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Dom Ludolfo di Sassonia sulla Pentecoste

Ludolfo sax Calci

Per celebrare con voi la festa della Pentecoste, quest’anno ho scelto per voi una meditazione estratta da “Vita Christi” di Dom Ludolfo di Sassonia. Una elencazione di “cose necessarie per servire Dio nella vita spirituale“. Che lo spirito Santo scenda su tutti noi. Vi auguro una felice domenica di Pentecoste!

Lo Spirito è la suprema guida dell’uomo, la luce dello spirito umano. (Papa Giovanni Paolo II)

Molte cose sono necessarie all’uomo che vuole godere e servire Dio nella vita spirituale: 1)La chiara e perfetta notizia dei suoi difetti e delle sue debolezze; 2) rabbia grande e fervente contro le sue inclinazioni naturali e la sua cattiva volontà; 3) grande paura che devi avere per le offese fatte fino ad ora contro Dio, perché non è certo se abbia soddisfatto e fatto pace con Dio; 4) grande paura e tremore che deve avere per non cadere di nuovo a causa della sua fragilità in peccati simili o maggiori; 5) forte disciplina, dura correzione del corpo per governare i cinque sensi corporei e sottomettere tutto il tuo corpo al servizio di Gesù Cristo; 6) evitare virtuosamente ogni persona e ogni creatura che lo inciti non solo al peccato, ma anche a qualche imperfezione della vita spirituale, come ad un demone infernale; 7) dolce e continuo ricordo dei benefici di Dio, che ha ricevuto fino ad ora e ogni giorno riceve da Gesù Cristo, il Signore, con ringraziamento; 8) per rimanere in preghiera notte e giorno; 9) portare la croce di Cristo, che ha quattro braccia: la prima delle quali è la mortificazione dei vizi mortali; il secondo, l’oblio di tutti i beni temporali; la terza l’eliminazione di tutti gli affetti carnali degli amici e la quarta l’abominio e l’annientamento di se stessi. Manteniamo sempre la nostra mente nei cieli e tendiamo con tutto il cuore al Signore che ci chiama in molti modi. Come dice sant’Agostino: “Vedendo Cristo e trattenendo sempre il nostro cuore, combattiamo per la battaglia è breve e il premio è eterno. E non cessiamo mai di lottare, solo; perché tutta questa vita presente è milizia, conflitto, lotta. E come non ci manca mai un avversario che ci intrappoli, a cui il nostro spirito è sempre pronto a resistere, perché il nostro è perché non importa quanto vinciamo, comunque c’è sempre qualcosa da vincere.

Meditazione per Pentecoste

Pentecoste retablo cartuja de Miraflores

Pentecoste, particolare retablo cartuja de Miraflores

Oggi in occasione della festa della Pentecoste, quest’anno ho scelto per voi una meditazione estratta da “Vita Christi” di Dom Ludolfo di Sassonia.

A seguire, una deliziosa preghiera.

Nel giorno di Pentecoste, il cinquantesimo dopo la Risurrezione e il decimo dopo l’Ascensione, il Signore Gesù parla al Padre della sua promessa, che aveva fatto ai discepoli per inviare loro lo Spirito Santo. Avendo compiaciuto il Padre, mandarono lo Spirito Santo a scendere sui discepoli, riempili, confortali, rafforzali, istruiscili e inondali di virtù e gioie.

Ci sono tre segni attraverso i quali ognuno può congetturare di avere lo Spirito Santo; ecco perché lo Spirito Santo apparve sotto tre segni: sotto forma di nuvola, sopra il Cristo trasfigurato; colomba, su Cristo battezzato, e fuoco sul collegio degli apostoli riuniti. Il primo segno è l’abbondanza di lacrime, ecco perché è apparso sotto forma di nuvola: quando arriva l’Austro le nuvole ruotano nelle piogge, così viene lo Spirito Santo, le menti ruotano nelle lacrime. Il secondo segno è il perdono delle offese, ecco perché è apparso come una colomba: la colomba non ha fiele, quindi lo Spirito Santo infonde un grido di carità nei cuori, scaccia odi ed espelle tutti i rancori. Il terzo segno è il desiderio di cose elevate; così è apparso sotto forma di fuoco; il fuoco tende alle altezze, quindi lo Spirito Santo innalza i cuori.

Preghiera

Gesù, generoso donatore di tutti i doni! Hai inviato lo Spirito Santo sotto forma di fuoco sui discepoli. Ti prego, affinché io possa ricevere, per mia salvezza, per tua grazia, il dono che i tuoi discepoli hanno ricevuto dalla tua generosità. Invia su di noi, il tuo servo, il tuo Spirito di carità, amore e pace; possa visitare i nostri cuori, purificarli dai vizi, adornarli con le virtù, abbracciarli con il vincolo dell’amore, illuminarli con la luce della tua conoscenza e accenderli con l’ardore del tuo amore. Perdona i nostri peccati e donaci la vita eterna.

Amen.

Speciale “San Bruno e la Pentecoste”

busto in processione

Cari amici lettori questo articolo è legato alla inedita trasmissione in streaming, andata in onda su Facebook lo scorso sabato 16 maggio. La ripropongo in versione integrale per tutti quegli amici lettori che non hanno potuto assistere alla diretta, e che me ne hanno fatto esplicita richiesta. La trasmissione in oggetto, è stata organizzata all’interno della rubrica “On the News”, ed è stata intitolata Speciale “San Bruno e la Pentecoste”. Alla diretta alla quale sono stato invitato a partecipare insieme agli amici ed esperti Antonio Cavallaro, Domenico Pisani e Marco Primerano, abbiamo discusso ed esposto i significati relativi alla Pentecoste ed a San Bruno. Un excursus storico molto interessante, con il racconto ed immagini assolutamente inedite. Un ringraziamento speciale da parte mia alla gradevole e competente conduzione degli amici serresi Antonio Zaffino e Biagio La Rizza. Va sottolineato che si è pensato a questa nuova forma di comunicazione sull’argomento Pentecoste, poichè a causa dell’emergenza Coronavirus, la rituale processione del busto di San Bruno che si sarebbe dovuta svolgere martedi 2 giugno, non si potrà effettuare per evitare rischiosi assembramenti. Gli amici serresi hanno perciò ideato questo gradevole programma nel tentativo di lenire la sofferenza e la mancanza del rito della processione molto sentito tra la popolazione di Serra San Bruno, del quale spesso vi ho riportato immagini e video.

Vi lascio alla interessante trasmissione, che spero vogliate gradire.

Link alternativo

Concludo segnalandovi una singolare “coincidenza”, ci siamo ritrovati a parlare dell’avvenimento del 16 maggio 1505, sabato 16 maggio 2020. Spero sia un buon segnale della protezione di San Bruno, con l’augurio che possa esterdersi su tutti voi.

Reportage delle celebrazioni di Pentecoste

copertina.jpg

Cari amici lettori, ieri a seguito delle celebrazioni di Pentecoste, svoltesi, come ogni anno, a Serra san Bruno, sul canale tv 2000 è andato in onda un servizio speciale di approfondimento.

Nel corso del programma ” Bel tempo si pera“, era ospite in studio l’amico Fabio Tassone, già direttore del museo della certosa di Serra, il quale ha egregiamente delineato la figura di san Bruno ed il suo legame con il territorio serrese. Diversi contributi filmati hanno integrato la gradevole intervista. Ho ritenuto opportuno proporlo a tutti voi per diffondere e far conoscere in ogni angolo della terra la devozione al nostro amato san Bruno. Grazie all’amico Raffaele Timpano per il video e le immagini che seguono…

Buona visione a tutti!!!

Link alternativo

A seguire alcune “cartoline” della processione che è stata presieduta per la prima volta dal nuovo priore dom Ignazio Iannizzotto.

Omelia per Pentecoste

Ventura Salimbeni

Trinità  S. Pietro e S. Bruno (Ventura Salimbeni)

In questa Domenica di Pentecoste, cari amici lettori, desidero offrirvi la lettura e la successiva meditazione, di questo testo concepito da un priore certosino per la sua comunità. Un testo che io trovo davvero meraviglioso….buona lettura!

Miei venerabili padri e cari fratelli,

Per tre anni Gesù rimase vicino ai suoi discepoli; avevano vissuto insieme, si erano amati, aveva dato loro la vita. Poi, un giorno, Gesù li aveva lasciati, era salito al Padre suo e gli apostoli erano stati soli e indifesi. Eppure, prima di lasciarli, Gesù disse loro: “Non vi lascerò orfani … Mio Padre vi manderà un difensore,vi insegnerà ogni cosa e suggerirà tutto ciò che vi ho detto una volta”. A Pentecoste, la promessa di Gesù si è avverata, e ora i discepoli avevano un nuovo amico, un consolatore, che ha ricordato costantemente il ricordo del loro amato padrone, che li ha guidati, che era la loro forza e la gioia, la quale, in ogni momento, presenti nelle loro anime, li raggiungevano con un tocco invisibile e misterioso.

La stessa cosa, sembra, accade nelle anime, specialmente mentre avanzano nella vita interiore. Quando meditiamo a lungo sulla parola di Dio, quando abbiamo reso Gesù nostro amico, amiamo studiare la sua dottrina, vivere con lui. E poi arriva un giorno in cui ci sembra che Gesù ci stia abbandonando, lasciandoci soli in silenzio, dove la meditazione della sua vita diventa difficile per noi e sembra portarci meno. Questo è il tempo scelto da Dio per compiere la Pentecoste nelle nostre anime. Un amico che non ci separa da Gesù è venuto alla nostra anima, ne ha preso possesso. È il proprio Spirito di Gesù, colui che è la sua vita e con il Padre ci dà se stesso per trasformare la nostra vita più profondamente nella sua. Ma per noi sorge un problema: come conoscere questo nuovo amico? Conosciamo Gesù e per mezzo di lui la Parola di Dio che è incarnata; le relazioni personali sono facilmente legate a lui. Conosciamo il Padre, che ha mandato il suo Figlio per salvarci e da cui tutte le cose fluiscono. Gesù, nel Vangelo, ci ha disegnato un quadro così commovente che ci piace e che senza difficoltà, insomma, parliamo a lui delle nostre esigenze, abbiamo con lui rapporti simili a quelli con Gesù suo Padre che è anche nostro Padre. Ma la personalità dello Spirito Santo rimane misteriosa per noi, e l’anima si chiede come conoscere questo nuovo amico, che lei divinizza ancora pieno di tenerezza e amore, che è l’Amore stesso.

Come indica il suo nome, lo Spirito Santo è uno spirito, ed è per questo che è così difficile per noi conoscerlo. È inutile cercare di rappresentarlo ai nostri sensi. I simboli, le lingue di fuoco o la colomba, sono ovviamente solo rappresentazioni, quanto lontano da ciò che è. Non sono abbastanza per noi per entrare in stretto contatto con lui.

Inoltre, poiché è lo spirito, è solo attraverso la mente che saremo in grado di raggiungerlo. Se vogliamo davvero renderlo nostro amico, dobbiamo lasciare tutto ciò che è in noi carnale, sensibile, liberiamo il materiale per entrare da un contatto di spirito in spirito con colui che è il puro spirito per eccellenza. Lo Spirito Santo si rivela solo alle anime che vivono della vita dello spirito, alle anime che in preghiera emergono da tutte le concezioni intellettuali, da tutte le rappresentazioni sensate, per raggiungere il Dio più puro presente nel profondo Non è vano che Gesù abbia chiesto a Maria e ai suoi apostoli di ritirarsi in silenzio prima di ricevere lo Spirito Santo, perché lo riceviamo e lo conosciamo solo nel silenzio del suo cuore e della sua mente Nessuna parola umana, infatti, può tradurre questa conoscenza, perché è una conoscenza spirituale, una conoscenza vivente di tutto l’essere, che è al di là delle concezioni intellettuali. Inoltre, poiché qui sotto è impossibile conoscere uno spirito direttamente senza morire, non avremo mai lo Spirito Santo ma una conoscenza confusa, così alta che abbiamo nella vita interiore. Sarà il nostro amico, ma un amico la cui bellezza c’è velata, un amico ancora più desiderabile, inoltre, che indoviniamo il più puro in poppa, più luminoso, più forte, più amorevole. Conosceremo lo Spirito Santo per il contatto della sua vita, della sua presenza, per il movimento dell’amore che impressiona sulla nostra anima e con la quale ci porta con sé al Padre, molto più che con una visione intellettuale propriamente detta chiamata. Questo contatto, lo sperimentiamo attraverso i doni che ci dà, nei tocchi intimi con cui raggiunge la nostra anima. È quindi attento alla sua azione, al suo respiro, che indovineremo, che entreremo in una conversazione intima con lui. La sua conoscenza è soprattutto una conoscenza del cuore.

Gesù ci ha detto: “Egli ti insegnerà ogni cosa, ti ricorderà tutto ciò che ti ho detto”. Il primo tocco dello Spirito è, infatti, una luce per l’anima, una luce molto speciale, diversa da quelle fornite dalla ragione o dall’esperienza naturale delle cose. È una luce morbida e vivente che viene percepita solo quando l’anima è spogliata di ogni essere senziente, di ogni attaccamento alle creature. Sembra quindi che qualcuno, caro e buonissimo amico, prenda l’anima per mano, le mostri ciò che deve fare, la introduca nelle vie della pace e dell’umiltà, si illumini per lei le parole di Gesù, spiegandole nutrendo il cuore, applicandole a casi concreti, dando vita a una nuova vita piena di luce: vita e luce di Dio.

Ma quanto è difficile il percorso che questa luce mostra. Le prove sono pesanti e spesso travolgenti, e non è poi una piccola cosa tenere l’anima in pace, raccoglimento e silenzio, attenti all’azione dello Spirito solo. Ma la luce che circonda l’anima porta quindi con sé una grazia di forza, e si può intuire attraverso i veli l’amico che non solo ti illumina ma ti rafforza. Quando gli anni sono passati, l’anima a volte si chiede come potrebbe resistere a tali disagi, e poi si rende conto che non era sola, ma che aveva un’amica molto amorevole con lei. Così lei lo conosce e lei gli porta una grande gratitudine e un grande amore.

Questo è quando siamo uniti a lui. È diventato nostro amico, colui che ci ha sostenuto, che ha vissuto con noi nella sofferenza e nella gioia. Prende la nostra anima, e qui si rivela come Amore e ci trasforma in amore. In un ultimo tocco, il più delicato, il più intimo, il più profondo, ci attira nella sua vita, che è amore per il Padre e per il Figlio. E l’anima gentile e umile, piena di Spirito, trascorre la sua vita amorevole.

Miei venerati Padri e cari Fratelli, vorrei che lo Spirito venisse su di noi oggi e trasformasse le nostre anime, illuminandole, fortificandole, trasformandole nel suo amore. Vorrei che lo Spirito Santo diventasse per noi un caro amico, una persona viva a cui amiamo rifugiarci nelle nostre debolezze per avere luce e forza. Così sia.

Pentecoste 1965

Auguro a voi tutti una buona Festa di Pentecoste!

 

Vigilia di Pentecoste

Pentecoste (Paolo Finoglio)

Pentecoste (Paolo Finoglio, certosa di san Martino)

Cari amici, lasciamoci deliziare da queste parole di questa omelia di un padre Priore certosino, rivolte alla propria comunità in occasione di una Vigilia di Pentecoste. La offro a voi come spunto di riflessione e di meditazione.

Auguro a voi tutti una buona Festa di Pentecoste!

Lo Spirito Santo, dal quale possiamo e dovremmo ricevere una nuova pienezza in questa festa, se siamo pronti ad accoglierlo, è uno spirito d’infanzia; Lui è colui che comunica ai nostri cuori il dono di riconoscersi come figli di Dio, dà loro l’amore e la fiducia per il nostro Padre celeste, come dice San Paolo. Questa qualità dei figli di Dio è ciò che ci distingue dai miscredenti, è proprio ciò che ci rende cristiani. Se proviamo a specificare in che cosa consiste l’atteggiamento filiale, vediamo che è fatto di sottomissione, libertà e gioia. Dico in primo luogo la sottomissione, perché, in effetti, non si può veramente essere figli di Dio se prima non si ha la generosità dell’obbedienza. In quanto a noi religiosi, in particolare, dobbiamo sapere come sbarazzarci dei nostri gusti, delle nostre idee, di conformarci a ciò che la Regola impone o di esigere una vita comune; dobbiamo farlo con coraggio, senza dare ragioni per scusarci, o per guardare indietro; Quando è stato fatto, anche se è solo una volta, un buon sacrificio di questo tipo, conosciamo l’indipendenza interiore che può dare. In effetti, l’infanzia spirituale è anche fatta di libertà, e questa libertà è figlia della sottomissione, dell’abbandono semplice e generoso. Ubi Spiritus, ibi libertas, dice anche San Paolo. Dove c’è lo Spirito Santo, c’è libertà, essenzialmente libertà interiore, che consiste nel non essere attaccati all’amor proprio. È acquisito solo attraverso l’abnegazione e il raccoglimento. Il vostro lavoro e la vostra preghiera, cari fratelli, tendono costantemente a liberarvi, e più siete fedeli all’uno e all’altro, prima raggiungerete questa indipendenza. Infine, lo Spirito Santo è uno spirito di gioia, perché quando vedi cadere le catene, ti senti felice. La grande tristezza dell’uomo è che si sente imprigionato e che la sua prigione è difficile da aprire perché è quella dell’egoismo: dove l’uomo è chiuso è in se stesso. Ma ogni atto di obbedienza, di carità, di umiltà libera i nostri cuori e sentiamo che sale verso il cielo, come un uccello che aveva appena aperto la sua gabbia. Tutti voi conoscete questa gioia; Ognuno di voi ha partecipato a questo. E avete il desiderio di comunicare agli altri, sia per i propri cari, sia alla famiglia che avete lasciato nel mondo o la povera gente che soffre spesso senza sapere il perché. Bene, l’unico modo per irradiare consolazione ad altri cuori è quello di trasformare il tuo cuore in un centro di fiducia e amore, per lasciare che il cuore di Gesù viva in te. In una famiglia o in una comunità, è già molto se c’è calma e serenità nei volti; una faccia triste oscura l’atmosfera intorno a lui. Ma questa influenza è poca cosa rispetto all’irradiazione di un’anima in cui Dio vive. Lo spirito dell’uomo ha inventato e costruito fuochi di energia che diffondono le loro onde in tutta la terra; Quando quello stesso spirito è pieno di luce e amore divino, pieno dello Spirito di Dio, non è naturale che si irradi all’infinito? Siamo solidali gli uni con gli altri; dipendiamo da coloro che lottano e soffrono con noi, padri o fratelli, religiosi o laici; collaboriamo, costruiamo insieme la città di Dio. In un certo senso è un fardello, dal momento che sappiamo che le anime si aspettano che noi li aiutiamo, ma è anche un sostegno, a causa di ciò che diamo riceviamo cento per uno. L’unico mezzo, infatti, di ricevere l’abbondanza della grazia è dare tutto ciò che hai. Chiedete allo Spirito Santo, cari Fratelli, che la pazienza, che la disponibilità a lasciare ciò che noi riordina, questa gioia soprannaturale, infine, che sono segni della loro presenza e le condizioni del suo regno in noi e ci rendono fonti di vita per tutti gli uomini, come Maria èstata sua sposa piena di grazia.

Litania per san Bruno

Oggi è il lunedì successivo alla Domenica di Pentecoste, e come antica consuetudine a Serra San Bruno, in Calabria, si celebra una festa che culmina con una sentita processione in onore del santo certosino che dà il nome al paese. Voglio offrirvi una litanìa ed una preghiera, da recitare, in onore del nostro amatissimo san Bruno.

busto di san Bruno in processione

 

Signore, abbi pietà di noi.

Gesù Cristo, abbi pietà di noi.

Signore, abbi pietà di noi.

Gesù Cristo, ascoltaci.

Gesù cristo, esaudiscici.

Padre celeste che sei Dio, abbi pietà di noi.

Dio Figlio, Redentore del mondo, abbi pietà di noi.

Spirito Santo che sei Dio, abbi pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.

Santa Maria, Regina dei confessori, prega per noi.

San Bruno, prega per noi.

Tu che dalla culla hai dato i segni della tua santità futura, prega per noi.

Tu che dalla tua giovane età hai fatto prevedere che saresti uno dei Padri della vita monastica, prega per noi.

Tu, l’apostolo di molti Paesi, prega per noi.

Tu, la gloria della Chiesa di Reims, prega per noi.

Tu che coraggiosamente hai combattuto per la giustizia contro un pastore indegno, prega per noi.

Tu che, Dottore dei Dottori, hai stupito la Chiesa per la tua scienza profonda, prega per noi.

Tu che, vincintore dell’onore mondano, hai generosamente rinunciato alle dignità ecclesiastiche, prega per noi.

Tu che sei stato sempre e ovunque il seguace del bene, l’onore del clero, prega per noi.

Tu che hai fuggito dalle città rumorose per cercare la quiete e la solitudine, prega per noi.

Tu che ti sei ritirato sulle cime delle montagne, affinché la tua anima prendesse più liberamente il suo volo verso il Cielo, prega per noi.

Tu, fondatore dell’eminente Ordine Certosino, prega per noi.

Tu, il cui spirito, dopo nove secoli, si perpetua ancora inalterato fra i tuoi discepoli, prega per noi.

Tu che, raffigurando la vita di San Giovanni Battista, sei diventato l’angelo ed il fiore del deserto, prega per noi.

Tu che sei il modello della penitenza, prega per noi.

Tu che sei un ulivo caricato di frutti e si slancia dal seno delle rocce ripide, prega per noi.

Tu che, come una vite fertile, hai esteso dappertutto i tuoi ceppi numerosi, prega per noi.

Tu che assomigli ai gigli che crescono in mezzi ai campi, prega per noi.

Tu che brilli sul bel cielo di Francia come la stella scintillante alle prime luci del giorno, prega per noi.

Tu, il cui cuore poteva solo esclamare sotto l’ispirazione dell’amore: Oh Bontà Divina! prega per noi.

Tu, l’amante sincero della solitudine, della preghiera e del silenzio, prega per noi.

Tu, l’amante ed il modello della semplicità, prega per noi.

Tu che, vivendo nella carne come se non la avesse, hai imitato sulla terra la vita degli angeli nel cielo, prega per noi.

Tu che sei stato strappato dalla dolcezza del deserto per obbedire alla voce del Vicario di Gesù Cristo, prega per noi.

Tu che sei stato uno dei più fermi sostenitori della Chiesa, una delle colonne del tempio del Signore, prega per noi.

Tu che, di modo magnanimo, hai rifiutato le dignità che ti sono state destinate dal successore di San Pietro, senza però rifiutare il lavoro, prega per noi.

Tu che sei stato il consigliere dei principi e dei Pontefici, prega per noi.

Tu che così divinamente hai interpretato le Scritture, prega per noi.

Tu che hai coronato la più santa delle vite attraverso la più santa delle morti, prega per noi.

Tu, la cui tomba restituisce la salute ai malati tanto quanto hai credibilità presso Dio, prega per noi.

Tu, protettore speciale dei certosini e delle anime contemplative, prega per noi.

Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, ascoltaci, Signore.

Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi, Signore.

Prega per noi, San Bruno,

Affinché siamo degni delle promesse di Cristo.

PREGHIERA

Oh Dio Onnipotente e Eterno, che prepari nel cielo posti speciali a coloro che rinunciano al mondo, chiediamo umilmente alla tua immensa bontà, per l’intercessione del nostro benedetto Padre Bruno, tuo confessore, la grazia di compiere i voti che abbiamo emesso alla nostra professione e raggiungere la felicità che hai promesso a coloro che sono fedeli fino alla fine.

Per Nostro Signore Gesù Cristo.

Amen.

 

I certosini nel cuore di Maria

I certosini nel cuore di Maria

Il cuore di Maria

Il titolo dell’articolo odierno “I certosini nel cuore di Maria” oltre ad avere un significato figurato, ha un vero riscontro letterale. Vi spiegerò il perchè nell’aneddoto che sto per narrarvi.

La settimana scorsa, a serra San Bruno, oltre alla consueta processione solenne svoltasi in occasione del lunedi di Pentecoste, il giorno successivo ovvero il martedi 17 maggio, il corteo devozionale ha avuto un percorso straordinario.

Ciò a causa delle celebrazioni giubilari in occasione dell’Anno Santo straordinario della Misericordia, voluto da papa Francesco. Il Martedì di Pentecoste, è di consueto il culmine della festa della Traslazione delle Reliquie di San Bruno e del Beato Lanuino, con il ritorno in certosa dopo la sosta nella chiesa di Santa Maria del Bosco. Ma quest’anno essendo esso giubilare, ha visto la presenza straordinaria in processione della statua lignea della Vergine che come tradizione visiterà la cittadina, in occasione dell’Anno Santo. Le suggestive immagini che corrobboreranno questo testo, sono state realizzate dall’amico serrese Raffaele Timpano ai quali vanno i miei più grandi complimenti e ringraziamenti. Scatti che colgono i momenti topici di questa sentita celebrazione, che allieteranno tutti coloro che, come me e Raffaele, dedicano il loro tempo con amore alla gloria di San Bruno.

Detto ciò voglio ritornare alla descrizione della cerimonia. La processione si è dunque mossa, dopo la Santa Messa dalla chiesa di santa Maria del Bosco alla volta della vicina certosa. Uno stuolo di pellegrini ha affiancato il corteo cantando lodi celebrative rivolte al Santo protettore di Serra. Giunti avanti alla certosa il Padre Priore Dom Basilio Trivellato, ha accolto il busto e la statua della Vergine e con una speciale benedizione ha affidato la certosa a Maria, recandole in offerta simbolica le chiavi del complesso monastico. Entrati i due simulacri in certosa, sono stati sistemati nella chiesa. Il busto argenteo ha ripreso la sua posizione naturale, ovvero sull’altare maggiore, mentre la statua lignea della Vergine rimarrà sull’altare fino al giorno 23, quando poi peregrinerà per le chiese del paese.

In questa sua permanenza in certosa, i certosini entreranno nel cuore di Maria!

Difatti come da tradizione secolare, in occasione di ogni giubileo il simulacro ligneo di Santa Maria del Bosco, caratterizzato da un cuore d’oro sul petto avente la funzione di un prezioso scrigno. In esso infatti è contenuta una pergamena recante i nomi dei certosini di Santo Stefano del Bosco e che viene “aggiornata” ogni anno santo, sia ordinario che straordinario.

Una tradizione secolare che viene solennemente rispettata e che ho voluto narrarvi, per mostrarvi ulteriormente il legame indissolubile tra i certosini e la Vergine Maria.

Un video dell’amico Gerardo Madonna, realizzato lo scorso anno, vi mostrerà quanto vi ho esposto facendoci ammirare il volto soave della Vergine.

Cliccate sulle immagini per ingrandire e …Buona visione.


Alla Veglia di Pentecoste

Alla Veglia di Pentecoste

certosino e crocifisso

In questa vigilia di Pentecoste, voglio offrirvi questa meravigliosa omelia realizzata da un certosino, e rivolta alla sua comunità monastica. Vogliate meditare su queste pregnanti parole, affinchè il nostro cuore possa aprirsi per poter ricevere la discesa dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo, da cui possiamo e dobbiamo ricevere in questa festa una nuova pienezza, se siamo preparati ad accoglierlo, egli è uno spirito d’infanzia. È Lui che concede ai nostri cuori il potere di riconoscerci figli di Dio, che ci dà l’amore e la fiducia nel nostro Padre del cielo, come dice San Paolo. Questa qualità di figli di Dio è ciò che ci distingue dai pagani, è proprio ciò che ci rende cristiani.

Se cerchiamo di dire esattamente che cosa è l’atteggiamento filiale, verificheremo che è fatto di sottomissione, di libertà e di gioia. Dico in primo luogo la sottomissione, perché in realtà non si può essere veramente figlio di Dio, se non si possede soprattutto la generosità dell’obbedienza. Dobbiamo, in modo particolare, eliminare i nostri gusti, le nostre idee uniche, per conformarci con quello che la Chiesa impone, o con quello che la vita cristiana esige. Lo dobbiamo fare con coraggio, senza pensare o guardare dietro. Quando si pratica, anche solo una volta, un buon sacrificio di questo tipo, sappiamo bene quanta indipendenza interiore ci può succedere.

Davvero, l’infanzia spirituale è fatta anche di libertà, la libertà che è la figlia della sottomissione, dell’abbandono semplice e generoso. Ubi Spiritus, ibi libertas – dice ancora San Paolo. Dove è lo Spirito Santo, è la libertà, essenzialmente interiore, che consiste di non essere attaccati all’amore di sé. Ciò si acquisisce solo dalla dedicazione e dal raccoglimento. Il vostro lavoro e la vostra preghiera costantemente tendono a liberare voi e raggiungerete questa indipendenza tanto più veloce, quanto più fedeli sarete all’uno ed all’altro.

Ed infine lo Spirito Santo è uno spirito di gioia, perché ci sentiamo felici quando vediamo cadere le nostre catene. La maggiore tristezza dell’uomo è quella di sentirsi arrestato in una prigione che non si può aprire perché ha il nome ‘egoismo’; è in esso che l’uomo è chiuso. Ma ogni atto di obbedienza, di umiltà, di carità, libera il cuore e sentiamo che risuona nel cielo, come il battito d’ali di un uccello la cui gabbia è stata appena aperta. Tutti voi conoscete questa gioia; ognuno di voi ha ricevuto una gran parte di essa. Ed avete il desiderio di comunicarla agli altri, siano loro i più cari, la famiglia che avete lasciato nel mondo, o gli sfortunati che spesso soffrono senza sapere perché.

Bene! L’unico modo per irradiare la consolazione nei cuori degli altri è rendere il vostro cuore un centro di fiducia e di amore, è lasciare vivere in voi il cuore di Cristo. In una famiglia o in una comunità, è già molto se l’esterno è calmo e sereno; perché una figura scoraggiata sovraccarica l’atmosfera intorno a se. Ma questa influenza è niente rispetto alla luminosità di un’anima in cui Dio vive. Lo spirito dell’uomo ha inventato ed ha costruito centri di energia che diffondono la forza su tutta la terra. Quando questo spirito è pieno di luce e di amore divino, pieno dello Spirito di Dio, non è naturale che scintilli all’infinito?

Siamo solidali uni con gli altri, dipendiamo da coloro che lottano e soffrono con noi, religiosi o laici, collaboriamo, costruiamo insieme la Città di Dio. In un certo senso si tratta di un onere, perché sappiamo che le anime aspettano il nostro aiuto, ma è una fonte di resistenza perché, in cambio di tutto ciò che diamo, riceviamo il centuplo. L’unico modo, infatti, per ricevere l’abbondanza della grazia è dare tutto quello che si ha.

Chiediamo allo Spirito Santo questa pazienza, questa disponibilità ad abbandonare tutto ciò che ci viene chiesto e questa gioia soprannaturale, che sono i segni della sua presenza e le condizioni del suo regno in noi, e che Lui faccia di noi fonti di vita per tutti gli uomini come fece con Maria, sua sposa, piena di grazia.

Un certosino

(brano tratto da libro “Silencio com Deus”)

Un documentario su san Bruno

Un documentario su san Bruno

trasmissione

Iniziando la settimana che ci conduce al 6 ottobre, giorno della celebrazione di san Bruno, voglio proporvi il video di un documentario sulla cerimonia svoltasi in occasione della scorsa Pentecoste. Come sapete in quella occasione, a Serra san Bruno si svolge una processione celebrativa che ricorda la traslazione delle ossa del santo certosino. Quest’anno le telecamere della televisione TV Padre Pio, hanno realizzato un servizio nel quale ascolteremo le esaurienti parole di Don Bruno La Rizza, rettore del Santuario di S. Maria nel Bosco, il quale ci fa  rivivere i momenti più importanti di questo grande Santo. Inoltre sarà possibile ammirare la natura incontaminata di quei luoghi, che attrassero Bruno allorquando decise di insediarsi in Calabria. Un ringraziamento speciale all’amico Raffaele Timpano, il quale ha registrato la trasmissione, andata in onda lo scorso 3 luglio, inserendola nel suo canale, e che mi ha consentito di diffondere questo interessante documentario. Vi auguro una buona visione.

Video (I parte)

Video (II parte)