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Sulle tracce della certosa di Venezia

Sulle tracce della certosa di Venezia

illustrazione_certosa_venezia

Grazie al contributo filmato che segue, potremmo scorgere i recenti ritrovamenti delle tracce della certosa di Venezia. La certosa di Sant’Andrea del Lido, si trovava nella laguna centrale, ed era situata a circa duecento metri ad est di Venezia, su di un isola  con un’estensione di 253.800 metri quadrati  Nel XII secolo vi si insediarono dei monaci agostiniani che crearono un primigenio monastero. Nel 1422, con l’insediamento dei certosini, provenienti dalla certosa di Firenze, l’isola si chiamò inizialmente di “San Bruno”, ed in seguito “della certosa”. La presenza certosina sull’isola, permase fino al 1806 allorquando la certosa fu saccheggiata ed espoliata di parte delle sue ricchezze, nel 1810 Napoleone la soppresse. La comunità veneziana fu costretta ad unirsi alla certosa di Montello. Da quel momento cominciò un lento e costante degrado, l’isola venne data ai militari, che vi collocheranno una fabbrica di esplosivi e che demoliranno tutti gli edifici monastici.

Già nel 1827 la chiesa ed il convento potevano considerarsi completamente smantellati dalle truppe austriache che in quel periodo presidiavano quest’isola. Oggi come vedremo dal filmato realizzato dal TGR del Veneto, sono stati riportati alla luce le antiche strutture murarie, grazie a scavi che hanno interessato il perimetro della antica certosa.

 

 

Vite esemplari: San Bruno

copertina fumetto

In questo mese di ottobre quasi interamente dedicato a san Bruno, voglio proporvi questa gustosa chicca editoriale che pochi di voi conosceranno. Trattasi del numero 239 della serie di fumetti pubblicati dalla casa editrice messicana Novaro, dal titolo “Vidas Ejemplares”. Queste pubblicazioni in forma di fumetti riguardarono le biografie dei principali santi della religione Cristiana. Un progetto ambizioso, che voleva avvicinare i giovani alla conoscenza delle gesta dei santi. Il 15 febbraio del 1967, fu pubblicato il numero 239 dedicato alla vita di san Bruno. I testi del giornalino sono in lingua spagnola, ma di facile ed intuitiva comprensione. Spero abbiate gradito questa curiosa sorpresa.

Vi lascio alla lettura ed alle vignette del giornalino, che potrete comodamente sfogliare!

 

SFOGLIA IL GIORNALINO

fotofumetto

 

News dalla Grande Chartreuse: Il Priore Generale si dimette

News

dalla Grande Chartreuse:

Il Priore Generale si dimette

Dom François-Marie Velut

La notizia è di qualche giorno fa, il Reverendo Padre Dom François-Marie Velut, ovvero il Superiore Generale dell’Ordine dei certosini e Priore della Grande Chartreuse, a causa di una grave malattia si è visto costretto a richiedere “misericordia”.  Questa richiesta di dimissioni è stata accettata dal Pontefice Francesco, e confermata lo scorso 13 ottobre. Vi ricordo che soltanto due anni  orsono, il 21 sttembre del 2012,  Dom Velut aveva sostituito Dom Marcellin alla guida dell’ Ordine. Ora come consuetudini iniziano i preparativi per realizzare un Capitolo Generale straordinario per consentire l’elezione di un nuovo Priore Generale.  L’elezione del Superiore Generale e il priore della Grande Chartreuse è prevista per il giorno 3 Novembre 2014. nell’attesa invito tutti voi miei cari amici lettori a pregare sia per la salute di Dom Velut, sia per tutti i Priori che si riuniranno per la scelta del successore, La Provvidenza e san Bruno  assisterà loro.

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXVIII°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXVIII°

 

DEDICARSI A COSE PIÙ UMILI QUANDO SI VIENE MENO NELLE PIÙ ALTE

Tu non riesci, o figlio, a persistere in un fervoroso desiderio di virtù e restare in un alto grado di contemplazione. Talora, a causa della colpa che è all’origine dell’umanità, devi scendere più in basso e portare il peso di questa vita corruttibile, pur contro voglia e con disgusto; disgusto e pesantezza di spirito, che sentirai fino a che vestirai questo corpo mortale. Nella carne, dunque, e sotto il peso della carne devi spesso patire, poiché non sei capace di stare interamente e continuamente in occupazioni spirituali e nella contemplazione di Dio. Allora devi rifugiarti in occupazioni umili e materiali e fortificarti con azioni degne; devi attendere, con ferma fiducia, che io venga dall’alto e mi manifesti a te; devi sopportare con pazienza il tuo esilio e la tua aridità di spirito, fino a che io non venga di nuovo a te, liberandoti da tutte le angosce. Invero ti farò dimenticare le tue fatiche, nel godimento della pace interiore; ti aprirò dinanzi il campo delle Scritture, nel quale potrai cominciare a correre con animo sollevato “la via dei mie comandamenti” (Sal 118,32). Allora dirai: “i patimenti di questo mondo non sono nulla in confronto alla futura gloria, che si rivelerà in noi” (R>m 8,18).

“Parole dal silenzio” settima puntata

“Parole dal silenzio” settima puntata

(Trasmissione radiofonica)

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Nel settimo appuntamento della trasmissione radiofonica  “Parole dal Silenzio”, andata in onda domenica 28 settembre scorso, l’emittente radiofonica Radio Serra 98 ha trattato l’argomento dello “spaziamento”. In un precedente articolo, al quale vi rimando, è spiegato nei minimi dettagli, il significato di tale pratica dei monaci certosini. Nella trasmissione che potrete ascoltare si farà riferimento al rapporto particolare dei monaci con la natura incontaminata, ed a parlare di questo vi sarà come ospite Francesco Bevilacqua, lo scrittore, giornalista e fotografo naturalista attento osservatore e amante dei boschi, ci parlerà del suo rapporto con la natura in un’intervista esclusiva. Oltre al solito intervento di Dom Jacques Dupont, che ci relazionerà sull’argomento della puntata.

Ma vi lascio all’ascolto di questa interessante puntata.

 

La fonte miracolosa dalla tomba di san Bruno

La fonte miracolosa dalla tomba di san Bruno

La fonte miracolosa dalla tomba di san Bruno

Il pittore Vicente Carducho, dipinge in questo splendido dipinto quel che avvenne sulla tomba di Bruno dopo la sua sepoltura. Si narra che il corpo del fondatore dell’ordine certosino, dopo la sua dipartita fu traslato dalla chiesa di Santa Maria a quella di santo Stefano del Bosco in una data che resta incerta. Secondo un antica leggenda tramandata dai monaci certosini, testimoni dell’evento, si narra che dal sepolcro di Bruno incominciò a scaturire un liquido somigliante all’acqua. Appena diffusasi questa notizia, come ci testimonia Carducho nella tela che propongoalla vostra attenzione, cominciò un pellegrinaggio di infermi, storpi, mamme con bambini malati che si accalcarono per raccogliere l’acqua dai poteri miracolosi. Il rapporto di san Bruno con l’acqua ha origini lontane, basti ricordare la fonte che egli fece scaturire dalla roccia nel deserto di Chartreuse, oppure le penitenze che il santo faceva pregando inginocchiato nelle acque gelide dei ruscelli nei boschi in Calabria. Non a caso, il famoso laghetto di Serra riprende questa notoria inclinazione di Bruno, come ci ricorda la statua costruita all’interno del suggestivo specchio d’acqua. D’altronde il potere taumaturgico di san Bruno è notorio, come vi ho segnalato in un precedente articolo.

Nel dipinto, vorrei che osservaste con attenzione lo sfondo del dipinto, nel quale si vedono viandanti, carrozze, e pellegrini in prossimità del sacro sepolcro. Eccellente la raffigurazione dei più prossimi alla prodigiosa sorgente, bevono e raccolgono con pia devozione il liquido che zampilla copioso, una vera “Fons Brunonis”.

Puzzle

 

preview49 pieceLa fonte miracolosa della tomba di san Bruno

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXVII°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXVII°

 

CHI E’ NELLA DESOLAZIONE DEVE METTERSI NELLE MANI DI DIO

Signore Dio, Padre santo, che tu sia, ora e sempre, benedetto, perché come tu vuoi così è stato fatto, e quello che fai è buono. Che in te si allieti il tuo servo, non in se stesso o in alcunché d’altro. Tu solo sei letizia vera; tu la mia speranza e il mio premio; tu, o Signore, la mia gioia e la mia gloria. Che cosa ha il tuo servo , se non quello che, pur senza suo merito, ha ricevuto da te? Quello che hai dato e hai fatto a me, tutto è tuo.

“Povero io sono, e tribolato, fin dagli anni della mia giovinezza” (Sal 87,16); talvolta l’anima mia è triste fino alle lacrime, talvolta si turba in se stessa sotto l’incombere delle passioni. Desidero il gaudio della pace; domando la pace dei tuoi figli, da te nutriti nello splendore della consolazione. Se tu doni questa pace, se tu infondi questa santa letizia, l’anima del tuo servo sarà tutta un canto nel dar lode a te, devotamente. Se, invece, tu ti ritrai, come fai talvolta, il tuo servo non potrà percorrere lesto la “via dei tuoi comandamenti” (Sal 118,32). Di più, gli si piegheranno le ginocchia, fino a toccargli il petto; per lui non sarà più come prima, ieri o ier l’altro, quando il tuo lume gli splendeva sul capo e l’ombra delle tue ali lo proteggeva dall’irrompere delle tentazioni.

Padre giusto e degno di perpetua lode, giunga l’ora in cui il tuo servo deve essere provato. Padre degno di amore, è giusto che in questo momento il tuo servo patisca un poco per te. Padre degno di eterna venerazione, giunge l’ora, che da sempre sapevi sarebbe venuta, l’ora in cui il tuo servo – pur se interiormente sempre vivo in te – deve essere sopraffatto da cose esteriori, vilipeso anche ed umiliato, scomparendo dinanzi agli uomini , afflitto dalle passioni e dalla tiepidezza; e ciò per risorgere di nuovo con te, in una aurora di nuova luce, nello splendore dei cieli. Padre santo, così hai disposto, così hai voluto; e come hai voluto è stato fatto. Giacché questo è il dono che tu fai all’amico tuo, di patire e di essere tribolato in questo mondo, per amor tuo; e ciò quante volte e da chiunque permetterai che sia fatto. Nulla accade quaggiù senza che tu lo abbia provvidenzialmente disposto, e senza una ragione. “Cosa buona è per me, che tu mi abbia umiliato, per farmi conoscere la tua giustizia” (Sal 118,71) e per far sì che io abbandoni ogni orgoglio interiore e ogni temerarietà. Cosa per me vantaggiosa, che la vergogna abbia ricoperto il mio volto, così che, per essere consolato, io abbia a cercare te, piuttosto che gli uomini. In tal modo imparo a temere l’imperscrutabile tuo giudizio, con il quale tu colpisci il giusto insieme con l’empio, ma sempre con imparziale giustizia. Siano rese grazie a te, che non sei stato indulgente verso i miei peccati e mi hai invece scorticato con duri colpi, infliggendomi dolori e dandomi angustie, esterne ed interiori. Nessuno, tra tutti coloro che stanno sotto il cielo, quaggiù, mi può dare consolazione; tu solo lo puoi, o Signore mio Dio, celeste medico delle anime, che colpisci e risani, “cacci all’inferno e da esso ritogli” (Tb 13,2). La rigida tua regola stia sopra di me; essa mi ammaestrerà.

Padre diletto, ecco, io sono nelle tue mani; mi curvo sotto la verga, che mi corregge. Percuotimi il dorso e il collo, affinché io indirizzi la mia vita tortuosa secondo la tua volontà. Come tu suoli, e con giustizia, fa’ di me un devoto e umile discepolo, pronto a camminare a ogni tuo cenno. A te affido me stesso, e tutto ciò che è mio, per la necessaria correzione. E’ preferibile essere aspramente rimproverato quaggiù, che nella vita futura. Tu conosci tutte le cose, nel loro insieme e una per una; nulla rimane a te nascosto dell’animo umano. Tu conosci le cose che devono venire, prima che esse siano, e non hai bisogno che alcuno ti indichi o ti rammenti quello che accade su questa terra. Tu conosci ciò che mi aiuta a progredire, e sai quanto giova la tribolazione per togliere la ruggine dei vizi. Fa’ di me quello che ti piace, e che io, appunto, desidero; e non voler giudicare severamente la mia vita di peccato, che nessuno conosce più perfettamente e chiaramente di te. Fa’ che io comprenda ciò che è da comprendere; che io ami ciò che è da amare; fa’ che io approvi ciò che sommamente piace a te; che io apprezzi ciò che a te pare prezioso; fa’ che io disprezzi ciò che è abietto ai tuoi occhi. Non permettere che io giudichi “secondo la veduta degli occhi materiali; che io non mi pronunzi secondo quel che si sente dire” da gente profana (Is 11,3). Fa’ che io, invece, discerna le cose esteriori e le cose spirituali in spirito di verità; fa’ che, sopra ogni cosa, io vada sempre ricercando il tuo volere. Se il giudizio umano, basato sui sensi, sovente trae in inganno, si ingannano anche coloro che sono attaccati alle cose del mondo, amando soltanto le cose visibili. Forse che uno è migliore perché è considerato qualcosa di più, nel giudizio di un altro? Quando questi lo esalta, è un uomo fallace che inganna un uomo fallace, un essere vano che inganna un essere vano, un cieco che inganna un cieco, un miserabile che inganna un miserabile; quando lo elogia a vuoto, realmente lo fa vergognare ancor più. Invero, secondo il detto dell’umile san Francesco, quanto ciascuno è ai tuoi occhi, tanto egli è; e nulla di più.

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