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Sul Sacro Cuore di Gesù (Dom Domenico Hèlion)

Pleterje

Sacro Cuore di Gesù – Facciata certosa Pleterje – 

Comincia oggi il mese di giugno, notoriamente associato alla devozione del Cuore di Gesù. Molti sono stati, nel corso dei secoli, i monaci certosini che hanno scritto su questo argomento, essendone ferventi devoti.

Oggi ho scelto per voi un testo di Dom Domenico Helion, meglio noto come, di Prussia, noto per essere all’origine della nascita del Rosario.

Leggiamo e meditiamo sulle sue esortazioni per cominciare questo mese di giugno dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

Tutte le Grazie vengono dal cuore di Gesù fuori dal buon tesoro del suo cuore reca fuori ciò che è buono. San Luca 6:45

Se desiderate essere facilmente ripuliti a fondo dal peccato, liberati da tutte le imperfezioni, e arricchito con molte grazie, è necessario tagliare tutte le occupazioni inutili e abbandonatevi alla carità eterna, che è insegnato dallo Spirito Santo, al fine di diventare il suo discepolo. Senza alcuno sforzo d’immaginazione, ma per la sola forza della mente e della volontà, spesso offrono, rinunciare, e gettare il cuore e l’anima nel più dolce Cuore di nostro Signore Gesù Cristo, tuo Creatore, il vostro Redentore, il tuo crocifisso amico – nel suo cuore così pieno di amore; nel suo cuore, la dimora della Santissima Trinità; nel suo cuore, dove “abita corporalmente tutta la pienezza della divinità corporalmente” (Colossesi 2: 9); nel suo cuore, attraverso il quale “abbiamo accesso sia in un solo Spirito al Padre” (Efesini 2: 18); nel suo cuore, infine, che, nel suo amore infinito, contiene e abbraccia tutti gli eletti in cielo e in terra.
Sollevare il vostro cuore al Cuore generoso del tuo Dio, avendo cura soprattutto di essere molto raccoglimento in ogni momento e in ogni luogo, soprattutto quando si canta le lodi divine, e durante le vostre preghiere e altri esercizi. Così Dio si comanda con queste o simili parole: “Venite a me, e prendere il mio giogo sopra di voi (Matteo 11: 28,29). Dammi il tuo cuore, e lasciare che i tuoi occhi osservano le mie vie (Proverbi 23: 26) . Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio.”(Cantico dei Cantici 8: 6).Lasciate che la vostra risposta umile sia: “Il mio cuore è pronto (Salmo 107: 2), mi esalterò Te, o Dio, mio re, e benedirà il tuo nome per sempre, sì per sempre (Salmo 144: 1); Alzerò le mie mani e il mio cuore a Te “. E non è questo il suo diritto in quanto tutte le virtù si trovano nel cuore di Gesù? Ci troviamo misericordia, giustizia, la mitezza, la forza. Ci troviamo la salvezza, la sorgente della vita, la consolazione perfetta, “la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo” (San Giovanni 1: 9), in particolare l’uomo che fa questo Cuore divino suo rifugio nelle prove e dolori. In verità, tutte le benedizioni che si desiderano possono venire più abbondantemente da Gesù, e ogni grazia che riceviamo è riversato su di noi da nessun’altra fonte di quella del suo Cuore più dolce del miele. Il suo cuore è la fornace di amore divino, sempre ardente con il fuoco dello Spirito Santo e purificante, accendendo e trasformando in se stesso tutti coloro che si concedono a lui, o che desiderano essere suo.

Dal momento che tutti i buoni flussi dal dolcissimo Cuore di Gesù, devi offrire di nuovo al suo cuore tutti i doni, grazie e benedizioni che sono stati elargiti su di voi e su tutti gli uomini. Si dovrebbe fare questo per la maggior gloria di Dio e per il bene della Santa Chiesa, non attribuendo a se stessi qualcosa del bene che potrebbe essere fatto, né per quanto riguarda con l’auto-soddisfazione i doni di Dio, ma attribuendo tutto a Lui, e tornare tutto alla loro fonte originaria, che è il cuore di Gesù. Rendere questa offerta soprattutto quando si dice il Gloria Patri o recitare salmi, inni che parlano della gloria di Dio.
Mettere tutti i tuoi peccati nel Cuore di Gesù. Attraverso quel Cuore si dovrebbe chiedere la grazia e il perdono, e si deve lodare e benedire Dio, non solo per se stessi, ma per tutti coloro che sono impegnati per la vostra attenzione e per tutta la Chiesa cattolica, il cui trionfo si desidera, invocando dal profondo della vostra la miseria la profondità della misericordia di Dio ( “abisso chiama il profondo” Salmo 41: 8). Per gratitudine sarà quindi spesso baciare un’immagine del Cuore di Gesù (Questo passaggio ci mostra che le immagini del Sacro Cuore non erano sconosciuti nel XV secolo), di questo tipo più Cuore, di questo Cuore nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza di Dio (Colossesi 2: 3). Se non si dispone di un’immagine del Sacro Cuore, si può fare uso di uno di Gesù sulla Croce.
Desidero incessantemente vedere il tuo volto Salvatore in faccia. Confidate a Lui i vostri problemi. Disegnate il suo cuore nella tua, con il suo spirito e il suo amore, le sue grazie e le sue virtù. Abbandonatevi amorevolmente E nel dolore e nella gioia. Confidate in Lui e aggrappatevi ad esso. Dimorare nel Cuore di Gesù, essere “attento a conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace” (Efesini 4: 3), in modo che egli a sua volta può degni di prendere la sua dimora nel vostro cuore. Infine, dormire e fare il vostro riposo nel Cuore di Gesù I cuori dei mortali si riveleranno false o vi abbandonerà; Ma il cuore più fedele di Gesù non ti abbandonerà mai.
Non trascurare inoltre di onorare devotamente e per invocare la Madre gloriosa di Dio, la Madre di misericordia, la più dolce Vergine Maria, che si possa essere degni di ottenere per voi fin dal più dolce Cuore del suo Figlio tutto ciò che vi serve. Offrite ciò che avete ricevuto al Cuore di Gesù per le mani benedette di sua madre. Implora la sua bontà materna per aiutarvi, in modo che, con tutti i santi e eletti di Dio, si può lodare e benedire il Signore per tutti i benefici che ha elargito fino al tempo presente, e per tutti coloro che Egli concederà a tutta l’eternità.

Amen

Meditazione per l’Ascensione

Ascensione di G.Lanfranco certosa san Martino

Ascensione di G.Lanfranco certosa san Martino

Per celebrare la festa dell’Ascensione, quest’anno ho scelto per voi una meditazione estratta da “Vita Christi” di Dom Ludolfo di Sassonia.

A seguire, una vibrante preghiera.

Dice San Gregorio: “Cristo è asceso in modo che, a parte la presenza corporea, buttiamo fuori l’ affetto per il mondo e ti auguriamo con tutto il nostro cuore. Cerchiamo cose dall’alto con forza intellettuale; lo assaporiamo con l’affettivo. Così un soldato ascese con il suo cuore, nelle regioni d’oltremare ha visitato sollecitamente e in lacrime tutti i luoghi in cui era stato il nostro Salvatore e quando aveva investigato tutti i luoghi santi con devozione, infine arrivò al Monte degli Ulivi, da dove il Signore ascese e, dopo una lunga preghiera con le lacrime, disse: “Ecco, Signore, ti ho cercato tutti diligentemente, nel luogo in cui sei asceso al Cielo. Non so più dove cercarti; ordina il mio spirito essere ricevuto, affinché possa vederti alla destra del Padre seduto in cielo ‘. Detto questo, indolore, consegnato lo spirito. Pertanto, anche noi lo cerchiamo per ciascuna delle opere e delle esercitazioni delle virtù così che possiamo finalmente ascendere a Lui.

Preghiera

Gesù! Grande corona! che risorgendo dai morti sei rimasto alla destra del Padre:

Disegna la mia mente su di te in modo che io possa desiderare solo te e cercarti con fervore. Dammi, ti chiedo, con tutto il desiderio e l’entusiasmo, di provare per quanto credo tu sia asceso; così, sebbene il corpo mi fermi nella presente miseria, potrei essere con te con il pensiero e l’avidità, così che il mio cuore è lì dove sei, il mio tesoro desiderabile e amorevole. Disegnami dopo di te, affinché tu possa salire dalla tua grazia di virtù in virtù, merita di vederti, Dio degli dei, in Sion.

Amen.

Guigo II e la Vergine Maria

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Eccoci giunti al mese di maggio notoriamente dedicato alla vergine Maria.

Le origini di questa tradizione risalgono all’Antica Grecia, quando il mese di maggio era dedicato alla dea della fecondità. Anche nel Medioevo troviamo usanze simili, incentrate sul festeggiare la fine dell’inverno, poiché il primo maggio era considerato un momento di rinascita.

L’idea di un intero mese dedicato a Maria Vergine nasce in epoca barocca: sebbene non proprio a Maggio, era usanza dedicare trenta giorni ad esercizi spirituali in onore di Maria. Ed è proprio in questo periodo, tra il XVI e il XVII secolo, che maggio divenne il mese della Madonna: per tutta la durata del mese fu disposto il culto di pregare la Vergine ogni giorno. Questa tradizione divenne particolarmente diffusa durante il XIX secolo, fino al giorno d’oggi.

Premesso ciò, ho il piacere di donarvi questa splendida Meditatio di Guigo II

Madonna-del-latte Refettorio certosa di Pavia

Madonna-del-latte,  Refettorio certosa di Pavia

O Vergine delle vergini, mia Signora, bellissima d’aspetto “in cui gli angeli desiderano fissare lo sguardo” (1Pt 1,12), volgi, ti prego, verso di me, il tuo sguardo verginale; degnati di intingere la punta del tuo dito nella tua anfora, per bagnare anche solo con una goccia d’acqua, la mia lingua affaticata e riarsa. Io so, mia Signora, io so con quale incomparabile amore e benevolenza tu guardi ognuno dei servi del grande Abramo per offrire la bevanda della tua misericordia, non solo ad ogni uomo che la chiede, ma anche ai suoi cammelli (cfr. Gen 24,19). (…)

Tutta bella sei, amica mia, in te nessuna macchia” (Ct 4, 7); bellissima di viso, castissima di corpo, santissima di spirito e, ciò che è particolarmente splendente in te, prontissima a soccorrere le necessità dei miseri. Infatti tu sei colei che per prima attinge alle più profonde sorgenti della misericordia, porti la tua anfora piena di grazia sulla spalla della tua potente comprensione. Che fece dunque quella fanciulla che era tua figura, o mia Signora? “In fretta – dice la Scrittura – calò l’anfora sul braccio” (Gen 24, 18) e, non contenta di dare da bere soltanto a colui che lo chiedeva, “anche per i tuoi cammelli – disse – ne attingerò, finché finiranno di bere” (Gen24,19). Ciò significa, o Vergine beatissima, che tu fai bere dalla tua anfora anche me, peccatore deforme, gobbo e tortuoso. Tu compatisci veramente le nostre miserie, ben al di là di ciò che possiamo chiedere, sperare o pensare. (…)

O Vergine, bellissima per il tuo volto e per la tua verginità, concedi anche a me ti supplico, questa bevanda, e prepara per me un luogo in cui dimorare per questa notte, poiché presso di te, come dici, c’è un vasto luogo per alloggiare. Questa terra su cui moriamo è stretta, e gli uomini ne traggono motivo per litigare: Mia è la terra, mia la sorgente, mio il bosco. Ma con te lo spazio per dimorare è vasto. (…) Introducimi, Madre di misericordia, nella casa di tuo Padre, perché non rimanga fuori, non sia consumato dal gelo e dal freddo e non sia assalito dai terrori della notte. Introducimi, perché dopo essermi lavato i piedi io riposi (…) finché «spiri la brezza del giorno e si allunghino le ombre» (Ct 2, 17).

Tu mi ricondurrai al tuo sposo Isacco. (…) Infatti tu sei veramente colei che il Signore ha preparato per il figlio del mio Padrone (cfr. Gen24,44), per essere sua madre, sua sposa e sorella. ( ..) Tu sei realmente prescelta ed eletta su tutte le donne; sei piena di grazia, “il Signore è con te” (Lc t,28).

Il Signore, Dio Padre, ti ha preparata per il Signore, Dio suo Figlio, affinché tu ci prepari per lui. Tu che ti degni di prendere posto sul dorso di questo cammello che si inginocchia dinanzi a te, prepara il tuo Figlio stesso per noi; rendicelo favorevole nel giorno in cui si leverà a percuotere la terra col soffio della sua bocca.

(Meditatio VII)

Il segreto della felicità (Dom Augustine Guillerand)

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Ho scelto per voi, per l’articolo odierno, un estratto dagli “Scritti spirituali” di Dom Augustine Guillerand. Egli ci indica la strada per trovare la felicità, meditiamo sulle parole scritte da questo maestro di spiritualità.

Il segreto della felicità

“Ti ho citato un bel pensiero che ho copiato molti anni fa e che ricordo spesso:” La tristezza è il modo in cui ti guardi; la gioia è lo sguardo su Dio”. Medita su queste parole e troverai il segreto della felicità Le anime soffocano perché sono strette; e sono stretti perché rimangono entro i limiti del loro piccolo sé. È naturale che manchino di aria in questa prigione. Dobbiamo uscire. Siamo più grandi di noi … ecco perché soffriamo in noi stessi. Siamo grandi come Dio ma a condizione di entrare in lui. Tutto questo sembra molto complicato e molto misterioso … No! queste sono le nostre parole che non sono fatte per tradurre queste realtà molto semplici. Quindi devi moltiplicarli e, nonostante il loro numero elevato, sono molto più veli che luci. Fortunatamente possiamo farne a meno. La fede li sostituisce vantaggiosamente. Devi credere che Dio è veramente presente nella parte inferiore della tua anima, che vive lì la sua vita eterna (se sei in uno stato di grazia), che la tua anima è quindi una chiesa o un tempio dello Spirito Santo, un tabernacolo, che quando ti rivolgi a lui attraverso la fiducia e l’amore, hai relazioni con lui e queste relazioni sono la vita eterna. Lo fai vivere in te attraverso queste relazioni mentre vive in paradiso. La tua anima è quindi diventata, solo per un atto di fede e carità, un vero paradiso.

Ma era necessario lasciarti, pensare a Dio invece di pensare a te, far esplodere la serratura della prigione stretta e oscura, e quindi entrare in un immenso orizzonte che la sofferenza, la separazione, la morte non limitano. Usciamo da noi! Entriamo in Dio! “

( Scritti spirituali , volume 2)

Pasqua 2020

Resurrezione (vetrata certosa Miraflores)

Resurrezione (vetrata certosa Miraflores)

Carissimi amici, per la nota tragica pandemia, le celebrazioni per la Santa Pasqua sono state annullate. Come di consueto da questo blog vi propongo omelie o sermoni. Quella che oggi vi offro, fu realizzata da un priore certosino e rivolto alla propria comunità, credo che mai come in questo triste periodo, possa colmare quel vuoto lasciatoci dall’assenza di celebrazioni. Buona e serena Pasqua a tutti voi, con l’auspicio che tutte le creature di questa terra possano risorgere da questo morbo, che ha falcidiato tante persone.

Esultiamo Gesù è risorto!

Le donne andarono subito alla tomba, per ungere Gesù morto. “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui.” Il più grande e importante evento dell’intera storia dell’umanità! Cambiamento radicale, non solo nel corpo di Gesù, ma nella storia dell’umanità, per la quale, come dicono i santi Padri, sono state aperte le porte dell’eternità.

La tomba aperta e vuota! Cristo vive! Gesù è risorto! È la grande verità che riempie di contenuto la nostra fede. “Non abbiate paura” dice l’Angelo. Cristo vive. Gesù è Emmanuele: Dio con noi per sempre. Ed il suo regno non avrà fine (Lc 1,33). Questa grande e gloriosa verità riempie anche i nostri cuori di consolazione, gioia e pace. E quella verità è la rivelazione definitiva di Dio stesso. Non c’è più posto per un’altra. Dio non può rivelare una cosa più bella, più ammirevole di sè. La risurrezione di Gesù è la vittoria dell’amore sul male e sulla morte, è l’ultima e definitiva rivelazione della natura di Dio. Dio è amore. Dio ama l’umanità e la salva. Dio non abbandona i suoi figli: “Anche se questa donna si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). Dio è fedele a se stesso e alle sue parole.

Punto culminante della rivelazione dell’essere di Dio” (Dives in Misericordia n.53). Pienezza della rivelazione di Dio, che ha la conseguenza: non esiste alcun male che possa limitare l’amore divino. Non c’è peccato così grande da poter paralizzare il cuore del Padre o indurire la tenerezza dell’amore divino. Resuscitando suo Figlio, il Padre rivela l’amore infinito che vive tra il Padre ed il Figlio nella Santissima Trinità, un amore che si chiama Spirito Santo e si riversa su di noi oggi. Dopo la crudele Passione e l’orrenda morte del Verbo Incarnat, Dio continua a trovare le sue delizie tra i figli degli uomini (Pr 8,31).

Tali erano i disegni dell’Eterno Padre: Gesù, morendo sulla croce ed essendo risorto, ci rivela e ci dà lo Spirito Santo che apre i nostri occhi e cuori sull’amore infinito che non può essere superato o indurito. Cristo è vivo. Per sempre vivo. In un modo speciale, cari fratelli, vive in mezzo a noi, in noi. Non solo nella sua presenza eucaristica, rinnovata ogni mattina, Gesù vive in mezzo a noi ed in noi: posso e devo scoprire Gesù vivo in ogni fratello che mi si avvicina. La nostra vocazione di cristiani e, ancor più, di consacrati, è di proclamare con la nostra vita, la vita e la regalità di Cristo, come ho già detto tante volte. Anche il nostro silenzio e la nostra clausura con Gesù sono un annuncio silenzioso e, allo stesso tempo, che grida: Gesù vive! Gesù è risorto!

La nostra vita, cari fratelli, il nostro seguire Gesù nel deserto, la nostra preghiera, la nostra fedeltà quotidiana nel silenzio e nell’amore fraterno, tutto questo proclama la nostra fede nella risurrezione di Gesù e rafforzeranno la fede del popolo di Dio di fronte a questo mondo angosciato e disorientato, pieno di violenza e generatore di tante sofferenze. La nostra serenità proclama la verità su Gesù risorto.

La tomba è vuota, ma Gesù vive in me. Nella mia povera vita e miseria, sono una presenza vivente di Gesù, nella sua Chiesa, nella nostra comunità. Se è così, come effettivamente è,, non devo solo provare a vivere in un atteggiamento di amore generoso, come Gesù mi insegna, ma anche sforzarmi di far conoscere Gesù, attraverso di me, per far conoscere il suo amore divino, attraverso del mio umile amore umano.

In altre parole, abbiamo scritto con la nostra umile vita queste parole del Vangelo che ho citato all’inizio: la tomba aperta e vuota: “Non è qui – è risorto!”

Auguri

 

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Riflessione sul Sabato Santo

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Oggi voglio offrirvi, cari amici, una riflessione sul sabato santo fatta da una monaca certosina, nel 1964.

” Sabato Santo: questo è il giorno del silenzio: tacciono le campane e gli strumenti di musica. La Comunità Cristiana degli apostoli si rifugia, in compagnia di Maria. Sempre lei. A vegliare, a proteggere, a occuparsi di quella prima comunità cristiana. A lei ricorrono i discepoli, ora confusi e impauriti con tutto quello che è successo.
È un giorno per meditare e pregare. Per contemplare.

L’altare è spoglio. Il Santuario aperto e vuoto.
La Croce, ora solitaria, rimane altezzosa da ieri. Centrale, illuminata, con uno straccio viola, il suo simbolo di vittoria. Dio è morto.
Questo è il giorno dell’assenza. Lo sposo ci è stato rapito. Giornata di dolore, di solitudine, ma anche di speranza. Non si ascolta più la voce di Gesù. Lui, che è il verbo, la parola, sta zitto. Dopo il suo ultimo grido sulla croce ” perché mi hai abbandonato?”-ora rimane nel sepolcro. ” consummatum est “, ” tutto è consumato “.
Questo Sabato Santo, è il giorno in cui sperimentiamo un vuoto come non l’abbiamo mai avuto. Se la fede, consacrata di speranza, non venisse da noi, cadremmo nello sconforto e nella più profonda delle tristezze. ” ora ci aspettavamo…”, dicevano i discepoli di Emmaus.
È un giorno di meditazione e silenzio. Non è un raddoppio del venerdì santo. Cristo veramente depositato nel sepolcro, manifesta il riposo sabbatico di Dio. La permanenza del corpo di Cristo nella tomba costituisce un’apparente vittoria del male. Cristo è nel sepolcro, nel luogo più basso in cui può scendere una persona.
Ma se ai nostri occhi Cristo è morto ed è già stato sepolto, dalla fede, sappiamo dalle scritture, che è entrato nella morte, scendendo agli inferi (sheol o Ade), perché coloro che li si trovavano erano privati della visione di Dio. Cristo, dunque, scese agli abissi della morte, affinché “i morti sentissero la voce del figlio dell’uomo e quelli che la sentissero, vivessero” (Jo. 5, 25). Che panico deve aver provato, il Diavolo, quel signore incontrastato dell’Inferno, vedere il Figlio di Dio entrare attraverso i suoi domini incontrastati, che salverà coloro che erano lì soggetti alla servitù di una vita intera! ” un grande silenzio regna oggi sulla terra; un grande silenzio e una grande solitudine. Un grande silenzio perché il re dorme. La terra rabbrividì e divenne silenziosa perché Dio si addormentò secondo la carne e risvegliò coloro che dormirono per secoli (…). Va alla ricerca di Adamo, il nostro primo padre, la pecora smarrita. Vuole visitare coloro che giacciono nelle tenebre e nell’ombra della morte. Libererà Adamo dalla schiavitù della morte, Colui che è sia il suo Dio che suo figlio (…). “Sono il tuo Dio, che mi hai reso tuo figlio per te (…) Tu che ti svegli dormi, perché non ti ho cresciuto per rimanere prigioniero nel regno dei morti; risorto dai morti, io sono la vita dei morti »(Vecchio sermone per il sabato santo).

Il sabato santo è al centro del triduo pasquale. Un giorno “ponte”, ma un giorno pieno di personalità e mistero nella storia della salvezza. Ci sono tre aspetti, non tanto cronologici, ma dello stesso e unico Mistero, del Mistero della Pasqua di Gesù: morti, sepolti e resuscitati ”.

una monaca certosina (1964)

Preghiera al Crocifisso

Certosino e crocifisso

In questo Venerdi Santo, in cui commemoriamo la passione e la crocifissione di Gesù Cristo, voglio proporvi questa splendida e profonda preghiera del certosino Dom Jean Torralba. Egli nacque a Murviedro nei pressi di Sagunto, Valencia. Fece la professione presso i certosini di Scala Dei, a cui fece seguito la professione solenne il 2 febbraio del 1571 nella certosa di Aula Dei. Nonostante si opponeva energicamente, fu eletto Priore di Montalegre nel 1554 per le sue virtù fu nominato Convisitatore di Catalogna. In seguito fu anche Priore di Las Fuentes nel 1556 e nuovamente di Aula Dei nel 1563, poi l’anno successivo divenne vicario, la sua vita terrena cessò il 17 dicembre del 1578. Ci ha lasciato diversi sermoni e preghiere.

Per tutti voi la Preghiera al Crocifisso

Mio Dio, hai perdonato i carnefici che ti hanno legato alla Croce e spero che non mi rifiuti la stessa grazia. Questo è il motivo per cui abbraccio con il tuo immenso amore la tua Santa Croce tra le mie braccia e in tutta umiltà, devozione e riverenza, adoro te, mio Dio, mio Signore, mio Salvatore incoronato di spine, trafitto da chiodi, spezzato da pestaggi, coperti di ferite e sangue, inondato di mille dolori di cui sono l’autore per le mie iniquità, io, peccatore miserabile e ingrato. Perché, davvero, il tuo prezioso Sangue scorre con così tanta abbondanza? Perché, come l’uva sotto la pressa, sei schiacciato dal pesante peso dei miei innumerevoli crimini.Perché così tanti infortuni? perché ho commesso tanti peccati; e poiché ho aumentato il numero dei miei difetti, hai aumentato il numero delle tue ferite. Tuttavia, nonostante i miei crimini e nonostante i miei insulti, non dispero in alcun modo della tua grazia come della tua misericordia; il mio cuore pieno di fiducia, confesso tutti i miei peccati, poiché vedo in te così tante prove della tua misericordia. Ecco perché, mio buon Gesù, contemplo non solo l’amore che hai per i tuoi amici, ma soprattutto quello che mostri ai tuoi nemici: mi piace contemplare questa gentilezza che ti ha fatto pregare per coloro che ti insultano sgarbatamente e inchiodato alla croce. Signore, ti imploro, possa questa preghiera servire anche la mia povera anima. Ti ho crocifisso, non per cattiveria, ma per debolezza; Non ho peccato con l’intenzione di offenderti, ma di dare ai miei sensi le soddisfazioni che essi sostenevano; Ti prego quindi, dai un’occhiata di misericordia a questo povero uomo infelice che, con il cuore pieno di angoscia, si trova davanti alla tua Croce. Certamente non ti trafiggerei con le unghie, ma vorrei trafiggere, ferire il tuo cuore con le mie umili preghiere e le caratteristiche infuocate dei miei desideri e del mio amore. Per favore, lascia che i tuoi piedi, le tue mani, le tue ferite, una goccia, una sola goccia del tuo sangue cadano sulla mia anima malata e io sarò salvato. Amen.