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Buona Pasqua 2014

Buona Pasqua 2014

Mater misericordiae, Tu nos ab hoste protege et hora mortis suscipe” (Maria, Madre di Grazia, Madre di Misericordia, proteggici dal nemico ed accoglic

Anche quest’anno ci accingiamo a celebrare la Santa Pasqua, ma in attesa della risurrezione meditiamo sulla passione di Gesù Cristo. Proviamo a rivivere questo tragico momento attraverso l’immagine di un affresco situato nella certosa di Calci. Precisamente nel Chiostro Grande, lato ovest di fronte ai cimiteri dei monaci, su di un portale che conduce al corridoio che porta al chiostro priorale ed  alla chiesa. Nella pittura murale campeggia la scritta: “Videte si est dolor sicut dolor meus” cioè Guardate il mio dolore e vedete se c’è uno simile al mio.

La rappresentazione pittorica raffigura Maria con in braccio il corpo di suo figlio appena sceso dalla croce, ed ancora sanguinante. Ai lati della scena principale sono raffigurati anacronisticamente due monaci certosini prostrati con il capo chino in segno di riverenza, che reggono dei cartigli indicanti la seguente iscrizione: “Maria, Mater gratiae, Mater misericordiae, Tu nos ab hoste protege et hora mortis suscipe” ovvero Maria, Madre di Grazia, Madre di Misericordia, proteggici dal nemico ed accoglici nell’ora della morte. Tra il 1740 ed il 1760 Cassio Natili e Agostino Giovanni Guidetti lo dipinsero.

Riconoscendo che il tema della Passione di Nostro Signore risulta essere molto caro ai monaci certosini, voglio altresì offrirvi una asserzione del grande Dionigi di Ryckel, sulla quale vi esorto a riflettere: «Devi meditare ogni giorno, anzi di continuo, la Passione di Cristo: e lo puoi fare in vari modi e con molti atti. Primo: richiamandola alla mente; secondo: compatendo; terzo: imitando; quarto: compiacendotene; quinto: ringraziando; sesto: ammirando; settimo: infiammandoti di amore; ottavo: sostando in contemplazione; nono: abbandonandoti in dolce quiete».

Vogliate ora miei cari amici accettare i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua, auspicando che insieme alla risurrezione del Nostro Salvatore possa ritornare la gioia nei nostri cuori.

B U O N A   P A S Q U A 

A

T U T T I    V O I

“Parole dal silenzio”

“Parole dal silenzio”

(Trasmissione radiofonica)

500

Vi ho già informato circa l’importanza di quest’anno 2014 per l’Ordine certosino e le relative ricorrenze. Per celebrarle adeguatamente, una emittente radiofonica (radio Serra 98) di Serra san Bruno , ovvero il paese della certosa ove il fondatore dell’ordine terminò i suoi giorni, ha organizzato delle trasmissioni sull’argomento. In questo apprezzabile progetto radiofonico sviluppato in collaborazione con la certosa, di volta in volta si alterneranno, con appuntamento mensile per tutto l’anno discussioni ed ospiti che dibattono su temi certosini. Recentemente è stato sviluppata la possibilità di riascoltare il contenuto di queste puntate registrate in streaming. Ho colto questa opportunità per poter diffondere ed offrire a tutti coloro che vogliono ascoltare queste trasmissioni ricche di contenuti ed ospiti di rilievo. Un grazie particolare all’amico Antonio Zaffino, conduttore delle puntate ed ideatore di tale encomiabile iniziativa.

Ecco a voi la prima puntata della trasmissione “Parole dal silenzio” andata in onda il 30 marzo scorso, dal titolo “Il volto di san Bruno” con la partecipazione di Dom Jacques Dupont in una splendida intervista e di Madre Mirella Muià autrice della splendida icona.

BUON ASCOLTO

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXV°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXV°

CONTRO LE LINGUACCE DENIGRATRICI

O figlio, non sopportare di mal animo se certuni danno un cattivo giudizio su di te e dicono, nei tuoi confronti, parole che non ascolti con piacere. Il tuo giudizio su te stesso deve essere ancora più grave; devi credere che non ci sia nessuno più debole di te. Se terrai conto massimamente dell’interiorità, non darai molto peso a parole che volano; giacché, nei momenti avversi, è prudenza, e non piccola, starsene in silenzio, volgendo l’animo a me, senza lasciarsi turbare dal giudizio della gente. La tua pace non riposi nella parola degli uomini. Che questi ti abbiano giudicato bene o male, non per ciò sei diverso.

Dove sta la vera pace, dove sta la vera gloria? Non forse in me? Godrà di grande pace chi non desidera di piacere agli uomini, né teme di spiacere ad essi. E’ appunto da un tale desiderio, contrario al volere di Dio, e da un tale vano timore, che nascono tutti i turbamenti del cuore e tutte le deviazioni degli affetti.

Preghiera al Beato Lanuino

Preghiera al Beato Lanuino

blanuino

Oggi 11 aprile, ricorre la celebrazione del beato Lanuino amico e primo successore di Bruno alla guida della certosa calabrese di Serra. Voglio proporvi questa preghiera dedicata al compatrono della certosa di Stefano del Bosco, composta da Dom Elia Catellani

Preghiera al Beato Lanuino

O Beatissimo Lanuino,

l’Amore intenso di Dio ti ha portato con S. Bruno nella solitudine delle Serre per vivere unicamente di Lui e per Lui, fonte di Vita, di Grazia, di Gioia. Aiutaci e sostienici nella nostra Fede, perché, attraverso le vicende di questa vita terrena, teniamo sempre fisso il nostro sguardo a questa Fonte Divina. Il Signore ti ha dotato di qualità naturali eminenti. Hai saputo orientarle al servizio di una vita di preghiera, di una comunità di fratelli, manifestandone la fecondità spirituale e il benefico influsso nella società. Che il tuo esempio e la tua potente intercessione richiamino tante anime giovanili a non temere la rinuncia ai beni effimeri di questo mondo e a corrispondere generosamente all’appello del Signore per il bene dell’Umanità afflitta dalle passioni incontrollate, dall’egoismo, dalla discordia, dalla violenza. Tu sei sempre stato operatore di pace, animato da un cuore buono e misericordioso e da un giudizio equilibrato. Hai risolto dissapori, hai ricondotto prigionieri alle loro famiglie, hai visitato e rappacificato comunità, hai creato “comunione”. Continua, Padre beatissimo, quest’opera di bene in questa tua terra che hai percorso e visitato, e dove hai fondato i primi nuclei abitati. Continua, Ti supplichiamo vivamente, a riconciliare gli animi, ad effondere il tuo Spirito e la tua preghiera su questa regione che hai tanto amato e beneficato. O Celeste compatrono , fa trionfare l’aspirazione all’unione e rendila, unendoci maggiormente al Cristo Signore, ora e per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

Con approvazione ecclesiastica, Dom Elia Catellani, monaco brunoniano.

Ugo de Balma

Ugo de Balma

Viae Sion lugent (manoscritto)

Viae Sion lugent (manoscritto)

Il personaggio del quale vi parlerò oggi è Ugo di Balma, notoriamente riconosciuto per aver realizzato l’opera “De mystica teologia” altrimenti nota come “Viae Syon Lugent”, ovvero le parole iniziali del testo. Sulla precisa identità di questo autore si è molto dibattuto, ma ormai sembra certo che si tratti di Dom Ugo di Balma di Dorche e sarebbe appartenuto alla famiglia di Balmey. Non si conoscono molti dati biografici ad eccezione del fatto che Ugo fece studi universitari per poi diventare certosino. Vi sono documenti che attestano che egli fu priore della certosa di Meyrat dal 1289 al 1304, e che è stato uno dei principali autori della spiritualità certosina. Ultime ricerche hanno stabilito che potrebbe trattarsi di un discendente del fondatore della certosa di Meyrat Ponce di Balmay. Nella sua opera, scritta tra il 1272 ed il 1297,  Ugo indica le tre fasi della vita contemplativa, in un prologo e tre capitoli, della triplice via interiore per accedere alla Sapienza e all’unione divina :

  • la via purgativa
  •  la via illuminativa
  • la via unitiva

Ognuno di questi percorsi è considerato un progresso nella vita spirituale. Un vero processo di anagogia,  una ascensione mistica. La via purgativa rappresenta la fase penitenziale, che dispone l’anima al vero studio attraverso il riconoscimento delle proprie colpe; tale via è interpretata validamente dallo stile di vita certosino prende a  simbolo di questo stadio il bacio dei piedi, segno di  umiltà e di contrizione. Seguendo la mozione interiore della carità, l’anima perviene alla via illuminativa, consistente nella diuturna e reiterata meditazione della Scrittura; essa consente un ulteriore progresso verso Dio. La conoscenza che si acquisisce in questa fase non è intellettuale, bensì affettiva, e risulta in parti uguali dall’impegno dispiegato dall’anima umana e dal dono che Dio fa di se stesso, svelandosi per gradi. Tale livello è simboleggiato dal bacio delle mani, segno di soggezione e di riconoscenza. Ultimo stadio della teologia mistica è la via unitiva; si tratta qui della fase fusionale, in cui l’anima mediante la carità e dietro l’azione divina ottiene l’unione con Dio, entrando nel novero dei beati. L’ascensione culmina nella saggezza unitiva, in virtù della quale si può attuare la metamorfosi del soggetto amante nel soggetto amato

In prossimi articoli vi proporrò brani tratti da questa magnifica opera.

All’interno del suo trattato sono diversi i riferimenti all’ordine certosino, tra tutti quello di specificare che a differenza di altri ordini che si rifanno alla regola di san Benedetto o a quella di sant’Agostino, i seguaci di san Bruno sono fedeli agli insegnamenti del loro fondatore. “De mystica teologia” si è diffusa nel XV° secolo, influenzando molti autori importanti come  Nicola Cusano, Jean Gerson e Nicolas Kempf. Rimangono molti manoscritti di epoca successiva che riproducono il testo originario. L’importanza di questo autore medievale di spiritualità è notoriamente riconosciuta, essendo il suo testo un pilastro fondamentale per la formazione spirituale.

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXIV°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXIV°

PIÙ DI OGNI ALTRA COSA L’AMORE DI SE STESSO RALLENTA IL NOSTRO PASSO VERSO IL SOMMO BENE

O figlio, per avere tutto, devi dare tutto e non più appartenerti per nulla: sappi che l’amore di te stesso ti danneggia più di ogni altra cosa di questo mondo. Ciascuna cosa sta più o meno fortemente a te abbracciata, a seconda dell’amore e della passione che tu porti per essa. Ma se il tuo sarà un amore puro, libero e conforme al volere di Dio, sarai affrancato dalla schiavitù delle cose. Non desiderare ciò che non ti è lecito avere; non volere ciò che ti può essere d’impaccio, privandoti della libertà interiore. Pare incredibile che tu non ti rimetta a me, dal profondo del cuore, con tutto te stesso e con tutte le cose che puoi desiderare ed avere. Perché ti consumi in vana tristezza? Perché ti opprimi con inutili affanni? Sta’ al mio volere, e non subirai alcun nocumento. Se tu andrai cercando questo o quest’altro; se vorrai essere qui oppure là, per conseguire maggiormente il tuo comodo e il tuo piacere, non sarai mai in pace, libero da angosce; perché in ogni cosa ci sarà qualche difetto e dappertutto ci sarà uno che ti contrasta.

Quello che giova, dunque, non è ciò che possa essere da noi raggiunto o fatto più grande, fuori di noi; quello che giova è ciò che viene da noi disprezzato e strappato radicalmente dal nostro cuore. E questo va inteso non solamente della stima, del denaro o delle ricchezze, ma anche della bramosia degli onori e del desiderio di vane lodi: tutte cose che passano, col passare di questo mondo. Non sarà un certo luogo che ti darà sicurezza, se ti manca il fervore spirituale. Non sarà una pace cercata fuori di te che reggerà a lungo, se ti manca quello che è il vero fondamento della fermezza del cuore: vale a dire se tu non sei saldamente in me. Puoi trasferirti altrove, quanto vuoi; ma non puoi migliorare te stesso. Se, affacciandosi un’occasione, la coglierai, troverai ancora, e ancora di più, quello che avevi fuggito.

Preghiera per ottenere la purificazione del cuore e la celeste sapienza.

O Dio, dammi vigore, con la grazia dello Spirito Santo; fa’ che il mio cuore si liberi da ogni vano, angoscioso tormento, senza lasciarsi allettare da vari desideri di cosa alcuna, di poco prezzo o preziosa; fa’ che io guardi tutte le cose come passeggere, e me con esse, parimenti passeggero, poiché nulla resta fermo, sotto il sole, qui dove tutto è “vanità e afflizione di spirito” (Qo 1,14). Quanto è saggio chi ragiona così. Dammi, o Signore, la celeste sapienza; così che io apprenda a cercare e a trovare te, sopra ogni cosa; apprenda a gustare e ad amare te, sopra ogni cosa; apprenda a considerare tutto il resto per quello che è, secondo il posto assegnatogli dalla sapienza. Dammi la prudenza, per saper allontanare chi mi lusinga; dammi la pazienza, per sopportare chi mi contrasta. Perché qui è grande saggezza, nel non lasciarsi smuovere da ogni vuota parola e nel non prestare orecchio alla sirena che perfidamente ci invita. Cominciata in tal modo la strada, si procede in essa con sicurezza.

Omaggio a Padre Christian

Omaggio a Padre Christian

Padre Christian

Ad un anno dalla scomparsa di Padre Christian Thomas, voglio pubblicare questo articolo per celebrarne la sua memoria. Pur trascorrendo gli ultimi anni della sua esistenza terrena nella sofferenza della malattia che lo costringeva a letto, Dom Christian ha illuminato con il suo sguardo, il suo sorriso e le sue parole,  tante persone che lo incontravano. L’Angelo delle anime” come molti lo chiamavano, nel corso della sua vita è riuscito a donare serenità e speranza a chi si rivolgeva a lui confessando i propri disagi e le proprie difficoltà. Tante persone lontane dalla Fede per svariati motivi, hanno testimoniato che grazie a Padre Christian si sono decisi a convertirsi al Signore Gesù. A Padre Christian sono attribuiti  inoltre diversi carismi, tra i quali spicca la sua facoltà taumaturgica e in molti riferiscono il suo carisma di liberare dal demonio i posseduti attraverso esorcismi.

La sua dipartita  ha lasciato un vuoto incolmabile!

L’anno trascorso non ha lenito il dolore della sua morte, ma la memoria dovrà essere un elemento essenziale per mantenerne vivo il suo ricordo.

Vi propongo perciò una sua preghiera ed una sua lettera, schegge di un autentico testamento spirituale che spero apprezzerete.

O Gesù contemplando il tuo volto

Vedo in te tanta dolcezza, tanta

umiltà che posso avvicinarmi

senza paura,

come dicevi quando vivevi sulla

terra: “Imparate da me che sono

mite ed umile di cuore”

Andiamo dunque da Gesù con

sempre più fiducia e Gesù ci dirà:

“ Venite a me voi che siete

affaticati ed oppressi

e vi ristorerò

AMEN

(Padre Christian)

La cecità

La cecità fisica è un male terribile, ma la cecità spirituale è molto più grave. Abbiamo Gesù che è l’unica vera luce per salvare tutti noi accecati dopo il peccato originale di Adamo ed Eva. Gesù è venuto per salvare tutti noi ed indicare l’unica via di salvezza che consiste nell’amare Dio con tutto il cuore, ed il prossimo; cioè tutti gli uomini come noi stessi. A ricevere ogni settimana l’eucarestia, perché dice Gesù “chi non mangia il mio corpo non avrà la vita dell’anima e del corpo” Per questo adesso si moltiplicano le malattie. Tumori, infarti, ictus e tanti altri morbi incurabili, depressioni e per questo che l’uomo si sente sempre più insicuro, e con il timore sempre più grande di una guerra nucleare. Stana quando faccio esorcismi dice: “Voglio la guerra nucleare”, il pericolo è sempre più grande. D’altra parte un altro grande pericolo sono i terremoti e maremoti provocati da Satana, come dice una preghiera sull’esorcismo: “Gesù ti fece precipitare negli abissi della terra”. Più saremo lontani da Gesù e Maria sua madre, più si moltiplicheranno i cataclismi. Dunque ritorniamo a Gesù alla sua e nostra Madre, e avremo il Paradiso sulla terra, la pace e la gioia che il mondo non può dare.

AMEN

(Padre Christian)

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