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  • Memini, volat irreparabile tempus

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L’addio a Dom Marianus Marck

 

cemetery.jpg.

Nel precedente articolo, nel quale vi ho fatto conoscere Dom Marianus Marck, vi ho preannunciato che vi avrei offerto il titolo funebre. Esso fu dedicatogli da Dom Andrè Poisson, che all’epoca della morte di Dom Marianus era Priore generale dell’Ordine dei Certosini, e conosceva molto bene personalmente il compianto confratello.

Il 19 settembre 1997, all’indomani della sua morte nel momento della sepoltura nel cimitero della certosa della Trasfigurazione, Dom Poisson lesse questo splendido discorso.

“Dom Marianus era per me un vecchio amico, eravamo insieme in noviziato tanti anni fa e siamo rimasti in contatto quasi fino a quando non è arrivato qui alla Certosa della Trasfigurazione, ma sono convinto che la nostra amicizia fosse viva nonostante ciò con il silenzio che siamo stati costretti a mantenere a causa della distanza.
Lo ricordo in quel tempo lontano come una persona sorridente che ha imparato il francese con qualche difficoltà ma sempre con senso dell’umorismo.
Eravamo insieme sotto la responsabilità di un imponente maestro dei novizi che fu felicissimo di accogliere Dom Marianus, ma con il chiaro intento di dargli una vera formazione cartusiana, nonostante la sua precedente formazione benedettina in un monastero bavarese.
Ciò significava una inesorabile aggressività da parte del maestro dei novizi contro ogni forma di spirito benedettino. Dom Marianus probabilmente soffrì di questi attacchi, ma non perse mai il suo sorriso e le sue maniere aperte con il suo maestro dei novizi. Per quanto ricordo, ha sempre avuto fiducia e amicizia con lui.
Dopo la professione solenne, il primo incarico affidato a Dom Marianus fu a Parkminster, dove trascorse molto tempo imparando e praticando intensamente la contabilità, insieme ad alcune menti brillanti come il nostro attuale Procuratore Generale. Entrambi sapevano come mantenere il sorriso e la pace in questo lavoro.
Ma forse la cosa più importante di Dom Marianus è il fatto che all’epoca imparò l’inglese e un buon senso dell’umorismo.
In tutta onestà, devo ammettere che non ricordo affatto perché e come ho deciso di mandarlo alla Trasfigurazione, ma ricordo molto chiaramente quanto sia stato difficile per lui accettare per mesi e forse anni prima, rimanere qui perché sentiva una forte attrazione dalla spiritualità orientale.
Non posso dubitare della sua lealtà, ma ho sempre pensato che non fosse preparato per questa prova e, per quanto posso ricordare, Dom Raphael condivideva questo punto di vista.
Alla fine, ha accettato di cuore di essere il Procuratore della Trasfigurazione e ha mantenuto quella posizione per 20 anni per la gioia della comunità. Alla fine, quando divenne vecchio, fu nominato vicario.
Ad un altro livello divenne un prezioso confessore, pieno di discernimento e saggezza, con i monaci del monastero.
In generale, era una vita monastica meravigliosa, ma gli scopi del Signore erano più profondi. Mancava qualcosa a questa carriera monastica: un’esperienza umile e dolorosa della croce.
Lentamente Dom Marianus si accorse delle sconosciute deficienze psicologiche nell’equilibrio nelle sue reazioni, nel suo contatto con la realtà.
I medici non potevano aiutarlo: il suo contatto esterno è diminuito. Come sappiamo, i suoi ultimi anni quaggiù sono stati per lui una vera esperienza della Via Crucis: capite tutti cosa intendo.

In conclusione, vorrei ringraziare Marianus per il messaggio finale che ha dato al procuratore ed a me durante le brevi ore in cui eravamo con lui quando stava morendo. Di certo non si rendeva conto di quello che stava succedendo: avevamo davanti solo un povero corpo umano, sofferente in coma profondo fino al punto in cui il suo cuore si fermò, esausto.
E sapevamo interiormente che sarebbe poi entrato gradualmente in cielo davanti ai nostri occhi attraverso la Via Crucis, perché è amato da Dio”.

Amen.

immaginetta1

Gesù manda me!

Gesù, mio Signore e Signore, lo so

ogni individuo deve portare la tua luce dentro

cosicché irradia sulla patria e sul mondo.

Ecco perché sono responsabile anche per il futuro

della patria e della terra.

Gesù, mio Re, hai bisogno di uno in più tra i tanti individui

attraverso il quale vuoi espandere il tuo regno?

Quindi guardami: sono pronto!

Mi chiederai se ti amo

Ti amo.

Mi chiederai se voglio seguirti?

Voglio seguirti!

Mi chiederai se posso bere la tazza che hai bevuto?

Signore, per questo devi rafforzarmi.

Ti prego, prepariami per il tuo servizio sulla terra.

Voglio confessarti e onorarti attraverso l’azione e la vita.

immaginetta 2

Oh dio, aiuto.

Sei, oh Dio, il Signore dei mondi.

Sei l’unico obiettivo di tutte le nostre azioni.

Lascia che qualunque cosa accada conti come tua grazia

Siamo felici, soffriamo.

Aiutaci a gestire fedelmente il tuo feudo,

Stai fermamente con te, vero e chiaro.

Il tuo regno nella tempesta delle forze sataniche.

Vieni da noi, vieni dalla tua banda di soldati!

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Dom Marianus Marck, da principe a certosino

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Il monaco certosino che oggi intendo farvi conoscere ha una storia personale particolare, che mi preme raccontarvi.

Friedrich Alfred, principe di Sassonia-Meiningen, nacque il 5 aprile 1921 a Jena. Egli ha ha vissuto con la sua famiglia in Turingia, prima di frequentare un liceo classico a Stoccarda dal 1930, dove si è poi diplomato con un diploma militare. Fu arruolato come soldato nel 1939, ma a causa di una grave polmonite, fu presto in grado di lasciare l’esercito dopo un periodo trascorso in ospedale. Dal 1942 studia silvicoltura e filosofia a Friburgo, per poi studiare teologia nel 1947, a Bamberg. Dall’ottobre del 1947 all’ottobre 1950 lo troviamo all’Università dei Gesuiti di Innsbruck. Friedrich voleva diventare un prete. Il 31 luglio 1949 fu ordinato diacono. Il principe di Sassonia-Meiningen prese una nuova decisione, il 15 giugno 1950 entrò nell’abbazia benedettina di Niederaltaich. Fin dall’inizio ha portato il nome Marianus Marck.

Non voleva essere “il principe”. Solo il suo abate, infatti, conosceva le sue nobili origini!

Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1950 dal responsabile locale Ordinarius, il vescovo di Passau, Konrad Landersdorfer. Il 1° novembre 1953, giorno di Ognissanti, scrisse una lettera di addio alla sua famiglia ed ai suoi amici. Due giorni dopo, il 3 novembre 1953, padre Marianus lasciò il suo monastero, l’abbazia benedettina di Niederaltaich. Il 18 novembre 1953 fu il giorno in cui Marianus Marck arrivò nella Grande Chartreuse. A 32 anni, durante il postulato padre Marianus indossava ancora l’abito monastico dei benedettini prima di essere vestito, trascorsi tre mesi, da novizio, .

Il giorno della Candelora, il 2 febbraio 1959, il monaco Marianus Marck emise i voti solenni, la professione perpetua, nella Grande Chartreuse. Nel 1962 Dom Marianus soggiorna per alcune settimane nella certosa svizzera di La Valsainte. Egli fu incaricato di sovrintendere ai preparativi per il trasferimento della certosa di Hain da Düsseldorf a Marienau in Allgäu. Si trattava di gestire le trattative immobiliari, i costi ed i piani di costruzione. I suoi superiori credevano che come nobile tedesco potesse avere maggiori facilità di rapportarsi con le autorità tedesche.

Durante questo periodo egli scrisse anche un memorandum dal titolo “La costruzione di una certosa”. Dom Marianus avrebbe gradito che la nuova certosa tedesca fosse stata posta sotto il patrocinio del Cuore di Maria. I superiori dell’ordine inviarono Dom Marianus alla certosa di Parkminster in Inghilterra nel settembre 1962. Qui averbbe dovuto dedicarsi alla contabilità. Dopo il suo ritorno alla Grande Chartreuse, quasi otto anni dopo, il 9 luglio 1970, fu nominato temporaneamente sacrestano. Subito dopo, dovette viaggiare di nuovo, poichè il il 23 agosto del 1972 fu inviato alla certosa della Trasfigurazione nel Vermont, negli Stati Uniti. Su richiesta del priore lì, gli viene affidata la carica di procuratore. Come tale, fu anche responsabile della formazione dei fratelli monaci fino al 1991. Fino al marzo 1994 è stato anche vicario del priore.

Ma purtroppo da quel momento divenne chiaro che Dom Marianus si stava ammalando, divenne smemorato e fragile. I medici diagnosticarono il morbo di Parkinson e la demenza di Alzheimer. Fu trasferito in una casa di cura, accompagnato da due suoi confratelli.

Dom Marianus Marck morì il 18 settembre 1997 ed il giorno successivo fu sepolto nel cimitero della certosa americana.
Il segreto del suo titolo nobiliare, fu tenuto fino alla sua morte, molti che lo conobbero hanno saputo solo dopo tanti anni, che Dom Marianus era un aristocratico di altissimo livello. Si è saputo che egli si trovava nella lista dei possibili candidati per sposare la principessa britannica Elisabetta, l’attuale regina del Regno Unito. L’unica condizione che fu posta al giovane principe di Sassonia-Meiningen Friedrich Alfred, fu quella di diventare protestante. Egli rifiutò categoricamente, e dopo poco decise di entrare in certosa. Sua sorella Regina Helene Elizabeth Margarete Prinzessin von Sachsen-Meiningen, era sposata con Otto von Habsburg, figlio del Beato Carlo, l’ultimo imperatore austro-ungarico.

Fin qui, vi ho narrato la storia di questo certosino dal passato nobile, che ha rinunciato a tutto per trovare Dio nel silenzio e nella solitudine della clausura certosina. In un prossimo articolo, vi proporrò il titolo funebre dedicatogli da Dom Andrè Poisson.

Dom Marianus Marck in USA