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Certose storiche: Gaming

Kartause_Gaming_vom_Kirchstein_aus_Fotografiert

La certosa di Gaming, che prese il nome di Marienthron (Thronus Sancte Marie), fu fondata nel 1330 dal duca Alberto II d’Austria, che pose la prima pietra per la costruzione del complesso monastico il 13 agosto del 1332. Egli lo volle come luogo di sepoltura dinastica, difatti egli stesso vi fu sepolto dopo la sua morte nel 1358, così come sua moglie Giovanna di Pfirt e sua nuora Elisabetta di Boemia. Nel 1340 fu consacrata la sala capitolare, mentre il 13 ottobre 1342, con una cerimonia solenne, si svolse la consacrazione celebrativa della chiesa del monastero. In pochi anni la costruzione fu completata ed ingrandita, risultando essere la certosa più ricca e bella della provincia certosina di Germania Inferiore. La prima comunità, proveniente dalla Certosa di Mauerbach, comprendeva un numero doppio di monaci vi si insediarono infatti 24 certosini con a capo un Priore poichè le dimensioni della certosa erano davvero enormi. Gaming non era solo la più grande delle tre certose della Bassa Austria di Mauerbach, Aggsbach e Gaming, ma anche la più grande certosa dell’Europa centrale. I certosini, possedevano alcune parrocchie e numerosi feudi, i quali svolgevano notevoli attività economiche, che consentirono lo sviluppo dell’intera regione. La fama di Gaming, era legata soprattutto alla austera attività monastica dedita alla contemplazione divina. Dal 1670 i priori, acquisirono il titolo di prelati imperiali. Nel 1683 il monastero fu attaccato dai Turchi, che arrecarono disagi ai religiosi, i quali riuscirono a non essere torturati dagli aggressori. Nel 1782 Giuseppe II decretò la soppressione del convento certosino. Nel 1797 le salme del fondatore, della moglie e della nuora furono trasferite alla chiesa parrocchiale di Gaming e nel 1825 il monastero e la tenuta, comprese estese aree boschive, passarono alla proprietà privata. Nel 1915 fu acquistato dall’abate dell’abbazia di Melk. Nel 1983 i locali del monastero, ma non le restanti proprietà, furono acquistati da un architetto austriaco, Walter Hildebrand, che da allora si è occupato del restauro. I locali rinnovati sono in parte occupati da un hotel e in parte dall’Università francescana di Steubenville (campus principale in Ohio, USA). Dal 2004 è presente anche un museo, con reperti e notizie sulla storia dei certosini e della Certosa di Gaming. Ogni anno nel mese di agosto è sede del Festival di Chopin.

Le immagini che seguono ci mostreranno ciò che resta della sontuosa certosa.

Certose storiche: Pomier

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Continua l’approfondimento sulle certose storiche, che hanno avuto un glorioso passato e delle quali oggi restano poche tracce. Oggi vi propongo la certosa di Pomier, situata in un crocevia tra la Svizzera e l’Alta Savoia, che domina la valle di Ginevra. Essa fu fondata nel 1170 dal conte di Ginevra Amedeo I°, che assieme ai vescovi di Losanna si mostrarono grandi benefattori dei certosini. L’etimologia del nome pomier deriva dal latino pro murus che significa fuori le mura.

Il complesso monastico comprendeva la Chiesa di Nostra Signora di Pomier, tre cappelle, dodici celle monastiche che circondavano il Chiostro Grande e con annesso il cimitero, luogo di sepoltura monastica e di diversi Conti di Ginevra e di Vaud.

Va ricordato che l’imperatore Sigismondo e Carlo IV, posero il monastero sotto la protezione del Sacro Romano Impero Germanico con decreto religioso nel 1366.

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Nel corso della sua storia si sono succeduti novantuno priori che hanno retto brillantemente la certosa, la quale ha visto preservata la vita claustrale fino al 1535, data in cui i beni dei monaci furono confiscati. Nel 1588 i ginevrini incendiarono la certosa ed i monaci furono costretti ad abbandonarla per quattro anni. Nel nuovo insediamento del 1592 rimasero fino al 1792, quando i francesi occuparono militarmente il convento e costrinsero i religiosi il 17 marzo del 1793 a sgomberare la struttura. Per questo motivo i certosini di Pomier furono costretti ad unirsi alla certosa di Aillon. Durante la Rivoluzione, la certosa di Pomier fu saccheggiata, nei chiostri furono bruciati libri e manoscritti della ricchissima biblioteca. Per oltre cento anni la certosa è stata praticamente abbandonata ed i suoi numerosi edifici sono stati demoliti. Le campane della chiesa di Nostra Signora di Pomier furono portate a Carouge, dove una di esse suona ancora oggi ogni ora nella chiesa di Sainte-Croix, sulla piazza del mercato.

Ma cosa ne fu dei resti della certosa? Nel 1894 Pomier, un privato acquistò l’intero complesso, salvando l’edificio principale dalle rovine e fondò lun’albero con ristorante con una quarantina di camere da letto, l’ “Hotel Pension de l’Abbaye de Pomier”, questa struttura ha poi cessato l’attività nel 1991. Nel 2001, un pronipote dell’antico proprietario trasformò il complesso riadattando le antiche cantine trasformandole in saloni per riunioni e convegni. Anche il nome è stato cambiato, tornando da Abbaye de Pomier, al nome originale dell’edificio, ovvero “Chartreuse Notre-Dame de Pomier”. Una carrellata di immagini ci mostrerà la trasformazione avvenuta nel tempo di questo luogo per seicento anni culla di preghiera e meditazione a prestigioso luogo per convegni e seminari.

I Padri certosini

I Padri certosini

E’ con immensa gioia, cari amici di Cartusialover, che oggi vi propongo il secondo video, dal titolo: I Padri certosini.

In questo secondo documento filmato, viene narrata con estrema precisione la vita dei Padri, o “monaci del chiostro”, essi vivono nel silenzio della cella, sono sacerdoti o futuri sacerdoti.

Le prime comunità certosine furono formate, dall’unione dei padri e dei fratelli. La vita dei padri e dei fratelli pur essendo nettamente differenti tra loro sono assolutamente complementari. Questi due generi di vita, infatti, non costituiscono delle entità indipendenti, i padri ed i fratelli, hanno in comune il medesimo carisma. Gli uni e gli altri manifestano le ricchezze della vita totalmente consacrata a Dio nella solitudine, e nel silenzio. Senza i fratelli, la vocazione dei padri non potrebbe mantenersi, ma allo stesso tempo la vocazione solitaria dei fratelli, minacciata dal contatto con l’esterno, non potrebbe persistere se non si appoggiasse alla assistenza spirituale dei padri. C’è dunque tra padri e fratelli uno scambio osmotico di impegni spirituali e materiali.

Vi lascio alle stupende immagini arricchite dai suoni della natura e dai rumori della laboriosa vita monastica. Il silenzio regna su tutto!

Essendo questi due filmati fondamentali per la conoscenza della vita monastica certosina, ho ritenuto opportuno inserirli entrambi nella home page. Le troverete staticamente sulla side bar di sinistra e su quella di destra, a simboleggiare la diversità, tra i Padri ed i Fratelli, ma la complementarietà, un pò come due mani che sono indispensabili l’una per l’altra.

I Fratelli conversi certosini

I Fratelli certosini

E’ con immensa gioia, cari amici di Cartusialover, che vi propongo due inediti video inviatimi da una affettuosa lettrice. Reputo questo gentile omaggio, come un altro dono per questo anno speciale del decennale del blog. Le immagini che vedrete derivano da varie certose, in essi una voce fuori campo, un monaco, in lingua francese e sottotitoli in italiano, descrive con precisione la vita monastica. Questo documento filmato risulta essere quindi una testimonianza inedita, che grazie alla potenza delle immagini ed alla pregevole qualità audio e video, ci fa calare nell’atmosfera che si respira in una certosa.

Il primo di questi due video si intitola: I Fratelli certosini.

I fratelli sono chiamati a cercare Dio nella solitudine e nel silenzio, ma la loro vita è meno rinchiusa nell’interno di una cella, perché devono assicurare lo svolgimento di compiti pratici che sono necessari per il buon andamento del monastero. I vari tipi di lavoro sono chiamati “obbedienze”.

Vi lascio alle stupende immagini arricchite dai suoni della natura e dai rumori della vita monastica. Il silenzio regna sovrano su tutto!

Una lettera di Niccolò Albergati ai certosini inglesi.

busto del beato Niccolò Albergati

busto del beato Niccolò Albergati

Nell’ articolo di oggi, vi propongo il testo di una lettera scritta dal certosino Niccolò Albergati, con pia umiltà, ai suoi confratelli della certosa inglese di Sheen.

Il re d’Inghilterra, Enrico V, desideroso di avere nel suo stato una certosa, attribuì abusivamente alla fondazione di questa i beni dell’abbazia benedettina di S. Ebrulfo. Di qui le proteste dei benedettini. Questi, richiesero un intervento, dell’Albergati, il quale non esitò a riconoscere il diritto dei benedettini e sancì l’obbligo da parte dei certosini della restituzione dei beni appartenenti all’abbazia di S. Ebrulfo. Di seguito, la lettera inviata nel 1427 ai suoi confratelli inglesi, per sanare il contenzioso.

 

Lettera del 31 maggio 1427 ai certosini inglesi

Eterna salute e pace! Venerabili e religiosi Padri, sono stato indotto a scrivervi la presente lettera da vera e grandissima carità, che mi obbliga giustamente nei vostri confronti, a motivo della religiosità del vostro santo Ordine, in cui pure noi imparammo da Dio a militare. Infatti, Padri carissimi, è proprio della carità fraterna il compito di prestarsi vicendevolmente dei consigli, specialmente per la mutua salvezza delle anime. Intendiamo dire, venerabili Padri, che il nostro intervento riguarda l’affare di cui ci giunse notizia poco tempo fa. Il R. P. abate del monastero di S. Ebrulfo in Normandia, della diocesi dei Lessovii, venne alla Curia di Roma per rivendicare i diritti del suo monastero, mediante vie legali.

Dopo aver ascoltato la relazione dei fatti, ci è sembrato che voi, Padri, occupiate abusivamente (quelle terre), anche se possedete la testimonianza di documenti pubblici. E poiché l’abate cercava un difensore per la sua causa, ricevette il patrocinio dal reverendissimo Padre in Cristo e mio signore, il signor cardinale Piacentino, e ora si fa forza del suo consiglio e della sua difesa. Ora per questo il suddetto signor cardinale, per il rispetto e la devozione che nutre verso il vostro santo Ordine, decise di affidare a me questa faccenda, e per la stessa buona reputazione dell’Ordine volle che quanto prima scrivessi a voi Padri, per esortarvi a consegnare al suddetto R. P. abate, senza contese e senza liti, i beni del suo monastero, che a noi sembra teniate ingiustamente, anche se li possedete con l’autorità del re e vengono difesi in modo quasi militare.

È assai indegno, venerabili Padri, che si commetta una colpa tanto grave da uomini di un Ordine così perfetto, i quali non temono di arricchirsi a danno degli altri. Mentre cuori onesti temono che vi sia colpa anche quando colpa non c’è, quanto più dovranno temere là dove in realtà c’è?

Dunque, venerabili Padri, vi esorto e vi supplico nel Signore Gesù Cristo, con tutta la carità che posso, perché in una cosa così delicata provvediate con rettitudine per voi e per i posteri; e non cerchiate, col pretesto di pietà e di culto divino, di ritenere lecito ciò che è proibito da ogni diritto. Non vi ho scritto questo per interesse; se però avessi mancato nel mio modo di parlare, chiedo scusa. E vi supplico di pregare per me, ottimi Padri, che saluto nel Signore.

Festività dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

Assunta (Francesco De Mura

Assunta (F. De Mura, certosa di san Martino Napoli)

Per celebrare la solennità dell’Assunta, cari amici voglio offrirvi una omelia di un padre priore certosino fatta alla propria comunità in questa sentita ricorrenza liturgica.

Essa si conclude con una sublime preghiera.

Oggi celebriamo la Pasqua della Madre di Dio: Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, nel seno della Santa Trinità. Mistero di amore a beneficio di tutti gli uomini. Tutti i privilegi e tutte le grazie divine conferite a Maria derivano dal disegno di Dio chiamato “incarnazione”, il Dio che si fa uomo nella persona del Verbo divino; mistero di amore sublime e insondabile che fa San Paolo dire: “Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!” (Rm 11,33).

I santi e i teologi spesso formulano tutti i possibili argomenti, intesi a cogliere in qualche modo il significato, il motivo, la ragione di questo accumulo di grazie di cui Maria Santissima è rivestita, e che culmina nella sua Assunzione ai cieli e nella totale e definitiva glorificazione del corpo e dell’anima. “Chi è costei che sorge come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole” ( Ct 9,10); e la Chiesa ci viene in aiuto per darci la risposta con tutta la Tradizione che emana dall’Apocalisse di San Giovanni: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). Moltiplicazione di parole povere, per scoprire e chiarire minimamente il mistero dell’amore fra Dio e Maria, fra l’Altissimo, il Creatore e le sue creature.

Dico tutte le creature perché fin dai primi tempi la Chiesa, ispirata dallo Spirito Santo, ha riconosciuto in Maria il suo mistero, la sua vocazione, il singolare destino di tutti noi. Nella sua contemplazione la Chiesa scopre la propria origine nel cuore di Maria, e non solo la sua origine, ma il suo modello, il modello della sua fede, della sua fedeltà, della sua obbedienza alla Parola divina. Significa che ognuno di noi può e deve scoprire in Maria l’itinerario della propria fede, della propria vita. La rivelazione materna di Maria è anche una relazione di esemplarità. Il Concilio Vaticano II (LG 64) spiega e lo stesso Papa Giovanni Paolo II insegna che la vita della Chiesa e di ognuno di noi deve essere una imitazione della Madre di Dio in fedeltà (Redemptoris Mater 44). E nella lettera sopra citata il Santo Padre aggiunge: “La Vergine del Magnificat, in cui cantico risuona la sua fedeltà a Dio (…) vi mantenga fedeli alla vostra consacrazione (…)”

La festa dell’Assunzione ci propone la meditazione e la celebrazione dell’amore insondabile di Dio e le meraviglie compiute nel cuore di un’umile donna fedele alla sua vocazione. Contiamo anche sull’aiuto della Beata Vergine. La Madonna, senza smettere di comportarsi come una Madre piena d’amore, sa mettere i suoi figli di fronte alle sue precise responsabilità. Possa lei farlo anche oggi con la sua tenerezza materna. Maria Santissima è la Madre speciale dei contemplativi, dei silenziosi, di coloro che pregano. Dobbiamo percepire i suoi inviti ed il suo esempio. A lei chiediamo l’immenso favore di sviluppare nei nostri cuori la vita interiore, l’intimità con Gesù e il Padre, l’intimità dell’amore che è una partecipazione eminente dello Spirito Santo.

Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio e nostra Madre,

dà forza e sicurezza al nostro cammino.

Rendici fedeli alla vita interiore.

Facci capire le esigenze della nostra vocazione contemplativa

alla luce dello Spirito Santo.

Sii te stessa la nostra ispirazione, la stella delle nostre notti

e la nostra consolazione nelle prove.

Sii il nostro incoraggiamento ad essere fedele alla preghiera.

E che attraverso la tua materna intercessione,

i nostri peccati e la nostra debolezza radicale

siano il terreno su cui la Santa Trinità rinnovi le sue meraviglie.

Santo è il tuo Nome e benedetto sia il mistero della tua Assunzione in cielo.

Amen.

Cartusiae vintage: Serra san Bruno

Cartusiae vintage

Serra san Bruno

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Per la rubrica Cartusiae Vintage, facciamo un focus sulla certosa di Serra san Bruno, dove riposano le reliquie del nostro amato san Bruno. Potremo vedere immagini scolorite ed a colori, che mostrano monaci certosini di varie epoche tra gli ambienti della certosa calabrese. Alcune foto ci ricordano le visite dei pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma ora…largo alle immagini.

Neve sulle certose

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Cari amici, questo articolo lo realizzo per testimoniare la straordinaria nevicata che si è abbattuta nei giorni scorsi sull’Italia meridionale. Questo fenomeno meteorologico, insolito per il sud Italia, ci ha regalato immagini splendide, che non potevo non diffondere. La neve si è abbattuta copiosamente sulle tre certose presenti nella mia regione la Campania, e più precisamente sulla certosa di san Martino a Napoli, sulla certosa di san Lorenzo a Padula (SA) e sulla certosa di san Giacomo a Capri.

Le immagini che vi propongo, testimoniano l’eccezionale evento e ci mostrano come la neve si è adagiata sugli incantevoli spazi monastici certosini, donandogli un aspetto fatato.

Un grazie particolare agli amici che hanno realizzato questi sublimi scatti.

Chiunque abbia altre foto e vuole….può aggiungerle nei commenti.

A voi tutti buona visione!

La “mia certosa. san Martino, Napoli

 

La certosa di san Lorenzo Padula (Sa)

 

La certosa di san Giacomo, Capri

Un cortometraggio su Montalegre

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Nell’articolo di oggi, vi propongo un cortometraggio presentato al Villanueva Showing Film Awards. Stiamo parlando di un concorso internazionale di cortometraggi per studenti universitari dai 17 ai 25 anni, organizzato dalla Fondazione, insieme al Centro universitario Villanueva di Madrid. Questa iniziativa mira a incoraggiare i giovani a riflettere sui valori umani universali attraverso il linguaggio audiovisivo. Per questo motivo, ogni edizione sfida le giovani promesse cinematografiche di creare il proprio pezzo su un tema specifico basato su un valore universale come il silenzio, il perdono, la pace o la lealtà. Vi starete chiedendo che attinenza vi possa essere tra questo concorso ed i certosini. Ebbene uno dei cortometraggi in concorso è stato realizzato in una certosa, e più precisamente nella certosa di Montalegre (Tiana). Un occasione per noi amanti del mondo certosino di entrare tra le mura monastiche e vedere immagini inedite. Nei video che seguono, uno in lingua originale (spagnolo) ed il secondo con sottotitoli in inglese, siamo condotti da un ex vescovo venezuelano, presente in certosa per un periodo di discernimento vocazionale e da Dom Josè Manuel Rodriguez alla scoperta degli spazi conventuali. Immagini di rara bellezza e suggestione. Complimenti a chi lo ha realizzato!

Cartusiae vintage: Vedana

Cartusiae vintage

Vedana

panorama

Oggi per la rubrica Cartusiae vintage vi propongo immagini antiche della certosa di Vedana. Essa di recente, e dopo varie peripezie, è stata affidata  ad una comunità monastica femminile appartenenti all’ordine delle Adoratrici Perpetue del SS Sacramento.  Ha dunque fatto ritorno la vita monastica. Godiamoci insieme queste suggestive cartoline e foto scolorite che ci riportano ai tempi in cui i monaci certosini la abitavano.