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Le ricette dei certosini (7)

ricettario cartusia

Prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi, in questo mese, altri tre gustosi consigli culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.»

Genesi 1:29

Zuppa di verdure

Ingredienti
Una zucca piccola

2 Carote piccole

2 Porri

100 Gr Bietola

100 Gr Spinaci

1 gambo di Sedano

1 Patata media

1 Cucchiaio Olio

1 Cucchiaino Sale

1 Pizzico di Pepe nero

Svolgimento

Lavare accuratamente tutte le verdure da utilizzare, zucche, porri, carote, bietole, spinaci, sedano. Si possono aggiungere patate. Tutto molto ben tritato. 53 Lasciare sul fuoco finché tutto è tenero. Aggiungere sale, pepe e un filo d’olio.

Funghi Empanadas.

Ingredienti
1 Kg Funghi

1 Cucchiaio Olio

1 spicchio di Aglio

1 rametto di Prezzemolo

1 Limone

A piacimento Pepe o peperoncino

Panini di Vienna

Svolgimento

I ceppi dei funghi vengono rimossi e lavati e sciacquati bene nell’acqua; poi scolateli e fateli asciugare, spezzettandoli e saltandoli nell’olio a fuoco vivace; si aggiunge poi prezzemolo tritato con aglio, sale, pepe e succo di limone. Così preparati si lasciano cuocere per venti o trenta minuti. Nel frattempo si prendono dei panini viennesi e si tagliano a metà, per il lungo; si tolgono loro le briciole e si friggono nell’olio, ma poco senza tostarli. Fatto ciò, si imbottiscono, mettendo un cucchiaio di funghi cotti in ogni metà e versandoci sopra il condimento preparato in anticipo. Pietanza semplice, ma gustosa!

Torta Flan con Semola.

Ingredienti

1/2 L Latte

100 Gr Zucchero

50 Gr Burro

1 cucchiaino di Sale

1 fialetta di Acqua Fiori d’arancio

100 Gr Semola

4 Uova.

Svolgimento

Far bollire il latte; aggiungere lo zucchero, il burro, il sale, l’acqua di fiori d’arancio e il semolino; Cuocere per dieci minuti a fuoco basso, mescolando continuamente con una spatola di legno. A cottura ultimata, lasciate raffreddare un po’ sul tavolo. Mettere le uova dopo averle aperte e sbattute. Amalgamare bene il tutto, quindi versarlo prima in una teglia unta. Cuocere a bagnomaria per circa mezz’ora.

il cibo in cella

Le ricette dei certosini (6)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, scelte per voi, ed estrapolate da un antico ricettario certosino.

Comunque, qualunque cosa tu faccia, mangi, beva o qualsiasi altra cosa, fai tutto ad onore di Dio. Corinzi (10,31).

Lenticchie alla spagnola

Ingredienti

1/2 Kg Lenticchie
1 Foglia di Alloro
1 Una testa d’aglio
1 una fetta di pane
1 ciuffetto di prezzemolo
Sale q.b.
1 cucchiaio di farina
50 Gr. Burro o olio

Svolgimento

Mettere a bagno le lenticchie il giorno prima. Metterle sul fuoco con acqua fredda con alloro e aglio. A parte soffriggere nell’olio una fetta di pane, gli spicchi d’aglio, il prezzemolo, il sale e la farina. Schiacciare e passare attraverso il passatutto. Quando le lenticchie saranno cotte, versateci dentro questo soffritto. Fate bollire il tutto per qualche minuto. Servire caldo.

Zucca gratinata

Ingredienti

1 Kg. Zucca
1 Pizzico di sale
50 Gr Burro
1/2 litro di latte
3 Uova
100 gr di formaggio
1 pepe
Noce Moscata a piacere

Svolgimento

Sbucciare la zucca, tagliarla a metà, tagliare con la punta del coltello l’interno della superficie piana di ogni metà in diagonale che si incrocia in senso opposto, che forma un angolo perfetto, al fine di facilitarne la cottura. Si mettono in un recipiente con burro e sale in forno, la giriamo in modo che non brucino, a cottura ultimata aggiungiamo uova, latte, formaggio, noce moscata macinata e sale. Si mescola bene per farla aderire alla superficie con una spatola di ferro; Cuocere in forno e rosolare. Servire caldo.

Salmone con salsa di cipolle

Ingredienti

1 Kg. Salmone
1 Una Cipolla
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di farina
1 bicchierino di Vino bianco
1 tazza di brodo
1 foglia di Alloro
Sale q. b.
1 Peperoncino o pepe

Svolgimento

Tritare le cipolle; mettetelo in una casseruola con l’olio; lasciate insaporire un attimo e poi aggiungete la farina; continuare sempre a farlo raffreddare fino a quando la cipolla non prende colore; bagnare con il vino bianco, il brodo, il sale, il pepe, l’alloro; portare a bollore e versarlo sulle fette di salmone dopo averle messe in padella; portare a bollore a fuoco rapido per almeno trenta minuti. Vedi se è un buon sale. Servire con la salsa.

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Dialogo con San Bruno 1

6 dialogo
Come vi avevo promesso, ecco per voi la prima risposta di San Bruno alla domanda fattagli dal certosino intervistatore.
CG – Perfettamente! Veniamo a ciò che conta.
Come ti dicevo, abbiamo ricevuto per tua mediazione la grazia di essere certosini. Vuoi dirmi cos’è per te essere certosino?
SB – Penso che essere certosino sia soprattutto aver ricevuto dallo Spirito una mozione ed una forza che ci identifica con Cristo, risorto ed attratto dal Padre.
In altre parole, potrei dire così: essere certosino significa sentire nel profondo della propria anima un’imperiosa necessità di vivere per Dio e per Dio nel silenzio e nella solitudine.
Naturalmente, questa necessità non è sempre sentita allo stesso modo o nella stesso grado.
Infatti, questa è la grazia che, uscendo dal cuore di Dio, viene al mio cuore di Padre per comunicarvelo.
In questo senso, non dici niente di sbagliato quando mi chiami “canale”; nel caso “vocazionale” o “vita cartusiana”.
Sì, è una grazia dell’amore di Dio, come opportunamente è stato ricordato dal primo numero degli Statuti.
D’altra parte, se leggi con un po’ di attenzione le mie lettere, vedrai che il mio cuore di Padre esulta di gioia per questo dono che vi è stato dato una volta per tutte.
Ciò significa che se esiste un legame fra te e me e fra tutti i certosini, e se vuoi avere un autentico sigillo della nostra dipendenza reciproca, tale legame e sigillo non può essere altro che un amore generoso per questo Dio che ci ha chiamati per puro amore e verso tutti coloro che ci ha dato come fratelli.
In verità, è stato Dio che ci ha chiamati per il nostro nome e ci ha riuniti per formare un’unica Famiglia nell’amore, nella pace e nella gioia.
Infine, penso che essere certosino significhi anche, ora, nel tuo secolo, mettere il cuore in Dio, vivere con Lui faccia a faccia, mantenere viva la sua intimità e attendere, nel silenzio dell’amore e della contemplazione, la salvezza di Dio.
Ora, quando senza veli di alcun genere sono alla presenza del Dio vivente, così ardentemente desiderato sulla terra, questo è il ruolo di padre che devo svolgere finché ci saranno certosini nel mondo: trasmettere ai miei figli la grazia del ‘desiderio di Dio’; una passione sempre più ardente di cercarLo senza venir meno, di trovarLo con maggiore facilità e di possederLo pienamente nell’esperienza dell’amore.
Questa è la strada per diventare veramente certosini. Questa è la nostra vocazione. Questo è essere certosini secondo il desiderio dello Spirito che ci ha chiamati.
Perciò io dico a te e attraverso di te a tutti i certosini di oggi la stessa cosa che dissi ai certosini di un tempo:
«Rallegratevi, carissimi, per il destino della vostra felicità e per l’ampiezza della grazia di Dio su di voi.
Rallegratevi di essere sfuggiti alle acque tumultuose del mondo e ai suoi numerosi pericoli e naufragi.
Rallegratevi di avere raggiunto il rifugio tranquillo e sicuro di un porto nascosto, dove molti desiderano arrivare; e molti ci provano facendo qualche sforzo ma non vi arrivano» (Lettera ai monaci della Certosa).

6 copertina tonda

Un dolce restauro

busto e varia

Nello scorso mese di settembre, presso il Museo della Certosa di Serra San Bruno sono cominciati i lavori di restauro del del busto argenteo di San Bruno e della sua base. A causa della pandemia per il secondo anno consecutivo non si è svolta la tradizionale processione del 6 ottobre, e pertanto in previsione di ciò si è approfittato per restaurare, dapprima la base. La Varia, è stata ripulita tra l’altro da tutto lo zucchero che si è sedimentato sulle lamine, a causa del rituale e gioioso lancio di confetti dei devoti partecipanti alle processioni. Nel corso di questo dolce restauro, sono stati ritrovati anche bigliettini con richieste di “grazia” e formule ex voto. In seguito si è proceduto al restauro del busto reliquiario, il quale sarà poi coperto da una nuova protezione trasparente in policarbonato che sostituirà quella in plexiglass ormai malridotta.

Varia

Il tronetto processionale settecentesco (in dialetto calabrese Varia) è stato realizzato nel 1797 dall’artista napoletano Luca Baccaro. I quattro lati della Varia sono rivestiti di lamine d’argento lavorate a sbalzo con motivi fitomorfi; al centro di ogni lato vi è un medaglione d’argento incorniciato con rami di palma di bronzo. Il lato A raffigura una scena con i monaci certosini risparmiati dal terremoto del 1783. Nel lato B si vedono i monaci che ringraziano Dio per lo scampato pericolo. Nel lato C è riprodotto lo stemma della famiglia Taccone di Sitizano, donatrice della Varia, e nel lato D lo stemma della Certosa. La Varia viene posta sotto al busto reliquiario argenteo di San Bruno, risalente al 1516, e conservato nella chiesa conventuale della Certosa.

Nelle immagini che seguono, dell’amico Bruno Tripodi, osserviamo i restauratori al lavoro e l’apprezzamento del Padre Priore di Serra Dom Ignazio Iannizzotto. Quest’ultimo ha rilasciato una intervista, nella quale con la sua dolcissima voce ci spiega alcuni aspetti del restauro. Un grazie speciale agli amici de “Il Vizzaro”.

Celebrando San Bruno

 

San Bruno..

Carissimi amici lettori di questo blog, eccoci giunti al 6 ottobre giorno del dies natalis del nostro amato San Bruno. Per questa lieta ricorrenza, voglio omaggiarvi di un piccolo dono. Da oggi vi proporrò estratti di in testo molto singolare concepito in maniera alquanto originale da “un certosino“, il quale ha voluto porre delle domande al Fondatore dell’Ordine certosino. Si, avete compreso bene… la fantasia di questo certosino l’ha spinto ad immaginare di essere un sorta di giornalista che pone domande a San Bruno, in un’intervista impossibile. Ecco per voi l’introduzione, che ci aiuta a comprendere le motivazioni che hanno spinto l’autore di questo testo geniale.

Nell’articolo odierno leggeremo la presentazione e la prima domanda.

Buona Festività di San Bruno a tutti!!!

6 dialogo

DIALOGO CON SAN BRUNO

Presentazione

Il 1984 ha portato un grande evento al mondo certosino. Così grande che si celebra solo ogni cento anni e, quindi, non tutti i certosini hanno l’opportunità di celebrarlo.

È vero. Nel 1984 l’Ordine Certosino ha celebrato il IX centenario della sua vita nella Chiesa. Il Capitolo generale del 1983 aveva già avvertito che la commemorazione di tale evento doveva essere certosina, cioè non rivolta all’esterno, ma all’interno. Pertanto, se avessimo intenzione di realizzare qualcosa in questo Centenario, ciò che realizzassimo dovrebbe essere per un aumento della nostra consegna al Signore e un aumento della comprensione e dell’esperienza della vocazione che abbiamo ereditato dal nostro Fondatore. Sarebbe il miglior ringraziamento per i 900 anni di vita che Dio ci ha donato, al servizio della sua Chiesa.

Infatti, come partecipanti allo stesso carisma e vocazione di san Bruno, era necessario come cosa naturale e dovere filiale, il desiderio di conoscere meglio quel carisma e questa vocazione. E, naturalmente, questo richiedeva un contatto personale, intimo, segreto – nella “cella” del cuore e non solo nella cella materiale della clausura – con il nostro Padre e Fondatore. Non per nulla egli è il “canale” della grazia per tutti i suoi figli. E solo avvicinandoci a questo “canale” che Dio ci dona, potremo bere senza sosta l’acqua vivificante che ci giunge attraverso di essa.

Nei piani di Dio “tutto è grazia”; non poteva non esserlo anche la celebrazione di quel IX Centenario certosino. Tutti i figli di San Bruno sono stati invitati a celebrarlo con il massimo fervore e devozione.

E accadde l’imprevedibile: che un certosino della Certosa “X“ non avesse altro da fare, che diventare “giornalista” in quello stesso Centenario. Disposto, quindi, a svolgere questo “ufficio”, non aveva altro che il ricordo di “intervistare” suo padre, San Bruno.

Se quello che si celebra è il IX Centenario della fondazione dell’Ordine Certosino, diceva a se stesso, non c’è niente di meglio che proporre al Padre di questa Famiglia certe domande che aleggiavano nel suo spirito e sulle quali vorrebbe avere una risposta autorizzata. Quindi, ovviamente, per questo non c’è niente di meglio di un “intervista” nello stile di quelli che si fanno in questo mondo.

Non è il caso di riferirsi alle peripezie che tale avventura ha comportato, per esempio, per raggiungere il cielo; per superare la negazione del “portiere celeste”, basato sull’idea che un certosino vivente non poteva né entrare in paradiso né San Bruno poteva andarsene; per ottenere che il “colloquio” desiderato avvenisse nel vestibolo, per non mancare di rispetto alle procedure celesti; e, infine, per far accettare a San Bruno, che in questo mondo era così poco amico di parlare delle sue cose, accettasse di parlare con un certosino del XX secolo, ora che è fuori tempo…

Si dice che i giornalisti ottengano tutto. Non so se è vero; Quel che è certo è che il nostro certosino, potenziale giornalista, è stato fortunato e ha fatto a modo suo: ha realizzato la prevista intervista al suo Fondatore. Gli serve per qualcosa essere un Padre.

Fortunatamente per noi, si è anche ricordato di scriverla. Dieci anni dopo quel Centenario, la scrittura è caduta nelle mie mani e ho avuto l’idea di tradurla in portoghese.

Questo è ciò che, in queste pagine, presento e offro nella speranza che sia utile.

L’autore ci dice che non ha scritto tutto quello che ha visto e sentito e non tutto quello che avrebbe voluto scrivere dopo quella singolare “intervista”. Tuttavia, il testo corrisponde alla verità di quanto discusso; l’autore si scusa abbondantemente se, nelle idee trascritte, qualcosa è meno chiaro. Ma confessa che è molto difficile scrivere tutto ciò di cui si discute in un’intervista con un cittadino del cielo.

Per finire, si tenga presente che non era un “giornalista” professionista ma solo “occasionale”; amatoriale, come si dice ora.

Fatto questo avvertimento, che ho ritenuto necessario, mi limito a tradurre il testo originale.

La mia intenzione? Solo questo: che sia umile memoria del passato IX Centenario della fondazione del nostro Ordine e che, a Dio piacendo, quando avverrà la commemorazione del X Centenario, un altro figlio di San Bruno che l’abbia letto sia incoraggiato a ripetere l’avventura del certosino che ci ha lasciato questo lavoro e che si avventuri ad intervistare ancora il nostro Padre e Fondatore, o meglio, a continuare l’intervista qui descritta. “Audaces fortuna juvat” ovvero “La fortuna aiuta gli audaci”.

INTERVISTA A NOSTRO PADRE SAN BRUNO

Cos’è essere certosino?

Dopo la necessaria presentazione del giornalista improvvisato, che San Pietro, come Portiere del Cielo, la fece gentilmente.; dopo la non meno necessaria spiegazione della presenza di un certosino all’ingresso del Paradiso; e, naturalmente, dopo alcuni abbracci commossi, il nostro “giornalista”, pieno di fiducia filiale e senza alcun timore, perché la paura non esiste in quella dimensione, si è espresso così:

Certosino Giornalista (d’ora in poi CG):

Caro padre S. Bruno, perdonami se sono venuto a distrarre la tua contemplazione celeste. Ma guarda, come ti ha spiegato San Pietro, stiamo per celebrare il IX Centenario della nostra Famiglia; Mi sono quindi sentito spinto a fare questa “visita straordinaria”.

Succede che a noi, uomini terreni, ci dicono che eri – e sei! − un mare di bontà; che hai avuto una bontà meravigliosa, come riflesso della bontà divina che tanto avevi sperimentato; e che nessuno si allontanava dalla tua presenza sconsolato e triste.

Questo ricordo mi ha dato le ali per venire a trattare con te delle domande sulla vita certosina, che hai iniziato 900 anni fa e che ci hai lasciato in eredità. E, prima che mi dimentichi, infinitamente ti ringraziamo per averci lasciato questa eredità! Vi preghiamo di trasmettere questa gratitudine al nostro buon Dio “che ci ha scelti e ci ha condotti nella solitudine per unirci a Sé, per intimo amore”.

Inoltre, scusami se non ti lascio parlare, ci viene insegnato, da quando siamo entrati nel deserto certosino, che siamo una Famiglia, di cui tu sei Padre e Fondatore e che, come tale, sei presente in mezzo a noi.

Sì. Ci viene detto che sei presente, non solo perché viviamo la vita che ci hai comunicato; non solo perché partecipiamo alla tua vocazione ed ereditiamo il carisma che hai ricevuto dallo Spirito per tuoi figli; ma anche perché, continuando ad essere nostro Padre, tu sei il “canale” scelto da Dio per comunicarci incessantemente qualcosa della tua vita. Immagino per comunicarci qualcosa della tua santità, dei tuoi esempi, del tuo amore, della tua mentalità e della tua guida.

Se non fosse troppo audace, si direbbe che, come Padre, in un certo senso ti “incarni” nella vita dei tuoi figli. È evidente che con questo non vogliamo pensare alle chimeriche “reincarnazioni” che alcuni mondani immaginano.

Inoltre, ci ricordiamo, e lo sai benissimo, che dobbiamo “assomigliare” a te. E ci viene assicurato che anche i genitori in Cielo nutrono un affetto speciale per quei figli che, in ordine di grazia, sono più simili a loro.

E soprattutto, non possiamo nemmeno dubitarne.

Dico questo perché il Vaticano II − di cui suppongo tu sia ben informato − ha invitato ed esortato tutti i religiosi a sistemare la nostra attenzione e il nostro sguardo spirituale sui nostri rispettivi Fondatori. Il Concilio, infatti, ci dice che «il vostro carisma non ha origine in una mentalità “conforme al mondo presente”, ma è frutto dallo Spirito Santo, che opera costantemente nella Chiesa” (ET 11).

In verità, Padre, questo ci riempie di gioia e di contentezza, perché possiamo considerarti come il “canale di Dio” attraverso il quale ci arriva il dono della vocazione, la grazia per viverla, le grazie per conservarla e gli opportuni ausili per trasmetterla, pura e incontaminata, alle generazioni future.

Perdonami, Padre, queste spiegazioni precedenti, ma ho pensato che fossero opportune per “giustificare” la nostra intervista e la mia comparsa davanti a te, così…

S. Bruno (d’ora in poi SB)… “inaspettata ed audace”.

CG – Quindi, se me lo permetti, ti farò alcune domande sulla nostra vita. Lo farò con filiale fiducia e spero che mi risponda con la tua paterna benevolenza. D’accordo?

SB – Sì. E se qualche domanda è avventata, cosa propria dei mondani, rimarrà senza risposta.

CG – Perfettamente! Veniamo a ciò che conta. Come ti dicevo, abbiamo ricevuto per tua mediazione la grazia di essere certosini. Vuoi dirmi cos’è per te essere certosino?

6 copertina tonda

 

Cosa risponderà il Nostro amato San Bruno a questo insolito intervistatore?

Lo scopriremo in un prossimo articolo…

Le ricette dei certosini (5)

hermanos9

Per la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi, cari lettori, altri tre suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? “Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.

Matteo 6:31

Maccheroni con Cipolla.

500 Gr. Maccheroni

1 L. Acqua

1 Cucchiaio di Sale

1 Cipolla

100 Gr. Burro o olio

1 Pizzico di Pepe nero

Formaggio grattugiato se lo si preferisce

Svolgimento

Cuocere i maccheroni in acqua bollente salata. Fateli bollire a fuoco basso. Quando sono cotti a tre quarti, versarli nello scolapasta per scolare. Mescolare in una casseruola; aggiungere la cipolla tritata e tostata nell’olio o nel burro. Amalgamare bene il tutto; girarlo più volte con una spatola di legno. conditela con sale e pepe, se lo si gradisce formaggio grattugiato Quindi servirlo.

Patate con Baccalà alla certosina

Ingredienti

1 Kg di patate
1/2 Kg di Merluzzo
1/2 litro di latte
100 Gr di Burro
100 gr di formaggio grattugiato
Acqua a piacimento.

Svolgimento

Sbucciare le patate e tagliarle come per cuocerle. Pulitele bene e mettetele sul fuoco con acqua e sale finché non saranno morbide; Il baccalà deve essere stato in acqua per una notte, per togliere il sale – ancor di più se è denso – anche se tagliato a pezzi. Una volta a punto, si cuoce, non molto, si toglie e si rimuovono pelle e spine. Le proporzioni sono quasi le stesse ma, in ogni caso, mettere più patate. Le patate fanno una buona purea non troppo densa, si può migliorare con il latte cotto. Sbriciolate il baccalà con le mani pulite e unitelo alla purea. (Se il baccalà non è ben salato, le patate vengono cotte senza sale). La massa risultante viene messa nei contenitori oliati, lasciando circa un centimetro o qualcosa di più vuoto. Mettere un buon formaggio grattugiato e qualche cubetto di burro, oppure si possono ungere con olio finissimo, e si mettono in forno fino a che siano cotte. Sfornare facendo attenzione a non scottarsi e servire ben caldo!

Cetrioli in insalata.

1 Kg. Cetrioli

1 cucchiaino di Aceto

1 Cucchiaino di Sale

1 Pizzico di Pepe nero

1 cucchiaio di Olio.

Svolgimento

Sbucciare i cetrioli; dividerli e togliere i semi; tagliare a fettine sottili, marinare per un’ora in aceto e sale; scolateli e aggiungete pepe, olio e aceto.

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Le ricette dei certosini (4)

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Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ho scelto per voi altre tre tipiche ricette estratte da un antico ricettario certosino.

Figlio, finché sei sano, metti alla prova l’appetito e non concederti ciò che vedi che fa male, perché non tutto è buono per tutti, né ogni prelibatezza è appetibile per tutti; Non affrettarti in tutto ciò che è squisito o concediti tutte le prelibatezze; perché la gola porta malattie e la gola provoca coliche; Per mancanza di controllo molti sono morti, chi si controlla allunga la vita.
Ecclesiastico. ((37.30-34).

Minestra di patate con rape e patate.

Ingredienti:

1Kg Rape.

1/2 Kg. Di Patate

Sale fino quanto basta
50 gr. Burro.
1 L. Acqua.

Svolgimento:

Dopo aver sbucciato le rape, tagliatele a pezzi ed in base al loro spessore lavatele e passatele in acqua bollente per cinque minuti, ammorbiditele; metterle subito con le patate e scaldare sul fuoco. Quando saranno cotte, mettete del sale e del burro fino. Il latte può essere aggiunto al momento di servirle.
L’acqua in cui sono stati cotti i cavoli può essere utilizzata aggiungendola al brodo per rendere il tutto più gustoso.

Cernia al forno.

Ingredienti:

3/4 Kgr Cernia
1 Cipolla Piccola
3/4 di aglio
1 bicchierino di vino bianco
1 bicchiere di Latte
1 Cucchiaio di farina
Brodo vegetale

Sale

Pepe nero

Limone

Prezzemolo

Svolgimento:
Una volta pulite e tagliate le cernie, come se fossero fette di carne, vengono adagiate sul piatto; Soffriggere cipolla e aglio tritati; una volta fritto, mettere il vino bianco, un composto di latte e farina e una porzione di buon brodo vegetale; mettetela in forno fino a quando non sarà pronta. Se necessario, prima di metterla dentro, puoi essere utile tenerla un po’ sul fuoco. Si possono servire come se fossero bistecche, fritte o al forno. In questo caso è sufficiente tagliare delle fette non troppo spesse e aggiungere il prezzemolo e l’aglio tritati finemente e un po’ di succo di limone.

Gratin di spinaci.

Ingredienti:

1 1/2 Kg di spinaci
1 litro d’acqua
Sale quanto basta
1 pizzico di pepe nero
100 gr di formaggio
4 uova
100 gr di pangrattato
150 gr di burro
Svolgimento:
Cuocere gli spinaci con acqua bollente salata. Tagliali e compattarli aggiungendo alle uova del formaggio grattugiato o tritato, sbattute e ben amalgamate. Versateli in una padella dopo averli imburrati e cosparsi di pangrattato. Unificare la superficie con una spatola e il latte.
Cuocere e rosolare in forno. Quando il gratin sarà cotto toglierlo e lasciate raffreddare un po’ prima di tagliare e preparare le porzioni.
Quando si vuole conservare gli spinaci più verdi, si mettano appena appena nel colino, ed un attimo in acqua fresca corrente e mescolare un po’ con una spatola per raffreddarli, quindi scolali e pressali come indicato sopra.

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Le ricette dei certosini (3)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi altre tre appetitosi suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Gli uomini retti sanno negare al corpo il cibo che non è strettamente necessario.

San Gregorio Magno.

Gazpacho alle mandorle

Ingredienti:

1 litro d’acqua
1/4 Kg. Mandorle
Sale a proprio gradimento
1 cucchiaio di olio e aceto

Svolgimento:
Lessare le mandorle. Rimuovere la pellicina. Schiacciarle bene nel mortaio fino a quando non si sono convertiti in polpa o pasta più fine possibile. Aggiungere il sale e l’aceto a secondo del proprio gusto e aggiungere poi l’acqua necessaria, in modo che rimanga un brodo più o meno denso, secondo il gusto del cuoco.
Questo gazpacho può essere preparato con acqua fredda in estate o caldo in inverno. È molto nutriente.

Fagioli bianchi (in scatola).

Ingredienti:
Fagioli 1/2 Kg
Cipolla 1/2 Kg
1 Rametto di Prezzemolo
3 Uno spicchio d’aglio
1 peperone verde
1 un pomodoro
1 foglia di alloro
Sale a proprio gradimento
1 patata
100 gr di cavolo cappuccio/ verza
1 rapa

Svolgimento:
Stufare i fagioli con la cipolla che avremo fatto soffriggere insieme all’aglio,
peperoni e pomodori sale e alloro. Quando iniziano a cuocere, e meglio aggiungere anche un pò di burro, la patata tagliata a quadratini, qualche pezzetto di verza e rapa. Cuocere per altri dieci o quindici minuti. Da servire freddo in estate.

Uova strapazzate con cipolla.

Svolgimento

Tagliare le cipolle a fettine; metterli in una casseruola con burro o olio. Cuocetele mescolando continuamente con una spatola. Non appena iniziano a rosolare, toglietele dal fuoco; aggiungere un altro po ‘di burro, in modo che non diventino più colorate e troppo bionde. Mettete questo burro con le cipolle nella padella; scaldare un po’; aggiungere le uova necessarie con sale e pepe e mescolare delicatamente con una forchetta all’inizio e più velocemente quando iniziano a rapprendersi in modo che non si brucino; toglieteli dal fuoco prima che siano completamente cotti per non rovinarli, poiché la loro bontà dipende dal grado di cottura. Versali in una ciotola capiente.

Ingredienti:

2 Uova per persona

100 Grammi di Burro

1 Cipolla

Pepe e sale a proprio gradimento.

converso cucina

San Bruno in Messico

Mex

                San Bruno prega per noi

Cari amici lettori, lo scorso mese di aprile vi ho proposto un’articolo riguardante una parrocchia dedicata a San Bruno, in Costa Rica. Questa notizia mi era stata segnalata da un amico di quel paese centroamericano, decisi quindi di rivolgere un’appello a chiunque conoscesse altre parrocchie dedicate al fondatore dei certosini.

Ebbene, la mia richiesta non è rimasta disattesa, poichè ho ricevuto un’altra segnalazione.

Questa volta mi è stata segnalata la “Parroquia San Bruno”, esistente a Xalapa, nello Stato di Veracruz, in Messico.

Le immagini che seguono ci mostrano questa chiesa che ha sull’altare una statua di san Bruno, ed anche le iniziative legate al santo patrono certosino. La devozione è molto forte, e come di consueto si svolge la Novena da dedicare a San Bruno che ha sempre una grande partecipazione.

Una parrocchia sorta in un quartiere (barrio), nel quale nel 1852, fu fondata la “Fabbrica di Filati e Tessuti San Bruno”, in prossimità di alcuni mulini. Sappiamo che fino al 1950 l’attuale quartiere San Bruno era ancora ufficialmente chiamato Congregazione Andrés Montes. In seguito la trasformazione e la dedicazione della chiesa che vi sorse.

Nel ringraziare chi mi ha segnalato la presenza di questa parrocchia bruniana, colgo l’occasione per invitare chiunque ne conosca altre, di segnalarmele.

Le ricette dei certosini (2)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi altre tre gustosi suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? “Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. (Matteo 6:31)

Potage di Ceci e Spinaci

Ingredienti

300 gr di ceci
1/2 Kg di Spinaci
100 Gr. Baccalà
2 Uova sode
1/2 Cipolle
1 Carota
2 Pomodori
2 Spicchi d’aglio
1 foglia di alloro
50 grammi di olio.
1 Chiodo di garofano
1 pizzico di Pepe/ paprika
1 Cucchiaino di Sale

Svolgimento

Mettere a bagno i ceci il giorno prima. Mettete sul fuoco la pentola con due litri di acqua e, quando inizia a bollire, unite i ceci, il baccalà grattugiato lavato in acqua fredda, la cipolla sbucciata con i chiodi di garofano, la carota intera e la foglia di alloro. Quando la pentola sarà di nuovo bollita, coprire e cuocere lentamente, assicurandosi che l’ebollizione non venga interrotta. Lavate e mondate bene gli spinaci, cambiando più volte l’acqua in modo che non rimangano sporchi; si lessano per cinque minuti, si scolano e si pressano con le mani o con la schiumarola in modo che non rimanga acqua, e si tritano molto bene con il coltello. Soffriggere nell’olio l’altra cipolla con l’aglio tritato. Quando sarà leggermente biondo aggiungere la paprika, i pomodori pelati e tagliati a pezzetti senza semi e, quando tutto sarà pronto, aggiungerlo alla pentola per continuare con lo spezzatino. Con la cipolla, la carota e qualche cece si fa una purea che si aggiunge ai ceci; nello stesso momento si aggiungono le uova tritate e gli spinaci tagliati. Alla fine il tutto deve risultare essere brodoso.

Maccheroni gratinati.

Ingredienti

300 Gr. maccheroni
1 litro d’acqua
1/2 L di latte
1 Cucchiaino di Sale
1 Pizzico Pepe
1 cipolla piccola
100 gr di burro
100 gr di pangrattato
50 Gr. Gruyere formaggio grattugiato

Svolgimento

Cuocere i maccheroni in acqua bollente per circa quindici minuti. Versarli subito in uno scolapasta per scolarli. Rimettetele nello stesso contenitore con il latte bollente, aggiustatele di sale, pepe, cipolla dopo averle colorate nel burro. Versa il tutto nei maccheroni. mescolare e cuocere a fuoco lento fino a quando non c’è liquido. Lisciare la superficie con una spatola di ferro, spolverare di pangrattato, versarvi sopra con un pennello un po ‘di burro o olio per bagnarla un po’ in modo che non si bruci. Gratinare e rosolare in forno; Tiralo fuori subito e lascialo raffreddare un po’prima di tagliarlo e servirlo. Puoi aggiungere il groviera se si gradisce prima di metterlo nella padella.

Salmone con salsa di cipolle

Ingredienti

1 kg Salmone
1 Cipolla Piccola
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di brodo
1 foglia di alloro
Sale a piacere
1 Pizzico di Pepe nero

Svolgimento:

Cipolle tritate; metterle in una casseruola con olio; lasciate mescolare un attimo e poi aggiungete la farina; continuare sempre a raffreddare fino a quando la cipolla non si imbiondisce; bagnare con il vino bianco, il brodo, il sale, il pepe, la foglia di alloro; portate a ebollizione e versate il tutto sulle fette di salmone dopo averle messe in una padella; portare a ebollizione a fuoco rapido per almeno trenta minuti. Aggiustare di sale. Servire con la salsa.

hermanos10