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Dom Ludolfo di Sassonia

Dom Ludolfo di Sassonia

Ludolfo (Landolfo) di Sassonia o il Certosino, nacque a Strasburgo nel 1295 cominciò la sua vita religiosa in un convento domenicano dove laureatosi in teologia vi rimase per diciotto anni. Dopo questa esperienza egli decise verso il 1340, di chiedere di essere ammesso alla certosa di Strasburgo per dedicarsi ad una vita più ritirata e ascetica, la sua richiesta viene accolta e comincia così il periodo di noviziato. Solo tre anni dopo il suo ingresso tra i certosini, Ludolfo per le sue spiccate qualità viene nominato priore della certosa di Coblenza (1343-1348), per poi passare nel 1348 dopo essersi volontariamente dimessosi alla certosa di Magonza.  Successivamente, ma in una data imprecisata, egli ritornerà alla certosa di Strasburgo dove finirà i suoi giorni il 10 aprile del 1377. Cari amici come vedete le notizie biografiche di Ludolfo sono scarne, ma bilanciano la sua immensa fama dovuta alla diffusione della sua principale opera composta in latino: la Vita di N. S. Gesù Cristo”. Questo testo fu letto moltissimo, diffondendosi presto in tutta Europa molto prima della invenzione della stampa, successivamente, fu infatti stampato per la prima volta a Strasburgo nel 1474. Ludolfo con questa meravigliosa opera viene considerato unanimemente come il primo biografo di Cristo. In Italia la Libreria Fiaccadori di Parma ne pubblicò una versione italiana di F. M. Faber, in otto volumetti, (1871-1873), considerevole è anche il dato che nel 1880 vi erano 88 edizioni in vari formati e varie lingue. Il libro è diviso in due parti con un totale di 181 capitoli e, in ognuno di essi, si trovano una breve presentazione di una particolare parte della storia della salvezza cristiana, una interpretazione e una preghiera finale. Quest’opera è stata definita una summa evangelica,con  una serie di dissertazioni dogmatiche e morali, istruzioni spirituali, meditazioni e preghiere, in relazione alla vita di Cristo, dalla nascita alla sua Ascensione. Per avere idea della potenza degli scritti di questo scrittore certosino, bisogna menzionare un episodio realmente accaduto e testimoniato. La lettura de la “Vita di N. S. Gesù Cristo”, ha contribuito in maniera fondamentale alla conversione di Ignazio di Loyola che conosciamo essere il fondatore della Compagnia di Gesù, ma vediamo come e perché.

La vicenda che vi racconto si svolse nel 1521 allorquando l’allora giovane soldato Ignazio si recò a Pamplona in difesa della città assediata dalle truppe di Francesco I di Francia. Nel corso di questi cruenti combattimenti, il 20 maggio un episodio apparentemente “casuale”, stravolge il corso dell’esistenza del soldato Ignazio, poiché un colpo di cannone lo ferisce gravemente fracassandogli la gamba destra e ferendogli più lievemente la sinistra.

A causa di queste ferite egli è costretto ad una lunga degenza nel castello paterno, dove subirà due dolorose operazioni alla gamba che rimase inevitabilmente più corta dell’altra, rendendolo zoppo per tutta la vita. Durante la lunga convalescenza, in mancanza dei suoi romanzi preferiti di cavalleria, ebbe l’occasione di leggere numerosi testi religiosi dedicati, in particolare, alla vita di Gesù e dei santi. Tra questi, quello che lo folgorò particolarmente fu appunto il libro di Ludolfo di Sassonia, nel quale rimase emozionato circa le vicende della passione di Nostro Signore. Iddio comincia dunque ad operare la crescita spirituale dell’anima turbolenta del giovane soldato ferito.

Fu altresì entusiasmato dalla lettura delle gesta dei santi, è ciò fece si che fu pervaso dalla Grazia della vocazione inaspettata, combattendo inizialmente contro le vanità materiale che fatalmente lo attraevano. Fu una lotta molto dura, ma Ignazio affidandosi alla Vergine si arrese alla volontà di Dio. In questo combattimento, poi vinto, ha inciso profondamente il testo scritto da Ludolfo, ed assorbito da Ignazio poiché viene amplificato e  reso sacro l’importante sacrificio umano di Nostro Signore Gesù Cristo. La Provvidenza servendosi dello strumento offerto da Ludolfo ha permesso di regalare a noi tutti quel Sant’Ignazio di Loyola, che sarà il grande protagonista della Riforma cattolica nel XVI secolo, e che a sua volta formerà notevoli e numerosi discepoli. Si narra inoltre che Ignazio dopo la sua conversione ed un suo pellegrinaggio a Gerusalemme, avesse avuto il desiderio di diventare certosino, ma fu dissuaso da un priore da lui consultato. Concludo questo articolo con un profondo suggerimento di Ludolfo!!!

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Una Risposta

  1. Per l’indubbia utilità, anche in relazione all’oramai imminente Settimana Santa, mi permetto segnalare che del grande certosino Dom Ludòlfo di Sassonia (Cartusialover 10.4.2012) è uscito in questi giorni, per i tipi San Paolo, un bel volume che riporta “Pagine scelte” dell’opera fondamentale “Vita di Nostro Signore Gesù Cristo” (che, nell’originale latino, si compone di oltre 1000 pagine…).

    Se ricordiamo (Cartusialover 10.4.2012) che l’opera di Dom Ludòlfo ha avuto un ruolo fondamentale nella conversione di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù (1540), sembra bello leggere “oggi” queste Meditazioni con un pensiero particolare al nuovo Vescovo di Roma, primo Papa gesuita, che nel proprio stemma ha mantenuto il monogramma con i tre chiodi neri della Passione.

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