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Come onorare il Cuore di Gesù

Lanspergio (affresco nel refettorio della certosa di Calci)

Cari amici, per cominciare questo mese di giugno dedicato alla devozione del Sacro Cuore di Gesù, vi offro uno splendido testo con preghiera di Dom Lanspergio. Come sappiamo i certosini sono particolarmente devoti a questo particolare culto.

Come onorare il Cuore di Gesù

Gesù all’anima fedele:

Anima cristiana, ti insegnerò come onorare le mie piaghe, in particolare quella del mio cuore divino che è stato ferito per amore tuo. Dopo la mia risurrezione, ho mostrato le ferite delle mie mani, dei miei piedi e del mio fianco ai miei apostoli, dicendo loro: guardate, toccate, guardatemi attentamente. Lo hanno fatto senza indugio. Imitali. Se vuoi toccare, in spirito, la Ferita del Mio costato, considera con profonda gratitudine l’amore del Mio Cuore, che Mi ha portato a sceglierti da tutta l’eternità per essere Mia figlia ed erede del Mio Regno.

Offrimi questa preghiera:

Signore di infinita misericordia, attraverso questa Ferita di intenso amore, attraverso questa Ferita così grande che può contenere la terra, i cieli e tutto ciò che è in essi, unisco il mio amore al Tuo amore divino, affinché , in questo modo e per mezzo di esso, il mio amore può essere reso perfetto, può perdersi nel tuo ed essere mescolato con esso come due metalli liquefatti dal fuoco e mescolati insieme formano uno solo. Possano le nostre due volontà diventare una sola, o meglio, la mia sia totalmente unita e sempre in perfetta conformità con la tua. Nella fornace ardente del tuo cuore, in questa ferita d’amore, getto i miei affetti, le mie inclinazioni, i miei pensieri e i miei desideri, che tutto ciò che è coperto di ruggine e contaminazione, tutto ciò che è imperfetto e in disordine, possa essere distrutto dalle fiamme. Allora il mio cuore, tutto purificato e rinnovato, sarà completamente consumato in Te e per Te.

Amen

Pregando la Vergine Maria

Fratelli in preghiera alla vergine

In questo blog, spesso vi ho narrato vicende dei Fratelli conversi, proponendovi un ciclo di articoli dal titolo “vite esemplari“, nei quali si lodavano le loro esistenze speciali. I Fratelli conversi sono chiamati a cercare Dio nella solitudine e nel silenzio, ma la loro vita è meno rinchiusa nell’interno di una cella, perché devono assicurare lo svolgimento di compiti pratici che sono necessari per il buon andamento del monastero. Essi sono impegnati nei vari tipi di lavoro che, come saprete, sono detti “obbedienze”. Ciononostante, qualcuno di loro ha composto delle preghiere che vengono dal cuore, ho il piacere di offrirvene alcune, naturalmente in forma anonima come da tradizione. Per questo mese di maggio ecco per voi due orazioni dedicate alla Vergine Maria.

* * * * * * * 

O Maria il tuo amore

O Maria, il tuo amore circola nel profondo di me; tutto oscuro, tutto nuvoloso si trasforma in ornamento di Dio! O Maria, amore, amore, amore sei tu, Regina; fammi praticare in lei che l’amore è il mio significato nella vita. O Maria, dammi amore per Dio e il suo Spirito; per favore, Dio mi guidi e mi nutra con l’amore più puro. O Maria, immergimi profondamente nel tuo amore, così che con te penso sempre e solo alla Trinità.

* * * * * * *

A Maria

Maria, costruisco il tuo povero bambino interamente su di te. Non sto guardando me stesso. Mi fido ciecamente di te. Sono tuo per sempre. Sei la mia protezione e il mio scudo nell’afflizione e nel dolore. Sei così dolce e gentile, consolazione della solitudine. Guardo spesso la tua immagine. Quando la tentazione sogghigna nella notte profonda dell’anima, quando tutto in me geme dal profondo pozzo della morte, il mio cuore si appoggia a te. O vergine, madre mia, tu conosci l’angoscia dell’anima. Sai che solo noi siamo dediti alla morte. Solo Dio è luce ed essere. A Dio guidaci nella luce, a Gesù, tuo Figlio, affinché la sua grazia irrompa nel cuore dal trono della croce. Mostraci il suo volto!

Amen

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Dom Lanspergio e la Madre Buona

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Eccoci giunti al mese di maggio, il mese dedicato alla Madonna. Una devozione speciale, che ha spinto molti monaci certosini a dedicare a Maria, meditazioni, testi e orazioni.

Oggi vi propongo una deliziosa preghiera concepita da Dom Giovanni Giusto Lanspergio. L’autore, era un grande amante della Madonna, che vedeva come madre.

A seguire un delizioso video con l’audio del suggestivo canto Ave Maris Stella.

“O Maria, permettimi di guardarti, riverire e amare come mia Madre Buona”:

 

Tante quante sono le gocce d’acqua nel mare, le stelle nel cielo, gli spiriti benedetti tra gli innumerevoli eserciti di angeli, le foglie in tutti gli alberi, i fili d’erba sulla terra; tante volte dal profondo del mio cuore, ti saluto, o nobilissima, preziosissima, bellissima, gloriosissima e molto dignitosa Madre di Dio, potentissima Regina del cielo, molto amabile e dolcissima Maria, Sovrana Signora dell’ universo, e ti saluto in unione dell’Amore e per il Cuore del tuo diletto Figlio e di tutti coloro che Ti amano; e in onore di questo amore incomparabile per cui il Figlio di Dio ti ha scelto, amato e onorato come sua degna Madre e si è donato a te per essere il tuo unigenito Figlio, permettimi di guardarti, riverire e amare come mia Buona madre, e di offrirmi e di dare a Te per essere nel rango dei tuoi figli, sebbene infinitamente indegni. Ti prego, Santissima Madre di Dio, di accogliermi in questa veste e di assicurare davanti a Dio che sono tutto tuo, mia dolcissima e fedelissima Madre, mia Gioia e mia Corona ”.

Così sia.

 

Buon mese mariano!

Ave Maris Stella

«Ave maris stella,
Dei Mater alma
atque semper virgo
felix coeli porta.

Sumens illud ave
Gabrielis ore
funda nos in pace
mutans Evae nomen.

Solve vincla reis,
profer lumen caecis,
mala nostra pelle,
bona cuncta posce.

Monstra te esse matrem,
sumat per te preces
qui pro nobis natus
tulit esse tuus.

Virgo singularis
inter omnes mitis,
nos culpis solutos
mites fac et castos.

Vitam praesta puram,
iter para tutum
ut videntes Jesum
semper collaetemur.

Sit laus Deo Patri,
summo Christo decus,
Spiritui Sancto
tribus honor unus.

Amen

Il “medico dei poveri” è beato!

testata

Cari amici è con il cuore colmo di gioia che voglio comunicarvi che il “medico dei poveri”, è stato proclamato beato!

Da questo blog, nel lontano 2014, vi proposi un’articolo volto a farvi conoscere l’insigne Dr.José Gregório Hernández, il medico venezuelano con un trascorso da certosino. Il suo operato al servizio degli umili portò quest’uomo ad offrirsi a Dio anche se in maniera diversa da come egli avrebbe voluto. Nel 1949, dopo trent’anni dalla sua morte, a seguito di diverse grazie documentate, ebbe inizio il processo di canonizzazione. In seguito Josè Gregorio è stato dichiarato venerabile da papa Giovanni Paolo II il 16 gennaio 1986, e da quel momento l’intero popolo venezuelano e non solo ne attendeva la beatificazione. Il 9 gennaio 2020 la Commissione Medica della Congregazione per le Cause dei Santi ha approvato il miracolo attribuito alla sua intercessione, lo stesso è accaduto il 27 aprile 2020 con la Commissione Teologica. Il 19 giugno 2020, la Congregazione per le Cause dei Santi ha promulgato il decreto con l’autorizzazione di Papa Francesco per la beatificazione del Venerabile Dott.José Gregório Hernández, quarto Beato del Venezuela. La beatificazione è l’ultimo passo prima della canonizzazione come santo. Fino ad ora nessun venezuelano è stato dichiarato santo dalla Chiesa cattolica.

Ebbene questo giorno tanto atteso è arrivato!

Lo scorso venerdi 30 aprile, lo stadio dell’Università Centrale del Venezuela è stata la sede della beatificazione del “Dottore dei Poveri”, in una cerimonia presieduta dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ex nunzio in Venezuela, svoltasi insieme a tutti i vescovi ed al popolo venezuelano.

La cerimonia purtroppo si è svolta con una capienza limitata a causa della pandemia di coronavirus.

Sabato 1 maggio, invece a Isnotú (Stato di Trujillo), città natale del nuovo beato, si terrà la Messa di Ringraziamento presieduta dal Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Cardinale Marcello Semeraro.

In una Lettera Apostolica firmata da Papa Francisco egli ha fissato come data per la celebrazione liturgica del Dr José Gregorio Hernández il 26 ottobre di ogni anno, che coincide con la data della sua nascita e che “è già per i venezuelani una tradizione celebrare quel giorno”. Il Santo Padre come riportato, ha accolto “con grande affetto” la notizia di questa beatificazione. Ha aggiunto che durante gli anni trascorsi in America Latina ha notato “il grande affetto del popolo del Venezuela” per il dottor José Gregório Hernández. “È stata una grande impressione, pochi santi sono così amati. Sono impressionato di vedere in questa persona un grande scienziato e grande insegnante e, d’altra parte, grande servizio e sollecitudine per i poveri ”.

In questo terribile momento, nel quale l’intero pianeta si trova a dover affrontare la crisi sanitaria ed economica che sta flagellando milioni di persone, possa l’intercessione di questo nuovo beato, che tanto ha fatto per i più deboli e sofferenti, concederci la viva speranza che presto tutto possa terminare.

Beato José Gregorio Hernández

ora pro nobis

immaginetta

“Parole dal silenzio” Santa Rosellina di Villeneuve

foto sigla

Cari amici voglio oggi proporvi la quinta puntata della trasmissione “Parole dal silenzio”, andata in onda lo scorso venerdi 23 marzo in diretta streaming su vari canali socialmedia. Ormai è un appuntamento fisso, questa rubrica dedicata alla spiritualità certosina ed alle figure di Santi e Beati della famiglia monastica di San Bruno. Questa puntata sarà incentrata sulla prima santa certosina, ovvero Santa Rosellina di Villeneuve. Biografia, aneddoti, miracoli attribuitigli, ed interpretazione della sua caratteristica iconografia sono stati al centro di questo approfondimento. Ma è stata anche fatta una preziosa premessa circa la descrizione del ramo femminile dell’Ordine certosino. Oltre al sottoscritto ed all’amico Marco Primerano, è stato presente anche Antonio Zaffino, entrambi hanno gradevolmente arricchito la puntata con i loro interventi.
Per tutti coloro che non hanno visto la trasmissione in diretta streaming, ecco il video della quinta puntata.

Da non perdere!!!

Buona visione

San Bruno in Costa Rica

Sb

       San Bruno ora pro nobis

Cari amici lettori ecco per voi oggi una curiosità segnalatami da un cartusiafollower della Costa Rica. Poco tempo fà vi ho parlato della parrocchia dedicata a San Bruno esistente a Reggio Calabria, al cui articolo vi rimando, ed oggi eccomi a parlarvi di una chiesa dedicata al Patrono certosino sita in Costa Rica!

Sorprendentemente nel piccolo stato dell’America Centrale, nella capitale San Josè vi è infatti la “Parroquia San Bruno Colima Tibas”

Provo a ricostruirne la sua storia…

La comunità di San Bruno non è sempre stata una parrocchia, prima era una filiale di San Juan de Tibás. Poi è diventato un Centro di Animazione Pastorale, e infine è stato istituita la Parrocchia il 3 novembre 1985, quando monsignor Román Arrieta Villalobos  l’ha dichiarata tale. La costruzione della chiesa parrocchiale iniziò nel 1957. Tuttavia, già dal 1959 la comunità era radunata in un cortile per celebrare l’Eucaristia. Non sempre è stata identificata con il nome di San Bruno, poiché nel 1959 essa era intitolata a “Cristo Re” ma 10 anni dopo, con lo scopo di servire i quartieri di Colima, fu deciso di dedicarla a San Bruno.
Da allora incessante prosegue una intensa attività parrocchiale, che vede una larga partecipazione popolare associata ad una speciale devozione al fondatore dell’Ordine certosino.

Per meglio farvi comprendere il fervore di questa comunità vi allego alcune foto ed un video della celebrazione dello scorso 6 ottobre. In questa data al termine della Novena in onore di San Bruno, i festeggiamenti sono proseguiti. con la cerimonia liturgica che ha visto la presenza di José Rafael Quirós Quirós, dal 4 luglio 2013 arcivescovo metropolita di San José di Costa Rica.

E’ entusiasmante pensare che il culto per il nostro amato San Bruno sia giunto fino in America Centrale, ed e è bello sapere che sia viva la devozione popolare.

Nel ringraziare chi mi ha segnalato la presenza di questa parrocchia bruniana, colgo l’occasione per invitare chiunque ne conosca altre, di segnalarmele.

Rendi il mio cuore simile al tuo

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Oggi cari amici, voglio proporvi una intensa preghiera di Dom Gabriele Maria Fulconis un certosino francese del XIX secolo. Un testo breve, ma pregno di profonda devozione.

*******

Redentore mio amorosissimo, tu ci hai promesso che ci darai tutto quello che ti chiederemo nel tuo nome. Eccomi ai tuoi piedi per chiederti, per i meriti del tuo divin Cuore, una grazia importantissima ed estremamente necessaria a me: dammi un cuore pienamente conforme ai tuoi sentimenti, un cuore così umile che conosca e ami il suo nulla, un cuore così paziente che sappia essere padrone di sé e calmare le sue inquietudini, un cuore che compatisca le miserie altrui e sia pronto a sollevarle, un cuore puro che tema persino l’apparenza e l’ombra del male, un cuore distaccato dai falsi beni della terra e che non desideri se non i beni eterni del cielo, e infine un cuore acceso d’amore per il suo Dio, il quale formi in questa terra la sua occupazione, la sua felicità, il suo unico tesoro. O Gesù, mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo.

Amen

In memoria di Santa Rosellina

Il miracolo delle rose (Dipinto di Valère Bernard)

Oggi, 17 gennaio ricorre la data della morte di Santa Rosellina di Villeneuve, ma che, come saprete, nel calendario certosino si celebra il 20 ottobre.

Dopo questa breve precisazione, voglio parlarvi in questo articolo a lei dedicato dei suoi ultimi attimi di vita e dei suoi molteplici miracoli, che si associano ai più noti, da me già menzionati. Proverò inoltre a rispondere ad alcuni interrogativi, celebrandone la sua memoria.

A Santa Rosellina, difatti vengono attribuiti prodigi accaduti sia quando era ancora in vita che successivi alla sua morte.

Si narra che nel 1310, quando era ancora in vita operò un leggendario prodigio liberando il fratello Hélion, Comandante dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, prigioniero dei Saraceni sull’isola di Rodi, pare che sia stato miracolosamente liberato dalle catene e trasportato in Provenza! Riferì di aver avuto una visione di sua sorella che gli apparve in una nuvola di rose.

Ma veniamo alla descrizione del suo ultimo giorno di vita terrena.

Rosellina aveva nel 1328 abbandonato il suo incarico da Priora, a causa delle sue debilitate condizioni fisiche, e difatti nel mese di gennaio del 1329 si aggravò. Le cronache narrano che in una fredda mattina del 17 gennaio, fu colta da una febbre violenta e che, nonostante la sua leggendaria energia, non riuscì a reggersi in piedi. Rimase dunque distesa sul suo letto di paglia e chiese di poter ricevere l’Eucaristia, tra le consorelle raccoltesi intorno a lei. Queste, non vollero credere che l’ora della sua fine era vicina, e si ritirarono per svolgere le loro solite occupazioni. Rimase vicino a sè la sola sorella Marguerite che sentì mormorare Rosellina con una flebile voce: “Addio, sorella mia, vado dal mio Creatore” e chiuse gli occhi per sempre!

La narrazione prosegue, indicando che nella cella si diffuse una luce soffusa, ed al contempo si udirono suoni soprannaturali, come il suono delle campane percepite in lontananza. Sorella Marguerite vide comparire in un alone i tre santi dell’Ordine certosino: san Bruno, il fondatore, sant’Ugo di Grenoble e sant’Ugo di Lincoln, tutti e tre con in mano un turibolo. Queste tre figure erano sovrastate dall’apparizione della Vergine, che aveva tra le braccia il bambino Gesù.

Estasiata da questa prodigiosa visione, sorella Marguerite rivolse lo sguardo a Rosellina e la vide alzarsi sul letto, stendere le braccia verso quelle figure, per poi ricadere lentamente esanime. All’età di 66 anni la sua vita terrena caratterizzata da un costante sacrificio, da digiuni, veglie ed austerità, si concluse.

Morte di santa Rosellina

San Bruno, il fondatore, Sant’Ugo di Grenoble e Sant’Ugo di Lincoln, tutti e tre con in mano un incensiere e la Vergine Maria, portando il bambino Gesù tra le braccia (Dipinto di Valère Bernard)

Rosellina sembrava riposasse, il suo viso così radioso, i suoi occhi così luminosi che tutti, prostrandosi, non poterono fare a meno di renderle omaggio come una persona privilegiata dal cielo. Il corpo mantenne la sua flessibilità, le pupille la loro luminosità e chiarezza. Santa Rosellina rimase così per giorni, contemplata con rispetto non solo dalle sue consorelle, ma da tutta la popolazione dei dintorni che era accorsa alla notizia della sua morte. Tutti volevano rendere un ultimo tributo alla loro benefattrice, soprattutto gli sfortunati ed i derelitti che lei aveva sempre aiutato. Pellegrinaggi formati da tutti i paesi vicini, da Les Arcs, Trans, Flayoscs, Draguignan, da Muy e persino da Fréjus si diressero presso la certosa a La-Celle-Roubaud. Per tre giorni una pio corteo composto da uomini, donne, infermi, ammalati, anziani e bambini entrò in certosa. Nonostante il freddo, la pioggia, la stanchezza, i pellegrini volevano vedere Rosellina un’ultima volta. Davanti alle spoglie miracolosamente conservate, i malati e gli infermi, innalzati dalla fede, osarono avvicinarsi, toccare le mani della Santa, contemplare i suoi occhi, implorare la loro guarigione.

I prodigi

I miracoli ebbero luogo nella cella. I malati furono liberati dai loro malanni, i paralitici riacquistarono la libertà di movimento, i ciechi riacquistarono la vista. L’ esaltazione collettiva durò fino all’ora in cui la santa fu portata nel chiostro dove sarebbe stata sepolta nel cimitero.

Qualche tempo dopo dal luogo della sepoltura avvenne quello che viene chiamato “l’odore di santità” difatti un dolce e potente profumo di rose si diffondeva prodigiosamente, pertanto le monache attonite lo condivisero con le massime autorità religiose.

Ottenuto il permesso di riesumare la salma fu fissata la data della cerimonia nell’11 giugno 1334, prima domenica dopo Pentecoste. Questa cerimonia di esumazione rivelò un grande miracolo. Dopo 5 anni trascorsi sotto terra, il corpo di santa Rosellina apparve intatto come nel giorno del suo funerale. Gli occhi azzurri in particolare, invece di essere stati spenti dalla morte, avevano conservato tutto il loro splendore e sembravano fissare gli astanti sbalorditi.

Fu allora che EIzéar de Villeneuve, nipote di Rosellina, che presiedeva la cerimonia in qualità di vescovo di Digne, ebbe l’idea di estrarre questi straordinari occhi dalle loro orbite e raccoglierli in un reliquiario per meglio esporli alla venerazione dei fedeli. Dalla sua riesumazione nel 1334 però vi sarà un vuoto di 280 anni, dove non si trovano più scritti riguardanti queste reliquie. Le vicende della certosa di la Celle Roubaud tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo narrano di un decadimento della disciplina da parte delle monache, che furono soppresse dal capitolo generale certosino nel 1420. La struttura ospitò vari ordini religiosi che si avvicendarono fino al 1504, quando la famiglia Villeneuve vi insediò una comunità francescana che sopravvisse fino alla rivoluzione francese. Verosimilmente, il corpo di Santa Rosellina in questi tempi travagliati fu cautamente nascosto nei sotterranei. Il corpo della santa riapparve solo nel 1614, è ancora interamente conservato, ad eccezione delle labbra, la cui carne cominciò a seccarsi.

corpo santa rosellina

Uno dei due occhi, ancora oggi visibili in un reliquiario datato 1883, non ha però più il suo aspetto naturale, ma perchè?

La colpa è di Luigi XIV, o almeno del suo medico personale, Antoine Vallot. Era il 1660. Il re si recava a Cotignac in compagnia di sua madre, Anna d’Austria. Non avendo il tempo di recarsi personalmente a Les Arcs, ma avendo sentito parlare del meraviglioso stato in cui era stato conservato il corpo di Santa Rosellina, mandò Vallot ad accertare la realtà di tutto ciò che veniva detto su questo argomento. Messo in presenza di occhi miracolosi, Antoine Vallot, per assicurarsi che non ci fosse inganno, non trovò niente di meglio che infilare un ago nei due angoli dell’occhio sinistro. Il risultato fu immediato: il miscredente rimase sbalordito. Il medico del re, a costo di quello che ancora oggi sembra un sacrilegio, ebbe la prova che gli occhi erano naturali e vivi 331 anni dopo essere stati rimossi dal corpo!

occhi

Nel corso dei secoli, i Bollandisti riferiscono di un marinaio di nome Blaise Blanc che per intercessione di Rosellina nel 1671 si salva dall’affondamento della sua nave nel Mar Ionio. Oppure della guarigione della bambina cieca di Jean Mayol, a Les Arcs,e riferiscono inoltre di un taglialegna di Callian, trascinato lungo un torrente da un albero caduto, e scampato prodigiosamente all’annegamento, invocando la pia certosina.

Tutti questi miracoli hanno fatto crescere nel tempo la devozione per santa Roselina, al punto che ancora oggi si svolgono delle processioni, le principali delle quali si svolgono il 17 gennaio per la festa della santa, la prima domenica di agosto e il 16 ottobre.

 

Ma quando fu canonizzata Rosellina?

Pare che avvenne già nel 1360, da papa Innocenzo VI ad Avignone, ma non fu mai ratificata da Roma, pertanto furono i certosini ad ottenere, l’autorizzazione al culto diocesano, masoltanto nel 1851, A seguito di ciò, l’Ordine chiese l’approvazione di questo culto in tutte le certose, e l’iscrizione della festa corrispondente nel calendario ordinario del loro rito particolare.

Il decreto di questa concessione fu firmato a Roma il 17 settembre 1857 dal cardinale Patrizi, presidente della Congregazione dei Riti.

Due anni dopo, il 27 settembre 1859, fu concessa l’indulgenza plenaria a chi visitava una chiesa certosina nel giorno della festa della Santa fissata per il 17 gennaio.

Cappella Santa Rosellina

interno cappella e altare

Il corpo incorrotto della santa è oggi esposto alla vista dei fedeli e dei turisti nell’antica cappella della certosa di Celle Roubaud, divenuta Chappelle Sainte Roseline. Questa deliziosa cappella che ha un arredamento molto ricco tra cui stalli rinascimentali e stalli del coro datati 1635, vi sono inoltre statue lignee che raffigurano la certosina.

Fuori dal coro, sulla destra, la teca di cristallo in cui giace il corpo della santa miracolosamente conservato e il reliquiario dei suoi occhi (1883). Il mosaico di Marc Chagall, e le vetrate di Jean Bazaine e Raoul Ubac e un leggio in bronzo di Diego Giacometti che adornano questa cappella.

Nella cappella sono collocati anche alcuni ex voto dipinti, che testimoniano la fede degli abitanti in santa Rosellina e testimoniano i loro desideri che sono stati esauditi. Nel 1817 a seguito di una grande siccità che ne comprometteva i raccolti, gli abitanti di Lorgues si recarono in pellegrinaggio alla tomba della Santa per implorare il suo aiuto, la loro richiesta fu esaudita da un’abbondante pioggia. 

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Su un altro ex voto, vediamo un uomo ferito a seguito di una caduta, che supplicava santa Rosellina di aiutarlo.

ex-voto

A seguire un video di una recente processione in suo onore

Festa di Sainte Roseline a Les Arcsil 17 gennaio 2016 – Processione d’ingresso

Preghiere di Fratelli conversi

 

Fratello converso e silenzio

In questo blog, spesso vi ho narrato vicende dei Fratelli conversi, proponendovi un ciclo di articoli dal titolo “vite esemplari“, nei quali si lodavano le loro esistenze speciali. I Fratelli conversi sono chiamati a cercare Dio nella solitudine e nel silenzio, ma la loro vita è meno rinchiusa nell’interno di una cella, perché devono assicurare lo svolgimento di compiti pratici che sono necessari per il buon andamento del monastero. Essi sono impegnati nei vari tipi di lavoro che, come saprete, sono detti “obbedienze”. Ciononostante, qualcuno di loro ha composto delle preghiere che vengono dal cuore, ho il piacere di offrirvene alcune, naturalmente in forma anonima come da tradizione.

Sii vuoto e distaccato

Sii vuoto e distaccato, spogliato di tutto. Lascia andare le preoccupazioni della terra e sii al sicuro in Dio. Niente dovrebbe legarci qui.

Il vuoto è la porta che porterà sicuramente alla libertà ed alla pace.

La serenità ti rende libero trasforma ogni nuova, divina passione, poichè non siamo più attaccati a nulla. Se Dio ci vede liberi e vuoti, si riversa dal suo mare di amore e gioia per sempre, già oggi!

La cripta di Dio

Gli umani sognano spesso grandi salite, spettacoli di Dio ed aria di montagna, ma poi affondano nella discesa e scivolano in una cripta buia.

Eccolo in una grande solitudine nella sua crisi, la tomba lo divora come un gigante attraverso tribolazione, notte abbandono.

Fermati in questa stanza buia, presto troverai una ragione, e dalla grande miseria Dio chiude il patto d’amore con te.

Perchè quando arrivi in fondo, vedi stupito la cripta di Dio, poi guardi Dio, non solo sfocato, respiri pura aria d’amore.

Versa il tuo amore

versa il tuo amore, O Maria, sole; perchè con il tuo amore possiamo bruciare per sempre per Gesù.

Il tuo amore è così lontano; Spirito di Dio, l’eternità è profondamente racchiusa in esso, mai fredda.

Il tuo amore è così caldo, è pieno di poesia e fascino; Possa il tuo più puro amore inondarci completamente!

Versa il tuo amore, in una casa per noi, attraverso di essa saremo esaltati per amare e lodare Dio.

S.Ugo, il “collezionista di ossa”

copertina Vita Ugo

Oggi 17 novembre si celebra la memoria liturgica di S. Ugo vescovo di Lincoln, di questo celebre certosino vi ho ampiamente parlato nel corso degli anni. L’articolo odierno vuole raccontare, altri particolari sul vescovo certosino, attraverso qualche aneddoto estratto da “La vita di Ugo”, scritto e composto dal suo cappellano Adamo di Eynsham, un monaco benedettino suo costante collaboratore, che è oggi conservata in forma manoscritta nella Bodleian Library di Oxford.

Ugo Lincoln certosa Paviadi Vermiglio Giuseppe (1587 post 1635)

Sulla personalità:

Un aneddoto ci illustra il rapporto di Ugo con la preghiera e la politica. Un giorno di festa in cui Ugo, vescovo di Lincoln, e un altro Ugo, vescovo di Coventry, erano attesi in udienza con il re Enrico II, i fratelli vescovi si ritrovarono insieme in coro a una messa conventuale. Il vescovo di Coventry omise i toni solenni propri del giorno e cominciò a salmodiare l’Introito. Il santo vescovo di Lincoln lo interruppe, cantando fin dall’inizio l’Introito con la debita solennità. Quando il vescovo di Coventry lo ha contestato: “Dobbiamo affrettarci, perché il re ci aspetterà, e ha molta fretta”, il vescovo certosino ha ribattuto: “Non posso farci niente; dobbiamo prima rendere omaggio al Re dei re. Nessun lavoro secolare può dispensarci da ciò che Gli dobbiamo; e il nostro servizio oggi dovrebbe essere festoso, non irrequieto “.

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Sui lebbrosi:

Come molti santi prima di lui, Ugo lavava, puliva, asciugava e poi baciava i piedi dei lebbrosi e degli emarginati. A quei tempi si credeva che il “bacio di San Martino” (il bacio di un re o di un sant’uomo) curasse la lebbra, quindi questo servizio era popolare, ma Ugo ha il merito di aver detto “Con me è il contrario, i baci dei lebbrosi guariscono la mia anima malata “. Egli amava particolarmente gli emarginati e gli oppressi. Da vescovo ha rivolto la sua azione caritatevole ai malati di lebbra, ai malati e ai poveri. Ugo lavava e asciugava i piedi ai lebbrosi, si sedeva con loro li confortava e li abbracciava e li baciava uno per uno.

Miracolo di S. Ugo di Lincoln

Sugli ebrei

Quando il re Enrico morì e il famoso Riccardo Cuor di Leone salì al trono, ci fu un’ondata di rivolte antisemite, una a Lincoln. Un mercante di Lincoln di nome Aaron aveva prestato denaro all’Abbazia di St. Alban e quando lo voleva indietro una folla si ribellò e lo inseguì nella chiesa, intenzionata a bruciarlo. Ugo rimase fermo davanti all’altare e “mise il timore di Dio” nei rivoltosi in un senso molto letterale. Impauriti ed irretiti dal monito autorevole di Ugo fuggirono senza la loro vittima. In molte altre occasioni Ugo affrontò da solo una folla armata e arrabbiata e riuscì sempre a persuadere i rivoltosi che risparmiarono le loro vittime.

s. Ugo trisulti (BALBI)

Il collezionista di ossa

Vi svelo ora il significato del titolo bizzarro che ho dato a questo articolo. Sempre il biografo, fedele cronista degli episodi e dei comportamenti del nostro amato S. Ugo, ci riporta moltissimi aneddoti riguardanti le reliquie. Ci narra che Ugo era un cultore delle reliquie in genere ed un “collezionista di ossa”. Il vescovo certosino si fece costruire uno speciale anello su quale fece incastonare un piccolo reliquiario contenente una trentina di frammenti ossei!

Inoltre riuscì ad ottenere un dente di san Benedetto che mise a contatto con delle pecette che distribuiva ai monaci che ne apprezzarono il valore di reliquia. La sua smodata passione per collezionare frammenti ossei, spinse Ugo a episodi che appaiono alquanto macabri a quanto ci riferisce il biografo Adamo di Eynsham. A Fècamp, staccò con i propri denti due frammenti dal braccio del corpo di Maria Maddalena, dopo aver provato invano a staccarlo con le dita, ciò avvenne sotto lo sguardo sorpreso e terrorizzato di alcuni monaci.

bruno ugo e1600 scuola tedesca

Preghiera:

Sii la nostra luce nelle tenebre, o Signore, e nella tua grande misericordia difendici da tutti i pericoli ed insidie di questa notte; per l’amore del tuo unico Figlio, il nostro Salvatore Gesù Cristo.

Santo Dio, il nostro più grande tesoro, hai benedetto Ugo, vescovo di Lincoln, con saggia e gioiosa audacia per l’annuncio della tua Parola a ricchi e poveri allo stesso modo: concedi che tutti coloro che ministrano nel tuo nome possano servire con diligenza, disciplina e umiltà, non temendo altro che la tua perdita e attirando tutti a te per mezzo di Gesù Cristo nostro Salvatore; che vive e regna con te nella comunione dello Spirito Santo, un solo Dio, ora e sempre.

Amen.