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Oggi 6 ottobre, San Bruno

San Bruno in Gloria (M. Stanzione certosa di san Martino napoli

San Bruno in gloria (M. Stanzione – certosa di San Martino Napoli)

Festività di San Bruno

Oggi 6 ottobre, in occasione della ricorrenza della festività di San Bruno, miei cari amici lettori, voglio offrirvi una splendida omelia di un priore certosino. Questo sublime testo fu pronunciato il 6 ottobre del 1969, A seguire per completare questo giorno di festa, una breve preghiera da rivolgere al nostro amato San Bruno.

Miei cari Padri e Fratelli,

Tra le qualità che colpiscono maggiormente San Bruno c’è l’obbedienza. Ha dato testimonianza in una delle circostanze più gravi della sua vita. Un giorno il papa lo chiamò a Roma e dovette sacrificare il suo lavoro, più probabilmente del suo lavoro, il suo amore per la dolcezza della solitudine.

Se si trova nelle sue lettere un profondo dispiacere per la solitudine del deserto della Chartreuse, per il bene dei suoi fratelli, mai però si trova una parola di reclamo o recriminazione. Si può dire che si è sottomesso totalmente all’autorità del suo superiore.

Questa è una cosa molto difficile, lo sappiamo tutti. Questo probabilmente deriva dal problema che abbiamo nel vedere la volontà di Dio attraverso la volontà del superiore, perché chi di noi vorrebbe separarsi da Dio, rifiuterebbe di obbedire a lui? Ma il superiore è un uomo, e non possiamo credere che rappresenti la volontà di Dio per noi.

Sicuramente la superiorità è un’esigenza di santità. Normalmente il superiore dovrebbe essere così unito a Cristo, se partecipa alla vita trinitaria, che la sua parola e i suoi ordini procedano sempre dalla sua unione con Dio. Questo è l’ideale, e ogni superiore deve lottare per questo.

Tuttavia, Dio stesso permette e vuole che il superiore non sia sempre un santo, e che anche senza che sia sempre colpa sua. Sebbene possa tendere alla perfezione, non è ancora lì, è ancora solo in questa fase della vita spirituale voluta da Dio. Dio ha voluto così, e gli ordini e i consigli del superiore saranno indubbiamente avvertiti dalla sua imperfezione. Ciò non significa che i suoi ordini non corrispondano alla volontà di Dio su di noi.

Inoltre, indipendentemente dalla questione della sua santità, il superiore mantiene sempre il suo temperamento umano. Cristo non ha avuto il suo? Non era ebreo? Ogni giudice con il suo temperamento, le sue idee, la sua esperienza, come fare altrimenti? Dio voleva che la sua volontà attraversasse un superiore umano mentre il suo messaggio passava attraverso il Cristo umano. Niente ma molto normale; ma per colui che deve obbedire, è molto difficile da accettare, perché ci costringe ad abbandonare il nostro punto di vista umano, possiamo, e molto preferibile credere legittimamente  a quello dei nostri superiori. Perché bisogna anche osservare che, proprio come il superiore ha difetti soprannaturali desiderati da Dio, ha, ancor più, limiti umani che dobbiamo accettare. Niente è più facile che allevarli, criticarli, ma uno distrugge così tutta l’obbedienza soprannaturale e tutta la fiducia. Perdiamo la pace della sua anima.

Dobbiamo anche riconoscere che ci sono superiori infedeli che si lasciano guidare dalle loro passioni. È quindi molto difficile, ammettiamolo, vedere nei loro ordini la volontà di Dio. C’è quindi una bugia nel piano di Dio.

Questa menzogna del superiore rende dolorosa l’obbedienza e, in una certa misura, la partecipazione a questa menzogna. Un’anima giusta soffre all’infinito, tuttavia deve obbedire, a meno che il superiore non comandi un atto malvagio. La ragione è semplice. Nel cuore della Trinità, il Padre e il Figlio sono uno, hanno solo un’intelligenza, una volontà, un’azione. Il Padre dà tutto al Figlio, il Figlio riceve tutto. In questo dono e accettazione del dono che fonda la loro unità, è l’ideale divino dell’obbedienza religiosa. Il superiore e l’inferiore devono essere uno, devono essere uniti nella loro intelligenza, nella loro volontà, nella loro azione. Ma se, infedele alla grazia di Dio, il superiore non si dà come dovrebbe, non è una ragione per cui l’inferiore rinuncia ad essere l’immagine del Figlio. Se rifiuta, se si oppone al superiore, mentisce al ruolo che Dio ha inteso per lui, e Dio può solo allontanarsi da una comunità in cui non riconosce più se stesso. E così è il superiore. L’infedeltà degli inferiori non gli conferisce il diritto di rinunciare al suo ruolo di principio, di padre. Qualunque cosa accada, deve continuare a dare se stesso e ad avere fiducia.

Spesso anche il dono persistente del padre e la fiducia nascono dell’amore nell’anima del figlio infedele, come l’amore e la fedeltà del Figlio nel Padre svegliare sentimenti avrebbe potuto dimenticati.

Questo è l’esempio che ci hanno dato sia Bruno che Beato Urbano. Si potrebbe pensare che chiamando San Bruno a Roma, facendolo uscire dal suo eremo del Delfinato quando per così tanto tempo l’aveva perso di vista, il Santo Padre era troppo veloce ed era guidato dal suo affetto , il suo desiderio di avere un uomo che amava vicino a lui. San Bruno non si indurì, obbedì umilmente a un ordine che, certamente, non rispettava le sue attrazioni e la sua profonda personalità. Non ha fatto domande, semplicemente ha obbedito, e se non è stato senza strappi, è stato almeno senza recriminazioni, senza critiche, con tanto amore. Non ha chiuso il suo cuore, e Urbano lo ha capito così bene che nella sua fiducia ha voluto consacrarlo vescovo.

Ma è lì che vediamo ciò che un’anima fedele può fare. Vedendo San Bruno, così obbediente e così umile, il papa sentì di aver commesso un errore e che era volontà di Dio che il suo vecchio maestro rimanesse nel deserto. Non solo glielo permise, ma favorì la sua installazione nel deserto della Calabria. Tra loro, non c’erano più nuvole. L’obbedienza di Bruno aveva vinto, l’unione dei cuori del padre e del figlio era completa. E questa è una grande lezione per noi. Quale superiore non ha sofferto per i suoi inferiori? Quale inferiore non ha sofferto per i suoi superiori? Lo sappiamo tutti. Come San Bruno, come Urbano II, non si dovrebbe mai chiudere le nostre anime l’un l’altro, ma sempre cercano di raggiungere questa unione ci cui ideale è nella Trinità, e che dovrebbe essere nostra per l’eternità . Così sia.

Festività di San Bruno 1969

San Bruno

Orazione a san Bruno

Oh Dio, Padre misericordioso, che chiamasti San Bruno alla solitudine del deserto per fondare l’Ordine Certosino, ti chiediamo che attraverso la sua intercessione ci liberi dalle tristezze del mondo e ci conceda il dono della pace e l’allegria spirituale che hai promesso a coloro che perseverano nel cercarti.

A M E N

Novena a San Bruno 2018: IX° giorno

Statua di Giuseppe Lironi in Mafra National Palace

Preghiera di apertura per ogni giorno

Signore, posto nella tua Divina Presenza, ricevi il tributo del mio amore, perdona le mie infedeltà e concedimi la grazia di fare devotamente questa novena. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Nono giorno: La santa gioia di Bruno

“La gioia del Vangelo riempie il cuore e tutta la vita di colui che incontra Gesù” (Papa Francisco, EG I.). Queste parole del nostro Papa hanno avuto un perfetto compimento nella vita di San Bruno. Infatti, Bruno ha vissuto la sua vita per Dio nel silenzio, nella solitudine, nella preghiera e nella generosa penitenza, ma sotto il segno e l’impulso di una gioia profonda e santa.

È la gioia di vivere, sempre a Dio e totalmente a Lui, consacrato al suo amore. Un autore ha affermato che “la gioia è il marchio familiare” dei figli di Dio; tutti lo portano con sé “(Padre Ramière).

Questa gioia ha questa spiegazione di San Tommaso d’Aquino: “Poiché la vita contemplativa consiste nella contemplazione di Dio animata dall’amore, si deduce che è sempre accompagnata dalla gioia; non solo perché Dio è l’oggetto contemplato, ma anche per il motivo che porta a contemplare: l’amore. Con queste due cause, Dio e l’amore, la gioia intima e la gioia del contemplativo sorpassano tutti i piaceri umani, poiché il godimento spirituale è superiore a tutti i piaceri sensibili, e il puro amore con cui si ama Dio supera tutti gli amori “(Sommario teologico). San Bruno, si donò a Dio e ricevette da lui la prova del suo amore: la gioia dello Spirito Santo e la trasmise ai suoi figli.

Pater, Ave, e Gloria.

Parole di Bruno

“Il mio spirito esulta nel Signore. Sì, sono saltato di gioia e sono portato via in lodi, mentre vedo crescere i frutti della virtù in te “(Cari fratelli). “Nel deserto ci sono le gioie della gloria eterna e le gioie dello Spirito Santo”. “Lodate il Signore con la gioia interiore dello Spirito, con questa gioia che non può essere spiegata con parole umane” (Salmo 65). “Il giusto salto di gioia, e venire a lei lodare il Signore in contemplazione; dedicatevi alla vita contemplativa che consiste nell’impegnarsi nella preghiera e nella meditazione di Dio e dei divini misteri, lasciando tutto ciò che è del mondo “(Sal 67).

Testimonianze dei suoi contemporanei:

“Bruno voleva che i suoi figli vivessero sempre con gioia, perché lui stesso era sempre felice.”

“Bruno si è distinto in questo: era un uomo di singolare equanimità e aveva sempre un viso allegro” (titoli funebri).

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

Preghiera finale.

Concedici, o Padre celeste, la gioia dello Spirito Santo, che ha inondato l’anima di San Bruno, per servirti con gioia in questo mondo e per condividere le tue gioie nel Regno eterno. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Immagine correlata

“Dio, che nella sua infinita bontà, non ha mai cessato di vegliare sugli interessi e sui bisogni della sua Chiesa, ha scelto San Bruno, uomo di grande santità, per restituire alla vita contemplativa lo splendore della sua primitiva purezza. Per questo ha iniziato l’Ordine Cartusiano, infondendolo con il proprio spirito e dotandolo di leggi in grado di guidare efficacemente i suoi religiosi e aiutandoli a percorrere il sentiero della santità interiore (Pio XI – Umbratilem).

PREGHIERA

PER LE VOCAZIONI CERTOSINE

O Dio, che in tutti i tempi hai scelto alcuni dei tuoi figli che, guidati dallo Spirito in solitudine, si sono uniti a Te con amore intimo: ascolta le preghiere della tua Chiesa e degnati di chiamare e rafforzare, anche ai nostri giorni, gli uomini che vivono nel deserto certosino per la lode del tuo nome. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio, nell’unità dello Spirito Santo.

Amen.

(Messale cartusiano).

 

F I N E

Novena a San Bruno 2018: VIII° giorno

san Bruno meditabondo

Preghiera di apertura per ogni giorno

Signore, posto nella tua Divina Presenza, ricevi il tributo del mio amore, perdona le mie infedeltà e concedimi la grazia di fare devotamente questa novena. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Ottavo giorno: Anima della gentilezza

Una caratteristica peculiare della vita di San Bruno è la bontà della sua anima. Non chiediamoci, perché Dio è Bontà per essenza, infinitamente Buono, l’unico Bene. Questa Bontà spiega la creazione, e specialmente il suo amore per l’uomo, ed è il fondamento, la fonte, la radice di ogni bontà che esiste nel mondo. La bontà di San Bruno è un frutto, conseguenza dei suoi rapporti e unione con Dio. Se la bontà di Dio è riversata su tutte le creature, è evidente che coloro che sono più uniti e imparentati con Dio, partecipano più abbondantemente dello stesso. Ecco perché la bontà di Bruno era un’effluenza della divina bontà ricevuta ed esperita nella sua anima, nei suoi rapporti con Dio. La bontà di Dio lo ha reso un uomo, un’anima di bontà, “un buon padre”, “tutta bontà verso tutti”.

Pater, Ave, e Gloria.

Parole di Bruno

“C’è qualcosa di meglio di Dio? L’anima che ha sperimentato qualcosa di questo Bene, brucia nella fiamma dell’amore e non può fare a meno di esclamare: “Quando contemplerò il volto di Dio?” “La divinità è bontà.” “Signore, tu sei il nostro vincitore sulla tua bontà: sopraffatti con la tua bontà e trionfa in bontà” (Commentario alla Lettera dei Romani).

Testimonianze dei suoi contemporanei:

“Con la sua morte siamo stati privati del sostegno del nostro amato e incomparabile padre Bruno … Aveva il cuore di una madre; lo abbiamo preferito a tutti, perché era bello …; non ha mai sofferto nessuno, perché era sempre unito a Dio … Le manifestazioni della sua bontà verso di noi superano tutto ciò che vorremmo e potremmo dire … (Titoli funebri).

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

Preghiera finale.

O Dio, tu sei la bontà e la fonte di ogni bene; versateci addosso e fateci anche noi, come san Bruno, comunicando ai nostri fratelli la bontà di voi ricevuti. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Novena a San Bruno 2018: VII° giorno

Mellan Claude bruno in preghiera

Preghiera di apertura per ogni giorno

Signore, posto nella tua Divina Presenza, ricevi il tributo del mio amore, perdona le mie infedeltà e concedimi la grazia di fare devotamente questa novena. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Settimo giorno: Aspettando il Signore

La Chiesa, il Regno di Dio in questo mondo, vive in un “orientamento escatologico”, cioè con una tendenza per il futuro; aspettando il loro Signore; sempre uscendo per incontrarlo e correre la sua venuta con amore, desiderio e preghiera. Questo l’escatologia ecclesiale propria vocazione cristiana è vissuta più intensamente per il monachesimo contemplativa, la cui missione arriva anche condurre gli uomini a Dio, ricordandogli la sua esistenza, rinnovando la sua presenza, ricordando loro il paese futuro, mostrando loro la strada e assicurandoli della loro imminenza. La vita di San Bruno era un modello di questa tendenza incessante a Dio di attendere la Sua venuta e di desiderare il Regno dei redenti. Questo orientamento era così profondo in lui che è una caratteristica del suo spirito. In effetti, totalmente donata a Dio e alle realtà eterne, vive questa attesa, questo ritorno del loro Signore, come una sentinella amorevole e veglia di attesa, con il più grande desiderio della sua anima.

Pater, Ave, e Gloria.

Parole di Bruno

“Vivere il velo al Signore è il miglior modo di vivere, il più utile e degno. Pertanto, ho deciso di guardare sempre. E io dico, vieni e loda Dio con tutta la mia voce e con la mia vita. Ho visto e ho sete di te, mio Dio, e di vedere la gloria del tuo volto “(Commento al Salmo 62).

“Il Signore ha creato tutti gli uomini per raggiungere la gioia suprema del Cielo. Felice è colui che, con tutta la sua anima, ha questo obiettivo ed è sempre vigile “(Elegia de S. Bruno, PL 152, 38).

Testimonianze dei suoi contemporanei:

“Bruno è rimasto notte e giorno attento ai comandamenti del Signore … ed è stato un modello per tutti coloro che vivevano nel deserto, mettendo la sua ha detto che l’unica cosa necessaria”. “Bruno era un eremita assetato di Dio”. “Per tutta la sua vita è stato unito alla Parola con un cuore puro” (titoli funebri).

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

Preghiera finale.

Concedici, Signore, che, seguendo l’esempio di san Bruno, teniamo vivo in noi il desiderio della tua gloria e prepariamo il nostro ingresso nello stesso, adempiendo la tua volontà. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Novena a San Bruno 2018: VI° giorno

Juan Sariñena Saint Bruno of Cologne Museum of Fine Arts, Valencia, ...

Preghiera di apertura per ogni giorno

Signore, posto nella tua Divina Presenza, ricevi il tributo del mio amore, perdona le mie infedeltà e concedimi la grazia di fare devotamente questa novena. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Sesto giorno: Al servizio della Chiesa

Il tempo in cui visse San Bruno era molto simile al tempo in cui viviamo nel presente, con tutte le sue trasformazioni, crisi, contestazioni … Dato questi mali, Bruno scelse di dedicarsi completamente a Dio in solitudine, silenzio, preghiera, in penitenza. Qualcuno avrebbe detto che è fuggito dal campo di battaglia, per intraprendere un percorso più facile. Ma la realtà era molto diversa.

In mezzo a quelle convulsioni che tanto affliggevano la Chiesa, pensava che fosse meglio per questa Chiesa così amata e afflitta vivere interamente per Dio, nascosto con Cristo, nel ministero della preghiera e dell’unione con Dio. Questa è la missione, il servizio e la “testimonianza d’amore” che Dio ha voluto da lui; questa è la via della sua santità; questo è il campo del loro combattimento; questa è la funzione della tua vita.

Pater, Ave, e Gloria.

Parole di Bruno

“Vivo nei confini della Calabria, in una lontanissima natura selvaggia su tutti i lati delle case degli uomini …” (Lettera a Raúl, § 4). “So che eserciti la vera obbedienza con ogni cura e zelo, che è l’adempimento dei comandamenti di Dio … e che è sempre accompagnato dall’amore casto del Signore e dalla vera carità” (Lettera ai Fratelli, §1).

Testimonianze dei suoi contemporanei:

“Come Elia e Giovanni Battista, Bruno era un amante ardente della solitudine del deserto.”

“Bruno era un eminente eremita”.

“Steady Column of the Church”. “Perla e pilastro della casa del Signore”

(Titoli funebri).

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

Preghiera finale

Spiegaci la tua misericordia, Signore, affinché, come San Bruno, viviamo la nostra consacrazione battesimale degnamente per l’edificazione e la santificazione della tua Chiesa. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Novena a San Bruno 2018: V° giorno

juan antonio de Frias.jpg

Preghiera di apertura per ogni giorno

Signore, posto nella tua Divina Presenza, ricevi il tributo del mio amore, perdona le mie infedeltà e concedimi la grazia di fare devotamente questa novena. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Quinto giorno: profilo spirituale di San Bruno

L’abbandono totale a Dio vissuto da San Bruno ci rivela il profilo del suo spirito, cioè l’unità del suo cuore e la generosità del suo amore. Sant’Agostino ha detto: “Ognuno è ciò che ama. Ami la terra? Sei terra. Ami Dio? Tu sei Dio. ” E Dio è sempre stato il grande amore di Bruno. Lo ha sempre amato: da giovane, da maestro, da cancelliere; lo amava nella Cattedra, nella Certosa, nel Tribunale Pontificio, in Calabria, nella morte. La sua vocazione era un’opera d’amore svolta con tutto l’ardore del suo cuore. E quell’amore è diventato il motore del tuo modo di pensare, parlare, chiudere, scrivere e servire tutti. Per lui, la vita contemplativa ha il primato perché è consacrata principalmente all’amore di Dio. La contemplazione è amore e solo con amore puoi vivere, nutrire te stesso e essere adempiuto. E quando ami Dio, ami tutto ciò che Dio ama. Ecco perché tutto è incluso nell’amore di Bruno: la Chiesa, il Papa, gli studenti, gli amici, i benefattori, i loro figli.

Pater, Ave, e Gloria.

Parole di Bruno

“Caro amico, volevo convincerti che il tuo amore per Dio non dovrebbe soffrire meno, a causa dei servizi umani che stai rendendo. Vorrei che amassi questa parte migliore (la vita contemplativa) al di sopra di tutte le cose, così che, nelle tue braccia, tu possa aderire all’amore divino. Desidero che questo amore possa venire a prendere possesso del tuo cuore … L’amore di Dio è sia più utile che più giusto “(Lettera a Raul § 10).

Testimonianze dei suoi contemporanei:

“Bruno ha sempre rifiutato tutti gli onori, perché non aveva altra cura che l’amore di Cristo.” “Era un eremita assetato di Cristo”. (Titoli funebri)

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

Preghiera finale

O Dio, ho instillato nei nostri cuori il desiderio di cercare e di amarti, come San Bruno, così che possiamo trovarti in tutti gli uomini e amarti sopra ogni cosa. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Novena a San Bruno 2018, IV° giorno

Estasi di san bruno scuola napoletana XvIII sec.

Preghiera di apertura per ogni giorno

Signore, posto nella tua Divina Presenza, ricevi il tributo del mio amore, perdona le mie infedeltà e concedimi la grazia di fare devotamente questa novena. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.

Quarto giorno: Bruno è sempre stato consegnato a Dio

La santità di San Bruno è stato un incessante cammino verso Dio, un essere continuo in Dio, vivendo con Lui e per Lui. Ora, questo è stato possibile grazie ad un totale, incondizionato, fiducioso e gioioso abbandono di questo amato Dio su tutte le cose. Questa resa fu per Bruno vivere alla presenza di Dio; sottomettersi fiduciosamente alla sua volontà; rispondere pienamente all’amore di Dio, con tutta la pienezza del suo amore filiale; Aspetta vigorosamente la sua venuta, aprilo non appena viene e bussa, per entrare con lui alla festa eterna. Per Bruno, la santità sarà, non solo per ordinare tutto per Dio, ma per trovare in Dio il fondamento e l’essenza di tutto; cioè, scoprire Dio in tutte le cose, usarle tutte per unirsi a Lui e in tutto e per tutti, per amarlo e glorificarlo.

Pater, Ave, e Gloria.

Parole di Bruno

“Qui, nel deserto, gli uomini possono lavorare fino a se stessi, dimorare con se stessi, coltivare i germi della virtù con entusiasmo e nutrirsi dei frutti del paradiso. Qui si ottiene quello sguardo limpido la cui visione serena ferisce lo Sposo con amore, e la cui purezza e chiarezza permette a Dio di vedere “(Lettera a Raul, § 4 e 7).

Testimonianze dei suoi contemporanei:

“Ha detto che per questo aveva abbandonato la casa del padre e tutte le cose: servire Dio liberamente”. “Bruno si ritirò in solitudine e lì, come un frutto maturo, sparse la sua fragranza” (titoli funebri).

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

Preghiera finale

Donaci, Padre celeste, che nell’imitazione di San Bruno, ci concediamo con fedeltà e amore a te, e possiamo adempiere alla nostra vocazione cristiana, vivendo consacrata al tuo amore, servizio e gloria. Tramite nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo. Amen.