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Novena a San Bruno 2022: IV°giorno

novena 2022 sett

Novena giorno 4

Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Signore, ti ringraziamo per averci dato il tuo servo, San Bruno, come esempio di santità. Aiutaci a imitare la devozione a Te che ha mostrato nella sua disponibilità a discernere la tua volontà per la sua vita e a servirti in modi inaspettati.
San Bruno, da giovane sei diventato sacerdote. Dopo aver lavorato per qualche tempo nel mondo accademico, hai servito Dio come cancelliere diocesano. Sentendo la chiamata alla vita monastica, ti sei ritirato dal mondo per discernere se Dio ti stava chiamando a servirlo nell’ordine cistercense.
Per favore, continua a portare le mie preghiere davanti a Dio che hai servito!
Alla fine arrivasti a fondare il tuo ordine monastico, i Certosini. E hai continuato nella tua disponibilità a servire Dio, anche quando Egli inaspettatamente ti ha chiamato fuori dalla solitudine per servire il Papa.
Prega per me, affinché io possa essere sempre pronto a servire Dio. Prega che io possa rispondere con gioia alla sua chiamata nella mia vita anche quando mi chiama a fare cose inaspettate.
Per favore prega anche per (menziona qui le tue intenzioni).
San Bruno, prega per noi!
Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, e Gloria.
Amen.

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Novena a San Bruno 2022: III°giorno

novena 2022 sett

Novena giorno 3

Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Signore, ti ringraziamo per averci dato il tuo servo, San Bruno, come esempio di santità. Aiutaci a imitare la sua devozione a Te durante tutto il suo lavoro nell’amministrazione della Chiesa e nel suo servizio al Papa.
San Bruno, hai desiderato vivere la vita monastica di preghiera e silenzio, ma prima sei stato chiamato a fare il cancelliere. Hai svolto i tuoi doveri in questo ruolo, cercando di servire Dio il più fedelmente possibile nei compiti che ti ha posto.
Per favore, sii fedele nel presentare le mie richieste davanti a Dio!
Anche dopo che hai iniziato a vivere la tua vocazione monastica, sei stato nuovamente chiamato alla vita pubblica per assistere il tuo ex allievo che ora era Papa. Hai lavorato fedelmente in questo ruolo per il bene della Chiesa.
Prega per me, affinché io possa sempre cercare di essere fedele a qualsiasi compito che Dio mi pone davanti. Prega che io possa servire Lui e la Sua Chiesa come posso.
Per favore prega anche per (menziona qui le tue intenzioni).
San Bruno, prega per noi!
Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, e Gloria.
Amen.

Novena a San Bruno 2022: II°giorno

novena 2022 sett

Novena giorno 2

Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Signore, ti ringraziamo per averci dato il tuo servo, San Bruno, come esempio di santità. Aiutaci a imitare la dedizione a Te che ha mostrato durante i molti anni trascorsi a studiare e insegnare agli altri su di Te.
San Bruno, hai passato molti anni della tua vita a perseguire la conoscenza di Dio e ad insegnare agli altri Dio e le Sue leggi. Hai guidato la scuola episcopale a Reims e insegnato a molti abati e sacerdoti.
Per favore, porta le mie richieste davanti a Dio, che hai studiato così diligentemente!
Hai lavorato per servire Dio per tutta la tua vita nel mondo accademico, anche quando hai desiderato ritirarti nella pace solitaria del monachesimo. Quando sei morto, la tua grande conoscenza è stata celebrata da molti.
Prega per me, affinché io possa sempre cercare di imparare di più su Dio e di diffondere la sua conoscenza agli altri. Prega affinché io non perda mai l’opportunità di aiutare a condurre gli altri a Dio.
Per favore prega anche per (menziona qui le tue intenzioni).
San Bruno, prega per noi!
Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, e Gloria.
Amen.

Novena a San Bruno 2022: I°giorno

novena 2022 sett

Novena giorno 1

Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Signore, ti ringraziamo per averci dato il tuo servo, San Bruno, come esempio di santità. Aiutaci a imitare la dedizione a Te che ha mostrato nella scelta di consacrare la sua vita alla preghiera e alla penitenza nel monachesimo.
San Bruno, sappiamo molto poco dei tuoi primi anni di vita, ma devi essere cresciuto come un devoto seguace di Cristo da quando sei stato ordinato sacerdote da giovane. Hai servito Dio degnamente come sacerdote e infine come monaco per il resto della tua vita.
Per favore, porta le mie richieste davanti a Dio che hai servito!
Dopo essere diventato sacerdote, hai continuato a discernere il modo migliore per servire Dio nella tua vita. La tua ricerca di servire Dio ti ha portato a stabilire l’ordine certosino.
Prega per me, affinché io possa sempre cercare il modo migliore per servire Dio nella mia vita. Prega che io possa svolgere fedelmente i doveri delle mie vocazioni come hai fatto tu.
Per favore prega anche per (menziona qui le tue intenzioni).
San Bruno, prega per noi!
Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, e Gloria.
Amen.

Avviso inizio Novena a San Bruno 2022

statua lignea

Cari amici lettori, eccoci giunti ad uno degli appuntamenti più importanti di questo blog. Dal prossimo martedì 27, come da consuetudine, qui su Cartusialover ha inizio la Novena dedicata al nostro amato San Bruno. Come saprete da qualche anno vi è una intera sezione dedicata, con la raccolta delle varie Novene che vi ho proposto nel corso degli scorsi anni. Potrete dunque scegliere quella che preferite.

Per questo 2022, voglio proporvene una nuova, semplice e molto fluida nel suo svolgimento. Spero vogliate apprezzare, ma soprattutto unirci in preghiera in tanti invocando l’intercessione del nostro caro San Bruno.

Oggigiorno, l’uomo moderno emarginando sempre di più da sé Dio, impoverisce sempre più, abbandonandosi alla dissoluzione morale. Abbiamo assistito all’anacronismo di una guerra incomprensibile nel cuore dell’Europa nel ventunesimo secolo, o al perpetrare di violenze amorali di genitori nei confronti dei figli o viceversa o della abietta violenza sulle donne. Proviamo ad arginare tale lordura morale con la potenza della preghiera.

Uniamoci dunque in questa lode a San Bruno, richiedendo la Grazia di poter riportare la pace nel mondo attraverso la discesa di Dio nei nostri cuori.

Vi aspetto in tantissimi da martedì!

Un’incontro con Dio: la certosa

copertitolo

Cari amici, il titolo di quest’articolo è il titolo di un un raro video dei primi anni novanta, con una qualità discreta rispetto ad oggi, ma testimonianza inedita e preziosa. Esso fu realizzato alla certosa di Serra San Bruno ed oggi è stato riversato in sistema digitale allo scopo di salvarlo dall’oblio e pubblicato su youtube, ciò lodevolmente senza nessun scopo di lucro.

Potremmo godere, di favolose riprese aeree dell’intera superficie della certosa calabrese e degli incantevoli luoghi ove sorge Santa Maria del Bosco con il vicino Dormitorio di San Bruno e del suggestivo laghetto. La perla assoluta di questo documento video, secondo il mio modesto parere, è rappresentato dall’audio del discorso fatto da Papa Giovanni Paolo II alla popolazione serrese in occasione della sua visita in certosa, avvenuta il 5 ottobre del 1984. Scorgeremo anche immagini inedite di quella visita.

Potremo ammirare la voce del Padre Priore Dom Gabriele Lorenzi, intento ad accogliere un novizio, scorgeremo inoltre nelle varie riprese alcuni certosini di quel periodo, che nel corso degli anni vi ho fatto conoscere da questo blog, come i compianti Padre Christian e Padre Elia.

A seguire vedremo riprese dei vari ambienti monastici, alcune davvero inedite!

Si prosegue con la giornata tipo di un monaco tra silenzio, solitudine, preghiera e meditazione. Dalla voce di un monaco, un ex profugo vietnamita ascolteremo una profonda riflessione sul senso della vita claustrale certosina una rarità unica!

Saremo inoltre allietati da una sublime esecuzione di una emozionante Salve Regina.

Nel video che vedrete, sono state inserite anche inedite immagini della visita in certosa dell’ arcivescovo brasiliano Dom Helder Camara, avvenuta il 25 settembre del 1990. Forse vi ho anticipato troppo, ora non resta che goderci questa vera chicca che viene dal passato, senza dimenticare di ringraziare chi all’epoca realizzò il video e chi ne ha curato la conversione digitale e la diffusione.

Buona visione

Memorie di uno zio certosino 2

thumbnail_Tio Vicente Acuarela. (2)

Continuano i ricordi del nipote del certosino Fratel Tomas Maria, condivido con voi, miei cari lettori, queste commoventi memorie.

La partenza per la certosa e gli inizi.

Quella mattina Vicente si è alzato, ha preso un autobus da Consuegra ed è andato a Madrid per andare a Burgos, non ha salutato nessuno, quando si è svegliato, il letto dove dormiva Vicente era vuoto, Dio ha messo per strada il suo primo cugino e che lo ha incontrato sull’autobus. Logicamente gli chiese “Vicente amico, dove vai da queste parti?” Immagino che avrebbe confessato quella pia menzogna “Ciao Trini, sai…per via delle carte e delle procedure” quando voleva rendersi conto che Vicente è scomparso per prendere un treno che lo avrebbe portato alla Certosa di Miraflores (Burgos), dice Dom Antonio Lopes, che era un avvocato e poi priore a Évora che sono entrati insieme e per questo gli hanno mostrato tanto affetto. Vi rimasero tre anni prima di essere trasferiti al Convento di Santa María Scala Coeli a Évora (Portogallo). Vicente, all’ingresso come novizio nella Certosa di Miraflores, divenne Fratello Tomás (dato che era il giorno in cui si commemorava il suo Santo, non so quale dei Tomases fosse) e María per la sua fervente devozione mariana. Quando divenne Fratel Tomás María Martín-Benito Romero, dopo tre anni con padre Antonio si trasferirono alla certosa a Evora (Portogallo). Subito si intravedono i punti di forza e di debolezza nella personalità di Fratello Tomás, subito in lui emergono le virtù del lavoro e viene nominato capo dell’agricoltura e dell’allevamento da cui deriva l’indipendenza economica del convento. Ci raccontava ridendo un aneddoto in relazione alla festa del 1° maggio (festa del lavoro) in Spagna e Portogallo.
“-Fratello, cosa fai oggi sul trattore?
-Cosa farò? lavorerò
-E non sai che giorno è oggi?
-Sì, uno di maggio.
-Fratello, oggi è festa, festa dei lavoratori e tra una risata ha detto loro “e quale modo migliore per santificare questa giornata che lavorare”

Tio Vicente con mi padre

La sua attività

Divenne l’autista della Certosa e ricordo che Padre Soto Domecq (a quel tempo priore) si fidava pienamente di lui per venire al mercato nazionale del bestiame a Talavera de la Reina (molto vicino a quella che era la sua casa a Consuegra) per occuparsi delle vendite di bovini cherole (bovini da carne) che venivano venduti per la sussistenza del convento. Ricordo di aver visto con sorpresa l’indice di una delle sue mani di mio zio con una falange in meno “una mucca l’ha mangiata mentre mangiava” disse con una risata e quando aprii gli occhi enormi per via della mia età e della sorpresa.. tornando serio, mi disse che aveva avuto un incidente con il magazzino che gli si era tagliato un dito.
Padre Soto Domecq, non voleva viaggiare con nessuno se non con fratello Tomás, “guida veloce e sicuro“. In una delle nostre visite, ci ha portato a visitare un vigneto a graticcio allestito dalla Fondazione e siamo andati con lui nel furgone tipo pick-up Peugeot così comune in quel paese. Andava così forte (la fama della cattiva guida dei portoghesi era molto diffusa in Spagna) che mio padre gli disse “Non vai molto veloce?” a cui mio zio ha risposto “Io viaggio sempre con il Signore e lui ci protegge in questo momento” e l’unica cosa rimasta era di tenerci stretti dove potevamo, ahahah. Quanto buonumore il mio zio certosino!

I suoi racconti

Fratello Tomás ha dovuto vivere un episodio storico, drammatico, momento nei quali l’unica arma con cui i poveri certosini potevano difendersi era la loro fede. La Rivoluzione dei Garofani, rivolta militare avvenuta in Portogallo il 25 aprile 1974. Quel giorno la notizia si diffuse da tutti i civili che lavoravano per il marchese che aveva donato alla certosa e le sue terre, per proteggere i monaci e temendo che sarebbero stati fucilati, sono stati invitati a rimuovere le loro abitudini e indossare le tute per fingere di essere personale civile. I monaci certosini, rifiutarono con il Priore che disse: “sarà ciò che Dio vuole” e rosario in mano, si affidarono all’intercessione della Vergine Maria. Si sentivano le voci dietro le mura della clausura sempre più forti e il miracolo della Vergine Maria si rifletteva nel momento in cui terminavano la preghiera, le grida e le voci si dissipavano in quel preciso momento dell'”amen”. La Rivoluzione terminò 24 ore dopo la sua nascita. Fratello Tomás ci raccontava sempre di questo episodio ogni volta che andavamo e finiva dicendo che fu un vero e proprio miracolo, rimanere indenni.

Dolci ricordi

Durante le visite che gli facevamo, quando finiva di parlare con mio padre e con gli adulti, toccava a noi, prendeva me e mia sorella e ci chiedeva della scuola, dei nostri amici, dei nostri hobby e ci chiedeva sempre di essere “bambini modello” visto il suo fervore La vocazione mariana consigliava sempre la stessa lettura “Il silenzio di Maria” consigliandomi di leggerlo per applicazione alla mia vita con un… “Resta con me” e un ammiccamento di complicità al quale mia madre interveniva sempre con un’esclamazione di disapprovazione.

Ho parlato dei suoi punti di forza ma i suoi punti deboli erano evidenti, ed era di sicuro la sua poca formazione accademica, sapeva solo leggere, scrivere e un po’ di cultura generale. Ma… Padre Antón Lopes nelle nostre ultime visite alla Certosa mi ha raccontato con stupore come gli avesse chiesto di insegnargli a parlare “quella lingua”.

Quale lingua Fratello? “

“Quella con la quale si canta”

“Ah il latino?!!!”

“Si quella lingua!”.

Fratel Thomas e Padre Antao Lopes
Fratello Tommaso, mio zio, ha imparato il latino e ha guidato a lungo la voce cantata nel coro, ed è stato un caso eccezionale di partecipazione di un fratello al coro… era sorprendente perché nonostante la sua scarsa formazione riusciva a discutere di filosofia, leggeva testi di filosofi nella sua cella.

Tutte le lettere che lui ci scriveva iniziavano con un “Caro Pepe, Socorro e nipoti, sono grasso, felice e felice, grazie a Dio…” e le ricevevamo con enorme gioia, mia madre mi dettava e io scrivevo, mio padre scriveva e lui ha scritto la sua, proprio come mio zio Félix e l’abbiamo inviata tutti insieme… grazie a queste e-mail, che ti ho inviato, ne ho rilette alcune con una lacrima di nostalgia affiorante e ho potuto vedere come prediceva la situazione che l’agricoltura sta attraversando oggi in Spagna.

Mentre scorrono lacrime di profonda commozione, ed in attesa di altri ricordi spero che questi racconti possano aver interessato i lettori di Cartusialover. Sono lieto di aver avuto l’opportunità offertami da questo blog, di ricordare il mio caro zio certosino.

Statuti delle monache dell’Ordine Certosino (cap. 25)

CAPITOLO 25
Il Vicario e il Coadiutore

Immagine

1 Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico sono ordinati l’uno all’altro: poiché entrambi partecipano, ciascuno secondo il proprio modo, all’unico sacerdozio di Cristo. Nella celebrazione dell’Eucaristia, centro e culmine della nostra vita, i sacerdoti che servono la comunità, cioè il vicario e il coadiutore, investiti di sacro potere e agendo nella persona di Cristo, realizzano in mezzo a noi il suo sacrificio; le monache, in virtù del sacerdozio regale che è loro, contribuiscono all’offerta dello stesso sacrificio, in cui la totalità della loro vita si trova ricapitolata e presentata al Padre. Il vicario e il coadiutore sono per noi anche ministri degli altri sacramenti, in particolare della liturgia penitenziale, che pone il sigillo del Signore nella nostra quotidiana opera di conversione. Sono finalmente i testimoni della Parola di Dio.
2 Il loro ruolo nei confronti delle monache è unicamente spirituale e liturgico. Svolgono tutte le funzioni sacerdotali.
3 Il vicario e il coadiutore sono cappellani dei monasteri di monache. Sono nominati dal Capitolo Generale dei monaci o dal Reverendo Padre, e restano soggetti all’autorità dell’Ordine.
4 Una monaca, anche novizia, può legittimamente e validamente confessarsi a qualsiasi sacerdote approvato dall’Ordinario del luogo. Se una monaca desidera un confessore particolare, gli sarà concesso, per quanto possibile. Ricorderemo, però, che la solitudine in cui siamo impegnati a volte porta a una certa povertà anche in questa zona. Ogni comunità avrà un confessore esterno che sarà preferibilmente membro dell’Ordine. Le monache non sono obbligate a presentarsi a lui.
5 Il vicario e il coadiutore avranno ciascuno il proprio confessionale che sarà munito di grata. I confessionali devono essere installati in un luogo facilmente accessibile e sufficientemente discreto. Le confessioni e gli indirizzi spirituali non possono aver luogo nel solito modo in parlatorio o in capitolo.
6 Il vicario e il coadiutore devono dirigere i loro penitenti secondo lo spirito del nostro Ordine di cui saranno imbevuti essi stessi, ma non possono imporsi come direttori di coscienza. I confessori non possono mai imporre o permettere alle suore di fare penitenze corporali.
7 Pur amandole in Cristo, il confessore manterrà il suo rapporto con le monache ad un livello puramente soprannaturale. Farà in modo che i colloqui non si prolunghino e riguardino solo argomenti utili al bene delle anime.
8 Per svolgere al meglio il suo ministero, il confessore sarà molto attento alle differenze della psicologia femminile. Se trascura di informarsi e di controllarsi in tal senso, si espone a commettere errori di giudizio ed a dare consigli mal adattati.
9 È molto importante per la pace e il beneficio spirituale delle comunità non confondere il foro interno con il foro esterno. Il vicario e il coadiutore non devono interferire nel governo, interno o esterno, della comunità, né intervenire nell’amministrazione della casa.
10 Se accade che la priora chieda consiglio al vicario, quest’ultimo non cercherà di imporre la sua volontà, ma dovrà mantenere una prudente riserva. La priora, dal canto suo, conserverà tutta la sua indipendenza di giudizio e di decisione, soprattutto in materia di ammissioni e di rifiuto dei candidati. I confessori eviteranno di esprimere la loro opinione sulle monache, poiché normalmente le conoscono solo attraverso la confessione e la direzione spirituale.

11 I rapporti del vicario e del coadiutore con la priora e gli ufficiali devono essere sempre franchi e leali. Un disaccordo duraturo non mancherebbe di farsi notare e di avere le conseguenze più disastrose. I padri devono sempre sforzarsi di essere artigiani di pace e di unione tra tutti.
12 Il vicario è il superiore immediato del coadiutore e dei fratelli; è da lui che dipendono per l’osservanza e gli devono obbedienza. Ma spetta alla priora o al cellario ordinare il lavoro dei fratelli. (cfr St 31,16)
13 Il vicario si mostrerà gentile e comprensivo verso il coadiutore ed i fratelli, e assicurerà loro le condizioni di un’autentica vita certosina. Pur non godendo del ricordo della clausura, tutti si sforzeranno di vivere il più possibile la loro vocazione di silenzio e solitudine.
14 Il vicario, pur essendo amabile, deve mantenere la necessaria discrezione nei confronti dei parenti delle monache, come nei confronti degli altri visitatori. Nessuna donna dovrebbe essere ammessa nelle celle dei monaci.
15 I membri del vicariato conducono la loro vita di certosini in condizioni particolari e delicate. Saranno desiderosi di dare un esempio di buona comprensione e serenità. In caso di difficoltà, sapranno conservare su di loro un saggio riserbo e sopportarle con amore, ricordando che il loro atteggiamento avrà sempre un impatto pastorale sulla comunità.
16 Cooperatori di Cristo, nostro unico Signore e Maestro, il vicario e il coadiutore si sforzeranno di essere, sul suo esempio, servi delle loro sorelle. La comunità, dal canto suo, sarà attenta a facilitare la loro vita da certosini. Quanto più saranno fedeli a questa vocazione essenziale, tanto più sarà benefica la loro presenza.

Una preghiera per le vocazioni

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Nell’articolo di oggi, voglio proporvi una intensa preghiera concepita da “una certosina“. La sua invocazione si rivolge a Dio e chiede, per intercessione di San Bruno protezioni delle comunità certosine e di ogni singolo monaco.

Uniamoci in preghiera condividendo l’intento di pregare per le vocazioni certosine, indispensabili nell’epoca che stiamo vivendo,

statbn

Dio Eterno Onnipotente
Prepara una dimora in cielo per quelli
che ti amano e rinunciano alle promesse del mondo.
Hai mandato in solitudine il nostro santo padre Bruno per servirti.
Seguendo il suo esempio, innumerevoli uomini e donne sono entrati nelle Certose per seguire Gesù di Nazaret, nascosto al mondo.
Ti chiediamo umilmente:
Per intercessione di san Bruno, Padre dell’Ordine, che i membri dell’Ordine certosino adempiano i loro voti, affinché avanzino nella vocazione che Tu hai posto nei loro cuori, non confondendosi, e raggiungendo sani e salvi la loro meta, perché

Ciò che nessun occhio ha visto e nessun orecchio ha udito, tu hai preparato per coloro che ti amano”.
O Padre amorevole, San Bruno, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte!
Amen.

Dom Etienne Richard

Prosegue nell’articolo odierno, il focus dedicato a conoscere i Priori Generali dell’Ordine certosino susseguitisi nei secoli.

Oggi vi presento Dom Etienne Richard, il quale nacque a Lione da onorevoli genitori nel 1667. Chiamato da Dio a una vita più perfetta, lasciò il mondo, bussò alla porta della Grande Chartreuse e fece la Professione in questo Monastero, intorno al 1696. Alcuni anni dopo, nel 1700 fu inviato a dirigere la Certosa di Vaucluse, nel Giura. Rimase in questo posto per un breve periodo; il Reverendo Padre Dom Antoine de Montgeffond, che aveva riconosciuto il merito di questo eminente Religioso, volle approfittare della sua esperienza e lo mandò in diverse Case dell’Ordine, tra le altre alla Certosa di Castres per ristabilire la disciplina e ripristinare l’applicazione degli Statuti. Il Capitolo Generale lo ha poi nominato Visitatore della Provincia di Aquitania. In queste varie cariche, Dom Etienne Richard mostrò un tale zelo illuminato e una così notevole comprensione degli affari, che alla morte del reverendo padre Dom Ambroise Grollet, fu eletto Generale dell’Ordine il 28 gennaio 1732. Dom Etienne Richard si addormentò nel Signore il 3 aprile 1737, all’età di settant’anni, dopo soli cinque anni e pochi mesi di casa generalizia.