• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    luglio: 2022
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 635 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


La morte d’amore

Ed eccoci giunti miei cari amici lettori al termine di questo mese di giugno, nel quale vi ho offerto diversi testi di autori certosini sui quali abbiamo meditato la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Oggi per concludere, vi propongo un testo di Dom Giovanni Battista Simoni estratto da un libro che scrisse e pubblicò nel 1924, esso rimane quello maggiormente conosciuto e diffuso: “Manete in dilectione mea”. Il contenuto dello scritto l’ho trovato davvero delizioso per una profonda riflessione.

statbn

Amare il Cuore di Gesù significa saper soffrire molto, sempre, da soli, in silenzio, col sorriso sulle labbra, sotto lo sguardo di lui che scruta i cuori, nell’abbandono completo delle persone care, senza essere compresi, senza essere compianti e consolati; saper nascondere come un tesoro inestimabile, in fondo all’anima trafitta e dolorante, in mezzo al cuore coronato di spine il sacro “mistero della croce”.

Amarlo vuol dire dimenticare noi stessi e le nostre miserie per ricordarci solo di lui, che è la risurrezione e la vita, gettare in quel Cuore adorabile ogni ansiosa sollecitudine di progresso spirituale, e quando pure ci vedessimo caduti per la centesima volta nelle stesse imperfezioni, rialzarci sempre con prontezza con umiltà e con pace, confidando nel perenne miracolo della sua grazia onnipotente, riposandoci nella dolcezza infinita d perdono di Dio.

Amare il Cuore di Gesù significa venerare nei sofferenti le stimmate gloriose del Crocefisso, e circondare d tenero affetto le loro membra livide e straziate, nelle quali egli rinnova ogni giorno e perpetua nei secoli il poema ineffable della sua Passione.

Amarlo significa soffrire con lui per le sue pene, e riparare in modo affettivo ed effettivo, pratico, efficace, infaticabile, generoso, intelligente, per i delitti enormi coi quali i suoi nemici profanano la sua Persona, conculcano il suo onore, avviliscono nel fango la sua dignità, insultano chi lo rappresenta, e contemporaneamente espiare per le colpe – materialmente forse meno gravi, ma formalmente più ingiuriose – di quanti dovrebbero per professione e per libera scelta essere i suoi amici, e invece.. “di nuovo crocifiggono…”(Eb 6, 6).

Amare il Cuore di Gesù significa favorire ed aiutare «con la santità e la sincerità che vengono da Dio» (2Cor 1, 12) chiunque fatica per la sua gloria, rinunziando senza rammarico, per il bene comune, a pretesi diritti di precedenza o a brevetti di invenzione, coprendo col manto della carità debolezze e miserie, dimenticando nel silenzio e nel perdono parole amare gesti poco cortesi, evitando con cura puntigli d’onore, meschine gelosie e rivalità, che compromettono tanto spesso la dignità la riuscita del ministero.

Amarlo vuol dire compiere con fede e con sollecitudine il nostro dovere oscuro, nell’uniformità di una esistenza monotona e nascosta, senza pretendere approvazioni, senza denigrare chi emerge, senza intralciare, con mal celata invidia, le iniziative altrui senza esultare per il loro insuccesso, senza calpestare chi è caduto senza negare il merito o calunniare le intenzioni, in una parola senza impedire o condannare il bene, per il solo fatto che non porta la nostra marca di fabbrica: «Purché in ogni maniera.. Cristo venga annunziato» (Fil 1, 18).

Amare il Cuore di Gesù significa saperci contentare del necessario nelle cose materiali, e cedere lietamente il superfluo alle opere della Chiesa, al seminari, al monasteri poveri, alle missioni, alla sua università, a chiunque conosce la fame, il dolore, le strettezze, l’infermità, “le persecuzioni per la giustizia”(Mt. 5,10).

Amarlo vuol dire cambiar l’oro, l’argento, le gemme del nostro scrigno in quelle opere di carità illuminata che non temono la ruggine né i ladri: “far si che le pietre diventino pane” (Mt. 4,3), e che i doni immeritati dalla Provvidenza si cambino in strumenti di misericordia.

Amare il Sacro Cuore significa «ricambiarlo con tutto l’amore che richiede da noi; amore forte, che non si lascia piegare, amore puro, che ama senza secondi fini e senza interesse, amore crocefisso, amore di preferenza, d’oblio, di abbandono, per lasciare che il Sacro Cuore agisca, tagli, bruci, annienti in noi quanto gli dispiace. Ed ecco perché è tanto necessario lasciarci condurre da lui, e lasciarlo lavorare in noi – tutte le ore del giorno, tutti i giorni dell’anno, tutti gli anni della vita – lasciarci inebriare dalla follia della croce, compiere i sacrifici più duri, non solo con fedeltà e sottomissione perfetta ai suoi disegni, ma anche con gioia sovrabbondante: «Perché Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9, 7); e sia quando dona sia quando riprende i suoi doni, benedirlo nei secoli.

Amare il Cuore di Gesù vuol dire amare con passione la sua santa Chiesa, fiore verginale germogliato dal suo sangue, con un’adesione sempre più completa ai suoi precetti, diventando ognuno di noi “obbediente fino alla morte” (Fil 2,8).

Amarlo significa condividere cordialmente le gioie e le sofferenze del sommo Pontefice – «il dolce Cristo in terra» (Caterina da Siena) – e seguire in tutto e sempre, con docilità e prontezza, i suoi comandi, le sue esortazioni, le sue raccomandazioni, l’espressione dei suoi desideri, sotto qualunque forma e per qualunque mezzo ci siano trasmessi: accettarli pienamente, anche quando fossero contrari ai nostri modi di vedere, alle nostre corte vedute, alle pretese sempre nuove del nostro interesse, ai vuoti sofismi dei quali è così fecondo l’amor proprio ferito. Essere devoti del Cuore di Gesù significa bruciare dal desiderio di farlo conoscere e di farlo amare, di estendere il suo regno, di glorificare il suo nome, di compiere la sua volontà sotto qualunque aspetto ci si manifesti; significa amare gli uomini che costano il suo sangue: amarli tutti, amarli sempre, con purezza e sincerità, nella continua immolazione, immolazione perpetua, totale dei nostri gusti, dei nostri ideali, del nostro benessere.

(Manete in dilectione mea, pp. 105-110)

Un miracolo di S. Antelmo

miracolo s. Antelmo

Oggi 26 giugno ricorre la celebrazione di un santo certosino, Antelmo di Chignin, Vescovo di Belley. Di questo illustre personaggio dell’Ordine certosino vi ho già parlato in precedenti articoli, ma lo spunto per riparlarne mi viene offerto da un dipinto. La tela in oggetto, fu realizzata dal pittore Giacomo Cavedone, allievo di Annibale Carracci, il quale la realizzò tra il 1613 ed il1614 su commissione dei certosini della certosa di Bologna, per adornare una parete di una cappelletta della chiesa. Oggi il dipinto è esposto alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Il pittore volle raffigurare Antelmo in uno dei due miracoli attribuitigli, e più precisamente la guarigione di un uomo morso da serpente.

L’ambientazione lascia percepire che la scena si svolge in un ambito rurale per via degli arnesi sparsi intorno al giovane, il quale è posto al centro della tela. La gamba destra del malcapitato evidenzia una ferita da morso di rettile, che sanguina copiosamente, colui che lo sostiene pare mostrare al santo certosino le gravi condizioni in cui versa la vittima. Questi, disteso pare privo di sensi, esanime, ma alla vista di Antelmo sembra rapito dallo sguardo magnetico del santo, il quale fissandolo negli occhi gli impartisce una solenne benedizione, al fine di ottenerne una prodigiosa guarigione. Sullo sfondo vengono raffigurati due fratelli conversi ed un cavallo che accompagnavano Antelmo, ed i quali assistono meravigliati alla scena.

La fama quando era in vita,  ed il culto e la devozione, dopo la morte, verso questo pio certosino crebbe a dismisura, basti pensare che la città di Belley di cui era stato vescovo per diversi anni venne ribattezzata in onore del santo vescovo certosino Antelmopoli.

Rinnoviamo una prece per la sua memoria

Antelmo

PREGHIERA

Signore, tu che ami l’unità e la pace,
donaci per intercessione di San Antelmo,
di cercare sempre, insieme, la tua volontà e
lode con una sola voce, ed un solo cuore.

Amen

Il Cuore di Gesù, la città dove trovare rifugio

carto

Il testo sul Sacro Cuore di Gesù che oggi voglio proporvi è di un certosino della certosa di Norimberga. Fu stampato nella cittadina tedesca da Kaspar Hochfeder nel 1480. Parole semplici su cui meditare con fervore.

Sei un luogo di rifugio, per farmi salvo: sii per me come una casa
Salmo 30,3

O Signore Gesù Cristo, sorgente inesauribile di amore e di grazia, mi lodo e Ti ringrazio per la ferita della tuo santissimo costato che hai ricevuto dopo la vostra morte; per allora, o Santo dei santi, era tuo lato destro così profondamente trafitto dalla lancia del soldato, che il punto del ferro penetrato attraverso il tuo petto anche a mezzo del Tuo cuore tenero, e da questa grande ferita cominciò a scorrere per noi il flusso di guarigione di sangue e di acqua che fertilizza la terra e salva il mondo. O spargimento benefico e meraviglioso di sangue dal costato di Gesù addormentato sulla Croce nel sonno della morte per la redenzione del genere umano! Flusso O più puro e dolce di acqua, proveniente dal seno del nostro Salvatore per lavare via tutte le nostre macchie!

Mosè, nel deserto, ha colpito la roccia, e ne uscì acqua fresca destinata solo per l’uso e le necessità del popolo di Israele e le loro greggi; ma quando il soldato Longino senza paura con la mano robusta ha colpito la roccia con la lancia, vale a dire che, quando si fendeva il diritto costato di Cristo, c’è venuto fuori, allora e sempre più, una misteriosa fonte d’acqua e di sangue da cui la nostra casta Madre, la santa Chiesa cattolica, disegna i suoi Sacramenti. Eva è stata chiamata la madre di tutti i viventi, e si è formata da una costola del marito, Adamo. La santa Chiesa militante è chiamata la madre di tutti coloro che vivono per fede, e lei è formata dal costato di Cristo suo Sposo.

O grande, preziosa e amorevole ferita del mio Salvatore, tu sei più profonda di tutti gli altri, e ha aperto così ampia che i fedeli possono entrare in Te !O ferita da cui sgorgano le benedizioni illimitate e senza fine, ferita del costato inflitto per ultimo, ma diventata comunque la più celebrata! Chiunque beve profondamente dalla fonte sacra e divina di questa ferita, o prende anche qualche goccia, si dimentica tutti i suoi mali, sarà liberato dalla sete di piaceri effimeri e vili, sarà infiammato con l’amore delle cose eterne e celesti , e riempito con la dolcezza indicibile dello Spirito Santo. Poi sarà portata nella sua anima “una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna” (Giovanni 4: 14).

Inserire, anima mia, entrare nel lato destro del Tuo crocifisso Signore. Inserisci attraverso questa ferita benedetta nel centro della amorevole Cuore di Gesù, trafitto per amore di te. Prendere tuo riposo nelle fessure delle rocce riparate dai tempeste del mondo. Entra nella tua Dio! Coperto con erba e fiori profumati, il cammino della vita è aperta davanti a te. Questo è il modo di salvezza, ponte che conduce al cielo.
Il Cuore di Gesù è la città di rifugio in cui siamo al sicuro dalla ricerca del nemico. E ‘la città di rifugio, che ci difende da l’ira di un giudice arrabbiato. Questo cuore è la fonte inesauribile l’olio della misericordia per i peccatori penitenti veramente. Questo Cuore è la sorgente del fiume divino spuntano in mezzo al Paradiso per irrigare la superficie della terra, per placare la sete del secco e arido cuore umano, per lavare via il peccato, per spegnere i fuochi empi della concupiscenza, alla regolare i voli della fantasia e di placare l’ardore della rabbia. Avvicinatevi poi e prendere la bozza di amore da questa fontana del Salvatore, in modo che tu possa più vivere a te stesso, ma in Colui che è stato crocifisso per te. Dare il tuo cuore a Lui, perché Egli ha aperto il suo cuore a te. Non dare il tuo cuore al mondo, ma a Cristo tuo Signore. Dategli non sapienza mondana invano, ma alla Sapienza eterna. Dove puoi tu riposare più serenamente, soffermarsi in modo più sicuro, o il sonno più dolce rispetto nelle piaghe di Cristo crocifisso per te?
O tutto glorioso e più amabile Gesù, Creatore del mondo misterioso e invisibile della grazia, ospite Tu dei cuori amorosi, ad esempio crocifisso di anime schiacciate sotto il peso della croce, Tu che contieni tutte le ricchezze e tutti i doni del Cielo; Gesù, nostro Re, Salvatore dei fedeli, che hai voluto che il tuo santo costato dovrebbe essere aperto dal punto di lancia spietata, umilmente e con fervore supplichiamo ad aprire per me le porte della tua misericordia, e mi soffre di entrare per la larga ferita di tuo fianco adorabile e santissima, nel tuo cuore infinitamente amorevole, in modo che il mio cuore può essere unito al Tuo cuore da un legame indissolubile di amore. Ferisci il mio cuore con il Tuo amore. Lasciate che lancia del soldato penetri il mio seno. Sia il mio cuore aperto a Te solo e chiuso al mondo ed al diavolo. Proteggi il mio cuore, e il braccio contro gli assalti dei suoi nemici per il segno della tua santa croce.

Amen.

Gratitudine al Cuore di Gesù

carto
Ecco per voi un testo su cui meditare, l’autore è Dom Giovanni Giusto Lanspergio certosino particolarmente devoto al Sacro Cuore di Gesù.

Io ti celebrerò, o Signore, con tutto il cuore.
Salmo 110,1

Tu, dolcissimo Gesù, sei il mio unico amore, la mia salvezza, e la mia consolazione. O più fedele amico degli uomini, il mio Creatore e mio Redentore, la luce del mio cuore, il riposo della mia mente, e il rimedio della mia anima, io ti adoro. Tu Divina Riconciliatore di uomini, sostenitore più amorevole dei peccatori, che dài conforto agli afflitti, sollievo a coloro che lavorano, e al solo la loro ricompensa, io ti adoro. O Gesù, Vittima gradito agli occhi del Signore, Vittima onnipotente con Dio, Tu sei la pace-offerta il cui odore di soavità ha misericordiosamente inclinato verso di noi Dio Padre, che abita nel più alto dei cieli. Tu che hai costretto a cercare su di noi con amorevole gentilezza e la pietà, per portarci in Suo favore, e per farci eredi del suo Regno. O più Gesù misericordioso, lodo Te, ti benedica, e darà gloria per la tua infinita misericordia, inesauribile e traboccante verso di noi. Non era sufficiente per Te di essere il nostro Signore, nostro Creatore e nostro Protettore, tu vuoi diventare anche il nostro Redentore, il nostro fratello e nostro compagno di esilio! Tu hai avuto il piacere di prendere la nostra natura umana, per condividere la nostra debolezza e la povertà, e anche a presentare alla legge della morte. Questo è il motivo per cui, durante trentatré anni, Ti sei affaticato e sofferto tanto per procurare la nostra salvezza. O più compassionevole di Gesù, quante volte è stata suddivisa la stanchezza in seguito ai tuoi viaggi! Quante volte hai sofferto da fonti di calore, il freddo, la sete, la fame e la povertà! Quante volte sei stato disprezzato, insultato o rimproverato! E – ciò che è più bello di tutti – Tu hai finalmente ceduto la tua anima alla morte più ignominiosa e amaro per noi che eravamo i tuoi nemici!

Eppure, tutti questi segni di amore, e le grandi benefici elargiti su di noi creature vili e ingrati, non soddisfacevano la Tua carità inconcepibile. Durante trentatré anni Tu eri caricato con sofferenze e ignominia; ma, per espiare pienamente al nostro posto, c’era ancora una cosa che tu vuoi fare, dopo la vostra morte, nel sottoporre ad un ultimo oltraggio, quando Tu hai permesso ad un soldato crudele e insolente di perforare il Tuo Cuore più tenero, già ferito con il dardo del Tuo amore. Ma perché hai desiderio Tuo Cuore da trafiggere in tal modo da una ferita terribile? Ah! è stato che potremmo vedere tutta la profondità e l’ampiezza del Tuo amore infinito, e imparare con ciò che hai sofferto la carità per il nostro bene. Tu vuoi insegnarci che tutte le tue azioni erano animate dalla carità più perfetta. Tuo santo corpo era stato rotto e lividi per noi, e tu avessi Si offerto a Dio come sacrificio vivente, puro ed accettabile ai Suoi occhi. E ‘stato difficile per te da dimostrare in modo più chiaro o più perfettamente il Tuo potente amore per noi. Tu vuoi comunque aprire il santuario dell’amore stesso, e divulgare la bara mistica che contiene questo tesoro, aprendo a noi il tuo cuore, in modo da permetterci di vedere con i nostri occhi da dove è venuto tutto ciò che tu avessi fatto per noi. Non riservando nulla per te stesso, nel dare a tutti noi, anche il tuo cuore, non ti sembra come se Tu volessi dire a ciascuno di noi, la nostra ingratitudine e la freddezza, ahimè! Tu sapevi: Ecco, o uomo, e vedere tutto quello che ho fatto, tutto quello che ho sofferto per la tua salvezza. Tu eri Il nostro nemico, e ti hanno restituito il favore di mio padre. Tu devi vagare a caso come una pecora smarrita; Ho cercato di te lungo, con molta difficoltà e fatica, e quando finalmente ti ho trovato, ti ho portato in braccio, e ti riportai all’ovile celeste. Ma chinai la mia testa che potrebbe essere coronata di spine. Ho tenuto le mie mani e piedi per essere trafitto con le unghie. Con pazienza ho sofferto il supplizio della flagellazione. Ho versato il mio sangue fino all’ultima goccia; E il mio cuore era così infiammato di amore per te, che mi è stato lacerato e ferito sia internamente che esternamente. Infine, ho rinunciato a morte della mia anima che mi è piaciuta, e quindi consumato, dalla Mia perfetta e completa obbedienza, il lavoro della tua salvezza. Dopo di che, cosa ci può essere ancora da fare? Non ho più nulla da offrire a te .Tu vedi bene che il mio amore per te era forte come la morte, e il mio amore fa che ti posso avvicinare a me e te unisco a Me con l’amore. Eppure tu andrai lontano, e che hai te stesso separato da me. Bambino di Adamo, l’anima insensibile, se tutto quello che ho già fatto non è sufficiente a sciogliere il tuo cuore congelato, e fare una profonda impressione su di te, accettare il mio cuore, oltre a tutto quello che ti ho dato, e capire che cosa è. Ricevere il sangue che ne deriva. Se potessi fare qualcosa di più e avevi il diritto di pretenderlo, dovrei essere molto disposti a offrire a te. Chiedi a Me, Che fai ancora richiedo? Fai notare a me quello che sarà in grado di muoversi, di convertire te decidere di te ad amarmi, e certamente non voglio rifiutare di concederla.

Nel cuore di Gesù

carto

Cari amici, per cominciare questo mese di giugno dedicato alla devozione del Sacro Cuore di Gesù, ho scelto per voi un bel testo scritto da Dom Polycarpe de la Rivière. Come è noto i certosini sono molto devoti a questo particolare culto.

Prese in mano tre lance e le conficcò nel cuore di Absalom. Samuele 18:14

Nel Cuore di Gesù, anima mia, dirigiti e prendi il volo. Il Cuore di Gesù, le Sue Piaghe, le Sue Mani ei Suoi Piedi sono i tuoi elementi, il tuo centro e la sfera della tua dimora soprannaturale. Desidera solo avere sete di Lui, desidera ardentemente solo ciò che Egli si compiace di ispirarti. Al di là di Lui non c’è niente da guadagnare; fuori di Lui c’è tutto da perdere. Tutto è in Lui, niente dopo di Lui. Con Lui c’è tutta la felicità, senza di Lui ogni sventura. Venite dunque, venite con passi veloci e affrettatevi a raggiungere ed entrare là, o meglio ad essere suoi, come siamo già in Lui. Lui è in te e tu in Lui, più di quanto tu sia in te stesso. Lì posto tutte le tue parole, pensieri, azioni, affetti e intenzioni. Di’ con santo Giobbe che in questo nido morirai, e come una palma (o come la fenice) moltiplichi i tuoi giorni e torni in vita dalle ceneri della morte del tuo Redentore. Dagli cuore per Cuore, amore per amore. Allora sarai veramente trasformato in Lui, quando avrai reso la tua vita tutta conforme alla Sua, «non in gloriosa maestà, ma in umiltà di volontà», come dice san Bernardo; non desiderando altra gloria, o altra vita che Gesù Cristo. Gesù è la mia vita, la mia anima, il cuore del mio amore e l’amore del mio cuore! Il cervo, inseguito dai cacciatori e assetato, non desidera più ardentemente un corso d’acqua limpida per placare la sua sete, di quanto io desidero sopportare ogni sorta di difficoltà e sofferenze in questa vita, per poter essere unito più strettamente al mio Signore e al mio Dio!

O Dio, mio Dio! quando tutti i cristiani devono seguire Te come il popolo d’Israele seguiva Absalom, con tutto il cuore? Absalom – senza i suoi difetti – ha molte somiglianze con il Figlio di Dio. Absalom era il figlio di un re, Gesù Cristo è il Figlio del Re dei re. Absalom è stato il più bello dei figli d’Israele, e di Gesù più bello tra i figli degli uomini. Absalom appeso ed è morto su una quercia; Gesù appeso ed è morto sulla Croce. Absalom, con la sua morte, ha portato la pace nel regno di tutte le tribù d’Israele; e Gesù, con la sua morte, salva e redime il mondo intero. Absalom era il figlio di Davide; Gesù è nato alla stessa razza di Davide; entrambi sono stati messi a morte a molto grande beneficio dei loro sudditi e dipendenti, ed entrambi sono stati ammaccato e trafitto dai loro amici più vicino, più intimi e familiari. Il nome di Absalom significa in ebraico “la pace del Padre”; ma solo Gesù ci dà la vera pace con il Padre Eterno. Un soldato ucciso Absalom colpendo il suo cuore, e un soldato ha trafitto il cuore di Gesù con la lancia. Absalom stato perforato con tre lance; Gesù con tre chiodi, e una lancia il punto di cui ferito e transpierced il suo cuore con tre dardi di sofferenza indicibile. Il primo è stato il colpo crudele di tutte le torture agonizzanti della sua passione più ignominioso; il secondo, l’ansia estrema Si sentiva per il dolore inconcepibile e la desolazione della sua beatissima Madre; la terza, la durezza di cuore, la testardaggine e la dannazione eterna di Giuda e del maggior numero di questo popolo ingrato e incurante. Che strano è questo, che un colpo di lancia nel Cuore di Gesù Cristo, deve affrontare tre colpi distinti, e feriva molto profondamente tre altri cuori, quelli di sua Madre afflitta, di San Giovanni e di S. Maria Maddalena!

Preghiere per Maria

La_Virgen_de_los_cartujos,_de_Manuel_Bayeu_(Museo_de_Huesca)

Cari amici lettori a conclusione del mese di maggio, voglio offrirvi alcune brevi preghiere. In questo blog, spesso vi ho narrato vicende dei Fratelli conversi, proponendovi un ciclo di articoli dal titolo “vite esemplari“, nei quali si lodavano le loro esistenze speciali. I Fratelli conversi sono chiamati a cercare Dio nella solitudine e nel silenzio, ma la loro vita è meno rinchiusa nell’interno di una cella, perché devono assicurare lo svolgimento di compiti pratici che sono necessari per il buon andamento del monastero. Essi sono impegnati nei vari tipi di lavoro che, come saprete, sono detti “obbedienze”. Ciononostante, qualcuno di loro ha composto delle preghiere che vengono dal cuore, ho il piacere di offrirvene alcune, naturalmente in forma anonima come da tradizione.

statbn

Amare Gesù con Maria

Amare Gesù con Maria; con amore materno lontano, si vive come nell’aldilà laggiù, quasi come nell’eternità.

O Maria, ora arde in me il tuo amorevole amore, affinché io conosca Gesù che dimora teneramente in te.

Con te, fammi vedere Gesù vivere con il Padre, fammi fidare dello Spirito di Dio, che tesse il vero amore.

Con te voglio amare Gesù O Maria, sempre, allora niente più mi rattristerà, perché l’amore ci dilata.

stelle sette x

Lasciami fare tutto con te

Lasciami fare tutto con te lasciami riposare sempre in te

Maria.

Madre, dammi il tuo sguardo perché è la mia quieta felicità,

Maria.

I tuoi occhi mi guardano dolcemente Gesù, ornamento di Dio,

Maria.

I tuoi occhi dolci e delicati vedere la presenza di Dio,

Maria.

stelle sette x

Oh Maria, vieni da me

O Maria, vieni da me rendimi completamente tutt’uno con te!

stendi il tuo cappotto proteggi me e la casa di Dio!

proteggi dolcemente la tua chiesa, che la tua immagine risplenda in lei: la tua purezza, amore, luce, il tuo volto umile,

Sopra le paure, le preoccupazioni, le sofferenze, madre, distendi il tuo mantello, trasformale in una rugiada celeste di visione indicibile di Dio!

Nel centro più profondo della stella c’è una luce: il nucleo dell’essere. Facci vedere tuo figlio qui davanti al trono di Dio con te.

stelle sette x

Prendimi, Maria, tenera

Prendimi, Maria, teneramente in tua presenza! Sono il tuo bambino più piccolo, fidati di te completamente e ciecamente.

Maria, sei bellissima, fammi vedere sempre. Sei il paradiso di Dio, sei così dolce anche per me. Perché il tuo amore è puro come un sole che tutto addolcisce per me, Maria, saluti.

Tu sposi la madre di Dio, figlia, madre, sposa, tu sei la più pura beatitudine della Trinità.

AMEN

DUD60DiWsAAs92B

O Madre affettuosa

Mad

Oggi, cari amici lettori, vi propongo una deliziosa preghiera concepita da Dom Giovanni Giusto Lanspergio. L’autore, come sappiamo, era un grande amante della Madonna, che vedeva come madre. A seguire il testo delizioso che vogliate apprezzare e recitare con profonda devozione.

O Madre affettuosa, che sei stata crudelmente ferita da questa stessa lancia”

O Madre affettuosa, che saprai comprendere quale immensa tristezza, quale angoscia sei stata crudelmente ferita da questa stessa lancia entrata anche nella tua devotissima anima! Quale angoscia ancora più difficile da descrivere si afferrò al tuo Cuore, quando la lancia del soldato, rossa di sangue, si ritirò dalla ferita, e quando dai tuoi Occhi pieni di lacrime vedesti il Sangue uscire dalla ferita, mescolato con un’acqua molto limpida! O viscere materne piene di dolcezza e di tristezza, quante volte in questo triste giorno sei stata ferita! Che crepacuore, che sofferenze ti hanno crudelmente spezzato! Quanti singhiozzi ti hanno sollevato e schiacciato! Quali dolori sono stati il tuo nutrimento! Quali dolori ti hanno bruciato! Quale veemente fuoco d’amore ti ha invaso! Che peso di passione ti ha schiacciato sotto il torchio per strappare lacrime ardenti e inesauribili! Per tanto dolore ti lodo, ti benedico, ti glorifico e ti elevo sopra ogni cosa per l’eternità e oltre, migliaia e migliaia di volte, con tutto l’amore della Santissima Trinità, con l’affetto di tutte le creature che ti venerano ; Ave, Beata e Immacolata Vergine!»

Così sia.

Il silenzio di Maria

certosino e vergine silenzio

Ancora un articolo per celebrare Maria. Oggi una meditazione estratta dalla “Vita Christi di Ludolfo di Sassonia“, un breve testo che evidenzia il silenzio di Maria, su cui meditare ed a cui fa seguito una dolcissima preghiera rivolta alla Vergine. Il silenzio è una delle caratteristiche fondamentali della Madre di Dio, prima discepola di Gesù, che conserva nello scrigno del suo cuore di madre tutti i misteri del Figlio di Dio.

Maria, “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”(Lc 2,19).

Maria si estese nel canto [del Magnificat] a lode di Dio. Altrove ha detto pochissime parole. Il Vangelo fa riferimento alle parole che disse: due volte con l’angelo; “Come avverrà questo?” e “Ecco la serva del Signore”; due volte con Elisabetta, quando la salutò e quando disse: “L’anima mia magnifica il Signore”; due volte con suo Figlio, [una volta] nel tempio: “Figlio, perché ci hai fatto questo?” e [un altro] alle nozze, “non hanno vino”; e una volta con coloro che servivano: “Fai quello che vi dice”. Parlava sempre con poche parole, tranne il canto dove parla con suo Figlio. È da notare che queste sette parole le pronunciò in quattro occasioni, ogni volta con evidente utilità. Parlò quattro volte e furono compiuti quattro miracoli. All’annuncio dell’angelo concepì Dio. Durante la visita a Elisabetta il bambino le è saltato in grembo di gioia. Alle nozze, Gesù trasformò l’acqua in vino. Nel tempio, Gesù tornò e fu loro sottomesso.

Libro 1, cap. 6, n.10.

Preghiera

Vergine delle vergini, Maria, che «non aveva somiglianza né prima né dopo»; prima tra le donne, hai fatto voto di preservare la tua verginità, e questo dono glorioso hai offerto a Dio senza averlo appreso da nessuno.
Adornato di questa e delle altre virtù, hai gradito a Dio, e un esempio di vita a tutto ciò che hai lasciato. Imploro la tua immensa bontà, che tu, mia suprema consolazione, guidi la mia vita. Possa tu farmi imitare, per quanto posso, le tue virtù e concedimi che la tua grazia mi accompagni sempre.

Amen.

Il Magnificat di un certosino

Virgen de Las Cuevas e certosini

Per cominciare il mese di maggio, dedicato a Maria, ho scelto per voi miei cari amici un testo concepito da un certosino, una vera lode, un sublime Magnificat.

A voi tutti buona lettura, e che sia utile per l’inizio di questo mese mariano. Ho inserito qui la traccia audio del Magnificat cantato dai monaci…una vera delizia.

Il Magnificat di un certosino

(Parafrasi)

La Vergine Madre è costantemente presente nel cammino di fede del Popolo di Dio verso la luce. Lo dimostra in modo particolare il cantico del Magnificat che, provenendo dalla profonda fede di Maria, non cessa di vibrare nel cuore della Chiesa lungo i secoli» (Giovanni Paolo II. RM 35).

Vorrei invitare il mondo e tutte le cose create a cantare a te, amata Regina, con venerazione e amore, che come ogni angelo quando ti guarda ti venera, così tutta la terra deve vibrare in tuo onore. Cantiamo dunque alla nostra Madre Celeste, alla “Grazia” di questa terra. l’imperatrice di Sion. Spalanchiamo i torrenti della tenerezza, e nei nostri cuori sgorga la pietà pura e filiale. Oggi della mia santa Madre canterò il canto sacro, perché più volo si leva cantando ciò che canta, per essere da lei creata.

“La mia anima proclama la grandezza del Signore”.

Mi unisco, mia Regina, a questa tua alta lode, sperando che un giorno la continuerò nella gioia della beatitudine. Cantate insieme il celeste e il terrestre in suo onore, santo inno gloria a lei, fanciulla del Signore.

“Il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”.

Mi rallegro dell’amore che professi con tanto fervore al Signore eterno, per il quale chiedo fervore per piacergli, misericordioso. Pura Vergine, Madre Santa, amiamo andare da te; chi aspetta fiducioso, non dimenticato vive qui.

«Perché ha visto l’umiliazione del suo schiavo».


La tua incomparabile umiltà piacque così tanto all’Eterno che l’augusta Trinità ti riempì di santità e ti fece un “Tempio Santo”. Conserva il mio d’ora in poi, Signora, il tuo è: ti offro arreso, il suo palpito, come vedi.

“D’ora in poi tutte le generazioni si congratuleranno con me”.

Mi rallegro, mia Regina, che tutti i secoli ti chiamino “Regina dell’amore e della gioia” e in cielo e in terra tutti gli esseri ti amano. Tanto il grande quanto il piccolo che è padrone o servo, in unione fraterna ti amano e ti acclamano con fervore.

Perché il Potente ha fatto in me grandi opere.”

La Sacra Incarnazione del Figlio dell’Eterno Dio è l’azione più grande che risplende nella Creazione e nel suo governo divino. Non c’è mai stata un’altra creatura con un tale dono. Sei solo “piena grazia”, solo riempi il cuore.

“Il suo nome è santo e la sua misericordia raggiunge i suoi fedeli di generazione in generazione”.

Per la tua intercessione, spero ferventemente e così raggiungo dal Signore eterno la speranza, la fede e l’amore per potermi salvare. Se chi pecca si pente, presto si sente chiamato; lo chiami tutto affabile per essere gentile con Dio da portare.

“Fa prodezze con il suo braccio.”

Con il suo braccio potente Dio ha fatto mille meraviglie, anche se guarda piamente colui che geme pauroso e alle anime semplicissime. Nel tuo aiuto chi confida, o Maria!, sarà salvo; e in cielo alla tua presenza canterà la tua eccellenza.

“Disperde i superbi nel loro cuore”.

E per lo stesso motivo, dal suo cuore bandisce il cuore superbo, che ignora la sua condizione di essere fatto di terra. O Maria, mia Regina, o Signora del Cielo! Oggi, per favore, accetta il mio cuore filiale.

“Deponi i potenti dai loro troni”.

Adoro il tuo giusto giudizio, Signore onnipotente, che ricompensi il servizio umile e condanna al supplizio il superbo peccatore. Perché sono sempre riposata e fiduciosa in te, e perciò d’ora in poi, a te, Signora, mi dono.

“E esalta gli umili”.

Ebbene, è sempre stata l’umiltà propria della nostra condizione, che ha attirato la bontà di Dio, donando santità ed elevazione al cielo. Canti il mondo riconoscente, colui che si è donato alla Madre del buon amore e si è consegnato nel suo grembo non è perduto.

“Riempie gli affamati di cose buone”.

Anche a chi geme affamato di ciò che ti piace, tu dai grazia, sostentamento, mentre lasci assetato l’abominevole peccatore. Illumini ogni mente che si sente occupata in te. Gli dai ispirazioni e movimenti per agire.

“Aiuta Israele suo servo”.

Che tu mi riceva per le mani di Maria, spero; che tutto a te quando ti ho incontrato, mi sono dato, per amarti notte e giorno. Ella muta ogni dolore in piacevole dolce pace, se ci mostra amore, tuo glorioso Santo Volto. “Ricordando la sua misericordia.” Ricorda allora, Signore, da me, per questo bene; E così gemevo peccatore, venni a raggiungere il mio timore con viva fede e carità. Madre, prega fin da ora e nell’ora dell’espirazione, di andare con grazia dalla terra al cielo per riposare.

Come avevo promesso ai nostri padri, a favore di Abramo e della sua discendenza per sempre”,

Fermo nella tua parola spero, o mio Dio, di poterti vedere; mentre io continuo sulla via che Cristo ha seguito prima per compiacerti. Mamma, se dici: “È mio figlio”, vero, certo, tranne che lo sono; e, perciò, oggi ti amo e ti accolgo MADRE. Perché la gioia eterna sia il tuo tenero servitore, come uno schiavo si arrese a te, posseduto dal tuo amore. “Magnificat!” là canterò, vedendomi sempre al tuo fianco e salvata per sempre in canti che mi disfarò. Rifugio, Avvocata, Guida, Faro del porto eterno, tutto questo e altro è María. Amarla è salvarsi davvero!

Un certosino

Dionigi di Rijkel per l’Immacolata

BRUNO E IMMACOLATA

Eccoci giunti al giorno in cui si celebra la Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ho scelto per voi, una sublime preghiera di Dionigi di Rijkel, estratta dalla sua opera De Præconio B. V. Mariæ. Vi lascio a questa dolce orazione, frutto di una devozione speciale.

Ho una parola da dirti, o Maria incomparabile e deiforme, Maria, Madre dolcissima e più bella di tutte le donne: spanderò, come fosse acqua, il mio cuore alla tua presenza, mia Signora. Ti loderò e ti esalterò, gentile fanciulla. innalzerò il tuo nome, colomba purissima e castissima; mi rallegrerò ed esulterò in te, singolare e celebratissima sposa di Dio; Sarò abbagliato a contemplarti, onestissima Maria; Tu sei gentile e sempre desiderabile con me, o Maria traboccante di bontà, che non mi hai sottratto il tuo aiuto fin dall’inizio della mia vita, e che mi hai fatto dono del tuo affetto e del tuo nome quando, mentre ero ancora un adolescente, non sapevo ancora distinguere il bene dal male. Tu sei degna d’amore, o Signora, che Dio ha amato e della cui figura si è innamorato; in cui non posso trovare altro che gentilezza e dolcezza, misericordia e mansuetudine, carità e onestà; sei tutta bella e non c’è macchia né sulla tua anima né sul tuo corpo; ornamento e gloria delle donne, onore e gioia degli uomini, nostra speranza e avvocata: tu superi la purezza degli spiriti angelici, che superi in santità; tu sei colei che ha più pietà dei miseri, un amante ardente, forte ed una protettrice fedelissima”

“Degnati di accogliere le mie lodi, o Vergine Santa e Maria Santissima!”

A M E N

SAMSUNG CAMERA PICTURES

       Cappella dell’Immacolata (certosa di Trisulti)