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Una preghiera di Dom Innocent LeMasson

 

Dom Innocent Le MassonPer concludere questo mese dedicato a Maria, ecco per voi, una deliziosa preghiera concepita da Dom Le Masson rivolta alla Vergine Maria.

“O Vergine Santissima, è la tua umiltà che ti ha attirato tutte queste grandi cose”

“O Santissima Vergine, ti appartiene più di chiunque altro per parlare del potere, della misericordia e della santità di Dio, perché ne hai fatto esperienze, che c’è solo te solo chi lo ha fatto È la tua umiltà che ti ha attratto a tutte queste grandi cose. Tu insegni a noi stessi e tu ci insegni allo stesso tempo, ciò che questa santa virtù può fare con Dio. Ci rallegriamo del tuo spirito con te, cantando la tua canzone sacra, che Dio ha operato in te tante meraviglie. Sei piena di grazie e hai portato nel tuo seno la fonte della grazia. Cosa non puoi fare per farci scorrere abbondantemente da parte delle tue potenti Intercessioni? Facci sentire che sei sempre la stessa, colei che ha assunto Dio tuo Figlio per convertire l’acqua in vino alle nozze di Cana; Per vostra intercessione fa che si convertano le nostre debolezze in forza, e che ci riempia di questo nuovo vino che producono le vergini. Ma, Santissima Madre di Dio, dobbiamo essere vasi, ma che siano vuoti per riceverLo: e questo può avvenire solo con l’imitazione della Tua umiltà. Perciò sii nostra Maestra per insegnarci a sfruttare il tuo esempio e la lezione del tuo caro Figlio, che vuole insegnarci a diventare miti e umili di cuore. Sarà con questo mezzo che sentiremo gli effetti del potere del Padre, la misericordia del Figlio e la santità dello Spirito Santo.

Così sia

 

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Una preghiera di Guigo II

guigo

Cari amici eccovi oggi una bella preghiera di Guigo II, un certosino di cui si hanno poche notizie biografiche. Sappiamo che fu Procuratore della Grande Chartreuse nel 1173, poi fu eletto come nono Priore Generale dal 1174 al 1180 è omonimo di Guigo perciò lo si distingue per esserne il II°. Molto tempo fa vi ho proposto la sua opera più importante, ovvero la Lettera sulla vita contemplativa, chiamata Scala Claustralium o ancora Scala Paradisi. Questo scritto, in forma di lettera indirizzata al confratello Gervasio, è un testo classico sulla preghiera, molto diffuso in Occidente per vari secoli. Se ne conosce la data della sua morte, il 1188.

Premesso ciò ecco il testo di questa sua preghiera:

“In principio la terra era un vuoto senza forma”

“All’inizio, la terra era vuota e vuota, era l’oscurità che copriva l’abisso. Ammirabile Creatore, realizza in me il lavoro che hai fatto ai vecchi tempi. Perché la mia anima è vuota e vuota e l’oscurità che regna sulla superficie dell’abisso. Se dici “Sia la luce! La luce verrà. Hai fatto questo lavoro a Lazzaro ed a San Paolo. Il volto del primo era avvolto in un sudario, perché l’oscurità regnava sulla superficie dell’abisso. Gli occhi del secondo cadevano dalla bilancia al momento del suo battesimo, per poter contemplare la gloria del Signore con la faccia scoperta. Sono queste scale che fanno dormire continuamente il mio cuore davanti a te. Fu per loro che gli apostoli dormirono durante la tua agonia: “Per i loro occhi”, dice la Scrittura, “erano barcollanti”. Tuttavia, Signore, questo è il momento di strappare me stesso a dormire perché la tromba suona con sempre più insistenza: “Svegliati, tu che dormi, sorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà tu sei la sua luce “. Sì, Signore, illumina le mie tenebre. Dì alla mia anima: “Sia la luce” e la luce sarà. Così sia.”

Concludo questo articolo con alcune sue celebri massime:

Cercate leggendo e troverete meditando; chiamate pregando e vi sarà aperto contemplando.”

 

La contemplazione è come un innalzamento al di sopra di sé da parte dell’anima sospesa in Dio, che gusta le gioie della dolcezza eterna.”

La meditazione è la ricerca attenta, con l’aiuto della ragione, di una verità nascosta.”

 

Una preghiera di Dom Ludolfo di Sassonia

certosino in orazione

Cari amici lettori vi propongo una breve ma splendida preghiera di Dom Ludolfo di Sassonia.

“Signore Gesù Cristo, fammi disprezzare tutta la prosperità del mondo “:

“Signore Gesù Cristo, che dalla tua primissima infanzia, volevi soffrire persecuzioni ed esilio, e poi lasciarti uccidere per te, concedi ad un miserabile come me di sopportare pazientemente per te mali simili. e persino la morte, se necessario; perché io disprezzi tutta la prosperità del mondo e non tema avversità temporali. O Beati figli, primi fiori e primizie dei martiri, tu che innocenza e martirio hanno reso degni di formare la processione e la corte del Dio e il Re appena nato, degnati di compensare la tua grazia e la tua estrema innocenza alla mia infermità e infelicità, per ottenere dal più tenero Salvatore il perdono e la remissione dei miei peccati. “

Amen

Un certosino intervistato

in preghieraa

Vi propongo una intervista, rilasciata da un monaco certosino alcuni anni fa, ad una rivista portoghese. In essa il giornalista pone al religioso una domanda molto semplice: ” Che cosa è per te la preghiera?” Leggiamo insieme la sua esaustiva risposta.

” Chiedere ad un monaco certosino” cosa significa per te la preghiera?” è come chiedere cosa significa il mare per un marinaio… è tutto!
La preghiera è la mia professione, la mia vita, la mia occupazione, il mio affetto, la mia vocazione, il dono che Dio mi ha dato.
La preghiera è lo scopo della mia esistenza. Il mio senso della vita. La preghiera è un mezzo per glorificare a Dio; ma anche, per questo, è la fine a cui si ordinano molti altri mezzi, cioè tutta la mia vita quotidiana.
In questa, il primo e principale aiuto per la mia contemplazione mi viene dal tempo, abbondante, che dedico alla divina rivelazione. Quindi, più che contemplazione, la chiamo “audizione”; audizione attenta della parola di Dio nel silenzio e solitudine del monastero.
Dio nella certosa si rivela come un essere vivente, personale; come qualcuno che vede e vuole. Ecco il fondamento della preghiera cristiana. Non pregheremmo se Dio fosse solo qualcosa, un’idea, o un essere inanimato. Questo rapporto personale diretto con Dio vivo è proprio nello stile certosino di pregare. Dico certosino, perché noi, esperti di contemplazione, ci dedichiamo soprattutto alla preghiera solitaria. Altri vanno in direzioni diverse, hanno altri carismi. Alla Certosa viene chi si sente intimamente attratto dall’invito di Gesù ad entrare nella stanza e pregare il padre in segreto. Preghiera, per me, certosino, significa soprattutto preghiera solitaria.
E ‘ vero che tutti questi eremiti che convivono in una certosa si riuniscono tre volte al giorno nella liturgia comunitaria. Ma anche allora, cercano di cantare spontaneamente, sempre senza prove preliminari, o al buio, in un relativo isolamento che favorisca l’unione intima, diretta con Dio.
Del resto, è proprio questo rapporto con Dio che ci unisce, nel Signore, a tutti i nostri fratelli. Ai presenti e agli assenti. Il cuore, lungo e acceso nella solitudine, copre l’intera umanità. Quindi tutti noi, quelli che siamo chiamati ad una vita puramente contemplativa (o “uditiva”, come io la chiamo! ) ci troviamo nel cuore della Chiesa, e nel cuore del mondo, e la nostra missione consiste nel mantenere viva nella chiesa questa dimensione contemplativa “.
(da un certosino di Scala Coeli; articolo nella rivista “Communio”, Lisbona, 1985).

Preghiera per la Quaresima

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Oggi, Mercoledì delle Ceneri segna, nella tradizione cristiana, l’inizio della Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua. Ecco per voi una splendida preghiera composta da Guigo il certosino.

 

Signore, che non ti lasci vedere se non dai cuori puri, io cerco di capire, leggendo e meditando, cosa sia e come possa conseguirsi la vera purezza del cuore, per diventare capace, grazie ad essa, di conoscerti almeno un poco. Il tuo volto Signore, ho cercato; a lungo ho meditato nel mio cuore, e dal mio meditare è scaturito un fuoco, e il desiderio di conoscerti sempre più a fondo. Quando spezzi per me il pane della Scrittura, ti fai riconoscere, e quanto più ti conosco, tanto più desidero conoscerti, non più soltanto nella scorza della lettera, ma nella percezione sensibile dell’esperienza. Non chiedo questo, Signore, per i miei meriti, ma per la tua misericordia. Riconosco infatti di essere un indegno peccatore, ma «anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla mensa dei loro padroni». Dammi dunque, Signore, la caparra della futura eredità, una goccia almeno di pioggia celeste per rinfrescare la mia sete, perché ardo d’amore.

Preghiera d’abbandono

Firenze - Rutilio Manetti, <i>Beata Margherita Certosina</i>, tela, 1620-1625

beata Margherita (Rutilio Manetti 1620- 1625)

Ecco a voi, una deliziosa meditazione in forma di preghiera della certosina Margherita d’Oyngt. Una dichiarazione di totale abbandono al suo dolce Signore. Bellissima!

Mio dolce Signore, quando penso alle speciali grazie che mi hai fatto per la tua richiesta: innanzitutto, per come mi custodisti dalla mia infanzia e come mi sottraesti al pericolo e come mi hai chiamato per dedicarmi al tuo santo servizio, e per come mi hai fornito di tutte le cose che mi servivano per mangiare, bere, vestire e indossare, e lo hai fatto in modo che non ho avuto mai occasione di pensare a tutte queste cose, ma alla tua grande misericordia.

Dolce Signore, io ho lasciato mio padre e mia madre e i miei fratelli e tutte le cose di questo mondo per il tuo amore; ma questo è pochissimo, perché le ricchezze di questo mondo sono solo spine che bucano; e quante più si possiedono più si è infelice. E per questo mi sembra di non aver lasciato altro che miseria e povertà; ma sai, dolce Signore, che se io possedessi mille mondi e potessi disporre a mio piacere, io abbandonerei tutto per amore tuo; e anche se tu mi dessi tutto ciò che possiedi nel cielo e nella terra, non mi considererei sazia finché non avrò te, perché tu sei la vita della mia anima, non ho né voglio avere padre e madre al di fuori di te.

Novena 2017 IV°giorno

4 Il vescovo Ugo accompagna Bruno ed i suoi amici al massiccio della Chartreuse (Vicente Carducho)

Il vescovo Ugo accompagna Bruno ed i suoi amici al massiccio della Chartreuse (Vicente Carducho)

QUARTO GIORNO

 Umiltà di San Brunone.

Considerate non esser meraviglia che non curi la gloria mondana chi non abbia motivo di pretenderla; ma che la sprezzi, e la fugga chi ne abbia gran merito; e possegga tutta la stima degli uomini, questa si è umiltà segnalata. Non magnum est esse humilem in abiectione magna prorsus, et rara virtus est humilitas honorata (S. Bern.). Tale appunto fu quella del Patriarca San Brunone il quale reputato per uno dei maggiori letterati del suo secolo, e venerato per la sua esemplarità, fuggi gli onori , e gli applausi , anzi si tolse affatto agli occhi del mondo, per vivere oscuro , ed ignoto nella solitudine chiamata da S. Efram, domicilio dell’umiltà. Rinunziò ben due volte amplissimi Arcivescovadi, cioè quello di Reims, e quello di Reggio in Calabria allorché si trovava presso Urbano II. Senza che dette dignità non avrebbe egli potuto conseguire da quel Pontefice, che lo riguardava non solo come suo antico maestro, ma come angelo di consiglio, da cui si vedeva tanto opportunamente assistito nel governo della Chiesa allora travagliata da gravissime persecuzioni. Ma il nostro Santo nulla più amando, che l’abiezione, impiegò tutte le sue preghiere, e lacrime per ottenere congedo, affine di nascondersi di nuovo nel deserto; ove poi sarebbe vissuto occulto, se Iddio glorificatore degli umili non avesse disposto, che vi fosse ritrovato dal piissimo Conte Ruggiero Guiscardo Conte delle Sicilie. Oltre a questi grandi prove di sua umiltà vedovasi ella in tutte le sue azioni, e parole e nel disprezzo, che faceva di se, e desiderava che si facesse dagli altri: della qual cosa finalmente diede quel nobile contrassegno, quando arrivato al suo beato fine pregò istantaneo i suoi religiosi, che lo seppellissero nell’estrema parte del cimitero accanto alla porta, per la quale si entrava nella clausura dell’Eremo. Avete voi simile sollecitudine a sfuggire la stima del mondo, o bramate a comparire, ed essere consideralo per quel che fate, e per quel che vi lusingate di essere? Sapete approfittarvi delle occasioni, che vi si presentano di umiliarvi, o al contrario sentite volentieri le vostre lodi, e parlate di voi per far conoscere che avete del merito, e dell’abilità? Qual’è il vero fine a cui mira ciò, che operate, e dite? Non è forse per compiacere il vostro amor proprio? Finite una volta di persuadervi, che se non mortificherete una siffatta passione, e non vi farete come un fogliolino per umiltà di mente, e di cuore, non entrerete nel regno dei Cieli, e che senza questa virtù vi è impossibile acquistare, o conservare le altre; in quella guisa che non si può fabbricare senza fondamento, o tener ferma la polvere esposta contro al soffio dei venti. Pregate il Signor arrendervi, vero umile ad imitazione dell’umiltà di San Brunone.

Pater, Ave, Gloria.

OFFERTA

Vi saluto mio Santo Padre Brunone vero esempio di penitenza, che lasciando le delizie del mondo sapeste domare l’insolenza della carne, e le passioni ribelli con rigorosi digiuni, e cilici, con aspre discipline, e mortificazioni; vi prego per quella potenza comunicavi dall’Eterno Padre di vincere a voi stesso, d’impetrarmi grazia di morire a me stesso con una totale mortificazione di tutti gli appetiti sensitivi della mia carne per vivere solamente a Dio. Un Gloria Patri all’Eterno Padre, un Pater, ed Ave a San Brunone. Vi saluto mio Santo Padre Brunone, giglio odorifero di virtù, che nella solitudine di un’orrido deserto spargeste odore di sante virtù; vi prego per quella sapienza comunicati dal Divino Figliolo ottenermi lo acquisto di tutte le virtù per essere vostro imitatore, e vero seguace del mio Gesù.

Un Gloria Patri al Figliolo, un Pater, ed ave a San Brunone.

Vi saluto mio S. Padre Serafino di amore , che vivendo fra mortali foste sempre amante di Dio bruciando il vostro cuore d’infuocata carità; vi prego per quell’amore comunicatovi dallo Spirito Santo ottenermi una scintilla del vero amore di Dio per poterlo amare senza mio interesse, essendo degno d’infinito amore , ed aborrire tutto ciò, che non è di Dio.

Un Gloria Patri allo Spirito Santo, un Pater, ed Ave a San Brunone.

RESPONSORIO DEL DETTO SANTO

Adesto te invocantibus ` Bruno pater dulcissime, Perfectionis fulgida Lux, ac eremi gloria. Nobis benigne subveni; Tuas praeces, et offerens, Coram Supremo Numine, Quae postulamus impetra A moribus Sanctissimis Tuis abesse noscimus, Sed immerentes filios. Vultu benigno respice. Nobis ecc. Aufer teporem spiritus, Et corporis pericula Sanctamque nostris aedibus Pacem tuere jugiter.

Ora pro nobis S. Pater noster Bruno. Preghiamo Cristo.

OREMUS

Omnipotens sempiterne Deus, qui renuntiantibus saeculo mansiones paras in Coelo, immensam elementiam tuam humiliter imploramus: ut intercedente Beato Patre nostro Brunone confessore tuo vota quae profitendo fecìmus fideliter implere; et ad ea quae perseverantibus in te dignatus es promittere valeamus salubriter pervenire. Per Christrum Dominum nostrum. Amen.

OREMUS

Sancti Brunonis Confessoris tui, quaesumus Domine, intercessionibus adjuvemur; ut qui majestatem tuam graviter delinquendo offendimus, ejus meritis, et praecibus nostrorum delictorum veniam consequamur, Per Dominum ecc.