• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    gennaio: 2022
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 616 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


La vita di san Bruno: la chiamata del Pontefice

La vita di san Bruno: la chiamata del Pontefice

 San Bruno, (dipinto di Enrique Hernández de los Ríos)

La vita a Cartusia si sviluppava lentamente, e Bruno lasciava quegli insegnamenti che saranno messi insieme in seguito da Guigo, sviluppandone le Consuetudines. Trascorsi sei anni, la quiete della piccola comunità monastica viene turbata dall’episodio descritto nella tela che segue. Un emissario pontificio collocato sulla destra della tela, è sceso da un cavallo finemente bardato ed ha consegnato una missiva al drappello di monaci. Il destinatario della lettera è Bruno, il quale legge con attenzione il contenuto della epistola, tra la curiosità dei suoi confratelli. La scena si svolge in un cortile esterno della certosa, che appare sullo sfondo dominata dal massiccio di Chartreuse. Ebbene, la lettera contiene una richiesta inappellabile di aiuto da parte del nuovo pontefice Urbano II, il quale essendo stato un alunno di Bruno ai tempi di Reims e conoscendo le qualità e le doti del suo antico maestro ne richiede la presenza a Roma. Bruno costernato da tale notizia poichè consapevole di non potersi esimere, lascia la giovane comunità e parte diligentemente alla volta di Roma. Siamo nel 1090.

10

Era un periodo alquanto turbolento per la Chiesa, difatti era stato eletto Oddone di Chatillon (Urbano II) per contrastare l’antipapa Clemente III, eletto dall’imperatore tedesco Enrico IV. Insomma, in questa delicatissima situazione Urbano II volle accanto a sé persone fidate e sagge, scelse così come suo consigliere Bruno.

Nella tela che segue, vediamo Urbano II seduto sul trono pontificio, che accoglie calorosamente Bruno che umilmente si prostra al suo discepolo oggi diventato Papa, e sia pur lacerato per aver abbandonato i suoi amici si pone al servigio del pontefice. L’ambientazione è volutamente monumentale, arricchita da un grande drappo che sulla sinistra scende, scoprendo lo sfondo caratterizzato da archi e colonnati. Alcuni astanti sembrano commentare l’incontro tra i due religiosi, mentre al centro ricompare il particolare anacronistico, vezzosamente realizzato da Fra Manuel Bayeu. Quest’ultimo infatti si autoritrae in veste da fratello converso e con la consueta barba folta, in una postura contrita lasciando una stravagante firma del dipinto.

11

I consigli di Bruno al Papa saranno poderosi e costanti, egli sarà al suo seguito determinando l’intero operato del pontificato, svolto da Urbano con estrema determinazione e risolutezza. Bruno si ritrovò di nuovo invischiato in beghe curiali, dalle quali si era distaccato ai tempi di Reims optando per una scelta radicale che lo spinse al distacco dal mondo. Ma il suo elevato spessore sta nell’ affrontare nuovamente questa prova della Provvidenza e di rimettersi alla volontà del Papa, al quale profuse con amore suggerimenti ed esortazioni per risanare la Chiesa.

Svolto sapientemente questo compito, il Pontefice volle ringraziarlo formalmente offrendogli l’arcivescovado di Reggio, in Calabria. Nel dipinto in basso viene descritta questa scena, sulla sinistra la corte pontificia attornia il trono del pontefice, il quale sta per prendere la mitria vescovile, che un ancella regge in un vassoio, da offrire a Bruno. Questi al centro della rappresentazione, ha il capo girato a sinistra e le braccia levate, nell’atto di rifiutare sia la nomina che la mitria. Sulla destra assistono alla scena cardinali, vescovi ed alti prelati che sembrano sbalorditi per il gesto inusuale del rigettare la autorevole investitura. Lo scenario è un imponente salone attorniato da arcate, con gruppi di colonne tortili scoperte alla vista da un grande drappo annodato di colore verde.

12

Urbano II

URBANO II

(ODDONE EUDES DI LAGERY)


Oggi voglio illustrarvi la figura del pontefice Urbano II, che come Ugo di Chateauneuf fu alunno di San Bruno, ed anch’egli è stato un personaggio importante per lo sviluppo dell’Ordine certosino.

Oddone di Lagery, nasce intorno al 1040 nei pressi di Châtillon-sur-Marne da una nobile famiglia francese. Venne da subito educato all’insegnamento cristiano, studiò poi a Reims diventando arcidiacono. Successivamente dietro consiglio del suo insegnante maestro Bruno, lasciò l’incarico ed entrò nell’Abbazia di Cluny dove divenne priore. Nel 1077 fu tra gli accompagnatori dell’abate di Cluny a Canossa presso il Papa Gregorio VII, il quale un anno dopo lo chiama in Italia e lo nomina vescovo di Ostia e Velletri, succedendo a Pier Damiani. Successivamente per due volte ebbe l’incarico di Legato pontificio in Germania, nella controversia con l’imperatore Enrico IV. Ottone fu uno dei più importanti ed attivi sostenitori delle riforme gregoriane e fu per questo che Gregorio lo nominò come suo possibile successore. Ma alla morte di Gregorio VII venne però eletto Desiderio, abate di Monte Cassino, che prese il nome di Papa Vittore III. Il suo pontificato durò poco e fu molto travagliato, in quanto imperversava in Roma anche l’antipapa Clemente III. Il giorno 8 marzo 1088 nel corso di un piccolo conclave di circa 40 tra cardinali ed altri prelati, tenutosi a Terracina, fu eletto pontefice Ottone, che succedeva a Vittore III, egli fu il159° papa della Chiesa cattolica, ed assunse il nome di Urbano II. Ma inizialmente non potè entrare in Roma per la presenza dell’antipapa Clemente III e si dovette fermare all’Isola Tiberina dove visse di elemosine. Poi il 3 luglio 1089 entrò trionfalmente a Roma mentre l’antipapa Clemente III (1080-1100) voluto dall’imperatore Enrico IV, fuggì a Tivoli. Insediatosi sul soglio Pontificio Urbano II, proseguì ed attuò la riforma di Papa Gregorio VII con grande determinazione, ed in vari sinodi confermò la lotta contro la simonia e l’investitura laica e si espresse a favore del celibato del clero e della rinnovata opposizione all’imperatore Enrico IV. Da Roma si spostò viaggiando nell’Italia meridionale dove riunì il noto Concilio di Melfi, poi raggiunse la famosa abbazia di Cava dei Tirreni, per consacrarne la stupenda chiesa e recandosi in pellegrinaggio a Montecassino, sulla tomba di San Benedetto, si narra che ottenne la guarigione dai calcoli renali. Raggiunse poi Bari per consacrare la basilica di San Nicola, ove vi ripose le reliquie del santo portate dall’Oriente.

E’ in questo clima difficile, che il pontefice Urbano II decide di chiamare il suo maestro Bruno, nel frattempo ritiratosi nel “deserto” di Chartreuse, per poter ottenere saggi consigli. Per Bruno fu un gran dolore doversi distaccare dai suoi confratelli, ma dovette obbedire. A seguito della sua partenza i suoi compagni, smarriti, avevano deciso di abbandonare la vita eremitica, poi fortunatamente essi compresero che il loro isolamento monastico non doveva dipendere dalla presenza del fondatore ma dal Signore, e vi tornarono. La  presenza di Bruno a Roma va dall’autunno del 1089 all’estate del 1090, il fondatore dei certosini probabilmente non partecipò al Concilio di Melfi, ma seguì successivamente il papa quando fu costretto a fuggire da Roma per rifugiarsi presso i normanni in Calabria. Urbano II decise di offrire a Bruno il vescovado di Reggio Calabria, ma egli lo rifiutò chiedendo al Papa di poter tornare alla vita contemplativa. Il pontefice accettò la richiesta, ma a condizione che Bruno restasse in Calabria, in territorio normanno. Così grazie alla munificenza del conte Ruggiero in località Santa Maria della Torre, a 850 metri d’altezza in un luogo boscoso ed impervio, Bruno riceve ed accetta l’offerta di un terreno, che ritiene idoneo  per poter ricominciare la sua vita eremitica. In questo luogo verrà edificata la certosa che inizialmente prenderà il nome di Santa Maria della Torre, la cui chiesa verrà consacrata il 15 agosto del 1094. Bruno, continuerà ad assistere Urbano II, seguendolo e consigliandolo nelle difficili decisioni che stava per prendere. Nel marzo del 1095 il papa indisse il Concilio di Piacenza dove ricevette un ambasciatore dell’Imperatore Bizantino Alessio I Comneno, che chiedeva aiuto contro i musulmani. Poi il 27 novembre dello stesso anno in Francia al Concilio di Clermont, Urbano II proclamò la “prima crociata”, provocando un grande entusiasmo tra le migliaia di persone accorse, che al grido “Dio lo vuole” partirono per la spedizione con l’intento di strappare la Terra Santa dalle mani dei musulmani. Il pontefice continuò la sua instancabile opera per portare l’Italia meridionale saldamente nella sfera d’influenza cattolica, viaggiando e tenendo sinodi. Ritornato a Roma nell’aprile del 1099, tenne il suo ultimo concilio in S. Pietro, ma . La notizia della presa di Gerusalemme del 15 luglio 1099, però, non arriverà in tempo al capezzale di Urbano II, il quale muore il 29 luglio dello stesso anno. La figura di questo pontefice è quindi legata alla prima crociata, ma i fedeli lo venerarono principalmente per la sua vita austera ed ascetica. Principalmente in Francia si diffuse la sua devozione, ed il vescovo di Reims chiese a papa Leone XIII la conferma di questo culto, che fu approvato il 14 luglio 1881 con il titolo di beato,  la data della  sua celebrazione fu fissata per il 29 luglio.