’abito e con il cappuccio cucito in una fossa senza nè nome ne date. Si congeda Dom Johannes Maria “una vera provocazione per chi è disposto a perdersi in Dio..è la vita come certosino? Un avventura senza limiti che chiunque che ama Dio con tutto il cuore può intuire”

Io ho trovato questa breve testimonianza molto profonda, essa ci lascia intravedere e percepire il trasporto totale di questi uomini verso l’incontro con l’Assoluto.

“Meditazioni alla certosa” di Julius Evola

“Meditazioni alla certosa”

di Julius Evola

Julius Evola

Il titolo del post che oggi vi propongo è identico a quello dell’articolo pubblicato su “La Stampa” di Torino, sabato 13 febbraio 1943 e firmato da Julius Evola, pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola 1898 Ω 1974). Questi è stata una personalità controversa del Novecento, sul cui giudizio non intendo addentrarmi, ma gradisco riferirvi sulla sua testimonianza dalla città tedesca di Düsseldorf, fatta oggetto di massicci bombardamenti nel 1943. L’articolo apparso sul quotidiano torinese, appartiene ad un totale di sedici articoli da egli realizzati tutti in tempo di guerra, dall’ottobre 1942 al dicembre 1943. Evola si ritrova a meditare nei pressi della certosa di Hain e ci parla, elogiandola, della vita contemplativa e del suo senso profondo in un periodo storico di estrema tragicità. Dopo una intensa introduzione descrittiva del paesaggio che lo circonda e che vi riporto testualmente di seguito: Scheletri neri di alberi nudi. Un alto cielo di zinco. Un grande silenzio. In questa solitudine, portata da un’altura, sorge la calma linearità  di una facciata di chiesa, cui si allaccia un’alta cinta, oltre la quale si vede la sommità  di una serie regolare di piccoli edifici. Sul davanti, un piazzale con una grande croce nera. L’ingresso è chiuso, si direbbe da tempi remoti, da una pesante porta nera di legno scolpito. Un simbolo: sette stelle intorno ad una sfera sormontata da una croce, con la scritta: Stat crux dum volutur orbis. Tale è la Certosa di Hain, presso Dusseldorf.

A seguire la descrizione dello stile di vita dei monaci certosini, la loro storia, gli ambienti monastici e la straordinarie atmosfera  profusa dal canto gregoriano che si eleva nel cuore della notte. Inoltre il cronista ci riporta la citazione di un monaco da lui incontrato al quale ebbe a dire con sorriso: ”Wir haben Überhaupt keine ruhe”, ovvero non abbiamo nemmeno un momento di riposo, di tregua. Dopo una attenta ed approfondita analisi della vita contemplativa, in totale dicotomia con il tumultuoso periodo bellico di quegli anni, ad Evola gli ascetici certosini sembrano apparire come “ …gli unici punti luminosi e fermi in un mondo di agitazione e di nebbia, come gli sparsi fuochi di bivacco di coloro che vegliano e che ancora tengono fermo. Il testo completo dell’articolo a cui vi rimando, va interpretato ponendoci nell’ottica di colui che effettua questo reportage dalla certosa di Hain, durante gli ultimi mesi della sanguinosa seconda guerra mondiale e dalla martoriata terra tedesca, triste scenario di morte e distruzione.

Va detto che la certosa di Hain rimase prodigiosamente indenne durante gli eventi bellici, e proseguì senza interruzioni l’attività claustrale fino al 1964, quando fu demolita a causa della costruzione dell’aeroporto della vicina città di Düsseldorf, la sua comunità fu trasferita alla nuova certosa di Marienau. A memoria della presenza certosina campeggia nei pressi dell’area aeroportuale, dall’aprile del 1994, una suggestiva raffigurazione in bronzo del modello del monastero, una targa ed una statua molto realistica, raffigurante un monaco intento nella lettura realizzata dallo scultore Karl Heinz Klein.

articolo STAMPA 13 febbraio 1943

MARIA-HAIN  e monaci nel 1931

MARIA-HAIN e monaci nel 1931

statua in bronzo

statua in bronzo

modello certosa  in bronzo

modello certosa in bronzo

targa commemorativa

targa commemorativa

suggestiva nevicata

suggestiva nevicata

Dossier certose attive: Marienau

Dossier certose attive: Marienau

La certosa di Marienau, è l’unico complesso monastico certosino esistente in Germania. Essa si trova nella regione del Bad Wurzach ((Baden-Wuerttemberg). La sua fondazione è abbastanza recente, difatti essa risale al 1964 quando fu costruita per ospitare una comunità proveniente dalla certosa di Hain. Da allora, in questo moderno complesso si svolge regolarmente la vita monastica, attualmente vi sono trentacinque monaci di dodici diversi paesi, essa risulta essere la certosa più popolata tra quelle attive. La certosa di Marienau è circondata da un fitto  bosco, e da un muro alto due metri e mezzo e lungo 1250 metri, che consente la separazione dal mondo e la salvaguardia della clausura.

La nostra visita alla certosa tedesca si avvale oltre che delle consuete fotografie, di un video (in lingua tedesca) frutto di un reportage televisivo degli anni 80, con una intervista al priore dell’epoca Dom Felix Bissig, che ci racconta la vita in certosa.  Oltre alle immagini degli ambienti, vi sono delle rare fotografie in bianco e nero, che testimoniano le procedure funebri durante la morte di un monaco e la relativa sepoltura, tale funzione potrete apprezzarla anche nell’ultima parte del prezioso video.

Per informazioni e contatti

Buona Visione

VIDEO

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