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  • I.F.S.B.

Festività dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

Assunta (Francesco De Mura

Assunta (F. De Mura, certosa di san Martino Napoli)

Per celebrare la solennità dell’Assunta, cari amici voglio offrirvi una omelia di un padre priore certosino fatta alla propria comunità in questa sentita ricorrenza liturgica.

Essa si conclude con una sublime preghiera.

Oggi celebriamo la Pasqua della Madre di Dio: Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, nel seno della Santa Trinità. Mistero di amore a beneficio di tutti gli uomini. Tutti i privilegi e tutte le grazie divine conferite a Maria derivano dal disegno di Dio chiamato “incarnazione”, il Dio che si fa uomo nella persona del Verbo divino; mistero di amore sublime e insondabile che fa San Paolo dire: “Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!” (Rm 11,33).

I santi e i teologi spesso formulano tutti i possibili argomenti, intesi a cogliere in qualche modo il significato, il motivo, la ragione di questo accumulo di grazie di cui Maria Santissima è rivestita, e che culmina nella sua Assunzione ai cieli e nella totale e definitiva glorificazione del corpo e dell’anima. “Chi è costei che sorge come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole” ( Ct 9,10); e la Chiesa ci viene in aiuto per darci la risposta con tutta la Tradizione che emana dall’Apocalisse di San Giovanni: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). Moltiplicazione di parole povere, per scoprire e chiarire minimamente il mistero dell’amore fra Dio e Maria, fra l’Altissimo, il Creatore e le sue creature.

Dico tutte le creature perché fin dai primi tempi la Chiesa, ispirata dallo Spirito Santo, ha riconosciuto in Maria il suo mistero, la sua vocazione, il singolare destino di tutti noi. Nella sua contemplazione la Chiesa scopre la propria origine nel cuore di Maria, e non solo la sua origine, ma il suo modello, il modello della sua fede, della sua fedeltà, della sua obbedienza alla Parola divina. Significa che ognuno di noi può e deve scoprire in Maria l’itinerario della propria fede, della propria vita. La rivelazione materna di Maria è anche una relazione di esemplarità. Il Concilio Vaticano II (LG 64) spiega e lo stesso Papa Giovanni Paolo II insegna che la vita della Chiesa e di ognuno di noi deve essere una imitazione della Madre di Dio in fedeltà (Redemptoris Mater 44). E nella lettera sopra citata il Santo Padre aggiunge: “La Vergine del Magnificat, in cui cantico risuona la sua fedeltà a Dio (…) vi mantenga fedeli alla vostra consacrazione (…)”

La festa dell’Assunzione ci propone la meditazione e la celebrazione dell’amore insondabile di Dio e le meraviglie compiute nel cuore di un’umile donna fedele alla sua vocazione. Contiamo anche sull’aiuto della Beata Vergine. La Madonna, senza smettere di comportarsi come una Madre piena d’amore, sa mettere i suoi figli di fronte alle sue precise responsabilità. Possa lei farlo anche oggi con la sua tenerezza materna. Maria Santissima è la Madre speciale dei contemplativi, dei silenziosi, di coloro che pregano. Dobbiamo percepire i suoi inviti ed il suo esempio. A lei chiediamo l’immenso favore di sviluppare nei nostri cuori la vita interiore, l’intimità con Gesù e il Padre, l’intimità dell’amore che è una partecipazione eminente dello Spirito Santo.

Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio e nostra Madre,

dà forza e sicurezza al nostro cammino.

Rendici fedeli alla vita interiore.

Facci capire le esigenze della nostra vocazione contemplativa

alla luce dello Spirito Santo.

Sii te stessa la nostra ispirazione, la stella delle nostre notti

e la nostra consolazione nelle prove.

Sii il nostro incoraggiamento ad essere fedele alla preghiera.

E che attraverso la tua materna intercessione,

i nostri peccati e la nostra debolezza radicale

siano il terreno su cui la Santa Trinità rinnovi le sue meraviglie.

Santo è il tuo Nome e benedetto sia il mistero della tua Assunzione in cielo.

Amen.

Cartusiae vintage: Serra san Bruno

Cartusiae vintage

Serra san Bruno

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Per la rubrica Cartusiae Vintage, facciamo un focus sulla certosa di Serra san Bruno, dove riposano le reliquie del nostro amato san Bruno. Potremo vedere immagini scolorite ed a colori, che mostrano monaci certosini di varie epoche tra gli ambienti della certosa calabrese. Alcune foto ci ricordano le visite dei pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma ora…largo alle immagini.

Neve sulle certose

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Cari amici, questo articolo lo realizzo per testimoniare la straordinaria nevicata che si è abbattuta nei giorni scorsi sull’Italia meridionale. Questo fenomeno meteorologico, insolito per il sud Italia, ci ha regalato immagini splendide, che non potevo non diffondere. La neve si è abbattuta copiosamente sulle tre certose presenti nella mia regione la Campania, e più precisamente sulla certosa di san Martino a Napoli, sulla certosa di san Lorenzo a Padula (SA) e sulla certosa di san Giacomo a Capri.

Le immagini che vi propongo, testimoniano l’eccezionale evento e ci mostrano come la neve si è adagiata sugli incantevoli spazi monastici certosini, donandogli un aspetto fatato.

Un grazie particolare agli amici che hanno realizzato questi sublimi scatti.

Chiunque abbia altre foto e vuole….può aggiungerle nei commenti.

A voi tutti buona visione!

La “mia certosa. san Martino, Napoli

 

La certosa di san Lorenzo Padula (Sa)

 

La certosa di san Giacomo, Capri

Un cortometraggio su Montalegre

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Nell’articolo di oggi, vi propongo un cortometraggio presentato al Villanueva Showing Film Awards. Stiamo parlando di un concorso internazionale di cortometraggi per studenti universitari dai 17 ai 25 anni, organizzato dalla Fondazione, insieme al Centro universitario Villanueva di Madrid. Questa iniziativa mira a incoraggiare i giovani a riflettere sui valori umani universali attraverso il linguaggio audiovisivo. Per questo motivo, ogni edizione sfida le giovani promesse cinematografiche di creare il proprio pezzo su un tema specifico basato su un valore universale come il silenzio, il perdono, la pace o la lealtà. Vi starete chiedendo che attinenza vi possa essere tra questo concorso ed i certosini. Ebbene uno dei cortometraggi in concorso è stato realizzato in una certosa, e più precisamente nella certosa di Montalegre (Tiana). Un occasione per noi amanti del mondo certosino di entrare tra le mura monastiche e vedere immagini inedite. Nei video che seguono, uno in lingua originale (spagnolo) ed il secondo con sottotitoli in inglese, siamo condotti da un ex vescovo venezuelano, presente in certosa per un periodo di discernimento vocazionale e da Dom Josè Manuel Rodriguez alla scoperta degli spazi conventuali. Immagini di rara bellezza e suggestione. Complimenti a chi lo ha realizzato!

Cartusiae vintage: Vedana

Cartusiae vintage

Vedana

panorama

Oggi per la rubrica Cartusiae vintage vi propongo immagini antiche della certosa di Vedana. Essa di recente, e dopo varie peripezie, è stata affidata  ad una comunità monastica femminile appartenenti all’ordine delle Adoratrici Perpetue del SS Sacramento.  Ha dunque fatto ritorno la vita monastica. Godiamoci insieme queste suggestive cartoline e foto scolorite che ci riportano ai tempi in cui i monaci certosini la abitavano.

Cartusiae vintage: Montreuil

Cartusiae vintage

Montreuil

1

Cari amici lettori a grande richiesta, torna la rubrica Cartusiae vintage, con immagini antiche di certose e certosini. Oggi vi propongo antichi scatti e cartoline della splendida certosa francese di Notre-Dame-des-Près a Montreuil. Il più grande monastero certosino in Francia completamente conservato: 18000 m² costruiti in una vegetazione lussureggiante di 12 ettari.
Ma ora largo alle immagini…

 

Phil Gröning ed il suo film

fotocopertina-2

Cari amici lettori, per noi amanti della vita certosina le prossime vacanze natalizie sono una ghiotta occasione per leggere libri sul tema certosino e magari vederci per la prima o per l’ennesima volta il film “Il Grande silenzio“. Ebbene, voglio proporvi un estratto di un’ intervista rilasciata dal regista Phil Gröning, qualche tempo fa ad una rivista portoghese, nella quale ci rivela particolari inediti, ed interessanti, essa si aggiunge ad altre che vi ho già proposto.
Intervistatore
Quali sono le differenze tra la certosa di Evora e la Grande Certosa?

Philip Groning
Questa è molto accogliente, chiara e luminosa.C’è un fantastico giardino al centro, come un pezzo di paradiso, molto semplice. All’esterno, si pensa che ci sia un grande lusso, come nella chiesa, ma nel chiostro e nelle celle non c’è niente. È di una perfetta semplicità e armonia.
Intervistatore
Più che nella Grande Certosa?

Philip Groning
Sì, perché è più luminosa. Nella Grande Certosa si vede che l’intero edificio è concepito per difendersi contro la neve, contro il freddo. Il chiostro è chiuso per buoni motivi: talvolta in inverno ci sono tre metri di neve. Se non fosse chiuso, non potrebbe essere attraversato. Qui tutto è aperto e c’è un piccolo giardino con alberi d’arancio e una fontana d’acqua …

Intervistatore
I monaci hanno visto il film e sono rimasti male poichè pensavano che sarebbe stato meglio fare il film qui. Hai avuto la stessa sensazione?

Philip Groning
Ho iniziato chiedendo il permesso a Montrieux, certosa nel sud della Francia.È molto simile a questa di Évora. È una piccola organizzazione agricola con un monastero, più piccolo di questo.
Ma per fare il film, dovevo adeguarmi al modo di vivere dei monaci: la regola numero uno è l’obbedienza e se l’ordine mi ha chiesto di fare il film nella Grande Certosa, ho dovuto rispettare la decisione.

Intervistatore
Non sarebbe stato completamente diverso’?: è uguale un monaco qui o nella Grande Certosa?

Philip Groning
In linea di principio è la stessa cosa. Ma il silenzio è diverso, perché qui gli uccelli si sentono più. A Grenoble si è più in alto e ora, a dicembre, c’è un metro di neve. La regola è la stessa ovunque e la struttura principale delle celle pure. Ma per un monaco contemplativo, la natura è molto importante, perché, non essendo per tutto il tempo in contatto con gli esseri umani, per vedere le piante, gli uccelli, le nuvole, il sole, la luce, tutto questo è molto importante. La vita di un monaco che vive nel freddo è diversa da quella di un monaco che vive in un paese caldo.
Intervistatore
È per questo che senti anche nel film che anche piccoli oggetti e cose quotidiane sono di grande importanza?

Philip Groning
Sì. Ho vissuto lì per un anno e ho sperimentato che, quando non parli e non senti, gli oggetti, la presenza del mondo, hanno un’importanza molto acuta e molto viva. È l’unica cosa che, in un certo senso, ti fa vivere, perché sei l’unico elemento con il quale sei in contatto in quel momento. Filosoficamente, ci rendiamo conto che è un miracolo inspiegabile che c’è qualcosa, piuttosto che niente.
Intervistatore
Qui ad Evora hai incontrato i monaci?

Philip Groning
No, non qui, ho visto un fratello che lavorava. È la regola del silenzio. Ho parlato con il procuratore, ma con altri non ho parlato. Ci siamo solo salutati salutato, ma non abbiamo parlato.

Intervistatore
Sei stato in altre certose?

Philip Groning
Si, sono stato a Montrieux, alla Grande Certosa a Portes ed a La Valsainte, in Svizzera.

Intervistatore
Che cosa ti attrae in questi luoghi? Cerchi di Dio?

Philip Groning
Sì, cerco Dio. In un primo momento volevo fare il film e stavo cercando un posto per farlo. Ora, in questa visita, tutto mi porta a ricordare quello che è stato vivere in certosa – un’esperienza molto buona e molto forte che desidero poter vivere in un altro monastero! Ma io non sono un turista di monasteri.
Intervistatore
Sei un regista, hai voluto fare un film per dire alle persone che cosa?

Philip Groning
Un film di successo apre spazio per le persone a trovare il proprio problema. Un film davvero buono non dice questo o quello, è stupido, ma un buon film ci mette in un campo di tensione tra il silenzio, il rumore, il ritmo, l’assenza di parole, l’assenza di Dio, la presenza di Dio, e ognuno può cercare la sua strada dentro.
Intervistatore
Nel film ci sono due seduzioni: quella del regista per questo tipo di vita e quella che si sente nei monaci per fede e da Dio. Era anche il film su queste seduzioni?

Philip Groning
Ho messo una frase [biblica] nel film sulla seduzione [“Mi hai sedotto, Signore, e mi sono lasciato sedurre”].La seduzione è una parola che ha un significato diverso a seconda del paese.In America, è una cosa molto brutta, in Germania è molto bella, essendo sedotta è anche una delle cose più belle. Per me, questa frase esprime una seduzione positiva, nel senso di una persona che si abbandona a tutto e si apre completamente ad un’influenza, per aprire uno spazio dell’anima a ciò che viene dal mondo e dalla vita. Per me, è una delle cose più importanti da vivere e di essere felici, per aprirsi a questo, da sedurre.

Intervistatore
Qual è la seduzione, nel mondo veloce che viviamo, di una sorta di vita come questa, quasi inutile, perché sembra che non diano niente alla società?

Philip Groning
Fortunatamente. Ma non è che non ti danno niente. È un po ‘come un faro che non è là per andare a incontrarlo, ma per sapere che quando si vede la luce, c’è la terra. Il ruolo dei monaci nella società è piuttosto difficile da mostrare che – voi come giornalisti, io come un direttore o qualcuno come un avvocato o di lavoratori – possiamo cambiare la nostra concezione di ciò che è un essere umano, quando sappiamo che questa è anche una decisione che può prendere e essere felice di questo.
Improvvisamente, il nostro ruolo di essere umano è visto diversamente. Vediamo, ad esempio, che non è necessario essere utili per essere felici. Non esiste una relazione razionale tra queste due cose. È complicato, ma la seduzione di una vita come la loro è che è una vita incredibilmente radicale e totalmente focalizzata su una verità. In tutte le religioni c’è sempre la ricerca di una verità assoluta.E oggi è molto seducente, perché ciò che è seducente rimarrà sempre seducente. C’è anche la grande seduzione del non lasciare che il tempo sia occupato dagli aspetti consumisti della società, che sono soprattutto considerazioni di paura: sono abbastanza bene vestito? Faccio abbastanza soldi? Ho comprato la Mercedes giusta o una Mercedes che non è affatto attraente? Tutto questo è uno spreco di tempo.

Intervistatore
Perché non hai soggiornato in certosa?

Philip Groning
Mi sento sempre un pò tentato. Ora, quando sono entrato nel monastero, ho pensato ancora che vorrei stare lì per due mesi. Vivere semplicemente, o scrivere un articolo … Infatti, è una tendenza frequente di molti artisti che hanno lavorato in conventi.

Intervistatore
Era una sorpresa il successo del film con il grande pubblico?

Philip Groning
Da una parte, no. Quando sei un regista, pensi e speri sempre che il prossimo film sarà un grande successo. Di solito il pubblico non pensa così …

Intervistatore
Ma tu lo hai pensato, con questo film così radicale?

Philip Groning
Penso sempre che sia necessario essere radicali per avere successo. Forse è per questo che non riesco come altri. Mi sono reso conto che ci sono molti film sulla meditazione nel contesto asiatico che fanno riflettere il pubblico europeo un film che dice che è possibile anche nell’ambito della nostra cultura, ho pensato che ci sarebbe stata un sacco di gente che lo avrebbe visto. Perché c’è qualcosa di strano in questo orientamento al buddismo, all’esoterismo, ecc. È come se dicessero: voglio che qualcuno mi aiuti a essere completamente a me, ma voglio essere completamente qualcun altro.
È molto più facile trovare il desiderio in religioni molto lontane. Posso facilmente immaginare di essere un buddista completamente felice perché non ricordo di essere un figlio buddista che ha discusso con i preti buddisti; tuttavia, ricordo di discutere con i sacerdoti cattolici. Pensavo poi che se avessi fatto un film in cui il pubblico entrasse in contatto con se stesso, in modo più profondo, ci sarebbero state molte persone che lo avrebbero visto.

Intervistatore
Perché hai deciso di filmare i volti dei monaci alla telecamera? C’è una dimensione estetica del corpo …

Philip Groning
Ho filmato questo all’inizio della ripresa. Sono stato così intimidito dal silenzio che ho appena mosso e nascosto un po ‘.Mi sono reso conto che non puoi fare un film se non vuoi essere visibile.
Vi è un contrasto tra la vita dei monaci e la presenza di una telecamera, un contrasto molto forte. Non posso nascondermi. Quindi è stato meglio mettere il contrasto molto forte e dire: se hai invitato una telecamera, lei è qui adesso, guarda a lei. Questo mi ha aiutato a sentirmi a proprio agio e ha pensato che avrebbe aiutato il pubblico a perdere il senso del voyeurismo, perché nessuno potrà mai entrarvi in certosa. Mettendo i monaci a guardare il pubblico, la persona si rende conto che possono guardarsi l’un l’altro più di ogni osservatore che li guarda.

Intervistatore
I monaci hanno accettato facilmente?

Philip Groning
Non tutti, c’erano alcuni che non volevano essere filmati, ma altri hanno accettato prontamente. Per loro, una fotocamera non ha la stessa importanza che per noi, perché non sono così vanesi, non è importante che siano bellissimi in televisione per i commenti degli amici.

Intervistatore
Nel film c’è una frase che dice: “In Dio non c’è passato, solo presente”. Ma questo è un ordine soprattutto del passato …

Philip Groning
È il vecchio monaco cieco che dice questo in relazione alla morte. Non teme la morte, perché la vita dell’aldilà viene subito, perché il tempo esiste solo per noi come esseri umani. Anche per noi, esiste in modo molto contraddittorio. L’unica cosa che esiste veramente è quella presente e tutte le altre cose sono oggetti della memoria. Anche la concezione del futuro: l’immagine che hai è in memoria. Ciò che vuol dire è che l’unica cosa che esiste è il presente.

Intervistatore
Sei più cattolico di quanto non fossi prima di passare sei mesi nella grande certosa?

Philip Groning
Altro, molto di più. Prima avevo molte difficoltà. Pensavo che la Chiesa cattolica era troppo concentrata su questioni di confessione, di colpa e di peccato. Nel monastero si nota che per i monaci la cosa importante è il senso della grazia, della felicità. Per loro è un fatto straordinario che c’è vita.Vivere è un dono, un dono di Dio.