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Buone vacanze 2021

15 certosini e vacanze

Cari amici lettori, è giunto il momento di separarci per qualche settimana. Sarà un periodo di riposo, che arriva a seguito di altri mesi difficili, vissuti dalla minaccia del Coronavirus, che tante vittime ha mietuto, e che tanto ha provato tutti noi. E’ giunto il tempo di ritrovare energie fisiche e spirituali. Quale ricetta migliore se non il silenzio e la preghiera?

Vi esorto pertanto a non trascurare la preghiera, ed è per questo che vi lascio ad un testo di Dom Giovanni Giusto Lanspergio, il quale ci esorta a perseverare nell’aprire il nostro cuore a Dio e chiedere, anche implorando, il suo aiuto.

Auguro a tutti gli amici lettori di Cartusialover di trascorrere in serenità questo periodo estivo, sia esso trascorso in vacanza o al lavoro. Arrivederci ed a presto!!!

Supplica insistente

Rivolgiti a Dio con tempestività, importuna, umile, continua, perseverante e fervente preghiera: rappresenta davanti a Dio il ruolo di chi è continuamente bisognoso. Qui sulla terra i poveri si fanno latosi e fastidiosi, se si presentano ripetute volte davanti ai ricchi; ma con Dio le cose sono diverse, poiché anche quando lo preghi e lo importuni, sia per te, sia per il suo prossimo, non si annoia o infastidisce minimamente; al contrario, più ti intrattieni nella preghiera e insisti a chiedergli e a importunarlo, più piacere gli causi.

In effetti, per quanto Dio non si impoverisce né diminuiscono le sue ricchezze; e non si preoccupa nemmeno della nostra importunità, né si disgusta della nostra povertà e della nostra miseria; anzi si delizia moltissimo nel vedere in noi questa santa avidità e questa avidità di virtù e beni spirituali.

Di conseguenza, in qualsiasi necessità tua o di altri, dopo aver usato l’industria umana e naturale, ricordati a Dio. Sia Lui il sicuro rifugio nelle tue richieste e premure, nei tuoi timori e nei tuoi pericoli; non devi vergognarti rivolgendoti a Lui ogni momento per supplicarlo per persone o necessità diverse, al contrario, devi avere quindi maggiore fiducia in Dio. Sarai ascoltato nella misura della fiducia che hai avuto in Lui. Quindi ricordati a Dio in qualsiasi tua necessità, chiedigli consiglio e aiuto.

Chiedi a Dio una umile e fervente contrizione e detestazione dei tuoi peccati, delle tue negligenze e delle altre colpe con cui hai offeso Dio. Supplica una fervente e perfetta carità che ti renda solito nel custodirti da ogni offesa a Dio e al prossimo, e premuroso nell’unirti a Lui e nel cercare solo Lui. Chiedi anche tu una pronta e perfetta abnegazione di te stesso, affinché tu possa compiere la volontà divina e ricevere ogni avversità con animo paziente, come venuta dalla mano di Dio. (…)

A questo punto c’è la vera devozione, cioè nell’avere la volontà pronta e disposta per fare la volontà di Dio, e ciò che è del suo onore e gloria. (….) Di conseguenza si ingannano quelli che credono che la devozione consista in una certa tenerezza di cuore che facilmente finisce nelle lacrime, o nel sentire dolcezza nelle pratiche devote. (…) La vera devozione non può tollerare avvertamente in sé qualcosa che sia contro la volontà di Dio.

Questa devozione persevera in qualsiasi aridità del cuore e distrazione della mente.

vacanze

Come onorare il Cuore di Gesù

Lanspergio (affresco nel refettorio della certosa di Calci)

Cari amici, per cominciare questo mese di giugno dedicato alla devozione del Sacro Cuore di Gesù, vi offro uno splendido testo con preghiera di Dom Lanspergio. Come sappiamo i certosini sono particolarmente devoti a questo particolare culto.

Come onorare il Cuore di Gesù

Gesù all’anima fedele:

Anima cristiana, ti insegnerò come onorare le mie piaghe, in particolare quella del mio cuore divino che è stato ferito per amore tuo. Dopo la mia risurrezione, ho mostrato le ferite delle mie mani, dei miei piedi e del mio fianco ai miei apostoli, dicendo loro: guardate, toccate, guardatemi attentamente. Lo hanno fatto senza indugio. Imitali. Se vuoi toccare, in spirito, la Ferita del Mio costato, considera con profonda gratitudine l’amore del Mio Cuore, che Mi ha portato a sceglierti da tutta l’eternità per essere Mia figlia ed erede del Mio Regno.

Offrimi questa preghiera:

Signore di infinita misericordia, attraverso questa Ferita di intenso amore, attraverso questa Ferita così grande che può contenere la terra, i cieli e tutto ciò che è in essi, unisco il mio amore al Tuo amore divino, affinché , in questo modo e per mezzo di esso, il mio amore può essere reso perfetto, può perdersi nel tuo ed essere mescolato con esso come due metalli liquefatti dal fuoco e mescolati insieme formano uno solo. Possano le nostre due volontà diventare una sola, o meglio, la mia sia totalmente unita e sempre in perfetta conformità con la tua. Nella fornace ardente del tuo cuore, in questa ferita d’amore, getto i miei affetti, le mie inclinazioni, i miei pensieri e i miei desideri, che tutto ciò che è coperto di ruggine e contaminazione, tutto ciò che è imperfetto e in disordine, possa essere distrutto dalle fiamme. Allora il mio cuore, tutto purificato e rinnovato, sarà completamente consumato in Te e per Te.

Amen

Maria proteggimi

Nell’articolo odierno, a conclusione di questo mese mariano, voglio offrirvi una struggente e deliziosa preghiera di Dom Giovanni Giusto Lanspergio dedicata a Maria protettrice dei certosini.

Maria proteggimi

Oh la più pura, la più nobile e la più bella di tutte le Vergini, molto degna Madre di Dio, Maria io ti supplico per la tua immensa profonda umiltà, la tua grande santità, e la tua enorme casta purezza, per la tua fervente carità, e per tutti i doni grazie e virtù di cui Dio ti ha adornato per essere la sua degna madre ricevi me come un figlio sotto la tua protezione e l’amore del tuo cuore materno, malgrado il mio essere indegno, ed ottienimi di amarti molto santamente e molto castamente. Ottienimi la più perfetta umiltà, la più perfetta castità, la più perfetta carità e tutte le altre virtù per le quali Tu hai fatto piacere a Dio. Implora lo stesso per me, che per una particolare misericordia di Tuo figlio, per i meriti della sua Passione e per una inesauribile contrizione dei miei peccati, io possa meritare in questa vita di essere purificato da tutti i miei vizi ed i miei peccati, perchè dopo questa vita terrena io possa ricevere senza ritardo la vita eterna. E’ per questo, dolcissima sovrana di misericordia, ottienimi di sopportare sempre il più pazientemente possibile e ringraziando, tutte le avversità che possano

sopraggiungere, e di spendere secondo il Tuo buon piacere tutte le forze del mio corpo e della mia anima, tutti gli istanti della mia vita per la lode e la gloria di Tuo Figlio

Amen

Dom Lanspergio e la Madre Buona

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Eccoci giunti al mese di maggio, il mese dedicato alla Madonna. Una devozione speciale, che ha spinto molti monaci certosini a dedicare a Maria, meditazioni, testi e orazioni.

Oggi vi propongo una deliziosa preghiera concepita da Dom Giovanni Giusto Lanspergio. L’autore, era un grande amante della Madonna, che vedeva come madre.

A seguire un delizioso video con l’audio del suggestivo canto Ave Maris Stella.

“O Maria, permettimi di guardarti, riverire e amare come mia Madre Buona”:

 

Tante quante sono le gocce d’acqua nel mare, le stelle nel cielo, gli spiriti benedetti tra gli innumerevoli eserciti di angeli, le foglie in tutti gli alberi, i fili d’erba sulla terra; tante volte dal profondo del mio cuore, ti saluto, o nobilissima, preziosissima, bellissima, gloriosissima e molto dignitosa Madre di Dio, potentissima Regina del cielo, molto amabile e dolcissima Maria, Sovrana Signora dell’ universo, e ti saluto in unione dell’Amore e per il Cuore del tuo diletto Figlio e di tutti coloro che Ti amano; e in onore di questo amore incomparabile per cui il Figlio di Dio ti ha scelto, amato e onorato come sua degna Madre e si è donato a te per essere il tuo unigenito Figlio, permettimi di guardarti, riverire e amare come mia Buona madre, e di offrirmi e di dare a Te per essere nel rango dei tuoi figli, sebbene infinitamente indegni. Ti prego, Santissima Madre di Dio, di accogliermi in questa veste e di assicurare davanti a Dio che sono tutto tuo, mia dolcissima e fedelissima Madre, mia Gioia e mia Corona ”.

Così sia.

 

Buon mese mariano!

Ave Maris Stella

«Ave maris stella,
Dei Mater alma
atque semper virgo
felix coeli porta.

Sumens illud ave
Gabrielis ore
funda nos in pace
mutans Evae nomen.

Solve vincla reis,
profer lumen caecis,
mala nostra pelle,
bona cuncta posce.

Monstra te esse matrem,
sumat per te preces
qui pro nobis natus
tulit esse tuus.

Virgo singularis
inter omnes mitis,
nos culpis solutos
mites fac et castos.

Vitam praesta puram,
iter para tutum
ut videntes Jesum
semper collaetemur.

Sit laus Deo Patri,
summo Christo decus,
Spiritui Sancto
tribus honor unus.

Amen

Preghiera per il Venerdi di Passione

Crucifixion-chartreuse Villeneuve les Avignon

Cari amici lettori, eccoci giunti al Venerdi Santo in cui si commemora la passione e la crocifissione di Gesù Cristo.

Intendo offrirvi questa sublime preghiera alla sacra ferita sul costato di Gesù tratta dal Rosario della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo del certosino Dom Giovanni Giusto Lanspergio.

 

“O Padre, ti offro la sacra Ferita del Cuore di tuo Figlio”:


“O padre molto adorabile e molto disinvolto!

Ti offro, in soddisfazione di tutti i miei peccati e di quelli di tutti gli altri, e in riparazione della mia pigrizia, della mia tiepidezza, della mia negligenza e del mio amore disordinato;

Ti offro, dico, questa sacra Ferita del Cuore di tuo Figlio, il Sangue e l’Acqua che ne sono sgorgati e l’immenso Amore dal quale Ti ha amato;

Pregandoti che da questa santa Ferita riversi nella mia anima un Amore purissimo, ardentissimo, perfetto ed eterno, con il quale Ti amo con tutto il cuore e ti benedico in tutto e soprattutto, che Ti desidero solo, che Cerco solo Te, di essere attaccato solo a Te solo, e di usare interamente tutti i poteri del mio corpo e della mia anima per amarti e glorificarti.”

Così sia

Buon Natale 2020

25 Ancien retable du maître-autel de la Chartreuse de Strasbourg (I Nativité, II Adoration des Mages, III Circoncision). Vers 1470-1475. Noyer polychrome. Musée de l'Œuvre Notre-Dame de Strasbourg

Carissimi amici lettori di Cartusialover nel silenzio della notte stellata trascorsa, una luce possa diffondersi nella nostra grotta interiore, illuminandola e trasformandola. Sinceri Auguri per un Natale che ci trasformi, illuminandoci. Nasce Cristo e nasce la speranza, Lui ci porta la speranza, quella di cui oggi, più di sempre, ha bisogno l’intero genere umano.

Buon Natale pregno di salute e serenità

Ho scelto per voi, un’omelia di Dom Giovanni Giusto Lanspergio che credo sia edificante ed illuminante in questi tempi bui. A seguire una toccante preghiera.

Cristo, la luce della nostra vita

Omelia di Dom Lanspergio

Sermone 5, Opera omnia, 3, 315-317

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto sorgere una grande luce (Is 9,1).

Fratelli miei, è risaputo che siamo tutti nati nell’oscurità e che una volta vivevamo lì. Ma assicuriamoci di non rimanere lì più a lungo, ora che il sole della giustizia è sorto per noi.

Cristo quindi è venuto per illuminare coloro che dimorano nelle tenebre e nell’ombra della morte, per guidare i loro passi sulla via della pace. Di quale oscurità stiamo parlando? Tutto ciò che è nella nostra mente, nella nostra volontà o nella nostra memoria, e che non è Dio o non ha la sua sorgente in Dio, in altre parole tutto in noi che non è alla gloria di Dio e schermi tra Dio e l’anima, è l’oscurità.

Quindi Cristo, avendo la luce dentro di sé, ce l’ha portata in modo che potessimo vedere i nostri peccati e odiare le nostre tenebre. In verità, la povertà che scelse quando non riuscì a trovare posto nella taverna, è per noi la luce con cui ora possiamo conoscere la felicità dei poveri in spirito, a cui appartiene il Regno dei Cieli.

L’amore di cui Cristo ha testimoniato dedicandosi alla nostra istruzione ed esponendosi a sopportare per noi prove, esilio, persecuzione, ferite e morte in croce, l’amore che alla fine lo ha portato fa pregare per i suoi carnefici, è per noi la luce grazie alla quale possiamo imparare anche ad amare i nostri nemici.

È per noi la luce, l’umiltà con cui si è spogliato assumendo la condizione di servo (Fil 2,7) e, rifiutando la gloria del mondo, ha voluto nascere in una stalla piuttosto che in un palazzo e resistere una morte vergognosa su una forca. Grazie a questa umiltà possiamo sapere quanto sia detestabile il peccato di un essere di melma, un povero ometto di nulla, quando è orgoglioso, si glorifica e non vuole obbedire, mentre vediamo il Dio infinito, umiliato, disprezzato e consegnato agli uomini.

È leggera anche per noi, la dolcezza con cui sopportava la fame, la sete, il freddo, gli insulti, i colpi e le ferite, quando come un agnello veniva condotto al macello e come una pecora davanti al tosatore non ha aperto la bocca (Is 53,7). Grazie a questa gentilezza, infatti, vediamo quanto sia inutile la rabbia, oltre che la minaccia, quindi acconsentiamo a soffrire e non serviamo Cristo fuori dalla routine. Grazie a lei conosciamo tutto ciò che ci viene chiesto: piangere i nostri peccati nella sottomissione e nel silenzio e sopportare pazientemente la sofferenza quando si presenta. Perché Cristo sopportò i suoi tormenti con tanta dolcezza e pazienza, non per i peccati che non ha commesso, ma per quelli degli altri.

Pertanto, cari fratelli e sorelle, riflettete su tutte le virtù che Cristo ci ha insegnato con la sua vita esemplare, che ci raccomanda con le sue esortazioni e che ci dà la forza di imitare con l’aiuto della sua grazia.

Preghiera

Dio eterno e onnipotente, dirigi la nostra vita secondo il tuo amore, affinché nel nome del tuo diletto Figlio possiamo portare frutti in abbondanza. Da Gesù Cristo.

O Signore nostro Dio, volevi che tuo Figlio prendesse la nostra carne per diffondere la tua luce tra coloro che dimorano nelle tenebre. Concedici la grazia di una conversione più totale e rifletteremo sui nostri fratelli la chiarezza del tuo Regno. 

Amen

Auguri

Dom Bruno Loher ed il suo maestro Lanspergio (parte seconda)

Dom lanspergio scolpito nel pulpito a Laon

Dom Lanspergio scolpito nel pulpito della cattedrale di Laon

Prosegue la biografia di Dom Bruno Loher su Dom Giovanni Giusto Lanspergio.

” Vita conscripta venerabilis et suspiciendi D. Joannis Justi Lanspergii “

La sua pazienza è stata così ammirevole in mezzo alle atroci sofferenze che lo hanno mortificato totalmente, soprattutto alla fine della sua vita, che sembrava un miracolo per tutti coloro che lo circondavano di essere vivo. E non è stato sorprendente, quindi, essere stato spesso liquidato dai medici, che hanno annunciato la vicinanza della sua morte a causa della cattiva condizione dei suoi polmoni e del fegato per anni, contro ogni probabilità che potesse sopravvivere così molto malato. Ma era così paziente nella sofferenza che una sola espressione di impazienza non gli uscì mai di bocca. E quando alcuni religiosi, laici o potenti lo visitavano e gli chiedevano come stava, lui rispondeva sempre dicendo di essere in buone condizioni o con le parole di San Giobbe: «Come fa piacere al Signore; Possa il suo nome essere benedetto. ”Molto spesso era stanco di vivere più a lungo a causa dell’intensità del suo dolore. Voleva morire e stare con Cristo, soprattutto a causa della deplorevole rovina della Chiesa cattolica e della condanna delle anime, una situazione che meritava di essere pianto con lacrime di sangue. Ed è stato che ha visto che le anime, corrotte ovunque leggendo i libri di Erasmo, Lutero e altri disertori del suo stesso Ordine (di cui diceva che erano state consegnate da Dio nel senso reprobo), correvano senza controllo dirette all’inferno, poiché che il mondo, nella sua cecità, crea oggi falsi dottori. Si astenne completamente da tali letture e consigliò agli altri di astenersi a causa del loro scarso profitto e perché difficilmente potevano essere letti senza pericolo di contagio, poiché le sue parole, come un cancro, venivano introdotte di nascosto nell’anima; Inoltre, poiché non solo tutta la dottrina, ma anche tutti i libri di quegli pseudodottori erano stati proibiti e condannati. Commosso da questo fatto, dato il suo ammirevole amore e sete di salvezza delle anime, pubblicò molti scritti che respiravano pietà, sana fede ed un esimio amore per Dio e il prossimo. Grazie a quegli scritti, e nella misura delle sue forze, salvò molte anime corrotte dall’errore e impigliate nei legami del diavolo, in cui vide che innumerevoli di loro erano fortemente intrappolati e si precipitavano con gli occhi chiusi alle fiamme dell’inferno. Rafforzò il vacillante, rafforzò il fermo, infiammò il tiepido, aiutò l’esercitato, istruì gli ignoranti, spronò coloro che correvano e, come guida esperta, mostrò il percorso reale a coloro che desideravano servire Dio. In breve, non c’era nessuno che non trovasse alcun uso nei suoi libri. E tutto ciò è accaduto felicemente con l’aiuto di Dio, che ha riversato sui suoi scritti una grazia non volgare e ha dato così tanto frutto nella Chiesa di Dio, che tra i dottori ecclesiastici non dovrebbe essere considerato all’ultimo posto. Poiché i suoi stessi insegnamenti si applicano a se stessi, il nostro Lanspergio ha messo tutti i suoi sforzi per diventare sereni gli altri come un’immagine vivente di tutte le virtù e non ammettere a se stesso tutto ciò che dispiace alla sua dottrina o ne toglieva il peso.

Per questo motivo, tutto ciò che diceva o scriveva aveva un’enorme forza e autorità anche tra gli uomini di grande apprendimento, i quali, rendendosi conto di certe indicazioni che lo spirito di Cristo viveva in lui e parlava attraverso la sua bocca, erano spesso profondamente colpiti da Parole e scritti: in tutta la sua condotta c’era una straordinaria innocenza, la semplicità di una colomba unita a una grande prudenza, un’integrità cristiana, una pronta benevolenza verso tutti, una gentilezza spontanea, un dolce affetto ma non eccessivo, l’odio per il peccato, l’amore per la giustizia, disprezzo per il mondo e le cose terrene, grande desiderio di povertà e amore ardente. Chi gli si avvicinò senza sentirsi sollevato dal suo consiglio? Chi, dopo aver avuto una conversazione intima con lui, non ne ha avuto profitto? E non solo trattava i suoi fratelli in quel modo, ma anche estranei e sconosciuti, ma faceva sempre grandi sforzi nel dare le prove di un uomo evangelico e non solo nel portare il Vangelo in bocca, come molti fanno oggi. Abominò gran parte dei malvagi dogmatici, perché sebbene tutta la loro vita sia in chiara contraddizione con i precetti del Vangelo, tuttavia, si vantano di evangelici e vogliono fingere. La loro spudorata incoscienza e la loro folle vergogna erano sempre estremamente odiose per lui, anche se simpatizzava con la loro situazione e piangeva per la cecità e la follia con cui spingevano non solo se stessi, ma anche molti altri, a eterne miserie e calamità, non importa quanto loro stessi. non accordarono a questo fatto la minima importanza a causa dell’oscurità estremamente oscura del loro cuore e della ferrea ostinazione della loro anima. Spesso, nelle loro opere, criticavano e confutavano gli errori di questi eretici, senza altra intenzione che farli conoscere in modo che si rettificheranno da soli, o certamente in modo che gli altri non rimangano impigliati in essi. Sì, è comune per i santi di Dio combattere per liberare le vittime dalle bugie del diavolo e riportarle alla vera salvezza. I santi, infatti, soffrono molto di più per i pericoli che attendono le anime che per le difficoltà dei loro corpi. Ma le molteplici ferite che Dio Onnipotente riceve dai peccati degli uomini li tormentano anche molto a causa del loro grande amore per Lui, amore che li porta a non lasciare senza punizione i minimi peccati. Potremmo ancora scrivere con piena fedeltà molte altre cose in raccomandazione di questo venerabile padre, ma poiché i suoi scritti sono per chiunque la sua migliore raccomandazione, riteniamo superfluo estenderci molto di più. Ha vissuto felicemente e la sua vita felice è stata seguita da una morte felice. Chi viveva ogni giorno come se fosse l’ultimo non poteva avere una brutta morte. Bene, come poteva temere le trappole della morte che non permettevano che ci fosse qualcosa in lui che potesse instillare paura della morte? Mentre viveva, ha combattuto duramente per rimuovere da se stesso tutto il peccato e tutto ciò che potrebbe sopraffarlo nell’ora della morte, così che quando sarebbe arrivata, non sarebbe stato sorpreso preparandosi all’ultimo momento, come fanno molti pazzi, ma piuttosto la avrebbe accolta felicemente come porta di accesso alla vita. Era senza dubbio il numero di coloro che hanno la vita nella pazienza e nella morte in desiderio, per quale piacere avrebbe potuto trovare nella vita che, come abbiamo già detto, ha dovuto sopportare così tante malattie che sembrava più morto che vivo? Quindi voleva la morte per poter venire alla presenza della gloria di Dio. E sebbene abbia dovuto aspettare un pò di tempo che il suo desiderio fosse finalmente ascoltato molte opere fedeli e corone di pazienza, e dopo aver dato grandi frutti nella Chiesa di Dio e nell’Ordine certosino con la sua parola, penna ed esempio, confortarono spiritualmente i Sacramenti della Chiesa e confessarono scrupolosamente e piamente tutti i suoi difetti, in piena lucidità, Diede il suo spirito santo a Dio, dal quale l’aveva ricevuto, l’11 agosto 1539, dopo aver vissuto lodevolmente per 30 anni nell’ordine cartusiano.

Spero abbiate apprezzato questo testo di Dom Loher, un profilo tracciatoci da un suo contemporaneo e confratello, ed è per questo che credo assuma una importanza notevole.

Dom Bruno Loher ed il suo maestro Lanspergio

Dom lanspergio scolpito nel pulpito a Laon

Dom Lanspergio scolpito nel pulpito della cattedrale di Laon

In questi anni da questo blog, spesso ci siamo “nutriti” di svariati testi di autori certosini. Molti di questi li ho scelti tra i tantissimi scritti da Dom Giovanni Giusto Lanspergio, di cui vi ho anche proposto dei dati biografici. Ma nell’articolo odierno e nel prossimo, vi offro una biografia particolare, poichè redatta da un suo discepolo.

Ma prima di svelarvi il suo testo, che ho diviso in due articoli, scopriamo prima chi era costui.

Bruno Loher o Loer, nacque in una data non conosciuta intorno al 1500, a Stratum nei pressi di Eindhoven nei Paesi Bassi, da giovane fece la professione nella certosa di Colonia il 6 ottobre del 1530, dove raggiunse il fratello Thierry e dove sarà raggiunto in seguito dall’altro fratello Ugo. Fu nominato Vicario nel 1539, ed in seguito Maestro dei novizi. Collaborò con suo fratello Thierry a raccolte degli scritti di Dionigi di Riyckel. Contariamente ai fratelli, egli rimase sempre nella certosa di Colonia, nella quale divenne poi Vicario e successivamente priore, e durante questo incarico terminò la sua vita terrena, il 31 luglio del 1557. Durante la sua vita monastica conobbe e stimò Dom Giovanni Giusto Lanspergio, riconoscendolo come colui che lo aveva formato alla vita spirituale, e non esitò ad elogiare il suo rigoroso ascetismo, la sua pietà e le sue virtù. Fu un alacre scrittore, e tra i suoi scritti la biografia di Dom Giovanni Giusto Lanspergio che segue, concepita nel 1554.

” Vita conscripta venerabilis et suspiciendi D. Joannis Justi Lanspergii “

Padre Giovanni Lanspergio, solo nel nome e nelle opere, amato da Dio e dagli uomini, è nato nel famoso ducato di Baviera, in Germania, nella città di Landsberg, da genitori onesti. Benedetto da Dio con un dolce naturale, dopo aver terminato gli studi di filosofia all’Università di Colonia, volendo offrire al suo Creatore il fiore della sua giovinezza nella Certosa di quella stessa città, abbandonò il mondo nel corpo e nell’anima e si arrese energicamente al combattimento spirituale A quel tempo, sarebbe difficile spiegare il suo uso in tutti gli aspetti della vita spirituale: il suo fervente amore per Dio, la sua devozione alla gloriosa Vergine, sua Madre (perché, dopo Dio, era la proprietaria del suo cuore), la sua obbedienza a i suoi superiori, la sua durezza verso se stesso e la sua gentilezza verso gli altri, il suo zelo per l’osservanza dell’Ordine, la sua tenacia nella giustizia, la sua costanza nella preghiera, la sua ferma perseveranza al lavoro. Con la sua parola e il suo esempio era per molti una luce sulla via di Dio, come una stella splendente posta nel firmamento della Chiesa. Chiunque desideri verificare ciò che è stato detto, leggere attentamente e devotamente i suoi scritti e libri, dove viene rivelato che non solo possedeva un grande significato in lettere profane, ma era anche straordinariamente illuminato dall’unzione interna dello Spirito Santo. Fu sua delizia meditare giorno e notte sulla legge del Signore, e usava sempre proficuamente il suo tempo, sia che pregasse seriamente, leggendo libri sacri o scrivendo. Ma soprattutto, ogni giorno Dio immolava sull’altare l’ostia dell’Agnello immacolato: era così zelante in questi santi esercizi che persino le gravi malattie che lo opprimevano alcuni anni prima della sua morte non potevano separarlo da loro; al contrario, parlando spesso al di sopra delle sue forze, non meno della sua forza, si impose su di loro. Come una pia madre, si dimostrò solidale con le esigenze di tutti gli uomini e non fu gravata dal dedicarsi interamente a confortare o istruire quelli che lo hanno chiesto (sacrificando spesso il suo sonno o il suo cibo). Era buono e gentile con gli altri, era solo duro e inflessibile con se stesso: per sottomettere la carne allo spirito, macerava assiduamente il suo corpicino con digiuni, veglie, flagelli, cilici ed altre penitenze. Per qualche tempo ha indossato una maglia di ferro sulla sua carne nuda. Si è astenuto con grande zelo dalle delicate prelibatezze e dalle parole superflue, oziose o dannose. Per tutto questo, è facile dedurre come la purezza interiore di quell’uomo brillava che all’esterno era rigorosa fustigatore della sua carne e dei suoi sensi. Infatti, chiunque aspiri alla purezza dello spirito e del corpo, a prescindere dall’a propria mortificazione, inganna se stesso e non fa altro che inseguire un’ombra e colpire il bronzo. Ammirava molto la semplicità della sua obbedienza ai superiori, poichè quando si trattava di obbedire, non faceva distinzioni tra questioni importanti e insignificanti, rispettando ciò che era comandato senza mormorare: con l’obbedienza, accettò la posizione di priore della Certosa di Cantavium, (Vogelsang) vicino a Juliers, un luogo malsano a causa della sua umidità, che lo faceva ammalare dal frequente vomito e sangue fino alla sua morte. Tuttavia, sebbene lo desiderasse molto, non ha mai preteso che i suoi superiori lo trasferissero in un luogo più sano. E poco prima della sua morte, secondo la testimonianza di un fratello, il nostro Lanspergio dichiarò con tutta serietà che non aveva mai agito consapevolmente, nemmeno con una sola parola, contro la volontà dei suoi superiori nell’ordine, per la quale c’erano tanta grazia e saggezza che Dio si riversò sul suo cuore e sulle sue parole, che non solo i suoi fratelli, ma anche i principi e i potenti della terra vennero da lui e ascoltarono i suoi consigli spirituali con grande piacere e riverenza e, piuttosto che onorarlo come amico di Dio, onorarono Dio che parlò su di esso. E poiché era un servitore fedele e prudente nelle buone opere nella casa di Dio, il Signore misericordioso, al fine di accrescere i suoi meriti, si degnò di purificarlo completamente dai suoi peccati in questo mondo, come l’oro nel crogiolo (qualcosa che egli stesso chiese costantemente a Dio possiamo vederlo nei suoi scritti) calcoli, tisi con tosse molto violenta, vomito di sangue e non so quali altre malattie gravi e prolungate.

Continua…

Lettera sulla Devozione al Sacro Cuore

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Oggi per voi, un’altra perla sulla Devozione al Sacro Cuore, stavolta una lettera concepita da Dom Giovanni Giusto Lanspergio. Egli la scrisse verso il 1525, allorquando era Maestro dei novizi nella certosa di Colonia.

Dedicata al novizio, che vive nella cella posta nell’angolo vicino al cimitero; possa la tua devozione crescere costantemente!

Mio caro figlio, abbi cura di eccitarti per venerare l’ottimo Cuore di Gesù, questo Cuore così pieno di amore e misericordia; onoralo con adorazione assidua, abbraccialo ed entra con il pensiero in questo Cuore che è aperto a te. Chiedi attraverso di lui ciò che desideri, offrigli tutte le tue azioni, poiché è il vaso che contiene tutte le grazie celesti, la porta attraverso la quale andiamo da Dio e attraverso la quale Dio viene da noi. Metti quindi, in un luogo in cui devi passare spesso, un’immagine di questo Cuore divino (o delle Cinque Piaghe), ecciterà in te l’amore di Dio e ti avvertirà spesso di agire per lui. Mentre guardi questa immagine, ricorda che sei in esilio e nella miserabile schiavitù del peccato; poi, con gemiti, sospiri e aspirazioni ardenti, porta il tuo cuore a Dio; quindi, raccogliendo nella tua mente, senza alcun suono di parole (o persino usandole se ti sono di aiuto), grida al Signore per ottenere la purificazione del tuo cuore e l’unione della tua volontà nel Cuore di Gesù, c è per il piacere di Dio. Potresti anche, se la devozione interiore ti preme, abbracciare questa immagine, vale a dire il Cuore del Re Gesù e persuaderti nella tua mente che hai veramente il Cuore divino del Salvatore Gesù sotto le tue labbra. Oh! poi brucia con il desiderio di legare il tuo cuore a Lui, di immergerti, di assorbire il tuo spirito in lui. Oppure, dopo averlo chiesto, credi che da questo Cuore amabile attiri nel tuo cuore il suo spirito, la sua grazia, le sue virtù e, infine, tutto ciò che è benefico in questo Cuore (ed è incommensurabile), il Cuore di Gesù, infatti, è abbondantemente pieno di tutti questi tesori. È una pratica molto utile e pia, onorare devotamente il Cuore del Signore Gesù; nei tuoi bisogni, cerca rifugio con lui per attingere da esso, con consolazione, saggezza, grazia e forza. Anche quando i cuori di tutti gli uomini ti abbandonano e ti ingannano, rimangono nel riposo e nella fiducia; questo cuore molto fedele non ti ingannerà, non ti lascerà mai.

Festività del Sacro Cuore di Gesù

Sacro Cuore Ubaldo gandolfi

Seppure la festa del Sacro Cuore, che oggi si celebra, fu celebrata per la prima volta in Francia probabilmente nel 1672 e divenne universale per tutta la Chiesa cattolica solo nel 1856, autori certosini ne avevano diffuso la devozione da tempo.

Oggi voglio offrirvi una meditazione di Dom Giovanni Giusto Lanspergio.

Meditiamo e lasciamoci cullare da queste deliziose esortazioni.

Il Cuore di Gesù è un rifugio sicuro.Sii tu per me un luogo di forza.

(Salmo 70: 3)

La ferita del Cuore di Gesù è per tutti un rifugio sicuro in tutti i guai. In ogni dolore e afflizione bisogna ricorrere a questo Cuore ferito. Si deve invogliare, e quando siamo sopraffatti dalla tristezza, non si deve temere, perché non c’è un luogo sicuro per voi che nel Cuore aperto di Gesù. Entrare in esso , e non solo per rifugiarsi. Il tentatore non può penetrarvi lì. Il male non può avvicinarsi a questa sacra dimora. In questo santuario inviolabile si può riposare in pace.
Fondendo tutti i tuoi peccati in questa ferita, che, attraverso la gentilezza amorevole di Gesù Cristo, essi potranno essere cancellati e distrutti. Nascondere le vostre opere buone lì, in modo che la santità di Gesù può tenerle e difendere. Portare in questo Cuore Divino tutti i doni che avete ricevuto da Dio, in modo che, sotto la protezione di Gesù, possono diventare ancora più grandi. Imparare ad abitare in questa ferita del Lato è il Cuore di Gesù. Se la vostra anima è il suo amico e sposa mistica, dove può si trovare un più nobile, un più salutare, o un luogo di riposo più dolce del Cuore di Gesù? Se la vostra anima è come una colomba, qui è il posto per poter costruire il suo nido. Se avete scelto di essere come un passero solitario, quello in cui ritiro di condurre una vita di solitudine, in isolamento da tutto, quale luogo può essere più adatto a voi che il Cuore di Gesù? Se la vostra anima è come una tortora, se sospira dopo Dio dai suoi desideri casti, ecco il luogo del suo riposo, il Cuore aperto di Gesù Cristo. Se hai fame, lì troverete la manna che vi nutrire voi; se hai sete, v’è la fontana del Salvatore in cui si può bere abbondantemente. Sì, il Cuore di Gesù è il fiume che è venuto fuori di mezzo del paradiso terrestre; scorre nei cuori di tutti coloro che sono a lui dedicati; bagna e feconda la terra intera. Il Cuore di Gesù è la porta dell’arca, attraverso la quale coloro che vengono sfuggiranno al diluvio. Entra allora, a dimorare in questa ferita, contemplando come una colomba della Passione, la misericordia e l’amore di Gesù.

Amen