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  • I Fratelli Certosini

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Emergenza Covid-19.Un messaggio dalla certosa

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Cari amici lettori del blog, in maniera del tutto inaspettata, a causa dell’ imperversare del maledettamente noto Coronavirus, pubblico questo articolo straordinario. Ma credo, che il suo contenuto possa provare a lenire le preoccupazioni e le sofferenze legate a questa emergenza. Si tratta del testo di un messaggio diffuso poche ore fa da Padre Priore della certosa di Serra San Bruno, Dom Ignazio Iannizzotto. Non aggiungo altro, vi lascio alle sue parole.

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Cari fratelli e care sorelle,                                                              10 marzo 2020

non avremmo mai pensato di trovarci in una situazione tale che si dovesse sospendere la celebrazione della Santa Messa per il pubblico, non solo nella cappella esterna della nostra Certosa, ma anche in tutte le chiese. Tuttavia dobbiamo attenerci alle indicazioni che le autorità hanno stabilito, nella consapevolezza che la responsabilità di tutti sarà l’unica via per superare questo momento di emergenza.

In questi giorni sono arrivate in Certosa molte telefonate di persone che volevano esprimere il loro dolore e la loro costernazione per la privazione della Messa e dell’Eucaristia. Vi siamo vicini con tutto il cuore e offriremo ogni giorno la vostra sofferenza sull’altare.

Noi certosini da sempre celebriamo l’Eucaristia in clausura separati da tutti, ma la nostra Eucaristia è stata sempre celebrata per tutti e in comunione con tutti. Adesso la straordinaria circostanza in cui ci troviamo ci chiama a vivere ancora di più questa speciale comunione: noi continueremo ogni giorno, come sempre, la solenne celebrazione comunitaria del Santo Sacrificio e lo faremo insieme a tutti voi, offrendo la nostra comunione soprattutto per coloro che in questo momento sono privati della partecipazione all’Eucaristia.

In questa situazione non bisogna lasciarsi andare spiritualmente, diventando apatici nei confronti della vita spirituale, ma piuttosto intensificare l’unione col Signore con la preghiera, offrendo a Dio la nostra impotenza, la nostra sorpresa, il nostro timore.

Ogni giorno, i monaci certosini, andando alla Messa conventuale delle 08.00, pregheranno in modo speciale per tutti coloro che non possono parteciparvi, vi invitiamo quindi ad unirvi alla nostra preghiera e alla consacrazione che farà il sacerdote sull’altare. Così come vi chiediamo di unirvi a noi anche per i Vespri, che vengono celebrati ogni giorno alle 17.00, alla fine dei quali faremo una preghiera speciale per l’epidemia.

Possa l’intercessione della Vergine Maria e di San Bruno nostro Padre liberarci da questo male e ridarci la gioia della fraternità.

Un caro abbraccio a tutti, in comunione di preghiera.

Fr. Ignazio

Priore della Certosa

 

Preghiamo tutti insieme il nostro amato

San Bruno

Jean-François Ducis alla Grande Chartreuse

Jean-François Ducis e Grande Chartreuse

Jean-François Ducis alla Grande Chartreuse

Cari amici in precedenti articoli vi ho illustrato la visita di personaggi illustri alla Grande Chartreuse e le loro esternazioni a seguito di quella toccante esperienza. Cronin, Ippolito Pindemonte, ed oggi vi parlerò del poeta e drammaturgo francese Jean-François Ducis nominato per la sua fama membro dell’Académie Française nel 1779.

Egli visitò la casa madre dell’ordine certosino nel giugno del 1785, ed a seguito di quella visita ebbe a dire che : “Il mondo non ha un’idea di tale pace; è quella un’altra terra, un’altra natura; si sente ma non si può definirla, codesta serenità che vi entra nel cuore. … Beati voi, Certosini, che vivendo con Dio morrete in questi eremi.’ Beato chi viene a vedervi in questo posto che voi abitate, ma cento volte più felice chi non ne esce più.'”. Durante tutta la vita il monaco tenta di penetrare nel cuore di Dio mediante la fede e la carità e, con la preghiera assidua, la lettura spirituale, la meditazione e lo studio, cerca di crescere sempre più nell’amore e nella conoscenza di Lui “.

Come da tradizione, un ospite illustre prima di lasciare la certosa scriveva il proprio nome ed un breve commento, qualche verso o qualche massima a testimonianza del proprio rispetto e riconoscimento verso la comunità monastica certosina.

Il registro alla data 4 giugno 1785 annota quanto segue….

Che calma! che deserto! In profonda pace,

Non sento più ruggire le tempeste del mondo.

Il mondo è scomparso, il tempo si è fermato …

Inizi per me, terribile eternità?

Ah! Sento già che, in questo augusto recinto,

Un Dio confortante si degna di placare la mia paura ..

Lo so, è un padre, che ama gli umani. Perché avrebbe dovuto interrompere il lavoro con le sue mani? È quello che mi ha formato nel grembo di mia madre; vuole il mio pentimento, ma vuole che io speri. O tu che, su queste montagne imbiancate dagli inverni, venni a cercare gelate, una tomba, deserti, e che, volando più in alto, con il tuo amore estremo, sembravo, vicino al cielo, vivendo nel cielo stesso, che amo per vedere le tue impronte in questi luoghi santi. La culla del tuo Ordine è nascosta nei cieli. È lì che, dal Signore che ripete le lodi, la voce dei tuoi figli è salita al coro degli angeli. Lì, dai suoi falsi piaceri, attraverso il secolo perduto, il viaggiatore riflessivo sospirava spesso. Queste rocce, questi abeti, questo torrente solitario, tutto parla, tutto mi istruisce a disprezzare la terra, la terra, dove la felicità è un frutto estraneo, che sempre alcuni vermi in segreto vengono a rosicchiare. Durante tutto il dolore ho trovato lì le immagini. L’amore ha i suoi tormenti, l’amicizia i suoi oltraggi. Che desideri ingannati, lavoro superfluo! Tu che, vivendo per Dio, muori in questi ritiri, beato chi viene a trovarti nel porto dove sei, ma cento volte più felice di chi non lo lascia mai più!

Parole che testimoniano quanto la visita in certosa ebbe un forte impatto sul noto drammaturgo. Una poesia ed una lettera su questa esperienza vi proporrò ancora, per cogliere al meglio le emozioni profonde provate da Jean-François Ducis.

 

Il mio amore non è degno del tuo

Le Masson, Innocent

Oggi voglio proporvi un breve testo di Dom Innocent Le Masson, una riflessione sulla Eucaristia, che ci invita a meditare.

Il mio amore non è degno del tuo

Gesù mio, il dolce invito che fai a coloro che sono oppressi dai dolori e dalle fatiche di questa vita, di ricorrere a te per essere consolati, mi da coraggio di venire a te. È vero che non sono stato fedele alle tue parole, dimostrando che il mio amore non è affatto degno del tuo; ma appunto per questo ho più bisogno che mai di accostarmi al mistero del tuo amore, con il quale e per mezzo del quale posso osservare la tua parola. O sorgente d’amore, supplisci con la tua fiamma e con la tua pienezza a quello che mi manca; mutami, consumami, annientami, affinché non sia più io che viva, ma sia tu a vivere in me.
Gesù mio, vorrei poterti ringraziare infinitamente per la grazia che mi hai fatto di venire ad abitare nel mio cuore così misero. Vieni col Padre e con lo Spirito Santo e, benché io non vi ami che indegnamente, accettate di abitare nell’anima mia!

FAQ 4

Cartusialover Faq monk
La forma del vostro abito ha un significato particolare?
Il nostro abito si compone di una tunica serrata da una cintura di cuoio bianca, e un lungo scapolare (da noi chiamato cocolla) fornito di un cappuccio. Le parti posteriore ed anteriore della cocolla sono unite da due bande laterali, segno della nostra professione che ci lega al servizio di Dio. Queste bande danno alla nostra cocolla una certa somiglianza alla croce di Cristo.
Ci sono tra voi personaggi importanti?
No. Comunque ognuno di noi è importante agli occhi di Dio Padre.
Qualora lo decideste potete lasciare la vita monastica?
Siamo entrati liberamente in certosa e rimaniamo anche liberamente. Nell’ambito morale, tuttavia, dopo essersi consacrato a Dio per sempre con la professione solenne, ci deve essere una ragione veramente grave per lasciare la vita monastica. Il monaco non offre a Dio un perfetto sacrificio di se stesso se non è costante nel perseverare per tutta la vita nella sua vocazione, cosa che promette di fare liberamente con la professione solenne. Siamo qui per una nostra libera risposta ad una chiamata divina e il Signore, con la chiamata, ci dona anche la sua grazia per poter rispondere con generosità. La professione solenne è irrevocabile, comunque ci sono casi di confratelli che ci lasciano anche dopo i loro voti perpetui, ma sono una eccezione. Loro vengono accompagnati con tutto l’affetto della nostra carità fraterna e della nostra preghiera anche perchè ciò comporta un dolore per chi lascia e per la comunità. Il novizio può andarsene liberamente prima della professione.
Quante certose attive ci sono nel mondo? (dati aggiornati ad oggi)
Sedici certose maschili e cinque femminili.
In Europa ci sono tre certose in Francia (Grande Chartreuse, Montrieux e Portes) e tre in Spagna, (Miraflores, Porta Coeli e Montalegre) due in Italia, farneta e Serra san Bruno) una in Svizzera, (La Valsainte) una in Germania, (Marienau) Slovenia (Pleterje) e una in Inghilterra (Parkminster). Come saprete, anche gli Stati Uniti hanno una certosa, (Trasfigurazione) così come il Brasile (Medianeira) e l’Argentina (San Josè) e Corea del sud (Notre Dame) Per quanto concerne il ramo femminile, vi sono attualmente cinque certose di cui due in Francia, (Nonenque e Reillanne), una in Italia (Dego), Spagna (Benifaca) e Corea del Sud (Annunciazione).
Sono collegate tra loro?
Si, già i priori dell’Ordine, nel XII secolo, stabilirono di comune accordo che nella Grande Chartreuse presso Grenoble (Francia) fosse tenuto un Capitolo Generale al quale tutti affidarono le loro case per ottenere correzione e custodia, promettendo al medesimo Capitolo obbedienza in nome proprio e delle rispettive case. Il Capitolo Generale viene celebrato ogni due anni. Il priore della Grande Chartreuse è il Ministro Generale di tutto l’Ordine.

Da oggi l’intera sezione FAQ, è disponibile in una pagina statica situata sulla sidebar di sinistra.

Il certosino morto per una donna

1 monaco sul chiostro

E da molti anni che custodisco nel mio archivio una notizia di un fatto curioso accaduto ormai venticinque anni orsono. Un episodio che all’epoca scatenò polemiche e clamore. Siamo nella certosa di Farneta, in provincia di Lucca, la sera del 20 marzo 1995, nella sua cella l’ottantenne Dom Giacomo Del Rio, un nobile spagnolo che dopo aver combattuto come ufficiale franchista nella guerra civile spagnola aveva deciso di abbracciare la vita monastica certosina, era infatti dal 1940 diventato monaco certosino e dal 1975 viveva nella certosa toscana, si appresta ad uscire dalla cella per recarsi in chiesa. Nel silenzio e nell’isolamento della sua cella egli viene colto da un malore, un infarto pare stroncare il povero monaco, che si accascia a terra. Il Padre priore dell’epoca Dom Giovanni Battista Briglio( 1988-2001), resosi conto della assenza in chiesa del confratello che non tardava mai ad uscire dalla cella per il Mattutino, decise di verificare i motivi del ritardo. Dopo aver bussato alla cella e non aver ottenuto risposta decise di aprirla e, accortosi del malore occorso a Dom Giacomo provvide a chiamare i soccorsi. Dopo pochi minuti sopraggiunse un’ambulanza con i soccorritori, ma grande fu lo stupore della dottoressa rianimatrice, che alla sua vista le impedì di varcare la soglia della certosa poichè di sesso femminile. Il Priore tenne a rassicurare la dottoressa dicendo che il confratello era già morto e che pertanto il suo intervento sarebbe stato vano. Successivamente, dopo quei concitati momenti e l’incredulità dei soccorritori, sopraggiunse un altro staff medico con un dottore maschio, che entrando nella cella di Dom Giacomo Del Rio ne constatò il decesso.

Clamore e polemiche si alimentarono nei giorni successivi, ma Dom Giovanni Battista Briglio tranquilizzò tutti asserendo che il confratello era già deceduto tra la chiamata e l’arrivo dei soccorritori, ma che comunque la regola del divieto di ingresso di una donna in certosa è assolutamente ferrea.

Priore Dom Giovan Battista Briglio

Priore Dom Giovan Battista Briglio

Non si saprà mai come questa vicenda andò realmente, ma il certosino Del Rio seppellito nel cimitero della certosa di Farneta non avrebbe mai immaginato tanto clamore intorno alla sua morte. Una prece a lui ed al suo priore, protagonisti involontari di questa clamorosa vicenda.

cimitero-certosa-farneta

FAQ 3

Cartusialover Faq monk

Si può assistere a qualche momento della vostra liturgia?

Salvo casi eccezionali non si può partecipare alla nostra liturgia perchè noi ci asteniamo da qualsiasi ministero pastorale, pur nell’urgente necessità d’apostolato attivo, per adempiere nel Corpo mistico di Cristo la nostra funzione specifica nel silenzio e nella solitudine.

Perchè pregate in latino?

La liturgia conventuale è sempre cantata. Parte antica e stabile del patrimonio dei certosini è il canto gregoriano; esso favorisce l’interiorità e la sobrietà spirituale. Il canto gregoriano è stato scritto circa mille anni fa per mettere in valore i testi biblici in latino. La bellezza eccezionale di questo canto deriva dall’armonia perfetta tra le melodie e le parole. Ma non cantiamo tutto in latino: di fatto i salmi e le orazioni li cantiamo nella lingua del territorio ove è sita la certosa. Le letture sono pure tutte nella lingua ove è sita la certosa. (francese per la Grande Chartreuse, italiano per Serra san Bruno etc.)

Come si diviene superiore della certosa?

Essere superiore, da noi chiamato Priore, è un servizio per certo non ambito tra noi. Si diviene priore per volontà divina espressa nel voto dei membri della comunità. Non ci sono, ovviamente, nè candidature, nè campagne elettorali. Ogni professo solenne ha il diritto di votare. Il voto è segreto. E’ necessario che il futuro priore ottenga un numero tale di voti che superi la metà dei suffragi espressi.

Che tipo di alimentazione seguite?

La nostra alimentazione è variata e adatta alla nostra vita. Mangiamo di tutto tranne la carne. Durante i periodi penitenziali di quaresima ed avvento ci asteniamo pure dai latticini, salvo infermità. Il pesce e le uova, invece, li mangiamo tutto l’anno.

Perchè non mangiate la carne?

Quest’astinenza è una caratteristica dell’Ordine e segno dell’austerità eremitica nella quale, con la grazia di dio, intendiamo perseverare. L’esperienza c’insegna la saggezza di questa pratica introdotta dai nostri primi padri e incessantemente custodita con singolare impegno giacchè un’alimentazione vegetariana aiuta ad una certa calma interiore favorevole alla preghiera. Infine, mediante la penitenza partecipiamo all’opera salvifica di Cristo.

FAQ 2

Cartusialover Faq monk

Di cosa vive la certosa, ci sono delle coltivazioni all’interno?

La certosa vive del lavoro dei monaci,parte del quale è venduto all’uscita del Museo della certosa, delle offerte delle Sante messe, delle donazioni e delle pensioni dei nostri fratelli anziani. Le coltivazioni che ci sono all’interno della certosa, servono per l’alimentazione dei monaci, non si commercializzano. Le nostre spese sono veramente poche grazie alla nostra vita di povertà. Ci contentiamo dello strettamente necessario.

Siete informati di quanto accade nel mondo?

Si. Spetta infatti al Padre priore dare ai suoi monaci le informazioni che non è bene che essi ignorino, particolarmente sulla vita della Chiesa e sulle necessità. Non abbiamo nè radio nè televisione, ma riceviamo pubblicazioni religiose che ci mantengono informati delle principali vicende umane. La familiarità con Dio non restringe ma dilata il cuore, così che possa abbracciare in lui le aspirazioni ed i problemi del mondo e le grandi cause della Chiesa. Per questa sincera sollecitudine per gli uomini, il certosino la vive non soddisfacendo alle curiosità, ma con un’intima unione con Cristo. La nostra conoscenza delle vicende storiche dell’umanità odierna risulta paradossalmente più approfondita di quella della maggioranza dei nostri contemporanei. Questo grazie proprio al nostro distacco da dette vicende che ci rende capaci d’un ascolto critico molto più profondo e proficuo,. Guardiamo al mondo dal cuore di Dio e così penetriamo nel cuore stesso del mondo portando in Cristo il peso delle ferite e la gioia delle realizzazioni dei nostri fratelli, che diventano nostre ferite e nostre gioie. Senza le chiacchiere dei dettagli superficiali, ci bastano poche notizie per essere bene informati e al contempo compiere il nostro compito di rimanere nascosti nel segreto del volto del Signore. Separati da tutti, siamo uniti, per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente.

Partecipate alle elezioni del vostro paese?

Noi abbiamo gli stessi diritti e doveri dei nostri compatrioti. La nostra vocazione non ci rende insensibili ai bisogni e alla vita del nostro paese.

Incontrate di tanto in tanto la vostra famiglia?

Riceviamo i genitori o gli altri nostri parenti ogni anno, per due giorni separati o consecutivi. E manteniamo un frequente contatto con loro mediante corrispondenza epistolare.

Perchè le donne non possono entrare nei vostri monasteri?

E’ una conseguenza della nostra consacrazione a Dio. La nostra clausura manifesta al mondo che Dio è capace di riempire tutta la nostra vita e ci aiuta a conservare la libertà del cuore, così da poter più facilmente aderire al Signore con amore indiviso. Non c’è però nessuna discriminazione sessuale, perchè neppure gli uomini possono entrare indiscriminatamente nella nostra clausura. Di fatto la certosa non si visita. Solo sono ammessi nel suo interno i candidati alla nostra vita e quelli che devono svolgere qualche lavoro. La nostra enorme e profonda devozione mariana è una testimonianza in più della nostra stima per la vocazione e la dignità della donna.