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  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

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  • I.F.S.B.

I Padri certosini

I Padri certosini

E’ con immensa gioia, cari amici di Cartusialover, che oggi vi propongo il secondo video, dal titolo: I Padri certosini.

In questo secondo documento filmato, viene narrata con estrema precisione la vita dei Padri, o “monaci del chiostro”, essi vivono nel silenzio della cella, sono sacerdoti o futuri sacerdoti.

Le prime comunità certosine furono formate, dall’unione dei padri e dei fratelli. La vita dei padri e dei fratelli pur essendo nettamente differenti tra loro sono assolutamente complementari. Questi due generi di vita, infatti, non costituiscono delle entità indipendenti, i padri ed i fratelli, hanno in comune il medesimo carisma. Gli uni e gli altri manifestano le ricchezze della vita totalmente consacrata a Dio nella solitudine, e nel silenzio. Senza i fratelli, la vocazione dei padri non potrebbe mantenersi, ma allo stesso tempo la vocazione solitaria dei fratelli, minacciata dal contatto con l’esterno, non potrebbe persistere se non si appoggiasse alla assistenza spirituale dei padri. C’è dunque tra padri e fratelli uno scambio osmotico di impegni spirituali e materiali.

Vi lascio alle stupende immagini arricchite dai suoni della natura e dai rumori della laboriosa vita monastica. Il silenzio regna su tutto!

Essendo questi due filmati fondamentali per la conoscenza della vita monastica certosina, ho ritenuto opportuno inserirli entrambi nella home page. Le troverete staticamente sulla side bar di sinistra e su quella di destra, a simboleggiare la diversità, tra i Padri ed i Fratelli, ma la complementarietà, un pò come due mani che sono indispensabili l’una per l’altra.

I Fratelli conversi certosini

I Fratelli certosini

E’ con immensa gioia, cari amici di Cartusialover, che vi propongo due inediti video inviatimi da una affettuosa lettrice. Reputo questo gentile omaggio, come un altro dono per questo anno speciale del decennale del blog. Le immagini che vedrete derivano da varie certose, in essi una voce fuori campo, un monaco, in lingua francese e sottotitoli in italiano, descrive con precisione la vita monastica. Questo documento filmato risulta essere quindi una testimonianza inedita, che grazie alla potenza delle immagini ed alla pregevole qualità audio e video, ci fa calare nell’atmosfera che si respira in una certosa.

Il primo di questi due video si intitola: I Fratelli certosini.

I fratelli sono chiamati a cercare Dio nella solitudine e nel silenzio, ma la loro vita è meno rinchiusa nell’interno di una cella, perché devono assicurare lo svolgimento di compiti pratici che sono necessari per il buon andamento del monastero. I vari tipi di lavoro sono chiamati “obbedienze”.

Vi lascio alle stupende immagini arricchite dai suoni della natura e dai rumori della vita monastica. Il silenzio regna sovrano su tutto!

Una lettera di Niccolò Albergati ai certosini inglesi.

busto del beato Niccolò Albergati

busto del beato Niccolò Albergati

Nell’ articolo di oggi, vi propongo il testo di una lettera scritta dal certosino Niccolò Albergati, con pia umiltà, ai suoi confratelli della certosa inglese di Sheen.

Il re d’Inghilterra, Enrico V, desideroso di avere nel suo stato una certosa, attribuì abusivamente alla fondazione di questa i beni dell’abbazia benedettina di S. Ebrulfo. Di qui le proteste dei benedettini. Questi, richiesero un intervento, dell’Albergati, il quale non esitò a riconoscere il diritto dei benedettini e sancì l’obbligo da parte dei certosini della restituzione dei beni appartenenti all’abbazia di S. Ebrulfo. Di seguito, la lettera inviata nel 1427 ai suoi confratelli inglesi, per sanare il contenzioso.

 

Lettera del 31 maggio 1427 ai certosini inglesi

Eterna salute e pace! Venerabili e religiosi Padri, sono stato indotto a scrivervi la presente lettera da vera e grandissima carità, che mi obbliga giustamente nei vostri confronti, a motivo della religiosità del vostro santo Ordine, in cui pure noi imparammo da Dio a militare. Infatti, Padri carissimi, è proprio della carità fraterna il compito di prestarsi vicendevolmente dei consigli, specialmente per la mutua salvezza delle anime. Intendiamo dire, venerabili Padri, che il nostro intervento riguarda l’affare di cui ci giunse notizia poco tempo fa. Il R. P. abate del monastero di S. Ebrulfo in Normandia, della diocesi dei Lessovii, venne alla Curia di Roma per rivendicare i diritti del suo monastero, mediante vie legali.

Dopo aver ascoltato la relazione dei fatti, ci è sembrato che voi, Padri, occupiate abusivamente (quelle terre), anche se possedete la testimonianza di documenti pubblici. E poiché l’abate cercava un difensore per la sua causa, ricevette il patrocinio dal reverendissimo Padre in Cristo e mio signore, il signor cardinale Piacentino, e ora si fa forza del suo consiglio e della sua difesa. Ora per questo il suddetto signor cardinale, per il rispetto e la devozione che nutre verso il vostro santo Ordine, decise di affidare a me questa faccenda, e per la stessa buona reputazione dell’Ordine volle che quanto prima scrivessi a voi Padri, per esortarvi a consegnare al suddetto R. P. abate, senza contese e senza liti, i beni del suo monastero, che a noi sembra teniate ingiustamente, anche se li possedete con l’autorità del re e vengono difesi in modo quasi militare.

È assai indegno, venerabili Padri, che si commetta una colpa tanto grave da uomini di un Ordine così perfetto, i quali non temono di arricchirsi a danno degli altri. Mentre cuori onesti temono che vi sia colpa anche quando colpa non c’è, quanto più dovranno temere là dove in realtà c’è?

Dunque, venerabili Padri, vi esorto e vi supplico nel Signore Gesù Cristo, con tutta la carità che posso, perché in una cosa così delicata provvediate con rettitudine per voi e per i posteri; e non cerchiate, col pretesto di pietà e di culto divino, di ritenere lecito ciò che è proibito da ogni diritto. Non vi ho scritto questo per interesse; se però avessi mancato nel mio modo di parlare, chiedo scusa. E vi supplico di pregare per me, ottimi Padri, che saluto nel Signore.

Festività dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

Assunta (Francesco De Mura

Assunta (F. De Mura, certosa di san Martino Napoli)

Per celebrare la solennità dell’Assunta, cari amici voglio offrirvi una omelia di un padre priore certosino fatta alla propria comunità in questa sentita ricorrenza liturgica.

Essa si conclude con una sublime preghiera.

Oggi celebriamo la Pasqua della Madre di Dio: Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, nel seno della Santa Trinità. Mistero di amore a beneficio di tutti gli uomini. Tutti i privilegi e tutte le grazie divine conferite a Maria derivano dal disegno di Dio chiamato “incarnazione”, il Dio che si fa uomo nella persona del Verbo divino; mistero di amore sublime e insondabile che fa San Paolo dire: “Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!” (Rm 11,33).

I santi e i teologi spesso formulano tutti i possibili argomenti, intesi a cogliere in qualche modo il significato, il motivo, la ragione di questo accumulo di grazie di cui Maria Santissima è rivestita, e che culmina nella sua Assunzione ai cieli e nella totale e definitiva glorificazione del corpo e dell’anima. “Chi è costei che sorge come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole” ( Ct 9,10); e la Chiesa ci viene in aiuto per darci la risposta con tutta la Tradizione che emana dall’Apocalisse di San Giovanni: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). Moltiplicazione di parole povere, per scoprire e chiarire minimamente il mistero dell’amore fra Dio e Maria, fra l’Altissimo, il Creatore e le sue creature.

Dico tutte le creature perché fin dai primi tempi la Chiesa, ispirata dallo Spirito Santo, ha riconosciuto in Maria il suo mistero, la sua vocazione, il singolare destino di tutti noi. Nella sua contemplazione la Chiesa scopre la propria origine nel cuore di Maria, e non solo la sua origine, ma il suo modello, il modello della sua fede, della sua fedeltà, della sua obbedienza alla Parola divina. Significa che ognuno di noi può e deve scoprire in Maria l’itinerario della propria fede, della propria vita. La rivelazione materna di Maria è anche una relazione di esemplarità. Il Concilio Vaticano II (LG 64) spiega e lo stesso Papa Giovanni Paolo II insegna che la vita della Chiesa e di ognuno di noi deve essere una imitazione della Madre di Dio in fedeltà (Redemptoris Mater 44). E nella lettera sopra citata il Santo Padre aggiunge: “La Vergine del Magnificat, in cui cantico risuona la sua fedeltà a Dio (…) vi mantenga fedeli alla vostra consacrazione (…)”

La festa dell’Assunzione ci propone la meditazione e la celebrazione dell’amore insondabile di Dio e le meraviglie compiute nel cuore di un’umile donna fedele alla sua vocazione. Contiamo anche sull’aiuto della Beata Vergine. La Madonna, senza smettere di comportarsi come una Madre piena d’amore, sa mettere i suoi figli di fronte alle sue precise responsabilità. Possa lei farlo anche oggi con la sua tenerezza materna. Maria Santissima è la Madre speciale dei contemplativi, dei silenziosi, di coloro che pregano. Dobbiamo percepire i suoi inviti ed il suo esempio. A lei chiediamo l’immenso favore di sviluppare nei nostri cuori la vita interiore, l’intimità con Gesù e il Padre, l’intimità dell’amore che è una partecipazione eminente dello Spirito Santo.

Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio e nostra Madre,

dà forza e sicurezza al nostro cammino.

Rendici fedeli alla vita interiore.

Facci capire le esigenze della nostra vocazione contemplativa

alla luce dello Spirito Santo.

Sii te stessa la nostra ispirazione, la stella delle nostre notti

e la nostra consolazione nelle prove.

Sii il nostro incoraggiamento ad essere fedele alla preghiera.

E che attraverso la tua materna intercessione,

i nostri peccati e la nostra debolezza radicale

siano il terreno su cui la Santa Trinità rinnovi le sue meraviglie.

Santo è il tuo Nome e benedetto sia il mistero della tua Assunzione in cielo.

Amen.

Cartusiae vintage: Serra san Bruno

Cartusiae vintage

Serra san Bruno

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Per la rubrica Cartusiae Vintage, facciamo un focus sulla certosa di Serra san Bruno, dove riposano le reliquie del nostro amato san Bruno. Potremo vedere immagini scolorite ed a colori, che mostrano monaci certosini di varie epoche tra gli ambienti della certosa calabrese. Alcune foto ci ricordano le visite dei pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma ora…largo alle immagini.

Neve sulle certose

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Cari amici, questo articolo lo realizzo per testimoniare la straordinaria nevicata che si è abbattuta nei giorni scorsi sull’Italia meridionale. Questo fenomeno meteorologico, insolito per il sud Italia, ci ha regalato immagini splendide, che non potevo non diffondere. La neve si è abbattuta copiosamente sulle tre certose presenti nella mia regione la Campania, e più precisamente sulla certosa di san Martino a Napoli, sulla certosa di san Lorenzo a Padula (SA) e sulla certosa di san Giacomo a Capri.

Le immagini che vi propongo, testimoniano l’eccezionale evento e ci mostrano come la neve si è adagiata sugli incantevoli spazi monastici certosini, donandogli un aspetto fatato.

Un grazie particolare agli amici che hanno realizzato questi sublimi scatti.

Chiunque abbia altre foto e vuole….può aggiungerle nei commenti.

A voi tutti buona visione!

La “mia certosa. san Martino, Napoli

 

La certosa di san Lorenzo Padula (Sa)

 

La certosa di san Giacomo, Capri

Un cortometraggio su Montalegre

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Nell’articolo di oggi, vi propongo un cortometraggio presentato al Villanueva Showing Film Awards. Stiamo parlando di un concorso internazionale di cortometraggi per studenti universitari dai 17 ai 25 anni, organizzato dalla Fondazione, insieme al Centro universitario Villanueva di Madrid. Questa iniziativa mira a incoraggiare i giovani a riflettere sui valori umani universali attraverso il linguaggio audiovisivo. Per questo motivo, ogni edizione sfida le giovani promesse cinematografiche di creare il proprio pezzo su un tema specifico basato su un valore universale come il silenzio, il perdono, la pace o la lealtà. Vi starete chiedendo che attinenza vi possa essere tra questo concorso ed i certosini. Ebbene uno dei cortometraggi in concorso è stato realizzato in una certosa, e più precisamente nella certosa di Montalegre (Tiana). Un occasione per noi amanti del mondo certosino di entrare tra le mura monastiche e vedere immagini inedite. Nei video che seguono, uno in lingua originale (spagnolo) ed il secondo con sottotitoli in inglese, siamo condotti da un ex vescovo venezuelano, presente in certosa per un periodo di discernimento vocazionale e da Dom Josè Manuel Rodriguez alla scoperta degli spazi conventuali. Immagini di rara bellezza e suggestione. Complimenti a chi lo ha realizzato!