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Disapproviamo

Dom_Dysmas_1

Lo scorso 12 maggio sul sito ufficiale dell’Ordine certosino è apparso un comunicato, a firma Dom Dysmas de Lassus. Per dovere di cronaca, ho ritenuto opportuno tradurlo dal francese ed offrirvene la lettura, al fine di diffonderne la notizia. Il comunicato dal titolo Disapproviamo, è una replica, una puntualizzazione, ad un articolo apparso il 10 maggio scorso sul quotidiano cattolico francese La Croix. Ecco per voi, di seguito il testo del Reverendo Padre, Priore della Grande Chartreuse.

Cerosa di Selignac.jpg

Disapproviamo

Noi disapproviamo formalmente il contenuto dell’articolo de La Croix apparso il 10 maggio 2019, che riportava un’intervista a Bertrad e Marika Thomas ed altre persone, che si è svolta nella certosa di Sélignac, una certosa che oggi non è più abitata da una comunità monastica. Le persone che parlano in quest’articolo sono le uniche responsabili delle loro affermazioni che non riflettono assolutamente il pensiero dell’Ordine. Ciò dovrebbe essere scontato, ma l’inizio dell’articolo, che sottolinea in particolar modo il luogo dell’incontro, potrebbe lasciar pensare che noi condividiamo la loro visione. Al fine di dirimere ogni dubbio, è mio dovere far sapere che noi disapproviamo questi propositi.

I certosini sono al corrente dei problemi attuali che scuotono la Chiesa e si uniscono con la preghiera a tutti coloro che dicono: mai più tutto ciò, dal Papa Francesco fino a coloro che preferiscono abbandonare la Chiesa. Ma ciò non ci impedisce in alcun modo di continuare a credere alla realtà al contempo umana e divina di una Chiesa Corpo di Cristo, costituita da uomini reali e quindi peccatori. Non ci appartiene sapere cosa bisogna fare per riparare la Chiesa, altri hanno ricevuto questa missione. La nostra è di riformare noi stessi affinché il Corpo della Chiesa ne riceva i frutti, secondo l’adagio che vuole che ogni anima che si eleva, eleva il mondo, e di pregare affinché le persone che devono prendere delle decisioni abbiano i lumi e il coraggio per farlo.

Ciò non giustifica pertanto di accettare delle accuse senza fondamento. È falso ad esempio di lasciar intendere che è la Chiesa che ha fatto ritirare il documentario di Arte, è un prete tedesco che si è riconosciuto in uno degli scandali svelati e, valutando di essere riconoscibile, ha sporto querela davanti ad un tribunale civile che ha preso la decisione. La Chiesa non c’entra proprio niente. Per rileggere l’articolo qui.

Noi aderiamo totalmente al Magistero della Chiesa, e tra l’altro all’insegnamento di Papa Paolo VI nell’enciclica “Humanae vitae”. Come si può parlare di “dissacrare” il sacerdozio quando la parola stessa sacerdozio viene dal termine “sacer-sacro”? Un ultimo punto che dispiace è il sottotitolo che associa la pisside e orpelli. Noi siamo feriti da questo modo indegno di parlare di uno dei più grandi misteri del dono che Gesù ci ha fatto del Suo corpo e del Suo Sangue.

Nel complesso, una tale intervista non sarebbe mai dovuta avvenire in una certosa, anche se non ospita più una comunità monastica. Quando San Bruno fu chiamato dal papa, vi ha trovato una società infuocata e importante, era giustamente questione di riparare la Chiesa. Egli ha convinto il papa che non era il suo ruolo e di ciò che fece durante un anno a Roma non vi è traccia. Del periodo italiano della sua vita, la storia ha conservato solo la sua solitudine con i suoi fratelli e il suo silenzio.

La Grande Chartreuse, 12 maggio 2019

Dom Dysmas de Lassus, Priore della Certosa

(Un grazie speciale all’amica Antonella per la traduzione)

 

 

Un certosino norvegese

Un certosino norvegese:

Dom Filippo Dahl

passeggiata-chiostro-padri

Il personaggio oggetto dell’articolo odierno, e un monaco certosino proveniente da un paese inusuale, la Norvegia.

Jacob Dahl, nacque il 4 settembre del 1935 ad Oslo, in Norvegia, da una famiglia luterana ma, in seguito, studiando presso l’Università di Vienna in Austria si convertì abbracciando la religione cattolica nel settembre del 1955. Nel biennio successivo Jacob ha studiato presso l’Università di Parigi mentre assisteva ad una sua crescente vocazione religiosa. Fu affascinato dalla vita monastica e decise di entrare nella certosa di Selignac nel 1958, dove fece la professione il 26 maggio del 1960, scegliendo il nome di Filippo e successivamente ordinato sacerdote il 29 giugno 1965. Qualche anno dopo, fu incaricato dall’Ordine di partire, il 18 agosto del 1970, alla volta degli Stati Uniti d’America, fu infatti tra i primi monaci che curarono la nuova fondazione della Trasfigurazione. Negli anni che seguirono egli ricoprì vari ruoli da bibliotecario a maestro dei novizi, nonchè sacrestano nel 1982. Assunse il ruolo di procuratore nel marzo del 1992, ma all’inizio del 1996 egli fece ritorno a Selignac all’indomani della chiusura di questa certosa, infine, il 14 luglio del 2001 ripartì per raggiungere nuovamente la certosa statunitense, dove tuttora vive.

la-messa-conventuale

la comunità certosina della Trasfigurazione

Il fratello minore di Dom Filippo, Hans Friedrik Dahl essendo un insigne professore ha voluto scrivere un libro che ne raccontasse la vita monastica iniziando, dal suo ingresso in certosa, a 23 anni ed i successivi 56 anni di permanenza tra le mura certosine. Vi propongo di seguito qualche stralcio:

Tra le mura claustrali

Esteriormente non c’è molto da raccontare. Dom Filippo ha servito la sua comunità in diversi compiti come sagrestano, procuratore, maestro dei novizi e responsabile dello sviluppo spirituale dei frati. In certosa è la separazione tra i preti consacrati monaci e fratelli che di solito fanno il lavoro pratico, ma la maggior parte in modo chiaro. Ma per tutto vero “Ora et labora” – preghiera e lavoro, giorno e notte. Con l’eccezione di servizi di Comunità nella Chiesa, anche i momenti di preghiera nella solitudine della cella vengono eseguiti. Ci sono per i certosini, ma non solo la vita di preghiera, ma anche la visualizzazione, la riflessione e l’apprendimento, come per ogni altro essere umano.”Attraverso la preghiera siamo purificati, leggendo la Scrittura che apprendiamo. Se lo facciamo entrambi, è buono. Non possiamo fare entrambe le cose, è meglio pregare che leggere “, dice il Padre della Chiesa Isidoro. La lettura della Sacra Scrittura è di importanza centrale per la maggior parte dei monaci, “Ogni progresso arriva con la lettura e la meditazione”, dice Isidoro.”Quello che non sapevamo prima, si apprende dalla lettura, e ciò che abbiamo imparato, è meglio tenere a mente meditando su un testo.”

Sulla meditazione

Meditando su un testo significa spesso di scrivere un testo. Il monaco scrive per se stesso; “Distillando” da annotare che la conoscenza della propria lingua, le proprie formulazioni. Se questi passaggi propria meditazione sia in forma scritta, si può anche passare l’altro, come un documento o di una base per le lezioni orali. La meditazione o riflessione contribuisce in questo modo fuori dalla cella del monastero e li condivide con gli altri.

Dom Filippo condivide i suoi pensieri per l’esecuzione di una relativamente ampio lavoro scritto al suo PC nella cella. I suoi discorsi e conferenze per i fratelli del monastero si svolgono di solito in un manoscritto; così come le lezioni di teologia e storia della Chiesa, che appartengono alle sue funzioni.Tutti i suoi manoscritti sono ormai ben integrati come libri della biblioteca del monastero, dove si possono trovare molti volumi di tale serie di conferenze, ad esempio: “Ascoltiamo i profeti” “Padri della Chiesa Trough the Ages” o “Alcuni recenti Theologicans”.

“Fanne ciò che vuoi!”

Ma non tutto è destinato esclusivamente per uso interno o la comunità. Due anni fa ho mostrato a Dom Filippo (si la famiglia una volta all’anno, la possibilità di una visita di due giorni al monastero) una traduzione, che non poteva essere determinato per la Comunità nel Vermont, perché potrebbe essere chiamato in norvegese.Aveva un testo latino tradotto nella loro lingua madre per comunicare con l’inglese, il francese e tedesco, i fratelli non dimenticano la propria lingua inel corso degli anni anni. Il testo che aveva scelto per questo esercizio è stata: “Dialogorum De Vita et miraculis patrum Italicarum libri quattuor” di Gregorio Magno (* 540 a Roma; +12.3.604 a Roma).

Questa traduzione di circa 200 pagine belle che mi ha dato in quel momento con le parole: «Qui si va, fanne quello che vuoi!” L’ho portato in Norvegia con l’intenzione di condividere con gli altri. E in effetti, Aschehougs-Verlag – biblioteca cultura Dipartimento Thorleif -Dahls era interessato; Gregory Dialoghi, tradotti in norvegese e con note di Dom Phillip Dahl O.Cart., Si è rivelato un progetto per un libro che, l’editore felice, voleva pubblicare.

Un certosino

Ma può un monaco certosino presentarsi in questo modo sul mercato letterario?

Nel corso degli anni sono venuto a conoscenza con grande rispetto dei principi contemplativi severidell’Ordine certosino. Questi hanno una lunga tradizione. Se un membro dell’Ordine è dietro un titolo del libro, è di solito chiamato “Da un certosino”. Il ruolo della scrittura e la traduzione è quindi anonimi, in modo da forse il più famoso di tutti Kartäuserschriften “Amour et Silence” – un certosino scritto nel 1930.

Questa volta desideravo, tuttavia, di pubblicare il libro con il suo nome completo. Ecco perché ho scritto al Generale dell’Ordine, il priore del monastero fondato “La Grande Chartreuse” in Francia e ho chiesto per la sua approvazione.Il percorso del Padre Generale è stato livellato dalla mia amicizia con le contemplative Suore Domenicane di Monastero Lunden a Oslo e la loro sorella Priora Anne-Lise Ström, che ha fatto una campagna fortemente per la pubblicazione di questo libro. La risposta che ho ricevuto è stato cordiale e positivo. Dom Marcellin, il generale dell’Ordine, è stata una buona idea che un lavoro così importante dovrebbe apparire nella lingua norvegese, con il nome del traduttore.

Ora, i “Dialoghi” non è l’unica pista pubblico che Dom Filippo lascia nel mondo. Ed è colpa mia se lui qua e là un po ‘ “visibile” è stato nel corso degli anni.Una selezione delle sue conferenze per i suoi fratelli era al suo 60 ° compleanno pubblicato in una piccola edizione con il titolo “Charthusian Notes”. Il libro “per mettere a tacere nominato – Mio fratello Dom Filippo” è venuto nel 2005 nella pubblicazione Solum sotto il mio nome. C’è stato un grande interesse in Norvegia ed è stato spesso citato dai media. In questo libro sulla vita di mio fratello ho stampato fuori molti dei suoi messaggi, a partire da un saggio dai suoi giorni di scuola “Un avvio racconto la sua storia” per un breve trattato sul Vangelo di Giovanni.

Nel Festschrift, che è stato pubblicato in occasione del mio 70 ° compleanno nel 2009 da alcuni dei miei amici in Pax-Verlag, anche Dom Filippo ha contribuito con un articolo. Con la traduzione di “Dialogorum libri Quattuor” non è quindi la prima volta che sono apparsi.

Posso solo dire che io, la pubblicazione di “Dialogorum libri Quattuor * in Norvegia personalmente sono molto felice. Con questo lavoro, il nostro certosino norvegese aiutato il fatto che una delle grandi opere classiche della nostra Chiesa, 1400 anni dopo che è stato scritta, può essere trovato in un linguaggio nuovo e contemporaneo in scaffali norvegesi, tradotto da un monaco certosino, della sua vita strettamente vissuta secondo le regole del suo ordine, ma con questo libro ha ottenuto l’opportunità di arricchire i suoi contemporanei norvegesi e la loro fede e la cultura.

(Prof. em. Hans Fredrik Dahl.St. Ansgar Yearbook 2014)

Dossier certose attive: Selignac

Dossier certose attive:
Selignac

La Certosa di Val Saint Martin di Selignac, è una antica certosa fondata nel 1202, laddove si è svolta regolare attività monastica ininterrottamente fino al 1792. Poi a seguito delle leggi anticlericali fu soppressa, e dopo varie traversie occorse nel XIX° secolo, la certosa fu venduta e poi successivamente riacquistata da una benefattrice che la diede nuovamente all’Ordine certosino. Nel 1928 una nuova comunità certosina, poté insediarsi ricominciando la vita claustrale fino al 15 giugno del 2001. In questa data, il Capitolo Generale, decise di chiudere la certosa di Selignac interrompendo la vita della comunità monastica al fine di rimpiazzarla con un gruppo di laici non monaci,  chiamati a proseguire una vita di solitudine e preghiera ispirata al modello monastico certosino, e sotto l’autorità spirituale del Reverendo Padre della Grande Chartreuse.
Questa scelta ha due motivi fondamentali, il primo è da ritrovarsi nel ridotto numero di nuove vocazioni in Francia nel XX° secolo, che spinse l’Ordine a costituire nuove certose in America Latina ed in Asia. L’altra motivazione è da addursi alla volontà di voler conservare il complesso monastico, per consentire una  esperienza religiosa innovativa, aperto ad uomini e donne che vogliono accostarsi alla vita certosina in questa comunità che offre ospitalità, dove poter fare un silenzioso ritiro spirituale andando alla ricerca dell’essenza di se stessi accostandosi a Dio. Per informazioni più dettagliate circa la vita condotta all’interno di questo centro di spiritualità certosina, che si avvale della presenza di ospiti fissi e temporanei ma mai superiori ad una dozzina, vi invito a consultare il sito ufficiale della certosa di Selignac.
In questo mio reportage vi saranno diverse immagini, alcune riguardanti gli ambienti della struttura, ed altri che ritraggono l’ultima comunità certosina che la ha abitata.

Ciò è stato possibile poiché nel 2001 la Ciné Art Loisir realizzò un film di J.C. Guerguy  “ Les Chartreux à visages découverts”, prima che i monaci abbandonassero il loro convento. Questo documentario risulta essere molto interessante poiché è l’ultima testimonianza della presenza certosina a Selignac, di seguito potremo vedere alcune brevi clip.

Per informazioni e contatti

Buona Visione

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Video con foto e canti

ed alcune clip estratte dal film documentario

“ Les Chartreux à visages découverts”

Storia

L’Ave Maria

La crostata

Il pasto in cella

Asperges me domine

I Vespri

Michel Goyat, il discepolo di Charles de Foucauld

Michel Goyat, il discepolo di Charles de Foucauld

 

Oggi in occasione dell’anniversario della beatificazione di Charles de Foucauld, voglio raccontarvi la storia poco nota di Michel Goyat. Questi era un giovane francese, seguace di Charles de Foucauld il noto religioso francese, esploratore del deserto del Sahara e studioso della lingua e della cultura dei Tuareg che recentemente, il 13 novembre 2005 è stato proclamato beato da papa Benedetto XVI. Michel Goyat, fu un giovane bretone, di Finistere, nato il 2 ottobre 1886, figlio di pescatore che fin da giovanissimo, visse tre anni in Africa come zuavo. Dopo aver vissuto questa esperienza decise di intraprendere la vita religiosa, entrando come missionario tra i Padri Bianchi, nella Maison-Carrée, presso Algeri. Adottò un nuovo nome religioso, diventando così Frère Gilles, fu nel 1906 che incontrò e conobbe Charles de Foucauld, con il quale passò qualche giorno, dal 29 novembre al 10 dicembre. Da questo incontro Goyat rimase attratto e rapito dallo stile di vita che egli conduceva, ciò lo indusse a chiedere al suo superiore un permesso per poterlo seguire e condividerne la vita. Michel Goyat, ottenuto il placet, raggiunse de Foucauld nel novembre del 1906, diventandone suo discepolo, e cominciò a vivere una esperienza fatta di  preghiera, silenzio, lavoro manuale ed assistenza ai poveri. Goyat rimarrà al fianco di Charles de Foucauld fino al marzo del 1907, quando fu costretto ad abbandonare tale regime di vita severa. Egli rinunciò a continuare, riconoscendo di non avere le sufficienti energie fisiche e psicologiche per sostenere il ritmo tenuto dal suo maestro. Successivamente il 20 gennaio del 1908, Goyat proveniente da El Golea, in Algeria  fece ritorno in Francia, decidendo di continuare la sua vita religiosa presso l’Ordine certosino. Fu così che egli fece ingresso, l’11 febbraio 1911, nella certosa di La Valsainte, prendendo l’abito il 19 marzo, ed adottando il nome di Michel Marie il 19 marzo 1912, dopo la guerra riuscì a fare la professione solenne, il 1 novembre 1924. A questo punto voglio farvi leggere un testo scritto di suo pugno che menziona tutti i suoi successivi passaggi tra le varie certose, e le sue attività come fratello converso:” “Sono andato in guerra il 15 marzo del 1915, per poi tornare in certosa appena finito il conflitto. Vi sono rimasto fino al 22 febbraio1929. Poi sono giunto alla certosa di Sélignac da dove sono partito per la Grande Chartreuse,  il 16 agosto del 1940. In seguito sono arrivato alla certosa di Montrieux il 30 gennaio del 1944, dove tuttora ricopro l’incarico di cuoco, taglialegna, imbianchino, fornaio e giardiniere”. Stabilitosi nella certosa francese di Montrieux, vi rimarrà fino al giorno della sua morte sopraggiunta il 20 luglio del 1963. La Provvidenza aveva attribuito a Frère Michel Goyat una strada diversa da Charles de Foucauld, ma essenziale fu il loro incontro, per quel giovane bretone desideroso di una vita da condurre alla ricerca di Dio. La foto pubblicata in quest’articolo è una rara immagine di Frère Michel Goyat, gentilmente inviatami da un caro amico che da tempo segue Cartusialover.

Dom François de Sales Pollien, un “maestro di spiritualità”

Dom François de Sales Pollien, un “maestro di  spiritualità”

Pierre-Joseph Pollien, nacque a Chèvenoz, nei pressi di Annecy, in Alta Savoia il 1 agosto del 1853 e ricevette da subito una profonda educazione cristiana, che sviluppo in lui una vocazione al sacerdozio. Intraprese gli studi presso il seminario di Annecy, dove poi, a ventisei anni, venne ordinato sacerdote, il 26 maggio 1877, successivamente venne nominato cappellano delle Opere Diocesane della città. Questa esperienza, durata sette anni, lo mise a contatto essenzialmente con i giovani esternando egregiamente le sue capacità di insegnamento. Poi la decisione di entrare alla Grande Chartreuse, dove si recò come postulante il 4 ottobre del 1884, e dove fece la professione semplice il 1 novembre 1885, prendendo il nome di François de Sales,  data la sua dedizione al santo della Savoia. Durante il periodo del noviziato, a causa di una banale caduta, si fratturò una gamba e trascuratosi rimarrà dolorante e zoppo per tutta la vita. Per le conseguenze di questo infortunio egli pronuncerà la professione solenne soltanto il 2 luglio del 1891, per poi recarsi successivamente alla certosa di Bosserville a Nancy, dove divenne coadiutore. Con tale mansione, si incaricò, avendone spiccate competenze, di essere il confessore ed il direttore spirituale dei fratelli laici, incarico che svolse anche quando si trasferì nel 1893, nella certosa di Sélignac, presso Lione e nel 1895 nella certosa di Montreuil-sur-Mer, Dom Pollien nel 1901 viene nominato quindi priore della certosa di Mougères, la quale venne dopo poco soppressa a causa della legge emanata dal governo francese che limitava le attività agli ordini religiosi. L’intera comunità viene esiliata ed assieme al suo priore trova asilo presso la casa rifugio di Zepperen, in Belgio, fino alla sua chiusura avvenuta nel 1902. Dom Pollien si recherà allora nel 1903, alla certosa di Farneta diventando Visitatore delle case dell’Ordine in Spagna ed in Italia. L’ufficio di visitatore e di defini­tore al capitolo generale più volte affidatogli dimostra la fiducia e l’immensa stima che l’Ordine aveva in Dom Francois Pollien. Nel 1911 fu inviato come priore nella certosa di Pleterje, in Slovenia , allora facente parte dell’Impero austro-ungarico, ricostruita per accogliere i religiosi esuli dalla Francia. Svolse tale incarico fino al 1914, quando venne deposto poiché fu ritenuto un rigido restauratore circa una questione di riforma del canto. Poco dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale venne trasferito alla certosa di Serra San Bruno in Calabria, dove terminò il suo incessante peregrinare, rimanendovi fino alla morte sopraggiunta il 12 febbraio 1936, e dove riposano i suoi resti mortali. Fin qui la sua biografia, ma ora voglio parlarvi delle sue opere e della sua intensa attività di scrittore, le sue molteplici opere restano ancora sotto forma di manoscritto e non pubblicate. Tra le altre ricorderò “La vita interiore semplificata e ricondotta al suo fondamento”, del 1894, “Siate cristiani! “ del1897  e “À reculons. Réflexions d’un ami”, ovvero”A ritroso. Riflessioni di un amico”del 1912, e “La Pianta di Dio”, pubblicata in italiano nel 1949. Infine “L’Ave Maria o Grandezze mariane studiate nell’Ave Maria”, del 1914, cioè un trattato di mariologia esposto con estrema semplicità, dove egli afferma la sua particolare e “vera devozione” alla Regina del Cielo. I molti altri scritti inediti, vengono gelosamente conservati negli archivi della Grande Chartreuse. Nonostante la sua attività si dividesse tra preghiera, lo studio e la direzione spirituale Don Pollien trovò il tempo per scrivere tanto, regalandoci una impareggiabile miniera di saggi spirituali che lo collocano tra i grandi maestri della spiritualità moderna. Vi anticipo che sarà mio immenso piacere proporvene la lettura, al fine di farvene apprezzare la loro profonda ricchezza. Voglio ora concludere questo articolo con una testimonianza diretta del confratello Benoît du Moustier, il quale  descrive con efficacia la personalità e l’anima contemplativa dello scrittore certosino: “Negli ultimi anni della sua vita Don Pollien non aveva più voce per prendere parte al canto degli Uffici Divini del suo Ordine. Ma quando nella Messa Conventuale si intonava il Credo, l’alto vegliardo si scuoteva, si drizzava e, con gli occhi spenti come fissati su bellezze invisibili agli altri mortali, cantava estatico con quanto gli rimaneva di voce, il suo Credo, per Lui riassunto evocatore di quei misteri che aveva, durante la sua lunga vita, con tanta diligenza e tanto amore, studiati, meditati, contemplati”.

Buone vacanze estive

BUONE VACANZE

Anche quest’anno è giunto il momento delle vacanze estive!!! Mi concederò un breve periodo di ferie nel quale non avrò l’opportunità di realizzare nuovi articoli,. Nel congedarmi da voi, colgo l’occasione per ringraziarvi della vostra sempre maggiore attenzione, che consolida il consenso di pubblico di questo blog, mostratomi anche dalla vostra partecipazione attiva attraverso l’invio dei vostri preziosi commenti. Ci ritroveremo molto presto, con nuovi argomenti e nuove proposte nella speranza che siano sempre meritevoli della vostra considerazione. Ricordandovi sempre che il mio impegno e dedizione verso i temi riguardanti l’Ordine certosino, sono frutto della forte passione che ci accomuna, vi saluto affettuosamente. Nell’attesa voglio offrirvi un filmato con canti certosini, che possa il loro ascolto ritemprare il nostro spirito.

“Les Sphères du silence”

canti Certosini della

Chartreuse de Sélignac

by J. Claude Guerguy (1985)

prodotto da Cine Art Loisir

Buone vacanze estive a tutti i lettori di questo blog !!!!