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Dom le Masson sull’Eucaristia

Dom le Masson sull’Eucaristia

“Concedi più di quanto hai promesso”

Dom Innocent Le Masson

Cari amici leggete questa splendida affermazione sull’Eucaristia di Dom le Masson, e facciamone tesoro.

O Signore, sei tu stesso, la Verità incarnata, che mi parli! Che cosa ci può essere di più vero di quello che la Verità stessa ci dice? Io non dubito, Signore, della tua presenza reale nell’adorabile mistero al quale sto per accostarmi: non dubito che produca i mirabili effetti che tu hai promesso; ma temo assai di porre degli ostacoli alle tue grazie, con le mie infedeltà, con la mia fiacchezza e pigri-zia. Non dubito che sia veramente così; ne sono addirittura certo. Però questo non mi impedirà di accostarmi a te, poiché io non posso vivere, se non cibandomi ogni giorno del pane sovrasostanziale.
Mio Signore, tu hai voluto farci sapere che non solo sei fedele alle tue promesse, ma che concedi assai più di quello che hai promesso. Quante volte hai donato la vita dell’anima a quelli che ti chiedevano solamente la vita del corpo !
Una sola tua parola, un solo tuo gesto compivano meraviglie… Che cosa non dovrò dunque sperare da questo mistero nel quale tu ti doni completamente a me? Gesù mio, non è per la salute del corpo, ma per la salute dell’anima che io ti supplico: «Pietà di me, Signore; risanami, contro di te ho peccato» (Sal 40,5).

(Innocent Le Masson)

 

 

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXIX°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXIX°

 

L’UOMO NON SI CREDA MERITEVOLE DI ESSERE CONSOLATO, MA PIUTTOSTO DI ESSERE COLPITO

E’ giusto, o Signore, quello che fai con me quando mi lasci abbandonato e desolato; perché della tua consolazione o di alcuna tua visita spirituale io non son degno, e non lo sarei neppure se potessi versare tante lacrime quanto un mare. Altro io non merito che di essere colpito e punito, per averti offeso, spesso e in grave modo, e per avere, in molte occasioni peccato grandemente. Dunque, a conti fatti, in verità, io non sono meritevole del minimo tuo conforto. Ma tu, Dio clemente e pietoso, per manifestare l’abbondanza della tua bontà in copiosa misericordia, non vuoi che l’uomo, opera della tue mani, perisca; inoltre ti degni di consolare il tuo servo, anche al di là di ogni merito, in modo superiore all’umano: ché non somigliano ai discorsi degli uomini, le tue parole consolatrici. O Signore, che cosa ho fatto perché tu mi abbia a concedere qualche celeste conforto? Non rammento di aver fatto nulla di buono; rammento invece di essere sempre stato facile al vizio e tardo all’emendamento. Questa è la verità; non posso negarlo. Se dicessi il contrario, tu ti porresti contro di me, e nessuno verrebbe a difendermi. Che cosa ho meritato con i mie peccati, se non l’inferno e il fuoco eterno?

Sinceramente lo confesso, io sono meritevole di essere vituperato in tutti i modi, e disprezzato, non già di essere annoverato tra i tuoi fedeli. Anche se questo me lo dico con dolore, paleserò chiaramente, contro di me, per amore di verità, i miei peccati, così da rendermi degno di ottenere più facilmente la tua misericordia. Che dirò, colpevole quale sono, e pieno di vergogna? Non ho la sfrontatezza di pronunziare parola; se non questa soltanto: ho peccato, Signore, ho peccato, abbi pietà di me, dammi il tuo perdono. “Lasciami un poco; lascia che io pianga tutto il mio dolore, prima di andare nel luogo della tenebra, coperto dalla caligine della morte” (Gb 10,20s). Che cosa chiedi massimamente dal colpevole, dal misero peccatore, se non che egli si penta e si umilii per le sue colpe? Dalla sincera contrizione e dall’umiliazione interiore sboccia la speranza del perdono, e ritrova se stessa la coscienza sconvolta; l’uomo riacquista la grazia perduta e trova riparo dall’ira futura. Dio e l’anima penitente si incontrano in un vicendevole santo bacio. Sacrificio a te gradito, o Signore – sacrificio che odora, al tuo cospetto, molto più soave del profumo dell’incenso – è l’umile sincero pentimento dei peccatori. E’ questo pure l’unguento gradito che hai voluto fosse versato sui tuoi sacri piedi, giacché tu non hai disprezzato “un cuore contrito ed umiliato” (Sal 50,19). In questo sincero pentimento si trova rifugio dalla faccia minacciosa del nemico.

Con esso si ripara e si purifica tutto ciò che, da qualche parte, fu deturpato e inquinato.

Sulle tracce della certosa di Venezia

Sulle tracce della certosa di Venezia

illustrazione_certosa_venezia

Grazie al contributo filmato che segue, potremmo scorgere i recenti ritrovamenti delle tracce della certosa di Venezia. La certosa di Sant’Andrea del Lido, si trovava nella laguna centrale, ed era situata a circa duecento metri ad est di Venezia, su di un isola  con un’estensione di 253.800 metri quadrati  Nel XII secolo vi si insediarono dei monaci agostiniani che crearono un primigenio monastero. Nel 1422, con l’insediamento dei certosini, provenienti dalla certosa di Firenze, l’isola si chiamò inizialmente di “San Bruno”, ed in seguito “della certosa”. La presenza certosina sull’isola, permase fino al 1806 allorquando la certosa fu saccheggiata ed espoliata di parte delle sue ricchezze, nel 1810 Napoleone la soppresse. La comunità veneziana fu costretta ad unirsi alla certosa di Montello. Da quel momento cominciò un lento e costante degrado, l’isola venne data ai militari, che vi collocheranno una fabbrica di esplosivi e che demoliranno tutti gli edifici monastici.

Già nel 1827 la chiesa ed il convento potevano considerarsi completamente smantellati dalle truppe austriache che in quel periodo presidiavano quest’isola. Oggi come vedremo dal filmato realizzato dal TGR del Veneto, sono stati riportati alla luce le antiche strutture murarie, grazie a scavi che hanno interessato il perimetro della antica certosa.

 

 

Vite esemplari: San Bruno

copertina fumetto

In questo mese di ottobre quasi interamente dedicato a san Bruno, voglio proporvi questa gustosa chicca editoriale che pochi di voi conosceranno. Trattasi del numero 239 della serie di fumetti pubblicati dalla casa editrice messicana Novaro, dal titolo “Vidas Ejemplares”. Queste pubblicazioni in forma di fumetti riguardarono le biografie dei principali santi della religione Cristiana. Un progetto ambizioso, che voleva avvicinare i giovani alla conoscenza delle gesta dei santi. Il 15 febbraio del 1967, fu pubblicato il numero 239 dedicato alla vita di san Bruno. I testi del giornalino sono in lingua spagnola, ma di facile ed intuitiva comprensione. Spero abbiate gradito questa curiosa sorpresa.

Vi lascio alla lettura ed alle vignette del giornalino, che potrete comodamente sfogliare!

 

SFOGLIA IL GIORNALINO

fotofumetto

 

News dalla Grande Chartreuse: Il Priore Generale si dimette

News

dalla Grande Chartreuse:

Il Priore Generale si dimette

Dom François-Marie Velut

La notizia è di qualche giorno fa, il Reverendo Padre Dom François-Marie Velut, ovvero il Superiore Generale dell’Ordine dei certosini e Priore della Grande Chartreuse, a causa di una grave malattia si è visto costretto a richiedere “misericordia”.  Questa richiesta di dimissioni è stata accettata dal Pontefice Francesco, e confermata lo scorso 13 ottobre. Vi ricordo che soltanto due anni  orsono, il 21 sttembre del 2012,  Dom Velut aveva sostituito Dom Marcellin alla guida dell’ Ordine. Ora come consuetudini iniziano i preparativi per realizzare un Capitolo Generale straordinario per consentire l’elezione di un nuovo Priore Generale.  L’elezione del Superiore Generale e il priore della Grande Chartreuse è prevista per il giorno 3 Novembre 2014. nell’attesa invito tutti voi miei cari amici lettori a pregare sia per la salute di Dom Velut, sia per tutti i Priori che si riuniranno per la scelta del successore, La Provvidenza e san Bruno  assisterà loro.

L’Imitazione di Cristo Capitolo LXXXVIII°

L’Imitazione di Cristo

Libro III

Capitolo LXXXVIII°

 

DEDICARSI A COSE PIÙ UMILI QUANDO SI VIENE MENO NELLE PIÙ ALTE

Tu non riesci, o figlio, a persistere in un fervoroso desiderio di virtù e restare in un alto grado di contemplazione. Talora, a causa della colpa che è all’origine dell’umanità, devi scendere più in basso e portare il peso di questa vita corruttibile, pur contro voglia e con disgusto; disgusto e pesantezza di spirito, che sentirai fino a che vestirai questo corpo mortale. Nella carne, dunque, e sotto il peso della carne devi spesso patire, poiché non sei capace di stare interamente e continuamente in occupazioni spirituali e nella contemplazione di Dio. Allora devi rifugiarti in occupazioni umili e materiali e fortificarti con azioni degne; devi attendere, con ferma fiducia, che io venga dall’alto e mi manifesti a te; devi sopportare con pazienza il tuo esilio e la tua aridità di spirito, fino a che io non venga di nuovo a te, liberandoti da tutte le angosce. Invero ti farò dimenticare le tue fatiche, nel godimento della pace interiore; ti aprirò dinanzi il campo delle Scritture, nel quale potrai cominciare a correre con animo sollevato “la via dei mie comandamenti” (Sal 118,32). Allora dirai: “i patimenti di questo mondo non sono nulla in confronto alla futura gloria, che si rivelerà in noi” (R>m 8,18).

“Parole dal silenzio” settima puntata

“Parole dal silenzio” settima puntata

(Trasmissione radiofonica)

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Nel settimo appuntamento della trasmissione radiofonica  “Parole dal Silenzio”, andata in onda domenica 28 settembre scorso, l’emittente radiofonica Radio Serra 98 ha trattato l’argomento dello “spaziamento”. In un precedente articolo, al quale vi rimando, è spiegato nei minimi dettagli, il significato di tale pratica dei monaci certosini. Nella trasmissione che potrete ascoltare si farà riferimento al rapporto particolare dei monaci con la natura incontaminata, ed a parlare di questo vi sarà come ospite Francesco Bevilacqua, lo scrittore, giornalista e fotografo naturalista attento osservatore e amante dei boschi, ci parlerà del suo rapporto con la natura in un’intervista esclusiva. Oltre al solito intervento di Dom Jacques Dupont, che ci relazionerà sull’argomento della puntata.

Ma vi lascio all’ascolto di questa interessante puntata.

 

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