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San Thomas More, un certosino mancato

Thomas More un certosino mancato

Oggi in occasione della ricorrenza della sua commemorazione, voglio narrarvi il legame tra Thomas More ed i certosini. Innanzitutto intendo tracciare un breve profilo su questa insigne figura laica, che spinse la sua fede cristiana fino al martirio. Egli nacque a Londra il 7 febbraio del 1478, figlio di un magistrato, Thomas More è il primo di cinque figli, egli svolgerà i suoi studi dal 1492 al 1494 ad Oxford studiando il greco e appassionandosi allo studio della cultura classica.  Successivamente tornerà a Londra per continuare gli studi presso il prestigioso Lincoln’s Inn, dal 1494 al 1501 diventando avvocato. Fu inoltre un illustre umanista, ed ebbe tra i suoi amici Erasmo da Rotterdam, il quale decide di dedicargli il suo Elogio della follia, del resto Erasmo gioca sul cognome dell’amico, infatti Moria in greco significa “follia”, ecco dunque un motivo in più per dedicare la sua opera all’amico. Successivamente i loro rapporti si inasprirono, poiché More difese ad oltranza la sua religione, tanto criticata dall’amico Erasmo. A questo punto della sua vita, egli decide di dimorare presso la certosa di Londra, per verificare la sua vocazione ascetica, difatti, dal 1500 al 1504 condividerà con i monaci certosini il duro regime di vita monastico. Egli si conformerà alle pratiche severe dei monaci, che conserverà per il resto della sua esistenza difatti si alzava alle due del mattino per pregare e studiare e nelle poche ore destinate al sonno, si riposerà su assi di legno. Imparò in questo periodo la meditazione della passione di Cristo che svolgerà ogni venerdì, e inizierà ad indossare il cilicio sotto i vestiti. Poi però, pur rimanendo in ottimi rapporti con i certosini, ritenne di non avere le attitudini necessarie per continuare la vita claustrale. Decise così di sposarsi  con Jane Colt, da cui avrà tre figlie ed un figlio, questa donna però morì prematuramente quando i figli erano ancora molto piccoli, ciò spinse More a risposarsi con Alice Middleton. Ricordo inoltre che More, fu un padre esemplare, con spirito caritatevole volle adottare una povera orfanella, Margaret Giggs (di cui ho già narrato le gesta) che educò incessantemente come gli altri figli agli insegnamenti cristiani. Non disdegnò l’attività di scrittore umanista, realizzando nel 1516 la sua principale operaDe optimo rei publicae statu deque insula Utopia” meglio nota come l’Utopia. Nel frattempo la carriera politica di Thomas More è inarrestabile, nel 1518 entra nel nel Consiglio Reale; nel 1521 è nominato vicetesoriere del regno, acquisendo il titolo nobiliare di cavaliere (knight); nel 1523 è nominato speaker della Camera dei Comuni e nello stesso anno è incaricato dalla Chiesa inglese, anche se laico, di scrivere un testo contro Lutero. Nel 1529 è ambasciatore del regno inglese alla pace di Cambrai, il 5 ottobre dello stesso anno, viene nominato da Enrico VIII Lord Cancelliere d’Inghilterra, subentrando al potentissimo cardinal Wolsey. More tenta di resistere alla nomina ma viene letteralmente costretto ad accettarla. Il suo cancellierato (1529 -1532) si distinse anche per la sua costante caccia agli eretici e alle loro opere. Poi, la situazione precipitò, poiché Enrico VIII pur di ottenere il divorzio da Caterina d’Aragona per poter sposare Anna Bolena  conclama lo scisma con la Chiesa di Roma imponendo al clero la sottomissione al re come capo supremo della Chiesa d’Inghilterra. Il giorno successivo a tale decisione, il 16 maggio 1532, Thomas More ufficializzò le sue dimissioni da Cancelliere. La parabola discendente della sua vita ha inizio, viene ridotto in povertà dal re che lo priva di qualsiasi privilegio, ma non contento, pretenderà che l’ormai ex Cancelliere si sottometta riconoscendo l’Atto di Successione e l’Atto di Supremazia. Ovviamente data la sua integerrima fedeltà alla Chiesa di Roma si opporrà di fronte alla coercizione del re. Sarà l’unico laico, che verrà convocato insieme a tutto il clero inglese a prestare giuramento al monarca, il 13 aprile 1534 in tale date solo lui, il vescovo John Fisher ed i monaci certosini si opposero scegliendo di rimanere fedeli alla Chiesa Cattolica di Roma. Per questo rifiuto, egli fu arrestato e rinchiuso nella famigerata Torre di Londra laddove rimarrà per quindici mesi in condizioni pietose tra tante vessazioni, ed in attesa di giudizio. Il primo luglio 1535, si svolse una processo farsa, a seguito del quale Thomas More venne condannato a morte con l’accusa di tradimento. Cosicché il 6 luglio 1535 uno dei più grandi uomini politici caratterizzato da una profonda integrità morale salì al patibolo, collocato a Tower Hill, colpevole di essere fedele ai suoi principi cristiani. Egli poco prima di morire invitò pregare per Enrico VIII, e dichiarò di “..morire da suddito fedele al re, ma innanzitutto a Dio.”

Dopo l’esecuzione la sua testa verrà esposta per un mese, come monito sul London Bridge. Thomas More verrà canonizzato dalla Chiesa cattolica nel 1935 da Papa Pio XI che lo definì “un uomo completo”, e commemorato come martire il 22 giugno. Poi nel 1980 verrà commemorato anche dalla Chiesa Anglicana e celebrato il 6 luglio. Infine nel 2000 Papa Giovanni Paolo II, lo proclama patrono degli statisti ed uomini politici. Pur non essendo diventato certosino, egli spese la sua vita ispirandosi all’esperienza avuta nella certosa di Londra che profuse nella attività politica, durante il periodo di prigionia invidiò i monaci certosini che lo precedettero nel percorso che li condusse al martirio per la loro serena accettazione a tale supplizio.

Preghiera del buon umore

Signore, donami una buona digestione

E anche qualcosa da digerire.

Dammi, Signore,

un’anima che abbia occhi

per la bellezza e la purezza,

che non si lasci impaurire dal peccato

e che sappia raddrizzare le situazioni.

Dammi un’anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti.

Non permettere che mi preoccupi eccessivamente

di quella cosa invadente che chiamo “io”.

Dammi il dono di saper ridere di uno scherzo,

di saper cavare qualche gioia dalla vita

e anche di farne partecipi gli altri.

Signore, dammi il dono dell’umorismo.

Amen

Thomas More

Il martirio dei certosini in Inghilterra

IL MARTIRIO DEI CERTOSINI INGLESI



Oggi, 4 maggio la Chiesa cattolica celebra il ricordo dei 18 monaci certosini morti tra il 1535 ed il 1537, martirizzati durante una violenta persecuzione voluta da Enrico VIII dopo lo scisma. A seguito del distacco della Chiesa Anglicana da Roma, Enrico VIII, ed in seguito i suoi successori, si accanirono contro coloro che difendevano il loro attaccamento alla fede cattolica ed al Papa. Dal 1535 al 1681, migliaia di cattolici furono sterminati in Inghilterra, Scozia e Galles, i primi martiri furono appunto tre monaci certosini e due sacerdoti, che perirono il 4 maggio 1535, mentre l’ultima vittima di questo feroce sterminio fu l’arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda Oliviero Plunkett, giustiziato a Londra l’11 luglio 1681. La mia intenzione è di trattare singolarmente tutti i diciotto martiri nella data della rispettiva morte, pertanto oggi vi narrerò la sorte toccata a Giovanni Houghton, Robert Lawrence,  ed Agostino Webster .

Dato il prestigio dell’Ordine certosino, il re Enrico VIII , ritenne che sarebbe stato molto autorevole l’eventuale consenso ricevuto dagli stimati e dotti seguaci di San Bruno. Fu così che al portone della certosa di Londra bussarono degli emissari del re d’Inghilterra, i quali chiedevano all’intera comunità monastica certosina, l’approvazione del ripudio da parte del re, della regina Caterina d’Aragona e quindi l’accettazione come sovrana di Anna Bolena. Inizialmente sia il procuratore G. Exmew, che il priore G. Houghton della certosa londinese furono incarcerati, per aver obiettato sulla legittimità del ripudio, poi dopo circa un mese, furono liberati e dopo aver convinto anche gli altri monaci  furono costretti a giurare fedeltà all’Atto di Successione il 25 maggio del 1534. Ma dopo soli pochi mesi, la quiete dell’eremo venne nuovamente turbata, poiché con un nuovo decreto Enrico VIII stabilì che tutti i suoi sudditi dovevano disconoscere l’autorità del papa al fine di riconoscere il re come capo della Chiesa Anglicana. A seguito di ciò Giovanni Houghton riunì tutta la comunità certosina di Londra per comunicare loro gli ultimi avvenimenti, ed all’unisono i monaci si dichiararono pronti a morire per garantire la propria fedeltà alla Chiesa di Roma. Presenti a questo incontro vi erano anche i priori di altre due certose britanniche, Robert Lawrence priore della certosa di Beauvale, ed Agostino Webster priore di Axholme. Costoro insieme al priore londinese, nonché visitatore della Provincia Inglese, decisero di recarsi dal vicario del re Thomas Cromwell, per convincerlo ad intercedere presso il re al fine di esentarli da questo nuovo giuramento Atto di Supremazia che loro non erano in grado di poter fare. Cromwell, dopo aver ascoltato le loro richieste decise di arrestarli e farli rinchiudere nella famigerata Torre di Londra con l’accusa di ribellione e tradimento. Trascorsa una settimana, i poveri religiosi, subirono un processo a Westminster, dove ribadendo la loro fedeltà al pontefice furono condannati a morte e nuovamente imprigionati in attesa di essere giustiziati. Il 4 maggio del 1535 padre Giovanni Houghton, padre Robert Lawrence e padre Agostino Webster insieme a padre Riccardo Reynolds dell’Ordine di Santa Brigida ed al sacerdote, parroco di Isleworth, Giovanni Hailes, furono costretti a sdraiarsi su delle griglie, alle quali furono legati per poi essere trascinati per il tragitto che da Londra conduceva a Tyburn, il luogo ove venivano giustiziati i condannati. Il priore di Londra fu il primo ad essere giustiziato, salì sul patibolo per essere impiccato, poi selvaggiamente non essendo ancora morto soffocato, il boia decise di squartarlo per estrargli il cuore che mostrò alla folla ed agli emissari del re. Prima di spirare Giovanni Houghton esclamò “Gesù mio, cosa intendi fare del mio cuore”. Successivamente gli altri quattro religiosi subirono la stessa sorte, ed anche i loro corpi furono oggetto di scempio, fatti a pezzi, bolliti ed  esposti al popolo in vari angoli della città come monito. Fu disposto inoltre che alcuni brandelli dovevano essere collocati fuori le mura della certosa di Londra, per convincere gli altri certosini ad accettare di rinnegare la fedeltà al papa. Ma ciò non avvenne, poiché ad eccezione di diciotto monaci che illusi di poter salvare il convento accettarono la sottomissione, ma dopo poco furono comunque espulsi e la certosa londinese venduta a privati. Come premesso vorrò dare risalto anche agli altri martiri che hanno perso la vita tra il maggio 1535ed il settembre del 1540, pertanto vi rimando a conoscere la loro storia dettagliata in occasione della loro ricorrenza. I 18 Certosini di Londra, furono beatificati da papa Leone XIII il 9 dicembre 1886, mentre i  primi sei morti nel 1535 sono stati canonizzati da papa Paolo VI il 25 ottobre 1970. Fu fissata al 4 maggio, la ricorrenza religiosa, per celebrarli tutti.

Preghiera

Tu hai consacrato, Signore, con il martirio
la fedeltà di San Giovanni Houghton e dei suoi compagni al
Romano Pontefice, e concedici, guidati

dal suo esempio, di rimanere attaccati alla

roccia della Sede di Pietro, e di servirti con
estrema tranquillità.

Amen

Lista completa dei diciotto martiri certosini inglesi, e data della loro esecuzione.


  • San John Houghton, priore della certosa di Londra, giustiziato a Tyburn, Londra, il 4 maggio 1535.
  • San Robert Lawrence, priore di certosa Beauvale, giustiziato a Tyburn, Londra, il 4 maggio 1535.
  • Sant’Agostino Webster, priore di certosa Axholme, giustiziato a Tyburn, Londra, il 4 maggio 1535.
  • Beato Humphrey Middlemore, vicario della certosa di Londra, giustiziato a Tyburn, Londra, il 19 giugno 1535.
  • Beato Guglielmo Exmew, procuratore della certosa di Londra, giustiziato a Tyburn, Londra, il 19 giugno 1535.
  • Beato Sebastiano Newdigate, monaco corista della certosa di Londra, giustiziato a Tyburn, Londra, il 19 giugno 1535.
  • Beato Giovanni Rochester, monaco corista della certosa di Londra, giustiziato a York l’ 11 maggio 1537.
  • Beato Giacomo Walworth, monaco corista della certosa di Londra, giustiziato a York l’ 11 maggio 1537
  • Beato Guglielmo Greenwood, converso della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 6 Giugno 1537
  • Beato Giovanni Davy, diacono, monaco corista della certosa di Londra, morto di fame a, Londra l’ 8 giugno. 1537
  • Beato Robert Sale, converso della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 9 Giugno, 1537
  • Beato Walter Pierson, converso della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 10 giugno 1537
  • Beato Tommaso Green monaco corista della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 10 Giugno 1537
  • Beato Tommaso Scryven, converso della certosa di Londra, mortodi fame a, Londra il 15 Giugno 1537
  • Beato Tommaso Redyng,converso della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 16 giugno 1537
  • Beato Richard Bere, monaco corista della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 9 Agosto, 1537
  • Beato Tommaso Johnson, monaco corista della certosa di Londra, morto di fame a, Londra il 20 Settembre 1537
  • Beato Guglielmo Horne, converso della certosa di Londra, giustiziato a Tyburn, Londra il 4 agosto, 1540.

BREVI CENNI BIOGRAFICI

Sant’Agostino Webster: le notizie circa la sua vita sono scarne, di lui si sa che da giovane ha studiato alla prestigiosa Università di Cambridge. Subito dopo aver indossato l’abito certosino, divenne il priore della certosa di Axholme, nel 1531. Successivamente, come abbiamo già visto fu incarcerato per ordine di Thomas Cromwell, poiché si rifiutò di giurare sull’Atto di Supremazia. Egli fu impiccato e squartato a Tyburn il 4 maggio 1535, e poi canonizzato nel 1970.

St. Robert Lawrence: di lui sappiamo che dopo esser divenuto certosino, divenne priore della certosa di Beauvale. La sua sorte è legata al rifiuto dell’Atto di Supremazia, che lo portò dapprima all’arresto e poi alla condanna. Fu giustiziato per impiccagione a Tyburn, il 4 maggio 1535, ed il suo corpo fu successivamente dilaniato. Anch’egli è stato poi canonizzato nel 1970.

Saint John Houghton : la data della sua nascita pare essere il 1486, si narra che da giovane abbia studiato all’Università di Cambridge, ha poi deciso di diventare certosino. Nel 1515 è entrato nella certosa di Londra, diventando sacerdote nel 1523, e poi nel 1526 procuratore. Trasferitosi temporaneamente nella certosa di Beauvale, nel 1531, ne divenne priore, poi nel novembre dello stesso anno ritornò a Londra  poiché eletto alla guida della più autorevole certosa della capitale britannica. Poi nel 1534, si oppose alle richieste del re Enrico VIII, e come abbiamo letto, fu arrestato, poi scarcerato e l’anno successivo, nel 1535, si è consumata la citata tragedia, che lo ha visto protagonista insieme ai suoi confratelli. Voglio mostrarvi il dipinto raffigurante San John Houghton, splendidamente realizzato dal pittore spagnolo F. Zurbaran.