• Translate

  • Memini, volat irreparabile tempus

    settembre: 2018
    L M M G V S D
    « Ago    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
  • Guarda il film online

  • Articoli Recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Segui assieme ad altri 440 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


“Meditationes”

copertina

191. Tu soffri ben poco in confronto al Signore; e questo poco non lo sopporti come dovresti.

192. Tutto ciò che leggi nei libri, puoi vederlo con i tuoi occhi presso gli uomini, cioè quello che devi evitare e quello che devi fare.

193. Le disposizioni dell’animo che avresti nei confronti degli uomini se, vivendo lontano da loro, tu pensassi ai loro peccati e alle loro miserie, dovresti averle, almeno per adesso, quando li vedi, con i tuoi occhi, perire per la cecità e la debolezza. Poichè essi sono ingannati o vinti dal demonio per mezzo delle realtà di questo mondo.

194. Desiderare che sia bello ciò che consumi, cioè il cibo e le vesti, è come colorare un pezzo di legno destinato al fuoco. Gli abiti ti sono necessari contro il freddo: non ha importanza che siano di questo o quel colore. Il cibo ti serve contro la fame: non è importante che sia di questo o quel sapore.

195. Duplice è l’intento del buon maestro o del medico. Da una parte,conservare e accrescere ciò che è buono, cioè la salute e la scienza; dall’altra, completare ciò che manca e allontanare ciò che è nocivo. Coloro che hanno sete si dissetino(Dt 29,19)! Non è dunque un buon maestro, nè buon medico, colui che vuole conservare sempre la sua funzione. Chi vuole essere sempre un medico, desidera che siano sempre dei malati. Lo stesso accade per il maestro riguardo agli ignoranti: egli li odia, dunque, poichè si augura che rimangano sempre tali. Colui che è veramente buono lotta contro la malattia e l’ignoranza, affinchè svaniscano; costui, in qualche maniera, combatte la sua stessa funzione, affinchè scompaia. Infatti, se quei mali cesseranno, non ci sarà più bisogno della sua opera.

“Meditationes”

copertina

156. Tu vuoi essere in questo mondo come un figlio dissoluto e depravato nella casa del padre buono. Tu vuoi, infatti, che Dio e le sue opere si pieghino davanti alla tua volontà perversa e la servano, ma non vuoi chinarti dinanzi alla volontà di Dio.

157. Non devi assolutamente desiderare alcun altro cambiamento per te, se non quello di te stesso, cioè della tua conoscenza e della tua volontà. Se devi cercare il cambiamento delle altre cose, non può che essere per loro stesse. Possono giovarti anche i mali altrui, se ti comporti con essi come si deve.

158. Come sai valutare le proprietà delle radici e delle altre cose, allo stesso modo esamina la qualità sia dell’opinione e del favore, sia della lode o del biasimo altrui.

159. L’amore di ciascuno appartiene a tutti, poichè ognuno deve amare tutti gli altri. Dunque, chi desidera per se stesso un segno particolare di questo amore è un ladro e si rende colpevole nei riguardi di tutti.

160. Chi viene tagliato o bruciato, grida. Non c’è nulla di cui meravigliarsi: soffre. Lo stesso accade per chi riceve dei rimproveri. E tu che lo hai rimproverato perchè ti commuovi, se non per compassione.

“Meditationes”

copertina

151. L’amore deve essere bevuto gratuitamente, per la sua dolcezza, come un nettare delizioso. Anche se tutti perdessero il senno, non si deve venderlo a nessun prezzo. Esso, infatti, ci è utile e ci rende felici, qualsiasi cosa facciano gli altri.

152. Chi ama ciò che non deve essere amato è un infelice e uno stolto, anche se lui stesso e l’oggetto del suo amore non dovessero mai perire. L’idolatria è forse un miserabile solo perchè ciò che adora è destinato a perire? Non sarebbe un miserabile, dunque, se l’oggetto della sua adorazione non dovesse scomparire. Certamente, finchè sussiste l’idolo, il suo adoratore è infelice, anche se fosse in buona salute e ricolmo di beni terreni.

153. L’avversità non ti rende infelice, bensì ti mostra e ti insegna che lo sei stato.

154. La prosperità acceca lo spirito. Essa, infatti, nasconde la miseria e l’accresce, non è capace di eliminarla.

155. Si dice a ragion veduta e senza errore: ” La neve è bianca”, e ciò è vero. Non è meno vero che chi dice: ” La neve è nera” è un mentitore. Non è meno sapiente e lontano dall’errore chi afferma:” Se riconosci una cosa come vera, non puoi opporti a cosa alcuna che sia vera”. Infatti, se ti piace un frutto perchè è saporito, perchè non dovrebbero piacerti tutti gli altri frutti che hanno il medesimo sapore?

“Meditationes”

copertina

146. Tu soffri perchè non ti obbediscono. O vergogna, dove sei? Dio ha forse creato l’uomo perchè sia sottomesso e obbedisca a te, o non piuttosto perchè sia sottomesso e obbedisca a lui?

147. Tu sei turbato perchè anche io lo sono. L’uomo furioso rimprovera il furioso. Quale vergogna! Che il sano derida lo storpio, o il bianco il nero! Per quanto mi riguarda, mi correggerò e non commetterò più un tale misfatto. E tu, che farai del tuo vizio? Non puoi guarirmi con esso, e neanche tu riesci a sopportarlo.

148. Tu ami in modo vergognoso la serva, cioè, la creatura; solo da ciò deriva il tuo tormento, poichè il suo Signore, che è poi il tuo Dio, fa di lei come meglio ritiene opportuno.

149. Tu ti attacchi a una sillaba del grande poema. Eccoti dunque nell’angoscia quando il sapientissimo Cantore prosegue la sua melodia, poichè ti è stata sottratta una sillaba, la sola che tu amavi, e le altre si sono succedute nel loro ordine. In effetti, egli non canta solo per te, nè secondo la tua volontà, ma secondo la sua. Le sillabe che seguono ti sono contrarie perchè spingono in avanti quella che tu amavi in modo disordinato.

150. Il tuo posto naturale è essere per gli uomini un compagno utile, un amico, non un maestro orgoglioso. Fa’ dunque tutto con fraterna carità, non con orgogliosa dominazione.

“Meditationes”

copertina

141. Le realtà terrene non siano la sorgente della tua pace; questa, infatti, sarà vile e fragile come lo sono loro. Questa pace è comune a quella delle bestie; la tua invece, sia come quella degli angeli, cioè quella che procede dalla Verità.

142. Non respingere gli uomini, ma allontana da loro ciò che a buon diritto ti offende: il vizio. Fa’ questo per amore nei loro confronti, come vorresti fosse fatto a te. Infatti, non è la natura umana in quanto tale che ti offende, ma i vizi che la deturpano. Perchè tocchi le piaghe sanguinanti dei tuoi simili, se non per guarirle’ Così, infatti, ti comporti con le tue. Non ciò che fanno gli altri deve preoccuparti, ma ciò che fai tu. Poichè utile a tutti è colui che è attento non a come agiscono gli altri, ma a come agisce lui stesso riguardo alle loro azioni buone o cattive. Dalle une o dalle altre puoi trarne un bene; anzi, in modo ancor più meraviglioso e straordinario da quelle malvagie. Se tu, però, intendi rigettare gli uomini cattivi, infatti, sono coloro di cui si serve il giusto per agire bene, rallegrandosi con gli uni e avendo compassione degli altri.

143. Il corpo, sopraffatto da forze più potenti, è respinto o attirato. Similmente accade per la volontà. Per quanto riguarda te, guardati da ciò che ti può turbare e vincere: non il corpo, ma il tuo spirito e la tua volontà.

144. Fa’ tutto per avere la pace, per giungere alla quale non c’è altra via se non la sola verità, e quest’ultima è il tuo avversario in questo cammino. O la sottometti a te, o tu devi assoggettarti a essa. Non c’è altra scelta.

145. Se non vuoi perdere pace e beatitudine, disprezza tutto ciò che avevi trattenuto e amato per possederle.

“Meditationes”

copertina

136. Rifletti: se tutti gli uomini fossero sempre spinti dalla collera e dalla follia, che cosa dovresti fare? Dovresti forse affliggerti per questo? Perchè, dunque, sei turbato quando qualcuno perde la calma? Donagli un rimedio e non l’agitazione, Come potrebbe la follia essere curata con la follia?

137. Altra è la pace di colui che ha totalmente superato l’avversità e altra è quella di chi ha fuggito le contrarietà o crede di averlo fatto. Tu non esulti per aver vinto le difficoltà, ma per essere stato vinto, o quasi, da loro.

138. ” Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo” (Gv 12, 47). Questo significa: non sono venuto per eseguire sui colpevoli una meritata sentenza di condanna, ma per mostrare loro, con misericordia, come possono evitarla.

139. Perchè ami le sofferenze dei tuoi simili? Forse perchè in questo modo applichi la giustizia? Dunque anche le tue sofferenze sono gradite a Dio, perchè è giusto che sia così. Mediante questa sentenza sei condannato al fuoco eterno (MT 18, 8). Se un uomo che abbia ucciso una gallina è condannato a morte, a quale pena sarà oggetto chi uccide una persona?

140. Se operi solo per amore, se non sei spinto da altro motivo che dall’amore stesso, allora, rimprovera, castiga. Se lo fai per altri motivi, allora condanni te stesso. Agisci in tutto verso gli altri con gli stessi sentimenti con cui vuoi essere trattato da Dio (Mt 7, 12).

“Meditationes”

copertina

131. Togliti tutti gli impiastri, i vestiti e tutto il resto: vedrai,allora, se tu sei veramente sano.

132. La beatitudine deve possedere sentimento e intelligenza. In questo modo colui che è felice potrà rendere grazie. In effetti, chi si impegnerà a piacere o a rendere grazie a un oggetto senza intelligenza?

133. Se siete incerti tra eleggere un padre o un medico, vi do un consiglio: scegliete colui che nè la malattia nè altro sia in grado di distogliere il suo animo da voi.

134. La sola cosa che desideri da Dio per te, cioè la benevolenza, mostrala a tutti gli uomini, sia con il castigo sia con la dolcezza.

135. Perchè insulti i ciechi e i malati, dal momento che sei come loro? O anche se tu sei differente da loro non lo sei nè per te stesso, nè da te stesso.