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Novena a san Bruno IV° giorno

Novena a san Bruno

IV° giorno

1statua di san Bruno fuori la certosa di Serra

Giorno quarto

Speranza

Considerazione

Consideriamo che ”l Glorioso S. Brunone praticò in grado eminente la virtù della Speranza; poichè sperava così fermamente nell’altra vita una felicità preparata per tutti coloro, i quali muojono in grazia di Dio, che perciò si determinò andar a servirlo nei deserti. Il medesimo Dio manifestò che aggradiva assai quella santa risoluzione di Brunone; imperocchè essendo egli coi suoi compagni prossimo ad arrivare alla città di Grenoble, ebbe s. Ugone, vescovo di quella città, un ammirabil sogno, in cui si figurava vedere la Maestà Divina, circondata da innumerevoli Angeli, che si fabbricava per mano degli stessi Angeli un bel tempio su di un monte della di lui Diocesi, chiamato Certosa, e vedute avea eziandio sette brillantissime Stelle, che il conducevano sino ad arrivare al luogo, dove stava la Divina Maestà. Fatto giorno, si presentarono i Sette Pellegrini al Palazzo del santo Vescovo Ugone, il quale per ispirazione Divina vide il suo misterioso sogno verificato in quelli sette compagni; e perciò lor diede il mentovato monte, denominato Certosa.

Frutto della Considerazione.

Da questa considerazione si caverà un santo proposito di sperar di salvarci, se però dal canto nostro faremo opere degne di benedizione.

Preghiera

O Santo mio Protettore!Ringraziamo Iddio per averci dato in Voi il grande esemplare di Fede. Fate, o Brunone Glorioso, che si accresca in noi la Fede, e otteneteci dalla Madonna, con la grazia che chiediamo in questa novena(si dica la grazia desiderata), il dono prezioso di non rinnegarla col nostro modo di vivere, anche se per questo dobbiamo soffrire il disprezzo del mondo e dei cristiani che si dicono tali, ma che coi fatti dimostrano d’averla rinnegata.

Novena a san Bruno III° giorno

Novena a san Bruno

III° giorno

San Bruno, di Michele Capobianco 1904

Giorno terzo

Liberalità

Considerazione

Consideriamo che la virtù della Liberalità è molto amata da Dio, il quale è sì liberale che fa nascere il sole sui buoni, e sui cattivi: lo stesso Dio ci consiglia di donare , perchè allora ci sarà donato, Fu S. Brunone  talmente liberale, che dopo avere veduto, ed inteso lo spaventevole avvenimento del disgraziato, Dottore Parigino, diede così liberalmente ai poveri tutte le sue copiose ricchezze, che essi restarono ben soccorsi, ed egli rimase solamente con la veste , che portava addosso , e poi si ritirò ad un deserto con altri sei compagni emulatori del suo spirito per ivi far santa penitenza.

Frutto della Considerazione

Da questa considerazione si caverà un fermo proposito di esser liberale , donando ( quanto sarà possibile ) molte limosine, e soccorso al nostro prossimo, nella miglior maniera , che ci permetterà il nostro stato.

Preghiera

O mio Protettore glorioso Bruno! unitamente alla grazia che Vi chiedo in questa novena (si dica al Santo la grazia che si desidera), ottenetemi tale purezza d’intenzione in tutte le mie opere, da solo desiderare che in esse sia Dio glorificato, e che gli interessi della sua gloria siano anteposti a qualunque altro interesse, affinchè nella mia famiglia, nel mio cuore e nel mondo intero, regni la pace frutto della glorificazione divina.

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXV°

 

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXV°

LA VITA ETERNA E LE ANGUSTIE DELLA VITA PRESENTE

O beata dimora della città suprema, o giorno spendente dell’eternità, che la notte non offusca; giorno perennemente irradiato dalla somma verità; giorno sempre gioioso e sereno; giorno, per sua essenza, immutabile! Volesse il cielo che tutte queste cose temporali finissero e che sopra di noi brillasse quel giorno; il quale già illumina per sempre, di splendida luce, i santi, mentre, per coloro che sono pellegrini su questa terra, esso splende soltanto da lontano e di riflesso! Ben sanno i cittadini del cielo quanto sia piena di gioia quell’età; lamentano gli esuli figli di Eva quanto, invece, sia grave e pesante l’età presente. Invero, brevi e duri, pieni di dolori e di angustie, sono i giorni di questo nostro tempo, durante i quali l’uomo è insozzato da molti peccati e irretito da molte passioni, oppresso da molte paure, schiacciato da molti affanni, distratto da molte curiosità, impicciato in molte cose vane, circondato da molti errori, atterrito da molte fatiche, appesantito dalle tentazioni, snervato dai piaceri, afflitto dal bisogno. Oh!, quando finiranno questi mali; quando mi libererò dalla miserevole schiavitù dei vizi; quando, nella mia mente avrò soltanto te, o Signore, e in te troverò tutta la mia gioia; quando godrò di libertà vera, senza alcun legame, senza alcun gravame della mente e del corpo; quando avrò pace stabile e sicura, da nulla turbata, pace interiore ed esteriore, pace non minacciata da alcuna parte? O buon Gesù, quando ti vedrò faccia a faccia; quando contemplerò la gloria del tuo regno; quando sarai il tutto per me (1Cor 15,28); quando sarò con te nel tuo regno, da te preparato dall’eternità per i tuoi diletti? Sono qui abbandonato, povero ed esule in terra nemica, ove ci sono continue lotte e immani disgrazie. Consola tu il mio esilio, lenisci il mio dolore, perché ogni mio desiderio si volge a te con sospiri. Infatti qualunque cosa il mondo mi offra come sollievo, essa mi è invece di peso. Desidero l’intimo godimento di te, ma non mi è dato di raggiungerlo; desidero star saldo alle cose celesti, ma le cose temporali e le passioni non mortificate mi tirano in basso; nello spirito, voglio pormi al di sopra di tutte le cose, ma, nella carne, sono costretto a subirle, contro mia voglia. E così, uomo infelice, combatto con me stesso e divento un peso per me stesso (Gb 7,20), ché lo spirito tende all’alto e la carne al basso.

Oh!, quale è l’intima mia sofferenza, quando, dentro di me, sto pensando alle cose del cielo e, mentre prego, di colpo, mi balza davanti la turba delle cose carnali. Dio mio, “non stare lontano da me” (Sal 70,12) e “non allontanarti in collera dal tuo servo” (Sal 26,9). “Lancia i tuoi fulmini”, disperdi questa turba; “lancia le tue saette e saranno sconvolte le macchinazioni del nemico” (Sal 143,6). Fa’ che i miei sentimenti siano concentrati in te; fa’ che io dimentichi tutto ciò che appartiene al mondo; fa’ che io cacci via e disprezzi le ingannevoli immagini con le quali ci appare il vizio. Vieni in mio aiuto, o eterna verità, cosicché nessuna cosa vana abbia potere di smuovermi; vieni, o celeste soavità; cosicché ogni cosa non pura fugga davanti al tuo volto. Ancora, perdonami e assolvimi, nella tua misericordia, ogni volta che, nella preghiera, vado pensando ad altro fuori che a te. In verità, confesso sinceramente di essere solitamente molto distratto; ché, ben spesso, io non sono là dove materialmente sto e seggo, ma sono invece là dove vengo portato dalla mente. Là dove è il mio pensiero, io sono; il mio pensiero solitamente è là dove sta ciò che io amo; è quello che fa piacere alla nostra natura, o ci è caro per abitudine, che mi viene d’un tratto alla mente. Per questo tu, che sei la verità, dicesti chiaramente: “dove è il tuo tesoro là è il tuo cuore” (Mt 6,21). Se amo il cielo, volentieri penso alle cose del cielo; se amo il mondo, mi rallegro delle gioie e mi rattristo delle avversità del mondo; se amo le cose carnali, di esse sovente vado. Fantasticando; se amo ciò che è spirito, trovo diletto nel pensare alle cose dello spirito. Qualunque siano le cose che io amo, di queste parlo e sento parlare volentieri; di queste riporto a casa il ricordo. Beato invece colui che, per te, o Signore, lascia andare tutto ciò che è creato, e che, facendo violenza alla natura, crocifigge i desideri della carne col fervore dello Spirito: così da poterti offrire, a coscienza tranquilla, una orazione pura; così da essere degno di prendere parte ai cori celesti, rifiutando, dentro e fuori di sé, ogni cosa terrena.

Novena a san Bruno II° giorno

Novena a san Bruno

II° giorno

san Bruno

Giorno secondo

Prudenza

Considerazione

Consideriamo che la Prudenza è una delle più buone virtù, perchè il di lei fine è regolarne tutte le altre, e con essa dobbiamo profittarci da tutto ciò,  che da noi verrà inteso, o veduto, come fece il glorioso san Brunone nell’avvenimento seguente. Fra i Dottori dell’Università di Parigi ve n’era un più celebre non solo. a cagione della di lui gran scienza, ma più ancora ragion del vivere con sì gran premura, le modestia, che agli occhi di tutti i Cittadini di Parigi compariva un uomo di molta virtù. Morì questo rinomato Dottore, ricevendo prima i Sacramenti della Chiesa Catolica allorchè per la di lui anima si facevano i funerali, e si cantava l’offizio, essendo il corpo presente, in mezzo a questo atto sì solenne alzò il defunto il capo, e con voce troppo spaventevole proferì la terribile sentenza della sua dannazione eterna con queste parole :  «Per giusto giudizio di Dio sono condannato »

Trovandosi il Santo presente a questo orrendissimo avvenimento, se n’andò in casa sua, e come prudente imparò a spese altrui, conoscendo che per evitare conseguenza sì funesta, faceva d’uopo eleggere principj più solidi.

Frutto della Considerazione

Da questa considerazione caveremo un proposito di fare tutte de nostre opere con sì retta intenzione, che non solamente siano buone agli occhi degli uomini, ma pur anche (e questo è il meglio) agli occhi di Dio: e giammai dobbiam dimenticarci del nostro Giudizio finale, imperocchè dice lo Spirito Santo: Che rammentiamo sempre li nostri Novissimi, e giammai peccheremo.

Preghiera

O mio grande Protettore san Bruno! Ai vostri piedi ho ricordato la grande lezione che con i Vostri esempi mi date. Purtroppo con frequenza dimentico che la vita mi è stata data per acquistare meriti per il Paradiso. Vi prego, prudentissimo Santo,che con la Grazia che oggi Vi chiedo,(si dica la grazia che si desidera) mi otteniate la più preziosa, di morire prima che offendere gravemente Iddio. Si, desidero con tutto il cuore che mi otteniate dalla Madonna la grazia chiesta in questa Novena, se conviene per il bene dell’anima mia; sopra tutto chiedo la Vostra intercessione per assicurare la mia salvezza eterna. Così sia

Novena a san Bruno I° giorno

Novena a san Bruno

I° giorno

Preghiera a San Bruno

In quest’anno speciale, ricorrenza del cinquecentesimo anno della “canonizzazione equipollente” di san Bruno, ho deciso di voler celebrare il fondatore dell’Ordine certosino, con particolare riverenza. Per l’approssimarsi del 6 ottobre ho pensato di proporvi una antica Novena, realizzata nel 1838 da Dom Vittore Nabantino, con il titolo “ Novena del serafino delle solitudini il glorioso S. Brunone, insigne patriarca dell’Ordine certosino”. La mia idea, che spero vogliate gradire ed apprezzare, sta nel proporre per nove giorni consecutivi l’antico testo delle preghiere, e che idealmente potesse formare una catena devozionale tra tutti i lettori di questo blog.

In sintesi, sarebbe fantastico poter elevare simultaneamente le lodi a san Bruno!!!

Che ve ne pare?

Ringrazio tutti coloro vorranno partecipare alla recita di questa novena al fine di poter chiedere una Grazia particolare al nostro amato san Bruno.

Fatta questa breve premessa eccoci alla introduzione scritta da Dom Nabantino:

                                                                                  Avvertimento
Chiunque vorrà far questa Novena, che incomincerà il 27 Settembre, si preparerà col ricevere prima (essendo possibile ) i Sagramenti della Penitenza, ed Eucaristia, così nel giorno, in cui la comincerà , come nel giorno del Santo, che è il 6 Ottobre. -, Cercherà ancor occuparsi in esercizi di pietà in tutti i giorni della Novena. Dippiù deve sapersi, che l’Illustrissimo, e Rev.mo Monsig. D. Valentino Armellini Vescovo di Alatri ai 7 Ottobre 1836 nell’ occasione del di Lui accesso nella Venerabile-Certosa di Trisulti , • A si è degnato di concedere a chiunque reciterà divotamente questa Novena di S. Brunone quaranta giorni d’Indulgenza in ciascuno giorno, in cui la reciterà, e ciò in ogni tempo dell’anno a suo piacere. ‘ L’Illustrissimo , e Reverendissimo Monsignor D. Francesco Maria Cipriani Vescovo di Veroli, agli 11 Giugno. 1837 , si è anch’esso degnato di concedere quaranta giorni Indulgenza nella maniera mentovata (menzionata).

Novena di s. Brunone
I giorno

(Per ottenere qualunque Grazia)

Stando in ginocchio, e fatto il Segno della Croce, dirassi.

O mio Dio, venite in mio ajuto; affrettatevi, o Signore, di soccorrermi Gloria sia al Padre, ed âl Figliuolo, ed allo Spirito Santo, quale fu in principio, sia ora, e sempre, e in tutti i secoli de’secoli. Così sia.

Invocazione e atto di contrizione per tutti i giorni

Atto, di contrizione

O Dio d’infinita bontà, con tutto il mio cuore mi pento di tutte quante le offese, che contro di Voi ho commesso se, mi pento; Signore, perchè Voi siete sì buono, sì santo ,sì amabile, e degno d’ogni anore egli è troppo vero, o mio Dio, che le mie colpe sono tante, che mi fanno indegno che Voi mi riguardiate con occhi di miséricordia ; però , o misericordiosissimo Padre, degnatevi di perdonare a questo peccatore contrito, che da quì innanzi propone, ajutato colla vostra divina grazia, di non mai più offendervi, e così spero di farlo per gl’infiniti meriti Gesù Cristo vostro diletto Figliuolo.

Diligenza

Considerazione

Consideriamo che la virtù della Diligenza è assai eccellente, perchè senza lei nessuna opera ( quantunque paja buona) può essere aggradita a Dio. Il glorioso S. Brunone praticò sempre questa virtù nel corso di tutta la di lui vita cominciando sino dalla sua fanciullezza; imperocchè essendo inviato da’ suoi nobilissimi Genitori agli studi, esso adempiva con somma diligenza tutte quante le sue obbligazioni, e correva con passi così giganteschi nell’adempimento de’ suoi doveri letterari, che lasciava assai indietro, e perdeva di vista li più eccellenti dei suoi condiscepoli: è vero che il Santo cercava la scienza, ma non per altro, che per meglio poter gratificar a Dio il benefizio ricevuto di sì belle qualità, giacchè egli non metteva nella scienza solamente mondana la sua felicità, come facevano gli antichi filosofi , ma bensì nella scienza de’ Santi : perciò studiando il Santo con un sì retto fine Iddio gliene facilitava il santo acquisto, ed egli ne profittava a maraviglia, di modo che in breve tempo divenne il più savio, e dotto maestro del suo secolo.

Frutto della Considerazione.
Da questa considerazione si caverà un proposito fermo di adempiere con diligenza tutti i nostri doveri, dirigendo sempre la nostra intenzione al nostro ultimo fine, che è Iddio, poichè così facendo saremo da Dio soccorsi in tutti i nostri affari.

Preghiera al Santo.

O Brunone Santissimo, siccome Voi in questo Mondo amaste tanto la virtù , ed odiaste il vizio, così intercedete per noi appresso la SS. Trinità, acciò essa degnisi di donarci ajuto per scacciare da noi i vizj, ed acquistar tutte quelle virtù che più ci bisognano, affinchè possiamo fedelmente servirla, quì in terra, per quindi venirla a goder dopo la morte in compagnia vostra nel Cielo. Vi prego che per intercessione della Madonna vogliate otteneremi in questa novena la grazia (Si chieda la grazia che si desidera) Così sia.

Tre Pater, Ave e Gioria.

Antifona.

Questo Santo, che passò per la gloria degli Angeli con ragione rivive alla memoria degli uomini; perchè vivendo in corpo nel pellegrinaggio di questo Mondo aveva sempre il pensiero,e desiderio nella Patria celeste.

Orazione

O Dio, da cui separarsi è morire, e con cui camminare è vivere ; Voi Signore, che sublimaste con il dono di altissima contemplazione il Beatissimo S. Brunone, noi vi supplichiamo che ci concediate spirito di grazia salutevole, per mezzo del quale ci conformiamo con li di Lui esempio ci fortifichiamo con lidi, Lui meriti, e ci aiutiamo colla di Lui intercessione; così che siccome la vostra vocazione il menò alla corona, così la di Lui devozione ci conduca al perdono dei mostri peccati. Per mostro Signore Gesù Cristo, vostro Figliuolo, che con voi vive, e regna in unione dello Spirito Santo, per tutti i secoli de’ secoli. Così sia.

Negli altri giorni il tutto si pratichi come nel primo, eccettuata la Considerazione, il di lei frutto, e la preghiera che ne saranno proprie per ciascuno giorno-

Dal Brasile un nuovo “seme”

Dal Brasile un nuovo “seme”

Paulo Fernandes

Cari amici di Cartusialover, ancora una bella notizia che ho appreso ed intendo comunicarvi. E’ con gioia che dal Brasile mi giunge la notizia che un giovane di nome Paulo Fernandes, ha deciso di servire la vocazione nel deserto come monaco certosino. Nell’odierna società, decidere di rinunciare a tutto sembra un impresa impossibile, ed invece come spesso vi testimonio da questo blog è possibile!!!!

La scorsa domenica 21 settembre, questo nostro fratello, nonché membro del gruppo “amici dell’ordine certosino” su un noto socialnetwork, con il quale spesso ho scambiato impressioni sulla vita monastica eremitica, è entrato come postulante nella certosa brasiliana di Nostra Signora di Medianeira. La chiamata del Signore, ha quindi raggiunto Paulo Fernandes, il quale non ha esitato ad offrire la sua esistenza in felicità, ritirandosi nel deserto alla ricerca di Dio optando per  una vita all’insegna del silenzio della preghiera e della meditazione.

Rendendo sempre vivo il “Fugitiva relinquere et aeterna captare”  in questo XXI°secolo.

Con il convincimento, che seppur minimamente, come è già avvenuto, le letture delle pagine di questo blog abbiano potuto contribuire alla scelta del nostro amato fratello, ringrazio Dio se ciò è accaduto. Pertanto chiedo a voi tutti di pregare affinché Il Signore ed il nostro amato san Bruno illumini il cammino di questo giovane al fine di concedergli una vita monastica eccelsa.

Possa essere Paulo Fernandes un nuovo fecondo seme nella sempre fertile terra certosina e che altri giovani possano seguire la sua luce e il suo fulgido esempio.

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXIV°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXIV°

 

OGNI COSA GRAVOSA VA SOPPORTATA, PER CONSEGUIRE LA VITA ETERNA

O figlio, non lasciarti sopraffare dai compiti che ti sei assunto per amor mio; non lasciarti mai abbattere dalle tribolazioni. In ogni evenienza ti dia, invece, forza e consolazione la mia promessa; ché io ben so ripagare al di là di qualsiasi limite e misura. Non durerà a lungo la tua sofferenza quaggiù; non continuerà per sempre il peso dei tuoi dolori. Attendi un poco, e li vedrai finire d’un tratto, questi dolori; verrà il momento in cui fatiche ed agitazioni cesseranno. E’ poca cosa, e dura poco, tutto ciò che passa con questa vita. Fa quel che devi; lavora fedelmente nella mia vigna: io stesso sarò la tua ricompensa. Scrivi, leggi, canta, piangi, taci, prega, sopporta virilmente le avversità: premio a tutto questo, alle più grandi lotte, è la vita eterna. Sarà pace, in quell’ora che sa il Signore. E non ci sarà giorno e notte, come adesso, ma perpetua luce, chiarità infinita, pace ferma e sicura tranquillità. Allora non dirai: “chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Rm 7,24); e non esclamerai “ohimé!, quanto si prolunga questo mio stare quaggiù” (Sal 119,5). Ché la morte sarà annientata e vi sarà piena salvezza, senza ombra di angustia; e, intorno a te, una gioia beata, una soave schiera gloriosa.

Oh!, se tu vedessi il premio eterno che ricevono i santi in cielo; se tu vedessi di quanta gloria esultano ora, essi che un tempo erano ritenuti spregevoli e quasi immeritevoli di vivere, per certo, ti getteresti subito a terra, preferendo essere inferiore a tutti, piuttosto che eccellere anche su di un solo; non desidereresti giorni lieti in questa vita, godendo piuttosto delle tribolazioni sopportate per amore di Dio,; infine crederesti che il guadagno più grande consiste nell’essere considerato un nulla tra gli uomini. Oh!, se queste cose avessero un gusto per te e ti scendessero nel profondo del cuore, come oseresti fare anche il più piccolo lamento? Forse che, per la vita eterna, non si deve sopportare ogni tribolazione? Non è cosa di poco conto, perdere o guadagnare il regno di Dio. Alza, dunque, il tuo sguardo al cielo: eccomi, insieme a tutti i miei santi, i quali sopportano grandi lotte, nella vita di quaggiù. Ora essi sono nella gioia, ricevono consolazione, stanno nella serenità, nella pace e nel riposo. E resteranno con me nel regno del Padre mio, per sempre.

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