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  • Memini, volat irreparabile tempus

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“Meditationes”

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66 O te ne vai di qui, o fai ciò per cui sei stato messo in questo posto: curare e soffrire.

67 O riponi tutte le tue speranze sulle realtà di questo mondo – se riesci a farlo – e così facendo disprezzi te stesso, oppure te ne allontani del tutto. Perchè sei indeciso tra queste due possibilità? Perchè amare e trovare gradevole ciò che è difficile da raggiungere e impossibile da conservare, ciò di cui non osi fidarti o a cui non puoi donare il tuo amore in tutta sicurezza?

68 Chi riconosce di essere un nulla accoglie, tranquillo e umile, i rimproveri che gli sono rivolti come giuste sentenze; egli respinge, invece, le lodi poichè ritiene che non gli sono dovute.

69 Vedi, è come tu fossi in stato di guerra. La sete ti dissecca, le opponi la bevanda; la fame ti tormenta, la contrasti con il cibo; il freddo lo combatti con i vestiti o con il fuoco e prendi le medicine per arginare le malattie. Contro tutto ciò occorre avere pazienza e disprezzare il mondo, affinchè tu non abbia a soccombere in un’altra guerra, quella che è scatenata da una moltitudine di vizi.

70 Tutti i vizi ed i peccati, essendo causati dalle creature – che si possono considerare i beni più infimi – rendono testimonianza della bontà del Creatore, cioè del Bene supremo

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“Meditationes”

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61 Sei in esilio per quanto riguarda l’amore, il piacere, il sentimento, non in quanto luogo. Sei in esilio in una terra di corruzione, di passioni, di tenebre, di ignoranza, di amori disordinati e di odio.

62 vedi quanto è grande il numero dei tuoi simili che hanno lavorato per il mondo e non soltanto non hanno acquisito nulla, ma hanno perduto anche se stessi (Mt 16, 26).Tu, però, se ti impegnerai, potrai, senza alcun confronto, guadagnare più di quello per cui tutti faticano o hanno faticato.

63 Se ti occupi del tuo corpo, anche la tua anima perirà. Se tu, però, preservi la tua anima, anche il tuo corpo sarà salvato.

64 E’ virtù angelica vivere con i viziosi senza essere fuorviati dai loro vizi. E’ proprio dei medici più insigni vivere con i malati ed i folli non solo senza lasciarsi contaminare, ma, anzi, restituendo loro la salute.

65 Coloro che amano il mondo apprendono, con grande fatica, l’arte per mezzo della quale raggiungere l’oggetto del loro amore e gioirne. Tu vuoi dedicarti a Dio, ma disdegni l’arte grazie alla quale si giunge a lui, cioè rendere il bene per il male.

“Meditationes”

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56 La via che porta a Dio è facile, poichè per avanzare su di essa occorre alleggerirsi dei propri carichi. Sarebbe invece penosa se si dovesse percorrerla caricandosi di pesi. Deponi, dunque, il tuo fardello, affinchè, dopo aver abbandonato tutto (Lc 18, 28), puoi rinunciare a te stesso (Mt 16, 24).

57 Ciò che Dio non ha amato nei suoi amici o nei suoi parenti, cioè il potere, la nobiltà, le ricchezze, gli onori, tu non amarlo nei tuoi.

58 Un fratello è pieno di carità, di saggezza. Non è necessario che ti occupi di lui. Se egli, invece, è pieno di collera, di odio, di furore, non puoi evitare di prenderti cura di lui. Il pazzo ha bisogno di persone sane che si occupino di lui e se ne prendano cura.

59 Sei posto come un bersaglio(Lam 3, 12) per fermare le frecce del nemico, cioè per distruggere il male presente in lui opponendovi il bene. Non devi mai rendere il male con il male (1 Ts 5, 15), se non a volte, per guarire. In questo caso non si restituisce il male, ma, meglio ancora, si rende il bene per il male.

60 Lacci. Sia che tu mangi, beva, ti vesta o dorma, tutto è pieno di lacci (Sal 123, 7).

“Meditationes”

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51 Altro e desiderare un oggetto come un bene, cioè per giorne e trarne riposo, altro è desiderare un bene per qualcuno. Entrambi sono amati. L’uno è dovuto agli amici, l’altro solo a dio. Lui solo deve essere desiderato come il bene. Quando dunque questo desiderio è rivolto a qualcun altro che non sia lui, è la prova di una idolatria manifesta.

52 Quando ami qualcuno come amico, e desideri per lui la ricchezza come un bene, in realtà ami quest’ultima più di lui.. Tu l’ami, in effetti, come indigente, e le ricchezze come un bene che dà completezza: sei pronto ad essere privato di lui piuttosto che dalla ricchezza.

53 Quale ammirabile arte! Trionfare sul male mediante il bene (Rm 12, 21). Le cose contrarie, infatti, si vincono con quelle contrarie.

54 Colui che fa morire il malvagio nella sua iniquità (Ez 33,8), per odio verso l’iniquità (Sal 118, 163) e per eliminare quest’ultima, si sbaglia. Poichè il malvagio, morto nella sua iniquità, rende eterna l’iniquità. Chi odia, dunque, l’iniquità deve impegnarsi a correggere il malvagio: solo così l’iniquità potrà perire.

55 Se devi essere come un agnello di fronte agli uomini più cattivi (Lc 10, 3), che cosa devi essere nei confronti di Dio, quando ti corregge con qualche castigo?

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46 Tu vivi nei piaceri, Eccoti dunque in una cattiva condizione. Perchè esiti ad allontanartene per volgerti altrove, fosse anche verso le cose più austere?

47 Perchè non biasimi in te ciò che rimproveri agli altri, dal momento che lo stesso male, se non peggiore, si trova anche in te?

48 Vuoi mostrare te stesso, ma vuoi nascondere il tuo paccato. Sai dunque distinguere bene tra te ed il tuo peccato.

49 La creatura è buona (Tm 4, 4), malvagio è il suo errore, cioè il peccato. E’ dunque facile distinguere il tuo fratello dal suo peccato, come il bene dal male. Chi dunque alla vista di un uomo si adira o si indigna contro di lui? Chi vedendo il suo vizio non rimane offeso, se non chi è veramente saggio e molto buono? Costui sa che il peccato fa più male a colui che lo commette che a qualsiasi altro e che, di conseguenza, bisogna avere compassione di lui.

50 Niente è per te così gravoso che rimanere senza faticare, cioè abbandonare le realtà mutevoli che per te sono causa di fatica.

“Meditationes”

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41 Il tuo fratello, privo di senno, ti ha ferito, e tu divieni colmo d’ira.I topi ti tormentano, ma tu non te ne curi, poichè sono esseri irrazionali

42 Mostrati più affabile e familiare verso chi ti ha offeso; chiedi perdono, mostrando vergogna, a chi hai potuto offendere.

43 Tu consideri come un beneficio di Dio tutto il bene che ricevi da parte degli uomini, e ritieni di doverne rendere grazie a lui. Allo stesso modo, ciò che di buono fai per gli altri consideralo come proveniente da Dio, e non da te stesso. Dio compie grandi cose, non per se stesse, ma per coloro che vengono bneficiati dalla sua misericordia. Così egli ha glorificato gli apostoli per usare misericordia verso i pagani.

44 Come i dolori che sono sempre sentiti non causano felicità maggiore della sofferenza avvertita una sola volta, così i sapori e le altre sensazioni del corpo.

45 Chi porta una croce (Lc 14,27) non cerca di vivere a lungo, al fine di deporla quanto prima.

“Meditationes”

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36 I beni di questo mondo dicono ancora: ” Sei sicuro di disporre di noi nella libertà? Non sei forse trascinato da noi o a volere o a non volere questa o quella cosa? Io, il freddo, cosa passeggera e priva di senso, non ti costringo forse a cercare il caldo? Così si può dire di altre cose. Considera se puoi non desiderare il calore, quando sei nella morsa del freddo! Sei, dunque, nostro schiavo”.

37 Se una cosa putrida, orribile e innominabile, di cui si fa esperienza nella carne, seduce e rapisce a tal punto l’anima, di che cosa non sarà capace il Sommo Bene?

38 L’esperienza suscita un sentimento che può essere sia di attrazione sia di repulsione.

39 Anche sei rinvigorito dai beni di questo mondo e sei nella pace, soffri tuttavia per la presenza di topi, di pidocchi, di pulci e di mosche.

40 Desideri la pace per tre anni. Perchè, piuttosto, non cerchi quella che dura per un numero infinito di anni, cioè quella eterna (Pr 3, 2) ?