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Il più prolifico scrittore certosino del XX° secolo

Dom Benoit Lambres (Farneta 1949)

Dom Benoit Lambres a Farneta nel 1949

Cari amici nell’articolo odierno, è mia intenzione farvi conoscere un certosino, noto per essere stato il più prolifico scrittore dell’Ordine di San Bruno dello scorso secolo. Ma chi era costui?

Corneille Lambres, nacque a Utrecht, nei Paesi Bassi, il 2 gennaio del 1898. Sin da giovane egli indirizzò i suoi studi verso la musica, l’arte e la letteratura, e di conseguenza tale attrazione per queste discipline ha influenzato la sua successiva spiritualità. Dopo aver completato la sua scuola di grammatica, Dom Lambres è entrato nell’ordine domenicano in Olanda. Ma presto sentì un forte desiderio di vita contemplativa e ascetica incarnata nell’ideale solitario e comune dell’Ordine certosino. Fu così che nel dicembre del 1920, a soli ventidue anni, Corneille entrò alla certosa svizzera di La Valsainte, il suo percorso proseguì adempiendo la sua aspirazione. Il 2 febbraio del 1923 egli fece la sua professione solenne scegliendo il nome di Benoit, e già in quello stesso anno scrisse il suo primo libro dal titolo “Een boek ouer Karthuizers” ovvero “Un libro sui certosini”, pubblicato in forma anonima un anno dopo e rivisto due volte nel 1937 e nel 1947. Nel 1924, a causa della carenza di celle a La Valsainte, Dom Lambres fu inviato alla certosa inglese di Parkminster. Nel 1930 fu trasferito nella certosa di Serra San Bruno, da dove iniziò un soggiorno in varie certose italiane. Nel 1931 andò a Vedana, nel 1934 a Pavia, e nel l945 a Firenze. Nel 1946 divenne vicario della certosa di Calci, dove tentò di compattare una comunità di certosini olandesi riuniti per preparare il ritorno dell’Ordine nei Paesi Bassi, che però non avvenne mai. Nel 1949 fu trasferito alla certosa di Farneta a Lucca e poi di nuovo a Firenze nel 1951. Questo peregrinare continuo da certosa a certosa, fu determinato anche dall’impetuosità del suo carattere artistico, che non mancò di creare tensioni nelle silenziose comunità contemplative. Finalmente, nel 1955 Dom Lambres trovò pace ritornando nella certosa dove era avvenuta la sua professione, ovvero a La Valsainte, dove trascorse gli ultimi vent’anni della sua vita. Il 13 giugno 1974, a settantasei anni Dom Lambres morì in cella, fu trovato nel letto dopo che tardava a recarsi in chiesa per il Mattutino. Si spense così l’esistenza di questo certosino, che dedicò la sua vita monastica alla preghiera ed al silenzio, ma coltivando la sua passione per la scrittura, scrivendo oltre trecento libri!

Alcuni dei testi di Dom Lambres alias Benoit du Moustier

Alcuni dei testi di Dom Lambres alias Benoit du Moustier

Egli utilizzò diversi pseudonomi, tra i quali Benoît du Moustier e P.I.M. Fu molto prolifico, in molti dei suoi scritti, Dom Lambres difese la bellezza come un grande valore cristiano e come un modo per giungere a Dio, egli scrisse anche diverse “meditazioni musicali” oltre ad articoli sulla poesia. Attraverso gli scritti di Benoit du Moustier molti lettori nei Paesi Bassi, in Italia, in Francia e nel mondo di lingua inglese conobbero la tradizione certosina o persino cristiana. Dom Lambres ha pubblicato un gran numero di articoli e molteplici recensioni su riviste olandesi. In molti dei suoi articoli Dom Lambres condivise la sua lectio divina con i suoi lettori, raccontando loro di scrittori spirituali e traducendo parti significative delle loro opere. Altri articoli riguardarono la storia certosina o degli aspetti della vita contemplativa. Spesso Dom Lambres offrì consigli pratici a coloro che cercavano Dio nella preghiera e nella meditazione. Forse tra le sue migliori pubblicazioni ci sono le sue meditazioni su parole scritturali, testi liturgici o citazioni di poeti. Prima di adottare lo pseudonimo “Benoit du Moustier”. Dom Lambres era già noto con un altro pseudonimo, “Minstree di PrinsJesus” (The Minstrel of Prince Jesus). Con questo nome pubblicò un gran numero di storie edificanti e meditazioni per i giovani adolescenti, poi raccolte in libri, il primo dei quali, Prins Jesus Minstreel (1933), divenne molto popolare e fu spesso ristampato.Tra i libri da menzionare anche due libri di preghiere olandesi, Noaa et Vetera (1950) e In Christo (1962). Il primo di questi, che ha avuto sei edizioni, ha esercitato una grande influenza ed ha avuto una enorme diffusione. Gli studi di Dom Lambres nella storia del canto certosino meritano una menzione speciale. Poiché era estremamente amante della musica, fu infatti un soave cantore nel corso della sua sua vita monastica, fu incaricato dal Priore Generale dell’Ordine di preparare un inno, rivisto in conformità con i più antichi manoscritti liturgici. Al termine dei suoi studi, riuscì nel 1958 a completare il suo inno rivisto e nel 1963 completò anche un graduale rivisto. Ho voluto offrirvi alcune notizie su questo personaggio certosino che si meritò di essere definito come il più prolifico scrittore certosino del XX° secolo.

Dom Sebastian Maccabe

10 lo studio in cella

Conosciuto con lo pseudonimo di Henry Chester Mann, è l’inglese Sebastian Maccabe. Egli nacque nato il 27 luglio del 1883 a Rockferry, nella contea di Cheshire, a nord dell’Inghilterra. Dopo aver finito i suoi studi di gioventù con i benedettini di Downside (Bath), entrò nei Redentoristi. Fu ordinato sacerdote nel 1908. Era un predicatore e confessore in molte comunità religiose in Inghilterra. Così ha avuto l’opportunità di sviluppare i suoi straordinari doni come direttore spirituale. Nel 1917 entrò nella Certosa di Parkminster, precisamente il 27 giugno 1919, fece la sua prima professione religiosa. Nel 1921 fu nominato Maestro dei Novizi e, quattro anni dopo, Vicario. Nel 1927 fu trasferito alla Certosa di Firenze. In questo nuovo luogo, ha anche inizio per lui un periodo particolarmente difficile. Fu allora che “si incontrò” con San Bernardo, a cui doveva molto. L’anno successivo fu nominato Maestro del Novizio della nuova casa. Ha tenuto questa posizione fino al 1935, quando fu nominato Priore della Certosa di Pavia.

Dotato di grande tatto e prudenza, riuscì a gestire la difficile situazione creata dalla seconda guerra mondiale e rimanere come Priore di questa monumentale Certosa, proprietà dello Stato, nonostante la sua nazionalità inglese. Nel 1945 la Certosa di Pavia fu chiusa. Dom Sebastian fu nominato convisitatore e poi visitatore delle province d’Italia ed inviato, come Priore, alla Certosa di Farneta. Qui morì, il 9 settembre del 1951, quando si stava preparando a celebrare la messa. La sua gentilezza disinteressata e l’ampia cultura furono evidenti nelle sue brillanti conversazioni. Dom Sebastian era sempre capace, malgrado le proprie difficoltà, a diffondere allegria a coloro che andavano da lui per aiuti e consigli.

Si dice che “chiunque lo visitasse ne usciva dalla cella con un volto sorridente. Anche i Visitatori!”

Durante il suo soggiorno a Parkminster, Maccabe ha curato due opere dei certosini inglesi del Medioevo. Erano pochissimi autori: Adam Scot e Nicholas Love. Allo stesso tempo, aveva in grande considerazione la dottrina spirituale del devoto Lanspérgio, di cui doveva aver servito durante i 13 anni in cui era il maestro dei novizi. Nel 1926 pubblicò, con un’ampia introduzione, una versione della “Lettera di Gesù Cristo all’anima devota”. Questo è il libro più originale e ricondotto di Lanspérgio. La sua produzione letteraria nasce dal desiderio di condividere con tutti, in modo accessibile e piacevole, alcune ricchezze spirituali e umane della tradizione monastica.

A partire dal 1929, articoli interessanti appariranno regolarmente pubblicati nella rivista “Pax” dell’abbazia benedettina di Prinknash (Gloucester). Questi sono piccoli saggi spirituali, schizzi monastici animati e talvolta anche recensioni ben riflessive. Alcuni di questi articoli fanno parte dell’unico libro pubblicato “The Cloistered Company” (1935).È una collezione di racconti monastici brillanti e ispiratori. Un secondo libro su San Bernardo era in bozza, ma la morte gli impedì di completarlo.

I sette articoli che vorrei offrirvi, concepiti come unità, sono stati trovati, dopo la sua morte, tra i suoi documenti. Sono stati pubblicati, nella stessa rivista, in modo interrotto tra il 1957 e il 1961. Solo in seguito si sono riuniti questi articoli. Innanzitutto, nella traduzione inedita italiana, eseguita a Farneta dal vescovo Eugenio Treccani.Successivamente, in una traduzione tedesca realizzata nella Certosa di Marienau da Dom Willibrord Müller.  Nello stesso anno, apparve la traduzione francese. Nel 2004 compare la traduzione spagnola sulla base dell’edizione francese e del latino originale. Infine una traduzione portoghese (2006) è basata sulla traduzione spagnola e tedesca. Grazie alla sua cultura monastica ed alla indubbia capacità narrativa, Dom Sebastian, ricco della sua competenza ed esperienza, introduce i giovani aspiranti certosini, postulanti e novizi con leggerezza ed umorismo.

Prossimamente vi offrirò alcuni estratti di questi sette testi, per ora ho solo voluto presentarvi questo personaggio certosino poco noto.

Margherita d’Oingt

MARGHERITA D’OINGT

(1240-1310)

Margherita D’Oingt nasce nel Beaujolais, la data della sua nascita non è conosciuta con certezza, ma forse l’anno era il 1240. Margherita apparteneva ad una potente famiglia di antica nobiltà del Lionese, gli Oingt, che si estingueranno nel 1382 per mancanza di eredi maschi. Fu contemporanea di re Filippo il Bello e del pontefice Clemente V. Non vi sono molte notizie circa la sua infanzia, ma dai suoi scritti apprendiamo, però, che abbracciò la vita monastica non a causa di interessi materiali della famiglia (secondo lo stile dell’epoca) ma per una libera risposta all’intima chiamata divina. La sua forte vocazione la portò ad accettare, in una data ignota, la severa regola certosina serenamente, diventando nel 1288 la quarta priora della Certosa di Poleteins, incarico che manterrà fino alla data della sua morte, avvenuta l’11 febbraio 1310. Attraverso alcuni brevi scritti spirituali, ella ci offre la testimonianza della sua vita ricca di esperienze mistiche fatta di visioni, apparizioni ed estasi. Margherita era molto colta, e scriveva abitualmente in latino, cosa assai rara per una donna, poiché in quell’epoca il latino era usato soltanto dagli uomini eruditi. Margherita scrisse altri testi in francoprovenzale, anche ciò risulta una rarità, poichè i suoi scritti sono i primi di cui si ha traccia in quella lingua. Il manoscritto più antico risale al sec. XIII ed è stato redatto alla Grande Chartreuse, (pare sia stato salvato grazie al priore della certosa di Valbonne) ed oggi si trova nella biblioteca comunale di Grenoble, sotto il numero 5785 R ed è composto da settantatré pagine. Questo manoscritto comprende delle meditazioni scritte in latino, Pagina meditationum (Libro di meditazioni) realizzato nel 1286, l’opera teologicamente più rilevante, dove nelle sue profonde meditazioni la beata certosina giunge a chiamare Gesù Cristo non solo fratello e amico ma anche “madre”: « Dolce Signore tu sei mia madre e più che madre » ella contemplava Cristo, come colui che si è disteso sul legno della croce come una partoriente che fa nascere il proprio figlio. Margherita scrisse poi, nel 1294 lo Speculum sanctae Margarete scritto in lingua francoprovenzale, dove vengono descritte tre visioni, Le  visioni descritte nello Speculum chiariscono e completano la spiritualità espressa nelle Meditazioni. Narra della visione di Cristo che si presenta a lei con un libro chiuso in mano. Finalmente esso si apre, e lascia intravedere che il suo interno è formato da due sole pagine che brillano alla maniera di uno specchio bellissimo. Nel libro‑specchio risulta possibile contemplare lo splendore della Trinità. Margherita afferma inoltre, che nel libro appare un luogo delizioso e infinitamente grande, nel quale risplende « una gloriosissima luce che si divide in tre parti, come in tre persone; ma non vi è bocca d’uomo capace di parlarne ». Lo Speculum, infine, si conclude con la descrizione della visione del Cristo in gloria, è egli stesso che è diventato uno specchio luminoso che gli  angeli e i santi non si saziano mai di guardare ed ammirare. Il messaggio religioso espresso in questi due scritti può quindi riassumersi in una spiritualità di natura marcatamente cristocentrica.  In seguito ella scrisse, sempre in francoprovenzale, Li via Seiti Biatrix Virgina de Ornaciu, la vita, in nove capitoli, della consorella certosina Beatrice d’Ornacieux morta nel 1303, e quindi sicuramente realizzata dopo tale data. Margherita d’Oingt fu venerata come « beata », ma questo culto privato scomparve però con la Rivoluzione francese. Oggi noi la ricordiamo come una delle più antiche scrittrici francesi.

Preghiera per la purificazione e l’unione con Dio

Dolce Signore, non permettere che lasci questa vita terrena prima di essere del tutto purificata. Concedimi, ti prego, di poter soffrire in questa vita, così come tu hai sofferto per mio amore: poiché sono pronta a sopportare tutto quello che tu vorrai, purchè possa essere con te. Se tu vuoi che io sia disprezzata, lo voglio anch’io; se vuoi che io sia perseguitata lo voglio anch’io piuttosto che perderti; o se vuoi che io sia arsa viva o annegata o impiccata o scorticata lo anch’io lo voglio piuttosto che non essere con te. Dolce mio Signore ti prego di farmi morire di qualunque morte tu vorrai, purchè io sia sempre con te.

Margherita d’Oingt