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La presa di corrente

Risultati immagini per Solo dinanzi all'unico

Oggi vi propongo un estratto dal libro “Solo dinanzi all’unico”, di cui vi ho già parlato da questo blog.

Dom Jacques Dupont, priore della Certosa di Serra San Bruno dal 1993 al 2014, e procuratore generale dell’Ordine dal 1999, si esprime con una eloquente metafora.

“In questo grande edificio che è la Chiesa, la vita contemplativa ha il compito – o il posto – di una presa di corrente. Intendo proprio il dispositivo sistemato nel basso della parete dove infiliamo la spina, munita di una corda che la collega a una lampada. È essa – la presa – che assicura il contatto permanente con la fonte di luce, di calore e di forza, la Fonte eterna. [«Non è un ruolo esagerato, eccessivo?»] No, anzi è un ruolo umile e nascosto. Il contemplativo permette alla corrente di passare, ma egli a volte neanche vede la luce. Proprio come la presa, può trovarsi in una zona buia, dietro a un mobile o a una tenda. Non aspira a vedere o ad essere visto. Rimane nella pura fede. Veglia mentre è notte.

Da “Solo dinanzi all’Unico”, Luigi Accattoli a colloquio con il priore della Certosa di Serra San Bruno (Jacques Dupont), p. 30.

Esce oggi “Solo dinanzi all’Unico”

Esce oggi “Solo dinanzi all’Unico”

Da oggi 12 ottobre è possibile acquistare nelle librerie oppure online il librointervista “Solo dinanzi all’Unico”, di Luigi Accattoli a colloquio con il Priore della certosa di Serra San Bruno. Di questo testo vi ho già offerto una anteprima, che ha anticipato di qualche giorno una godibile intervista rilasciata dall’autore del libro ad una emittente televisiva*. In essa Accattoli, ci narra tra l’altro, di una domanda fatta al priore Dom Jacques Dupont circa il rito della sepoltura anonima, propria dei certosini, e sulla morte… che qui vi riporto:

 

Accattoli: Facendosi monaco lei ha deciso di non avere figli e scegliendo tra tutti gli ordini monastici quello dei certosini lei ha messo nel conto di non avere neanche il nome sulla tomba. Queste scelte l’aiutano a guardare al futuro? Pensa che l’aiuteranno un giorno ad affrontare la morte?
Dupont:
Per il momento mi sembra di essere totalmente indifferente al fatto che sulla mia tomba non ci sarà il mio nome. Già mi è successo, entrando in certosa, di cambiare nome: ero Michel e ora sono Jacques. Il cambiamento del nome non è imposto dalla regola, ma nel mio caso era necessario perché nella comunità c’era già un fratello con quel nome. Poi venendo in Italia ho cambiato la mia patria dovendo imparare anche una lingua che non era la mia. Mi sembra di essere abbastanza allenato a staccarmi dalla mia identità originaria. Per il resto mi preparo a cambiare patria ancora una volta e ad accogliere i doni più grandi che mi attendo dal “passaggio” che è la morte. Né il non avere figli, né la mancanza del nome sulla tomba mettono un velo sul mio sguardo verso il domani. Spero di andare incontro a esso con il «volto in festa» come si diceva del nostro fondatore”.

Un altro passo importante di questo libro, riguarda il concetto espresso da Dupont circa il giudizio. Egli afferma che “il più grave peccato è il giudizio dell’altro” e così risponde a una domanda sull’umanità che corre dagli psicologi: “Abbiamo bisogno di un ‘tu’. Ogni cristiano ritiene che in Dio possiamo trovare il ‘tu’ che è necessario a ognuno e che può accogliere tutti. Ma l’uomo facilmente dimentica la possibilità che ha sempre di rivolgersi a questo ‘tu’ accogliente e allora cerca nella seduta psicoanalitica un ascolto senza giudizio. Purtroppo non sa più – forse gli hanno fatto dimenticare – che nel Signore può sempre trovare quell’accoglienza senza giudizio. Non è tanto l’esigenza di essere ascoltati, ma di essere ascoltati senza essere giudicati. Questa sensibilità l’avverto spesso nei giovani che arrivano qui. E hanno ragione, hanno proprio ragione! Il Dio cristiano non è un Dio di giudizio e di condanna, mi sento di poterlo dire con sicurezza e non perché così è detto nella dottrina, ma per la mia esperienza personale“.  La saggezza, derivante dalla profonda spiritualità, che questo severo, ma tenero Priore possiede e irradia mi lascia fortemente affascinato.

Sono solo altri stralci, tratti da questo libro che dovrà essere letto e riletto, per meditare  sulle sagge parole di Dom Jacques Dupont, che così esprimendosi, ci offre la possibilità di cibarci di tale sapienza.  Colgo l’occasione di questo articolo, per ringraziare Luigi Accattoli, il quale  con questo libro, ha dato a tutti noi l’opportunità di poter ascoltare il messaggio, di alto spessore spirituale, donatoci dal Priore della certosa di Serra San Bruno.

«Da sapienti occasionem et addetur ei sapientia »

(Dai al sapiente l’occasione e la sua sapienza aumenterà).

* per poter visualizzare l’intervento in studio del vaticanista Luigi Accattoli, una volta nel sito della tv Sat 2000, cercare nell’archivio della trasmissione “Nel cuore dei giorni”, puntata del 8 ottobre 2011.