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Un triste anniversario: Farneta 1944 – 2014

Un triste anniversario:

Farneta 1944 – 2014

Monaci nel chiostro dei procuratori alla certosa di Farneta

Esattamente settanta anni fa, nella notte tra il 1 ed il 2 settembre del 1944, veniva commessa la Strage di Farneta. Quando pensai di rispolverare quella vecchia pagina di storia impolverata, ed offrirla ai lettori di Cartusialover era il 2010, da allora molti hanno ricordato quel triste evento, con libri, articoli ed approfondimenti.

Mi sembra doveroso, in occasione di questa cupa ricorrenza, di continuarne a parlare per provare a rendere omaggio a quelle dodici vittime innocenti mietute all’interno della quiete della certosa.

L’elenco che vi riporto, con le immagini dei loro volti, ha in questa occasione l’intento di rievocarne la memoria, anche attraverso la sola lettura dei loro nomi, con la speranza che vogliate loro rivolgere una preghiera speciale.

MARTIRI

  • Gabriele-Maria Costa, nato Antonio Alberto Luigi Costa (Massa Lombarda, 16 settembre 1898 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)
  • Bernardo Salvatore Montes de Oca, nato André Salvatore Montes de Oca (Carosa, Venezuela, 21 ottobre 1895 – Pendici del Montemagno, 7 settembre 1944)
  • Martino Binz (Fillistorf, Svizzera, 10 ottobre 1878 – Pendici del Montemagno, 7 settembre 1944)
  • Pio-Maria Egger, nato Frank Joan Egger (Tablat, Svizzera, 21 maggio 1905 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)
  • Benedetto-Maria Lapuente, nato Pierre Paul Lapuente (Murieta, Spagna, 18 ottobre 1874 – Strada per Torano, 10 settembre 1944)
  • Adriano Compagnon, nato Henri Joseph Marie Compagnon (Versailles, 23 gennaio 1874 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)
  • Alberto Rosbach, nato Emile Rosbach (Neidt, Germania, 12 ottobre 1870 – Strada per Torano, 10 settembre 1944)
  • Adriano Clerc, nato Antoine Henri Adrien Clerc (Estavayer-le-Gibloux, Svizzera, 19 giugno 1870 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)
  • Michele Nota, nato Michele Maurizio Nota (Lusernetta, 12 gennaio 1888 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)
  • Giorgio Maritano(Casalette, 12 dicembre 1882 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)
  • Bruno D’Amico, nato Alessandro D’Amico (Palermo, 22 maggio 1884 – Strada per Torano, 10 settembre 1944)
  • Raffaele Cantero, nato Angelo Cantero (Saragozza, 1 marzo 1897 – Strada per Ponte Forno, 10 settembre 1944)

candela votiva

Riposino in pace e che Dio li abbia in Gloria.

Amen

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXI°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXI°

 

NON CI SI DEVE ATTACCARE ALLE COSE ESTERIORI

O figlio, molte cose occorre che tu le ignori, considerandoti come morto su questa terra, come uno per cui il mondo intero è crocifisso; molte altre cose, occorre che tu vi passi in mezzo, senza prestare ascolto, meditando piuttosto su ciò che costituisce la tua pace. Giova di più distogliere lo sguardo da ciò che non approviamo, lasciando che ciascuno si tenga il suo parere, piuttosto che metterci in accanite discussioni. Se sarai in regola con Dio e terrai conto del suo giudizio, riporterai più facilmente la vittoria.

Signore, a che punto siamo arrivati? Ecco per una perdita nelle cose di questo mondo, si piange; per un piccolo guadagno ci si affatica e si corre. Invece un danno spirituale passa nell’oblio, e a stento, troppo tardi, si ritorna in sé. Ci si preoccupa di ciò che non serve a nulla o a ben poco; e ciò che è sommamente necessario lo si lascia da parte con negligenza. Giacché l’uomo inclina tutto verso le cose esteriori, e beatamente vi si acquieta, se subito non si ravvede.

La tisana dei certosini

La tisana dei certosini

tisaniera

Notoria è l’attività nelle spezierie delle certose, come visto in un precedente post, e di quanti e quali prodotti i monaci furono creatori. Le profonde conoscenze sulle erbe, consentiva loro l’utilizzo specifico per lenire qualsivoglia malessere fisico, per la propria comunità ma anche di quei pellegrini che si recavano presso le loro farmacie. Oggi vi offro la ricetta di una preziosa tisana, dalle proprietà purificanti e lassative. Ogni tipo di tisana ha di per se la caratteristica di produrre un effetto benefico e di sollievo, poiché bevuta calda e fumante dona una sensazione di piacevole rilassamento. Le erbe selezionate per questa ricetta che vi darò sono facilmente reperibili, pertanto vi suggerisco di provarla, funziona davvero!!

Per la sua realizzazione occorrono:

  • 20 grammi di foglie di senna (Cassia senna)
  • 10 grammi di corteccia di frangola (Frangula alnus)
  • 30 grammi di radice di liquirizia (Glycyrrhiza glagra)
  • 30 grammi di foglie di carciofo (Cynara scolymus)
  • 20 grammi di semi di anice (Pimpinella anisum)

Un cucchiaio di questa miscela di erbe per ogni tazza di acqua bollente. Lasciare poi in infusione per 10 minuti circa e dolcificare con miele ed aromatizzare con limone. La somministrazione dovrà avvenire preferibilmente la sera prima di andare a dormire. I risultati saranno efficaci, a dimostrazione della antica sapienza della cultura erboristica certosina nello sfruttare le proprietà salutari delle erbe

Il “medico dei poveri” e la sua esperienza in certosa

Il “medico dei poveri” e la sua esperienza in certosa

Dr. José Gregorio Hernández2

Il personaggio di cui oggi voglio parlarvi, è stato un medico venezuelano in attesa di essere canonizzato, il suo nome è Dr. Jose Gregorio Hernandez. Egli era conosciuto in vita, per la sua bontà, rettitudine e fervente dedizione al fine di  alleviare la sofferenza umana. La  sua formazione umana e religiosa fu dovuta a sua madre, che ha instillato in lui il desiderio di conoscere Dio e l’amore della virtù, iniziandolo alla carità ed ad una tenera devozione alla Beata Vergine. La sua fama di santità, è cresciuta in maniera esponenziale dal giorno della sua morte avvenuta per un incidente d’auto nel 1919, diffondendosi nei paesi dell’America Latina e anche in Nord America ed in Europa. Premesso ciò, vediamo come questo eminente dottore ebbe a che fare con i l’ordine certosino.

Nel 1907, improvvisamente Hernandez ebbe una svolta nella sua vita e decise di abbandonare l’incarico di docente universitario per abbracciare la vita religiosa. Il suo direttore spirituale lo aiutò a contattare il priore della certosa di Farneta, il quale accolse con fervore il giovane ed insigne dottore. Il 16 luglio del 1908, il dottor Josè Gregorio giunse alla certosa di Farneta per dare inizio alla sua attività claustrale come novizio. Ricevette la cerimonia di ingresso per un novizio, ovvero la lavanda dei piedi, rito che simboleggia l’abbandono della polvere del secolo del mondo esterno per dedicarsi interamente alla regola fatta di preghiera e devozione. Durante il primo periodo, circa un mese, il novizio venezuelano dovette indossare la mantella nera sugli abiti civili in attesa della conferma del postulato se la dedizione e la volontà fossero stati fermi. Trascorso questo periodo, egli ricevette il parere della comunità riunita nella sala capitolare alla presenza del padre Priore, l’esito fu positivo. Il nome che egli scelse per la vita monastica in certosa fu fra Marcello e dopo la presa dell’abito, si sottopose alla rasura ed al taglio dei baffi che egli portava abitualmente. Ricevette la consegna della cella, sul cui portone vi era l’iscrizione:

“Vir obediens loquetur victoriam”

Il 29 agosto del 1908 comincia la nuova vita di fratello Marcello già dottor Josè Gregorio Hernandez, una vita scandita dalla dura regola certosina.

Ma la Provvidenza interviene stravolgendo i progetti dell’ex dottore.

Difatti la salute del venezuelano non supportò la sua vocazione, esposto alle severe condizioni di vita imposte dalla regola, l’organismo di Hernandez non resistette. Il Padre Priore,  ed il Maestro dei novizi resisi conto del cedimento fisico del giovane, furono costretti  a consigliarne per prudenza il rientro in Venezuela,  dopo soli nove mesi dal suo ingresso a Farneta. Per questo motivo, e contro la sua volontà, il dottor José Gregorio fu costretto a spogliarsi dall’abito monastico e lasciare la amata Certosa. Ritornato in patria 21 aprile 1909,  egli non abbandonò mai l’dea di riprendere la vita monastica, ma la salute in altre circostanze glielo impedì sempre. Si dedicò quindi  alle attività accademiche nell’Università, e passò gli ultimi anni della sua vita a promuovere trattamenti  e terapie gratuite per i poveri ed i diseredati. Al momento della morte, il medico dei poveri esclamò con soave rassegnazione:

Oh Beata Vergine!!

A causa di diverse grazie documentate, nell’anno 1949 ebbe inizio il processo di canonizzazione.

In seguito Josè Gregorio è stato dichiarato venerabile da papa Giovanni Paolo II il 16 gennaio 1986, sono in molti ad attenderne la beatificazione.

Il suo operato al servizio degli umili portò quest’uomo ad offrirsi a Dio anche se in maniera diversa da come egli avrebbe voluto.

targhe di grazie ricevute dal dottore dei poveri

targhe di grazie ricevute dal “medico dei poveri”

 

 

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXX°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXX°

 

CONTRO L’INUTILE SCIENZA DI QUESTO MONDO

Figlio, non ti smuovano i ragionamenti umani, per quanto eleganti e profondi; ché “il regno di Dio non consiste nei discorsi, ma nelle virtù” (1Cor 4,20). Guarda alle mie parole; esse infiammano i cuori e illuminano le menti; conducono al pentimento e infondono molteplice consolazione. Che tu non legga mai neppure una parola al fine di poter apparire più dotto e più sapiente. Attendi, invece, alla mortificazione dei vizi; cosa che ti gioverà assai più che essere a conoscenza di molti difficili problemi. Per quanto tu abbia molto studiato ed appreso, dovrai sempre tornare al principio primo. Sono io “che insegno all’uomo la sapienza” (Sal 93,10); sono io che concedo ai piccoli una conoscenza più chiara di quella che possa essere impartita dall’uomo. Colui per il quale sono io a parlare, avrà d’un tratto la sapienza e progredirà assai nello spirito. Guai a coloro che vanno ricercando presso gli uomini molte strane nozioni, e poco si preoccupano di quale sia la strada del servizio a me dovuto. Verrà il tempo in cui apparirà il maestro dei maestri, Cristo signore degli angeli, ad ascoltare quel che ciascuno ha da dire, cioè ad esaminare la coscienza di ognuno. Allora Gerusalemme sarà giudicata in gran luce (Sof 1,12). Allora ciò che si nascondeva nelle tenebre apparirà in piena chiarezza; allora verrà meno ogni ragionamento fatto di sole parole.

Sono io che innalzo la mente umile, così da farle comprendere i molti fondamenti della verità eterna; più che se uno avesse studiato a scuola per dieci anni. Sono io che insegno, senza parole sonanti, senza complicazione di opinioni diverse, senza contrapposizione di argomenti; senza solennità di cattedra. Sono io che insegno a disprezzare le cose terrene, a rifuggire da ciò che è contingente e a cercare l’eterno; inoltre, a rifuggire dagli onori, a sopportare le offese, a riporre ogni speranza in me, a non desiderare nulla all’infuori di me e ad amarmi con ardore, al di sopra di ogni cosa. In verità ci fu chi, solo con il profondo amore verso di me, apprese le cose di Dio; e le sue parole erano meravigliose.

Abbandonando ogni cosa, egli aveva imparato assai più che applicandosi a sottili disquisizioni. Ad alcuni rivolgo parole valevoli per tutti; ad altri rivolgo parole particolari. Ad alcuni appaio con la mite luce di figurazioni simboliche, ad altri rivelo i misteri con grande fulgore. La voce dei libri è una sola, e non plasma tutti in egual modo. Io, invece, che sono maestro interiore, anzi la verità stessa, io che scruto i cuori e comprendo i pensieri e muovo le azioni degli uomini, vado distribuendo a ciascuno secondo che ritengo giusto.

Preghiere del mattino ( Dom Vesley)

Preghiere del mattino

( Dom Vesley)

Dom Miche de Vesly, dipinto di Audran (1648)

Dom Miche de Vesly, dipinto di Audran (1648)

Tempo fa vi ho fatto conoscere in un articolo, Dom Jean Michel de Vesly, Generale dell’ordine certosino dal 1594 al 1600 noto per i suoi scritti. Tra i tanti oggi voglio offrirvi due deliziose preghiera rivolte a l Cuore di Gesù Cristo, e da recitare all’inizio della giornata, più precisamente appena svegliati, e prima di recitare ogni altra orazione. I testi sono davvero melodiosi, e spero vogliate gradirne la lettura.

Al momento del risveglio

 

Gesù sommamente amabile, ti ringrazio per avermi preservato dalla morte improvvisa durante le ore di riposo che ho preso.

Mi hai concesso un sonno riposante, ed in seguito mi hai svegliato e mi ha dato la forza di alzarmi con coraggio per mettermi di nuovo al vostro servizio;

Signore, ti ringrazio. Abbi ancora la gentilezza di aiutarmi, di modo che, rafforzato e incoraggiato dalla tua grazia, posso, per il vostro amore e per fare la la Tua santa volontà reciterò con attenzione, rispetto, devozione, tutti i miei uffici e tutte le mie preghiere in unione con la preghiera che voi stesso indirizzate a Dio dal fondo del tabernacolo.

Tutto è per la tua gloria e i tuoi Santi, per la mia salvezza e quella di tutti gli uomini.

Amen! Così sia!

Sia per il vostro dolce Cuore,

O mio Gesù!

 

Prima di recitare le altre orazioni

Signore Gesù, ti offro le preghiere che  reciterò oggi
Io ti offro anch’io i miei pensieri, i miei desideri, le mie parole, le mie azioni, le mie sofferenze ed i miei meriti.
Vi offro tutto, solo per Voi, per il Vostro amore,
e di essere gradito di poter fare la Vostra volontà.
Voglio agire sotto la Vostra guida, infinitamente saggia,
 come Voi l’intendete per Voi e con Voi.
E’ con l’aiuto del Vostro dolce Cuore,
che io voglio cominciare a recitare questa preghiera,
continuarla, terminarla ed offrirla in unione con la lode perfetta
della Santa Trinità che si loda e si contempla Ella stessa,
ed in unione con l’amore infinito delle Tre unità che si amano reciprocamente.
Io mi unisco alla infinita passione, che dalla Santa Trinità
discenda nel Vostro Cuore umano,
o Verbo fatto uomo,
e che dal Vostro Cuore ritorni
nel seno della perfetta Santa Trinità.
Così sia!
 

                                                                                                                      R. P. Dom Jean Michel

 

La Messa solenne per san Bruno

La Messa solenne per san Bruno

Dom Jacques Dupont incensa il sacro busto di san Bruno

Dom Jacques Dupont incensa il sacro busto di san Bruno

Cari amici, voglio con questo post farvi un resoconto, seppur a distanza di un mese, delle splendide iniziative svoltesi nel paese di Serra san Bruno in Calabria sede della certosa, nonché luogo che ospita le sacre reliquie del santo fondatore dell’Ordine certosino.

Sabato 19 luglio scorso si sono dischiuse eccezionalmente le porte della certosa calabrese di Serra san Bruno, e per la prima volta, è stata celebrata alle ore 10:30, fuori le mura del monastero, una messa solenne, per festeggiare la data esatta della cinquecentenaria “canonizzazione equipollente” di Bruno (1514-2014). In questa occasione il Priore Dom Jacques Dupont, ha presieduto la celebrazione eucaristica, per la prima volta fuori la certosa, laddove erano presenti la comunità monastica il pubblico ed eccezionalmente il busto reliquiario del santo incensato e benedetto per la suggestiva occasione.

Grazie all’amico Girolamo Onda, che ha testimoniato lo storico evento, seguirà una emozionante rassegna di immagini della cerimonia, prezioso reportage effettuato per farci rivivere quei momenti.

Cerimonia della Messa solenne

Lode a san Bruno

 La manifestazione religiosa, di cui sopra, è stata preceduta il venerdi 18 da ulteriori festeggiamenti per il noto cinquecentenario, difatti nel Museo della Certosa si celebra un altro anniversario, ovvero il ventesimo anno di attività.

Per l’occasione è stata inaugurata una mostra dal titolo “ Bruno: un cammino di santità”, che durerà fino al 6 ottobre. In essa vi saranno esposte quattro grandi tele del pittore calabrese Carmelo Zimatore eseguite in collaborazione con il nipote Diego Grillo tra il 1898 ed il 1902. La peculiarità di questa mostra è rappresentata dalla esposizione inedita al grande pubblico, le immagini delle tele sono un compendio degli ultimi anni della vita di san Bruno in Calabria.

C. zimatore

C. Zimatore

Dipint3

C. Zimatore

 

Sala museo certosa Serra

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