• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    gennaio: 2022
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 616 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


Le ricette dei certosini (8)

ricettario cartusia

Cari amici, per la rubrica “Le ricette dei certosini”, ho scelto per voi altri tre suggerimenti culinari estratti da un antico ricettario certosino.

Infatti non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo.

1 Timoteo 6:7-8

Minestra di riso con latte alla cipolla.

Ingredienti

1 litro di latte.
200 gr. Riso.
1 cipolla media.
50 gr. burro o 1 Cucchiaio di Olio.

Sale a piacimento.
1 Pizzico di Pepe.

Svolgimento

Tagliare preventivamente la cipolla a filetti, farla appassire con burro o olio in una padella, mescolando continuamente fino a che non sarà dorata, versarla subito in un colino per far scolare il burro o l’olio; aggiungere la cipolla in una pentola di latte bollente con sale e pepe.

Far bollire per quindici minuti Aggiungere il riso, mescolando per evitare che si bruci per altri quindici minuti.

Carciofi alla Bariguole.

Ingredienti

1/2 Kgr Carciofi

1 cucchiaino di Sale

1 pizzico di Pepe

1 Cucchiaio di Olio

1 Cipolla

1 Limone

1 Foglia di Alloro

1 Mazzetto di Prezzemolo

1 Bicchiere di Vino bianco

Svolgimento

Scegli preferibilmente carciofi teneri; Le code sono tagliate così come le spesse foglie dure in cima e il bordo o la punta delle foglie, socchiudiamole, e separiamole sistemandoli l’uno contro l’altro in pentola, si condiscono con sale e pepe. L’interno di ciascuno è annaffiato con olio. Versate subito dell’acqua tra i carciofi finché il liquido non raggiunge un quarto dell’altezza. Potete mettere sopra, se volete, qualche fettina di cipolla, limone, qualche foglia di alloro e prezzemolo, un po’ di vino bianco, ma questo non è necessario. Coprire bene con il coperchio. Vengono fatti bollire sul fuoco finché non iniziano a fare rumore. Si scoprono per cuocere lentamente per cinque minuti e bisogna farli insaporire. Si tolgono dal fuoco e si condiscono con un po’ del sugo di cottura.

Baccalà con verza gratinata

Ingredienti

500 Gr di baccalà
1/2 Kg di Verza
1 Cucchiaino di sale
1 cipolla
100 Gr di Burro
50 gr di pangrattato
2 Cucchiaio di olio

Svolgimento

Cuocere il baccalà in acqua. Sbriciolatelo a pezzi eliminando tutte le spine. Cuocete invece in acqua salata una verza, dopo averla pelata e lavata. Quando sarà cotta, scolatela bene. Mettetela subito in padella con il baccalà; spalmare sopra una salsa di cipolle densa e grassa. Amalgamare il tutto e uniformare la superficie con una spatola di ferro. Cospargere di pangrattato; Cospargete sopra un filo d’olio con un pennello spesso o un mazzo di verdure per bagnarlo in modo che non si bruci. gratinare e rosolare in forno. Sfornate, poi lasciate raffreddare un po’ prima di tagliare e fare le porzioni.

14720460_10209391548499190_483952521501233384_n

La Nube della non-conoscenza 18

NUBE

CAPITOLO 18

Anche ai nostri giorni gli attivi si lamentano dei contemplativi, così come Marta fece con Maria. Causa di tutte queste lamentele è l’ignoranza.

Proprio come allora Marta si lamentò di sua sorella Maria, così ancor oggi gli attivi si lamentano dei contemplativi. Infatti, ammettiamo che ci sia uno — non importa se uomo o donna, secolare o religioso: non faccio eccezioni — che si sente portato dalla grazia di Dio e da una buona direzione spirituale ad abbandonare ogni attività esteriore per dedicarsi completamente alla vita contemplativa, secondo le sue attitudini e la sua coscienza, non senza il permesso del suo direttore spirituale: in men che non si dica ecco i suoi fratelli e le sue sorelle, i suoi migliori amici e molti altri ancora che non sanno niente del suo forte desiderio interiore o del tipo di vita a cui si consacra, levare contro. di lui ogni genere di lamentele, rimproverarlo aspramente e dirgli a chiare lettere che sta perdendo tempo. Ed eccoli poi raccontare un mucchio di storie, alcune vere, altre false, sulla caduta di uomini o donne, che si eran votati anch’essi a tal genere di vita in passato. Mai una volta, però, che parlino di chi è riuscito a perseverare. Sì, lo riconosco: molti di quelli che hanno abbandonato il mondo solo in apparenza, sono poi caduti, e questo càpita ancor oggi. Siccome non hanno voluto lasciarsi guidare da un vero direttore spirituale, invece di diventare servi di Dio e suoi contemplativi, sono divenuti servi e contemplativi del diavolo, si sono rivolti all’ipocrisia e all’eresia, oppure sono caduti nella follia e in molti altri mali, a scandalo di tutta la santa chiesa. Ma non è di questo che voglio continuare a parlare, altrimenti, ci allontaneremmo troppo dal nostro argomento. Semmai più in là, se Dio vuole ed e necessario, potremo: osservare qualche aspetto della loro condizione e trovare la ragione della loro caduta. Ma ora basta: dobbiamo andare avanti nel nostro argomento.

Le ricette dei certosini (6)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, scelte per voi, ed estrapolate da un antico ricettario certosino.

Comunque, qualunque cosa tu faccia, mangi, beva o qualsiasi altra cosa, fai tutto ad onore di Dio. Corinzi (10,31).

Lenticchie alla spagnola

Ingredienti

1/2 Kg Lenticchie
1 Foglia di Alloro
1 Una testa d’aglio
1 una fetta di pane
1 ciuffetto di prezzemolo
Sale q.b.
1 cucchiaio di farina
50 Gr. Burro o olio

Svolgimento

Mettere a bagno le lenticchie il giorno prima. Metterle sul fuoco con acqua fredda con alloro e aglio. A parte soffriggere nell’olio una fetta di pane, gli spicchi d’aglio, il prezzemolo, il sale e la farina. Schiacciare e passare attraverso il passatutto. Quando le lenticchie saranno cotte, versateci dentro questo soffritto. Fate bollire il tutto per qualche minuto. Servire caldo.

Zucca gratinata

Ingredienti

1 Kg. Zucca
1 Pizzico di sale
50 Gr Burro
1/2 litro di latte
3 Uova
100 gr di formaggio
1 pepe
Noce Moscata a piacere

Svolgimento

Sbucciare la zucca, tagliarla a metà, tagliare con la punta del coltello l’interno della superficie piana di ogni metà in diagonale che si incrocia in senso opposto, che forma un angolo perfetto, al fine di facilitarne la cottura. Si mettono in un recipiente con burro e sale in forno, la giriamo in modo che non brucino, a cottura ultimata aggiungiamo uova, latte, formaggio, noce moscata macinata e sale. Si mescola bene per farla aderire alla superficie con una spatola di ferro; Cuocere in forno e rosolare. Servire caldo.

Salmone con salsa di cipolle

Ingredienti

1 Kg. Salmone
1 Una Cipolla
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di farina
1 bicchierino di Vino bianco
1 tazza di brodo
1 foglia di Alloro
Sale q. b.
1 Peperoncino o pepe

Svolgimento

Tritare le cipolle; mettetelo in una casseruola con l’olio; lasciate insaporire un attimo e poi aggiungete la farina; continuare sempre a farlo raffreddare fino a quando la cipolla non prende colore; bagnare con il vino bianco, il brodo, il sale, il pepe, l’alloro; portare a bollore e versarlo sulle fette di salmone dopo averle messe in padella; portare a bollore a fuoco rapido per almeno trenta minuti. Vedi se è un buon sale. Servire con la salsa.

FB_IMG_1501363460522

Le ricette dei certosini (5)

hermanos9

Per la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi, cari lettori, altri tre suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? “Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.

Matteo 6:31

Maccheroni con Cipolla.

500 Gr. Maccheroni

1 L. Acqua

1 Cucchiaio di Sale

1 Cipolla

100 Gr. Burro o olio

1 Pizzico di Pepe nero

Formaggio grattugiato se lo si preferisce

Svolgimento

Cuocere i maccheroni in acqua bollente salata. Fateli bollire a fuoco basso. Quando sono cotti a tre quarti, versarli nello scolapasta per scolare. Mescolare in una casseruola; aggiungere la cipolla tritata e tostata nell’olio o nel burro. Amalgamare bene il tutto; girarlo più volte con una spatola di legno. conditela con sale e pepe, se lo si gradisce formaggio grattugiato Quindi servirlo.

Patate con Baccalà alla certosina

Ingredienti

1 Kg di patate
1/2 Kg di Merluzzo
1/2 litro di latte
100 Gr di Burro
100 gr di formaggio grattugiato
Acqua a piacimento.

Svolgimento

Sbucciare le patate e tagliarle come per cuocerle. Pulitele bene e mettetele sul fuoco con acqua e sale finché non saranno morbide; Il baccalà deve essere stato in acqua per una notte, per togliere il sale – ancor di più se è denso – anche se tagliato a pezzi. Una volta a punto, si cuoce, non molto, si toglie e si rimuovono pelle e spine. Le proporzioni sono quasi le stesse ma, in ogni caso, mettere più patate. Le patate fanno una buona purea non troppo densa, si può migliorare con il latte cotto. Sbriciolate il baccalà con le mani pulite e unitelo alla purea. (Se il baccalà non è ben salato, le patate vengono cotte senza sale). La massa risultante viene messa nei contenitori oliati, lasciando circa un centimetro o qualcosa di più vuoto. Mettere un buon formaggio grattugiato e qualche cubetto di burro, oppure si possono ungere con olio finissimo, e si mettono in forno fino a che siano cotte. Sfornare facendo attenzione a non scottarsi e servire ben caldo!

Cetrioli in insalata.

1 Kg. Cetrioli

1 cucchiaino di Aceto

1 Cucchiaino di Sale

1 Pizzico di Pepe nero

1 cucchiaio di Olio.

Svolgimento

Sbucciare i cetrioli; dividerli e togliere i semi; tagliare a fettine sottili, marinare per un’ora in aceto e sale; scolateli e aggiungete pepe, olio e aceto.

182601078_478781250101085_1069661794442232359_n

Le ricette dei certosini (4)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ho scelto per voi altre tre tipiche ricette estratte da un antico ricettario certosino.

Figlio, finché sei sano, metti alla prova l’appetito e non concederti ciò che vedi che fa male, perché non tutto è buono per tutti, né ogni prelibatezza è appetibile per tutti; Non affrettarti in tutto ciò che è squisito o concediti tutte le prelibatezze; perché la gola porta malattie e la gola provoca coliche; Per mancanza di controllo molti sono morti, chi si controlla allunga la vita.
Ecclesiastico. ((37.30-34).

Minestra di patate con rape e patate.

Ingredienti:

1Kg Rape.

1/2 Kg. Di Patate

Sale fino quanto basta
50 gr. Burro.
1 L. Acqua.

Svolgimento:

Dopo aver sbucciato le rape, tagliatele a pezzi ed in base al loro spessore lavatele e passatele in acqua bollente per cinque minuti, ammorbiditele; metterle subito con le patate e scaldare sul fuoco. Quando saranno cotte, mettete del sale e del burro fino. Il latte può essere aggiunto al momento di servirle.
L’acqua in cui sono stati cotti i cavoli può essere utilizzata aggiungendola al brodo per rendere il tutto più gustoso.

Cernia al forno.

Ingredienti:

3/4 Kgr Cernia
1 Cipolla Piccola
3/4 di aglio
1 bicchierino di vino bianco
1 bicchiere di Latte
1 Cucchiaio di farina
Brodo vegetale

Sale

Pepe nero

Limone

Prezzemolo

Svolgimento:
Una volta pulite e tagliate le cernie, come se fossero fette di carne, vengono adagiate sul piatto; Soffriggere cipolla e aglio tritati; una volta fritto, mettere il vino bianco, un composto di latte e farina e una porzione di buon brodo vegetale; mettetela in forno fino a quando non sarà pronta. Se necessario, prima di metterla dentro, puoi essere utile tenerla un po’ sul fuoco. Si possono servire come se fossero bistecche, fritte o al forno. In questo caso è sufficiente tagliare delle fette non troppo spesse e aggiungere il prezzemolo e l’aglio tritati finemente e un po’ di succo di limone.

Gratin di spinaci.

Ingredienti:

1 1/2 Kg di spinaci
1 litro d’acqua
Sale quanto basta
1 pizzico di pepe nero
100 gr di formaggio
4 uova
100 gr di pangrattato
150 gr di burro
Svolgimento:
Cuocere gli spinaci con acqua bollente salata. Tagliali e compattarli aggiungendo alle uova del formaggio grattugiato o tritato, sbattute e ben amalgamate. Versateli in una padella dopo averli imburrati e cosparsi di pangrattato. Unificare la superficie con una spatola e il latte.
Cuocere e rosolare in forno. Quando il gratin sarà cotto toglierlo e lasciate raffreddare un po’ prima di tagliare e preparare le porzioni.
Quando si vuole conservare gli spinaci più verdi, si mettano appena appena nel colino, ed un attimo in acqua fresca corrente e mescolare un po’ con una spatola per raffreddarli, quindi scolali e pressali come indicato sopra.

FB_IMG_1612533207521

Le ricette dei certosini (3)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi altre tre appetitosi suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Gli uomini retti sanno negare al corpo il cibo che non è strettamente necessario.

San Gregorio Magno.

Gazpacho alle mandorle

Ingredienti:

1 litro d’acqua
1/4 Kg. Mandorle
Sale a proprio gradimento
1 cucchiaio di olio e aceto

Svolgimento:
Lessare le mandorle. Rimuovere la pellicina. Schiacciarle bene nel mortaio fino a quando non si sono convertiti in polpa o pasta più fine possibile. Aggiungere il sale e l’aceto a secondo del proprio gusto e aggiungere poi l’acqua necessaria, in modo che rimanga un brodo più o meno denso, secondo il gusto del cuoco.
Questo gazpacho può essere preparato con acqua fredda in estate o caldo in inverno. È molto nutriente.

Fagioli bianchi (in scatola).

Ingredienti:
Fagioli 1/2 Kg
Cipolla 1/2 Kg
1 Rametto di Prezzemolo
3 Uno spicchio d’aglio
1 peperone verde
1 un pomodoro
1 foglia di alloro
Sale a proprio gradimento
1 patata
100 gr di cavolo cappuccio/ verza
1 rapa

Svolgimento:
Stufare i fagioli con la cipolla che avremo fatto soffriggere insieme all’aglio,
peperoni e pomodori sale e alloro. Quando iniziano a cuocere, e meglio aggiungere anche un pò di burro, la patata tagliata a quadratini, qualche pezzetto di verza e rapa. Cuocere per altri dieci o quindici minuti. Da servire freddo in estate.

Uova strapazzate con cipolla.

Svolgimento

Tagliare le cipolle a fettine; metterli in una casseruola con burro o olio. Cuocetele mescolando continuamente con una spatola. Non appena iniziano a rosolare, toglietele dal fuoco; aggiungere un altro po ‘di burro, in modo che non diventino più colorate e troppo bionde. Mettete questo burro con le cipolle nella padella; scaldare un po’; aggiungere le uova necessarie con sale e pepe e mescolare delicatamente con una forchetta all’inizio e più velocemente quando iniziano a rapprendersi in modo che non si brucino; toglieteli dal fuoco prima che siano completamente cotti per non rovinarli, poiché la loro bontà dipende dal grado di cottura. Versali in una ciotola capiente.

Ingredienti:

2 Uova per persona

100 Grammi di Burro

1 Cipolla

Pepe e sale a proprio gradimento.

converso cucina

Le ricette dei certosini (2)

ricettario cartusia

Cari amici, prosegue la rubrica “Le ricette dei certosini”, ecco per voi altre tre gustosi suggerimenti culinari, scelti per voi da un antico ricettario certosino.

Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? “Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. (Matteo 6:31)

Potage di Ceci e Spinaci

Ingredienti

300 gr di ceci
1/2 Kg di Spinaci
100 Gr. Baccalà
2 Uova sode
1/2 Cipolle
1 Carota
2 Pomodori
2 Spicchi d’aglio
1 foglia di alloro
50 grammi di olio.
1 Chiodo di garofano
1 pizzico di Pepe/ paprika
1 Cucchiaino di Sale

Svolgimento

Mettere a bagno i ceci il giorno prima. Mettete sul fuoco la pentola con due litri di acqua e, quando inizia a bollire, unite i ceci, il baccalà grattugiato lavato in acqua fredda, la cipolla sbucciata con i chiodi di garofano, la carota intera e la foglia di alloro. Quando la pentola sarà di nuovo bollita, coprire e cuocere lentamente, assicurandosi che l’ebollizione non venga interrotta. Lavate e mondate bene gli spinaci, cambiando più volte l’acqua in modo che non rimangano sporchi; si lessano per cinque minuti, si scolano e si pressano con le mani o con la schiumarola in modo che non rimanga acqua, e si tritano molto bene con il coltello. Soffriggere nell’olio l’altra cipolla con l’aglio tritato. Quando sarà leggermente biondo aggiungere la paprika, i pomodori pelati e tagliati a pezzetti senza semi e, quando tutto sarà pronto, aggiungerlo alla pentola per continuare con lo spezzatino. Con la cipolla, la carota e qualche cece si fa una purea che si aggiunge ai ceci; nello stesso momento si aggiungono le uova tritate e gli spinaci tagliati. Alla fine il tutto deve risultare essere brodoso.

Maccheroni gratinati.

Ingredienti

300 Gr. maccheroni
1 litro d’acqua
1/2 L di latte
1 Cucchiaino di Sale
1 Pizzico Pepe
1 cipolla piccola
100 gr di burro
100 gr di pangrattato
50 Gr. Gruyere formaggio grattugiato

Svolgimento

Cuocere i maccheroni in acqua bollente per circa quindici minuti. Versarli subito in uno scolapasta per scolarli. Rimettetele nello stesso contenitore con il latte bollente, aggiustatele di sale, pepe, cipolla dopo averle colorate nel burro. Versa il tutto nei maccheroni. mescolare e cuocere a fuoco lento fino a quando non c’è liquido. Lisciare la superficie con una spatola di ferro, spolverare di pangrattato, versarvi sopra con un pennello un po ‘di burro o olio per bagnarla un po’ in modo che non si bruci. Gratinare e rosolare in forno; Tiralo fuori subito e lascialo raffreddare un po’prima di tagliarlo e servirlo. Puoi aggiungere il groviera se si gradisce prima di metterlo nella padella.

Salmone con salsa di cipolle

Ingredienti

1 kg Salmone
1 Cipolla Piccola
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di brodo
1 foglia di alloro
Sale a piacere
1 Pizzico di Pepe nero

Svolgimento:

Cipolle tritate; metterle in una casseruola con olio; lasciate mescolare un attimo e poi aggiungete la farina; continuare sempre a raffreddare fino a quando la cipolla non si imbiondisce; bagnare con il vino bianco, il brodo, il sale, il pepe, la foglia di alloro; portate a ebollizione e versate il tutto sulle fette di salmone dopo averle messe in una padella; portare a ebollizione a fuoco rapido per almeno trenta minuti. Aggiustare di sale. Servire con la salsa.

hermanos10

Le ricette dei certosini (1)

ricettario cartusia

Cari amici, come vi avevo annunciato, in un precedente articolo, ecco per voi le prime tre ricette, scelte per voi da un antico ricettario certosino.

Consideriamo sempre che il pranzo, solitario o comunitario nei giorni festivi, è vissuto dai monaci certosini come un vero e proprio momento liturgico.

«Io consumo il mio pasto molto lentamente. Mangiare non è solo una necessità fisiologica. Nutrirsi è anche un atto quasi liturgico. E’ il momento consacrato alla cura del corpo che è tempio dello Spirito Santo. Personalmente dedico a questo momento tutto il tempo necessario, gusto il cibo fino in fondo nella piena coscienza che nutrirsi nella gratitudine è un atto eucaristico direttamente collegato al cibo spirituale che si assume nella celebrazione della messa.» Un certosino

Zuppa di riso con cipolla

Ingredienti:

Una cipolla
50 gr di burro
1 Cucchiaio di farina o amido di mais
1 Cucchiaino di Sale
1 Pizzico di Pepe nero
150 gr di riso
1 litro d’acqua

Svolgimento:

Tritate la cipolla molto finemente e fatela soffriggere nel burro. Prima che imbiondisca aggiungete una manciata di farina o amido di mais che va anche fritto un po’, mescolando con una spatola; aggiungere abbastanza acqua per il brodo; condire con sale e pepe e far bollire.
Dopo che il brodo è passato attraverso il colino, si aggiunge il riso e quando è pronto si toglie e si serve.

Sardine al forno

Ingredienti:

1 Kgr di Sardine

1 cipolla media
100 Gr. pangrattato
1 Rametto di Prezzemolo
6 spicchi d’aglio
1Pizzico di Pepe Bianco
Olio, sale a piacimento


Svolgimento:
Mondate e aprite bene le sardine, eliminando la spina centrale salarle a piacimento. In una ciotola o contenitore singolo, coprire il fondo con un soffritto di cipolla dorata e pangrattato preparato in precedenza; disporre uno strato di sardine; sopra di loro un altro strato, coprirle con lo stesso condimento fino all’ultimo strato. Sopra a quest’ultimo adagiate la cipolla cruda tritata finemente, allo stesso modo il prezzemolo, un po ‘di aglio tritato e un pizzico di pepe bianco; il tutto sarà ricoperto da pangrattato, ben distribuito sopra le sardine; il tutto viene ricoperto con olio o in alternativa fiocchetti di burro, in modo che possa sciogliersi una volta infornato e si rosoli. Sale qb.

Piselli al burro nero (manteca negro)

Ingredienti:

1/2 Kg di piselli
1 Cucchiaio di Burro
1 foglia di Alloro
1 scalogno
2 spicchi di aglio
1 Cucchiaino di Sale
1 pizzico di pepe
1 Cucchiaio di aceto.

Svolgimento:

Cuocere i piselli in acqua bollente salata. Scolateli tutti e ben caldi, metteteli in una padella con un cucchiaio abbondante di burro nero caldo, che deve rosolare un po’, con un cucchiaio di aceto bollito, alloro, aglio e pepe. Servire caldo.

converso in cucina

Il canto dei certosini IX

korea

Prosegue oggi l’approfondimento sul canto certosino, estratto dal testo scritto da Dom Benoit du Moustier Lambres, quindi fonte fedele, ed esplicativo sul canto dei certosini.

Ecco a voi il nono capitolo….

LE CHANT DES CHARTREUX

Dom BENOIT-M. LAMBRES, O. Cart. (certosa di La Valsainte)

IX Elenco dei principali manoscritti dei canti cartusiani

N.B .: Il mss. preceduti da un asterisco (*) sono stati oggetto di un avviso in LE GRADUEL ROMAIN, edizione critica dei monaci di Solesmes, t. II, LE FONTI.
Graduali:
* Parkminster A33, prima della II4I, con aggiunte del XIII secolo.
* Selignac, senza dimensione, della metà del XII secolo, con aggiunte del XIII secolo.
* Milano, Ambros. M. 70 sup., Intorno i 6o.
* Marsiglia I50 (Eb. 316), intorno al II70, con aggiunte del XIII secolo.
* Grenoble 84, inizio XII secolo, adattato all’uso certosino verso la fine del XII secolo.
* Avignone 181, XII / XIII sec.
* Londra, Brit. Mus. Inserisci. I7303 e 3I384, entrambi del primo
metà del XIII sec.
* Napoli, Bibl. Naz. VI, E II, del XIII secolo.* Grande Chartreuse 801, del XIII secolo. (cartusiano solo dal foglio 55)
Loches i6, del XIII sec.
Monaco I2I0I, del XIV sec.
Toledo, Bibl. Capit. 33.24, del XIV sec.
Grande Chartreuse, senza dimensione, da Portes, XIV sec.
Beaune 44, del XIV sec.
Grenoble 85, 86 e 87/88, tre graduali del XV secolo.
Trisulti, Certosa 258, del XV sec.
Parkminster A6 e A7, due graduali del XV secolo.
Antifonari:
Dal 12 ° secolo, solo le due foglie in-4?: Grande Chartreuse ms.
828, i due fogli dello stesso antifonario, recentemente scoperti al
Certosa di Calabria (cfr. Nota * sopra), e le note incipit degli Uffizi
dei Morti e della Beata dal ms. Grande Chartreuse 824.
Grenoble 91, 92 e 95, tre antifonari del III / XIV sec.
La Valsainte ms. P (incompleto), dal I3 / I4th c.
Londra, Brit. Mus. Inserisci. 17302, del I3 / I4th sec.
Trisulti, Certosa 2616, del XIII / XIV sec.
Grande Chartreuse 808, del XIV sec.
Grenoble 93, del XIV sec.
Lione, Bibl. Pubblica. Coll. Lugd. 509 (427), prima della I318.
Loches 3, del XIV sec.
Beaune 34 e 41, due antifonari del XIV secolo.
Milano, Bibl. Trivulz. N 546 D I09, del XV o forse del XIV secolo.La denominazione  difettosa “Antiphonale Romanum” è stata corretta in “Antiphonale Cartusiense”.
Grande Chartreuse 83I, del XV secolo.
Avignone, Grand Seminaire, Antiphonaire de Bonpas, del XV secolo.
Grenoble 94 e 96, due antifonari del XV secolo.
Monaco di Baviera 12102, XV sec .; articolo 12122.
Berlino 702, del XV secolo.
Beaune 27, del XV sec.
Grande Chartreuse 817, antifonario diurno, risale al 1537.
Inni:
Collezioni più o meno complete di inni possono essere trovate nel mss. a seguire:
Parkminster A33.
Berlino 712
Grande Chartreuse 824.
Brit. Mus. Inserisci. 3I384.
Loches 3.

1578 – Graduale, Parigi.
1588 – Inno, Lione.
1612 – Antifonario, Pavia.
I629 – Vesperal-Hymnaire, Siviglia.
I630 – Graduel, Siviglia.
I630 – Petit Antiphonaire abrege, Lione.
1673 – Salterio, Lione.
I674 – Graduel, Lione.
1689 – Vesperal, alla Correrie de la Grande Chartreuse.
1700 – Antiphonaire, Villeneuve.
I70I – Vesperal, alla Correrie.
170I – Hymnary, a la Correrie.
I70I – Salterio, a la Correrie.
1756 – Graduale, Castres.
1789 – Vesperal, Grenoble.
1789 – Inno, Grenoble.
I868 – Metodo del canto semplice secondo il rito e gli usi certosini, Avignone.
Dal I876 al. Alla fine del secolo si susseguirono le edizioni della tipografia della Certosa di Notre-Dame des Pres, Montreuil-sur-Mer:
1876 Antifonario.
1876 Hymnal.
1878 – Antifonario diurno, detto anche Vesperal.
1878 – Graduale.
I878 – Manuel (specie di Processionale).
1881 – Breve antifonario, recante le melodie del salmo invitante, i versi dei Repons, le intonazioni, ecc., In vista della preparazione individuale.
I896 – Hymnal.
I897 – Graduale.
I898 – Antifonario diurno.
I900 – Antifonario.
1900 – Manuale.
Tutte le edizioni di Montreuil sono in notazione senza distinzione di neumi.
Recentemente è stato messo in uso un Hymnal ad codicum fidem et ad instar manuscripti, datato 1959 “Sumptibus Majoris Cartusiae“. Segna il ritorno alla notazione neumatica attualmente in uso ovunque.

Il canto dei certosini VIII

coro dei fratelli

coro dei fratelli

Prosegue oggi l’approfondimento sul canto certosino, estratto dal testo scritto da Dom Benoit du Moustier Lambres, quindi fonte fedele, ed esplicativo sul canto dei certosini.

Ecco a voi l’ottavo capitolo….

LE CHANT DES CHARTREUX

Dom BENOIT-M. LAMBRES, O. Cart. (certosa di La Valsainte)

VIII

LA VERSIONE CERTOSINA ATTRAVERSO GLI ANNI

La versione certosina del cosiddetto canto “gregoriano” è stata mutuata, nel I secolo, da quella donataci dal Mss. del ramo Aquitania della tradizione universale, ed è più particolarmente legato al mss. a seconda delle due metropoli di Lione e Vienne.

Il mss. Gli stessi certosini accusano, sin dall’inizio, solo lievi differenze tra loro. Tuttavia, questi risultano essere significativi e consentono di classificare i mss. A33, Mi e un graduale senza dimensione, proveniente dalla vecchia Chartreuse de Portes e risalente alla prima metà del XIV sec. (e forse anche il graduale di Loches ms. 16) come formazione di una famiglia la cui origine sembra essere collocata nella Certosa di Portes.

Verso la fine del XII sec., Il mss. denotano un certo numero di correzioni tendenti ad una più assoluta unificazione della versione certosina. Non ci è stato dato di trovare il ms. essendo servito da prototipo per il textus receptus così sviluppato. Le correzioni, anche se generalmente non molto radicali, non erano sempre migliorative, e le versioni primitive, spesso visibili sotto i graffi del ms. A33, S, Ma e altri, sono spesso più vicini ai migliori mss. precartusiani. Il textus receptus , dalla sua fissazione intorno al 1200, fu copiato e successivamente stampato, con forse ineguagliabile accuratezza. Le edizioni attualmente in uso – risalgono all’ultimo quarto del XIX secolo. – riprodurlo ancora con sorprendente accuratezza. Così sentiamo affermare a Solesmes che, se conosciamo un manoscritto di un canto certosino, li conosciamo tutti.

Fanno eccezione, però, le “correzioni” che, verso la fine del XVII secolo, furono introdotte dallo zelo smodato dei certosini dell’epoca per adeguare i loro testi liturgici alla Vulgata. Queste correzioni del testo hanno portato abbastanza spesso ad alterazioni melodiche, generalmente non molto gravi. Queste modifiche testimoniano talvolta nei loro autori di un significato “gregoriano” sorprendente per questo periodo. I due cambiamenti veramente radicali sono stati effettuati con notevole senso musicale e ritmico.

La prima riguarda l’Offertorio Confortamini, che, in rito certosino, compare il venerdì del IV tempo di Avvento, e, in quello romano, il mercoledì.

La parte Ecce enim Deus noster retribuet judicium: ipse veniet et salvos nos faciet è diventata nei nostri libri: Ecce Deus vester ultionem adducet retributionis: ipse veniet et salvabit vos, con un adattamento di grande successo della melodia primitiva . Il secondo cambiamento radicale riguarda il Deus Introit, dum egredereris, il mercoledì di Pentecoste. I “correttori” del XVII secolo. ha ritenuto necessario completare il testo aggiungendo: terra mota est, caeli distillaverunt, che ha richiesto uno spostamento dell’Alleluia e una creazione metodica per le parole aggiunte, il tutto eseguito con gusto.

Nello stesso periodo compare per la prima volta un libro di cori certosino, in esso si abbandona il vecchio raggruppamento di note in figure neumatiche: è il Salterio del 1673, seguito nel 1674 da un Graduale nella stessa notazione. D’ora in poi, fino alle edizioni di Montreuil attualmente in uso comprese, le note saranno sempre taglienti e sommate tra loro senza distinzione di neumi.

Il grande colpevole delle innovazioni sembra essere stato il generale dell’Ordine Dom Innocent Le Masson (I675-I703). Non comprendendo nulla della composizione e del ritmo gregoriano, intraprese una radicale revisione del canto certosino per allinearlo alle idee del suo tempo sulla quantità nella lingua latina. Riuscì a far stampare alla Correrie de la Maison-Mere un Antiphonarium Diurnum (I689), il cui Monitum annunciava queste correzioni volte a “non ferire le orecchie degli stranieri che frequentavano gli Uffici”! Nelle intonazioni e nei finali, le penultime note (e anche i antepenultime) sono stampate come doppie note; Inoltre, la quantità di note è stata spostata per abbinare lo sviluppo melodico alle sillabe lunghe e accentate. Nel graduale del 170I si trovano alterazioni dello stesso tipo.

Fortunatamente, il senso della tradizione era più forte tra i Priori ceh componevano il Capitolo Generale che solo nel Generale dell’Ordine: alle innovazioni musicali di Dom Le Masson non è stato permesso di sopravvivere a lui. Dopo la sua morte, furono stampati quaderni contenenti la vecchia versione di tutti i passaggi “corretti”, con l’ordine di ritagliarli e incollarli sulle sfortunate innovazioni.

Il Collegio ha sempre professato avversione per i nuovi Uffici, e, se ha ammesso nuove feste, ha generalmente provveduto a conferire loro il corrispondente Ufficio del Comune. Così anche san Bruno dovette accontentarsi della Messa e dell’Ufficio dei Confessori Comuni, compresi gli inni. Questo gli assicurava canzoni di ogni bellezza e puro sapore gregoriano; inoltre, i testi venerabili di questo Ufficio si rivelano alle anime meditative come mirabilmente adatti al Santo Fondatore.

Gli unici uffici (e messe) relativamente recenti nel repertorio certosino sono quelli dell’Immacolata Concezione (I864), del Santissimo Nome di Gesù (I597), della Santissima Trinità (Messa II70 / 80, Ufficio 1582), del Sacro Cuore di Gesù (1783) e la Trasfigurazione (I582). Si noti che la Messa e l’Ufficio del Santo Nome di Gesù erano composti interamente da brani del repertorio antico. Le Messe del Sacro Cuore e dell’Immacolata Concezione contengono spesso adattamenti ben fatti di antiche melodie. Gli adattamenti della Messa della Trasfigurazione avrebbero un disperato bisogno di raffinamento. La stessa osservazione vale per gli adattamenti di antiche melodie ai testi delle Messe votive introdotti nel secolo scorso. Le revisioni ad codicum fidem, supportate da una seria documentazione, sono in corso dall’inizio di questo secolo. I loro risultati stanno iniziando a tradursi in pratica corale.